martedì 14 dicembre 2010

"LUCE DEL MONDO" E LE CONTORSIONI DELL'IDEOLOGIA PROGRESSISTA


di Francesco Colafemmina

C'era da aspettarsi che il mondo progressista avrebbe sfruttato anche l'occasione dell'uscita di "Luce del Mondo" per lanciarsi nei suoi contorti teoremi sociologici ed ecclesiologici volti a porre a margini del mondo cattolico un tradizionalismo da sempre ritenuto il fratello minore e un po' tocco di quella cristianità adulta e consapevole, salottiera ed episcopale, che angherie, tranelli e ostilità ideologiche non conosce e neppure immagina.

Il problema non è però costituito dal "tradizionalismo", voce desueta e stancamente riproposta quale comoda etichetta assai affine al più tragico "fascista" tipico degli anni della contestazione, ma ancor oggi di moda, nonostante di fascisti in Italia non ci siano nemmeno gli ex, trasformati in anonimi e grigi tipini fini.

Ciò di cui il progressivismo, autentica categoria dello spirito vaticanosecondista - quello spirito ben diverso dal Concilio e già criticato da Benedetto XVI - ha paura è il movimento lento, autonomo, spontaneo e puro, che sta conducendo sempre più isolate cellule cattoliche ad unirsi in piccoli organismi viventi della fede che si richiamano apertamente ai valori abbandonati, smarriti, declassati, dalla banale innovazione e dall'adeguamento mondano di buona parte dell'establishment cattolico.

Questo movimento è silenzioso, si direbbe espressione di una "maggioranza silenziosa", forse perché porta una vergogna atavica nascosta nella coscienza: la vergogna della disobbedienza, di quella vita ai margini, gli psicologi direbbero borderline, che il fedele amante di ciò che semplicisticamente definiamo tradizione, si trova a vivere in un mondo cattolico tendenzialmente ostile e diffidente. Rievocazioni di torme di lefebvriani muniti di sottana, fantasmi di sedevacantisti arrampicati sulle loro bislacche teorie dei Papi sosia e del complottismo giudeo-massonico, sospetti di formalismo baroccheggiante e talvolta anche froceggiante... sono svariati gli spettri che si agitano nelle menti dei semplici fedeli che hanno cominciato a pensare che un ritorno al futuro sia possibile nella Chiesa Cattolica.

Il guaio è che, poverini, non possono far altro che attaccarsi al Papa. Si stringono attorno a Pietro e a Pietro chiedono aiuto, chiedono di essere ascoltati, e Pietro li ricambia con amore e compie giorno dopo giorno quei gesti fondamentali che dovrebbero confortare gli appartenenti a questa maggioranza silenziosa e allo stesso tempo placare la vanesia esaltazione ideologica di quei cattoprogressisti che col Concilio hanno creduto di conquistare il mondo alla fede e invece si sono ritrovati in un mondo che non solo non ha più fede, ma non riesce quasi più a comprendere il concetto stesso di fede.

Questo "attaccarsi al Papa" è un nobile sentimento di dipendenza filiale, attestazione di amore nei confronti di Pietro. E se Pietro compie gesti forti come celebrare ogni giorno rivolto al Signore, celebrare all'altare antico sia in cappella Sistina che nella Paolina che all'altare della Cattedra, evidentemente questi fedeli non hanno motivo di dubitare della verità di quanto il Papa compie ogni dì. E tale esempio propongono - troppo spesso inascoltati - a Verscovi e sacerdoti di sensibilità diversa da quella di Pietro.

Quando però si legge in "Luce del Mondo" una prospettiva più cauta e talvolta ellittica, ossia mancante di un contesto approfondito e aperta alle interpretazioni appropriative tipiche del progressismo rabbioso e messo all'angolo dai suddetti gesti di Pietro, il fedele appartenente alla minoranza silenziosa non può tacere. Deve parlare, perché se perde Pietro, o meglio se comincia a vedere che il mondo, il vasto mondo di laici e fedeli, intende le parole di Pietro pro domo sua, e che la semplicità di un eloquio non magistrale, ma colloquiale, finisce per diventare un'arma a doppio taglio, il fedele suddetto deve parlare, deve dire ad alta voce quel che pensa, perché in primo luogo non è suo intento offendere il Papa e in secondo luogo è un suo dovere ricordare alla Chiesa che egli esiste, che soffre quotidianamente per le angherie di numerosi Vescovi e di un clero cattolico ideologizzato, solo perché intende richiamare con la sua testimonianza di fede il legame autentico con quel passato da cui ha ricevuto l'identità della sua fede, fatta di segni concreti e non di puri spiritualismi intellettuali. E di questo non bisogna mai dimenticarsene!

Perché, vedete, molti cattolici vivono nell'ipocrisia, quando si tratta di questioni ecclesiali. Spesso fanno come quei Vescovi che per difendere l'istituzione e non esporla al nemico hanno iniziato a trasferire di parrocchia in parrocchia i preti pedofili. E invece no! In quanto cattolico non devo considerarmi pecora di un gregge di ipocriti, ma ho una dignità e una identità che mi portano, pur stando nella Chiesa, a criticare quegli aspetti umani e mondani che alla Chiesa tolgono la presenza di Cristo e la riducono a mero ricettacolo di giochi di potere.

