giovedì 30 dicembre 2010

"NEL CORTILE DEI GENTILI" (quello in cui non cresce l'ortica!)


di Don Matteo De Meo

Il Pontefice Benedetto XVI, nel suo discusso intervento a Ratisbona, nel settembre del 2006, si chiese se fosse necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione, ponendo le condizioni di una vera e propria sfida per ritrovare un’unità del sapere come condizione di dialogo, non solo per la filosofia e la teologia, ma anche per fornire all’uomo di oggi risposte alle domande di senso e di verità che inevitabilmente e in molti modi si pone, anche in una società frammentata come la nostra. “Non abbandonare la questione su Dio dell’uomo di oggi” è propriamente la sfida contenuta nella immagine biblica del “Cortile dei Gentili”. Ovvero, bisogna ricentrare lo sguardo sul nostro umano; come una questione teorica, meramente filosofica o peggio ancora, psicologica o sociale, ma innanzitutto come un dato di esperienza. Una delle intelligenze filosoficamente più logiche della modernità, Kierkegaard, diceva: “Non si diventa sensibili al Cristianesimo affrontando le grandi questioni filosofiche, cosmologiche o sociali, ma acuendo il senso della propria esistenza” (una frase citata moltissimo da De Lubac, Il dramma dell’umanesimo ateo). Per cui non avremo mai una comprensione adeguata e autentica del cristianesimo stesso, se non recuperiamo il fondo della questione. L’evento cristiano si riferisce all’uomo, nella sua concretezza, nella sua storicità, in tutta la verità della sua piena dimensione. Non all’uomo astratto, ma all’uomo concreto storico: l’uomo nella sua irripetibile realtà dell’essere e dell’agire, dell’intelletto e della volontà, dell’intelligenza e del cuore; l’uomo che ha una sua storia, la storia della sua vita, l’uomo che insieme a tanti bisogni di natura corporale e temporale ha un fondamentale bisogno, quello della verità. L’uomo è ricerca della verità, domanda di verità, cioè di senso ultimo dell’esistenza: perchè esisto?

Sono rimaste scolpite nella mia mente le parole di un giovane padre di famiglia che, colpito da una grave malattia, mi disse piangendo, sentendo ormai la sua morte imminente: “..io ho un infinito desiderio di vivere e di essere felice, dimmi allora...perchè devo morire?...” Qual’è allora il senso profondo del mio vivere, del mio amare, del mio soffrire, del mio nascere, del mio morire? La verità è un forte grido che l’uomo sente dentro il suo cuore, che ritrova ogni momento nel suo cuore e che lo porta già oltre sè. La domanda stessa che nasce è irresistibile, è drammatica, e costituisce il tessuto profondo della vita. L’uomo non ha bisogno di verità, è il bisogno di verità; l’uomo non ha un senso religioso ma è il suo senso religioso. L’esistenza della domanda dimostra che l’uomo non ha in sè le risorse per rispondere a questa domanda. Questa domanda lo porta oltre sè, è una “inquietudine del cuore”, come dice s. Agostino. L’uomo che si stupisce di fronte alla realtà, di fronte al suo umano seriamente considerato, riconosce originalmente il bisogno di capire da dove viene, qual è l’origine della sua vita e dove va, qual’è il senso profondo della sua esistenza, alla luce del quale può accettare se stesso e aprire la sua esistenza all’accoglienza degli uomini e delle cose.

Ho ricevuto una lettera, in questi giorni, di un amico biologo naturalista presso il CNR. Lo invitai qualche anno fa ad un incontro su tali questioni, come uomo di scienza e non “credente”. Vi leggo, col suo permesso, alcuni stralci:

