sabato 25 dicembre 2010

BUON NATALE!


A tutti i lettori di Fides et Forma i miei migliori auguri di Buon Natale!




P.s.: per tutti coloro che mi hanno inviato gli auguri via mail ci tengo a far sapere che il server del mio indirizzo email è fuori uso da due giorni. Pertanto se non siete riusciti ad inviare mails o a ricevere le mie risposte è per problemi tecnici! Rinnovo comunque a tutti i miei auguri, nella speranza che il Natale possa davvero convertire i cuori di tutti coloro che hanno in odio il legame fra arte, tradizione e fede: Cristo incarnatosi in una grotta più di 2000 anni fa possa illuminarli sul valore di una tradizione e del legame fra incarnazione e forme artistiche che tanto si adoperano a distruggere.

Francesco Colafemmina

P.s. 2: qualcuno è in grado di dirmi chi sia l'autore dell'orrido dipinto che sovrasta il Santo Padre nel video del discorso rilasciato alla BBC? La pala (ha due ante richiudibili) raffigura due angeli che mettono in azione un meccanismo celeste rappresentato dalla cinta dello Zodiaco (si vedono i simboli dei Pesci, Toro, Ariete e Bilancia). All'interno di questo "motore" ci sono i pianeti e i loro satelliti e un uomo e una donna stilizzati che si abbracciano. Che roba è questa e perché nel presentare il Papa alla BBC hanno voluto utilizzare questo sfondo?

49 commenti:

Samuele Baracani ha detto...

Buon Natale

Stefano78 ha detto...

Buon Natale Francesco

DANTE PASTORELLI ha detto...

Io te li ho già fatti gli auguri, ma te li rifaccio sempre con lo stesso affetto.
Quanto allo sfondo BBC, nessuno obbliga il Papa a prestarsi a questi giochini: e si levi di torno coloro che ve lo spingono.

Daniele Sottosanti ha detto...

Auguri anche da parte mia caro Francesco!
Un augurio anche a tutti i lettori e i partecipanti di questo splendido blog!

Daniele

Gianpaolo1951 ha detto...

Buon Natale a Lei Francesco e a tutti i “giusti” di questo blog!

Luisa ha detto...

Buon Natale a tutti !

Anonimo ha detto...

sabato 25 dicembre 2010

L’invocazione del Papa a Dio: Ti ringraziamo per la tua bontà ma ti preghiamo anche: mostra la tua potenza, erigi nel mondo il dominio della tua verità, del tuo amore, il regno della giustizia, dell’amore e della pace
http://paparatzinger4-blograffaella.blogspot.com/2010/12/linvocazione-del-papa-dio-ti.html

Il Papa ai cristiani cinesi: “Resistete” “Leader italiani, fate il bene comune”
http://www.ilgiornale.it/interni/papa/25-12-2010/articolo-id=495934-page=0-comments=1

___

Buon Natale a Francesco ed a tutti voi. Marco (m)

Maria ha detto...

Buon Natale!

Andrea ha detto...

Veramente orrido il dipinto-marchingegno, caro Francesco !
Viene alla mente Hitler, che vedeva i Cristiani come infiltrati che introducevano nella cultura "bianca" la divinazione orientale (semitica). Pare che il filone WASP veda il Santo Padre in maniera più o meno simile: non ha accaettato la "demitizzazione della fede", quindi è "semita"!

gianluca cruccas ha detto...

Buon Natale a te e alla tua famiglia...

Chris ha detto...

Il mio augurio è, per riprendere la frase degli angeli, Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini che egli ama; frase che Papa Benedetto ha ben spiegato nell'omelia della messa della notte.

res ha detto...

Lodiamo con Alleluia il Natale di Nostro Signore, ma....
un grosso MA mi pesa sul cuore !
Mi piacerebbe che qualcuno riuscisse a spiegare chi, come e perchè ha deciso di cambiare le parole del Vangelo (!) di questo giorno gaudioso in cui la chiesa celebra l'ineffabile Mistero del Natale del Signore, con quelle parole che erano state in 2000 anni le seguenti:
"Pace agli uomini di buona volontà" v. latino "BONAE VOLUNTATIS";
quelle parole di SEMPRE sono state cambiate con una traduzione-tradimento
in "agli uomini che Dio ama".
La Chiesa ci aveva sempre insegnato che Gesù stesso ha detto: "Non sia cambiato uno iota" o mi sbaglio ?
Che cosa è accaduto di nuovo e -mi pare- GRAVE perchè si permettesse questo cambiamento sostanziale ?
Chiedo al dott. Colafemmina e al prof. Pastorelli un cortese chiarimento.

Francesco Colafemmina ha detto...

