venerdì 17 dicembre 2010

IN SVIZZERA FRA ADEGUAMENTI LITURGICI E ANIMAZIONI PLAYMOBIL


di Francesco Colafemmina

A San Gallo, in Svizzera, adegueranno la cattedrale, già patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco dal 1983, esempio mirabile ed irraggiunto del barocco svizzero e transalpino in generale. L'adeguamento riguarda - come sta diventando sempre più prassi nelle chiese pre-conciliari - l'area del transetto. Già deformato con la messa in opera di una sorta di palco aggettante dalla cancellata del presbiterio ad una buona metà del transetto. Questo palco doveva essere sostituito da una struttura permanente, in pietra - sennò che gusto ci sarebbe nell'adeguare? - pertanto la scorsa primavera è stato lanciato un invito rivolto "ai più famosi architetti e artisti" affinché riprogettassero l'area del nuovo altare. Alla fine la commissione ha giudicato favorevolmente il progetto dello studio di architettura londinese Caruso St. John.


Analizziamo questa proposta: si tratta di una piattaforma circolare con tre gradini, che reca al suo centro l'altare e nella parte che guarda alla cancellata del presbiterio, le sedi per i concelebranti e la cattedra episcopale. Nella piattaforma è anche incluso l'ambone, mentre sul lato destro della stessa sorge un cilindro di pietra che fungerà da fonte battesimale. Caratteristica peculiare del progetto è la presenza di un fregio floreale sia sulla base della piattaforma centrale, sia intorno al primo gradino, nonché attorno al fonte battesimale. Altra novità è costituita da una sorta di aureola dorata che sarà sospesa attorno alla piattaforma dell'altare.


Detto ciò, veniamo ai commenti. Anzitutto il metodo di selezione: l'invito diretto senza concorso. Come hanno potuto questi signori di San Gallo, selezionare architetti che non hanno nulla a che fare con la Chiesa e artisti che non sanno neanche per sbaglio cosa sia l'arte sacra?

Vi invito a visitare i siti degli artisti, per rendervi conto di cosa stiamo parlando:


Posta questa domanda retorica, entriamo nel merito del progetto. Anzitutto notiamo l'inutilità del fonte battesimale sullo stesso livello dell'altare. Il fonte lo si è sempre posto vicino all'ingresso della chiesa, giacché il catecumeno poteva essere ospitato nel nartece, dunque iniziava il proprio ingresso nella chiesa a partire dalla parte più lontana dal presbiterio.
Perché dunque porre il fonte battesimale vicino all'altare quando persino le norme di adeguamento liturgico della CEI ne escludono la giustapposizione all'altare o il trasferimento nel presbiterio?

Passiamo all'altare: naturalmente in Svizzera non si applica la Sacramentum Caritatis, 69, pertanto è utopistico pensare ad un uso dell'altare antico. Eppure è sconvolgente pensare che il presbiterio delle chiese antiche sia diventato una sorta di appendice morente, priva di funzionalità e di importanza. Ciò che ieri era il fulcro del tempio, oggi è diventato un ricordo scomodo e da schermare. Che si tratti di pura ipocrisia ideologica è evidente. Ieri come oggi i sacerdoti rappresentano una "classe" a sé stante. La gerarchia ecclesiastica mantiene la stessa distinzione dai laici non ordinati che c'era prima del concilio. Quindi a coloro che nel comprendere il senso della separazione del presbiterio dalla navata si impegnano rispolverando categorie sociologiche e dialettiche, tipiche della visione oppositiva marxista che contrappone l'operaio (il fedele) al padrone (il sacerdote), converrebbe consigliare lo sfoggio di minore ipocrisia, tenuto conto che il rapporto fra laici, sacerdoti e gerarchia non ha mai raggiunto il piano dell'uguaglianza (e guai se così fosse).
A chi invece pensa al distacco del presbiterio sotto un profilo di rinnovata socialità e comunitarietà della messa, bisognerebbe rispondere che la messa post-conciliare non è stata mai riconosciuta dalla Chiesa come una messa "nuova" nella sua sostanza. Continua ad essere il santo sacrificio e non una mera rievocazione dell'ultima cena.
A chi, ancora, si figura nel distacco del presbiterio un limite alla partecipazione alla messa, bisognerebbe rispondere che la vera forma di partecipazione è l'oratio, non certo l'avanzamento dei fedeli sul presbiterio.


Come infatti, ancora oggi, nessun fedele con tutte le rotelle a posto, si sognerebbe mai di andare a prendere con le sue mani la pisside dal tabernacolo (a meno che non sia un "ministro speciale della comunione" - una categoria da abolire!), né tantomeno di salire sull'altare mentre il sacerdote sta celebrando (e voglio escludere naturalmente i tanti casi di abusi liturgici); allo stesso modo, non si riesce a comprendere come e perché un avanzamento spaziale del fedele, una sua usurpazione dello spazio eminentemente sacro del presbiterio, che accoglie l'altare luogo della presenza simbolica di Cristo e il tabernacolo luogo della sua permanente presenza reale, debba coincidere con un senso di partecipazione.
Anche questa è ipocrisia, promossa a dire il vero da un clero laicizzato, e pienamente sposata da un laicato clericalizzato. Solo degli imbecilli crederebbero di partecipare più attivamente alla politica sedendo sugli scranni di Montecitorio o trasportando in piazza il senato, e solo dei cerebrolesi crederebbero di avere maggiore partecipazione nel gioco del calcio, se i posti a sedere fossero vicini alle panchine sui cui siedono gli agitati allenatori. C'è in tutto ciò - sotto il profilo psicologico - l'evidenza di una frustrazione di fondo. La frustrazione di un laicato attivista che vuol sentirsi parte della Chiesa, amministrandola, sostituendosi ai sacerdoti e ai Vescovi, entrando fisicamente nello spazio che per secoli è stato loro riservato. Allo stesso modo si percepisce una frustrazione del clero che, incastrato fra l'incudine della propria inadeguatezza al mondo secolarizzato e il martello di un laicato ambizioso e nutrito di molto greca hybris, rivendica spazi e autorità che mai ha avuto. E allora i sacerdoti molto spesso si sentono in dovere di avanzare, di mostrarsi nuovi, svecchiati, alla moda, liberali e di larghe vedute. Ma così facendo ingannano se stessi e il popolo dei fedeli, perché disconoscono il loro ruolo e la propria autorità, riducono lo spessore della loro consacrazione ad una sottile patina impercettibile, si confondono con i laici e non li aiutano a compiere attivamente la loro missione che non è scimmiottare il clero, ma seguire il Vangelo e salvare le proprie anime attraverso la cura dell'altro.

Tornando al progetto di San Gallo, credo sia superfluo definirla un'altra artist's shit (per citare l'opera di Piero Manzoni del 1961). E credo sia anche superfluo stupirsi per questo stupro di una chiesa barocca ad opera di un manipolo di innovatori bigotti (sì, esiste anche un tipico bigottismo progressista da riconsiderare!) che a carnevale magari si travestono da Papi o da Arcivescovi (e mi riferisco ai laici committenti, naturalmente). Intanto è stato già erogato un prestito di 200.000 franchi per l'avvio dei lavori, mentre entro giugno 2011 si attende un altro prestito da 1,5 milioni di franchi (ma per far cosa? per pagare questa artist's shit?).
Adesso però l'ultima parola sul progetto spetta all'Ordinario del luogo (che immancabilmente approva quanto i laici impegnati e clericali hanno già preparato), altra attestazione di come in Svizzera tutto funzioni al contrario!

Questa storia vi ha rattristato? Consolatevi allora con i video della Bibbia Playmobil realizzati dalla Conferenza Episcopale Svizzera!