“...Carissimo io credo che la nostra desueta amicizia (non sono mai riuscito ad intrattenere un rapporto duraturo con uomini di fede dopo un pò mi hanno sempre caritatevolmente scaricato) sia per me quel “cortile dei Gentili” di cui parli nel tuo saggio. Non solo un immagine, quindi, ma una realtà, un luogo umano...! E di questo ti sono grato! ... Anch’io non condivido molto delle posizioni di quel mio collega che tu citi spesso nel tuo saggio ma in un suo scritto mi ci ritrovo molto e, in un certo senso, il suo contenuto è emblematico del nostro rapporto: “.... Sdraiato sull’erba con il mento appoggiato sulle mani, all’improvviso il bambino percepì il groviglio di gambi e radici, una foresta in miniatura, un mondo trasfigurato di formiche, coleotteri…..La microforesta d’erba parve dilatarsi e diventare tutt’uno con l’universo e con la mente. Il bambino sentì quella bellezza come un’emanazione di Dio e per questo alla fine abbraccio il sacerdozio. In un’altra epoca in un altro luogo un bambino contemplava le stelle, Orione, Cassiopea e l’Orsa maggiore,si fa commuovere dalla musica inaudita della Via Lattea, inebriare dal profumo notturno delle campanule, di un giardino africano. Il bambino sentì quella bellezza e divenne biologo. -Richard Dawkins conclude- Come mai le stesse emozioni hanno condotto il cappellano in una direzione e me in un’altra? Non è facile rispondere alla domanda”...Quanto espresso in queste poche righe da Dawkins (in The God Delusion), mi fa riflettere sul perché e cosa muove un uomo a fare delle scelte di questo tipo. Sono poi così diverse le due scelte? Molto probabilmente il confine umano che separa un uomo di fede come te, da un uomo di scienza come me che ha continuamente a che fare con fenomeni naturali (ecologia, biologia, fisica, ecc.) è molto meno lontano di quanto si pensi. Infatti, credo che abbiamo qualcosa in comune, nonostante le apparenti differenze, un grande senso religioso.

Io ho scelto la seconda strada, ma non sono in grado di dare una risposta del perché, della mia scelta. Sicuramente a condizionare la scelta è stata soprattutto la passione per le scienze naturali, e per tutto ciò che vive, per questo “misterioso” palesarsi dell’essere. Passione che ho avuto fin da quando ero bambino, tanto da diventare il mio lavoro da adulto.

L’armonioso ordine che sprigiona la natura con i suoi fenomeni, mi rinvia ad grande sacralità di ogni forma di vita, dalla più semplice alla più complessa, e ciò mi riempie sempre di stupore... L’osservazione della natura, delle sue leggi, della sua vita, presuppone un atteggiamento profondamente religioso.

Giovanni Paolo II nella lettera enciclica circa i rapporti tra fede e ragione scriveva:

“La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità”.

Io spesso, per lavoro devo osservare e studiare animali, dalla forma strana come ostriche, cozze, vongole, molto lontano dall’immagine stereotipata, che abbiamo degli animali; osservandoli mi meraviglio stupito, che questi sono creature che respirano, mangiano, e si riproducono. Un’analoga riflessione la faccio osservando una grande quercia, un albero da frutta, o un banale filo d’erba, che, anche se apparentemente immobili, sono vitali e pieni di energia. Tutte le forme di vita, dalla più semplice alla più complessa, sono legate da un filo comune. Vi è un ordine dietro tutto ciò, che io vedo e osservo e che mette davanti un inesplicabile mistero...

Senza dubbio l’uomo moderno, nel senso di uomo tecnologico, è sempre più distratto dal desiderio di possedere, di consumare, estendendo questo concetto anche ai rapporti umani e sociali. Possedere, manipolare, è in fondo come un allontanarsi dal dato, come un’ultima forma di superbia dell’uomo, del suo egoismo che lo rende cieco; smette di osservare e confonde il dato con le sue idee...! Ma guardando la realtà come dato, senza pretesa di possederla, (ed è quello che faccio ogni giorno nel mio laboratorio ma anche quando guardo giocare i miei figli e abbraccio mia moglie) mi chiedo da dove venga tutto ciò, ....l’essere e il suo mistero.

Sull’argomento credo che l’uomo da sempre fin dalla notte dei tempi si è interrogato. Ieri, e mi riferisco a qualche secolo addietro, l’uomo coltivava maggiormente questa riflessione. Sant’Agostino nelle sue “Confessioni” esortava gli uomini ad avere più attenzione al proprio umano <>. Oggi interrogarsi sull’uomo, sul senso del suo essere è come parlare di cose che non hanno nessun valore ed interesse, e noto con tristezza come questa distrazione dilaghi anche fra molti che si dicono credenti. Molto più interessati a ciò che sentono che a ciò che vedono. Dicono, ragionano ma hanno smesso di guardare, di osservare. Una fede che pretende di reggersi sulla forza dei ragionamenti dimenticando i fatti e l’osservazione della realtà francamente non mi interessa...è irragionevole e consentimi molto pericolosa... é irragionevole credere senza vedere ed è veramente pericolosa se non insidiosa una fede senza la ragione. E credo che sia altrettanto pericolosa una ragione che non si lasci sfidare dalla fede... Purtroppo fino a prima di incontrarti mi avevano sempre detto che la fede è questa...e molti vivono una fede così...E sinceramente non sò come si faccia a vivere una fede così. Come può esserci una connessione fra ciò che non vedo accadere, l’esperienza, e la fede. Non si può affidare la vita a qualcosa che non c’è, il cui esserci non mi si palesa. Ma dopo quanto mi hai scritto l’ultima volta, e leggendo il tuo “Cortile dei Gentili”, le cose iniziano ad assumere un contorno diverso... Ora sto iniziando a guardare ciò che ho sempre visto...Un’altro passo dentro il Mistero?...”