E allora questi ipocriti oggi se la prendono con me, con qualcuno di voi, solo perché si è osato mettere in evidenza alcuni passi dell'intervista del Papa che rischiano di autorizzare i rabbiosi guardiani del Concilio ad annunciare al mondo che il Papa non ha nulla a che fare con la tradizione e non protegge e vivifica quella maggioranza silenziosa (o se preferite, minoranza creativa)!

Può darsi che sia tutto inutile e che i progressisti abbiano ragione: il Papa non ha mai appoggiato questo ritorno alla tradizione se non con atti di tollerante benevolenza, nel quadro dell'auspicato rinnovamento nella continuità, tant'è che solo negli ultimi due mesi ha nominato Palombella alla Sistina, ha fatto Cardinale Ravasi, ha messo Nosiglia a Torino, e via dicendo... Ma anche in questo caso le mie parole hanno un senso ben più profondo e disperato di quello che gli ipocriti soloni dell'ultim'ora pretendono di scorgervi.

La Chiesa ancora è in grado di ergersi quale baluardo dei valori che dalla classicità sono stati trasferiti, vivificati, nel cristianesimo. Parliamo di valori quali: virtù, bellezza, bontà, e via dicendo. Questi valori assoluti e non relativi sono stati nei secoli difesi dalla Chiesa e promossi fino a diventare elementi fondanti dell'umanità cristiana. Il sovvertimento dei valori subito dalla società negli ultimi due secoli ha tuttavia costretto la Chiesa a perdere la stessa dimensione unificatrice e valoriale della società, due strade si aprivano: o il compromesso col mondo, o la vacua reiterazione di una litania che nessuno avrebbe più ascoltato - o almeno così si credeva. Si decise pertanto l'apertura al mondo. Oggi, tuttavia, col senno di poi, sono in molti i cattolici che si domandano: cosa ha prodotto quest'apertura? perché la liturgia è stata cambiata così frettolosamente e radicalmente? perché l'arte e l'architettura sacra sono divenute l'ombra di ciò che erano solo un secolo fa? perché, poi, nonostante le aperture dell'attuale pontefice, sono ancora in molti i Vescovi che vietano la corretta applicazione del Summorum Pontificum? perché, in sintesi, tutto ciò che sembra apparire un recupero dei valori del passato, del tesoro di gesti, di preghiere, di bellezza cancellato con un colpo di spugna nei ribollenti anni sessanta del secolo scorso, perché questo recupero viene sempre genericamente considerato frutto di una ideologia destrorsa, reazionaria, politicizzata, o puramente estetizzante?

Allora se vi ponete queste domande, datevi anche delle risposte, diventando consapevoli di ciò che portate nei vostri cuori. Spiegate, cari cattolici di questa maggioranza silenziosa, che nessuno vi ha dato l'investitura di tradizionalisti, e che di etichette non ne avete bisogno. Fate apostolato nelle vostre famiglie, fra gli amici, abbiate coraggio, perché solo il coraggio (e un tocco di sana ironia) vi possono salvare dal malevolo cinismo di un progressismo isterilito ed incapace di guardare al reale senza incasellarlo in etichette vecchie, noiose e prive di fantasia.

Per fare ciò bisogna chiarire un altro problema di fondo. L'evocazione nell'articolo del Secolo d'Italia che mi ha riguardato, al pari di quella contenuta in un recente articolo di Melloni, di una sorta di "revanscismo" tradizionalista "coltivato" all'ombra del Pontefice e definitivamente franato dinanzi a "Luce del Mondo" è una tipica contorsione intellettuale progressista. E non per quel che riguarda il Papa il cui giudizio potrebbe pure coincidere con quello melloniano...

Il problema sta nell'interpretazione del "ritorno alla tradizione" quale movimento politico ideologico e non spontanea riappropriazione di quel realismo cattolico fatto di gesti che ci mettono in diretta relazione con Dio e di costante recupero delle radici della fede. Questo è un movimento naturale, spirituale, non ideologico. Ed entrare nella dialettica "politica" significa solo perdere tempo ed energie.

Sconfiggiamo quindi questa potente ideologia col realismo e col buon senso. Forse all'inizio avran paura, ma poi ci ascolteranno e non potranno non riconoscere in noi dei fratelli con pari dignità e un uguale amore per la Chiesa di Cristo. Solo uniti in Lui possiamo credere che le barricate finiranno per cadere. Ma temo che un tale processo richiederà molto tempo e sarà copiosa l'acqua che vedremo scorrere sotto i ponti della nostra pazienza!

Intanto cominciamo a sperare, guardando alla terra fertile di un cattolicesimo non ideologico, ma autenticamente legato ad una spiritualità tradizionale e godiamoci il convegno sul Vaticano II, organizzato a Roma dai Francescani dell'Immacolata!

41 commenti:

Anonimo ha detto...

