martedì 28 dicembre 2010

CARO ANDREA, I VERI FEDELI "TRADIZIONALI" SOMIGLIANO A DON BLODBODJ!

Il Card. Canizares celebra nella forma straordinaria


Caro Andrea,

ho letto il tuo articolo sulla questione "protestantesimo tradizionalista" e francamente non l'ho condiviso. Fin qui potresti dire "e chissene..."... tuttavia la mia non-condivisione nasce dall'evidenza di fatti concreti che non puoi certo ignorare. Enrico Spitali sul blog Messainlatino ha affermato che quelle del Cardinale erano "tante parole ma pochi fatti"? E cosa c'è di strano? Quante volte tu stesso da giornalista senti vagonate di parole cui non corrisponde un minimo cenno di azione. Chi attende la "riforma della riforma" da qualche anno, con tutto il rispetto per il Cardinale, sarà pure un po' stanco di essere angariato continuamente da Vescovi e sacerdoti, trattato come un appestato e poi sentire solo tante belle parole!

Tu dici che "gli abusi sono notevolmente diminuiti", ma è evidente che non è così. Basta guardare cosa accade nell'ambito dell'arte e dell'architettura sacra, dove l'abuso si fa permanente attraverso chiese che sembrano uscite dagli incubi peggiori e altari che i bambini dell'asilo saprebbero realizzare gratuitamente... Pertanto sono il primo ad esultare con un triplo urrah! quando leggo che il Culto Divino si doterà di una sezione dedicata alla musica e all'arte sacra. Tuttavia il processo lento, metodico di Papa Ratzinger, ostacolato costantemente dall'interno, non è sempre chiaro a molti fedeli. E ciò non perché manchino di rispetto per il Papa o non si fidino di lui, ma perché sanno bene come funziona la complessa macchina vaticana.

Ma ciò che più mi accora, da cattolico che ama il Papa, è che nessuno - ripeto - NESSUNO segue l'esempio del Papa. Solo i cosiddetti preti "tradizionalisti" (ben pochi amano farsi definire così, tutti gli altri questo titolo lo sopportano soltanto!) osano porre un crocifisso sull'altare. Pochissimi fra di loro celebrano rivolti ad oriente il rito di Paolo VI, ancor meno danno la comunione in bocca e non sulle mani. E costoro sono i più riprovati dai loro Vescovi, dai Vicari e dai confratelli. E ti domando: perché nessuno segue il Papa? Perché i Vescovi che danno il buon esempio si contano sulle dita di una mano? Perché le Conferenze Episcopali dormono e si risvegliano solo quando devono incassare contributi pubblici? Perché la CEI è tanto buona e cara nel rimettere al suo posto Dino Boffo ingiustamente diffamato (ma risarcito?) da Feltri, mentre - scusa il termine - "se ne frega" di stabilire norme in grado di attuare quei cambiamenti che il Papa mette in pratica, dando l'esempio?
Perché numerosi vescovi esaltano a parole il Papa e poi edificano a suon di milioni immonde porcherie che definir abusi edilizi significa solo voler esser buoni.

E questa è solo la punta dell'iceberg. Perché se andiamo a mettere il dito nella piaga del "motu proprio" ci accorgiamo che la situazione è ancor peggiore. Sai bene, ad esempio, quanto ho dovuto penare per poter trovare una chiesa in cui celebrare il mio matrimonio more antiquo. E tu stesso hai testimoniato delle derive di un certo clero meneghino che ha costretto il segretario del Primate del Belgio a celebrare il rito antico "a porte chiuse" in una chiesa di Seregno (solo qualche settimana fa!). E sai anche quanto tempo ci sia voluto per riuscire a portare sulla scrivania del Papa le norme attuative del motu proprio. Adesso quindi con chi ce la prendiamo? Con questi "tradizionalisti", in realtà semplici fedeli benedettiani come il sottoscritto, esacerbati dalle attitudini di un clero miope e disobbediente al Papa?

Sulla questione dell' "ermeneutica della continuità" rispetto a quella della rottura ti do ragione. Ma non puoi, da fine analista qual sei, non riconoscere che questo tentativo di sobillare la rottura nel mondo "tradizionalista" proviene da certi ambienti il cui obiettivo è a mio parere semplicemente intercettare il consenso "tradizionalista", creare una frangia di intransigenti, portare scompiglio nella Fraternità San Pio X, bloccare i colloqui dottrinali e mandare definitivamente - scusa ancora il termine ultimamente in uso fra vaticanisti- "a prostitute" l'intero processo avviato benevolmente da Papa Benedetto.

Eccoci dunque giunti al centro della questione. Temo che oggi stiamo assistendo a questo tentativo, maturato grazie all'impazienza dei fedeli tradizionali, e all'inazione della Curia Romana. Il tentativo è chiaro: dipingere i tradizionalisti come dei revanscisti rabbiosi che usano il Papa quando gli fa comodo. Trattarli e dipingerli come dei bambini viziati, degli esaltati sedevacantisti, anticonciliaristi, addirittura come dei "protestanti". E guarda caso ciò accade oggi, mentre nuove realtà legate alla "tradizione" si affacciano nel mondo del cattolicesimo "regolare" (non "scismatico"). Prima era facile combattere il "tradizionalismo" identificato con la FSSPX. Oggi riesce complicato. E quindi si cerca di ghettizzare il variopinto mondo dei fedeli "gregoriani" (che seguono la messa gregoriana). Tutte comode ragioni per mettere fine ad una riforma della riforma che è cominciata istituzionalmente solo nelle messe del Papa. Perché, caro Andrea, in 5 anni non abbiamo avuto un solo documento - Summorum Pontificum escluso - che abbia cambiato fosse pure una virgola in ambito liturgico o che sia servito a bloccare i tanti abusi liturgici.

E durante questi anni, l'unico fatto eclatante è stato, come ben sai, la cacciata di Monsignor Ranjith dal Culto Divino perché considerato troppo tradizionalista. Oggi però è l'unico che cerca di attuare - a Colombo - la "riforma della riforma". Eppure il Papa non lo considera un ultra-tradizionalista perciò lo ha nominato cardinale.

In sintesi, temo che ti sia fatto distrarre dalle sirene dei commentatori del blog Messainlatino. Commentatori spesso anonimi o muniti di pseudonimi. Commentatori che in quest'ultimo periodo stanno misteriosamente virando su rotte sedevacantiste o neocon (strana alleanza). Ebbene, sebbene tu sappia che sono un po' complottista per natura, credo che dietro quei nomi si celi una chiara strategia volta a screditare il mondo "tradizionalista", a "marginalizzarlo" e, in ultima analisi, a mostrarlo come un gruppuscolo di ingrati facinorosi.

Ma i fedeli che seguono il rito antico non sono questi anonimi commentatori. Sono tanti silenziosi e devoti cattolici. Cattolici che ignorano anche la stessa esistenza di Introvigne o De Mattei, di Plinio Correa di Oliveira come di Alleanza Cattolica. Cattolici che l'esoterismo tradizionalista di questa o di quella corrente non lo conoscono nemmeno e, cosa forse ancor più grave, non lo sospettano!

Cattolici che se leggono il libro di De Mattei, non vanno comunque a rivangare chi egli sia o non sia, ma si attengono a ciò che in quel libro è scritto, alla ricostruzione storica e alle prove portate dallo storico. E se è evidente che ci furono chiari intenti "di rottura" in numerosi conciliaboli ai margini del Concilio, cionondimeno nulla vieta che oggi si possa attuare una "ermeneutica della continuità". Alcuni gruppi vollero la rottura. Erano una minoranza. La rottura c'è stata, insensibile, ma è sempre ricucibile per mezzo dell'ermeneutica della continuità.

