venerdì 30 aprile 2010

ANTEPRIMA DE "IL MISTERO DELLA CHIESA DI SAN PIO" SU PANORAMA!



Padre Pio Squadre da muratore, piramidi, gatti, strane conchiglie fossili... Nella chiesa dedicata al santo, a San Giovanni Rotondo, compaiono molti simboli che ricordano le logge. Solo un caso oppure...

di Pietrangelo Buttafuoco

Il santuario progettato da Renzo Piano e dedicato a Padre Pio, proclamato santo, non piace al popolo dei fedeli. La nuova tomba poi, carica d’oro come neppure un mausoleo da satrapo, stride con la testimonianza francescana del frate di Pietrelcina. Ma adesso si propone un mistero in più: al di là delle genuine intenzioni dei committenti, infatti, nel santuario appaiono numerose incrostazioni simboliche (aggiunte al disegno originale di Piano) che fanno ipotizzare una trama segreta intorno al tempio come neppure Dan Brown avrebbe saputo fare. Francesco Colafemmina, esperto di arte sacra, incuriosito dalle reazioni e dai giudizi dei pellegrini, ha lavorato a un saggio che risponde a un inquietante interrogativo: l’intera struttura architettonica, con il suo corredo iconografico, è un intrico di messaggi esoterici, alchemici e, in cruda sintesi, un edificio votato al culto massonico?Il mistero della Chiesa di San Pio, coincidenze e strategie esoteriche all’ombra del grande santo di Pietrelcina(edizioni Settecolori, 15 euro) sarà in libreria dal 5 maggio. Corredato di note e di un ricco apparato fotografico, il libro ripercorre anche i sentieri dell’antica avversione che oppone la Chiesa alla Libera muratoria. Così, nel 1913, San Pio scriveva: «Quanti disgraziati fratelli corrispondono all’amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria! Preghiamo per costoro acciocché il Signore illumini le loro menti e tocchi il loro cuore».

mercoledì 28 aprile 2010

UN PENSIERO ALLA GRECIA: THEODORAKIS PREVEDE GRAVI SCIAGURE


Cari lettori,

scusate se oggi non vi parlo di Chiesa Cattolica e dintorni, ma la grave situazione che si sta creando in Grecia è a mio parere un campanello d'allarme da non sottovalutare. Intendo dire che l'attuale crisi economica che sta conducendo la Grecia verso il fallimento (che sarà indubbiamente evitato dalla Germania, ma solo dopo le elezioni del 9 Maggio) è qualcosa di più di una crisi economica. E' un progetto di rifondazione del popolo e della Nazione greca, apertamente intrapreso dal Premier Papandreou sin dal suo insediamento nell'ottobre scorso.

Vi invito a leggere ad esempio questo articolo di Panorama che chiarisce chi sono gli attori che si muovono dietro questa crisi e quali siano i loro reali obiettivi. L'establishment greco non ha fatto altro che agevolare l'azione di questi "falchi", il cui vero obiettivo è stato nitidamente individuato in questo articolo pubblicato ieri dal quotidiano greco TA NEA e scritto dal famosissimo compositore e cantante Mikis Theodorakis.

Quello che accade oggi alla Grecia è, d'altronde, ciò che potrebbe accadere domani all'Italia con i suoi 1.800 miliardi di Euro di debito pubblico...

La culla della civiltà europea è oggi allo sbando. E mentre il governo Papandreou vara leggi che naturalizzano gli immigrati e fanno sempre più illogiche concessioni alla Turchia (che continua a violare lo spazio aereo greco, le acque territoriali greche, la sovranità greca su alcune isole dell'Egeo), rischia di crollare anche il fondamento culturale e identitario dell'Europa, tutto in nome del mondialismo e della finanza internazionale.


di Mikis Theodorakis

Con l'intelligenza comune di cui dispongo, non posso spiegarmi e ancor più giustificare la velocità con la quale la nostra Nazione è precipitata dal livello del 2009 sino a questo punto, sì da perdere grazie al Fondo Monetario Internazionale una parte della nostra sovranità nazionale e disporci in condizione di tutela controllata.
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Ed è strano che nessuno fino ad ora si sia occupato della cosa più semplice, ossia del nostro percorso attraverso numeri e dati da allora sino ad oggi, sì da comprendere anche noi ignoranti le reali ragioni di questo sviluppo improvviso e vertiginoso, che ha come risultato la distruzione della nostra autodeterminazione nazionale e al contempo l'umiliazione internazionale.

Sento parlare di un debito pubblico di 360 miliardi di euro, ma allo stesso tempo vedo che anche molte altre nazioni hanno identici e ancor maggiori debiti. Dunque non può essere questa la causa fondamentale della sciagura. Inoltre è per me problematico il dato dell'esagerazione delle aggressioni finanziarie internazionali che hanno come obiettivo la nostra Nazione, assieme ad una così ben armonizzata sintonizzazione contro una Nazione di scarsa importanza economica. Fatti che suonano sospetti.