A dire il vero in greco il testo di Luca 2,14 presenta delle discordanze testuali nei manoscritti bizantini. In particolare manca la s finale della parola eudokia.

Se si legge "en anthropois eudokias" (genitivo di specificazione) si può intendere "tra gli uomini che godono di favore" (eudokia è letteralmente la buona considerazione).

San Girolamo traduce "bonae voluntatis" ma effettivamente la distanza tra la "bona voluntas" ossia la buona considerazione propria degli uomini e il favore che Dio accorda loro è enorme.

Probabilmente la ragione va individuata nell'errore dei copisti del I-II secolo che nel ricopiare cancellavano l'en davanti ad an-thropois. Pertanto è possibile che San Girolamo si sia trovato dinanzi ad una versione "corrotta" dove una volta tolto l'en bisognava in qualche modo giustificare quel nominativo eudokia e quindi si aggiungeva la s trasformandolo in eudokias e in complemento di specificazione.

In sostanza la versione filologicamente corretta potrebbe essere quella adottata dalla Chiesa Ortodossa:

"Pace in terra, il favore ( "la grazia" di Dio) fra gli uomini".

Francesco Colafemmina ha detto...

Sotto il profilo teologico è interessante notare come un conto sia la grazia ossia il "favore" che Cristo accorda agli uomini, un altro "l'amore" di Dio distribuito sulla terra assieme alla pace.

Se la pace viene sulla terra ciò riconduce all'armonia del creato che ritorna al suo originario stato che anticipa il peccato originale. Questa

Dopo la pace ristabilita fra il creato e il Creatore, c'è il mistero della salvezza, della grazia, della benevolenza di Dio che manda Suo Figlio per la redenzione dell'Uomo.

In questa lettura si può scorgere il senso del pensiero del beato Duns Scoto, il quale pensava che Cristo fosse venuto non solo per redimere l'umanità ma per esaltare la creazione attraverso la sua perfezione.

DANTE PASTORELLI ha detto...

E' un problema da filologi ed io non mi reputo tale perché, in realtà, non lo sono.
Quindi azzardo un'indicazione. Francesco, ch'è filologo vero, dirà con maggior autorevolezza la sua più motivatamente.
In greco si parla di "pace agli uomini "eudokias".
E' un genitivo di qualità.
Il termine si può ben tradurre con " buona volontà" e molti autori così traducono (ad es. Ricciotti, in La Sacra Bibbia).
Altri traducono "della benevolenza, del beneplacito" (Ryan, I vangeli delle domeniche e delle feste, 1927; Garofalo, la Sacra Bibbia, Marietti): autori seri, non improvvisati.
Nel primo caso sono gli uomini che, come dice Piccarda nel III canto del Paradiso, credono che "en la sua volontade è nostra pace"
e adeguano la loro volontà a quella divina che diviene la loro stessa volontà: tutte le volontà degli uomini divengono una sola, quella di Dio. Sono gli umili semplici ed obbedienti a cui Cristo ha voluto farsi per primo annunciare. Costoro ricevono la pace, ch'è quella che dà Cristo e non il mondo.
Nel secondo caso gli uomini sono oggetto della "benevolenza, del beneplacito" di Dio: gli uomini che Dio ama tanto da sacrificare il Figlio Unigenito per riscattarli.
Dio ama tutti e vuole tutti salvi.
La traduzione e l'interpretazione non è da respingere, tutt'altro, però...
Però occorre chiarezza: Dio ama tutti e tutti vuol salvare, ma non tutti rispondono con la loro volontà a tale chiamata (il "pro multis"). Dio non fa distinzioni a priori, ma la distinzione avviene per opera dell'uomo: c'è chi risponde all'amore e chi no.
Un'interpretazione troppo estensiva e buonista di "degli uomini che Dio ama" inevitabilmente conduce alla teologia della salvezza universale.
Insomma anche la seconda interpretazione è accettabile, ma se inquadrata nell'adeguarsi da parte dell'uomo alla volontà divina che tanto l'ha amato.
Ecco perché, a mio avviso, "gli uomini di buona volontà" è la lezione preferibile, per la limpidità dell'annuncio: la buona volontà non significa le buone intenzioni naturali dell'uomo, ma l'adesione, la risposta totale alla volontà di Dio ch'è amore infinito. Questa risposta dell'uomo è la buona volontà che Dio genera nell'uomo con l'Incarnazione, la Passione Morte e Resurrezione e la grazia che ne deriva, che scende su tutti ma non tutti accolgono.

Anonimo ha detto...

Trovate il passaggio a riguardo dell'omelia di Benedetto XVI su YouTube al video
numero e09NDSG-g_o al minuto 03:05.