Parliamo di cattolici, in una parola, come quel don Sebastiano Blodbodj, amico comune, che celebra secondo il rito antico "per far rinascere il senso del mistero e del sacro nel culto cattolico". Ed entrambi sappiamo bene che se oggi c'è la possibilità di celebrare secondo il rito antico, dobbiamo ringraziare non solo Papa Benedetto XVI, ma ancor più Monsignor Marcel Lefebvre. Nessuno è in grado di poterlo santificare, pure la sua disobbedienza a Pietro ha avuto un costo sulla sua coscienza, ma ha garantito continuità ai tanti frutti positivi della Fraternità San Pio X. Frutti che la Chiesa riconosce in quanto tali, perché se la Fraternità fosse un mero gruppo di gallicani incapaci di riconoscere l'autorità di Pietro, mai il Papa avrebbe revocato le scomuniche ai quattro vescovi e mai avrebbe avviato i colloqui dottrinali.

E poi se Lefebvre dobbiamo archiviarlo perché "disobbediente", cosa dovremmo dire dei tanti Vescovi rabbiosi nei confronti dei poveri fedeli tradizionali? Del neocardinal Romeo che mandò la Digos a rimuovere uno striscione messo su da giovani che seguono il motu proprio, durante il soggiorno del Papa? E che dire di Nosiglia e delle sue battaglie anti motu proprio, di cui ho parlato sul mio blog? E dei tanti vescovi d'oltralpe, che vestono in giacca e cravatta e che del Papa non vogliono sentire neanche il fiato? O preferiamo parlare delle deliranti tiritere anti riforma della riforma e anti messa gregoriana che appaiono di tanto in tanto sui siti diocesani?
Queste sono o non sono disobbedienze a Pietro?

Vorrei parlare ancora dei tanti milioni di euro che si spendono ogni anno per adeguare le chiese antiche, ma mi accorgo di essere logorroico. Perciò ti domando solo: perché nessun Vescovo applica adeguatamente Sacramentum Caritatis 69, lasciando lì dov'è il Santissimo ed evitando di porvi innanzi le sedi dei celebranti, ma tutti ignorano ciò che il Papa consiglia? Non è forse questa autentica disobbedienza?

Insomma, caro Andrea, pur se ti do ragione in merito alle derive tradizionaliste, ti invito a collocarle nella giusta cornice. Possibile che per stigmatizzare quattro commenti anonimi di quattro (o forse uno solo!) anonimi esaltati sedevacantisti (o che si vogliono far credere tali), si debba buttare a mare quanto di positivo compie, seguendo l'indirizzo di un nuovo movimento liturgico benedettiano, l'intero mondo di semplici fedeli ai quali viene affibbiato questo nomignolo spregiativo di "tradizionalisti" e che mi piacerebbe chiamare invece "gregoriani"?

E possibile che non possiamo neanche dire "a" rispetto all'inazione o ai ritardi della Curia Romana, che lascia le pecorelle del gregge "gregoriano" esposte all'irosa reazione di Vescovi e sacerdoti o allo scherno dei catechisti impegnati e dei diaconi permanenti?

Con affetto

Francesco

67 commenti:

mic ha detto...

Caro Francesco,
ho apprezzato e condivido la tua ricostruzione precedente, come pure questa articolata e puntuale risposta diretta a Tornielli. Hai fatto molto bene a sottolineare le sbavature (non solo tradizionaliste o pseudo tali) che sono state identificate con i 'gregoriani' tout court... ma c'è anche un altro contesto che ha coniato da tempo la 'vulgata' fatta propria da Tornielli e si delineano strane alleanze tra 'conservatori' dello spirito conciliare e frange tradizionaliste che preferiscono tacere per un piatto di lenticchie!

Devo dirti che anch'io ero intervenuta sul suo blog, ma i miei commenti sono stati presto sommersi. Ora ho condensato qui il mio punto di vista della situazione

ti ripropongo qui questa citazione da Dom Gueranger: “… quando il pastore si cambia in lupo, tocca anzitutto al gregge difendersi. Di regola, senza dubbio, la dottrina discende dai vescovi ai fedeli; e i sudditi non devono giudicare nel campo della fede i loro capi. Ma nel campo della Rivelazione vi sono dei punti essenziali dei quali ogni cristiano, per il fatto stesso di essere cristiano, ha la necessaria conoscenza e la custodia obbligatoria.”

Alla prossima e staremo a vedere...

Pellegrino ha detto...

Dio ti renda merito Francesco, per questo liberatorio dire "pane al pane vino al vino" in particolare riferimento alle strumentalizzazioni da parte neo-con e filo sionista (dei vari Introvigne, De Mattei, dei seguaci di Correa di Oliveira come di Alleanza Cattolica) delle pulsioni "tradizionaliste". Noto con dispiacere che anche i(meritori)Francescani Dell'Immacolata non sono esenti da tali inquietanti influenze.

P.S. ero all'incontro di Firenze e ti ho rivolto un paio di domande.

Anonimo ha detto...

Non capiamo l'intervento di Pellegrino, siamo gente semplice e non addentrati in queste terminologie. Grazie Francesco, lei ha risposto per tutti noi fedeli che seguiamo la messa gregoriana. Stimiamo Tornielli e speriamo si renda conto che non siamo per nulla sedevantisti ma che lottiamo ogni giorno per essere capiti e per avere la messa. Noi ci sentiamo nella Chiesa e non meritiamo di essere trattati come scismatici. E pensare che siamo giovani, giovani che hanno imparato ad amare la messa gregoriana, non siamo anziani nostalgici del passato, ma ci siamo resi conto che quel passato troppo in fretta si è messo nel baule.
Grazie Francesco. Grazie davvero.

Anonimo ha detto...

"Non capiamo l'intervento di Pellegrino, siamo gente semplice"

Dunque non capisce neanche Colafemmina? vuole che le riporti i passi?

excusatio non petita accusatio manifesta

Pellegrino ha detto...

hops..quello sopra delle 15,10 sono io, non un "anonimo" qualsiasi..

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Pellegrino, stavo proprio usando gli aggettivi "neocon e filosionista" per descrivere "certi ambienti" ma mi sono trattenuto per non essere frainteso...

Pellegrino ha detto...

Complimenti per il coraggio, ora aspettiamoci l'attacco (tra gli altri) della (sedicente) "gente semplice"....

P.S. prepariamoci anche al lancio dei Tea Party italiani...

Stefano78 ha detto...

Caro Francesco, ottimo articolo che condivido.

Ma, io credo, anche se è più che plausibile l'ipotesi di "guastatori" nei gruppi tradizionali, non credo si possa dire che è esclusivamente questo il problema.

Di esagitati, revanscisti, in CERTO tradizionalismo, se ne trovano.

Questo dà il destro a giornalisti come Tornielli, che personalmente apprezzo anche se critico, per fare le sparate come quella di Natale.

In questo c'è bisogno di una vigilanza attenta da parte delle redazioni della blgosfera tradizionale, per arginare ogni provocazione. Vera o fasulla che sia. E credo anche che sia positivo fare autocritica a certi limiti di certo tradizionalismo, altrimenti rischiamo il problema opposto: nessuna critica perchè si è perseguitati. Non credo si possa crescere bene così.

In ogni caso, le semplificazioni di Tornielli e le scivolate su pregiudizi, usando due pesi e due misure, potevano secondo me evitarsi e ci servano da lezione per il futuro, per usare più accortezza.

Un abbraccio

Stefano78 ha detto...

Questa la mia risposta a Tornielli

RiccardoB ha detto...

Grazie davvero, Francesco, per questa tua risposta, davvero ottima! Sinceramente non ho ancora capito come dalla penna (o meglio tastiera) di Andrea Tornielli (che stimo particolarmente) sia uscito un articolo così pesante, riduttivo e soprattutto lontano dalla realtà (ben descritta in questo blog).