Così sono giunto alla conclusione che qualcuno ci ha voluti svergognare e terrorizzare, sì da condurci al FMI, che costituisce il fattore basilare della politica coloniale degli USA, mentre tutte le altre storie riguardo alla solidarietà europea erano solo fumo nei nostri occhi, perché non sembrasse una chiara volontà americana quella di gettarci in una complessa crisi economica, sì da impaurire il nostro popolo, da impoverirlo, da fargli perdere le sue conquiste preziose e alfine metterlo in ginocchio, dopo aver accettato di esser governato da stranieri. Ad ogni modo perché?

Sebbene sia stato e rimanga un sostenitore dell'amicizia fra Greci e Turchi, in questo momento devo dire che mi spaventa questa improvvisa stretta nelle relazioni governative, le relazioni fra ministri ed altri protagonisti dello scenario politico, le visite a Cipro e l'arrivo di Erdogan. Sospetto che dietro tutto ciò si celi la politica statunitense con tutti i suoi sospetti progetti che riguardano la nostra posizione geografica, l'esistenza di giacimenti petroliferi sottomarini, la situazione di Cipro, l'Egeo, i nostri vicini del nord e la posizione tracotante della Turchia, che hanno l'unico impedimento nella sospettosità e nell'opposizione del popolo greco.

Tutti intorno a noi, chi più chi meno, sono legati al carro degli Stati Uniti. L'unica dissonanza siamo noi, che a partire dal regime dei Colonnelli e dalla perdita del 40% di Cipro per arrivare agli abbracci con gli abitanti di Skopia e gli ipernazionalisti albanesi, abbiamo continuamente subito colpi su colpi senza mettere giudizio.

Dobbiamo dunque essere cancellati come popolo e questo è esattamente ciò che sta avvenendo oggi. Invito gli economisti, i politici, gli analisti a smentirmi. Ma credo che non esista nessun'altra spiegazione razionale dell'attuale situazione se non che siamo dinanzi ad una congiura internazionale alla quale hanno partecipato anche gli Europei filoamericani tipo la Merkel, la Banca Centrale Europea e la stampa reazionaria internazionale. Tutti insieme hanno congiurato per "il grande colpo" della degradazione di un Popolo libero al grado di vassallo. Almeno io non posso dare alcun'altra spiegazione. Ammetto comunque di non disporre di speciali conoscenze, ma parlo basandomi sulla mia comune intelligenza. Forse anche molti altri potranno pensarla come me e forse anche questo lo vedremo nei giorni che verranno.

Ad ogni modo volevo preparare l'opinione pubblica e sottolineare che se la mia analisi è corretta, allora la crisi economica (che come ho detto ci è stata imposta) non è altro che il primo calice amaro del banchetto luculliano che seguirà e che questa volta riguarderà i nostri temi nazionali più vitali e critici, e non voglio nemmeno immaginare fino a che punto ci porteranno.

martedì 27 aprile 2010

CONFRONTO LITURGICO: DALLE STELLE DI MOSCA ALLE... STALLE DI LOS ANGELES...


Uno splendido - ma deprimente - video realizzato dai Figli del Santissimo Redentore (Redentoristi Transalpini dell'isola di Papa Stronsay), mostra le differenze tra un certo culto cattolico, ormai trasformato non solo in show, ma in vera e propria farsa... e la solennità ritrovata dall'Ortodossia russa. Saranno anche scismatici, ma gli Ortodossi quanto a decoro, ordine, adorazione di Cristo ed espressione del mistero hanno tantissimo da insegnarci! Grazie ai Redentoristi di Papa Stronsay che dalle brume dell'isoletta scozzese nella quale vivono in preghiera e lavoro, ci illuminano con questo video...


lunedì 26 aprile 2010

IL SUNDAY TELEGRAPH E L'AGENDA DEL NWO PER IL PAPA?


di Francesco Colafemmina

Ricapitoliamo: qualora vi fosse sfuggito, ieri il quotidiano inglese Sunday Telegraph ha pubblicato lo stralcio di una nota recapitata al Foreign Office (Ministero degli Esteri del Regno Unito) in merito alla prossima visita di Papa Benedetto in quella nazione.
Questa nota, autorizzata da alti ufficiali del Ministero, rientrava nell'ambito di uno scambio di idee (brainstorming) riguardo alle possibili iniziative da organizzare in occasione del viaggio del Pontefice.