«Lo sterminio delle società sacrali e tradizionali, è prescritto dal liberalismo per il "bene" stesso dell'uomo», il resto è solo fumo negli occhi...! Perciò «Non si faccia illusioni: anche contro la Chiesa non esiterà a usare la più inaudita violenza, se la Chiesa si rifiuta di diventare un semplice supporto della società borghese.
http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/volto_luciferino_occidente.htm

Maria ha detto...

C'è un passo del Cantico spirituale di San Giovanni della Croce, che stavo meditando in questo giorno della sua festa.
Penso che si sposi bene con quello che hai scritto.
Buona giornata a tutti.

"Chi ama Dio non arrossisce, dinanzi al mondo, per le opere che compie per lui, né le nasconde per vergogna, anche se tutti gliele dovessero contestare.
Chi si vergognerà di fronte agli uomini di riconoscere il Figlio di Dio, tralasciando le sue opere, come afferma per bocca di San Luca, lo stesso Figlio di Dio si vergognerà di fronte a suo Padre.
Pertanto l'anima, spinta dall'amore, si vanta di essere vista mentre compie, per la gloria del suo Amato, un'opera per la quale si è persa a tutte le cose del mondo.
Poche persone spirituali mostrano questo coraggio e questa determinazione perfetta nelle loro opere.
Indubbiamente alcune pensano di seguire questo atteggiamento e credono addirittura di essere molto avanzate"

Anonimo ha detto...

Un articolo senza capo né coda, Francesco,non sai bene come uscirne, dopo aver fornito il migliore assist ai progressisti con le tue sparate alzo zero sul libro del Papa e facendoci passare tutti per trinariciuti.Non parlarne più, sarà meglio per tutti quelli della "maggioranza silenziosa" (maggioranza? magari!)

Anonimo ha detto...

I cattolici e le nuove ideologie
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4279

gabriella ha detto...

Un articolo, invece, molto bello e condivisibile in pieno. Avanti così.

DANTE PASTORELLI ha detto...

I "progressisti" non han bisogno di assist, essi sanno usar ben altre armi che il piedino di Del Piero.
L'articolo è molto chiaro, e pazienza se qualcuno non vi vede né capo né coda.
E' al contrario, a mio avviso, una lucida disamina e una commossa esternazione della triste, ma virilmente accettata, condizione dei fedeli che, da cinquant'anni a questa parte, devono combattere anche contro se stessi per rimanere tali, attaccati sempre a Pietro, anche quando Simone li getta nella nella costernazione
con affermazioni che non trovano l'eco della Tradizione nella loro mente e nel loro cuore.
Ed è un messaggio forte a coloro che si vedono iniquamente perseguitati, osteggiati, emarginati ed anche soltanto tollerati da chi li dovrebbe amare: si deve continuare senza remore e senza rammarico ad essere consapevoli figli della Chiesa in questo tempo di pericolosi frangenti, e lottare per la sua gloria, senza nasconder il sudiciume sotto il tappeto, ma lustrando il volto della sposa di Cristo perché sia sempre più fulgido nella luce della infinità Verità che incarna.
Grazie Francesco, per questo tuo amore che la sofferenza rinsalda ed eleva.

Mic ha detto...

Caro Francesco,
ogni tua parola, ogni tuo pensiero espressi in questo articolo è in profonda sintonia con il mio 'sentire' e anche con la percezione della realtà difficile e oscura, ma piena di Grazie impensabili perché ci costringe a discernere e ad approfondire ogni momento, che stiamo vivendo insieme alla nostra Chiesa.

Ti ringrazio perché mi sento meno sola, anche se non mancano i compagni di strada che incontro con piacere anche qui... e credo che questi 'luoghi' di incontro, scambio, confronto, condivisione, diano frutti niente affatto 'virtuali', perché dietro ad ognuno di noi c'è una persona che non si stanca di uscire dalla confusione e dal disorientamento per cercar di respirare l'aria delle Altezze. Poi però, come giustamente tu dici, l'Incarnazione esige la consapevolezza e l'assumersi il peso del quotidiano vivere e agire, ognuno nel posto in cui lo ha collocato la Provvidenza.
Ed ecco che non possiamo fare a meno di riappropriarci di quel realismo cattolico fatto di gesti che ci mettono in diretta relazione col divino e di costante recupero delle radici della fede. Questo è un movimento naturale, spirituale, non ideologico.

Coraggio, avanti!

Mic ha detto...

Grazie anche a te Dante!
Quel che dici è proprio quello che ci è chiesto, oggi

Anonimo ha detto...

Un articolo che condivido in pieno. Da incorniciare.
Grazie
E grazie al prof. Pastorelli, che ho ritrovato qui, per i suoi interventi che tanto mi hanno istruito e continueranno a farlo.
Annamarilù

Anonimo ha detto...

E' una prova che dobbiamo accettare con interiore gaudio. Domenica scorsa abbiam letto nell'Introito: "Gaudete in Domino semper; iterum dico, gaudete... Dominus enim prope est. Nihil solliciti sitis; sed in omni oratione petitiones vestrae innotescant apud Deum".(cito a mente)
Dunque, preghiamo per il Papa e per la Santa Chiesa: questo oggi è il nostro dovere primario.

