martedì 21 dicembre 2010

ECCO COME NON BISOGNEREBBE ADEGUARE UNA CHIESA CATTOLICA!



di Francesco Colafemmina

Che il caso di San Nicandro Garganico sia unico per coraggio, coerenza e positiva risposta dei fedeli, credo sia piuttosto evidente. Anche perché nel resto d'Italia si continua ad adeguare antiche chiese cattoliche seguendo i soliti trend: spostamento dell'altare nel transetto, coinvolgimento di architetti fantasiosi e artisti innamorati del design.
La chiesa si trasforma quindi in un cantiere sperimentale per deturpare con l'arte contemporanea un luogo sacro, dissacrarlo e porlo in costante conflittualità dialettica tra antico e nuovo, fra forme della tradizione e insignificanti ghirigori dell'antiestetica contemporanea.


Guardiamo l'esempio della chiesa di San Giacomo Maggiore a Sedrina (Bergamo). Qui si è attuato l'ultimo scempio del radicalismo chic. Un adeguamento liturgico affidato ad un mecenate, architetto e costruttore bergamasco, detentore di una sterminata collezione di opere d'arte contemporanea, Tullio Leggeri. Del Leggeri e del suo metodo mecenatistico si parlò qualche tempo fa persino sul Sole 24 Ore. E l'architetto in quell'occasione si vantò di non aver mai superato i 70.000 euro nell'acquisto di un'opera della sua collezione. Quest'ultima vale ormai svariati milioni di euro, ma sappiamo anche bene che il problema delle connessioni fra finanza, arte contemporanea e bolla speculativa è reale e rischia di dar forma ad una nuova anti-estetica drogata dalla finanza internazionale e dagli aspetti comportamentali tipici di una nuova categoria di ricchi, desiderosi di elementi in grado di renderli riconoscibili al mondo, come appunto le opere d'arte contemporanea.

Conviene, a tal proposito, rammentare la riflessione sviluppata con profondità e brillante vigore da Donald Thompson nel suo volume "Lo squalo da 12 milioni di dollari. La bizzarra e sorprendente economia dell'arte contemporanea". Secondo Thompson - economista che analizza con spietato realismo il mondo del "contemporaneo" - quello della nuova arte antiestetica è un semplice mercato, un mercato che viene generato da una élite di acquirenti, collezionisti, galleristi, tutti più o meno milionari, che foraggiano una mandria di artisti le cui opere vedono crescere le proprie quotazioni, gonfiando pertanto le tasche dei loro mecenati. Il tutto con la compiacenza di critici ed esperti del settore per i quali Thompson ha le parole più toccanti e commoventi: "E’ frustrante vedere qual è il ruolo dei critici della nostra cultura. E’ come lavorare come pianista in un bordello: non hai il minimo controllo su ciò che accade al piano di sopra".

Ad ogni modo, tornando alla chiesa di Sedrina vediamo come il magnifico Leggeri ha gestito l'adeguamento liturgico (da gran competente di arte sacra qual è!). Coadiuvato dall'architetto Guglielmo Renzi (il cui sito web vi accoglie con un'inquietante stauetta bicefala...), Leggeri si è avvalso degli artisti Mario Airò e Stefano Arienti.

Domanda: si sono mai costoro occupati di arte sacra?
Risposta: no.




Veniamo al progetto: stiamo parlando - come al solito - dello spostamento dell'altare nel transetto. In questo caso l'altare è costituito da una piattaforma in vetro, con decorazioni tipo discoteca o bar del quadrilatero della moda di Milano, sormontata da un cubo in pietra sulla cui lato frontale c'è un decoro tipo merletto di Burano o meglio "centrino della nonna".
L'ambone è invece un immondo parallelepipedo di lamiera dorata con dei ritagli sui bordi, ritagli che in realtà sono contorni di lettere greche dal Vangelo di San Giovanni.

Questa spazzatura infilata nel cuore di una antica chiesa andrebbe data alle fiamme, se solo fosse in grado di ardere! Al meglio, la si potrebbe spostare in un disco lounge del bergamasco, e trasformare l'altare nel banco su cui servire cocktails a base di Vodka e Red Bull o piuttosto in cubi sui quali qualche pulzella procace possa dimenarsi al suono di una musica house electro techno. L'ambone invece andrebbe benissimo come cassa o reception desk da posizionare all'ingresso del locale, dove un gaio trentenne in giacca e cravatta accoglie i clienti, controlla le loro prenotazioni e li introduce nella festante sala da ballo.