DANTE PASTORELLI ha detto...

La versione Ortodossa è veneranda e in fondo non lontana dal Textus Receptus, il cui nome deriva da una frase contenuta nella prefazione alla traduzione di Erasmo pubblicata da Elsivir nel 1633: ma questo "testo" dagli esegeti viene ritenuto privo di grande valore critico, lacunoso e scorretto.
In questo Textus Luca l'inno angelico di Luca 2,14 viene diviso in tre parti: Gloria a Dio nel più alto dei cieli; sulla terra, pace; agli uomini, buona volontà".
Il genitivo eudokias quindi lascia il posto al nominativo eudokia.
Ma in fondo - non riesco nel mio caos a trovare il Martini, ma forse lo devo aver regalato a qualcuno - il significato intimo non muta. La buona volontà deriva dalla nascita di Cristo, viene a tutti elargita dalla benevolenza divina, ma gli uomini devono a quell'alta volontà adeguarsi per ritenere questa benevolenza.

Francesco Colafemmina ha detto...

Il testo ufficiale della Chiesa Ortodossa tradotto in neogreco recita (un po' estrosamente):

"gloria all'altissimo Dio (non "a Dio nel più alto dei cieli"), pace in terra e amore e salvezza per gli uomini!"

DANTE PASTORELLI ha detto...

E ora come ce lo faranno cantare in latino?

Anonimo ha detto...

Auguri a lei e Buon Natale dott. Francesco da Giovanni, Rita, Eleonora, Filippo, Salvatore e Concetta. Siamo giovani "tradizionalisti" e ci dispiace ricordare nel suo blog il brutto articolo di Tornielli contro di noi.
Che "bel" regalo di Natale abbiamo avuto! Non ce lo meritavamo un attacco così forte.

Luisa ha detto...

Certo che Andrea Tornielli ha approffittato della tribuna che gli offre il Giornale per sferzare quell`attacco sconcertante contro i "tradizionalisti" sicuro di raggiungere un vasto pubblico.
Sconcertanti e l`attacco e il giorno da lui scelto: Natale!
Non mi aspettavo di leggere quelle parole scritte da un vaticanista che stimo, non mi aspettavo di ritrovare, quasi "mot à mot", gli stessi clichés triti e ritriti, che spesso ho letto, messi insieme in quel modo così aggressivo.
Sono stata stupita e ancora non capisco che cosa abbia potuto spingerlo a pubblicare quel post il giorno di Natale!
Almeno così ci sono chiari i sentimenti e i pensieri di Andrea Tornielli nella speranza che pubblichi un post almeno altrettanto virulento rivolto a coloro che hanno protestantizzato la Liturgia cattolica. Protestantizzazione, quella, purtroppo drammaticamente reale e verificabile anche se negata e passata sotto silenzio da chi detiene il potere nella Chiesa cattolica e dai loro servitori zelanti.

er tripparolo ha detto...

Mma mica ha sferzato, quanno mai.

Er sor Tornielli ha detto solo a verità.

Solo se sà, comme cantava a canzone

"à verità ti fa male lo so".

Aò mmè piaciuto n'sacco l'articolo der sor Tornielli.

Saluti da "er tripparolo"

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non mi meraviglia, tripparò.
Vediamo se in altri articoli il buon giornalista si occuperà negli stessi termini anche dell'anima di altri prelati defunti o viventi, che han devastato la Chiesa.

Va' a messa!

azzurra ha detto...

Carissimi tutti Buon Natale! In particolare a Luisa a Giampaolo che saluto con molta stima e a Silvano, miei vecchi amici del blog di un certo giornalista che si oKKupa di sacri palazzi. In questi giorni ho dato un'occhiata e che mi trovo? un "bellissimo" articolo su i "tradizionalisti". Beh! nulla di strano in effetti il giornalista in questione ha sempre dimostrato il suo disprezzo e verso Mons. Lefebvre e verso chi lo difendeva. Io stessa sono stata eliminata dal blog, molto tempo fa. Il giornalista in questione NON ha mai portato rispetto per quelli che NON la pensano come lui o certi suoi amici der sacro palazzo. Sbaglio o il blog in questione NON è il suo ma appartiene al Giornale? E poi com'è che ha lasciato passare e continua a far passare scritti di eretici e di tdg a iosa? è buono con gli eretici e cattivo con chi difende la Tradizione? e poi le cretinate le menzogne di quel simon cireneo che da la nausea al sol leggerlo, persona bugiarda ipocrita, che sta infangando il Magistero con le sue ridicole panzane moderniste e protestanti.