Anonimo ha detto...

L'anonimo di sopra son io!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non capisco perché esce sempre anonimo. Riprovo.

Luisa ha detto...

Grazie, Francesco e grazie Dante!

In questo momento mi vengono questi pensieri...
Che i progressisti mi mettano all`angolo non può importarmene di meno, ciò che è sgradevolmente sorprendente, e di cui mi rammarico, è di aver visto e vedere taluni, considerati tradizionalisti, inveire contro chi dalla sua coscienza, dalla sua mente e dal suo cuore lasciava, e lascia, salire e esprime pensieri e sentimenti che certi passaggi di quel libro stava suscitando e continua a suscitare
Paradossale alleanza "contro natura" progressisti-tradizionalisti", con motivi e intenti differenti, ma uniti per dare adosso chi metteva in luce certe ambiguità e si faceva anche l`eco dell`accoglienza ipocrita e strumentale di quel libro e della confusione così creata.
Impressione amara di essere minoranza nella minoranza, ma un`amarezza che si accompagna della lucida consapevolezza delle menzogne, dell`ipocrisia, e l`intuizione di certi oscuri giochi di alleanza all`ombra del potere, ognuno curando il proprio orticello, ognuno attento a non perdere privilegi e benefici, quelli detenuti da tempo e quelli ottenuti da poco e ancora fragili e poco saldi.
Per ritornare al libro del Papa....
Bisogna tacere? Raggiungere il campo degli ipocriti? Bisogna ascoltare chi suggerisce di tacere perchè se parli sei contro il Papa? Bisogna tacere anche se è sempre più chiaro che chi tenta di convincere che non c`è stata nessuna novità, pur dicendo che tanto poi quel testo non è magistero, è smentito sul terreno della logica e sul terreno tout court? Smentito da chi si è oramai appropriato il testo del Papa, e che il male oramai è fatto? Male considerato un bene, una svolta, una conquista?
Io ho scelto di non tacere e qui dalle mie parti non posso tacere quando mi trovo confrontata alle falsità veicolate, ai sarcasmi, alla confusione.
Che comunque una cosa sia ben chiara, con buona pace di chi pretende che nulla è cambiato, è palese che il messaggio che è passato è uno solo e cioè che la Chiesa ha aperto al condom, a nulla serve aggiungere che con le sue parole il Papa non ha contradetto la Dottrina, e passa anche il messaggio che la Humanae vitae è stata relativizzata.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Mia buona Luisa, il problema è che oggi tanti si improvvisano "tradizionalisti" e non sanno neppur cosa significhi esserlo veramente. Come tutti coloro che oggi spuntan come funghi a chieder a gran voce la Messa antica ma se ne stavan accucciati e con la museruola ben stretta quando noi combattevamo incorrendo in emarginazione, diffamazioni, e parecchi anche vere e proprie persecuzioni. Al povero Tito Casini veniva negata la Comunione! E s'atteggiano a salvatori dlla Chiesa, pronti a lasciar il campo alla minima difficoltà.
Io non amo l'etichette: sono cattolico e basta. Ed un cattolico non può che restar fedele alla Sacra Tradizione sempre, dovunque e comunque. La Tradizione non è immobilismo, fissismo: il Magistero può approfondire la conoscenza del Sacro Deposito ma non contraddirlo. L'Assunzione di Maria non contraddice la Tradizione ma la sviscera e completa sulla base di una convinzione millenaria.
E prima o poi, passati i furori ecumenisti, m'auguro che sia proclamato il dogma di Maria Corredentrice.
Eodem sensu eademque sententia.
Solo in quest'ambito la Tradizione è sempre viva.

Andrea ha detto...

Solo una cosa, caro Francesco: "..diretta relazione con Dio TriPersonale..", non "con il divino".
Se vogliamo, per confronto,
http://paparatzinger4-blograffaella.blogspot.com/2010/12/il-papa-ges%C3%B9-%C3%A8-la-parola-definitiva-di.html

Bella (nel senso di espressiva) la rappresentazione grafica dell' "Ideologia Progressista" !

Gianpaolo1951 ha detto...

Carissimo Francesco, Lei tra l’altro si chiede:

«… perché, poi, nonostante le aperture dell'attuale pontefice, sono ancora in molti i Vescovi che vietano la corretta applicazione del Summorum Pontificum? …»

Io avrei una risposta breve breve:
L’OTTO PER MILLE
Vedere per credere (in milioni di euro!!!)…
1990 – 398
1991 – 446
1992 – 529
1993 – 573
1994 – 569
1995 – 590
1996 – 653
1997 – 680
1998 – 756
1999 – 839
2000 – 904
2001 – 897
2002 – 961
2003 – 1.016
2004 – 937
2005 – 984
2006 – 930
2007 – 991
2008 – 1.002
E chi gestisce l’otto per mille se non la CEI?!?
Con tutto questo mare di denaro si possono fare tante cose…
Come condizionare alcune scelte…
O imporre certe linee di pensiero e condotta…
O permettersi di disobbedire facendo finta di ubbidire…
E altro e altro ancora…
Ma il denaro non è farina del diavolo?!?