P.s. Da piccolo ho giocato poche volte con i Playmobil, mi sembravano stucchevoli e già preconfezionati. Preferivo i Lego, almeno c'era da costruire qualcosa... Che la Conferenza Episcopale Svizzera scelga i Playmobil per il calendario dell'Avvento è sintomatico: a parte il fatto che sfido qualsiasi bambino, ma anche qualsiasi genitore a capire cosa stiano facendo i pupazzetti impazziti, c'è da dire che l'uso di un gioco tipico degli anni '70 quale strumento di evangelizzazione, non fa altro che testimoniare l'epoca alla quale sono rimasti legati i Vescovi svizzeri!

49 commenti:

Giulio G ha detto...

Dott. Colafemmina,

se preferisce i LEGO, eccola accontentata :

http://www.thebricktestament.com/

Cordialmente

Giulio

Andrea ha detto...

Caro Francesco, per la mia esperienza (e la mia riflessione) la hybris del Clero in preda ad affanno secolaristico è mille volte più forte di quella del laicato che vuole "occupare il presbiterio".
Del resto, chi ha fatto il Protestantesimo, se non un frate (Lutero), e chi ha "disfatto" la Chiesa dei nostri tempi, se non un religioso-prete-teologo (Rahner) ?

Aggiungo solo che la giustapposizione del fonte battesimale all'altare è davvero di eccezionale gravità. Per contro, i grandi Battisteri (Pisa, Parma, Cremona...) sono la quintessenza della Fede.

La zona del Lago di Costanza è critica: da una parte la Svizzera, con i suoi delirii "occidentali", dall'altra la Baviera, con Wigratzbad e Lindau (Mitteleuropa cattolica), ma anche il Baden-Wurttemberg, che credo sia già più tendente all'eresia. C'è anche un pezzetto di Austria.

Gianpaolo1951 ha detto...

Tutte le Conferenze Episcopali sono un cancro in seno alla Chiesa Cattolica!...
Con il passare del tempo si sono arrogate un potere che non spetta loro..., un potere derivante dall’enorme flusso di denaro che “maneggiano”!...
Per me andrebbero eliminate e il Papa dovrebbe riprendere in mano lo scettro del comando che a Lui – e solo a Lui – spetta quale unico successore di Pietro!!!

Andrea ha detto...

Per Gianpaolo: all'interessantissimo convegno in corso a Roma (segnalato da Francesco in chiusura dell'articolo precedente) è stato detto anche che una delle grandi vittorie dell'ala "rivoluzionaria" dei Padri, già in fase di apertura dei lavori, fu quella di far introdurre nella procedura l'ammissione degli interventi "per Conferenze Episcopali Nazionali". Da lì prese le mosse la situazione attuale.

Mi viene in mente:
1- che un tempo era un ORGOGLIO per una Diocesi quello di essere "immediatamente soggetta alla Santa Sede" (senza il tramite, cioè, di un Metropolita locale)
2- che le "Nazioni" in cui molti agirono per "democratizzare" la Chiesa furono veramente quelle del Reno, come documentato dall'opera del 1967 "The Rhine flows into the Tiber" ("Il Reno confluisce nel Tevere"): BENELUX, Francia, Germania, Svizzera.
Si potrebbe azzardare un'interpretazione: lungo l'asse del Reno, avente come capitale Strasburgo (con la sua potente comunità ebraica), avvenne una saldatura fra Massoneria militante "marittima" (Londra, Amsterdam) e Massoneria neutralistica "continentale" (Svizzera). Si tratta di territori fortemente segnati dal Calvinismo.

Certamente - su questo non ho dubbi - l'irenismo che favorì il "crac" degli anni '60-'70 è direttamente collegato agli orrori della guerra, allora recentissima, e all'occupazione dell'Europa da parte di Potenze che si presentavano come "amiche di Dio e dell'uomo", cioè gli Alleati.

Luisa ha detto...

Quello è solo uno degli scempi, non ancora attuato, rivelatore e sintomatico dello stato di degrado e di distruzione della Fede cattolica nella mia amata Svizzera.
E quando un vescovo dottrinalmente e liturgicamente ortodosso vuole intervenire per mettere dell`ordine presso i seminaristi zurighesi ecco come è accolto:


Mgr HUONDER (Coire, GR) attaqué car il reprend le contrôle des séminaristes zurichois par Presbu (2010-12-11 00:18:05)

"à défaut de pouvoir mettre de l'ordre dans le séminaire lui-même: en effet la loi cantonale impose la désignation "démocratique" du conseil épiscopal de Zurich, où il faudra dix ou vingt ans de plus pour en remplacer les membres, presque unanimement protestataires anti-romains et protestants de facto et "in pectore". Ce qui déclenche la fureur de ceux-ci, c'est que leur courageux évêque récupère les nombreux candidats écoeurés par le progressis
me du recteur et des enseignants, et les confie au séminaire interdiocésain de l'abbaye cistercienne d'HEILIGENKREUZ en Autriche, avec le risque qu'ils en reviennent favorables à la Réforme de la Réforme, VOM inclus! 
sources: la prétendument catholique feuille zurichoise et le communiqué du vicaire épiscopal de Coire qui défend son évêque."


Monsignor Huonder, ricupera i seminaristi disgustati dal progressismo del rettore e degli insegnanti del seminario e li affida al seminario interdiocesano dell`abbazia d Heiligenkreuz in Austria, con il rischio... intollerabile...che ritornino favorevoli alla riforma della riforma( che a dire il vero io ancora non vedo) e al Rito Antico.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non potrà metter ordine seminario, ma riesce e continuerà a salvar le vere vocazioni. Non è poco.

Reginaldo ha detto...

Anch’io amo molto la patria del grandissimo Romano Amerio (ma anche del nefando Hans Küng, ahimé): che delusione, quindi.
D’altronde, gli scempi brutalisti che da poco hanno cominciato a lordare alcune magnifiche vallate alpine, come le terme di Vals (più brutta dei vecchi opifici della Bicocca), la Anenhütte (oscena), ma anche la nuova Monte Rosa Hütte (demenziale e asimmetrico tempio newage) non lasciavano presagire nulla di buono. D’altronde la Svizzera, una delle pochissime vere nazioni che hanno mantenuto (insieme ad altre “innominabili”), almeno in parte, la sovranità monetaria e quindi la propria autonomia dal tentacolare “Potere”, è anche la sede del Lucis Trust, della Società teosofica, ed altre emanazioni dell’”Autorità”.

Andrea ha detto...

A proposito di Svizzera, ho letto che papa Paolo VI conosceva l'Abbazia benedettina di Engelberg, e mantenne sempre i contatti con essa.
Per la mia venerazione per quel Papa, mi piacerebbe sapere se tale Abbazia si trova oggi in "buono stato".

Chris ha detto...

E a proposito di cattedrali che sono parte importante del patrimonio artistico, suggerisco a Francesco di fare sulle pagine di questo blog uno studio critico del recente (2009) "adeguamento liturgico" del duomo di Reggio Emilia. A confronto, questo di San Gallo non è neanche così male!

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Chris,

conosco bene il caso Reggio Emilia, tant'è che sul mio desktop ho da qualche mese il file della rivista diocesana nella quale si esalta il progetto. Tuttavia non ho avuto moltissimo tempo a disposizione. Me ne occuperò certamente nei prossimi giorni! Grazie mille intanto.

P.s. ad ogni modo il concetto è identico: spostare l'altare nel transetto, avanzare l'altare verso i fedeli. Almeno a Reggio ci hanno risparmiato l'aureola!

Francesco Colafemmina ha detto...

Per Giulio:

grazie!

Ma poveri miei lego... non sanno neanche assemblarli adeguatamente! Per fare un tavolo ci mettono una porta, per il microfono la tipica valvola dei pompieri...

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Andrea, rispetto la Sua venerazione per Paolo VI, ma mi creda, se fossi in Lei, rivolgerei la mia devozione verso qualche altro Papa…, magari prima di Giovanni XXIII…
Io ho vissuto quel periodo e non riesco a non accostare quel papato, al disastro che ne è seguito!...
Non se ne abbia a male…, La prego…, ma io ho tanto sofferto e soffro tutt’ora, nel subire una “liturgia” che…, diciamo solo che non mi appartiene!!!

Chris ha detto...