Questa forma di arte, in realtà più che altro arredamento dozzinale ma glamour, non ha nulla a che fare né con la liturgia del Concilio, né con la spiritualità e l'estetica cattolica. E' una semplice incursione del banale, del quotidiano, delle ultime mosse dell'interior designing italico. Come al solito fa specie che siano dei preti a volere in chiesa delle aberrazioni simili! E' infatti un trionfante architetto Leggeri ad affermare all'Eco di Bergamo: "Il progetto ha ottemperato a quanto indicano la riforma liturgica intrapresa dal Concilio ecumenico Vaticano II e i documenti dei vescovi sull’adeguamento delle chiese secondo la stessa riforma".

Chiaramente la Sacramentum Caritatis (all'art.69) è completamente ignorata. Come è ignorata la coesistenza di due forme dello stesso rito romano, fatto che dovrebbe far astenere preti e architetti da manomissioni che pregiudichino la celebrazione del rito romano in entrambe le sue forme.
Ma ignorato in sè è il decus, il decoro. Come si possono, infatti, inserire degli elementi talmente allogeni in un contesto armonioso e coerente nelle forme e negli stili, in grado di rendere onore a Cristo ed elevare verso l'Altissimo le anime dei fedeli?

D'altra parte è significativo che un articolo interamente dedicato a questo adeguamento liturgico sia stato pubblicato da "Abitare", rivista solitamente dedicata all'arredamento e al design. Allo stesso modo agli inizi di quest'anno i progetti vincenti dell'inutile concorso CEI per l'edilizia sacra furono pubblicati su "Casabella".

Di questo passo vedremo le omelie dei Vescovi di queste diocesi amanti del design pubblicate su "Confidenze" o su "Vanity Fair" (ossia la fiera delle vanità!). Mentre i prossimi progetti di adeguamento liturgico potranno esser pubblicati su "Casaviva" o su tutt'al più su "Rakam", sempre che si decida di mettere il centrino della nonna quale ricordo nostalgico e infantile di un paliotto troppo tridentino per essere ancora esposto nelle nostre chiese.


22 commenti:

Davide ha detto...

Vittorio Gregotti a proposito dello stato dell'arte in architettura rispondeva che l'architettura è divenuta "design ingigantito", purtroppo aveva ragione. Le ragioni dell'architettura sono disperse, e quando questa dispersione raggiunge la committenza ecclesiale e la sua confusione e dabbenaggine amplifica la portata del suo errore a rovina di tutti i fedeli e oltre. Non disperiamo, è giunto il tempo in cui cadranno come veli dagli occhi tutti i lacci e i lacciuoli che legano la naturale capacità dei popoli di esprimere la bellezza di Dio. Allora potrà tornare ad esprimersi e giganteggiare l'arte d'Europa e d'Italia in particolare.

Luisa ha detto...

OT.

Francesco ha visto?

"Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede

Sulla banalizzazione della sessualità

A proposito di alcune letture di "Luce del mondo"



Non so se questa nota contribuirà a fare chiarezza, ma se la CDF ha dovuto intervenire vuol dire che qualche problemino nella recezione di quei passaggi c`è stato e c`è.
E questo con buona pace di chi pretendeva, e continua a pretendere, che quel testo è di una chiarezza eclatante.
Come per le frasi di Fisichella sulla ragazzina di Recife, la CDF ha pubblicato una nota "chiarificatrice" sull`OR, nota che nessuno riprenderà, che pochi leggeranno.
Per l` aborto, grazie a mons, Fisichella, è passato il messaggio che la Chiesa ha "assoupli" la sua posizione, in certi casi, con il libro del Papa passa il messaggio che la Chiesa ha fatto una svolta sul condom e relativizzato l`Humanae vite, vista come un ideale raggiungibile e vivibile per pochi.

Maria ha detto...