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie, caro Andrea, ho prontamente corretto!

Andrea ha detto...

Per Gianpaolo1951 (e tutti coloro che amerebbero la "Chiesa povera"):

l'otto per mille è semplicemente un parzialissimo modo dello Stato per "farsi perdonare" (cosa? le sbalorditive spoliazioni ottocentesche della Chiesa, più il fatto di scaricare sulla Chiesa le proprie carenze contemporanee).

Il problema è che la CEI è un organismo semi-inesistente (il Papa ribadisce a ogni occasione che esiste solo "il Collegio dei Vescovi", e non "le diverse Conferenze Episcopali locali"), che però si comporta da "PADRONE DI CASA"

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Andrea, io non amo una “Chiesa povera”…, anzi!!!
Poi, che la CEI si comporti da "PADRONE DI CASA - come scrive giustamente Lei -, è un paradosso che nasce proprio dal fatto di avere in esclusiva la gestione dell’otto per mille!...
Fiume di denaro che può destinare a propria discrezione – solo per fare un esempio - alla costruzione di “brutture moderne” o demolizione di “bellezze del passato”, senza che nessuno, tantomeno il Santo Padre, possa intervenire e ciò mi fa semplicemente trasecolare!!!
Si ricordi che il denaro dà potere…
Il potere genera “onnipotenza”…
L’onnipotenza dà alla testa!!!

Andrea ha detto...

Grazie Gianpaolo.
Mi permetto di aggiungere che l'oro è pericoloso non perché valga (anzi: tutta la proposta di Dio è in termini di "Economia della Salvezza"), ma perché LUCCICA.
Esso,perciò, induce spesso a scambiare la sorgente di un riflesso (un bene temporale) per una fonte di luce - mentre sappiamo Chi è la vera Fonte di Luce (Gv 1, 4).

Luisa ha detto...

Per chi dubitasse ancora che il messaggio che passa attraverso il libro del Papa è quello di una svolta...di un progresso, ecco un altro articolo:

http://www.zenit.org/article-24935?l=italian

Andrea ha detto...

essSono del tutto d'accordo, cara Luisa (17:43), ma.... COME e DOVE passa tale messaggio ?
Spinto dal Clero "illuminato" (due teologi svizzeri, in questo caso) nei propri ambienti (tramite il giornale "cattolico" del Canton Ticino).
Apprendo dal medesimo giornale "cattolico" che a Osnabruck (Germania nord-occidentale) aprirà la prima scuola "per bambini tedeschi di fede cristiana, ebraica e musulmana", nel senso di essere ispirata a tutti e tre i "monoteismi". Massoneria pura!

Esiste, e lei vi è immersa e giustamente ne soffre, un ambiente euro-occidentale di Cattolicesimo "mutante" o "mutato", in omaggio alle attuali dittature. Ovunque prevale il "noi" tribale rispetto all'universalismo cattolico, la deriva è certa.

P.S. Posso testimoniare di aver frequentato (fuori dall'Italia) una scuola "per bambini cattolici, ebrei e musulmani", tenuta meravigliosamente dai Fratelli delle Scuole Cristiane (Lasalliani).

Luisa ha detto...

Interessante, a mio avviso, articolo di Padre Scalese:

http://querculanus.blogspot.com/2010/12/tradizionalista-o-liberale.html

Anonimo ha detto...

@ Francesco
conosci già questo indegno?
www.dongiorgio.it
(attacca sia fides et forma che messainlatino...padre fanzaga... per non parlare del resto...) che desolazione!
m

DANTE PASTORELLI ha detto...

E' un ottimo articolo quello di p. SCALESE. La formazione del Papa è quella della nouvelle théologie. Certo son passati i furori dei giorni in cui gridava, a proposito dei documenti coniliari:"Finalmente abbiamo il Controsillabo"; s'è raffinato, ha imparato la diplomazia curiale, ha riscoperto anche la Tradizione, più liturgica che dottrinale, ma la sua posizione sostanziale non è mutata. Io ho sempre approvato certi suoi gesti, certe sue aperture ed anche i suoi buoni propositi e l'ho difeso da ingiusti attacchi. Ho apprezzato l'Ecclesia de Eucharistia, la Redemptionis Sacramentum, che da lui e da suoi collaboratori furono stese, il discorso alla curia romana che tante speranze suscitò, ma non ho mai taciuto sul suo ecumenismo, sulla scelta dei collaboratori, sulla nomina a cardinale di personaggi screditati e pericolosi come Marx, Koch ecc. Il suo atteggiamento di fronte ai neocatecumenali è pernicioso, i suoi cedimenti ad ebrei ed islamici altrettanto. Ed ho osteggiato la sua "abrogazione" del Limbo.
Sul nuovo libro che grossi disastri sta combinando soprattutto ma non solo sul piano morale, mi sono espresso qui e altrove. E' una mazzata, certo del dottore privato, ma sempre mazzata resta, sulla morale sempre insegnata dalla Chiesa.
Eppure dobbiamo ritenerlo Pietro ed obbedirgli nel suo Magistero. Abbiamo tuttavia il diritto ed il dovere di riprenderlo quando parla da Simone.