Ora che ci penso, proprio a pochi chilometri da Reggio Emilia, nella cattedrale di Parma è stato fatto di recente un adeguamento nella cattedrale che prevedeva proprio una specie di aureola sopra l'altare

http://bacharquitectes.com/en/projects/view/114/New+design+of+the+altar+and+transept+of+Parma+Cathedral

Per fortuna, nel caso di Parma l'aureola non è poi stata fatta. Si vede che va di moda...

Mi ricorda vagamente anche la ragnatelona luminescente sopra il nuovo altare del Duomo di Alba, di cui tu ti occupasti qualche tempo fa!

Andrea ha detto...

Caro Gianpaolo, fatta salva la più che legittima preferenza di ciascuno per i suoi "santi" (canonizzati o no), le faccio presente un solo aspetto "forte" dei drammatici anni di Paolo VI: la lotta per l'espulsione (o, in termini filologici, l'"espunzione") delle Reliquie dalla Chiesa.
Forse non c'è nulla di più caratteristico della mentalità protestantica che l'impulso a "scovare", profanare e disperdere le Reliquie dei Santi, in omaggio a uno spirito anti-realistico(gnostico), anti-umano(assolutistico), secolaristico ("ci interessa il Paradiso hic et nunc, e non avviarci al Paradiso di Dio sulla scia di chi vi è già entrato").
Ebbene, quale fu l'iniziativa di papa Paolo di fronte all'orda montante dei lupi camuffati da agnelli? Dare l'annuncio ufficiale dell'individuazione dei "pochi, ma sacrosanti resti mortali del Principe degli Apostoli", sotto l'altare della Basilica di San Pietro (26 giugno 1968).
Un mese dopo fu pubblicata la "Humanae Vitae", e partì (sempre dall'area renana) il "tiro al Pontefice", che si era dimostrato "medioevale".

Luisa ha detto...

Andrea, potrebbe motivarmi, se non è troppo personale, la sua venerazione per Paolo VI?
Oltre la dichiarazione del`individuazione dei resti mortali di Pietro sotto l'altare della Basilica di San Pietro e l`Humanae vitae?

Andrea ha detto...

Buongiorno, signora Luisa.

La venerazione personale è questione di cuore, e, come lei sa, al cuor non si comanda..
Le dico solo che c'era il Lui una dolcezza, un rispetto per gli altri, una capacità di soffrire senza chiedere a Dio "perché?" (lo fece solo in occasione dell'uccisione di Aldo Moro), che lascano stupiti.
Ricordiamoci il suo dolore per la scelta divorzista dei catto-progressisti, e il suo strazio di vecchio per la legge dell'aborto, introdotta pochi giorni dopo l'assassinio di Moro!! Resistette in vita ancora due mesi, poi morì, il giorno della Trasfigurazone.

P.S.1 Dal punto di vista culturale, fu un eccezionale caso di lombardo(francesizzante) NON convinto della superiorità dell'ambiente "nordico" e "occidentale" su quello romano.
P.S.2 Il mio amore per Lui non significa che lo ritenga immune da pecche: OGNI Santo è un peccatore (tranne la "Tutta Santa" e S.Giovanni Battista, il "pre-santificato"). Come quasi tutto il Clero, capiva poco o nulla di politica, e questo ebbe conseguenze gravi.

Luisa ha detto...

Rispetto, anche se non condivido, le sue ragioni dettate dal cuore.
Per Paolo VI, niente da dire sul suo affossamento della Santa Messa? Sulla sua rivoluzione liturgica, della quale Bugnini è stato il braccio esecutore?
Rifiuto infatti di credere che Paolo VI fosse solo un burattino nelle mani di Bugnini because massoneria e altre alleanze oscure.
Ci sarebbe tanto da dire, e tanto è stato detto, i risultati li abbiamo sotto gli occhi e sono catastrofici.
Un risultato triste e immediato fu per me l`allontanamento dalla pratica della Fede.
E chi mi ha mostrato la porta con generosità di cuore, perchè ponevo domande sulle distruzioni e gli scempi a cui assistevo, inneggiava al Concilio (nessun bisogno d aggiungere Vaticano II) e alla riforma voluta da Paolo VI.

Luisa ha detto...

Un mio amico è oggi in viaggio nella sua famiglia a San Gallo, ha stampato l`articolo di Francesco e mi dirà i pensieri e sentimenti dei Sangallesi...

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Andrea, la sempre attenta Luisa, ha parlato anche per me!...

Luisa ha detto...

Per chi legge il francese, non ho il tempo di tradurre e me ne scuso.
Sembra abbia fatto sensazione l`intervento di Monsignor Schneider durante il Colloquio che si sta tenendo a Roma su " Concilio Vaticano II, un concilio pastorale ...."
Monsignor Schneider a fatto un appello per un nuovo Syllabus dove figurerebero faccia a faccia gli errori condannati e l`interpretazione ortodossa.

"Mgr Schneider demande au Pape un nouveau Syllabus"

http://www.osservatore-vaticano.org/dicastres/mgr-schneider-demande-au-pape-un-nouveau-syllabus

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non solo l'Humanae vitae, ma anche la Mysterium fidei ed il Credo del Popolo di Dio che se non sono definite infallibili, certo lo sono perché ribadiscono la dottrina tradizionale: e merito va a Paolo VI ma anche ai cardinali Ottaviani e Palazzini che tanto insisterono ciascuno nel suo campo: si narra che Ottaviani in udienza da Paolo VI gli mise sul tavolo l'Humanae Vitae dicendo: la dottrina cattolica è questa.
Una volta riconosciuti questi meriti, sul suo pontificato è meglio stendere un velo di carità. Basterebbe ricordare che a Jean Guitton disse quel che scrive anche Bugnini: la nuova messa doveva togliere ogni pietra d'inciampo nel dialogo coi protestanti. Insomma bisognava confezionare una messa meno cattolica.

Andrea ha detto...

Non ero presente all'intervento di mons. Schneider. Invece ne ho seguiti molti altri, quasi tutti molto utili.
Don Bux (di Bari) ha insistito sull'orientamento VISIVO al Signore, da ottenere con la conservazione o la restituzione del posto centrale al Tabernacolo e con l'interposizione del Crocifisso tra celebrante e fedeli sugli altari "nuovi".
A Luisa e tutti: la via di classificare i Papi in "buoni" e "cattivi" non porta da nessuna parte - non perché il Papa sia "potente", ma perché "Prima Sedes a nemine iudicatur". Solo per il Papa, vale la rottura della gradualità e reciprocità nella scala gerarchica, proprio perché Egli tiene il posto di Cristo su questa terra.
Ciò, come ho detto, non significa considerarLo perfetto o impeccabile, ma riconoscere con saggezza che dipendiamo "assolutamente" da Lui(chiunque sia, è Pietro).

A proposito dell'Eucarestia (e non per "giustificare" Paolo VI, che, come ho appena detto, non ha bisogno di me):
"...non si può tollerare che un privato qualunque possa attentare di proprio arbitrio alle formule con cui il Concilio Tridentino ha proposto a credere il Mistero Eucaristico. Poiché quelle formule, come le altre di cui la Chiesa si serve per enunciare i dogmi di fede, esprimono concetti che non sono legati a una certa forma di cultura, non a una determinata fase di progresso scientifico, non all'una o all'altra scuola teologica, ma presentano ciò che l'umana mente percepisce della realtà nell'universale e necessaria esperienza: e però tali formule sono intelligibili per gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi." ("Mysterium Fidei", 3/9/1965, n.24)

Luisa ha detto...