Forse non sono in tema, ma ne approfitto per chiedere:
Si sa che fine abbia fatto il "Compendio Eucaristico" consegnato dal card. Canizares al Santo Padre nell'ottobre 2009? (La cui pubblicazione era sta annunciata nella "Sacramentum Caritatis" del 2007...)
E le tanto attese norme applicative del "Summorum Pontificum" che sembrava dovessero essere pubblicate prima di Natale?

DANTE PASTORELLI ha detto...

Io che, pur conoscendo qualcosa di de Mattei o Plinio de Olivera, mi reputo un semplice fedele, mi ritrovo appieno nella sostanza e nelle argomentazioni dell'eccellente analisi di Francesco.
E da semplice fedele non m'interessano gli aggettivi (sono cattolico e basta) e, non frequentando, grazie a Dio, i corridoi curiali, non sono in grado di captare, se non qualche volta, le lotte da notte dei lunghi coltelli, delle varie fazioni romane. Non so se esistano complotti, non so se ci siano "logge" non solo massoniche ma anche di orientamenti personali psico-fisici, ma certamente mi sento di rigettare, direi che sento il dovere di rigettare il mantra del Papa prigioniero proprio per difendere la dignità del Papa.
Se qualche giornalista di buon nome non riesce a distinguere le invocazioni ed i lamenti dei fedeli sulle rovine della Chiesa militante dalle velleitarie quanto urlate invettive di qualche esasperato (che può anche esser in buona fede vedendo crollare intorno a sé l'edifico di Verità a cui s'era aggrappato nei momenti più critici della sua vita come ad àncora di salvezza e alle cui vette faticosamente ha cercato e cerca di pervenire) mi armo di quel po' di pazienza che m'è rimasta e dico: prendiamoci anche questa. Non dagli uomini, ma da Dio m'aspetto qualcosa di positivo. Gli uomini passano, Dio no.
E se tra i cosiddetti tradizionalisti ci son dei guastatori che urlando e smanaccando cercan soprattutto di ostacolare il percorso, che sembra ben avviato, dei colloqui tra S. Sede e Fraternità S.Pio X, per fini di parte, non me nefo meravigleie: la coda di Satana s'attorciglia dappertutto.
Ma non è una ragione sufficiente per far tabula rasa di un sentimento diffuso, di una diffusa realtà ecclesiale, teologica, morale che lotta perché Cristo torni ad essere il centro della storia, il centro della società, il centro, naturalmente, della Chiesa e della sacra Liturgia che solo in Lui ha un senso.
Vedo che Francesco lancia il suo urrà alla notizia che la Congregazione per il culto divino si doterà di una sezione dedicata all'arte e alla musica sacra. Speriamo bene! Sperianmo, cioè, che non si tratti dell'ennesimo carrozzone burocratico, un inutile e fors'anche pericoloso doppione della commissione per i beni artistici, che non mi sembra sia proprio degna di lode nel suo operato. O sbaglio?

Andrea ha detto...

La risposta alla perplessità di RiccardoB e di tanti è stata data in anticipo da Tornielli, in chiusura del suo articolo:

"Mi direte...che me la prendo solo con i cosiddetti “tradizionalisti” e non con i cosiddetti “modernisti” che sono molti di più. Beh, vedete, di fronte all’esempio di Benedetto XVI, ai gesti di riconciliazione che ha messo in atto verso il mondo tradizionalista, ci si sarebbe potuti aspettare che proprio da questo mondo sarebbe venuto il primo e principale sostegno per quel movimento liturgico che il Papa (non il sig. Ratzinger o il “papa” tra virgolette, come talvolta lo vedo definito nei deliramenta sedevacantisti) ritiene essere essenziale per la Chiesa oggi."

In altre parole: c'è un Papa chiaramente orientato nella stessa direzione in cui siete orientati voi, e lo rimproverate, o gli "tirate la veste" con "continui appelli" ?
Il commento dell'ottimo blogger "Simon de Cyrène", pressoché immediato, fu: "..leggendo l’intervista del Card. Canizares non ho potuto impedirmi, umanamente parlando, di sentirmi un po’ deluso, la tentazione umana essendo sempre di voler risolvere le cose nell’agire immediato, invece di voler lasciar Dio ed il Suo Santo Spirito agire. E questo il Santo Padre ed il card. Canizares, ovviamente più santi di me, lo hanno capito: c’è un tempo per seminare, c’è un tempo per mietere. Questi sono indubbiamente tempi di semina."

SERAPHICUS ha detto...

Grazie, dott. Colafemmina, per il Suo puntuale riassunto. Lei descrive la situazione com'è realmente. Mi piace anche la sua definizione dei "gregoriani". Ho sempre rifiutato il termine "tradizionalista". Comunque sia: non dimentichiamo come erano le cose fino a pochi anni fa. Ormai ci siamo, e ci siamo in questo modo, qui e ora. Ed è una cosa preziosa.

Grazie davvero e di nuovo!

Luisa ha detto...

Un sentito grazie a Francesco che ha saputo mettere in parole ciò che io maldestramente ho cercato di spiegare in precedenza e cioè la mia intuizione, ancora confusa, di una strumentalizzazione a danno dei tradizionalisti, di strane allianze "contro natura" che prendono spunto da posizioni estremiste, che esse siano vere o simulate da provocatori ad hoc, addestrati alla perfezione, il tutto avendo come scopo di screditare i tradizionalisti, di ridurli di nuovo al silenzio, di ghettificarli.
Nella consapevolezza che è una piccolissima goccia in un mare agitato, è importante che diciamo a questi "comploteurs" che non siamo stupidi (dupes), che vediamo le loro manovre, strategie e manipolazioni, e far sapere loro che su di noi non avranno presa.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Proprio perché siamo l'unico sostegno del Papa cerchiamo di fargli giungere la nostra voce che esprime le aspettative di un popolo che non tradisce: aspettative in buona parte frustrate.
E proprio perché dalla parte opposta ci sono i veri traditori della dottrina, con la profanazione dell'Eucaristia e con la propalazione delle eresie vecchie nuove, Tornielli avrebbe dovuto, a mio avviso, nei suoi articoli, smascherare chi trama o comunque opera contro il S. Padre ed i suoi lenti tentativi di ricostruzione della Chiesa.
Da parte cosiddetta tradizionalista ci possono esser voci talvolta eccessive, ma nessuna negazione della Verità, di nessuna Verità. E dall'altra? Si bastonano gli eccessi verbali spesso dettati da un amore forse troppo umano che si sente, a torto o a ragione qui non importa, non corrisposto, e si lasciano in pace i roditori delle radici della Chiesa?
Tornielli ha fatto una scelta, com'era nel suo diritto. Com'è diritto altrui non approvare.

DANTE PASTORELLI ha detto...

La foto mi porta in un ambiente familiare. Anche di spalle riconosco ad uno ad uno preti e seminaristi che da oggi sono in vacanza.

Andrea ha detto...

La foto è veramente splendida (tranne, per essere pignoli, i brutti lampadari). Fides et Forma!

Luisa ha detto...

Un esempio di quello strano "gioco" che ho menzionato prima, lo si può osservare sul blog dal quale mi sono allontanata, dove imperversano persone che di certo non sono amiche del "rinnovamento liturgico nel solco della Tradizione", che non amano la Santa Messa antica, che scherniscono un giornò sì e l`altro pure i tradizionalisti, ma che fanno lezioni dalla loro cattedra, distribuendo i buoni e i cattivi punti, dalla tastiera dei quali esce con molta facilità il termine "sedevacantista", sono costoro, omnipresenti, sempre in vedetta, ad indicare i buoni e i cattivi, colmo dell`assurdo ma verificabile.
Questi provocatori esasperano chi già ha i nervi a fior di pelle e finisce per reagire per le rime.
Insomma confusione creata ad arte, partecipazione programmata per sviare e creare disordine, visto l`interesse = 0 di queste persone per gli intenti del blog.
Questi personaggi, in virtù della libertà di cui dispongono, riflettono molto bene quella vulgata antitradizionalista, mai povera di ispirazione, per screditare, tentare di mettere all`angolo, zittire, squalificandoli, i cattolici che esprimono il loro malessere, il loro sconcerto se non sgomento .
I blog sono un microcosmo molto "parlante" .