Luisa ha detto...

È vero applaudiamo quando il Successore di Pietro sembra voler raddrizzare la rotta della Barca di Pietro che prende acqua da tutte le parti, quando lo vediamo ridare alla Liturgia,quella voluta dal Vaticano II, dignità e sacralità, quando lo ascoltiamo dire che senza il Sacrificio Eucaristico non ci può essere nessun banchetto e che la Santa Messa non appartiene a nessuna comunità, che non è una proprietà privata e che non può essere oggetto di invenzioni e creatività, siamo felici quando pubblica il Summorum Pontificum che finalmente fa uscire la Santa Messa con il Rito antico dalle catacombe in cui l`aveva gettata Paolo VI, speriamo nella riforma della riforma della Liturgia perchè non se ne può più degli abusi.
Applaudiamo perchè siamo cattolici e non crediamo che una nuova Chiesa è nata con il Vaticano II, siamo cattolici e vediamo la crisi, il caos,l`anarchia, lo scempio dottrinale e liturgico, applaudiamo e speriamo che alle parole seguiranno i fatti, che gli errori saranno corretti, i ribelli sanzionati, che l`ermeneutica della continuità sia finalmente provata e applicata e laddove la rottura è evidente si agisca in conseguenza.
Purtroppo alle parole non sembrano seguire i fatti, vescovi modernisti e ribelli continuano ad essere nominati, in Belgio, in Svizzera, in Germania e in Francia, gli abusi continuano e sono gravi, senza che nessuna sanzione intervenga, il cammino neocatecumenale è inviato ad evangelizzare con le sue prassi distorte e non cattoliche, con la sua "liturgia sincretista", i suoi testi farciti di errori teologici, sapendo che porterà divisione e che impianterà cellule neocatecumenali.
Allorà sì, si resta un pò disorientati e perplessi.
Là dove noi applaudiamo i progressisti fanno la smorfia e dicono,l`ho letto, che tanto il nuovo Papa cancellerà tutto e sarà non fra molto perchè il Papa è già anziano, là dove noi siamo "delusi" e non capiamo, altri sorridono e battono le mani.
In realtà non mi piacciono i "noi", i "voi", ma forza è di constatare che la spaccatura esiste ed è profonda.
A me non piacciono le etichette, mi sento, e sono, cattolica e basta, ma ammetto che quando discuto con taluni che si dicono cattolici ho l`impressione che non condividiamo la stessa Fede.
LEX ORANDI, LEX CREDENDI, come posso condividere la stessa Fede con chi vive e pratica una "liturgia" altra, inventata a tavolino, frutto di creatività e invenzioni varie?
Come posso dire che condivido la stessa fede di chi segue maestri che li portano su vie altre e possono farlo liberamente?

Andrea ha detto...

Sì, cara Luisa: non sono lecite due "tendenze" radicalmente opposte nell'unica Chiesa di Cristo.
Ciò non per questioni "dottrinali" ("questo è il retto insegnamento:.."), ma per questioni "vitali": la Chiesa è il Corpo dell'unico Cristo - se un membro si separa dagli altri, cade come ramo secco, ma lascia pure un vuoto che nessuno potrà riempire, perché era quello il posto che Dio aveva pensato per lui.
Oggi al convegno di Roma il professor de Mattei ha affermato esplicitamente che la tendenza progressistica del pre-Concilio e del Concilio fu eterodossa, cioè ereticale, e ha ricordato che il card.Suenens (suo "capo") si ribellò apertamente a papa Paolo VI in occasione della pubblicazione della "Humanae Vitae", cioè TRE SOLI ANNI dopo la conclusione del Concilio.

Gianpaolo1951 ha detto...

Un inchino al prof. Pastorelli!…
Un bacio in fronte a Luisa!…
Una stretta di mano ad Andrea!...

DANTE PASTORELLI ha detto...

Gianpaolo, gl'inchini falli al SS.mo Sacramento che oggi è così dimenticato e vilipeso. Purtroppo questa nmattina ho passato la mattinata tra viaggio a Gricigliano, lezione e ritorno. Al pomeriggio non son uscito di casa non per il freddo micidiale ma per il daffare e L'ho trascurato anch'io.

Per ANDREA.
Vedi, amico, le divergenze dottrinali son divergenze vitali: se nella Chiesa ci sono due o più dottrine, significa che la vera dottrina, la Verità, vien soffocata dalle false, la cui origine sappiamo dov'è.
Quindi io non farei questa distinzione, perché dottrina e vitalità sono un tutt'uno.
I rami secchi, svuotati dalle false dottrine, marciscono e cadono recisi. Ma all'ulivo a cui son seccati e recisi i vecchi rami s'innestano i rami nuovi, e dalla potatura rampollan altri germogli.
E questi prendono il posto degli altri che han rifiutato la vita.
Così come il posto dell'Israele che non accettò Cristo fu occupato da coloro che nacquero da Dio e non da volere d'uomo e di carne.