Questo figuro continua a dire che Mons. Lefebvre è morto scomunicato ma se volete vi copio ed incollo una intervista di un Card.(del quale ora non ricordo il nome) che afferma il contrario, poi dulcis in fundo questo figuro che scrive KILI di mendacità, ha avuto l'ardore di dire che Mons. Lefebvre E' all'inferno!!

P.S. er tripparolo sarà mica il brutto essere alato tale cherubino che scrive nel blog der sacri palazzi?.... a leggerlo sembrerebbe proprio di sì!!

er tripparolo ha detto...

"azzurra"

aò mmè venuta n' mente a barca a vela che nell'83 partecipò a na regata internazionale mportante.

Peccato ch'era na barca "perdente".........

DANTE PASTORELLI ha detto...

Anche gli angeli mangiano la trippa?
Questa poi!
Non so chi sia il figuro che vede all'inferno mons. Lefebvre: mah, che ci stia di casa lui?
E ve la prendete per ciarlatani del genere?
In un blog si entra e poi se ne può uscire.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Era la tua barca, vero? Logico, con la trippa che v'avevi imbarcato!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Azzurra, non so a quale intervista tu alluda. Ce ne sono state tante!
Se è interessante, perché non riportarla qui?

Gianpaolo1951 ha detto...

Ben arrivata Azzurra!...
Noto con piacere che non ha perso la grinta…
I “giusti” – tranne qualche indigesta eccezione ”culinaria” - prima o poi approdano qui!...
Buon Natale anche a Lei!!!

azzurra ha detto...

Seconda parte intervista da la Repubblica:

Schmidberger precisa subito che la morte di Lefebvre non cambierà nulla nella vita della Fraternità: In giugno ordineremo 16 sacerdoti; l' anno prossimo 32 e negli anni seguenti la media sarà sui 25 l' anno. E' stato per questo fine che nell' 88 Monsignore ha consacrato quattro vescovi. Come mai lei non è stato fatto vescovo? Monsignore mi riteneva adatto alla carica di superiore generale e pensava che se fossi stato vescovo avremmo dato l' impressione di voler creare una Chiesa parallela. Abbiamo anche pensato che, se dovessero riprendere i negoziati col Vaticano, il mio non essere vescovo li può agevolare. Si dice che lei sia amico di Ratzinger. L' ho incontrato tre volte nella mia vita. L' ultima volta nel 1985. Non ho più avuto contatti col Vaticano dopo la consacrazione dei vescovi. I preti presenti ai funerali erano tutti membri della Fraternità? Solo i due terzi; gli altri erano amici che seguono i nostri principi, celebrano la vecchia messa e chiamano i nostri vescovi per le cresime. Il consenso nei nostri confronti si esprime nella Chiesa in modi diversi: ci sono i preti di cui le ho detto, ci sono quelli che la pensano come noi ma non osano esporsi e infine c' è chi pensa: per fortuna esiste Lefebvre. Questi ultimi rappresentano una parte grande e importante del clero. Insomma, se monsignore non avesse fatto resistenza al Concilio, la distruzione sarebbe stata più vasta. Un cardinale di cui non posso fare il nome mi ha detto: è chiaro che il Vaticano II va rivisto; il lavoro sarà lungo e voi dovrete collaborare. Nello scritto di Lefebvre che considerate il suo testamento spirituale si legge che il papa è filocomunista. Condivide questo giudizio? Bisogna ammettere che il papa ha una chiara tendenza al socialismo e difende lo spirito rivoluzionario presente in America Latina e in altri paesi. Né si può negare che nutre una certa amicizia per Havel che non vuole certo restaurare l' ordine cattolico nel suo paese. Il papa ha fatto molto per il cambiamento nell' Est. Se si esaminano le cose da vicino si vede che da un punto di vista filosofico quei cambiamenti non sono profondi. Non esistono più paesi cristiani? No purtroppo, e questa è la conseguenza del Vaticano II che ha voluto laicizzare gli Stati. Vede, monsignore ha sempre considerato nulla la scomunica, ha sempre desiderato l' armonia con il Vaticano, ma quando sentiamo che il papa vuole andare a Gerusalemme a pregare con ebrei e musulmani diciamo no, no! Non siamo d' accordo e protesteremo. Lei insiste sull' impossibilità di una conciliazione finché non ci sarà una revisione profonda del Vaticano II, ma al funerale ha parlato della santità di Lefebvre che la Chiesa dovrebbe verificare. Non ho parlato di beatificazione ma solo di un processo di informazione sulle virtù eroiche di monsignore. Come può chiedere questo alla Chiesa che l' ha scomunicato? Guardi la storia della Chiesa, pensi al vescovo Atanasio che è stato scomunicato e cacciato cinque volte dal seggio episcopale di Alessandria. Fu costretto all' esilio, condannato da papa Liborio e pure più tardi fu fatto santo. Allora le procedure erano diverse. Ma con questo esempio voglio farle capire che un' inchiesta sulle virtù eroiche di monsignor Lefebvre può farla soltanto il Vaticano. E anche che la Chiesa ha molto tempo davanti a sé. - dal nostro inviato SILVIA GIACOMONI

azzurra ha detto...