@ Andrea: io non faccio classifiche, ma posso dire che un Papa con certe sue decisioni ha influito negativamente sulla vita della Chiesa, è cieco colui che non se ne rende conto, e posso dire che ha influito sulla mia vita.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Prima Sedes a nemine iudicatur. Can.1404 del Libro VII del CIC, sezione dei processi: si riferisce al foro competente a giudicare il Papa. Non c’è nessun foro competente. Nessuno di noi può processare il Papa, e neppure altri tribunali, mentre il Papa può processare capi di Stato, Cardinali ecc. Ricordo d’aver letto a suo tempo anche il parere della Congregazione della dottrina della Fede degli anni ‘90 (in internet si dovrebbe trovare) sul significato del Prima sedes a nemine iudicatur. Questa norma non può esser troppo estensivamente interpretata. Il canone in questione ha anche implicazione di natura civile e penale: nessuna autorità civile può giudicare un Pontefice. Quindi, noi, anche se fossimo così pazzi da volerlo fare, non potremmo appellarci ad un potere civile contro il Papa.
Questo non significa che non possiamo valutare la “persona” del Papa, i suoi comportamenti ed anche i suoi insegnamenti se non sono infallibili: ovviamente necessita cautela e sempre carità. Il Papa resta sempre Papa, ma la sua volontà può piegare al male, le passioni possono fiaccarlo, il suo intelletto può rifiutare l’assistenza dello Spirito, salvo nei casi previsti dalla Pastor Aeternus.
Interpretare diversamente il detto canone, ormai diventato una massima che si ripete spesso inutilmente, è far del Papa un sovrano a suo modo assoluto – ma Benedetto XVI ha recentemente detto che non lo è - cioè sciolto da qualsiasi autorità, anche da Dio, da Cristo e dalla Tradizione. Significa dargli persino i poteri di cambiare la religione. E questo è impossibile alla luce della sana dottrina. Bisogna resistere al Papa che sbaglia, che coi suoi comportamenti o le sue dottrine erronee da dottore privato crea divisione nella Chiesa e mette in pericolo la salus animarum. Bisogna riprendere i superiori se mettono in pericolo la fede. E’ un dovere della Chiesa: ed anche noi siamo Chiesa.
Quel che mi preoccupa, e non da oggi, è l’estensione dell’infallibilità e dell’insindacabilità del Pontefice ad ogni suo atto e ad ogni sua parola: si tratta di un pericolosissimo infallibilismo che è estraneo ed in opposizione alla dottrina cattolica di sempre.
Inoltre ricordiamoci che in passato i cardinali han costretto i Papi a ritrattare errori o i Papi han processato i predecessori.

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Andrea, non si tratta - come Lei scrive - di classificare i Papi in "buoni" e "cattivi", ma semplicemente di guardare in faccia la verità storica!...
Papa Paolo VI diede incarico a mons. Bugnini & Co. di riformare la Liturgia e sappiamo bene come purtroppo è andata a finire!!!
Per quanto riguarda poi la Sua frase “chiunque sia, è Pietro”, nulla da eccepire…, mi permetto solo di ricordarLe che Pietro rinnegò tre volte Gesù Cristo!...

Andrea ha detto...

Ultimo intervento mio sul tema "Paolo VI / Postconcilio"(per Gianpaolo) : andò a finire che gran parte del Clero (assai più che dei laici, come ho detto in precedenza) ignorò bellamente i documenti del Concilio, attaccò le Encicliche del Papa, si tuffò in un democraticismo di tipo nord-atlantico, tentò la via della salvezza intramondana. I religiosi, da parte loro, furono sconvolti ancor più del Clero secolare.
Perché lo fecero? ho proposto una lettura storica il 17 alle 18:01. Aggiungo che per "Massoneria" intendo non solo i circoli esplicitamente costituiti, in funzione anti-cattolica, ma anche la MENTALITA' dipendente da tali circoli, che ritroviamo in ogni nostra casa perché è l'ordinaria mentalità "benpensante/responsabile/borghese" (fin dal XIX secolo).

Fu il Papa a minare la Chiesa? date voi la risposta.

Maria ha detto...

Condivido i commenti di Andrea.
A mio avviso si, quando si ragiona in certi termini, anche se con belle parole e ragionamenti dotti, si classificano i Papi in buoni e cattivi.
Non c'è via di mezzo.
Tra l'altro, credo che ogni papato abbia le sue ombre e le sue luci.
Lo si sta vedendo con Giovanni Paolo II, e non neghiamocelo, anche Papa Benedetto XVI viene additato, da alcuni gruppi, di essere poco attuativo dei desideri "tradizionalisti" di una buona fetta di cattolici.
Domani se ne diranno anche di lui di cotte e di crude, molto più di quanto si fa oggi.
Per noi è facile, vediamo le cose, per quanto con occhio aperto e sveglio, sempre da una prospettiva differente, da quella di chi "dirige".


Fra l'altro, non mi pare che Paolo VI abbia messo in atto qualcosa a cui dover...resistere.
Possiamo indubbiamente cercare di recuperare qualcosa che si è lasciato per strada, questo si, chi lo nega?
Parliamo di Messa?
La Messa è sempre Messa, Gesù Cristo rinnova ugualmente il Suo Sacrificio.
Questo ha un valore immenso.
La perdita delle anime è un fattore che dipende da come gli uomini interpretano, vivono, attuano le normative.
Una buona Messa N.O. senza stramberie varie, potrebbe essere ben seguita e apprezzata, dipende da come ci si pone dinanzi al Mistero.
Altrimenti, scusate, dovrei pensare che le Messe cui prendo parte non mi servano a nulla, solo perché sono N.O. e perché vorrei prendere parte al Rito V.O.?
Concordo poi con l'ultima affermazione di Andrea, Paolo VI è stato attaccato proprio dall'interno, l'enciclica da lui menzionata, a ben vedere, ancora oggi è resa carta straccia da tanti Monsignori.
Non nascondiamoci dietro il dito delle riforme e del Concilio, a volte manchiamo dell'umiltà per fare i nostri personali "mea culpa".
La tiepidezza di tanti fedeli non è frutto di una riforma o di un'enciclica "suggerita" (saranno vere queste voci? Mah).
In fin dei conti, il fatto che in passato ci fosse più gente nelle Chiese, maggiore raccoglimento e via dicendo, non vuol dire che ci fosse realmente più fede.
Tanti andavano in Chiesa per convenzione sociale, ergo, il frutto che poi se ne ricavava, non so quale fosse.
Era diverso l'ambiente, erano differenti i costumi, ci si additava facilmente gli uni con gli altri.

Leggiamo i testi dei Santi, di qualsiasi epoca.
Tornano sempre gli stessi aargomenti: la crisi della Chiesa, la corruzione di alcune categorie della gerarchia ecclesiastica, il rilassamento degli ordini religiosi.
A me pare che non stiamo vivendo niente di "nuovo", è la storia del bene contro il male, è la storia della barca che avanti fra le tempeste (non per fare retorica).
E come diceva Rosmini: tutto è permesso per il bene della Chiesa...anche se non lo capiamo.


Buona Domenica a tutti

Andrea ha detto...

Grazie infinite, cara Maria.
Una sola nota: certamente la Chiesa è stata sempre sballottata e aggredita, da dentro e da fuori, ma adesso (dal 1960) è peggio, sia in termini quantitativi (esodo del Clero e dei religiosi) sia in termini qualitativi (per dirne una: diffusa presunzione di salvarsi senza merito, anzi che Dio sia in debito con noi...Scusa la grave bestemmia!).

I due dogmi ventilati al Concilio (Maria Mediatrix e Christus Rex) sarebbero due pilastri di realismo cattolico, che è attaccato proprio perché lontanissimo dalle vie intellettualistiche. Scienza e Vita, non scientismo contro la vita!!

Buon Natale

Maria ha detto...

Le tue considerazioni sono esatte, ma mi viene in mente anche questo: se pensiamo a come, in passato, non ci fossero i mezzi di comunicazione di oggi, che acuiscono indubbiamente la "fuga" delle anime e l'anticattolicesimo, enfatizzando i "mali" e sponsorizzando poco il bene, forse potremmo dire che anche all'epoca, i dati statistici non sarebbero stati esaltanti!

Buon Natale anche a te!