Andrea ha detto...

Per Gianpaolo: grazie di cuore, ricambio!

Per Dante Pastorelli: ho voluto sottolineare l'aspetto vitale (o meglio, anti-vitale) degli "allontanamenti" ereticali proprio perché conosco le ANGUSTIE (in senso etimologico) degli animi "tradizionalisti". Se lei nota, non ho scritto (per criticarla) la formula "la retta dottrina è questa:...", bensì "il retto insegnamento è questo:...".
Che cosa voglio dire? che la sensibilità tradizionalista inclina, appunto, alla "traditio", cioè alla trasmissione (scuola) - Ma Cristo, come scrivevo giorni fa, è assai più RE che MAESTRO (Rabbì). In definitiva, è vero che dottrina e vita vanno insieme; ma la dottrina è sempre da approfondire e ampliare (vedi introduzione di nuovi dogmi: oggi a Roma è stato ricordato che molti Padri Conciliari avevano chiesto la definizione della Mediazione Universale di Maria Ss. e della Regalità di N.S.G.C.), continuando a far parte di un Corpo vivo.
Invece l'insistenza sulla trasmissione "scolastica" rischia di spostare l'attenzione dallo Sposo(Cristo) alla Sposa(Santa, ma fatta di miserrimi peccatori). E' un po' ciò che avvenne con la prima crisi del pensiero delle grandi Università (secc. XIII-XIV), quando nacque la "Scolastica" in senso deteriore (polverosa, ripetitiva), pochi anni dopo San Tommaso (il maggior pensatore- non "intellettuale" mai esistito).
Cordialmente

P.S. Non è vero che i rami secchi tolti dalla "Vera Vite" (Gv 15, 6) vengano rimpiazzati. Questa è la tragicità del Sacrificio del Cristo: Egli si fa mettere in Croce per noi, ma non obbliga nessuno a VIVERE grazie a Lui. Se qualcuno sceglie la morte, può averla!
Altra cosa è la sostituzione del vecchio Israele con il Nuovo (Rom 9, 31-33)

Luisa ha detto...

Caro Andrea non ho la competenza sua e di Dante, allora con le mie semplici parole le dirò che è a causa della o, forse, grazie alla Dottrina che non mi sento di condividere la stessa Fede con taluni che tuttavia si dicono cattolici.
Come posso condividere la fede dei necoatecumenali che seguono il loro maestro Kiko, che assorbono passivamente e obbedienti il suo insegnamento sedicente "ispirato" e praticano le prassi da lui inventate, sapendo che il tutto cozza con ciò che insegna e pratica la Chiesa cattolica?
Come posso condividere la fede di chi pratica quella "liturgia" sulla base di quella peusdoteologia liturgica sorte dalla mente di un laico spagnolo?
LEX ORANDI, LEX CREDENDI.

E poi, dalle mie parti, è sempre la Dottrina, la Liturgia, che mi fanno con amarezza e talvolta anche rabbia,pormi la domanda se stiamo professando la stessa Fede.

Condivido la stessa Fede di chi non crede più alla Presenza Reale, al Sacrificio Eucaristico, di chi deride i Dogmi, sorride con scherno se si parla di Santi e devozioni, va a braccetto con i protestanti, introduce nella Liturgia elementi di altre religioni, prende del Magistero solo ciò che data del dopo Vaticano II?

La Dottrina e la Liturgia sembrano essere divenuti degli optional, oh, certo, a parole ci viene ricordata la bellezza e la sacralità della Liturgia, ci viene ricordata l`immutabilità della Dottrina e il solco perenne della Tradizione, ma poi nei fatti?

Nei fatti non si corregge, nei fatti si legittima, si incoraggia, chi stravolge e calpesta Dottrina e Liturgia, nei fatti li si invia a diffondere i loro errori.
Nei fatti, non correggendo gli errori, gli erranti si moltiplicano.

Anonimo ha detto...

vedo con piacere che questo blog "fotovoltaico" irradia la vera Luce sul mondo e non è frequentato da satanici cherubini, savignini e ... bugnini. Silvano

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non mi sento di affermare che chi guarda alla Sposa sposta la sua attenzione dallo Sposo. La Chiesa è il Corpo Mistico: Cristo è Nostro Signore, ed è Fondatore, Capo, Sostenitore e Conservatore di questo Corpo. Quindi chi guarda alla Sposa guarda necessariamente a Cristo.
E Cristo, presente e reale nell'Eucaristia, è nella Chiesa e solo la Chiesa ci dona il vero Cristo, tramite i suoi organi vitali che sono i sacramenti. (Mystici Corporis di Pio XII) Cristo e Chiesa sono inscindibili.
Quanto alla nozione di Tradizione rinvio al monumentale studio di mons. Gherardini pubblicato quest'anno: Quod et tradidi vobis.
La Tradizione in tanto è viva in quanto resta immutata: la Tradizione, nel senso di Parola di Dio trasmessa dalla Chiesa, non si amplia - il verbo è ambiguo: niente si aggiunge - ma più semplicemente viene più a fondo indagata perché ne risaltino in modo adeguato tutte le ricchezze ch'essa contiene, senz'alterazione del suo significato e nel rispetto dell'eodem sensu eademque sententia. Diventa esplicito, insomma, ciò che in essa era implicito. Il progeresso non è della Tradizione, ma del processo conoscitivo.