Caterina63 ha detto...

Ringraziando Francesco che si è fatto così, anche mio "portavoce" nella risposta a Tornielli, voglio sottolineare che le parole di Francesco mi hanno davvero commossa....

Nel post precedente, usando lo stesso testo di Francesco, riportavo a memoria e ad incoraggiamento le stesse parole dell'allora Ratinger che diceva

"Mi sta però a cuore quello che riguarda l’unità del Rito Romano. Questa unità oggi non è minacciata dalle piccole comunità che fanno uso dell’Indulto e si trovano spesso trattati come lebbrosi, come persone che fanno qualcosa di indecoroso, anzi di immorale; no, l’unità del Rito Romano è minacciata dalla creatività selvaggia, spesso incoraggiata da liturgisti

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..."TRATTATI COME LEBBROSI,
COME PERSONE CHE FANNO QUALCOSA DI INDECOROSO, ANZI DI IMMORALE...."

parole durissime queste di Ratzinger, impossibile non sentire nelle viscere un nodo di dolore, di spasmo, di sofferenza e non tanto per la persecuzione, quanto per L'INCOMPRENSIONE...
la maggiorparte del mondo Tradizionale, caro Tornielli, NON E' COMPRESO e quando NON si conosce qualcosa, LA SI TEME e spesse volte ingiustamente, o peggio, altre volte la si teme perchè ben si conosce cosa fa, e nel nostro caso il mondo Tradizionale scopre le magagne, l'eresia, la falsità....
Che proprio lei, Tornielli, abbia dato il carico definendo tale tradizionalismo una sorta di protestantesimo, getta i fedeli ancora "ignoranti" (nel senso di IGNORARE) del puro e vero tradizionalismo, ancor più nell'ignoranza e nella confusione....

Un giornalista deve pesare le sue parole, maggiormente un giornalista che si vuol dire cattolico deve RIpesare continuamente ciò che scrive perchè la responsabilità che ha di INGANNARE I LETTORI, specialmente cattolici, è grande e una volta fatto il danno, rimediare è quasi impossibile!!

Un giornalista che vuole dirsi Cattolico e parlare DI CHIESA E DI ECCLESIALITA', non può usare le proprie opinioni come una sorta di "verità"....

In un articolo del 2009, si rifletteva su questa verità:

Senza tradizione la teologia è un albero sradicato dal suolo


è ovvio che con la TRADIZIONE ci siano i tradizionalisti QUANDO..... quando tale Tradizione è messa in pericolo....
normalmente, ossia in situazioni normali, tutti i fedeli sono TRADIZIONALISTI nel senso che "TRASMETTIAMO-TRADERE, QUANTO ABBIAMO RICEVUTO".... forse lei, Tornielli, non "trasmette quanto ha ricevuto" e inventa la dottrina? ^__^

ed è ovvio che in tempi più burrascosi come i nostri, il "tradizionalista" è costretto delle volte ad emergere PER NON SOFFOCARE....
Lei pensi Tornielli alla sua LIBERTA' di parola, alla sua LIBERTA' di esprimersi e di essere ascoltato... e pensi, con sommo dolore, alle tante persone TRADIZIONALI COSTRETTE al silenzio, costrette al silenzio anche a causa delle inesattezze espresse da un articolo come il suo....
additate COME NEMICI GRAZIE ALLE SUE PAROLE che altri leggono come vangelo....o che non hanno tempo di verificare l'autenticità...

Buon Anno a lei Tornielli!

Gianpaolo1951 ha detto...

Carissimo Francesco, leggendo la lettera dell’allora Cardinale Ratzinger da Lei riportata, mi chiedo e Le chiedo:
Se sono bastati 6 mesi - invece dei 10 anni pensati dall’Istituto Liturgico di Treviri - per passare dal Vetus al Novus Ordo, perché mai si dovrebbero attendere ora i fatidici dieci anni per fare il percorso inverso, quando la velocità con cui corre e si muove il mondo oggi è semplicemente a dir poco centuplicata?!?

Anonimo ha detto...

Caro Sig. Francesco,

Chi lo sa perchè dott. Tornielli ha scritto quel strano articolo.

Ma Lei ci ha difeso molto, molto bene, specialmente a me, che faccio fatica a scrivere in italiano.

Grazie di cuore
Barbara

Anonimo ha detto...

Brava Caterina63!
Brava Signora Luisa!Anzi bravissime!
Prof. Pastorelli è sempre un piacere leggere ogni sua parola - compresa la sua ironia!

Si percepisce che siete "real Catholics"
Grazie, parlate anche per me!

Barbara

Luisa ha detto...

Volete contemplare il presepio "laico" presente nella Chiesa della Madeleine a Parigi, per la più grande soddisfazione del parroco?
Gesù bambino, Maria e Giuseppe sono spariti ....ma c`è la musica aramaica...

http://www.nouvelles-de-france.fr/article.php?cat=6&id=423&titre=A_propos_de_la_

Luisa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luisa ha detto...

Mi permetto di mettervi anche, per chi legge il francese, delle riflessioni che mi sembrano interessanti e saggie sulla Comunione sulla lingua versus quella sulla mano.

http://www.osservatore-vaticano.org/divers/quelques-remarques-a-propos-de-la-communion-sur-la-langue

Anonimo ha detto...

Ancora grazie a Francesco,

non vedo molti a combattere con competenza per un'arte sacra realmente cattolica.

Apprezzo il riferimento al Don Sebastiano Blodbodj che mi ha ricordato un libro che ho letto la scorsa estate. E' stato utile perche per la prima volta sono stato messo in guardia contro i tradizionalisti "apparenti" (non li chiamerei protestanti) che in realta' militano per la parte opposta. In una lotta che coivolge "Principati e Potesta'" non manca che i lupi si travestano da agnelli. Quanto abbiamo visto nelle ultime settimane ha confermato tale avvertimento, che secondo me riguardava non solo le idee ma specifici personaggi da cogliere tra le righe, i riferimenti e le descrizioni.
La descrizione di certe isolette greche ricordava i tuoi post sulle vacanze elleniche.

FdS

Anonimo ha detto...

Sig.ra Luisa, perché si fa trattare così male in certi blog ? ... non ci scriva più ... non si meritano la presenza di una allieva del Prof. ... ( Capo, questa me la passi ? ). Silvano

Caterina63 ha detto...

Luisa ha detto...
Volete contemplare il presepio "laico" presente nella Chiesa della Madeleine a Parigi, per la più grande soddisfazione del parroco?
Gesù bambino, Maria e Giuseppe sono spariti ....ma c`è la musica aramaica...

http://www.nouvelles-de-france.fr/article.php?cat=6&id=423&titre=A_propos_de_la_

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:-(


Cara Luisa.... che dire?

Aveva ragione padre Molinié Marie-Dominique o.p. quando ebbe a dire: " chiediamo di essere lasciati davvero liberi di fare L'ESPERIENZA DELLA TRADIZIONE DELLA CHIESA in ogni sua sfumatura, ma temo che ci sarà IMPOSTO ovunque una nuova tradizione fondata sulle NOVITA' del nostro tempo, e dove ognuna di queste novità diventerà una verità opinabile tendente al sincretismo religioso dove Nostro Signore Gesù Cristo sarà identificato in una spettrale associazione con le altre divinità fuorchè NEL DIO RIVELATO E TRASCENDENTE....LA TRADIZIONE CATTOLICA NON TROVERà PIù POSTO NELLE NOSTRE COMUNITA' E CHIESE...."

