mercoledì 31 marzo 2010

QUANDO I GLORIOSI DISCEPOLI - KONTAKIO DEL MERCOLEDI' SANTO




Quando i gloriosi Discepoli
nella Lavanda prima della Cena
risplendettero,
allora Giuda, l'empio,
malato d'avidità,
s'adombrò e consegno Te,
giusto Giudice, ai giudici ingiusti.
O amante dei denari,
guarda colui che per essi
s'appese al cappio.
Fuggi dalla tua anima insaziabile,
che tanto osò contro il Maestro.
O tu che sei tutto nobile, Signore,
gloria a te!

.Οτε οι ένδοξοι Μαθηταί
εν τω Νιπτήρι του Δείπνου
εφωτίζοντο,
τότε Ιούδας ο δυσσεβής
φιλαργυρίαν νοσήσας,
εσκοτίζετο, και ανομοις κριταίς
σε τον δίκαιον Κριτήν
παραδίδωσι.
Βλέπε χρημάτων, εραστά,
τον δια ταύτα, αγχόνη χρησάμενον.
Φεύγε ακόρεστον ψυχήν,
τη Διδασκάλω τοιαύτα τολμήσασαν.
Ο περί πάντας αγαθός,
Κύριε, δόξα σοι.
.
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Il Mercoledì Santo è il giorno nel quale Gesù è tradito. La sera del Mercoledì nella Chiesa Orientale si tiene l'ufficio della Lavanda dei piedi, durante il quale viene cantato questo emblematico inno.

martedì 30 marzo 2010

INNO DI KASSIANI' - MARTEDI' SANTO

Signore, questa donna trascinata in molti peccati,
percependo la tua Divinità,
intrapreso l'ufficio di profumiera,
addolorata, ti porta profumi
per la Tua sepoltura.
"Ahimè!" dicendo, perché in me c'è la notte,
l'estro della dissolutezza,
l'oscuro amore del peccato privo di luce lunare.
Degnati d'accogliere la fonte delle mie lacrime,
tu che raduni con le nubi l'acqua del mare,
placa le pene del mio cuore,
tu che hai sollevato i cieli e sei disceso sulla terra.
E mi piegherò a baciare i tuoi piedi immacolati,
e li ripulirò con i riccioli della mia testa,
questi piedi dei quali anche Eva, a sera,
udì i passi e per paura si nascose.
Dei miei peccati la moltitudine
e della tua pietà l'abisso,
chi può seguire le orme,
mio Redentore salvatore delle anime?
Non disprezzare la tua serva,
Tu che hai una misericordia incommensurabile.
.
.
Κύριε, η εν πολλαίς αμαρτίαις
περιπεσούσα γυνή,
την σην αισθομένη θεότητα,
μυροφόρου αναλαβούσα τάξιν,
οδυρομένη, μύρα σοι προ
του ενταφιασμού κομίζει.
Οίμοι! λέγουσα, ότι νυξ μοι υπάρχει,
οίστρος ακολασίας,
ζοφώδης τε και ασέληνος,
έρως της αμαρτίας.
Δέξαι μου τας πηγάς των δακρύων,
ο νεφέλαις διεξάγων
της θαλάσσης το ύδωρ
κάμφθητί μοι προς τους στεναγμούς της καρδίας,
ο κλίνας τους ουρανούς, τη αφάτω σου κενώσει.
Καταφιλήσω τους αχράντους σου πόδας,
αποσμήξω τούτους δε πάλιν,
τοις της κεφαλής μου βοστρύχοις˙
ων εν τω παραδείσω Εύα το δειλινόν, κρότον
τοις ωσίν ηχηθείσα,
τω φόβω εκρύβη.
Αμαρτιών μου τα πλήθη,
και κριμάτων σου αβύσσους,
τις εξιχνιάσει, ψυχοσώστα Σωτήρ μου;
Μη με την σην δούλην παρίδης,
ο αμέτρητον έχων το έλεος.
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Il Tropario di Kassianì è un canto che viene salmodiato il Martedì Santo. Fu composto dalla Badessa bizantina Kassianì o Kassìa, vissuta nel IX secolo d.C. Kassianì compose molti inni di cui questo risulta essere uno dei più commoventi e splendidi per la bellezza delle immagini e la potenza espressiva.

lunedì 29 marzo 2010

ECCO LO SPOSO - INNO DEL LUNEDI' SANTO

Ecco, giunge lo sposo,
nel mezzo della notte
e beato il servo ch'Egli troverà
a vegliare,
indegno invece quello che troverà
ad oziare,
guarda dunque,
anima mia,
di non piombare nel sonno,
perché non ti consegni alla morte,
e non ti chiuda fuori dal regno,
ma acclamalo gridando:
Santo Santo Santo sei Tu, Nostro Dio,
per intercessione della Deipara
abbi pietà di noi.
.
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Ιδού, ο νυμφίος έρχεται
εν τω μέσω της νυκτός
και μακάριος ο δούλος
ο ευρήσει γρηγορούνται,
ανάξιος δε πάλιν,
ον ευρήσει ραθυμούντα
βλέπε ούν, ψυχή μου,
μη τω ύπνω κατενεχθής
ίνα μη τω θανάτω παραδοθής,
και της βασιλείας έξω κλεισθής
αλλά ανάνηψον κράζουσα
άγιος, άγιος, άγιος
ει ο θεός ημών,
διά της θεοτόκου
ελέησον ημάς.

L'inno "Ecco lo sposo" viene cantato all'alba (orthros) del Lunedì Santo ed è il Mattutino del Martedì e del Mercoledì Santo. Il tema dello "Sposo" è quello introduttivo della Settimana Santa. Fino a Mercoledì le liturgie vengono anche definite "messe dello Sposo".

LA RIVOLUZIONE CULTURALE DEL PAPA E L'ANTICATTOLICESIMO AMERICANO


di Francesco Colafemmina

Ho ripescato questo articoletto dell'Arcivescovo Dolan dell'ottobre scorso... Molto interessante! Infatti Mons. Dolan ricorda l'anticattolicesimo tipico dei giornalisti del New York Times, in particolare di una brava giornalista irlandese Maureen Dowd. La signora Dowd oggi se ne esce con un altro editoriale dei suoi, invocando le dimissioni di Benedetto XVI e chiedendo l'elezione di una "Mama" al posto del "Papa" (tipo "mamas & papas"), meglio di una "Nope for Pope".

Vabbè... voltiamo pagina...

Mentre Dolan si impegna a difendere - anche ieri - il Santo Padre, il Cardinal Martini e il Cardinal Schoenborn si danno da fare a modo loro. Il primo scrive al quotidiano austriaco Die Presse un intero articolo nel quale parla (come Schoenborn qualche giorno fa) di riconsiderare il celibato. Il secondo da un lato apre commissioni guidate da laici che dovrebbero ripulire la chiesa austriaca dai pedofili...

Mi limiterò a Martini introducendo questa considerazione: in un mondo fatto di sesso è logico che la gente quando pensa ai sacerdoti immediatamente sia quasi costretta a pensare che il sesso vietato ai sacerdoti costituisca una sorta di loro repressione e menomazione che poi li induce alla perversione... Ma questo discorso "animalesco" è del tutto erroneo ed è frutto solo dell'ossessione sessuale che è entrata nelle nostre teste dagli anni sessanta in poi (ma a dire il vero sin dall'inizio del secolo) e non esce più fuori. E' attestato d'altra parte che la pedofilia nasce nelle famiglie. Il caso famoso di Recife ne è una chiara testimonianza. Ma basta anche ricordare recenti casi italiani, basta chiedere a don Di Noto. Il celibato non c'entra nulla! La perversione sessuale nasce con la formazione della propria sessualità, non dalla castità! Ecco quindi che il problema è a monte, è nella formazione dei preti. Non a caso - qualcuno di voi lo ricorderà - le famose lettere massoniche di prelati postconciliari - parlavano proprio di distruzione dei seminari. L'unico modo per sradicare il problema è intervenire sul clericalismo che si percepisce immune e potente. Solo riportando il sacerdote alla sua dimensione di semplice uomo votato a Cristo (e uomo uomo, si intende!), si può eradicare un problema che viene enormemente ingigantito dai media solo per attaccare il Papa e colpire la Chiesa. Altrimenti l'aggressività con cui si attacca Ratzinger che per la prima volta agisce con fermezza per ripulire la Chiesa non solo con i fatti ma principalmente con un cambiamento di mentalità, sarebbe dovuta essere dieci volte più grande nei confronti di Giovani Paolo II e dei suoi predecessori che sull'argomento non si erano mai pronunciati con la stessa fermezza di Benedetto XVI.
..
Benedetto XVI sta operando qualcosa di molto più profondo, una terapia già introdotta nel 2005 con quelle parole della Via Crucis: sta intaccando l'autoreferenzialità morale, l'immunità morale di taluni chierici, la mentalità autoconservativa di una Chiesa vista quale grande ONG. Cambiare la mentalità consolidata in almeno un secolo di modernità, è cosa ben più complessa della singola condanna che pur dal Pontefice viene effettuata con fermezza. Il Papa vuole la purificazione della Chiesa, anche se questo può comportare offese e minacce.

La Chiesa altrimenti non potrà cambiare quella corruzione interna, di cui già nel 1957 parlava Suor Lucia in relazione al Segreto di Fatima: "Ciò che offende soprattutto il Cuore Immacolato di Maria e il Cuore di Gesù è la caduta delle anime dei religiosi e dei sacerdoti. Il diavolo sa che per ogni religioso o sacerdote che rinnega la sua santa vocazione, molte anime sono trascinate all'inferno ... Per questo il diavolo brama di impossessarsi delle anime consacrate. Cerca in ogno modo di corromperle, per addormentare le anime dei fedeli e condurle alla peggiore impenitenza."