Scusate non so' cosa sia successo... avevo inserito la prima parte dell'intervista ma è sparita .... la rimetto.

PERDONO POSTUMO A LEFEBVRE?
04 aprile 1991 — pagina 11
ECONE Un piccolo giallo appassiona chi ha seguito le esequie di Marcel Lefebvre. Due giorni dopo la morte del vescovo scomunicato, rendeva omaggio alla sua salma il nunzio apostolico di Berna Edoardo Rovida, insieme con Henry Schwéry, vescovo della diocesi di Sion in cui sorge Econe. Un gesto di convenienza, dicevano nei giorni seguenti i membri dellaFraternità. Durante i funerali però da Sion arrivava la voce che i due prelati non si erano limitati a pregare davanti alla salma ma l' avevano anche aspersa di acqua benedetta. Un gesto importante, perché avrebbe indicato che nel defunto essi riconoscevano un membro della Chiesa cattolica. Ieri il delfino di Lefebvre, Franz Schmidberger, diceva: Non ero presente. Non mi parrebbe un gesto logico da fare, come nell' 87 non sarebbe sembrato logico che il cardinale Gagnon assistesse a una messa celebrata da Lefebvre che era sospeso a divinis. Eppure Gagnon l' ha fatto. Risposta ambigua, che tendeva a sottolineare l' ambiguità dei prelati del Vaticano, pronti a compiere gesti clamorosi ma privi di conseguenze. E' stato quindi a malincuore che Schmidberger ha fatto il nome di chi aveva assistito alla visita dei prelati: Michel Simoulin, direttore del Seminario, che confermava senza commenti quell' aspersione da parte del nunzio. Può sembrare strano che i tradizionalisti tentino di nascondere un fatto che ai partigiani di Roma pare tanto importante perché dimostrerebbe la disponibilità del papa al perdono. Eppure Schmidberger ha esclamato al funerale di Lefebvre: Di che cosa avrebbe dovuto pentirsi un uomo come questo?. Nato nel 1946 da famiglia contadina, Schmidberger entra nel 1972 nel seminario di Econe. Nel ' 75 è ordinato prete e nominatodirettore del seminario di lingua tedesca. Nell' 82 è vicario di Lefebvre; l' anno dopo gli succede nella carica di superiore generale.

Fine prima parte intervista.

azzurra ha detto...

Carissimo Giampaolo Grazie infinite per gli Auguri che estendo anche al Signor Dante, persona in gambissima vedo.

P.S. n. 2 Carissimo Signor Dante forse questa intervista la conosce gìà, e me ne scuso ma è quella di cui parlavo.

Carissimi saluti.

azzurra ha detto...

Altra intervista inportante su Mons. Lefebvre.

UN CARDINALE 'NESSUNA SCOMUNICA DELLA CHIESA A LEFEBVRE'
Repubblica — 12 aprile 1991 pagina 13 sezione: POLITICA INTERNA

CITTA' DEL VATICANO Lefebvre non è morto scomunicato. E' quanto il cardinale senegalese Hyacinthe Thiandoum ha sorprendentemente dichiarato nel corso di una intervista pubblicata nell' ultimo numero del mensile 30 giorni, periodico vicino a Comunione e liberazione. Il porporato africano, successore dello stesso vescovo ribelle alla diocesi di Dakar, pur manifestando il suo profondo dolore per la rottura avvenuta tra il Vaticano e monsignor Lefebvre, si è detto assolutamente convinto che il fondatore della Fraternità di S.Pio X sia morto in grazia di Dio. Una certezza, ha giurato il cardinale, legata al fatto che Lefebvre fino all' ultimo ha dichiarato la sua incrollabile fedeltà a Dio, alla Madonna e alla Chiesa di Roma. Commentando la scomunica inflitta dalla Santa Sede al vescovo tradizionalista per aver quest' ultimo consacrato quattro vescovi senza l' autorizzazione del papa, Thiandoum ha detto testualmente non voglio usare la parola scomunica!. Questo perchè, ha specificato, ci sono teologi che pur non essendo affatto d' accordo con monsignor Lefebvre non la utilizzano. Rifiutano l' idea che ci sia stato uno scisma e un' eresia. Io preferisco parlare di una rottura, perchè Lefebvre ha sempre sostenuto di non aver mai lasciato la Chiesa. Lo dico francamente ha precisato il cardinale non amo affatto il termine scomunica. Alla domanda se la scomunica abbia potuto compromettere la salvezza eterna di Lefebvre, Thiandoum risponde che la salvezza di qualcuno dipende dalla sua carità verso Dio, così come dalla misericordia di Dio stesso. Colui che mantiene la fede in Gesù Cristo, che aderisce a Lui nell' amore e nella fiducia assoluta, verrà salvato. E' stato questo il comportamento finale di Lefebvre? Le sue ultime parole non le conosco precisa ancora il cardinale so però che il monsignore era un uomo che ha sempre sostenuto di essere nella comunione della Chiesa e che amava Dio e la Vergine Maria. Io mi tengo a questo. - o l r