DANTE PASTORELLI ha detto...

La differenza che c'è tra Tradizione viva e Tradizione vivente.

Andrea ha detto...

Un commento alla citazione fatta da Caterina:
il tentativo di far passare "Cristo come divinità", in sostituzione della "divinità di Cristo", è proprio il tentativo di far rientrare il Cattolicesimo nel letto di Procuste della "religione" (prodotto umano).
Questa sì è teologia della sostituzione (confronta gli appassionati interventi di Stefano78 sul blog di Tornielli): voler creare una ragnatela pseudo-teologica che soffochi il delicato e UMANIZZANTE soffio dello Spirito !

Ricordo che la TEOLOGIA COME SCIENZA esiste solo in ambito cattolico, e significa l'applicazione della ragione ai DATI OGGETTIVI della Rivelazione Divina: mai elucubrazione su Dio nella nebbia, ma sempre approfondimento delle insondabili ricchezze di Dio grazie al Sole che Egli fa sorgere dall'alto (Lc 1, 78).

1479 ha detto...

Dice Francesco: "...in 5 anni non abbiamo avuto un solo documento - Summorum Pontificum escluso - che abbia cambiato fosse pure una virgola in ambito liturgico o che sia servito a bloccare i tanti abusi liturgici..."

E invece abbiamo avuto le discutibili nuove traduzioni del Lezionario e avremo a breve le altrettanto discutibili nuove traduzioni del Messale.
Tornielli è bravo, ma su queste cose glissa.

1479 ha detto...

Una postilla sulla Sagrada Familia di Gaudì.
Tempo fa un lettore ha notato che le incongrue dimensioni della cattedra episcopale ostruivano la visione dell'abside.
L'esame dei plastici dell'opera svela l'arcano: la cattedra ostruisce la Cappella del Tabernacolo.
Per i committenti, sembra che la cattedra sia più importante di Altare e Tabernacolo insieme...
No comment.

Luisa ha detto...

Volete ancora un pò d`arte "cattolica"?


Ecco che cosa è successo nella Cattedrale di Liegi....ascoltate il parroco parlare della Natività con queste parole : Maria espelle il frutto dal suo corpo diventato maturo... "
Povera la mia Chiesa.
Così sovente, troppo sovente, potrei riportare le eresie, i blasfemi, che scandalizzano i piccoli e ingannano le anime.
Ma di costoro certi giornalisti non parlano, se non en passant, non si soffermano, le autorità di vigilanza tacciono, e abbiamo capito dall`intervista del Card. Canizarès che questi oltraggi continueranno impunemente.
Senza dubbio è più interessante e religiosamente corretto occuparsi dei tradizionalisti per tentare di screditarli, loro che rispettano Dottrina e Liturgia, ma oramai si sa che la retta Dottrina e la sacra Liturgia sono diventati un optional, altri valori hanno maggior peso.

http://www.rtc.be/reportages/culture/1441221-nocturnales-des-chevaux-dans-la-cathedrale-st-paul

DANTE PASTORELLI ha detto...

Cara Luisa e cari tutti amici sconosciuti o quasi, se fossi presuntuoso o cattivo direi che non si può trar sangue dalle rape.
Più tranquillamente e realisticamente dico che non dobbiamo aspettarci dagli altri più di quel che posson dare. E rendiamoci conto che certi personaggi, per quanto validi e rispettabili, non son compagni di cordata.

er tripparolo ha detto...

Pure a mmè me piacerebbe ddè mparà quarcosa.
Anzi chi mmè spiega che significa:
D e b a c l e ?

Spero sè capisce perchè nun cciò a tastiera francese ppè mette accenti.

Salutoni!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ccattiti nnu vocabbulariu francesi.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non c'è bisogno di tastiera speciale, tripparò: clicca "inserisci" e guarda "simboli".
Pensa un po': un povero vecchio
abituato al massimo alla olivetti 44 queste cose le ha imparate da pensionato, anche se difficilmente le mette in pratica perché non ha voglia di perder tempo: e i puristi s'arrangino.

er tripparolo ha detto...

Er sor Dante, che approfitto per salutare, si conferma sempre un Signore!

tanto rumore per nulla ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
tanto rumore per nulla ha detto...

Comunque auguri per il 2011 anche al Sig.Colafemmina

Francesco Colafemmina ha detto...

caro tanto rumore alias la verità vi farà liberi, ma lei non si vergogna proprio di seminare zizzania fra i blog in nome della sua setta neocatecumenale! Non rimetta mai più piede qui neanche sotto pseudonimo! Addio e buon anno di rinsavimento!

Luisa ha detto...

Francesco perchè lascia quel rigurgito vomitevole del solito troll neocatecumenale?
Non mi interessano tanto le sue solite cavolate, quanto il fatto che quel sedicente catechista neocat, in vedetta permanente davanti al suo computer, faccia anche qui i nomi di blogger.
Questo non deve essere tollerato.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non si vergogna, caro Francesco, perché la sua religione non è la cattolica ma, se l'albero si riconosce dai frutti, una religione dell'inganno e dell'Ingannatore.
L'idiozia di questo megafono rotto è tale e tanta che afferma che io prima e Luisa poi siamo stati cacciati da "messainlatino". A me risulta che ce ne siamo andati autonomamente e per nostra decisione, prima io e poi Luisa, in silenzio, comunicando e motivando la decisione ad Enrico: motivazioni non so quanto concordanti perché io conosco le mie e non quelle di Luisa.
Ma forse il figlio dell'inganno sa quel che noi non sappiamo. Deve leggere nella sfera di cristallo perché certo Enrico mai, ove davvero ci avesse bannato, l'avrebbe confidato ad un individuo di tal bassezza.
Quando al mondo "tradizionalista" io fo parte per me stesso, mi occupo della mia chiesa e della Confraternita quattrocentesca di cui sono, guarda caso, il Governatore, e poco più.
Per cui nessuno mi può rigettar da ambienti che non frequento.
Lo spirito da delatore di questo idiota anonimo è fin troppo evidente: ripeto, se l'albero si riconosce dai frutti...

Luisa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luisa ha detto...

Caro Dante, suppongo e intuisco che ci siamo allontanati da quel blog, per motivi sensibilmente simili .
Siamo stati talmente cacciati.... che Enrico ha espresso il suo vivo rammarico pur accettando la nostra decisione!
Transit, c`è un`espressione che non conoscevo e che mi fa ogni qualvolta sorridere: "La mamma degli imbecilli è sempre incinta".

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ma anche il padre ha le sue colpe: con la nuova morale, si può evitare di procreare un figlio deficiente usando il condom: il minor male. In fondo il mondo starebbe meglio senza tanti imbecilli in giro.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non solo ti saluto TRiPPARO', ma ti auguro un sereno e spiritualmente proficuo anno nuovo.

er tripparolo ha detto...

Signor Dante auguro a lei e alle persone a lei care uguale e maggiore serenità e proficuità spirituale per l'anno nuovo.
Le faccio preghiera, quando può e desidera, di ricordarmi innanzi al Crocifisso miracoloso posto nella nicchia alla sinistra dell'Altare della "sua" (bellissima) Chiesa.
Io farò altrettanto.
Di nuovo sinceri auguri.

Francesco Colafemmina ha detto...

Cara Luisa,

mi scusi ma non ho il dono della bilocazione come San Pio ed ero a San Nicandro Garganico... quando ho pubblicato il mio commento l'ho fatto dal cellulare, strumento dal quale non riesco a cancellare commenti inutili.

Ad ogni modo vorrei invitare come proposito per l'anno nuovo sia lei che il caro Dante a tornare su Messainlatino. Credo infatti, anzi ne sono certo, che dietro tanti nomignoli apparsi recentemente sul blog di Enrico si celi l'identità di questo psicopatico che gestisce il blog di pseudo-apologetica neocatecumenale. E credo che il suo obiettivo sia quello di seminare zizzania ossia di apparire come facinoroso sedevacantista e cacciare anche persone stimate come voi a suon di insulti e becere affermazioni.