"la si potrebbe spostare in un disco lounge del bergamasco"

totalmente d'accordo...mai messo piede in un disco lounge, ma in base a come si vedono negli spot....mi pare che siano i contesti adatti a quel genere di similmobilia (arredo liturgico è un termine che andrebbe riferito a ben altro...)

Gianpaolo1951 ha detto...

Questo è l’ennesimo esempio del livello di assoluta ignoranza a cui è sceso il clero…
Questi interventi sono un vero e proprio atto di “violenza” contro il sacro e il bello e non solo!...
Altro che abusi sessuali…, quelli almeno si rimediano con l’allontanamento del prete colpevole e passano…
Questi invece restano…, colpiscono tutta la comunità cattolica e sono irreparabili!...
Caro Dott. Colafemmina, io fossi in Lei, cercherei di contattare il Prof. Sgarbi, l’unico che ha sensibilità, competenza e voce in capitolo, per darLe una mano a por fine a queste nefandezze!!!

Gianpaolo1951 ha detto...

@ Maria
Cara Maria, se già non l’ha fatto, legga questo bell’articolo sulla Liturgia pubblicato da Raffaella, che aiuta a capire tante cose del post C.V.II!…
http://paparatzinger4-blograffaella.blogspot.com/2010/12/il-teologo-nicola-bux-spiega-perche-in.html

Andrea ha detto...

Solo una nota "geografica", caro Francesco: se il movimento verso il sano e il sostanziale è avvenuto nel Gargano (San Nicandro), e quello verso il contraddittorio e il superficiale è avvenuto nella Bergamasca, un motivo ci sarà !
Evidentemente il bene comincia a "rimettere fuori la testa" dove l'iniezione di veleno non aveva raggiunto gli strati profondi.

Stefano78 ha detto...

Caro Francesco, urge un topic a riguardo della Nota.

Per Luisa: hai letto la nota? Credo che ora più chiaro di così si muore.

Chris ha detto...

Sottoscrivo anch'io di tutto cuore l'analisi di Francesco.

Una delle cose difficili da tollerare è la strumentalizzazione dei documenti postconciliari: cioè, sembra che questi "adeguamenti" abbiano luogo, ed in questa forma, perché così vuole la riforma liturgica.

L'unica cosa positiva della trasformazione di questa chiesa quattrocentesca (!) è che almeno sembra essere reversibile.

Vorrei riportare, per chi non l'ha visto, il commento postato da "muratore" sul sito exibart.com al frontale dell'"altare":

«sembra una mattonella del cesso.»

Maria ha detto...

@ Gianpaolo: ho letto l'articolo e lo girerò volentieri ad alcuni amici, specialmente a quelli che hanno vissuto il Vaticano II, ma che hanno poi considerato come pienamente rispondente ad esso le attuazioni dello "spirito" (o cono di luce?) del Concilio

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non si muore, caro Stefano. Il fatto che la CDF abbia dovuto intervenire con una nota ufficiale è già una bocciatura delle esternazioni del "dottore privato" che ha parlato in modo equivoco. Che poi la nota si arrampichi sugli specchi è evidente.
Si deve dimostrare che il prostituto o la prostituta usino (meglio, facciano usare ai clienti)il preservativo per il bene altrui e non per la propria salvaguardia. Non per nulla il neo-card. Sgreccia ha detto che bisognerebbe studiare il singolo caso! Ch'io sappia, i clienti delle prostitute o dei prostituti, usan il preservativo per non esser contagiati. Non mi sembra un inizio di percorso di moralizzazione. Non lo è mai stato. E' sempre stato un sistema per andar più tranquilli. Ma forse il Papa certe cose non le conosce.
E se invece di scriver libri si occupasse del disastro in cui versa la Chiesa? Se cominciasse a nominar vescovi e cardinali persone degne? Se cominciasse a depor vescovi e cardinali che spargon eresie e si ribellan ad ogni norma canonica? Se mettesse mano ai seminari? Se spazzasse il sozzume che lui stesso ha visto e denunciato nella Chiesa e che si evidenzia anche nella Curia Romana?
Quanto all'ex-S. Uffizio niente da dire sul fatto che ai non cattolici il Papa, come afferma nella sua ultima inutile fatica letteraria, non parla da Capo della Chiesa Cattolica? Che per la conversione degli ebrei viventi non si deve pregare, in attesa che il popolo ebraico ancor in vita il giorno della parusia si salvi?