Ps. hai ragione sulla "grave bestemmia".
Lutero ha confezionato un bel pacco-bomba-regalo, ammazzando letteralmente la "Carità".
Il punto è che questo regalo se lo sono andati a scartare anche i non protestanti (almeno non ufficialmente tali)

Luisa ha detto...

"
In fin dei conti, il fatto che in passato ci fosse più gente nelle Chiese, maggiore raccoglimento e via dicendo, non vuol dire che ci fosse realmente più fede.
Tanti andavano in Chiesa per convenzione sociale, ergo, il frutto che poi se ne ricavava, non so quale fosse.
Era diverso l'ambiente, erano differenti i costumi, ci si additava facilmente gli uni con gli altri."

Maria, lei dever essere molto giovane, e ricevo le sue parole come quelle di una giovane che è stata nutrita dal biberon postconciliare.
In effetti ciò che lei scrive è la fotocopia fedele di tutti i clichés che sono stati inculcati nei cervelli e nelle coscienze dei nati dopo il Vaticano II alfine di seppellire definitivamente non solo la Santa Messa che ha nutrito la vita di tutti i cattolici che hanno vissuti prima dell`"evento" conciliare, che essi siano santi o semplici fedeli, ma anche di affossare la retta Dottrina, la Tradizione in ciò che poteva disturbare la nascita e lo sviluppo della nuova Chiesa conciliare o postconciliare e del suo spirito.

Io ho vissuto prima del Vaticano II, la mia coscienza cattolica è stata formata prima del Vaticano II, certo tutto non era perfetto, il movimento che avrebbe poi preso il sopravvento durante l`assise concilaire e dopo, stava già tramando e tessendo la sua tela, ma le posso assicurare che la Fede era viva, le Sante Messe domenicali erano affollate da fedeli in preghiera che sapevano che "cosa" stavano facendo, che "cosa" stava succedendo all`altare, "Chi" stavano pregando, "Chi" era presente, fedeli che quando si comunicavano si prostravano in ginocchio perchè sapevano che era il Corpo di Cristo che ricevevano e che, sapendolo, si preparavano ad accoglierlo confessandosi, una partecipazione viva e sentita e profonda .

Siamo ben lontani dai fedeli che, come viene detto con scherno, snocciolavano i loro rosari, non capivano niente di ciò che il sacerdote faceva solo all`altare, siamo ben lontani da una Messa senza partecipazione con i fedeli esclusi e passivi e altre falsità e cattiverie del genere.
Questo è ciò che purtroppo hanno assorbito durante più di 40 anni i nati dopo il Vaticano II, grande è la sorpresa di tutti quei giovani che scoprono la verità e realtà della Santa Messa antica, grande è la mia gioia di averla ritrovata.

Maria ha detto...

Gentile Luisa, per fortuna, il biberon l'ho declinato appena me l'hanno offerto, in quanto, prima della mia conversione interiore, mi limitavo a fare la cattolica praticante disinformata...e non sapevo niente né del "pre", né del "post" Concilio.
Quando mi sono convertita, ho voluto iniziare a capire, leggendo i testi conciliari, senza farmi abbindolare dalle dicerie degli altri.

Come vede, non è questione di biberon, visto che quella pappa non l'ho bevuta.

Il mio discorso cerca solo di essere non estremista (in uno o nell'altro senso), ma realista, ed in termini di responsabilità personali: la tiepidezza della fede non si può imputare solo alla riforma liturgica.
A volte siamo noi a mettere le paratie stagne al nostro cuore; siamo pieni anche di molti esempi positivi di fede, eppure non li seguiamo; ci allontaniamo dalla Chiesa quando ci viene chiesto di più....
Guardiamo in faccia la realtà, tanto per fare un esempio: quante coppie, già prima del Concilio (ossia, prima del "cataclisma", come tanti lo intendono), non seguivano la dottrina della Chiesa in materia sessuale?
Eppure andavano in Chiesa ogni Santa Domenica, ricevevano la COmunione in ginocchio....

E' solo un esempio....

La partecipazione viva e sentita, ci può essere anche oggi.
Basterebbe che ogni cattolico, quando vengono elevate le Sacre Specie, pensasse che quello è Nostro Signore immolato sulla Croce.
Per fare questo, non c'è necessariamente bisogno del latino, o della Messa V.O.
Le ripeto, altrimenti, io che pure aspiro a partecipare alla Messa V.O., dovrei mandare all'aria la mia coscienza di cristiana cattolica e convincermi che, solo perché prendo parte ad una Messa "post-conciliare", non mi possa concentrare e via dicendo...

In ogni caso, non ho snocciolato il cliché della gente passiva, al contrario, ho solo cercato di essere realista: le grandi folle di un tempo, erano dovute non necessariamente a vera fede, ma a circostanze varie.
Così come oggi, non è detto che tutti quelli che vanno in Chiesa siano poi veri cattolici anche fuori dalla Chiesa...

Provi a parlare con persone che, anche nel pre-concilio, si sono trasferite da piccoli paesi (dove tutti conoscono tutti) nelle grandi città.
Io l'ho fatto, ed è venuto fuori che spesso, col trasferimento, ci si "trasportava" anche fuori dalla Chiesa.
Era più facile, perché nessuno conosceva tutti, nessuno additava tutti se non quei tutti non andavano a Messa.

Vede, la fede "personale" si alimenta nella Liturgia, ma deve prima scaturire dalla Grazie.
Infatti, se un ateo entrasse in una Chiesa dove si celebrasse secondo il rito antico, e non fosse toccato -e non si lasciasse toccare dalla Grazia- la conversione non avverrebbe solo per via del V.O.
Questo vale anche per noi fedeli, altrimenti, mi scusi, i santi del post-concilio, dovrebbero essere praticamente zero, mentre tutti quelli vissuti prima del Concilio, avrebbero dovuti essere santi!

Luisa ha detto...

Mi dispiace, Maria, lei non è stata "realista", non può esserlo perchè non ha vissuto quell`epoca, può solo essersi forgiata una sua opinione in funzione di ciò che ha sentito o letto.
E sì , ciò che lei ha scritto sono dei veri e propri clichés, quasi "mot à mot, di chi ha voluto, mentendo, discreditare non solo la Santa Messa antica ma i fedeli.
Se lei ha letto i documenti conciliari, ha letto anche la Sacrosanctum Concilium , ha letto i testi sulla Santa Eucaristia del Magistero perenne, anche quelli post Vaticano II, avrà dunque letto che la Santa Messa è fonte e culmine della nostra vita di Fede.
Oggi assistiamo ad una crisi della Fede drammatica, come non collegare questa crisi profonda con lo scempio liturgico?
Lo aveva fatto l`allora card. Ratzinger, e oggi sempre più persone osano dirlo.
I sacerdoti, le comunità...le assemblee liturgiche... si sono appropriate la Santa Messa, come se fosse loro proprietà, come se potessero plasmarla a piacimento, l`hanno svuotata della sua sacralità e bellezza.
Che dire quand si sa che un numero drammaticamente elevato di cattolici non crede più alla Presenza Reale di Cristo, crede che la Messa è un banchetto conviviale, pratica, se pratica, una religione fai da te, con l`avallo e incoraggiamento dei loro pastori?
Le dice qualcosa la ciffra di 27% di sacerdoti francesi che non credono piu alla Transustanziazione?
L`apostasia non è nemmeno più strisciante è dilagante.
Questa è la realtà che è sotto i nostri occhi.

Gianpaolo1951 ha detto...

@ Maria
«… solo perché prendo parte ad una Messa "post-conciliare", non mi possa concentrare e via dicendo...»