E' ridicolo che ciò possa accadere. Ma tant'é! Un idiota potrebbe aver provocato la risposta del caro Andrea Tornielli, tanto che l'ha pure ripresa sul suo blog con tanto di fanfare e di "ecco, avevamo ragione".

Aggiungo che il soggetto scrive con nome di "osservatore" anche sul blog di Andrea. Io gli consiglierei uno psicologo... ma di quelli buoni!

DANTE PASTORELLI ha detto...

TRIPPARO', però non sei venuto a trovarmi. Il nostro Crocifisso miracoloso, che anch'esso ha bisogno di restauro come altre opere, è molto bello (è di scuola lauretana, II metà del '300). Ci fu donato nel 1723 dalla proprietaria in occasione di un pellegrinaggio della Confraternita a Roma e a Loreto affinché ne fosse perpetuato nei secoli il culto pubblico dato che la proprietaria della cappella e del Crocifisso non aveva eredi.
Anche ieri sera ho pregato per gli amici del blog, ed anche per i fegatosi denigratori: te, nonostante le schermaglie, t'ho sempre considerato tra i primi.
Ora, che conosco il tuo desiderio, lo farò più "miratamente".
Ancora auguri, veramente sinceri.

Anonimo ha detto...

mmm, Colafemmina, mi sa però che Tornielli vi ha colti nel vivo, sa, qualche nervo scoperto, 'sta storia dei tradizionalisti che relegano nel puro opinabile il magistero che non sia solenne, anche se si tratta di magistero ordinario e universale ripetuto, confermato, ribadito, riproposto...mmm, che Tornielli abbia qualche ragione?

Luigi Murtas
Cagliari

Luisa ha detto...

Grazie Francesco.
Per quel che riguarda chi sappiamo sono consapevole della sua presenza in diversi spazi, il suo stile è facilmente riconoscibile.
Come sono consapevole che ovunque, e in un blog in particolare, ci sono dei provocatori, dei seminatori di zizzania, che in un blog legato alla Tradizione, a quella liturgica, c`è chi riveste gli abiti di tradizionalista estremista unicamente per screditare quello che è definito "il mondo tradizionalista", che ci sono anche falsi tradizionalisti manipolatori.
Il problema nasce quando la loro presenza si fa "oppressante"e invadente, quando il linguaggio si fa agressivo e offensivo, quando alcuni, e solo alcuni, diventano il bersaglio mirato di attenzioni particolari e particolarmente sgradevoli, chiamiamole così.
Allora ad un certo punto, la sola scelta resta quella di abbandonare un ring, non per viltà, non perchè ci si confessa sconfitti, non per debolezza, ma perchè quello spazio è diventato appunto un ring, perchè non si può partecipare senza farsi "aggredire", senza che ogni messaggio sia seguito da propositi come minimo sarcastici, perchè il contenuto, il tenore, la forma degli scambi non sono quelli che si spera in quello spazio scelto per i suoi intenti.
Per natura non mi tiro mai indietro nei confronti, per formazione ho dovuto gestirne parecchi, ma alla mia età, anche se non è ancora canonica, mi permetto anch`io di scegliere come e dove voglio investire tempo e energia .
Non ho un blog e immagino quanto debba essere difficile la moderazione, i gestori gestiscono liberamente secondo i loro criteri che ognuno è libero di condividere o non condividere.
Voilà cher Francesco, la ringrazio dunque per il suo suggerimento e spero averle spiegato perchè per il momento non "rimpiango" la mia decisione, anche se ho lasciato quello spazio con dispiacere.

Ne approffitto per augurare a lei e a tutti un felice Anno Nuovo!

azzurra ha detto...

Caro Prof. Dante, volevo sapere se per il Crocifisso voi della vostra Confraternita avete i restauratori che se ne possono occupare. Nel frattempo le auguro Buon Anno.

P.S. Come si chiama la Confraternita di cui lei è Governatore? Se gentilmente mi scrive due righe storiche ne sarei felice. Grazie.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Nessun "traizionalista" ha mai rigettato il magistero ordinario universale ripetuto, ribadito ecc. che,per esser tale, deve riflettere tutto il magistero precedente senza alterazioni né diminuzioni.
Quanto al magistero autentico gli si deve ossequio ma, soprattutto lì dove sia o appaia al cattolico ben formato in contrasto con la Verità trasmessa dalla tradizione e dal magistero precedente, si può discutere.
Ci sono poi insegnamenti del dottore privato che posson anche esser erronei se contrastan con l'insegnamento ininterrotto della Chiesa, e questi son da respingere.
Non credo che Francesco abbia nervi scoperti, e non ne ho neppur io: anche a me l'articolo di Tornielli è risultato alquanto superficiale ed anche astioso, non so perché. E l'ho detto senza ambagi. E mi dispiace cotesto dissenso e cotesto suo tono perché, per come ho imparato a conoscerlo, mi sembrava più razionale che impulsivo.

Andrea ha detto...

Tra la trippa der tripparolo, il fegato dei denigratori(h 7:29) e i nervi scoperti di cui parla Murtas(10:04), viene in mente la bella canzone romana "Me so' magnato er fegato.. con quello che sta intorno" !
Speriamo che questa sera i "gregoriani", come li chiama Francesco, o "michaelici", come vorrei chiamarli io, anziché fegato mangino delle ottime e salutari lenticchie !

Auguri a tutti

DANTE PASTORELLI ha detto...