Ecco questo è l’uomo del Cortile dei Gentili, l’uomo che grida al Mistero come una grande incognita ma che non smette di cercarlo e che desidera che si palesi che si faccia vedere...!

L’uomo è un uomo religioso, non semplicemente nel senso che sente la necessità di conoscere un oggetto diverso da quelli che conosce normalmente, ma nel senso che l’uomo sente il desiderio di un incontro che lo riveli a se stesso, che gli faccia capire il senso profondo della sua esistenza. L’uomo incomincia come coscienza, perchè la coscienza dell’uomo è il punto in cui questo è recepito, è raccolto, è sentito, e perciò l’uomo si dispone a vivere la grande avventura della vita. La grande avventura della vita è la conoscenza di sè. Noi crediamo al Dio di Gesù Cristo perchè è il Dio che rivela totalmente l’uomo a se stesso, Cristo rivela all’uomo tutta la verità su di lui.

E di questo noi, credenti, siamo sfidati a dar ragione percorrendo e non “dribblando” i sentieri spesso nebbiosi e fumosi del Cortile dei Gentili.



Prefazione On. Mario Mauro
Postfazione Francesco Colafemmina
Edizioni Settecolori

€ 15,00 - P.200

25 commenti:

Anonimo ha detto...

...."Triste epoca, la nostra, sballottata tra lo scientismo fazioso alla Odifreddi ed alla Piero Angela, da un alto, e l'esoterismo new age alla Voyager, dall'altro. Due errori contrapposti che compaiono, non casualmente, nella stessa epoca storica e si sostengono, sempre non casualmente, a vicenda, in un intrinseco rapporto dialettico.

PS: San Paolo (citato approsimativamente a memoria): "Verrà il tempo che per sentire qualcosa di nuovo, secondo le proprie voglie, si smetterà di credere alla sana dottrina per volgersi alle favole".

Chesterton: "Se si smette di credere alla Verità di fede, non si incomincia a non credere più a nulla ma, al contrario, si inizia a credere a tutte le scempiaggini partorite da fantasie malate".

Luigi Copertino.

Luisa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luisa ha detto...

Chesterton: "Se si smette di credere alla Verità di fede, non si incomincia a non credere più a nulla ma, al contrario, si inizia a credere a tutte le scempiaggini partorite da fantasie malate".

Non crede che coloro che stanno seguendo le vie altre di falsi maestri, credendo e ingurgitando le loro scempiaggini, lo fanno anche perchè chi doveva trasmettere loro le Verità di Fede non lo ha fatto, perchè sono diventati orfani di queste Verità? Come puoi credere a qualcosa che non ti è stato presentato, che non conosci perchè ti è stato trasmesso altro, perchè la Verità è stata sfigurata da coloro stessi che dovevano conservarla con amore e fedeltà senza nulla cambiare?
Come puoi credere "qualcosa" che non conosci
perchè con la menzogna e l`inganno quei falsi maestri te ne hanno privato?
Quelle fantasie malate hanno trovato e trovano, putroppo, un terreno incolto e fertile per seminare le loro scempiaggini che sono eresie.
L`ignoranza abissale seminata e alimentata con concime e continue inaffiatture indebolisce e fragilizza talmente che sta diventando impossibile amministrare un buon rimedio "da cavallo", che pur sarebbe necessario, che pur io auspico, la reazione sarebbe troppo forte.
Sembra dunque che sia preferibile procedere a piccoli passi con i fedeli, ma è mia opinione che un passo importante dovrebbe essere quello di allontanare i cattivi maestri ed impedire loro di continuare a nuocere, di svolgere la loro attività distruttrice.
Sogno?
A questo siamo giunti nella Chiesa cattolica.