Quindi il Papa opera per la salvezza delle anime! E opera fra grandi umane e pratiche difficoltà poste da un ingranaggio che non si presta a facili modifiche anche quando è vigorosamente attaccato dall'interno e dall'esterno da forze malefiche.

Scusate se mi sono dilungato. Lasciandovi all'articolo di Monsignor Dolan, rinnovo il mio invito alla preghiera costante per il Sommo Pontefice e all'affidamento della Chiesa al Cuore Immacolato di Maria.

***

L'articolo seguente è stato sottoposto in una forma leggermente più breve per il New York Times come editoriale. Il New York Times si è rifiutato di pubblicarlo. Penso che possiate essere interessati alla sua lettura.


dell'Arcivescovo Timothy M. Dolan, Arcivescovo di New York

Ottobre è il mese nel quale raggiungiamo l'acme del nostro passatempo nazionale, specialmente quando la nostra squadra di New York è nelle World Series!

Disgraziatamente però, l'America ha anche un altro passatempo nazionale del tutto spiacevole: l'anticattolicesimo. Non è un'iperbole chiamare "passatempo nazionale" il pregiudizio nei confronti della Chiesa Cattolica. Studiosi come Arthur Schlesinger Sr. si riferivano ad esso come "la più profonda distorsione nella storia del popolo americano", mentre John Higham lo descriveva come "la più lussureggiante e tenace tradizione dell'agitazione paranoica nella storia Americana". "L'antisemitismo della sinistra" è il modo in cui lo leggeva Paul Viereck e il Professor Philip Jenkins sottotitolava il suo libro sulla questione "l'ultimo pregiudizio accettabile".

Se volete una prova recente dell'ingiustizia nei confronti della Chiesa Cattolica basta non andare oltre i pochi esempi seguenti della sua ricorrenza nelle ultime settimane:

Il 14 Ottobre, nella pagine del New York Times, il reporter Paul Vitello ha esposto la drammatica estensione degli abusi pedofili nella comunità di Ebrei Ortodossi di Brooklyn. Secondo questo articolo, ci sono stati almneno 40 casi di questi abusi nella comunità solo l'anno scorso. Il Times non ha ancora posto le stesse richieste che erano indirizzate incessantemente alla Chiesa nel caso dello stesso tipo di abusi commessi da una minoranza di sacerdoti: rilasciate i nomi di chi ha commesso gli abusi, rivedete le prescrizioni, consentite indagini esterne, pubblicate tutti i documenti passati e aprite alla totale trasparenza. Invece, viene citato un avvocato che ha richiesto alle autorità legislative di riconoscere le "sensibilità religiose" e nessuna critica è stata offerta dall'ufficio del Procuratore Distrettuale per aver concesso ai rabbini Ortodossi di risolvere questi casi "internamente". Data la tremenda esperienza vissuta dalla Chiesa Cattolica, mi trovo in una situazione difficile per poter criticare i miei vicini Ebrei Ortodossi e non ho intenzione di farlo... Ma posso criticare questo tipo di "indignazione selettiva".

Naturalmente questa indignazione selettiva probabilmente non sorprende del tutto, dato che abbiamo visto molti altri esempi del fenomeno negli anni recenti, quando è emersa la questione degli abusi sessuali. Ne citerò due: nel 2004, il Professor Carol Shakeshaft ha documentato la diffusa piaga degli abusi sessuali sui minori nelle scuole pubbliche della nostra nazione (lo studio lo si può trovare qui). Nel 2007, la Associated Press ha pubblicato una serie di reportage investigativi che hanno mostrato allo stesso modo numerosi esempi di abusi sessuali compiuti da insegnanti ai danni di studenti, nelle scuole pubbliche. Sia lo studio di Shakeshaft che i reportages della AP sono stati essenzialmente ignorati, visto che giornali come il New York Times sembrano avere solo preti nel loro mirino.

Il 16 Ottobre, invece, Laurie Goodstein del New York Times ha dedicato la pagina di apertura alla storia del triste episodio di un prete Francescano che è diventato padre di un bambino. Anche prendendo in considerazione che la relazione con la madre del bimbo era consensuale e fra due adulti, e che i Francescani hanno cercato di trattare giustamente con il prete peccatore le responabilità nei riguardi di suo figlio, questa azione resta sempre piena di peccato, scandalosa e indifendibile. Ad ogni modo, ci si dovrebbe meravigliare del perché la storia di un peccato commesso da un prete un quarto di secolo fa debba improvvisamente diventare più importante e degna di essere raccontata della guerra in Afghanistan, della sanità, e della fame-genocidio del Sudan. Nessun altro tipo di clero come quello Cattolico sembra meritare come non mai una tale attenzione.

Cinque giorni più tardi, il 21 Ottobre, il Times ha dato il suo maggior spazio alla decisione del Vaticano di dare il benvenuto agli Anglicani che avevano richiesto l'unione con Roma. Abbastanza giusto. Ingiusto, tuttavia, era il commento contenuto nell'articolo secondo il quale la Santa Sede sarebbe attratta dagli Anglicani dall'interesse e avrebbe fatto la sua offerta per accoglierli. Naturalmente la realtà è semplicemente che per anni migliaia di Anglicani hanno richiesto a Roma di essere accolti nellla Chiesa Cattolica con una speciale sensibilità per le loro proprie tradizioni. Come il Cardinal Kasper, il capo degli ecumenisti vaticani, ha osservato "non stiamo pescando nello stagno anglicano". Non abbastanza per il Times, per loro questo è stato un altro caso di connivenza Vaticana nell'adescare e offrire l'insospettabile a brava gente, per capitalizzare avidamente sulle attuali tensioni interne all'anglicanismo.

Infine, l'esempio più incendiario di tutti è venuto fuori domenica 25 orrobre con un intemperante e scurrile articolo di Maureen Dowd sulle pagine degli editoriali del Times. In una diatriba che giustamente non avrebbe mai superato la riunione di redazione se si fosse trattato di criticare questioni relative alla religione Islamica, Ebraica, o Afro-americana, la signora Dowd si è messa a scavare nel manuale nativista (il nativismo è una corrente di pubblicistica ostile alla Chiesa Cattolica che si rifà all'origine protestante dei primi coloni statunitensi ndr) per usare ogni possibile caricatura anticattolica, dall'Inquisizione all'Olocausto, ai profilattici, all'ossessione sessuale, ai preti pedofili, all'oppressione delle donne, il tutto continuando a sminuire il Papa Benedetto XVI per le sue scarpe (sic!), la sua coscrizione forzata - assieme a ogni altro adolescente tedesco - nell'esercito tedesco, la sua apertura verso gli ex cattolici e il suo recente benvenuto agli Anglicani.

Abbastanza veerosimilmente, il problema che ha innescato il suo spasmo - l'attuale visita di donne religiose da parte di rappresentanti del Vaticano - è ben degno di discussione e difficilmente può esimere da legittime domande. Ma il suo pregiudizio, mentre sarebbe stato appropriato per il giornale del tipo "voi non sapete nulla!", "The Menace" del 1850, non dovrebbe avere posto nelle principali pubblicazioni attuali.

Non voglio suggerire con questo che l'anticattolicesimo è confinato sulle pagine del New York Times. Sfortunatamente ci sono abbondanti esempi in molti luoghi diversi. Non comincerò neppure a cercare di elencare i molti casi di anticattolicesimo nei cosiddetti "media di intrattenimento", visto che sono lì sono così prevalenti da sembrare piuttosto una routine o un obbligo.

La Chiesa Cattolica non è al di sopra delle critiche. Noi Cattolici ce ne facciamo una gran parte da soli. Diamo loro il benvenuto e ce le aspettiamo. Tutto ciò che chiediamo è che tale critica sia giusta, razionale ed accurata, ciò che ci aspetteremmo per chiunque. Il sospetto e il pregiudizio contro la Chiesa è un passatempo nazionale che dovrebbe essere messo da parte per il bene di tutti.

Credo che il mio background di storia Americana dovrebbe indurmi a non trattenere il respiro. E poi, ancora ieri era la festa di San Giuda, il patrono delle cause perse....

sabato 27 marzo 2010

SANTITA', MAI COME OGGI C'E' BISOGNO DI FERMEZZA!


"Il Vicario di mio Figlio dovrà soffrire molto, poiché per un certo tempo la Chiesa sarà data a grandi persecuzioni; e questo sarà il tempo delle tenebre; la Chiesa subirà una crisi spaventosa. La santa fede di Dio essendo dimenticata, ogni individuo vorrà guidarsi da solo ed essere superiore ai suoi simili. Saranno aboliti i poteri civili ed ecclesiastici, ogni ordine ed ogni giustizia saranno calpestati; non si vedrà che omicidi, odio, gelosia, menzogna, discordia, senza amore per la patria né per la famiglia." (Maria SS. a La Salette)
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di Don M.D.M.
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Santità,
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mi rivolgo a Voi, Dolce Cristo in terra, in quest’ora di dolore e di confusione, come l’ultimo e il più indegno dei vostri figli.
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Ancora una volta la Barca di Pietro è sballottata dalle tempeste della menzogna, del peccato e dell’odio. Imploro dal Signore che vi tenga saldo e fermo al suo timone perchè possiate condurci al porto sicuro della Verità che è Cristo Signore.