Stefano78 ha detto...

Dice D. Pastorelli.

Non si muore, caro Stefano. Il fatto che la CDF abbia dovuto intervenire con una nota ufficiale è già una bocciatura delle esternazioni del "dottore privato" che ha parlato in modo equivoco

Che abbia parlato in modo equivoco è chiaro. Ma altrettanto chiaro è il modo unilaterale con cui chi l'ha criticato ha agito. Almeno a mio parere.

Nel senso che le frasi del Papa si prestavano ad interpretazioni. A mio giudizio, ora, l'interpretazione "corretta" risulta chiara.

Ma l'interpretazione che è stata data da molti originariamente, e la nota lo specifica BENE, ha risentito spessp della visione esclusiva del lettore.

Il che può anche starci, da un punto di vista esclusivamente razionale e di mero contraddittorio.

Inizia ad esserci qualche problema se si rimane a quel giudizio senza voler approfondire. Questo per una serie di motivi.

Stefano78 ha detto...

Secondo me il passo che molti non riescono a fare è quello di "cercare di comprendere" e "dare una possibilità" la dove la chiarezza manca. Cercandola, e nel caso non la si trovi porre domande, anche senza pretendere le risposte. In fondo le risposte, in coscienza, abbiamo gli strumenti per potercele dare...

Luisa ha detto...

Molto strano il silenzio che è caduto sul colloquio organizzato dai Francescani dell`Immacolata sul Vaticano II, prima, durante e dopo, nessun sito ne parla, nemmeno siti che non sono avari nel riprodurre avvisi vari sulla questione Vaticano II ....
Chi è interessato può andare qui:

http://www.catholicafides.blogspot.com/

E qui:

http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/

Francesco Colafemmina ha detto...

Sulla storia dei condom non so se valga la pena spendere ancora qualche inutile parola.

Tutti in giro iniziano a dire: ecco, vedete, l'avevo detto io! Questa è l'esatta interpretazione.

In realtà, a mio parere, credo che servirebbe una nota esplicativa della nota. Perché delle due l'una: o l'uso del condom è un metodo per ridurre il male dell'agire connesso all'atto sessuale illecito, oppure non lo è affatto.

Ma nel primo caso "un metodo per ridurre il male" io lo considero un "male minore". Piuttosto che contagiare l'altro, limito il danno all'atto illecito.

Rileggendo poi Veritatis Splendor non si può fare a meno di notare la contraddizione. O esistono atti morali e premorali che vengono giudicati separatamente o esistono solo atti morali. E se gli atti morali sono cattivi non può nascere da essi nulla di buono. Pertanto anche l'idea della responsabilizzazione (che il Papa poneva fra gli atti morali) è da considerarsi fuorviante e contraria alla dottrina. E questo lo dice, ripeto, Veritatis Splendor 75.

Ma è meglio lasciar perdere...

Piero ha detto...

Buon Pomeriggio e Buon Natale a voi tutti
mi associo all'intervento di Dante Pastorelli e, aggiungo: il Papa dovrebbe dimostrare il coraggio del Cristo a condannare, definitivamente, l'infausto CVII dal quale è de-generato tutto questo marciume.
Prima del CVII avevamo suore ultrà?, preti operai?, preti che passano spranghe ai "pacifisti"? vescovi che dicono, durante l'omelia che la Resurrezione è una favola? frati che dicono che l'ostia è solo un pezzo di pane? suore che affermano che non bisogna portare i bambini piccoli alla Santa Messa perchè potrebbero impressionarsi? preti che "santificano" le unioni tra pervertiti? religiosi che affermano che l'omosessualità è un dono di Dio?
Rimarremmo in pochi, pochissimi ma, saremmo salvi.
Io e i miei cari continuiamo a pregare perchè la Verità torni a trionfare.
Buon Natale a tutti voi
Piero e famiglia