Ma cara Maria, come si fa a concentrarsi quando la Santa Messa è ridotta a una recita teatrale?!?
Dove improvvisate lettrici si alternano sull’altare come se partecipassero a una sfilata di moda…
Dove il frastuono di chitarre, bongos e battiti di mano, accompagnano i momenti più sacri e intimi del Santo Rito…
Dove i canti sono super-personalizzati che se solo cambi parrocchia, non ti raccapezzi più…
Dove il bordello dello scambio di pace serve solo a coprire il vuoto che viene a crearsi quando il celebrante deve lasciare l’altare per andare a prendere le Sacre Specie, volutamente relegate in angolo della chiesa…
Dove, dove, dove…
Tutto questo, cara Maria, non è mai esistito prima!...
Succede solo da quarant’anni a questa parte, dopo la sciagurata riforma liturgica, dove il “celebrante” si sente il “Fellini” della situazione!!!
Se già non l’ha visto, dia uno sguardo qui e ci rida pur sopra!…
http://www.youtube.com/watch?v=CYzRL9YIswQ&feature=player_embedded

Anonimo ha detto...

Crto arrivisti l'orari delli post, penzo che vve siete arrisartati a Messa.
Annate a Messa che gli è mejo che a arrintasa dde poste er universo webbe........

Maria ha detto...

Mi concentro perché, fortunatamente, non tutte le Messe sono chitarre e macaras....perché c'è un certo ordine anche per i lettori, perché, andando in Chiesa, considero che il protagonista non sono io, ma Gesù..e fissando il Tabernacolo, o le Specie Consacrate nei Sacri Vasi, posso tranquillamente fregarmene se qualcuno fa la sfilata di moda, o meno.
Perdonate la crudezza!

Ho partecipato anche io ad una Messa chitarrata (mio malgraado, perché stavo fuori dalla mia parrocchia).
Non nego lo "scollamento" tremendo fra la musica ed il rito.
Non sono cieca, né materialmente, né spiritualmente.
Vivo in una parrocchia salesiana, ed evito la Messa oratoriana, proprio per questo motivo....
Ma se ci si abitua a pensare alla Messa come all'incontro con Gesù (e noi post-conciliaristi, come ci definite, ci dobbiamo abituare coi mezzi che abbiamo, visto che non dappertutto si celebra V.O.!), allora il discorso di qualsiasi altra cosa non regge.
Costa più fatica, è vero, ci vuole impegno personale, ma si può fare.

Scusate, allora, quando il Papa celebra V.O., non mi posso concentrare?


Le distrazioni, a volte, ce le creiamo anche noi...
Ci sono i tipi che si girano a destra e sinistra, non appena si apra una delle porte della Chiesa, credete che quelli non lo farebbero ugualmente, anche se il sacerdote celebrasse in latino?
Ci sono le signore che, ancora oggi, sgranano la corona del Rosario mentre il prete tiene l'omelia...
i soliti intempestivi che escono prima della benedizione e quelli che guardano l'orologio nel corso dell'omelia...

Accanto alla riforma della riforma liturgica, serve una bella catechesi liturgica, per far comprendere la Messa a chi vi prende parte.

Considerato che sono stata etichettata come clicherista post-conciliare, vi auguro una buona serata e non ribadisco più il mio pensiero.

Gianpaolo1951 ha detto...

Ma sì, cara Maria, sono d’accordo con Lei che una Messa, anche se celebrata secondo il Novus Ordo, possa essere “Santa” a tutti gli effetti!…
Ma solo a condizione che non ci siano improvvisazioni o divagazioni di sorta e che i canti siano quelli di sempre, come ci ha dimostrato il nostro caro Francesco nel nuovo thread!!!
Spero convenga con me che questo dipende dai celebranti e di così, purtroppo, ce ne sono pochissimi e quei pochissimi, sono quasi sempre avversati dai loro superiori!!!

Luisa ha detto...

"(e noi post-conciliaristi, come ci definite,"

Guardi Maria che chi ha parlato di Chiesa conciliare e postconciliare non siamo noi ma chi ha fatto passare il messaggio che quella Chiesa era nata post CVII ( vedi card. Bellini), si può forse negare che la Liturgia è stata "le fer de lance", non so come tradurlo in italiano, il laboratorio, il terreno d`esercizio, dei vari novatores?
Chi ha seguito ciecamente quei cattivi maestri, chi è stato privato del tesoro della Dottrina e della Liturgia sostituiti dalle ideologie degli stessi, purtroppo, e lo dico con il cuore triste, ha perso perfino i concetti elementari della Fede cattolica.
Non dico che questo sia vero per lei, che testimonia una Fede autentica e consapevole degli ostacoli, tranelli e menzogne, ma è purtroppo la realtà con cui dobbiamo confrontarci, quella di una forma di chiesa parallela che pratica una"dottrina" e una "liturgia" altre.

Luisa ha detto...

"Accanto alla riforma della riforma liturgica, serve una bella catechesi liturgica, per far comprendere la Messa a chi vi prende parte."

Ma Maria, che cosa è stato fatto durante questi ultimi 40 anni? Non è stata una conquista tanto sbandierata quella che tutti finalmente potevano "capire" la Messa?
Dopo 40 anni di libertà, di vernacolare, i fedeli non capiscono ancora che cosa è la Messa?
Ma allora non è il capire la lingua che è il problema, visto che tutti capiscono tutto.
Sembra,purtroppo, che i fedeli se capiscono le parole ne hanno perso il senso profondo, ammettendo che le parole non siano state modificate a piacimento da sacerdoti e animatori liturgici.
Quante menzogne dette contro i fedeli che prima della riforma liturgica non capivano niente....
Ebbene, forse,dico forse, non tutti capivano, ma con il Messale in latino e la traduzione accanto, questo problema in realtà NON c`era, tutti sapevano che erano in presenza del Signore, tutti sapevano che quell`Ostia consacrata era il Corpo di Cristo morto per noi in Croce, non avevano bisogno di "capire" per inginocchiarsi, riceverLo e adorarLo.

Maria ha detto...

"Dopo 40 anni di libertà, di vernacolare, i fedeli non capiscono ancora che cosa è la Messa?
Ma allora non è il capire la lingua che è il problema, visto che tutti capiscono tutto".

Parto da una considerazione: che il Signore non usa con tutti gli stessi metodi.
Dunque ci sono alcuni che, vuoi perché approfondiscono da soli certi temi, vuoi perché sono guidati dall'orazione o dalla meditazione, vuoi perché fanno entrambe le cose, arrivano a partecipare alla Santa Messa con maggiore consapevolezza, vivendola non come un semplice "precetto", o come un'"abitudine", ma come una necessità interiore.
In quel caso, uno può anche non comprendere tutto il senso di tutti i singoli momenti, parole, gesti, ma rimane comunque una partecipazione fruttuosa, un vero incontro con l'Altro.

Ma non tutti hanno né i mezzi (intellettuali, materiali, economici) per documentarsi, né tutti hanno la stessa spiritualità (o non tutti accettano di coltivarla).
Per chi rientra in questa categoria, la catechesi è fondamentale, a maggior ragione oggi che, rispetto al passato, la Messa Tridentina è una "non-realtà" in molti luoghi (quindi non c'è l'approfondimento del Mistero già attraverso il Rito) e che anche le Chiese stesse, in tantissimi casi, non ispirano un minimo di devozione, quanto all'architettura.

Detto questo, rimane poi il fatto che anche alla catechesi si può essere poco ricettivi...ma almeno qualcuno comincerebbe a "capire" di più....penso che ci sia sempre, dappertutto, qualche cristiano di buona volontà che voglia "mettersi in gioco", accantonando le proprie convinzioni e ascoltando l'altro che parla dell'Altro.

Una prima cosa da fare, sarebbe far capire (cosa che si, è vero, già il celebrare ad Orientem, faceva almeno intuire a tanti), che la Messa non è una preghiera solo personale.
Ci si accorge invece di come si ragioni a questo modo, già da piccole cose, come le cantilene per niente all'unisono, che scandiscono in tanti casi la recita del Pater o del Credo.

Sulla questione della Comunione, preferisco non dilungarmi, perché penso non si finirebbe mai il discorso.
In ogni caso, i primi a fare dell'eccezione la regola sono proprio i celebranti....
Io ho 29 anni, e non ho mai sentito dire, da uno solo di loro(purtroppo!) che la Comunione vada ricevuta, DI NORMA, solo in bocca e dalle mani del sacerdote (o del ministro straordinario....).
Anzi, devo in questo caso ringraziare Francesco, perché il suo blog è stata la spinta per iniziare a meditare su questo punto, poi per documentarmi e quindi "scegliere" di non seguire lo stile "fast-food", ritornando a comunicarmi solo in bocca.