Cara Azzurra,
la Confraternita è quella comunemente detta di San Francesco Poverino, ma più precisamente Venerabile Confraternita di San Girolamo e San Francesco Poverino in San Filippo Benizi.
L’oratorio sorge nella piazza architettonicamente più armonica di Firenze, al termine del Loggiato dei Serviti del Sangallo e dell’Ammannati: questo complesso monumentale era occupato dal ramo femminile dei Servi di Maria (Mantellate), ove rifulsero S. Caterina dei Ricci e S. Giuliana Falconieri, ma con la confisca dei beni ecclesiastici le monache dovettero trasferirsi. Ed i locali al di sopra del loggiato furono frazionati e venduti a privati.
L’oratorio attuale fu costruito tra 1500 e 1600 dalla Compagnia di S. Filippo Benizi, che però nel corso del 1700, come tante altre Confraternite, fu soppressa e poi ricostituita, ma nella seconda metà del secolo si estinse. In questi locali si stabilì, la quattrocentesca Buca di S. Girolamo o S. Maria della Pietà, fondata dal Beato Carlo dei conti Guidi di Montegranelli, nel corso dei secoli sfrattata dalle varie sedi. Successivamente vi confluì la Confraternita di S. Francesco Poverino, anch’essa quattrocentesca, che per 400 anni era rimasta in un palazzo di via S. Zanobi, in pieno centro popolare fiorentino, in un palazzo d’angolo con via XXVII aprile, che fu abbattuto nel periodo di Firenze capitale per allargare la detta strada, dopo esser stata ospitata in due chiese dei dintorni (S. Giovannino dei Cavalieri e Madonna della Tosse). Così nel 1911 si formò un unico ente di culto con finalità religiose e caritative riconosciuto “utroque jure”.
Credo che siamo l’unica Confraternita del 1400 ancora viva ed operante in Firenze. Tra i nostri confratelli, tra i molti altri, S. Bernardino da Siena, Feo Belcari, Jacopo da Empoli e S. Antonino Pierozzi che fu nostro Correttore per cui in tempi successivi fummo aggregati spiritualmente all’Ordine domenicano: il che significa che, oltre alle nostre proprie indulgenze, fruiamo di tutte quelle dell’ordine Domenicano. Insomma, a parole si dovrebbe andar diritti in Paradiso!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Sino al 1949, attiguo all’oratorio di S. Filippo Benizi, all’interno dei nostri locali – nostri nel senso che son di proprietà della Confraternita – c’era un altro oratorio, la cosiddetta cappella del Tornantino, con tutti gli arredi necessari, stucchi e affreschi del Parenti (vita di S. Filippo Benizi), una grande sacristia, e la cappella del Crocifisso e, nella corte, una cappellina, il Recetto di S. Girolamo.
Nel 1949 il card. Dalla Costa, uomo di grande fede e dottrina, ma in questa circostanza sordo ai richiami della storia religiosa e civile e dell’arte, distrusse questi locali per creare una mensa per gli studenti universitari. Una devastazione vandalica che portò alla perdita anche di numerose opere d’arte vendute in Italia e all’estero o cedute ad altri enti: è andato perduto persino lo stendardo di S. Filippo Benizi del Dolci. Siamo riusciti a salvare un crocifisso ligneo, nero, dalle braccia rotte, che poi, restaurato, è risultato opera del Verrocchio e che attualmente è in deposito temporaneo al museo del Bargello. Appunto nella sala del Verrocchio. Tanto per dire quanto s’è perduto. La sacristia fu trasformata in cucina, la cappella del Tornantino in sala mensa e gli altri locali in sala d’attesa e di transito. L’appartamento di 8 stanze, dove custodiamo arredi salvati e l’archivio ricatalogato tre o quattro anni fa che parte dal 1414, è ancora abitato dalle due superstiti dell’Opera dei ritiri che per prime gestirono la mensa.
La devastazione non fu giustificata dal suo scopo: gli studenti poveri – c’ero tra questi anch’io e i miei fratelli fuori sede – non potevano usufruire della mensa a pagamento; per cui era frequentata da studenti abbienti, e dai professori delle vicine università, dai medici del vicino ospedale, dai bancari, da artigiani e commercianti. Insomma, spesso i santi in terra fan guai.
Ora questi locali sono adibiti, dal 1990 a mensa dei poveri, gestita dalla Caritas: almeno un fine sociale è raggiunto.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Nell’oratorio e nell’anti-cappella si possono ammirare, opere di Pier Francesco Fiorentino, Baccio del Bianco, Jacopo Vignali, Jacopo da Empoli, una bellissimo S. Girolamo in ceramica dipinta del ‘400, i quattro Evangelisti della scuola del Dolci, e, nell’oratorio affreschi rappresentanti S. Filippo Benizi in gloria e i Sette Santi Fiorentini fondatori dei Servi di Maria, un’Assunzione tra S. Girolamo e S. Francesco dell’Empoli una bella Immacolata settecentesca ed il Crocifisso miracoloso. Molte cose già restaurate o restaurare sono ben custodite, tra cui, in una bella teca, il teschio del beato Carlo dei conti Guidi. Gli stalli son dei primi del ‘600. Abbiamo molti ed alcuni bellissimi reliquari. L’altare è anch’esso bello (dell’Atticciati) e in cornu Evangelii il Crocifisso miracoloso: il miracolo più famoso, stando al nostro archivio, è la guarigione immediata, dopo averlo toccato da dietro la grata del suo monastero, d’una monaca del monastero del Ceppo da molti anni completamente deforme ed immobile. Veniva chiamato anche Crocifisso della buona morte, perché si scopriva quando dal Bargello suonavano i rintocchi delle esecuzioni capitali. Abbiamo da quasi 60 anni in custodia anche il corpo del Beato Pietro Pattarino da Imola, dei Cavalieri di Malta, che, evidentemente, non sanno che farsene: utilità e religiosità di certi Ordini e cavalieri!
Il Crocifisso come altre opere (molte le abbiamo restaurate) ha bisogno d’intervento: ma ora siamo dissanguati dopo aver rifatto completamente il tetto del complesso (circa 320.000 euro, compreso il suolo pubblico che il Comune di Firenze ci ha addossato senza neppure applicarci la tariffa agevolata riservata a tante porcheria che insozzano la piazza). Il problema non sono i restauratori, ma l’argent. Ai piccoli nessuno pensa. I lavori più urgenti sono il rafforzamento della cantoria (organo settecentesco del Tronci perfettamente funzionante) e le crepe nel soffitto.
Se la nostra opera è gradita dal Signore, prima o poi la Provvidenza ci penserà. In caso contrario l’Oratorio, che il card. Dalla Costa nel 1949 voleva trasformare in circolo per le ACLI – c’intimò di lasciare i locali ma la Confraternita questa volta dimostrò più nerbo – sarà trasformata in moschea: piccolo contraltare alla basilica dell’Annunziata.
Il mio cruccio è, data la mia età, di morire senza aver conseguito i fini che m’ero proposto. Ma il Signore vede quel che abbiamo dentro, per la Sua gloria.
Quanto alla bibliografia, a parte quel che si legge in internet, c’è un volume della prof.ssa Ludovica Sebregondi, Le tre Confraternite fiorentine, ed. Salimbeni, Firenze, 1991.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Che faticata: è un'ora precisa che provo a copia-incollare il mio post per AZZURRA diviso in tre parti per non superare il numero dei caratteri: apparivano e scomparivano i pezzi postati. Mi auguro che adesso non scompaiano più.

Andrea ha detto...

In nota a Dante h14:15:
le immagini dette miracolose, cioè quelle legate direttamente a qualche fatto miracoloso, sono forse il più diretto ed evidente discrimine fra realismo cattolico (Dio agisce hic et nunc, in modo miracoloso o in modo ordinario) e intellettualismo protestantico (l'uomo, se "illuminato", può uscire dalla Massa Dannata e andare "verso l'alto").
Il termine stesso, "Crocifisso Miracoloso" o analoghi, era comunemente usato (anche nelle guide turistiche) fino agli anni '60. Poi è sparito !

Di nuovo auguri a tutti

azzurra ha detto...

Carissimo Prof. Dante, GRAZIE per la faticata ma le rende onore e Dio padre le renderà merito. Ho letto con attenzione e manco a dirlo (purtroppo) quelle pietre preziose, (chiamo così tutte le Opere d'arte Sacra di cui è ammantata la Nostra Bellissima Italia) pur raccogliendo una Storia Gloriosa, come quella riassunta da lei sono state trattate come pietre di inciampo. Tanto che per fare una "mensa" le hanno tolte di mezzo. Ebbene mi chiedo come possano chiamarsi uomini di fede coloro che hanno deciso di distruggere o di smontare o di vendere, Opere realizzate con i soldi e i Sacrifici dei Fedeli, per lasciare spazio a dei locali che nulla a che fare con la fede. Le mense dei poveri o per gli studenti non sono atti di fede come lo sono le Opere d'Arte, ma bensì sono semplicissime opere di misericordia corporale che ora vanno molto di moda e che qualcuno dall'alto, ha deciso che sia l'unico "dogma" per andare in paradiso. Ora se per fare un'opera di "misericordia" corporale (moooolto meno importante di quelle Spirituali) andiamo a distruggere la descrizione artistica ovvero la Catechesi in pietra e di immagini,(Opera di Misericordia Spirituale per l'appunto)di cui la Chiesa si è sempre servita per insegnare agli analfabeti e agli ignoranti,(oggi in gran numero, pur non essendo più analfabeti) sia essa dipinta su tela o su tavola o su affresco, è un peccato contro Dio e contro l'uomo. Perchè codeste persone di fede, per lasciare spazio a quattro sedie e 4 tavoli ove servire il pane di farina (materia) hanno tolto il pane Spirituale come la Catechesi fornita dalle Opere d'Arte Sacra, presente in quegli spazi della vostra Confraternita, che ha alle spalle secoli di storia meravigliosa? Eppure esistono delle leggi che PROIBISCONO tali scempi .... ma si sà grazie alla burocrazia e a certi giudici e a certi professionisti del nulla tutto diventa possibile. Il decreto legislativo del 22 gennaio 2004 dovrebbe e dico dovrebbe chiarire e condannare questi abusi, ma come al solito i 4 barboni dei legislatori quando fanno delle modifiche ( commi)per migliorare (dicono), non eliminano i vecchi commi, e No!! altrimenti come si fa ad interpretare a proprio uso e consumo e secondo il proprio partito ciò che voglio distruggere o ciò che voglio mantenere? Ecco che per magia Opere di straordinaria importanza etnoantropologica se passate sotto la lente affumicata dall'odio anticattolico, diventa una cosa a cui non dare assoluta importanza e quindi può essere distrutta.