azzurra ha detto...

Scusate, meglio che metta i link delle due interviste.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/04/12/un-cardinale-nessuna-scomunica-della-chiesa-lefebvre.html


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/04/04/perdono-postumo-lefebvre.html

Anonimo ha detto...

Ho letto il post di Tornielli e non c'è proprio nulla di così "virulento". Per me che amo la tradizione cattolica ma non mi considero un fanatico, quello che dice Tornielli è condivisibile al 95%.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Sì, pensavo ad altro contributo. Questi testi li conoscevo.
Ho ricordato altre volte, proprio sulla base di tali interventi, e di quelli di Oddi e di altri prelati, la posizione double face di Roma: avrebbe potuto dire chiaramente che la scomunica era stata revocata sul letto di morte oppure che la scomunica mai era stata revocata.
La chiarezza abita a Roma ad intermittenza, anzi poche volte.
A mons. Rifan, dopo che dom Licinio Rangel e i preti di Campos furon riammessi ufficialmente nella Chiesa, il card. Re, poiché nel decreto di revoca della scomunica non si faceva il nome di mons. de Castro Mayer, disse, e sottolineo disse, verbalmente quindi, che ovviamente tale revoca riguardava anche il loro Maestro.
Non so come andrann'a finir i colloqui dottrinali in corso. Se ci sarà conciliazione, come Roma potrà accogliere una Fraternità che mai rinuncerà ad indicare come sua guida e salvezza dalla crisi nella Chiesa un vescovo scomunicato? Delle due l'una: o la scomunica non era giuridicamente valida o l'han revocata tacitamente.

Niobe ha detto...

ma con quale coraggio....
Chiedo al coraggioso anonimo, (che non ha il coraggio di mettersi un nick), con quale coraggio afferma che non c'è virulenza in quell'articolo ?
quando si leggono espressioni del tipo: "come vi permettete...ovvero: chi credete di essere....i soli puri e immacolati ecc.", contrapponendosi con l'astioso VOI a tanti cattolici di cui il giornalista non conosce nulla, nè vita, nè pensiero, nè traversie esistenziali e/o spirituali,
leggendo le risposte acide e taglienti dirette a Luisa e a tutto il (presunto) mondo tradizionalista, realtà inesistente così come da lui presentata, cioè come massa ingabbiata in un'etichetta faziosa, frecciate acuminate rivolte ad un blogger che parla con franchezza (=rivolte ad uno per colpire tutti i condivisori di QUEL pensiero di cui una Luisa si fa portavoce)....
con quale coraggio dunque l'anonimo qui sopra dice di non vedere virulenza ?
il coraggio della Verità, forse ?
quello che il 95% dei cattolici italiani ha messo sotto i tacchi delle scarpe ?
quello che fa dire, anche a sedicenti frequentanti della Messa Tridentina, su vari blog: "No, non c'è risentimento, tranquilli.... il giornalista ha detto tutte cose giuste, non ha attaccato nessuno....tutto giusto ed equanime -comprensivo e dialogante e accogliente delle diversità (!)- quel che ha detto e come l'ha detto, tutto pieno di rispetto per la Verità ! compresa l'immotivata accusa che i tradizionalisti vogliano affermare che il CVII sia da buttare a mare, (v.superior stabat lupus...), quando purtroppo è verificabile il contrario, poichè è proprio il CVII che ha favorito quel movimento rivoluzionario NEL concilio e NELLA CHIESA, e quel regime TIRANNICO imperante da 45 anni, che, oscurando nelle coscienze i Fondamenti della Vera Fede -mediante prassi devianti IMPOSTE DI FORZA E DI FATTO, INDISCUTIBILI- sta REALMENTE E CONCRETAMENTE buttando a mare la Tradizione bimillenaria e con essa sta affondando tutta la Chiesa di Cristo (la Vera), con la vera Dottrina Cattolica, consegnata da Cristo a Pietro e ai 12, ormai ampiamente calpestata, anche nelle omelie domenicali ?