Anonimo ha detto...

il "tollerante" Voltaire
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=4309

Pellegrino ha detto...

Luisa, per dirlo con altre parole...

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché chiudete in faccia agli uomini la porta del Regno dei cieli. Voi, infatti, non vi entrate e non permettete che vi entrino coloro che vorrebbero entrarvi. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché girate per mare e per terra per fare anche un solo proselito e, fatto che sia, ne fate un figlio della geenna, due volte più di voi."

mic ha detto...

Se è vera questa notizia riportata da Repubblica, (che va verificata, ma non desterebbe meraviglia fosse vera), il potere, in Curia, nelle mani di chi è?
____________________
CITTA' DEL VATICANO - Il latino rischia di scomparire anche in Vaticano. Da qualche mese, nella cittadella pontificia ha praticamente cessato di esistere l'organismo istituzionale preposto alla diffusione ed alla promozione della lingua madre della Chiesa cattolica. Gli strateghi della Segreteria di Stato hanno infatti azzerato con un vero e proprio colpo di mano la Fondazione Latinitas, declassata da dicastero-principe dell'idioma di Cicerone, dotato di una sua autonomia istituzionale e finanziaria, a uno dei tanti uffici del Pontificio Consiglio della Cultura presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi. Il provvedimento è stato deciso nel più stretto riserbo, senza nessuna nota ufficiale e - lamentano gli ormai ex responsabili della Latinitas - senza che dalla Segreteria di Stato sia stata fornita nessuna plausibile spiegazione ai diretti interessati, a partire da padre Antonio Salvi, l'ultimo presidente della Fondazione. Un autentico paradosso se si considerano i tanti pubblici apprezzamenti che Benedetto XVI ha fatto proprio in difesa del latino. Interventi culminati nel 2007 col clamoroso documento motu proprio con cui ripristinò la Messa in latino preconciliare, incurante delle critiche che gli arrivarono da quella parte della Chiesa più sensibile alle istanze di rinnovamento liturgico del Concilio Vaticano II che introdusse, tra l'altro, le celebrazioni nelle lingue nazionali.

Ora, però, ecco il "declassamento" per la Fondazione "Latinitas", privata degli organismi istituzionali (presidenza, consiglio direttivo, collegio dei revisori dei conti) e della originaria autonomia di gestione, che - come prima conseguenza - ha portato all'annullamento del Certamen Vaticanum, la più importante gara internazionale di latino aperta a studiosi, ricercatori, studenti ed appassionati. Del resto già il 31 luglio scorso l'arcivescovo Fernando Filoni (Sostituto per gli Affari generali) scrisse in una lettera a padre Antonio Salvi per comunicargli la possibilità che la Latinitas venisse posta "sotto l'egida" del Pontificio Consiglio della Cultura, contrariamente a quanto aveva stabilito nel 1976 Paolo VI quando decise di rilanciare l'antico ufficio per il latino fino ad allora in funzione in Segreteria di Stato elevandolo alla dignità di Fondazione autonoma. Una decisione che non è piaciuta ai vertici della stesso Fondazione. Decisi a difendere l'istituzione "anche davanti al Papa". Anche con qualche clamorosa iniziativa.
(30 dicembre 2010)

http://www.repubblica.it/rubriche/il-monsignore/2010/12/30/news/a_qualcuno_non_piace_il_latino-10714567/?ref=HRER1-1

Andrea ha detto...

Un paio di note, reverendo don Matteo, con ogni rispetto:

1- la via agostiniana dell' "inquietudine", del senso religioso come drammatica domanda di senso, a mio parere è ERRATA. Tutta la "modernità" è su questa lunghezza d'onda (vedi Lutero), ma i risultati sono catastrofici.
E' vero, come dice S.Agostino, che l'uomo può trovare riposo solo in Dio, ma è vero anche che non si può immaginare la persona umana come perenne anima in pena.
Le anime in pena sono quelle dell'Inferno: il Purgatorio che questa vita è(per tutti) va rasserenato, e soprattutto capito senza estremismi, né secolaristici né "irredentistici" (vogliamo Dio Tutto e Subito!!).