Con dolore e sgomento assistiamo alla situazione, a dir poco disastrosa, del Clero in questi giorni.
Certamente, un’occasione unica per chi non aspettava altro che poter sparare nel mucchio... E quale occasione migliore dell’aver finalmente “scoperto” il sommerso mondo dell’immoralità dei chierici?
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La terribile piaga della pedofilia che flagella il mondo, e che non ha sicuramente risparmiato la Chiesa, diventa un’occasione d’oro per chi vuol gridare, ad ogni piè sospinto, che essa, la Sposa di Cristo, giace impunita con il peccato, e che la sua casa, altro non è, se non un covo di perversi e fucina di ogni genere di malvagità.
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Un boccone ghiotto e prelibato per chi, da tempo e in ogni modo, si adopera per strappare definitivamente l’Europa (e il mondo intero) da quella madre che l’ha nutrita, l’ha cresciuta, e che come unico baluardo, continua a difenderla dalle ondate nichiliste, relativiste, e laiciste di un potere che sembra voler giustizia, ma in realtà vuole solo far prevalere le sue ideologie! E che, -eliminata la Chiesa- rivestito come paladino di una nobile causa, finalmente avrà campo libero di imperversare in ogni modo!
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Ma la realtà è ben altra da quella che sembra apparire e che ci vogliono far credere: “la pedofilia è un fenomeno di massa nella Chiesa…”, “tutti i preti sono pedofili...”, “non dobbiamo ascoltarla, nè seguirla, ma bisogna diffidarne...”, “i nostri figli sono in pericolo...”.
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Noi sappiamo, Santità, e conosciamo quella schiera silenziosa di sacerdoti, religiosi, religiose, che ogni giorno per le strade del mondo, o nel silenzio dei monasteri, offrono la loro vita per Cristo e per il bene delle anime. Ma il mondo non li conosce, e non li accoglie, perchè non riesce a soggiogarli al suo potere e alle sue lusinghe, li odia: “...se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi...ma abbiate fede, Io ho vinto il mondo...”. E per questo, tutto ciò che sta accadendo in questi giorni, in fondo non ci stupisce, anche se ci addolora, e per tanti aspetti, “il cor s’impaura”.
Basta tenere i piedi per terra, e non farsi travolgere dalla melma di ipocriti giudizi, per rendersi conto di quanta falsità, di quanto odio, e di quanta sete di distruzione si annida nel tumulto “giustizialista” di questi giorni.
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Certo, con dolore, Santità, guardiamo il rumoroso dilagare e il viscido strisciare del male e della menzogna, della calunnia e anche dell'indifferente ignavia di coloro che più dovrebbero stringersi a Pietro per non lasciarlo solo in mezzo ai lupi, ma sappiamo anche riconoscere il Bene e la Verità, che fa molto meno rumore, e nel contempo è presente, opera, dà i suoi frutti e alla fine trionferà.
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Ma è giunta l’ora, Padre santo, di guardare in faccia il male con lo stesso coraggio con cui la Santità Vostra ha deciso di affermare che non solo i responsabili degli abominevoli crimini ai danni dell'infanzia vanno consegnati alla giustizia civile perché criminali oltre che peccatori, ma anche che i Vescovi omertosi devono collaborare con le autorità civili nell'affrontare i tremendi autori dei suddetti crimini. Anche se fa paura, e appare invincibile e inattaccabile, è giunta l'ora di iniziare a sferrare una vera e propria battaglia per estirparne le radici e fare in modo che il male, come un veleno, non si diffonda dappertutto! Certo, ce lo ha ricordato lei Santità, pochi giorni fà: tanta indulgenza verso il peccatore, ma nessuna per il peccato e le sue strutture.
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Nello stesso tempo, però, sono in molti i fedeli ed ancor più i sacerdoti a domandarsi come sia stato possibile nel passato che la Chiesa proteggesse criminali conclamati lasciando loro per anni la possibilità di unire al proprio vizioso agire criminale l'esercizio del sacerdozio? Come ha potuto la Chiesa lasciare che quelle mani impure dei suoi indegni ministri accogliessero il Corpo e il Sangue di Nostro Signore?

Queste domande accorano i fedeli e noi sacerdoti incapaci di trovare ragionevoli e cristiane risposte! Ma Voi conoscete bene, Santità, la vastità della sporcizia che è dentro la Chiesa e Voi sapete bene quanta devastazione in questi ultimi sessant’anni ha causato quest’esasperato progressismo non solo nella morale, ma anche nell’ortodossia della fede.
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Mentre buona parte della Chiesa si nutriva di un certo “buonismo”o “spirito di comprensione”, si trastullava nel “dialogo” o negli “equilibri da rispettare”, si schermiva dietro la “discrezionalità diplomatica” o gli “scandali da evitare”, la piaga si è aggravata sempre di più, diffondendosi e devastando senza sosta!
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Il popolo assiste oggi attonito e confuso, e chiede, più di ogni altra cosa, a noi i pastori, e ancor più a Vescovi e Cardinali e a Voi, Santità, Pastore grande delle pecore - che mai come in questo momento siamo chiamati a custodire e proteggere - FERMEZZA!
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Quella sana fermezza della Chiesa - ritenuta come un male di altri tempi da certi teologi e intellettuali - che non cedeva a compromessi, nè verso l’immoralità, nè verso gli attentati alla sana dottrina; quella santa fermezza, Santità, invocata da santi e sapienti cristiani, e che tante volte nella storia ha salvato la barca di Pietro da terribili derive e catastrofici naufragi.

Si la fermezza, Padre Santo.

Un argine, che se non altro, permetteva di controllare al massimo certi fenomeni e che sicuramente non assicurava vita facile e lunga a persone e idee, ad intra o ad extra, miranti a trascinare la Sposa di Cristo nel fango, disseminando confusione e odio.
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Dov’è finita, Santità, la sapienza e la prudenza dei pastori?
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Dov’è finita la fermezza, la prudenza e il sano discernimento nei Seminari- tanto in questioni “de fide” quanto “de moribus” – che portava agli Ordini Sacri candidati di solida formazione e di retta spiritualità. Certo, il male e la fragilità umana è stata, è, e sarà una realtà con cui bisognerà sempre fare i conti, ma non prima di aver certezza davanti a Dio, si dovrebbero poter proclamare quelle solenni e gravi parole contenute nel Rituale per le Ordinazioni agli Ordini sacri: «Quantum humana fragilitas nosse sinit, et scio et testificor illos dignos esse» («Per quanto l’umana fragilità permette di sapere, so e testimonio che sono degni»).
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Una certa carità ci ha spinti a doverci mettere in ascolto del mondo, ad aprici ad esso, dimenticando che noi non gli apparteniamo, e che la nostra Patria è nei cieli; confondendo così la terra con il cielo e il cielo con la terra, ci siamo persi in esso, e non ci riconosciamo più.
Abbiamo preteso di poter fare a meno della sapienza della Chiesa, dei suoi Santi, della sua spiritualità, dei suoi insegnamenti, della sua Tradizione; li abbiamo ritenuti superati: il mondo non ci capiva più, ci ripetevamo preoccupati.
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Così nei Seminari, nei Conventi, e negli stessi Monasteri si è cominciato a rinunciare alla disciplina, e si è iniziato a sostituire lo spirito di penitenza e di mortificazione con uno spirito gaio e festaiolo, nel nome di una presunta gioia della fede.
Il clero, sia secolare che regolare, ha iniziato a trasformarsi in una sorta di categoria sindacale senza volto e senza identità, tutta protesa verso un umanitarismo sociale e filantropico; e ci faceva piacere, Santità, perchè il mondo ci applaudiva.
“A che serve pregare?” - ci dicevano – “…bisogna operare, fare, costruire, combattere. La vita interiore? …Un inutile spiritualismo... La pratica della penitenza?...Cose medievali, d’altri tempi...!”.
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Era sorta una nuova primavera, quella dei nuovi tempi inaugurata dall’era conciliare, e per queste cose non c’era più spazio; finalmente, più liberi e più moderni!
E ....il risultato? È sotto gli occhi di tutti!
La disciplina, la regola, il rigore, erano armi indispensabili per il raccoglimento interiore e per irrobustire la vita di fede, - e Lei, Santità, e i suoi Predecessori lo sapete bene -, lo spirito di mortificazione era un’esigenza per chi aveva deciso di rinunciare al mondo per seguire e consegnarsi totalmente a Cristo, umile, casto e povero.
Ma si è voluto semplicemente “cambiare pagina”, e senza queste armi il vizio ha spalancato le porte alla menzogna in ogni sua forma.
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In Seminario - lo ricordo ancora con tristezza - se si tentava di vivere con una certa serietà gli studi e la formazione al Sacerdozio (che di fatto è inesistente e, in un certo senso, bisognava cercarsela) nella fedeltà al magistero e al Santo Padre, richiedendo un certo rigore e rimproverando un certo lassismo formativo e dottrinale, si veniva subito classificati come squilibrati, derisi dai Superiori e, molti, venivano allontanati e costretti ad abbandonare la vocazione. Per costoro i provvedimenti dell’Autorità non tardavano a giungere, implacabili!
Ma la cosa che ricordo ancora con più dolore e tristezza, Santità, è che per quanti nei corridoi del Seminario si rincorrevano gai, chiamandosi con nomignoli femminili e atteggiandosi con fare altrettanto ambiguo, viceversa, tutto era perdonato, compreso, non considerato come un problema, nonostante le chiare indicazioni della Chiesa in merito.
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E allora, Santità: fermezza. Essa è la forma più alta della Carità!
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I Pastori tornino a fare ciò per cui sono stati investiti dalla Sapienza Divina: custodi saggi e forti della fede del gregge e, in modo particolare, dei loro sacerdoti, senza cedimenti e senza compromessi, e in vera e totale comunione e obbedienza alla Santità Vostra e al Vostro Magistero. Meno parole, ragionamenti vani, convegni sociali e pastoralismi inutili! Più attenzione nei luoghi di formazione, più giudizi che partono dalla fede e non da ordini del giorno dettati dal mondo!
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Allora, prima di rivolgersi ad extra, è ora, Padre Santo, di fare un’operazione ad intra e ripulire Atenei Pontifici, Seminari, Conventi, Curie e Sacri Palazzi da quella congerie di immondi personaggi che fanno scempio della dottrina e della morale cattolica, e che abusano delle loro cattedre o della loro funzione per demolire la Chiesa, assecondare i propri vizi o ricercare l’approvazione del secolo.
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Perdonatemi, Padre Santo, se oso ricordare alla Santità vostra - in realtà intendo ricordarlo anche tutti quei Vescovi che sembrano ignorare le Vostre parole, i Vostri insegnamenti, le Vostre esortazioni, con cinica quanto poco cristiana indifferenza e ignavia - quanto già in tempi non meno confusi per la Chiesa, S. Caterina da Siena ripeteva ai vostri Predecessori: “...Pare, santissimo Padre, che questa Verità eterna voglia fare di voi un altro Lui; e si perché siete suo vicario di Cristo in terra, e si perché nell’amaritudine e nel sostenere vuole che riformiate la dolce Sposa sua e vostra, che tanto tempo è stata impallidita (…). Ora è venuto il tempo che Egli vuole che per voi, suo strumento, sostenendo le molte pene e persecuzioni, la Sposa sia tutta rinnovata. Di questa pena e tribolazione ella nascerà come fanciulla purissima…" (Lett.n. 346).
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Si, Santità, come allora ancor più oggi, c’è bisogno di un rinnovamento soprattutto interiore, e su questo non si può più indugiare, e certo: “... Voi non potete di primo colpo levare i difetti delle creature, ma potete lavare il ventre della santa Chiesa, cioè procurare a quelli che vi sono presso e intorno a voi, spazzarlo dal fracidume, e ponervi quelli che attendono all’onore di Dio e vostro, e bene della santa Chiesa; coloro che non si lascino contaminare dalle lusinghe o dai denari. Se reformate questo ventre della sposa vostra, tutto il corpo agevolmente si riformerà; e così sarà onore a Dio, utilità a voi, santità delle membra e si spegnerà l’eresia.." (Lett. 364).
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Verrà la persecuzione, ovviamente, anzi è già iniziata!
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Ma senza salire al Calvario, Padre Santo, questa massa di Prelati e non, accecati dal mondo e dalle sue pompe, “...posti a nutrirsi al petto della Santa Chiesa...”, non potrà mai ambire ad esser parte del Corpo mistico di Cristo; se non saprà affrontare anch’essa la Croce, non meriterà di seguire Cristo nella gloria.
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La Chiesa, Padre Santo, ha qualcosa di infinitamente più grande dei suoi limiti da offrire al mondo e che abbraccia le stesse vittime di tanta barbarie: l’abbraccio di Cristo e la sua promessa: “non praevalebunt”. Senza di questo non avremmo più scampo, e allora sì che il male prevarrebbe, e noi saremmo veramente perduti. Ci sentiamo un pò, come in quella notte, quando la tempesta imperversava su quel lago, e la povera barca sembrava sprofondare...e Lui a poppa dormiva....: “Maestro svegliati, non t’importa che periamo?...”, e Lui sgridò la tempesta: “...Taci, calmati...” e a quegli uomini, umanamente impauriti, con una tenerezza infinita disse: “...Perchè siete così paurosi? Non avete ancora fede?...”.
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É il suo metodo, ci mette alla prova, tutti, perchè ci abbandoniamo a Lui con coraggio; perchè comprendiamo che senza di Lui non possiamo far nulla e tutto sarebbe irrimediabilmente perso; ma, soprattutto, vuol dirci di non temere perchè c’è Lui, nella Chiesa c’è Lui, e voi Padre Santo, di questo siete il segno grande e luminoso.
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Che Dio abbia misericordia di me, Padre Santo, se qualche germe di orgoglio dovesse nascondersi anche solo dietro una di queste mie povere parole.
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L’ultimo dei vostri figli, mentre conferma alla santità Vostra il suo filiale rispetto e incondizionata obbedienza, chiede indegnamente la sua Apostolica Benedizione.