P.S. Eh! si i cavalieri di malta come i Templari sono dei Testimoni scomodi, ecco che non deve restare pietra su pietra. Conosco la Storia di varie Torre dei Templari, dove hanno trascorso la vita alcuni Santi Eremiti che .... stanno cadendo a pezzi.... e nessuno di chi di dovere si prende la briga, anche se sono sollecitati a dovere .... mancanza di fondi diconoi ...si ma le mense o le moschee o case o medicinali o pensioni sociali, o scuole e libri gratis agli immigrati ... quelli non mancano mai..... qualche muflone o brutto essere alato avrà qualcosa da ridire, ma le persone accorte ed intelligenti hanno capito il mio grido d'allarme e la rabbia nei confronti di queste scelte che non sono Cattoliche ma ben altra cosa!!

azzurra ha detto...

Carissimo Prof. Dante, GRAZIE per la faticata ma le rende onore e Dio padre le renderà merito. Ho letto con attenzione e manco a dirlo (purtroppo) quelle pietre preziose, (chiamo così tutte le Opere d'arte Sacra di cui è ammantata la Nostra Bellissima Italia) pur raccogliendo una Storia Gloriosa, come quella riassunta da lei sono state trattate come pietre di inciampo. Tanto che per fare una "mensa" le hanno tolte di mezzo. Ebbene mi chiedo come possano chiamarsi uomini di fede coloro che hanno deciso di distruggere o di smontare o di vendere, Opere realizzate con i soldi e i Sacrifici dei Fedeli, per lasciare spazio a dei locali che nulla a che fare con la fede. Le mense dei poveri o per gli studenti non sono atti di fede come lo sono le Opere d'Arte, ma bensì sono semplicissime opere di misericordia corporale che ora vanno molto di moda e che qualcuno dall'alto, ha deciso che sia l'unico "dogma" per andare in paradiso. Ora se per fare un'opera di "misericordia" corporale (moooolto meno importante di quelle Spirituali) andiamo a distruggere la descrizione artistica ovvero la Catechesi in pietra e di immagini,(Opera di Misericordia Spirituale per l'appunto)di cui la Chiesa si è sempre servita per insegnare agli analfabeti e agli ignoranti,(oggi in gran numero, pur non essendo più analfabeti) sia essa dipinta su tela o su tavola o su affresco, è un peccato contro Dio e contro l'uomo. Perchè codeste persone di fede, per lasciare spazio a quattro sedie e 4 tavoli ove servire il pane di farina (materia) hanno tolto il pane Spirituale come la Catechesi fornita dalle Opere d'Arte Sacra, presente in quegli spazi della vostra Confraternita, che ha alle spalle secoli di storia meravigliosa? Eppure esistono delle leggi che PROIBISCONO tali scempi .... ma si sà grazie alla burocrazia e a certi giudici e a certi professionisti del nulla tutto diventa possibile. Il decreto legislativo del 22 gennaio 2004 dovrebbe e dico dovrebbe chiarire e condannare questi abusi, ma come al solito i 4 barboni dei legislatori quando fanno delle modifiche ( commi)per migliorare (dicono), non eliminano i vecchi commi, e No!! altrimenti come si fa ad interpretare a proprio uso e consumo e secondo il proprio partito ciò che voglio distruggere o ciò che voglio mantenere? Ecco che per magia Opere di straordinaria importanza etnoantropologica se passate sotto la lente affumicata dall'odio anticattolico, diventa una cosa a cui non dare assoluta importanza e quindi può essere distrutta.
P.S. Eh! si i Cavalieri di Malta come i Templari sono dei Testimoni scomodi, ecco che non deve restare pietra su pietra. Conosco la Storia di varie Torri dei Templari, dove hanno trascorso la vita alcuni Santi Eremiti che .... stanno cadendo a pezzi.... e nessuno di chi di dovere si prende la briga, anche se sono sollecitati a dovere .... mancanza di fondi diconoi ...si ma le mense o le moschee o case o medicinali o pensioni sociali, o scuole e libri gratis agli immigrati ... quelli non mancano mai..... qualche muflone o brutto essere alato avrà qualcosa da ridire, ma le persone accorte ed intelligenti hanno capito il mio grido d'allarme e la rabbia nei confronti di queste scelte che non sono Cattoliche ma ben altra cosa!!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Cara Azzurra, una volta ero prof. ora non lo sono più da un pezzo. Son Dante e basta.

Quanto alle rovine, sarà colpa di Bondi?

azzurra ha detto...

Caro Dante, il titolo di professore non va in pensione, soprattutto se quel titolo uno se lo è meritato per davvero!! Io sono studente e so di cosa parlo e cosa intendo per VERI professori, e sono la prima a TOGLIERE questo titolo a quanti non se lo meritano pur essendo ancora attivi (purtroppo). Ma la chiamerò Dante come da suo desiderio.

Bondi colpevole delle rovine? Mi ha fatto ridere e piangere un sacco questa ennesima bufala di partito, come se una casa cadesse dall'oggi al domani, senza che nessuno se ne accorga in tempo, considerando anche il fatto che questi edifici DEVONO essere continuamente monitorati...ma la voglia di fare il proprio dovere la si è mandata in pensione da troppo tempo, specie ora che per non fare la fine dell' Argentina o della Grecia si stà cercando di frenare gli sprechi e le ruberie perpetrate da anni e anni. I COLPEVOLI, di quanto scritto precedentemente e del ROVINOSO abbandono delle NOSTRE Pietre Preziose, sono da attribuire alle varie Sovraintendenze che per ideologie varie (non ho notizia di sovraintendenze che abbiano rispetto del Sacro come del resto molti dei restauratori che io conosco),interpretano i vari "commi" del D.L. 22 come arma distruttrice o come arma di proprio tornaconto. Ora i soldi per restaurare e conservare ci sarebbero, solo che i"personaggi" che li gesticono li usano per aKKalappiare voti e restare al potere. Quel potere che da sempre ha amministrato e tutt'ora amministra molto SINISTRAMENTE scuole, università e pubblica amministrazione, mense dei poveri tanto per restare in tema.
Solo i cechi e le nuove forme di ignoranza non se ne rende conto.
P.S. ho lasciato un messaggio indirizzato a lei nella posta di Francesco Colafemmina speriamo gliela giri quanto prima.
Grazie.

azzurra ha detto...

opps... CIECHI e non cechi.... pardon......

azzurra ha detto...

NON SOLO le Sovraintendenze sono colpevoli, ma principalmente i COMUNI che per restare a galla affitano al miglior offerente di una notte i nostri Beni Culturali, e i denari che questi Beni Culturali guadagnano se li pappano per altri motivi .... come ad esempio incontri "Kulturali" di vario genere che NULLA hanno a che fare con la Cultura vera e propria. Concerti dentro a delle Bellissime Chiese che procurano dei DANNI IMMENSI alle opere, oppure luci psicadeliche, oppure oppure oppure..... ma data l'importanza di certa "Kultura" tutto se po' fa'......

DANTE PASTORELLI ha detto...

Sta' tranquilla, ché Vendola che di cultura s'intende, sistemerà tutto, come la sanità in PugliA.