Anonimo ha detto...

magari questo articolo sarà impreciso ed occorreranno verifiche comunque attenzione alle strumentalizzazioni(della e delle religioni...):
un tea partry europeo?

Islamofobi a Parigi, l’EDL e prove di scontro di civiltà
Posted on 12/17/2010 by Miguel Martinez
http://kelebeklerblog.com/2010/12/17/islamofobi-a-parigi-ledl-e-prove-di-scontro-di-civilta/

ricordo anche articolo di D. Estulin:
"Una dittatura americana ha imposto ad una popolazione credulona un governo unico, globale e totalitario, una moneta unica globale ed una religione sincretica universale che combina il fasto quasi-cattolico con la retorica della New Age. Non posso non chiedermi cosa succederebbe se Goebbels e company, tornassero travestiti da predicatori radicali dell’estrema destra".
http://www.vocidallastrada.com/2010/12/parla-la-memoria.html

Anonimo ha detto...

anonimo delle 20:08, ho udito io con le mie orecchie ad un incontro di Lepantisti "oliveirani" (Alleanza Cattolica) Massimo Introvigne confabulare con uno dei responsabili della creazione di Tea Party italiani.

L'ennesima creazione delle solite lobbies per pilotare le "bestie parlanti" cattoliche.... Guardate CHI sono i finanziatori dei Tea Party americani....

Paolo

Anonimo ha detto...

Sull’Islamofobia e gli “atei devoti”
Intervista al Prof. Franco Cardini
http://saigon2k.altervista.org/?page_id=306

quello del tea party credo sia fenomeno preoccupante..(e se stanno esportandolo anche in europa come sembra dall'articolo di M. Maertinez...)

ideologia travestita...
La deriva neoconservatrice della destra cattolica di L. Copertino.
http://www.kelebekler.com/occ/copert00.htm
m

Luisa ha detto...

Ho messo questo commento più sopra ma avrei dovuto metterlo qui, lo riporto dunque.
Per chi legge il francese, non ho il tempo di tradurre e me ne scuso.
Sembra abbia fatto sensazione l`intervento di Monsignor Schneider durante il Colloquio che si sta tenendo a Roma su " Concilio Vaticano II, un concilio pastorale ...."
Monsignor Schneider a fatto un appello per un nuovo Syllabus dove figurerebero faccia a faccia gli errori condannati e l`interpretazione ortodossa.

"Mgr Schneider demande au Pape un nouveau Syllabus"

http://www.osservatore-vaticano.org/dicastres/mgr-schneider-demande-au-pape-un-nouveau-syllabus

DANTE PASTORELLI ha detto...

Aspetta e spera. Meglio di no, comunque. Si rischierebbe di aver un controsillabo, che esiste già.

Luisa ha detto...

Sarebbe comunque, a mio avviso, una buona cosa che l`ermeneutica della continuità tanto gettonata, da molti invocata, ricevi finalmente dal Papa un contenuto.
Perchè per me restano tre parole, fra le tante parole, che non trovano riscontro nella realtà.
Ciò che vedo sono i risultati della discontinuità, della rottura, mai puniti, anzi, legittimati, ciò che osservo è una difesa a priori del Vaticano II, anche da parte di chi più ha sofferto della sua applicazione, il Vaticano II è bianco come la neve, intoccabile...una bussola...i colpevoli sono i cattivi interpreti.
Ci si potrebbe aspettare che chi ha sofferto durante più di 40 anni, restando zitto, e anche passivo, ritrovasse, con la parola, anche il coraggio di esser chiaro senza contorgimenti verbali e invece no, a parte lodevoli eccezioni,si assolve il Vaticano II e si rifiuta perfino di riconoscere le responsabilità dei vescovi e cardinali che, per primi, hanno applicato i documenti conciliari che conoscevano, che avevano studiato e approvato....difficile dire che li hanno in seguito interpretati male, è palese che li hanno interpretati liberamente.
Allora ermeneutica della continuità... qui es-tu? Qu`as-tu à nous dire?

Anonimo ha detto...

Rubio, beniamino del Tea Party
http://saigon2k.altervista.org/?p=2329

Anonimo ha detto...

(ANSAmed) - ATENE, 17 DIC - La Chiesa ortodossa denuncia una carenza di leadership e di senso etico che attraverso la crisi ha fatto della Grecia un Paese ''sotto occupazione'' che ''esegue gli ordini dei suoi creditori'' dell'Fmi e dell'Ue e che ''sembra aver perso la propria indipendenza''.
http://www.ansamed.info/it/news/MI.XAM10213.html

Dottrina sociale l’alternativa sconosciuta
http://www.fattisentire.org/modules.php?name=News&file=article&sid=3475