venerdì 26 marzo 2010

AVANTI UN ALTRO: ECCO A VOI "PADRE" THOMAS DOYLE


di Francesco Colafemmina

Ed ecco che anche dietro il caso americano c'è un prete pentito: Padre Thomas P. Doyle. Lo si può osservare mentre parla contro la Chiesa (il Vaticano) e il Papa (Ratzinger) al fianco dell'avvocato Anderson, colui che ha consegnato i documenti del caso Murphy al New York Times.

Ma chi è Padre Thomas P. Doyle? Grande combattente contro la Chiesa che protegge i pedofili, originariamente era un domenicano, dottore in legge canonica che per due anni è stato cappellano militare nella base di Ramstein in Germania... (uh, che coincidenza!). Poi nel 2003 è stato sospeso dalla cappellania per via della sua scarsa fede nella centralità dell'eucaristia nel sacerdozio, ma a quanto pare è ancora prete. Il Doyle non crederebbe nella presenza reale, ha una posizione contraria alla gerarchia nell'organizzazione della Chiesa Cattolica, è contrario al celibato e vorrebbe che la chiesa rivedesse i propri insegnamenti in materia sessuale.

Però! Curiose coincidenze col pensiero di Klaus Mertes, quello che ha aperto il fronte europeo...

Qui un articolo di Doyle scritto in occasione della visita del Papa negli States... in particolare notate questo punto: secondo Doyle il Papa dovrebbe:

"Fermare la persecuzione dei teologi e degli esperti che stanno dimostrando le evidenti contraddizioni esistenti negli insegnamenti e nella pratica cattolica, a cominciare dal celibato, fino in generale alla bizarra teologia sulla sessualità umana e inviare considerevoli donazioni a SNAP, NAPSAC e ROAD to RECOVERY"

Soldi e ideologia sono alla base di questi attacchi, perché, vedete, Benedetto XVI non ha avuto bisogno di questa ondata di squallida canea mediatica per scrivere nero su bianco che i vescovi devono denunciare gli abusi alle autorità civili. Lo ha fatto spontaneamente e con grande coraggio, perché la Chiesa con tutti i suoi enormi difetti umani non è facile da cambiare così, con uno schiocco delle dita. E adesso si è scatenato il tiro al bersaglio squallido e ipocrita. Perché una purificazione della Chiesa è giusta e sacrosanta, ma chi può avere l'autorità morale per purificarla? Il New York Times? Il Times? Padre Mertes? Padre Doyle? L'avvocato Anderson? E poi loro cosa vorrebbero farne della Chiesa? Calpestarla sotto i piedi?
Suvvia, rispondiamo con coraggio anche noi alle accuse, anche quando la Segreteria di Stato sembra dormire sonni profondi, preoccupandoci di rassicurare le anime disorientate e confuse dalla potenza dei media!

giovedì 25 marzo 2010

ECCO DOVE VOGLIONO ARRIVARE...

L'avvocato Anderson annuncia un risarcimento da 1,7 Milioni di $

di Francesco Colafemmina

Nel 2005 la Corte Distrettuale del Texas respinse la possibilità di processare Joseph Ratzinger (divenuto ormai Papa) grazie al Foreign Sovereign Immunities Act. L'avvocato che intentò la causa, Daniel Shea, spiegò gli sviluppi che avevano condotto a quella decisione addirittura durante un incontro organizzato presso la Camera dei Deputati italiana.

Oggi, a distanza di 5 anni uno studio legale statunitense, la Anderson & Associates, ha consegnato al New York Times i documenti di una causa intentata contro la Diocesi di Milwaukee per conto di una delle vittime degli abusi commessi fra il 1950 e il 1974 dal Reverendo Lawrence Murphy. Questi documenti - molto gravi a dire il vero - comprendono sia le testimonianze dello stesso reverendo Murphy nelle quali attesta di aver molestato minimo 25 o più volte a testa circa 19 ragazzi fra i 16 e i 22 anni e un bambino di 11 anni, sia il carteggio tra l'Arcidiocesi e la Santa Sede (CDF) in merito alla possibilità di avviare un processo canoico a carico del Murphy.

Nel 1974 ci fu una prima inchiesta da parte della magistratura statunitense ma non diede esiti. Il Murphy era potente e ben collegato in vari ambienti, inoltre le vittime erano bambini sordomuti...

In un documento della Diocesi di Milwaukee che riferisce le confessioni del suddetto sacerdote criminale e reo confesso, risalente al 1993, si stima che almeno 200 studenti sordomuti della scuola nella quale il Murphy lavorava erano stati da lui abusati.

Così per timore di dover sborsare altri denari il vescovo di Milwaukee, Mons. Rembert Weakland, decise di scrivere in Vaticano. Il Weakland, è un omosessuale dichiarato (nel 2009 lo ha rivelato con orgoglio), un liberal della peggior specie e fu già ricattato da un suo ex amante che lo costrinse alle dimissioni nel 2002. Ma questo non ci interessa. Ci interessa la questione del mostro alias Lawrence Murphy.

Risparmio tutti i dettagli sulla trafila del processo canonico che gli si voleva fare e che poi non si fece più per decisione unanime della SS e del Vescovo (decisione del 30 Maggio 1998), prima che egli morisse nell'agosto 1998. Vengo invece agli obiettivi di questa vicenda.

Gli obiettivi sono chiari come il sole. Nel novembre 2009 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di chiedere chiarimenti al Solicitor General degli Stati Uniti in merito al caso John V. Doe vs. Holy See. Questo signor Doe (John Doe è un nome di fantasia usato in gergo legale anglosassone per coprire la vera identità della vittima) è difeso dall'avvocato Anderson (lo stesso che ha inviato la documentazione sul Rev. Murphy al NYT). Il signor Doe ha chiesto di poter intentare causa alla Santa Sede, basandosi su una legge dell'Oregon in base alla quale la responsabilità delle azioni di un "dipendente" può ricadere sul suo datore di lavoro. Alla base della ipotesi giuridica vi è l'idea che il sacerdote che abusò del signor John Doe (un altro sacerdote, non padre Murphy) fosse un dipendente della Santa Sede, ed essendo la Santa Sede organizzata gerarchicamente, la responsabilità ultima sarebbe da ascrivere al suo capo.