2- la famosa affermazione del Concilio su Cristo che "svela pienamente l'uomo all'uomo, e gli fa nota la sua altissima vocazione" va, secondo me, compresa nel senso seguente:
A- solo Cristo, "Primogenito di ogni creatura", vede chi è davvero l'essere umano (persona) e può comunicarglielo. Storicamente è avvenuto proprio questo: con l'evangelizzazione gli uomini sono passati da "appartenenti a un popolo" (nel migliore dei casi) a "persone", sinonimo di "cristiani"
B- però lo stesso Cristo rende l'uomo capace di qualcosa di imprevisto e inimmaginabile: la cooperazione divinizzante con Dio stesso (CCC, 1715). Questo va del tutto al di là delle attese di "un incontro che faccia capire il senso profondo dell'esistenza", tanto quanto l'economia della Grazia è superiore a quella della Natura.
C- solo in chiave soprannaturale appare la "coscienza" in senso proprio e definitivo: non io che conosco me stesso, ma il "figlio nel Figlio", che, conoscendo, amando e servendo Dio, arriva (con l'entrata in Paradiso) a esserne erede (Gal 4, 7).

Caterina63 ha detto...

Grazie Francesco per la segnalazione....e grazie a don Matteo per questa analisi....

^__^

mic ha detto...

Ma guardando la realtà come dato, senza pretesa di possederla, (ed è quello che faccio ogni giorno nel mio laboratorio ma anche quando guardo giocare i miei figli e abbraccio mia moglie) mi chiedo da dove venga tutto ciò, ....l’essere e il suo mistero.

come poter pensare come 'non credente' una persona che esprime cose come questa e come non vedere che è 'toccato' in profondità dal Signore e risponde con lo 'stupore' di cui parla in termini così intensi in un'altra parte del suo scritto?

Grazie davvero per questa bellissima riflessione... del resto il Signore è una Persona Viva e Vera con cui entrare in relazione, non è un'idea o un concetto. La filosofia e la teologia possono servire solo per essere dei 'parlanti' che riferiscono la Parola pronunciata dal Padre, ma bisogna esserlo innanzitutto con la vita

Ministrante ha detto...

Ciò che abbiamo bisogno di nutrire è l'ecumenismo dei cuori, non le conversioni confessionali. In questo spirito vi propongo questa traduzione ecumenica della III° p.e., che vorremmo usare nella nostra Parrocchia, preghiera che per le accuse di eresia su MessaInLatino non ci è stata finora autorizzata.

Veramente sei santo, Signore, ti benedice tutta la creazione, Tu che, per mezzo del tuo figlio, Gesù e con la potenza dello Spirito, dai vita e santità a ogni cosa, e sempre e ovunque non manchi di accogliere in santa Assemblea tutti i popoli, Tu che sei sempre e ovunque presente, quando due o tre proclamano il tuo Nome in offerta spirituale. Ti preghiamo, dunque, perché questo pane e questo vino, che a Te portiamo come segni della nostra umile dedizione, per mezzo dello stesso Spirito, Tu li santifichi, perché diventino il corpo e sangue di Gesù, sacramenti del suo Amore, che ci ha chiamato a celebrare e condividere. Egli stesso, nella notte in cui fu tradito, ringraziando e benedicendo Te, prese il pane, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: PRENDETE E MANGIATENE TUTTI, QUESTO È IL MIO CORPO, SACRAMENTO DATO A VOI
Allo stesso modo, dopo la santa Cena, ringraziando e benedicendo Te, prese il calice del vino e lo diede ai suoi discepoli dicendo: PRENDETE E BEVETENE TUTTI, QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE, SACRAMENTO DELLA NUOVA E ETERNA ALLEANZA, DATO A VOI E A TUTTI PER LA LIBERAZIONE E RISCATTO DAL MALE. MANGIATE E BEVETE IN MEMORIA DI ME.
Mistero della fede. Annunciamo la tua morte, Signore, celebriamo la tua resurrezione, perché venga il Regno!
Ora dunque, Signore, noi ricordiamo la passione liberatrice di Gesù, la sua mirabile resurrezione e il suo ritorno a Te, ma attendiamo anche la venuta del Regno e perciò ti dedichiamo questa nostra eucarestia di lode, offerta viva e santa al tuo Nome. Guarda, ti preghiamo, questa tua Assemblea in eucaristia e, riconoscendo in essa le stesse disposizioni di Gesù sulla croce, concedici che, nutriti del Pane della vita e del Vino della tua benedizione, sacramenti di Gesù stesso, da Te siamo trovati nell’unità dello Spirito. Lo stesso Spirito ci trasformi in eucaristia incessante per l’avvento del Regno, in comunione universale nel tuo Amore, in particolare con Maria, gli apostoli, i martiri e tutti i santi. Fa, Signore, che questa eucaristia sia germe di pace per la terra e per i viventi, in cui Tu stesso poni la tua compiacenza, sia germe di unità e pace per la chiesa, pellegrina nell’esodo e nel nascondimento, sia germe di fede e comunione nel tuo Amore con i nostri pastori (il papa, il nostro vescovo, le conferenze episcopali, i sacerdoti, i religiosi), con i diaconi, i ministranti, i tuoi servi nella pastorale, i laici e con tutto il mondo, che consideri tuo anche se non ti professa. Ascolta le speranze e le attese della famiglia umana, Tu che congiungi nel tuo Amore tutti quelli che sono lontani e dispersi. Ricordati infine dei nostri defunti e di tutti quelli che hanno lasciato questo mondo e fa che, come per tutti speriamo, tutti giungano al banchetto del cielo, in Gesù nostro Signore, nel quale Tu doni ogni bene. Per Gesù, con Gesù e in Gesù, nell’unità dello Spirito, a Te Padre buono, ogni benedizione per sempre fino a che venga il Regno. Amen.