Anonimo ha detto...

Auguri a tutti, un sorridente bentornata alla "celeste restauratrice" e ... non perdiamoci più di vista ... ops ... di mouse ! Silvano, il perfido cattivik "che chiese la testa di Tengo Famiglia"

azzurra ha detto...

Grazie Silvano del tuo augurio!!

Purtroppo non potrò trattenermi molto, il mio lavoro non mi consente tante pause, ma voglio ribadire il mio grazie a quanti come Fides et Forma denunciano gli scempi nelle nostre bellissime Chiese Antiche, che dopo il CVII PASTORALE,(checchè ne dica ancora il tal giornalista dei sacri palazzi) ha dato il via ad una "architettura" che fa drizzare i capelli!!

Tutto quello che era prima ora NON lo è più, Statue inginiocchiatoi, balaustre,Candelabri, Altari con relique ...via tutto non è più utile senza ci si avvicina più alla gente, han detto questi 4 tromboni del nulla. Il CVII PASTORALE ha avuto la stessa funzione del napoleone di turno trasformando le Chiese, in stalle e magazzini!!

Oggi ho letto l'ultimo suo intervento e mi son chiesta da dove tanta arroganza nel lasciare intendere che si è arrivati al fanatismo se si pretende che durante la Celebrazione tutto sia come il manuole o canone delle Celebrazioni richiede, esempio del sacerdote che non voleva celebrare perchè mancava il manipolo. Questo è il risultato di tanta trascuretezza e di leggerezza che sa' da disprezzo per le cose Sacre! Bene ha fatto il Sacerdote a pretendere!!! Nell'arte Sacra come nel Cerimoniale NIENTE era lasciato al caso, TUTTO aveva ed HA un significato!!

Si veda la Simbologia nell'Arte Romanica e Gotica .... pietre che parlano di Dio!!

P.S. Gentilissimo Professor Dante, immaginavo che forse aveva già letto quella intervista e purtroppo .... come sappiamo molti sono stati quelli che hanno difeso Mons. Lefebvre, magari anche post mortem, ma nessuno HA avuto il coraggio di affermarlo in interviste. Nessuno può arrocarsi il diritto di giudicare aspramente Mons. Lefebvre, o di chiamarlo o di giudicarlo scismatico con tutto lo sprezzo di cui sono capaci gli ambienti modernisti, perchè a ben leggere o vedere la scomunica è stata inferta in modo virulento senza possibilità di appello, anche se non mancarono prima testimonoianze positive su Lefebvre ed Econe. Ma evidentemente alcuni in Vaticano avevano fretta di concludere l'"affare", se non erro il card. Gantin fu l'artefice di tale fretta ..... ma se ben ricordiamo non così fu, per un altro dal nome Milingo!!!

azzurra ha detto...

Grazie Silvano del tuo augurio!!
Purtroppo non potrò trattenermi molto, il mio lavoro non mi consente tante pause, ma voglio ribadire il mio grazie a quanti come Fides et Forma denunciano gli scempi nelle nostre bellissime Chiese Antiche, che dopo il CVII PASTORALE,(checchè ne dica ancora il tal giornalista dei sacri palazzi) ha dato il via ad una "architettura" che fa drizzare i capelli!!
Tutto quello che era prima ora NON lo è più, Statue inginiocchiatoi, balaustre,Candelabri, Altari con relique ...via tutto non è più utile senza ci si avvicina più alla gente, han detto questi 4 tromboni del nulla. Il CVII PASTORALE ha avuto la stessa funzione del napoleone di turno trasformando le Chiese, in stalle e magazzini!!
Oggi ho letto l'ultimo suo intervento e mi son chiesta da dove tanta arroganza nel lasciare intendere che si è arrivati al fanatismo se si pretende che durante la Celebrazione tutto sia come il manuole o canone delle Celebrazioni richiede, esempio del sacerdote che non voleva celebrare perchè mancava il manipolo. Questo è il risultato di tanta trascuretezza e di leggerezza che sa' da disprezzo per le cose Sacre! Bene ha fatto il Sacerdote a pretendere!!! Nell'arte Sacra come nel Cerimoniale NIENTE era lasciato al caso, TUTTO aveva ed HA un significato!!
Si veda la Simbologia nell'Arte Romanica e Gotica .... pietre che parlano di Dio!!
P.S. Gentilissimo Professor Dante, immaginavo che forse aveva già letto quella intervista e purtroppo .... come sappiamo molti sono stati quelli che hanno difeso Mons. Lefebvre, magari anche post mortem, ma nessuno HA avuto il coraggio di affermarlo in interviste. Nessuno può arrocarsi il diritto di giudicare aspramente Mons. Lefebvre, o di chiamarlo o di giudicarlo scismatico con tutto lo sprezzo di cui sono capaci gli ambienti modernisti, perchè a ben leggere o vedere la scomunica è stata inferta in modo virulento senza possibilità di appello, anche se non mancarono prima testimonoianze positive su Lefebvre ed Econe. Ma evidentemente alcuni in Vaticano avevano fretta di concludere l'"affare", se non erro il card. Gantin fu l'artefice di tale fretta ..... ma se ben ricordiamo non così fu, per un altro dal nome Milingo!!!