La Anderson & Associates ha quindi uno scopo preciso: fare in modo che a risarcire le vittime sia direttamente la Santa Sede! Obiettivo la cui legittimità è stata teoricamente riconosciuta dalla Corte Suprema Statunitense. Il Solicitor General (Elena Kagan, di origini ebraiche) non si è ancora espresso in merito e non ha una deadline per farlo, ma in pratica la Santa Sede, meglio il Santo Padre, rischia di essere imputabile quale "datore di lavoro" dei preti pedofili. Si tratta di una manovra il cui scopo ultimo è infrangere l'immunità garantita dal Foreign Sovereign Immunities Act e far guadagnare degli utili denari alla Anderson & Associates.

Si è utilizzata la storia di padre Murphy perchè - ritengo - si vuol provare con essa che sebbene il crimine del "sacerdote"/mostro deceduto nel 1998 sia passato in prescrizione, non è passato in prescrizione il reato di "complotto" da ascrivere alla Santa Sede e agli organi di essa competenti. Si vuole altresì dimostrare che la mancata denuncia pubblica da parte delle autorità vaticane competenti dei reati commessi dal Murphy costituisce una prova dell'azione di copertura costantemente esercitata dal Vaticano alias datore di lavoro dei vari preti pedofili...

Capito ora perché tutto questo chiasso?

Siamo comunque alla frutta e mai come ora non ci resta che pregare!

ΤΗ ΥΠΕΡΜΑΧΩ ΣΤΡΑΤΗΓΩ - ALLA CONDOTTIERA VITTORIOSA


Τη Υπερμάχω στρατηγώ τα νικητήρια , ως λυτρωθεία των δεινών ευχαριστήρια
αναγράφω Σοι η Πόλις Σου , Θεοτόκε . Αλλ’ ως έχουσα το κράτος απροσμάχητον ,
εκ παντοίων με κινδύνων ελευθέρωσον , ίνα κράζω Σοι , Χαίρε , Νύμφη , Ανύμφευτε .


“Alla Condottiera Vincitrice di ogni battaglia la mia vittoria, perché io, la Tua Città, scampai ai pericoli a te ascrivo i miei ringraziamenti o Deipara. Ma tu che hai potenza invincibile, da ogni pericolo liberami, perché possa acclamarTi: Ave o Sposa Immacolata"

Oggi è il giorno dell'Annunciazione: che la Vergine possa difendere la Chiesa e i fedeli dagli scandali degli uomini, dalla rabbia dei nemici di Cristo, dall'ignavia dei Suoi innamorati. Oggi ricorre anche la festa nazionale greca, in ricordo di quel 25 Marzo 1821, quando il monaco Germanòs issò la bandiera della libertà dai Turchi: la nazione canta l'inno alla Vergine con devozione. Uniamoci ai nostri fratelli perché la Madre Celeste possa sempre difenderci dai pericoli.

martedì 23 marzo 2010

UN'ALTRA PERLA DI PADRE KLAUS MERTES...


Da una intervista del Tagesspiel di Padre Klaus Mertes del 03.02.2010:

"Si sente sostenuto dalla Chiesa nel suo lavoro di chiarificazione?

Padre Mertes: Dalla Curia Arcivescovile di Berlino sì. Ma dalla Chiesa cattolica nel suo insieme? Mi auguro che si possa parlare senza paura di tutto. Anche della propria sessualità. Mi auguro che la Chiesa si sia riconciliata con la modernità e la libertà. Che sia aperta a ciò che Dio vuole per la Chiesa di oggi. Che sia aperta alla rivalutazione teologica dell'omosessualità o all'ordinazione delle donne. Ma ci si dovrebbe impegnare sul presente e non reagire a tutto ciò con la difesa."


"Fühlen Sie sich bei Ihrer Aufklärungsarbeit unterstützt durch die Kirche?

Durch das Berliner Erzbistum ja. Aber durch die katholische Kirche als Ganze? Da wünsche ich mir, dass man ohne Angst über alles miteinander sprechen könnte. Auch über die eigene Sexualität. Ich hoffe, dass sich die Kirche mit der Moderne und der Freiheit versöhnt. Dass man offen ist für das, was Gott mit der Kirche heute vorhat. Ob das zur theologischen Neubewertung von Homosexualität führt oder zur Ordination von Frauen, ist offen. Aber man sollte sich auf die Gegenwart einlassen und nicht auf alles mit Abwehr reagieren."
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lunedì 22 marzo 2010

"SONO ARRABBIATO, DIO!" SI' CE L'HO COI PROGRESSISTI E CON I LORO FIANCHEGGIATORI...


di Francesco Colafemmina

Che vi avevo detto?

Questo concerto cacofonico di grancasse antivaticane è tutta opera di un rigurgito progressista! Avevo individuato gli artefici in gruppi quali "Noi siamo la Chiesa". Per tutta risposta l'Arcivescovo di Vienna che fa? Organizza un incontro di preghiera dal titolo "Sono arrabbiato, Dio!" assieme a "Noi siamo la Chiesa". Il tutto nel duomo di Santo Stefano a Vienna, mercoledì prossimo. Ecco cosa dice Radio Vaticana Germania:

"Il Movimento "Noi siamo la Chiesa" insieme al Cardinale Christoph Schönborn, organizza una liturgia penitenziale nella cattedrale di Santo Stefano. Durante il servizio di culto il prossimo Mercoledì sera sarà offerta ai fedeli la possibilità di contribuire con le loro denunce personali e le frustrazioni per gli scandali sugli abusi "ma anche di offrire le loro speranze davanti a Dio". La dichiarazione di "We Are Church" afferma "le vittime, e i credenti sono delusi". "Siamo fiduciosi che l'espressione di delusione possa essere un primo passo importante per la bonifica", scrive "We Are Church". Il tema dell'incontro è il seguente: "Sono arrabbiato, Dio!"
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No comment!

CHI E' KLAUS MERTES?

di Francesco Colafemmina

Conoscete quest'uomo? No? Allora ve lo faccio conoscere. Si tratta di Padre Klaus Mertes, preside del Collegio Canisius di Berlino. Grazie a lui ha avuto inizio la diffusione mediatica dello scandalo pedofilia tedesco. Sì, è stato lui a rendere nota a gennaio l'esistenza di casi di abusi sessuali compiuti da sacerdoti nel Collegio di cui è preside. Ma abusi non dei nostri giorni, bensì di 30-40 anni fa. Ciò non ne cambia la gravità... eppure per come la storia si è andata evolvendo in questi giorni non posso fare a meno di pensare che tutta la vicenda sia stata programmata a tavolino.

E sì, perché il buon Mertes non è uno qualunque, bensì il figlio di un famoso ministro degli esteri tedesco, Alois Mertes, deceduto nel 1985. E non stupisce ritrovare il nome di Alois Mertes in ben due incontri del famigerato circolo massonico affaristico "Bilderberg" (nel 1981 e nel 1983). Coincidenze, si dirà...

Altra coincidenza è quella riscontrata dal sito cattolico tedesco Kreuz.net, ossia la partecipazione di Mertes, un gesuita, ad una preghiera comunitaria nella chiesa protestante della Pace di Potsdam organizzata nell'aprile 2009, preghiera ispirata da tematiche pro-homo (contro l'omofobia, per le vittime dell'HIV, contro la discriminazione, etc.). Se a questo aggiungiamo che il 30 gennaio dalle colonne del Tagesspiegel (di cui Mertes è articolista) il buon padre Mertes ha accusato la Chiesa di essere "omofoba" (manco fosse Aldo Busi), allora il quadro diventa sempre più chiaro...
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Preghiera comunitaria nella chiesa della Pace (padre Mertes ha la casula bianca)
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E perché non ricordare le parole di Mertes riportate da Der Spiegel (la stessa rivista che ha fatto il sondaggio nelle diocesi tedesche dal quale è poi esplosa la questione pedofilia in Germania) nel gennaio 2009 a proposito della questione lefebvriani-Williamson? Disse allora Mertes:

"La gente qui in Germania è semplicemente costernata" afferma Klaus Mertes, un prete Gesuita e rettore della Chiesa Maria Regina Martyrum, una chiesa commemorativa per le vittime dell'era nazista nel quartiere berlinese di Charlottenburg. Questo senso di indignazione, egli afferma, è una ragione valida per parlare dell'incidente. "C'è l'indignazione contro il Vescovo Williamson da una parte e dall'altra contro la decisione che viene da Roma. Può darsi che le ragioni (della revoca della scomunica ndr) non siano ancora state comunicate. Ma, per l'amor del cielo, quali potrebbero mai essere?".

Inoltre dalle colonne del Tagesspiel scriveva in quell'occasione:

"Ciò che ci preoccupa in questi giorni è il fatto che la Chiesa Cattolica, rappresentata dal Papa, poco più di una settimana fa ha riconciliato a se quattro vescovi che non riconoscono il Vaticano II, non capiscono la pulizia dei testi liturgici dall'antigiudaismo, mentre uno di loro addirittura nega l'Olocausto."

L'articolo finiva accusando il Papa di "ingenuità" e di scollamento fra una Chiesa "ufficiale e donchisciottesca" ed una Chiesa "mondana" che è viva: "Essa dovrebbe farci riflettere, se crediamo che tutto il mondo sia ostile a noi, il vero problema potremmo essere noi stessi".

Adesso il quadro non è forse ancora più chiaro? Grazie a quest'uomo tutta la vicenda è stata montata come la panna sui giornali tedeschi e poi internazionali. Direte: "opera di verità! E' meritorio quel che ha fatto!". Io invece credo che ci sia stata malizia, cattiveria, volontà di infangare la Chiesa e di stimolare la critica a Benedetto XVI. D'altronde la maggiorparte dei criminali di cui si è parlato in questo mese, è stata già condannata dai tribunali.
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Piuttosto credo che dietro questa operazione ci sia un raffinato progetto interecclesiale ed una rappresaglia esterna... Come diceva Andreotti "a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci s'azzecca". Allora io vi dico la mia... Credo pertanto che la rappresaglia riguardi la proclamazione delle eroiche virtù di Pio XII... Non aggiungo altro.