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Francesco, vedo che confermi la mia convinzione dell'arrampicata sugli specchi. Le contraddizioni sono triste eredità modernista e spesso la pezza che si vuol mettere sugli strappi del dottore privato (e sottolineo dottore privato) è anch'essa bucata.
Come possa esser percorso di moralizzazione andare a prostitute col preservativo per non contagiarsi non so. Che poi una prostituta o un prostituto sieropositivi faccian usare ai clienti il condom non risolve il problema della sicurezza per i noti motivi della fragilità della difesa e quindi l'esposizione al peccato del comandamento non uccidere sussiste. Inoltre bisognerebbe giudicare in foro interno. Ed in questo recesso posson entrar solo Dio e il confessore.
Speriamo che il Natale e il nuovo anno ci riservino una fioritura di retta dottrina che ridia slancio alla Chiesa ed alla sua missionariegtà che non può esser fiaccata da interessi diplomatici.

Stefano78 ha detto...

Come possa esser percorso di moralizzazione andare a prostitute col preservativo per non contagiarsi non so

Io non riesco a darmi una risposta, e lo dico senza ironia o tono provocatorio. Come non si riesca a spostare il soggetto del discorso dal preservativo all'inizio di CRISI DI COSCIENZA di chi sta commettendo due peccati mortali, non riesco davvero a capirlo!

Il Dott. Ratzinger parla proprio di crisi di coscienza! E non di "preservativo male minore, meglio usarlo per prostituirsi"! E' su questa crisi che si basa per i "casi singoli" in cui può essere "un inizio di responsabilizzazione" ma non "la soluzione"! Lo dice: NON E' LA SOLUZIONE. NON E' MORALE. Se lo dice, e lo dice così come io l'ho scritto, evidentemente l'interpretazione deve essere un'altra! O questo è papismo?

Stefano78 ha detto...
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Stefano78 ha detto...

Lo stessso discorso per altri peccati.

Uno che sta uccidendo 100 persone, uomini, donne vecchi e bambini, per obbedire ad un ordine di guerra, entra in crisi di coscienza e decide di uccidere solo uoomini adulti...

Che si può dire? Che non sta più peccando?NO. Ma si può dire che ha avuto una "crisi di coscienza" o no? Che ha iniziato a capire che l'omicidio di massa indiscriminato è un abominio?

Ma da qui a dire che non sta peccando o che sta "peccando di meno", ce ne passa o no?

Non capisco perchè risulti così difficile spostare il soggetto dal "prostituirsi col preservativo", alla "crisi di coscienza" sia così difficile!

Luisa ha detto...

Condivido le reazioni di Dante e Francesco.
Già se la CDF ha dovuto redigere una nota per chiarire(...) se ne deduce, se la logica ha ancora un senso, che le parole del Papa necessitavano una chiarificazione.
Se poi questa nota raggiungerà l`effetto desiderato mi sia permesso di nutrire ampi dubbi.
Comunque se non sono diventata cieca, e se il mio cervello non si è fossilizzato, resta palese che il Papa ha detto cose nuove che non avevamo mai sentito pronuciare da un Papa, che non solo non sono smentite dalla nota della CDF, ma sono state confermate.
Sono quei famosi "ma..." si riafferma una regola,un pricipio, uan prescrizione e poi si introduce il "ma" e ciò che succede è che si ritiene solo ciò che viene dopo il "ma" e da lì si parte.
È anche risaputo che ciò che viene dopo il "ma" è ciò che chi parla pensa veramente.
Intanto i pasticci di traduzione continuano , vedi qui :

http://www.osservatore-vaticano.org/communication/caoutchouc-la-version-de-bayard-nest-pas-celle-de-losservatore-romano

Andrea ha detto...

Per Stefano(con un caro saluto e augurio di Buon Natale):
azzardo una risposta alla tua domanda.
Probabilmente molti si turbano al semplice sentire che l'"oggetto incriminato" viene concepito e citato dal Papa. In altre parole, si troverebbero meglio con un Papa che dicesse "Orrore!" al solo sentir nominare tale oggetto.
Che tale modo di sentire abbia a che fare con l'inadeguatezza della Chiesa pre-conciliare in materia sessuale, a cui facevo cenno in una delle mie "sottolineature" alle affermazioni di Maria?? E' possibile.

Stefano78 ha detto...

Cari auguri anche a te Andrea.