Quanto bisognerebbe far capire ai fedeli, che non si può mettersi in fila, prendere l'Ostia e mettersela in bocca, come se si addentasse un panino del Mcdrive!

Ho portato solo degli esempi, che ovviamente già conoscete tutti, perché sono sotto gli occhi di tutti, che sottolineano la necessità di una catechesi liturgica.
Siamo così allo sbando, che bisogna proprio ritornare ...a scuola.

Buona giornata a tutti

Luisa ha detto...

Condivido il suo commento, Maria, purtroppo la deformazione delle coscienze è un`amara realtà, le catechesi non hanno formato ma deformato, hanno piegato la teologia liturgica cattolica alle ideologie del catechista di turno, la sacra Liturgia è diventata un oggetto nelle mani di chi l`ha manipolata a piacimento, grande è la responsabilità di quei traditori menzogneri.
I giovani che hanno bevuto a quel robinetto, facendo fiducia, sono cresciuti credendo che quella è la Messa cattolica, molti adulti si son adattati, subendo, perchè non avevano altra scelta, molti si sono allontanati, altri hanno sposato con entusiasmo quelle novità, trasformandosi in animatori liturgici, tutti sacerdoti oramai, tutti a fare qualcosa.
Tutti....quelli che sono restati in realtà, conosciamo le chiese vuote o quasi.
Grande è l`ignoranza, immensa la responsabilità di chi l`ha seminata e alimentata volutamente.
Mi creda, conosco persone che hanno scoperto la Santa Messa antica e di sempre, era stato detto loro che non esisteva più, che era roba di altri tempi, ebbene ne sono stati sconvolti, erano in presenza del Mistero, hanno vissuto una partecipazione interiore, e palpabile nella sua unione con il sacerdote e i fedeli presenti, che mai avevano vissuto.
Hanno comperato il Messale e stanno "riappropriandosi", il termine non è forse il più consono, quella Messa che i loro sacerdoti avevano schernito e detto che era morta.

Ma se l`ignoranza è totale sulla Santa Messa con il Rito Antico,è drammaticamente grande anche su ciò che È la Santa Messa come voluta dal Vaticano II che non è quella uscita dal Consilium, basta vedere come celebra Benedetto XVI.
Sì c`è bisogno di ripartire dalle basi, questo è il risultato di più di 40 anni abusi e derive, di libertà tollerata e anche incoraggiata, e non corretta, ma a chi confidare quasto compito di raddrizzamento?
Esiste veramente la volontà di correzione e raddrizzamento?
Quali sono i gesti concreti compiuti da chi è custode della disciplina liturgica, dove sono le correzioni e anche le sanzioni?

Luisa ha detto...

Parlavamo di catechesi e di ignoranza.
Ebbene in Francia,a causa della scarsità di sacerdoti, le parrocchie sono raggruppate e certi vescovi hanno trovato la soluzione ( che esiste già in Germania) della "Celebrazione della Parola" senza Eucaristia, confidata ai laici, ebbene sapete di che cosa è stato fiero un vescovo?
C`è da piangere scrivendolo: ebbene il vescovo, Mons. Claude Schockert, è contento e soddisfatto perchè i fedeli NON HANNO SENTITO LA MANCANZA DELL`EUCARISTIA!
Sì un vescvo è felice che i suoi fedeli non esprimano il rammarico di non poter ricevere la Comunione!
A tanto siamo arrivati nella Chiesa cattolica, c`è da dire che i cattolici francesi praticanti sono il 5%.
Ecco la RIVOLUZIONE SILENZIOSA della Chiesa in Francia.

http://www.la-croix.com/article/index.jsp?docId=2449459&rubId=4078

Gianpaolo1951 ha detto...

«… poi per documentarmi e quindi "scegliere" di non seguire lo stile "fast-food", ritornando a comunicarmi solo in bocca.»

Brava Maria, questo Le fa onore!!!
Pensi che ai miei tempi, non solo si riceveva l’Eucaristia esclusivamente in bocca, ma non La si doveva toccare nemmeno con i denti!...

Andrea ha detto...

Per l'ottimo Trippa (ieri h15:54): su quasi tutte le persone di questo blog può mettere la mano sul fuoco: vanno a Messa.
Invece c'ha raggione p'a bbrevità!
Uno dei grandi meriti del latino è la naturale concisione.

Per Maria: non ho avuto e non ho tempo di fare qualche ulteriore sottolineatura. La farò - grazie di nuovo.

Maria ha detto...

"Ma se l`ignoranza è totale sulla Santa Messa con il Rito Antico,è drammaticamente grande anche su ciò che È la Santa Messa come voluta dal Vaticano II che non è quella uscita dal Consilium"

Niente di più vero, specialmente nei piccoli ambienti di parrocchie di paesi poco "mondani", i poveri fedeli (e, mi chiedo, forse anche qualche parroco?) sono stati imboccati tutti alla mensa del "Dopo il Concilio non si fanno più questo e quello".
L'ho sentito dire anche io tante volte, spesso in buona fede, da persone che ai tempi del Vaticano II erano adolescenti, o anche più piccoli.
In sostanza, tanti di loro si sono fatti "portavoce" (senza volerlo) di una visione irrealistica del Concilio, hanno creduto a quello che dicevano (perché altri avevano detto a loro così) e l'hanno ripetuto a noi.
Almeno, a me è arrivata questa esperienza indiretta, perché persone che conosco, cattolici praticanti "non per convenzione", ma per fede, sono stati proprio presi da questa rete!

Naturalmente (cosa che fa molto comodo a tanti), nei posti in cui maggiormente si dice :"Il Vaticano II afferma questo e quello", non si vedono mai i testi conciliari, esposti nelle bacheche di Bibbie e Catechismi....

Quanto al Messale, penso che possa essere di grande aiuto ed anche per chi non può prendere parte alla Messa V.O.
posseggo un piccolo Messalino per ragazzi, retaggio delle Messe tridentine in cui mio padre faceva il chierichetto...
e per l'onomastico mi sono fatta regalare, da un amico sacerdote, un vecchio Messale Tridentino, ci metterò un poco a finirlo, perché essendo in latino (che non capisco totalmente) vado a rilento, ma già le prime pagine, che pure riguardano il sacerdote e non il fedele, permettono di calarsi almeno un poco, nel grande Mistero (molto più grande di noi!) che è la Messa!
Non so, sottolineano veramente quello che dice il Messalino del mio babbo, riportando le parole della Mediator Dei: E' necessario che tutti i fedeli considerino loro principale dovere e SOMMA DIGNITA' partecipare al Sacrificio Eucaristico".

Buona notte a tutti!

Andrea, aspetto le tue sottolineature, sono sempre preziose!

Andrea ha detto...

Solo qualche annotazione, cara Maria, altrimenti incorrerò nei giusti rimproveri der Trippa:

1- la presenza attuale dei mezzi di comunicazione sociale non avrebbe sconvolto molte case e molte coscienze se tali mezzi non fossero scientemente usati per un' "ANTI-EVANGELIZZAZIONE". Anche su questo punto, siamo inchiodati al metodo protestante: "la Chiesa vi ha sempre detto così, ma noi, BIBBIA ALLA MANO, vi facciamo vedere che è cosà...". La "Bibbia a dispense" dell'uomo secolarizzato è il giornale (Hegel voleva che fosse il Breviario del "borghese").

2- il distacco dalla pratica religiosa in seguito all'emigrazione nei grossi centri è dovuta non a "timori" presenti nei piccoli centri, ma al tuffo a capofitto nella società ATOMIZZATA, fuggendo da quella ORGANICA. Sei troppo giovane per ricordare "Il ragazzo della via Gluck" di Celentano, ma penso che in qualche modo tu la conosca.
Se l'uomo è radicalmente "SOLO", non è più cristiano: le società naturali (Patria,in senso realistico, e famiglia) sono state attaccate per odio alla Società Soprannaturale (la Chiesa).