Intanto continuiamo la preghiera...

P.s. qui di seguito la foto dell'interno e dell'ingresso della chiesa di cui Mertes è rettore. Non è colpa sua, ma comunque l'architettura e l'arredo liturgico fanno letteralmente ribrezzo...
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Ingresso
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Aula

Cripta

domenica 21 marzo 2010

SE CI SI DIMENTICA DEL TALMUD...

di Francesco Colafemmina

Mentre tutti i mezzi di informazione si accaniscono sulla questione pedofilia, una notizia sembra sia stata accantonata - volontariamente- . Mi riferisco alla recente visita di un gruppo di rabbini in Vaticano, espressione del Ijcic (Comitato Ebraico Internazionale per le Consultazioni Interreligiose). Ne avevo parlato la scorsa settimana, ma adesso veniamo agli esiti di questo incontro. La prima novità è che questo Ijcic non si è limitato ad incontrare la Commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo (presieduta ancora da Kasper, colui che per primo definì il Giudaismo "sacramento di ogni alterità"), ma ha esteso le proprie "consultazioni" ad altri organismi della Santa Sede: il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, il Segretario di Stato, Card. Bertone. Non c'è stato per ora un incontro con la Congregazione per la Dottrina della Fede, ma potrebbe esserci in futuro.

I temi in agenda?

Anzitutto la questione Pio XII, poi anche gli argomenti del futuro Sinodo sul Medio Oriente, l'Islam e - naturalmente - la preghiera del Venerdì Santo della "messa in latino". Il Ijcic ha fatto le sue rimostranze perché il Sinodo non parla delle persecuzioni degli ebrei nei paesi islamici, e ha poi chiesto che la preghiera del Venerdì Santo non sia più chiamata "per la conversione degli ebrei", ma solo "per gli ebrei".

Visto che l'Ijcic propone queste modifiche ad un Vaticano sempre più prono - chissà perchè! - alle richieste e alle pressioni ebraiche, mi sorge spontanea una domanda: perché mai la Chiesa Cattolica non avanza le sue legittime pretese di modifica del Talmud? Perché non chiedere una condanna ufficiale delle tesi del Talmud che offendono e vilipendono Cristo, la Vergine e i Cristiani?
Non sarebbe ora di rompere il muro di omertà che c'è su questo terribile argomento? Cristo messo a bollire negli escrementi dell'inferno, la Vergine illustrata come una meretrice, i Cristiani descritti come gente idolatra e da ingannare costantemente... quousque tandem?

In Grecia nel 2007 il Santo Sinodo, ha espresso una posizione chiara e forte su questo argomento (la riporto di seguito tradotta), la Chiesa Cattolica quando lo farà? Quando poi un Rabbino sarà invitato ad una Messa in Vaticano? Quando finirà questa giudaizzazione del cattolicesimo? Oh quanto sarebbe opportuno rileggere le lettere famose di San Giovanni Crisostomo ai cristiani giudaizzanti!


Il Santo Sinodo della Chiesa Greca

Atene 1 Giugno 2007

Il Talmud (insegnamento) è un corpus di commenti rabbinico giudaici alla Legge Mosaica e contemporaneamente una registrazione degli insegnamenti delle scuole rabbiniche. Si compone della "Misnà", la quale è il commento e la codificazione della Legge Orale e della "Ghemàra", che costituisce essenzialmente un commento alla Misnà. La materia del Talmud è vasta e particolarmente voluminosa. Il Talmud si classifica nelle tre maggiori tradizioni scritte del Giudaismo (Cfr. H.l. Strack, Introduction to the Talmud and Midrash, New York 1955. R. Gradwohl, Was ist der Talmud? Stuttgard 1989. S. Bergler, Talmud fur Anfanger. Ein Werkbuch, Hannover 1991. M. Krupp, Der Talmud. Eine Einfuhrung in die Grundschrift des Judentums mit ausgew. Texten, Gutersloh 1995).
Esistono due trascrizioni-versioni del Talmud. Quello ierosolimitano (Talmud Yerushalmi), che fu scritto in Palestina e quello Babilonese (Talmud Bavli), più corposo nel volume e nella materia trattata, fu redatto invece a Babilonia, frutto di una successiva revisione. (Cfr. Babylonischen Talmud, Berlin 1967. P. Schafer - H.J. Becker (HRSG), Synopse zum Talmud Yerushalmi, Tubingen 1991.).
I riferimenti dispregiativi e diffamatori del Talmud alla persona del Signore nostro Dio-uomo Gesù Cristo e della Santissima Vergine sono note ed hanno generato la doverosa valutazione critica da parte degli Accademici Ortodossi (Cfr. specialmente: Γρηγ. Παπαμιχαήλ, ο Ιησούς ως ιστορικόν πρόσωπον, 4η εκδ., Αθήναι 1953, Παν. Τρεμπέλα, Απολογητικαί Μελέται. Τόμος Έ. Ιησούς ο από Ναζαρέτ, 5η εκδ., Αθήναι 1982).
Per la Chiesa Ortodossa è oltraggioso, inaccettabile e da respingersi qualsiasi riferimento dispregiativo alla persona del Nostro Signore Gesù Cristo, della Santissima Vergine Deipara e dei Santi. Allo stesso modo è inaccettabile e da respingersi ogni riferimento dispregiativo e insolente ai portatori della Divina Rivelazione in Gesù Cristo, ovvero alla Sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, stabilita canonicamente (Cfr. p.e. 22 Canone del Concilio locale di Cartagine), e alla Santa Tradizione. E' ovvio che ciò vige anche per ogni antistorica e dispregiativa posizione del Talmud, riferita alla persona del Dio-Uomo e della Santissima Deipara.

Su ordine e autorizzazione del Santo Sinodo

l'Archigrammateus Archimandrita Kirillos Misiakulis

venerdì 19 marzo 2010

SAPPIANO CHE NON CI RIUSCIRANNO!


Ringrazio gli amici della La Buhardilla de Jerónimo per aver scritto l'articolo che qui trovate tradotto in italiano. In questi tempi è difficile non essere in pensiero per la nostra Chiesa... ecco perché è opportuno significare a tutti i "guastatori" della Chiesa che non potranno mai riuscire nei loro ultimi intenti...


Teologi che attraverso l'uso di un linguaggio semplice confondono la gente semplice, con tutti i tipi di errori dottrinali.

Scrittori che supportati dai titoli accademici si presentano come maestri, mentre con i loro insegnamenti tendono a distruggere la fede dei credenti in nome di una fede "più matura e coi piedi per terra".

Sacerdoti e vescovi che scrivono libri con contenuti contrari al Magistero della Chiesa.

Maestri di spiritualità viziati da psicologi, orientalismo e new age.

Gruppi che si autodefiniscono "cattolici pro-choice".

Religiosi e religiose che si sollevano contro l'autorità e l'insegnamento papale.

Vescovi che ostacolano gli sforzi del Papa, quelli che dicono no, quando il Santo Padre dice sì, e dicono sì, quando il Papa dice no.

Sacerdoti che predicano dottrine strane negando la dignità e il ruolo del proprio ministero, ormai trasformati in meri difensori dei diritti umani.

Liturgisti che promuovono la creatività cercando di svuotare la liturgia della Messa del suo vero significato.

Desacralizzatori cronici che cercano di eliminare dalla Chiesa ogni segno del soprannaturale.

Sedicenti cattolici che accusano la Chiesa di essere troppo esigente e poco acconcia ai "tempi moderni".

Educatori "cattolici" che lavorano nelle nostre scuole e nelle università, facendo lezioni che sono compiaciutamente agli antipodi del modo di pensare e di sentire della Chiesa.

Ciarlatani infatuati di tutti gli stati di vita che popolano gli sciocchi mezzi radiotelevisivi che sentenziano su tutto ciò che riguarda la vita della Chiesa e i suoi insegnamenti morali.

"Opinionisti" persi che non fanno altro che assumere quello che definiscono un atteggiamento "critico"nei confronti di una Chiesa più in linea con le loro idee distorte o le loro intenzioni velenose.

Ecumenisti a tutti i costi, in grado di negoziare fino all'impensabile nel perseguimento di una presunta unità.

Editori e librai "cattolici", che pubblicano e diffondono qualsiasi bassezza che possa avere un impatto, per screditare il Papa, ferire la Chiesa, e incrementare le vendite.

Tutti, tutti coloro che si conformano a questa sorta di quinta colonna della Chiesa, devono sapere che non li temiamo, e che noi cattolici, noi poveri peccatori che su questa terra seguiamo Gesù Cristo, guidati dal suo vicario fino al Suo ritorno, ci opponiamo con la preghiera e la nostra azione alla loro malizia. Avanzano contro i più piccoli della Chiesa, brandendo ogni sorta di armi sofisticate, utilizzando trucchi dannosi, mentre noi andiamo in loro difesa, nel nome di Colui che è Padre di misericordia e Signore degli eserciti. Devono sapere che non riusciranno, che si sono arruolati nei ranghi del grande perdente, che è già stato sconfitto. Resta solo da chiedergli, per il bene della loro anima e la gloria di Dio, di cessare di fare del male alla Chiesa di Cristo, e di porsi dietro al Successore di Pietro perché, facendosi carico ciascuno della propria croce, assieme a noi seguano l'Agnello ovunque Egli andrà!

giovedì 18 marzo 2010

GRECIA 2005 - GERMANIA 2010: LA STORIA SI RIPETE?


di Francesco Colafemmina

Nel febbraio-marzo 2005 (notate la coincidenza di date pre-pasquali) la Chiesa Greco-Ortodossa fu al centro di un incredibile scandalo. In realtà gli scandali erano molteplici: da quelli di carattere sessuale (volti a sbugiardare l'ipocrisia del clero), a quelli di carattere economico-lucrativo (volti a separare la Chiesa dallo Stato). Nonostante la terribile situazione fosse chiaramente motivata dallo scoperchiamento di fascicoli di qualche servizio segreto estero, l'allora Arcivescovo di Atene, Primate della Chiesa greca, Christodoulos (nella foto in visita a Benedetto XVI), si impegnò alla immediata denuncia e sospensione dei chierici coinvolti negli scandali, parlò di "pulizia" da fare nella Chiesa e instaurò una commissione sinodale volta alla "purificazione interna" della Chiesa greca.