Anonimo ha detto...

Gabbie mentali
http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2011/01/gabbie-mentali.html

Anonimo ha detto...

Anima e materia
http://santaruina.splinder.com/post/23757522/anima-e-materia

Anonimo ha detto...

Ciao!

Ti segnalo il nuovo link (da aggiornare in quelli segnalati a destra) della S. Messa nella forma antica del Rito Ambrosiano a Legnano: http://www.ambrosianeum.com/

Anonimo ha detto...

Semplice ritorsioine o destabilizzazione pianificata?

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=7826

credo sia lecito avere dubbi.

Ministrante ha detto...

Gentile sig. Francesco Colafemmina, è passato qualche giorno da quanto le ho mandato l'anafora ecumenica, ma non è stata ancora pubblicata. Perchè questa censura?

Pellegrino ha detto...

Sull'attentato in egitto, un pò di storia:
vorrei riportare alla memoria l' Operazione Susannah (altrimenti nota come Affaire Lavon). Nel 1954, 13 ebrei egiziani che lavoravano per l'intelligence militare israeliana fecero saltare possedimenti americani e britannici ad Alessandria d'Egitto e al Cairo. L'obiettivo era quello di impedire ogni avvicinamento fra Nasser e le potenze occidentali spingendole a credere che i nazionalisti egiziani fossero responsabili di questi attacchi terroristici.

http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/attentato_terroristico_cercasi.htm

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Ministrante,

l'antispam di Google me l'aveva messa nello spam. Evidentemente per intuizione informatica Google ha pensato fosse una cazzata e l'ha cestinata. Temo che Google abbia pensato bene!

Perché queste cazzate ecumeniche meriterebbero di essere salutate solo dalle pernacchie!

Anonimo ha detto...

peccato, il blog Messainlatino si conferma come grancassa delle strumentalizzazioni neo-con.

http://blog.messainlatino.it/2011/01/mons-negri-ecco-gli-obiettivi-del.html

Anonimo ha detto...

ancora sugli attentati "islamici":

http://kelebeklerblog.com/2011/01/04/la-strage-dei-copti-ipazia-elena-dalessandria-e-la-globalizzazione-tenebrosa/

http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=754:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47#comments

Anonimo ha detto...

Le stragi di cristiani? Tutto scritto nel Corano
di Fiamma Nirestein
http://www.ilgiornale.it/esteri/le_stragi_cristiani_tutto_scritto_corano/05-01-2011/articolo-id=497595-page=0-comments=1?&LINK=MB_T

la signora è anche promotrice della legge bavaglio internet...

Anonimo ha detto...

bisognerebbe chiedere alla Nirestein cosa è previsto per i Cristiani sul Tamud...

Anonimo ha detto...

Quando i guerriglieri Afghani erano dei “nostri”
http://saigon2k.altervista.org/?p=2673

Anonimo ha detto...

la signora è anche moglie di un ufficiale del mossad ... a proposito avete letto il commentino piccato di un certo vaticanista su Don Massimo Sbicego che ha lasciato la parrocchia per entrare nella Fraternità S.Pio X ? . Silvanik

Gianpaolo1951 ha detto...

Letto, letto..., caro Silvano!...

Anonimo ha detto...

La new age:
globalizzazione delle anime

http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/new_age_globalizzazione.htm