DANTE PASTORELLI ha detto...

In modo diverso ma chiaro espressero il loro dissenso dall'accusa di scisma i cardinali Cassidy, Castillo Lara, Palazzini, Thiandoum, Oddi. E ricordo che nel discorso alla Conferenza Episcopale Cilena, proprio nell'88, il card. Ratzinger ebbe a dire che "non usava consapevolmente il termine errato scisma": espressione poi scomparsa nell'edizione ufficiale del discorso, ma a suo tempo riportata dalla stampa. Purtroppo non son riuscito a ritrovar più quel ritaglio di giornale: ogni tanto devo pur far pulizia! Ma in quel discorso la sua analisi della Crisi nella Chiesa era dura quasi come quella di mons. Lefebvre.

Quanto a Tornielli, che ho sempre ritenuto equilibrato, anche se so bene qual sia la sua posizione, torno a ribadire che la sua caduta di stile è stata molto grave: non ricordo altrettanto dispregio in altre direzioni.
Ma forse a Natale o al cenone della vigilia si mangia un po' troppo e non si digerisce bene.

Francesco Colafemmina ha detto...

Silvano cattivik! ahahah... al massimo Kiavik!

http://www.youtube.com/watch?v=Q_ghPrWnsGQ

Luisa ha detto...

"Quanto a Tornielli, che ho sempre ritenuto equilibrato, anche se so bene qual sia la sua posizione, torno a ribadire che la sua caduta di stile è stata molto grave: non ricordo altrettanto dispregio in altre direzioni.
Ma forse a Natale o al cenone della vigilia si mangia un po' troppo e non si digerisce bene."


Condivido Dante, è per questo che gli ho fatto parte della mia speranza che a Pasqua, dalla stessa tribuna, si occupi con lo stesso "vigore" di chi sta devastando Liturgia e Dottrina, di chi sta protestizzando la nostra Liturgia,e che si rivolga a loro con i "chi vi permette" che ha riservato sino ad ora ai tradizionalisti!
Senza dubbio compito più difficile, più rischioso, vedremo.

Luisa ha detto...

...protestantizzando...forse è più corretto.

Anonimo ha detto...

quello che ho trovato più sgradevole è un commento di Tornielli dove costui prende decisamente le difese di Kiko e del "cammino neocatecumenale" dopo le suddette accuse di 'protestantizzazione' ad alcuni ambienti 'tradizionalisti'..un vero rovesciamento della verità!

Paolo

DANTE PASTORELLI ha detto...

Mi auguro per l'antica stima che non arrivi a dar del protestante al mio carissimo Amico e Maestro impareggiabile mons. Gherardini, come ha fatto Introvigne.

Anonimo ha detto...

Cara Luisa, spero che Tornielli si accorga d'esser andato sopra le righe. Ammetterlo tornerebbe soltanto a suo onore. Cosa direbbe lui se scrivessimo no: come si permette...? In tutta sincerità con me è sempre stato molto gentile, anche in privato.
Per quel che mi riguarda nessuno, amico o nemico, può impedirmi di scriver quel che penso. Non è mai accaduto e mai accadrà. Non credo che dire sempre di sì ad ogni parola del Papa gli si renda un buon servigio. E' bene, a volte, che ascolti anche coloro che da certe sue esternazioni o da certi suoi comportamenti restan turbati e che a lui si volgono fidenti per esser sostenuti nella Fede: suo preciso dovere per mandato di Cristo.
O non siamo il popolo di Dio? Ci han riempito la testa che "noi siamo Chiesa" e vogliono zittirci?
E allora parliamo, no? Con carità, ma nella verità. Da noi il Papa sa bene che non gli verranno attacchi proditori.

DANTE PASTORELLI ha detto...

L''anonimo di sopra son io.

Anonimo ha detto...

Pio IX Quanta cura Syllabus
http://digilander.libero.it/magistero/p9quanta.htm
mi è capitato di rileggerla...