L'Arcivescovo amatissimo dai Greci, morì poi nel 2008 a seguito di un terribile tumore al fegato che fu malamente curato da medici statunitensi... Al suo posto venne eletto l'attuale Primate di Grecia, Ieronimos, nemico giurato di Christodoulos, che nel 2005 si era scagliato contro quest'ultimo rivelando di aver subito pressioni per non candidarsi alle elezioni del 1998 per diventare Arcivescovo.

Oggi la Chiesa greca si trova a fronteggiare numerosi problemi che si inquadrano nell'ambito della sua identità "nazionale", ma che non sono per questo meno interessanti sotto un profilo più ampiamente europeo e occidentale. Infatti recentemente è scoppiata una grande divisione dopo la partecipazione di Ieronimos ad un Consiglio dei Ministri al fine di supportare il riconoscimento degli immigrati quali "cittadini greci", un'onta gravissima per la Grecia già crocevia del traffico degli immigrati clandestini e costretta a subire uno schiacciamento di popolazione impressionante (su 11 milioni di abitanti si stima che gli immigrati siano dai 2 ai 3 milioni).

In più - e veniamo ai fatti interessanti - lo Stato ha deciso di tassare al 20% le proprietà ecclesiastiche, ottenendo finalmente ciò che si voleva ottenere nel 2005: usare i denari della Chiesa per ripianare debiti contratti dalla cattiva gestione del governo pubblico.

Ma c'è un dato ancor più inquietante relativo a quegli scandali del 2005. Si trattava della cessione di alcuni immobili del Patriarcato di Gerusalemme che a quanto pare fu decisa dall'allora Patriarca Irineos. Irineos venne accusato dai Palestinesi ortodossi di svendere i beni della Chiesa (che sono immensi a Gerusalemme), e nonostante le sue discolpe (riteneva di essere vittima di un complotto), fu costretto con una inaudita decisione del Sinodo Panortodosso riunito a Costantinopoli a dimettersi di colpo. Fu costretto anche Christodulos - suo sostenitore - a propendere per le dimissioni, probabilmente provato da tutti gli scandali che avevano già gravato la Chiesa greca... Così tutto lo squallido scoperchiamento di zolfo d'un tratto finì, nel giro di pochi mesi.

Non azzardo interpretazioni. Solo mi limito a riscontrare che la situazione della Chiesa Cattolica oggi è assai simile per certi versi a quanto sopra descritto. Gli scandali della Germania sono semplicemente volti a colpire il Successore di Pietro, nonostante la sua chiara posizione per la trasparenza e la purificazione della Chiesa. Gli scandali della Germania - che, non ne dubito, potranno essere gonfiati a dismisura attraverso l'apertura di altri fascicoli dei servizi in altri paesi europei - vedono i giornalisti di mezzo mondo reagire con il solito sistema dell'accusa pedante e volgare, della perdita di controllo dell'obbiettività, e la richiesta - che prima o poi si farà incessante come negli States - di cospicui rimborsi...

Chi all'epoca in Grecia voleva screditare il grande Arcivescovo Christodoulos (che personalmente ho avuto l'onore di conoscere nel 2007 durante un indimenticabile Vespro dell'Annunciazione in Cattedrale ad Atene), è riuscito nei suoi intenti, tanto che oggi la Chiesa greca è guidata dall'umbratile Ieronimos... Anche se probabilmente il livello degli intrighi e degli scandali greco-ortodossi è superiore a quello della Chiesa Cattolica, stiamo attenti a non finire nello stesso modo in futuro...

Per indicarvi quanto simile fossa la situazione ho deciso di tradurvi questo splendido commento di un semplice e anonimo monaco ortodosso, datato Maggio 2005. Mutatis mutandis, le sue parole sono un valido commento anche ai fatti odierni che riguardano la Chiesa Cattolica. Buona lettura:
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Sono ormai mesi che non si fa che sentire e vedere in televisione e per radio nient'altro se non ingiurie contro l'Arcivescovo di Atene, Sua Beatitudine Christodulos, che in realtà altro non sono che ingiurie contro la Chiesa di Cristo, con l'obbiettivo di colpire il suo prestigio, diminuire la fiducia dei fedeli, spegnere la voce dell'Arcivescovo, perché dà fastidio ai loro piani malvagi su tutti i fronti, e soprattutto sui temi nazionali. E la causa (supposta) di tutto ciò sarebbe l'indegnità di alcuni sacerdoti, sia che si tratti della completa verità, sia che si tratti di una verità parziale, se non rara, o addirittura di una completa menzogna. E così purificheranno la Chiesa di Cristo i giornalisti che hanno purtroppo dalla loro parte anche alcuni dei nostri - di coloro che fanno parte della Chiesa.

Costoro che non conoscono neppure la loro parrocchia, che non hanno mai messo piede in una chiesa e vivono nel brago si sono infastiditi perché un numero limitato di chierici non è puro sotto il profilo etico o sotto altri punti di vista e perciò si slanciano per venirci a ripulire.
E' un fatto che sono esistiti, esistono ed esisteranno sempre nello scafo della Chiesa anche elementi indegni dell'onore che gli è stato concesso dal suo nocchiero. O per dirla meglio esistono ovunque anche pochi buoni, diamanti autentici, gioielli veri della Chiesa, che brillano e illuminano con la loro vita il mondo intero. Di costoro non si parla perché coloro che sono sporchi si occupano delle sporcizie, e le vanno a rimestare solo per provocare danni e mai per qualche vantaggio.
Avendo vissuto per parecchi anni sul Monte Athos e avendo imparato molte cose vicino al santo anziano Padre Paisios - sebbene indegno di una tale benedizione - ho visto un altro comportamento e ho imparato un altro modo di fare, quello giusto, quello dei padri, per combattere i problemi della Chiesa. Leggendo sia la vita che gli scritti di San Giovanni Crisostomo mi sono molto meravigliato della somiglianza che egli aveva con il Padre Paisios, mentre, al contrario, ho sempre notato una enorme differenza rispetto all'atteggiamento odierno di molti che scrivono e parlano come se fossero stati indicati da Dio in persona come giudici e maestri dell'ecumene con il prestigio del sinodo ecumenico. E naturalmente in questo caso non intendo i giornalisti che sono quel che sono...
Ma i nostri? Perché scrivono in questo modo? Uno spirito diverso non solo da quello del Padre, ma anche da tutti i santi Padri a lui contemporanei e da tutti i Padri della Chiesa i quali anche nei riguardi degli eretici continuavano a parlare con rispetto indipendentemente dalle loro differenze di opinione (lo spazio non ci permette di riferir qui degli esempi).
Ognuno ormai è testimone di un linguaggio così insolente da scadere nella volgarità che non solo è indegno di Cristiani ma pure di uomini seri.

Non hanno per nulla timore di Dio? Propongono al Beatissimo Padre le dimissioni (con quale diritto, prego?), maggiore conversione, preghiera e poche parole, pochi proclami in grado di smuovere la coscienza nazionale. Altre volte parlano di autoritarismo mentre essi stessi ci controllano senza fermarsi mai e parlano a ruota libera e la maggiorparte delle volte senza che ve ne sia ragione e senza che lo consenta la loro condizione di chierici.

Lo so di non essere il più idoneo a scrivere, non sono abituato nè mi sono mai esercitato a farlo. Ma vi confesso di averne abbastanza sia dei giornalisti che dei nostri. Per dirla più semplicemente: mi sono rotto! Non sopporto più l'ingiustizia. Per questo ho preso la penna per scrivere. Dico, ma perché non parlano e non scrivono gli altri che sono più abili? Forse per maggiore discrezione? Forse perché sono intenti a pregare? Fortunatamente alcuni si fanno coraggio e fra di essi due o tre giornalisti. Il Signore li possa ricompensare!

Direte: "non esistono forse impurità? Non sono stati commessi errori?". Eccome se esistono: anche l'Arcivescovo lo riconosce e ha chiesto scusa per questo, non solo per i suoi errori, ma si è accollato la responsabilità di tutti gli altri come primate della Chiesa, perché, come molto correttamente afferma, l'intera chiesa non è altro che il Corpo di Cristo che taluni cercano di fare a pezzi.
In ogni caso gli errori non li si corregge in base ai suggerimenti dei nemici della Chiesa, ma come hanno sempre fatto i Santi della nostra Chiesa.
Forse che Padre Paisios non vedeva la debolezza che esiste nella Chiesa (in alcuni), ma anche la sporcizia più generalizzata della società? Si, le vedeva molto più chiaramente di tutti (tanto quanto egli era più puro degli altri) e soffriva realmente, perché realmente amava la Chiesa - la Madre Chiesa - nel seno della quale era stato nutrito e santificato. E cosa diceva del nostro schifo?
"Bisogna che Dio cominci a darci i suoi schiaffi e che cominci per primo da me".
Questi invece che fanno? Pensano di essere loro puri e così colpiscono. Per questo, dico, vedo una grande differenza, un altro spirito.

Alcuni lanciano accuse per macchine costose, paramenti di lusso ma soprattutto perdono ogni traccia di vergogna, utilizzano parole sconvenienti, indifferenti per se stessi, se sono più responsabili, senza neppure trovare giustificazioni.