3- è verissimo, purtroppo, che il punto debole del "mondo" cattolico pre-conciliare fosse la sessualità.
A una situazione di notevole tensione in molte coscienze si era giunti per il confluire di un'inadeguata lettura della verginità di Cristo e di Maria (che è costitutiva del loro essere in quanto Primi della nuova Umanità "Gloriosa", e non ascetica) con il gretto razionalismo ottocentesco.
Davvero credo che i "Casti connubi"
in senso pieno (per riprendere il titolo di un'Enciclica di Pio XI) non fossero molti.
Il "conciliarismo" si scatenò sulla "Humanae Vitae" per molti motivi (anzitutto perché era affine allo spirito del '68, che fu proprio la fase "sessuale" del grande attacco all'ordine naturale), ma in fondo perché era protestantico e quindi anti-umano.
Il vessillo della Cattolicità è la Madonna col Bambino - quello della "religione cristiana" (=Protestantesimo) è il Triangolo con l'Occhio di Dio, quando non, ahinoi, la piramide esoterica.

Maria ha detto...

Il ragazzo della Via Gluck l'ho "assimilato" attraverso mio padre e ti ringrazio per il collegamento per "immagini e musica", che mi facilita la comprensione di un pensiero che non è frutto dell'esperienza diretta, ma di amici e parenti.

Trovo interessanti i collegamenti che lanci fra crisi e protestantesimo, io sto arrivando a queste conclusioni solo da poco tempo, un po' attraverso una maggiore riflessione su certi testi spirituali (Santa Teresa d'Avila in primis, poi gli scritti della Serva di Dio Suor Consolata Betrone), un po' per riflessioni personali, un po' attraverso lo studio della questione relativa alla "Comunione in mano" ed alla sua "origine".

Lutero, dicevo l'altro giorno ad un'amica, ha "ammazzato la Carità".
Ergo, uccidendo l'Amore, che è l'Essenza stessa di Dio, automaticamente ha ridotto l'essere umano proprio a quello che dici tu: un punto solitario che può farsi felicemente gli affari propri, gestire l'esistenza come una cosa singola, ritenendo che nulla (specialmente in materia sessuale, ma non solo) abbia "incidenza" su altre creature umane.
Automaticamente, il ragionamento protestante di base (sola fide), azzera la "necessità" di un rapporto col Signore come lo intendiamo (o dovremmo!) noi cattolici.
La Mensa Eucaristica si fa solo un dispensario di pane (non Pane), non un alimento per farsi, come diceva Don Bosco, "buoni cristiani e onesti cittadini".

Come sempre, grazie delle tue precisazioni, che per me sono stimoli all'ulteriore riflessione e anche integrazioni al mio (scarso) bagaglio culturale.

(ps. mi potresti dare qualche link per approfondire la questione dei "vessilli" protestanti?)

Buona giornata a tutti

Andrea ha detto...

Cara Maria, cerco di mettere per scritto un paio di riflessioni sullo spirito e la realtà storica del Protestantesimo. Premetto che non ho particolari link da fornirti, perché quanto dico deriva da OSSERVAZIONE diretta dei fatti, da riflessione e da lettura di brevi cose, di solito articoli.

Diciamo :

1- che, come dicevo il 17, i "guai grossi" vengono dal Clero. Chi è ontologicamente vicino al Signore può veramente "trasformare l'oro in piombo" (il contrario del sogno alchemico).
2- che è evidente (a me) che il grande, vero disastro dei filoni ereticali che si succedono negli ultimi secoli è quello "religioso".
Anni fa ci fu la "scelta religiosa" da parte dell'Azione Cattolica: un'organizzazione esistente solo per animare cristianamente l'ordine temporale si dava agli studi e alle preghiere di tipo clericale. Il risultato fu rovinoso, per l'AC e per l'Italia.
Ma il punto è precisamente quello che accennavo chiamando il Protestantesimo "religione cristiana": dopo 1500 anni di libertà dalla sacralizzazione del quotidiano (e di ogni forma di potere), si volle ritornare schiavi della "religione", cioè del "Sacro". Infatti il primo, esplosivo segno delle crisi protestantiche furono i bagni di sangue scatenati dai potenti (SACRALIZZATI dagli eretici) contro i "normali" Cristiani (vedi Enrico VIII, Principi tedeschi...).
3- perché ci si volle tuffare nella catastrofe? Per quanto riguarda Lutero (Demonio a parte), la risposta pare certa: si trattava di un frate agostiniano, quindi più incline allo psicologismo che alla ragione, che viveva nell'angoscia. A tale angoscia trovò uno sbocco brutale: il mondo è male - gli uomini sono una "massa dannata" - solo pochi predestinati saranno salvati dall'annientamento finale. Tali predestinati dimostrano la propria "sorte beata" tuffandosi con entusiasmo nell' "atteggiamento della fede".

(continua...)

Andrea ha detto...

4- eccoci di fronte al tema che ogni giorno viene agitato: "fede" o "ragione" ? La vittoria attuale di Satana è che entrambi i termini sono usati in modo totalmente adulterato.
Limitiamoci a ribadire che il Cattolico non "crede alla fede", ma CREDE A DIO RIVELANTE. Cioè, trovandosi di fronte certe cose che non provengono dalle normali dinamiche mondane, aderisce a Dio che Si vuole comunicare tramite tali cose. E questo è atto di somma ragionevolezza !!
5- il dato storico ci dice che le "comunità" sorte sulle rovinose basi protestantiche hanno tentato e tentano un "NUOVO POPOLO ELETTO", cioè un secondo Israele.
In particolare l'America è stata spesso vissuta come "seconda Terra Promessa".
Liberati per restare liberi, nella Carità come tu dici, si vuole vivere da schiavi sotto "la Legge", cioè sotto il formalismo veterotestamentario.
6- in questo ambiente inquinato, la parola "Dio" è diventata estremamente pericolosa. Non più aderenti a San Giovanni ("Dio nessuno L'ha mai visto..."), ci si costituisce TEOLOGI ignorando e disprezzando il Cristo VISIBILE negli altri e nella Chiesa.
7- il misero "borghese" contemporaneo (anche in seguito all'ultima guerra, stravinta dalle Potenze protestanti) si sente "normale" solo facendosi avvelenare dai giornali e tormentandosi in sperimentazioni pseudo-teologiche.
Oggi vedevo con orrore, mi addolora dirlo, la Sacra Bibbia offerta nell'edizione delle Paoline, con il motto "Ha una parola per tutti": non più Dio che cerca il cuore a cuore con ogni Suo figlio, ma "il Sacro Testo" che si rivolge (come divinità) ai singoli uomini erranti.
8- per concludere, solo la Madonna ci salva: la Sua presenza nei tremendi ultimi secoli, fino a oggi, ci scolla continuamente dai nostri delirii teologizzanti o "ecumenici" ("Qual è il denominatore comune che può essere ammesso da tutti ?": struttura di pensiero squisitamente massonica) per presentarci il Reale: Christus heri-hodie-semper !!

Maria ha detto...

"per concludere, solo la Madonna ci salva: la Sua presenza nei tremendi ultimi secoli, fino a oggi, ci scolla continuamente dai nostri delirii teologizzanti o "ecumenici"

Ironicamente mi verrebbe da dire: non diciamolo troppo in giro, altrimenti ci prendono per eretici che aspettiamo il dogma della Corredenzione....
ma leggendo Grignon de Monfort, leggendo (e interiorizzando) il messaggio di Fatima, il cui si parla del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, sarebbe (o dovrebbe essere) ovvio anche ad un cieco, che la salvezza del Mondo, passa attraverso Maria Santissima, come è passata da lei, l'Incarnazione del Figlio.

Grazie ancora per le tue riflessioni, le copio e incollo in word, per tenermele bene a mente e meditarle.