Hanno ignorato la realtà e non hanno scritto dell'altra ricchezza dell'Arcivescovo, della quale lo ha rivestito Dio, parlo della ricchezza dei carismi, i quali tutti egli utilizza per la gloria di Dio e lo splendore della Chiesa, una ricchezza nei riguardi della quale sembrano molto miseri coloro che combattono la Chiesa (politici e non).
Un altro chierico accusa l'Arcivescovo apertamente di ingenuità e malizia e lo indica quale unico responsabile di tutti i mali e aggiunge "è caduta la torre di carta" etc. Mi vergogno di continuare! Non leggono le storie del Padre (o scrivono soltanto?), le sue affermazioni sul metodo con cui dobbiamo far fronte a simili problemi. E tutti quasi, piccoli e grandi ,"puri e impuri", laici e non, ortodossi e non ortodossi, gente di ogni genere colpisce senza pietà, senza rispetto, con insolenza, ironia, empatia, e non poche volte, sempre fraintendendo i discorsi dell'Arcivescovo.
Alcuni sono anche giunti (non li nominerò) a definire blasfemamente le preoccupazioni per la pace della Chiesa "anti evangeliche".

Un altro poi (un vescovo sfortunatamente) parla di alzheimer per l'Arciversovo! Ho peccato Cristo mio! Ma cos'altro finiremo per sentire su quest'uomo che ha una tale sobrietà, chiarezza, linearità e che quando parla addolcisce il suo uditorio e avvince i cuori della gente, difende fino in fondo i diritti della nostra Chiesa e l'indipendenza della nostra patria, mentre gli altri la tradiscono.
Come abbiamo potuto permettere noi che siamo la Chiesa, che il nostro Arcivescovo si difendesse dinanzi ai giornalisti di mezzo mondo, fatto che solo un Sinodo ha il diritto di compiere?

Parlano ancora di bugie dell'Arcivescovo. E che dice l'Anziano Padre? "L'uomo vero non è colui che dice la verità indifferentemente, ma colui che la dice quando è necessario e dove è necessario."
Mentre scrivo queste righe seguo anche i discorsi dell'Arcivescovo, che sbugiardano tutti coloro che ci incolpano di tutto ciò di cui ho scritto sopra, e le mie parole sgorgano dalla mia coscienza e solo i miei fratelli più stretti mi hanno spinto a pubblicarle. Quanti, chiaramente, si danno da fare per lanciare accuse, che le lancino pure contro di me, se gli sembra bello. Questa nostra vocazione è il martirio della nostra coscienza.

Mi auguro umilmente, come ultimo fratello e membro della santa nostra Chiesa, che il buon Dio ci perdoni tutti per le nostre colpe note e ignote, e che non voglia abbandonare il suo piccolo gregge e che possa far emergere solo il bene da questa prova - che già con grande gioia possiamo vedere. E poi mi auguro che possa guidare i nostri pastori e il loro Primate a risplendere sempre più per svergognare così i nemici della Chiesa e per la gloria del Suo Santo Nome, amen.
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Fonte: Periodico “Εκ βαθέων” del Monastero di San Giorgio di Ghiannitsa. Numero 8, Maggio 2005


* Padre Paisios è un grande monaco la cui fama di santità si diffuse in tutto l'orbe ortodosso. Morto nel 1994, Paisios era un mistico, un profeta, un curatore di anime del Monte Athos, la cui bontà e saggezza sono ampiamente considerate perfetta incarnazione del modello evangelico.

IL MOTU PROPRIO SCOMPARE DAL SITO DEL VATICANO? ECCO A CHI RIVOLGERSI!


Cari amici,

saprete ormai che oggi dal sito Vatican.va è scomparsa anche la traduzione (nascosta) in italiano del testo del Motu Proprio Summorum Pontificum. Il trucco in base al quale il testo italiano c'era e non c'era è stato rivelato dal bel blog Una Fides qualche giorno fa e prontamente il testo nascosto è stato rimosso.


Stefano Pasquini - Responsabile Ufficio Internet Vaticano - Cortile del Triangolo - Città del Vaticano


+39 (06) 69893461Fax: +39 (06) 69882067

martedì 16 marzo 2010

L'ERA DEL TERZO TEMPIO E' COMINCIATA?


di Francesco Colafemmina
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Mentre a Gerusalemme est procedono i lavori di costruzione di nuove abitazioni per israeliani e mentre si inaugura la sinagoga di Hurvà, in Vaticano Cardinali e Monsignori ricevono una nutrita delegazione di plutocrati filantropi ebrei che devono dare il loro benestare alla possibile beatificazione di Papa Pio XII, nonché discutere di potenziali progressi nel dialogo ebraico-cristiano.

Bisogna sapere che questa sinagoga di Hurvà è legata ad una profezia di Vilna Gaon, una autorità rabbinica del 18mo secolo che profetizzò l'inizio della costruzione del Terzo Tempio in concomitanza con la ricostruzione per la terza volta di questa sinagoga. Così vari gruppi di ultra ortodossi oggi inaugurano l'era della ricostruzione del Terzo Tempio. Il primo, lo ricordiamo, fu distrutto dai Babilonesi nel 586 a. C., il secondo fu distrutto nel 70 d.C. da Tito, figlio di Vespasiano.

Scopo dei gruppi ultraortodossi è la ricostruzione del tempio con tanto di abbattimento della moschea della roccia o Qubbat al-Ṣakhrā e della grande moschea di Al-Aqsa... Sappiamo cosa potrà scatenare questo tipo di orribile contesa religiosa autorizzata dalla politica. A pagarne le conseguenze sino ad oggi sono i Mussulmani e i Palestinesi in genere, prima privati della loro terra, poi rinchiusi in veri e propri ghetti e infine provocati con ogni genere di messianica ed esaltata provocazione...

Mentre tutto ciò accade a Gerusalemme, a Roma partono gli incontri bilaterali non con delle autorità rabbiniche altamente rappresentative, non con dei "capi religiosi" che esprimano l'interesse di milioni di fedeli ebraici, non con i rappresentanti politici ed istituzionali dello Stato di Israele, bensì con associazioni o comitati o congressi internazionali che non hanno alcun tipo di rappresentatività che li metta nelle condizioni di veder recepite non dico le loro indicazioni ma fosse pure le loro opinioni!

L'Asca riferisce la notizia in questi termini: "Cominciano oggi a Roma due giorni di incontri tra il Comitato Ebraico Internazionale per le Consultazioni Interreligiose (Ijcic) e i rappresentanti di alcuni dicasteri vaticani. A darne notizia e' un comunicato dello stesso Comitato ebraico internazionale. I primi ad accogliere la delegazione guidata dal Rabbino Richard Marker saranno mons. Brian Farrell e padre Norbert Hofmann della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l'ebraismo. Seguira' nella mattinata l'incontro con il card. Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso e nel pomeriggio con il card. Peter Turkson, presidente del Pontificio consiglio ''Justitia et pax''. Nella giornata di domani invece la delegazione internazionale, di cui fa parte anche Mr. Maram Stern, segretario generale del Congresso Ebraico mondiale, incontrera' il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone.Al centro dei colloqui di questi due giorni alcune questioni delicate, come gli archivi, il processo di beatificazione di Papa Pio XII, la lotta all'antisemitismo, l'impegno nel dialogo nello spirito del Concilio Vaticano II. A margine dei colloqui ufficiali, sono in programma anche l'incontro con la Comunita' di Sant'Egidio e con P. Thomas G.Casej, direttore del Centro per studi ebraici ''Cardinal Bea'' alla Universita' Gregoriana, dove Lee I. Levine terra' una lezione su Gerusalemme ''citta' sante per gli ebrei''.

Ora, mi domando, ma quale autorità rappresentano questi signori? Cosa vogliono dal Vaticano? Chi li ha investiti del potere di rappresentanza della fede ebraica? In base a quale criterio debbono essere considerati degli interlocutori in grado di decidere se Pio XII debba essere o meno elevato agli altari? Questa gente ha criticato aspramente il Papa per aver firmato il decreto di proclamazione delle eroiche virtù di Papa Pacelli! Perché la Santa Sede dovrebbe tener conto della loro opinione in merito? In base a quale criterio se non all'opportunismo e alla convenienza mediatica?
Poi ci penso ancora e mi domando: ma chi l'ha detto che noi cattolici dobbiamo pensare all'antisemitismo mentre nessuno s'interessa all'anticristianesimo? In base a quale principio deve esistere una specie religiosa protetta mentre tutti gli altri sono figli di un Dio minore?
Piuttosto perché la Santa Sede non si decide a condannare le colonie, l'usurpazione di suolo pslestinese, le continue offese ai cristiani compiute in Terra Santa? Perché non condannare la volontà di Israele di vietare la preghiera a Gerusalemme per i Mussulmani inferiori ai 50 anni, come proposto recentemente dal ministro Barack?

Mah, che dire? Di segni dei tempi ce ne sono fin troppi. Forse a breve sorgerà anche l'Abominio della desolazione nel luogo santo (il Terzo Tempio al posto della Spianata con tanto di sacrificio pasquale veterotestamentario ripristinato)? Stiamo a guardare ma senza mai rinunciare alla preghiera!
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PRINCEPS gloriosissime caelestis militiae, sancte Michael Archangele, defende nos in proelio et colluctatione, quae nobis adversus principes et potestates, adversus mundi rectores tenebrarum harum, contra spiritualia nequitiae, in caelestibus. Veni in auxilium hominum, quos Deus creavit inexterminabiles, et ad imaginem similitudinis suae fecit, et a tyrannide diaboli emit pretio magno. Proeliare hodie cum beatorum Angelorum exercitu proelia Domini, sicut pugnasti contra ducem superbiae luciferum, et angelos eius apostaticos: et non valuerunt, neque locus inventus est eorum amplius in caelo. Sed proiectus est draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur diabolus et satanas, qui seducit universum orbem; et proiectus est in terram, et angeli eius cum illo missi sunt.
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