In particolare nel documento parzialmente pubblicato dal Telegraph si proponeva (al Papa) la seguente agenda ricca di idiozie ben meditate:

- Lanciare un profilattico "Benedict"
- Rivedere la posizione del Vaticano in merito all'uso dei preservativi
- Benedire una unione civile
- Capovolgere la politica sulle donne vescovo/ordinazione delle donne
- Aprire una clinica abortista
- Discorso sull'eguaglianza
- Dichiarazione in merito alle adozioni (cambiamento di posizione)
- Organizzare un corso di aggiornamento per tutti i vescovi sulle accuse di pedofilia
- Linea più dura sulla pedofilia - annuncio di dimissioni dei vescovi omertosi
- Promozione vaticana di un network di cliniche per l'AIDS
- Incontrare gente disoccupata
- Chiedere scusa per...
- Canonizzare/pseudo canonizzare un gruppo
- Andare in un centro di lavoro
- Fare un dibattito sull'aborto
- Tutte le scuole cattoliche dovrebbero essere gratis per tutti
- Discorso sulla democrazia
- Comitato sul dialogo cofinanziato dal Vaticano e dal Consiglio di Europa
- Lanciare una linea amica per i bambini abusati

Non c'è bisogno di commentare questa nota. Tuttavia stupisce non poco che a seguito della definizione di un comitato chiamato "Team governativo per la visita papale" e composto da dipendenti pubblici, qualcuno di questi si sia permesso di mandare in giro un simile documento. Questo documento era intitolato "La visita ideale dovrà prevedere...". Ma chi l'ha scritto?

Oggi il Sunday Telegraph, nell'ormai vano tentativo di smorzare la polemica tenta di addossare le colpe ad un giovane ventitreenne, Steven Mulvain. Dice il ST che il Mulvain avrebbe inviato via mail il documento a Downing Steet e tre dipartimenti degli Esteri assieme ad una lettera d'accompagnamento nella quale avvertiva i destinatari che il contenuto non "avrebbe dovuto essere diffuso esternamente" giacché includeva "anche le idee più "forzate". Il Telegraph aggiunge che il Mulvain avrebbe scampato la punizione, poiché aveva ottenuto l'autorizzazione all'invio del memorandum da parte di un impiegato più anziano che ora è stato "trasferito ad altro impiego".

Questo documento è stato spedito a Marzo. Ora, mi domando, come è possibile che da Marzo il documento esca fuori solo oggi? Sarà l'aria della campagna elettorale inglese (la visita fu richiesta dal Premier Gordon Brown il 19 Febbraio scorso, quando si presentò dal Papa in abito scuro, camicia bianca e cravatta nera) o una sorta di avvertimento? Ad ogni modo è inquietante che dietro un viaggio ufficiale del Santo Padre, ci siano degli emeriti idioti che scrivono simili memorandum. Ed è inquietante perché si può ben risolvere la questione dicendo che il documento è opera di un pischello ventitreenne, viziato e mezzo alcolizzato, che ha studiato ad Oxford con una retta annuale di 9.279 sterline... pure permane la convinzione che i punti di quell'agenda, certo volutamente pesanti ed offensivi, siano condivisi da numerose lobbies, da numerose organizzazioni mondialiste, da numerosi contestatori interni ed esterni al Vaticano.
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Senza sminuire il senso di questa vicenda prendiamola come un segno, sì il segno dello scandalo che, grazie a Dio, la Chiesa Cattolica costituisce ancora per il nuovo (dis)ordine mondiale.

giovedì 22 aprile 2010

FRA POCHI GIORNI IN LIBRERIA!


.Il Mistero della chiesa di San Pio

di Francesco Colafemmina

Il santuario dedicato a San Pio da Pietrelcina, progettato da Renzo Piano e aperto al culto nel 2004, non ha mai suscitato l’apprezzamento dei fedeli. L’analisi sviluppata dal filologo e saggista Francesco Colafemmina parte dal giudizio critico comune ai tanti pellegrini che ogni anno affollano San Giovanni Rotondo, per porre degli inquietanti interrogativi: è possibile che l’intero complesso del santuario, la sua struttura architettonica, le opere d’arte in esso contenute, siano espressione di un vero e proprio culto massonico? Dietro la chiesa dedicata a San Pio si cela un intrigo di messaggi esoterici e simbolismi alchemici? Come è stato possibile commissionare ad artisti atei o agnostici la realizzazione di altari,crocifissi, portali della chiesa dedicata a Padre Pio?

A questi interrogativi Colafemmina risponde affiancando lo studio dettagliato dell’iconografia e della struttura architettonica del santuario, all’inchiesta giornalistica sui fatti più recenti relativi alla riesumazionee alla conseguente traslazione delcorpo di Padre Pio nell’opulenta cripta rivestita d’oro della nuova chiesa. Illuminato dal magistero dei Papi sull’arte sacra, ma anche dalle loro strenue condanne delle derive simbolistiche ed esoteriche, il saggio apre uno squarcio di luce sui tanti interrogativi che circondano la nuova dimora delle spoglie di San Pio.

Un racconto impietoso della decadenza delle arti sacre, una indagine sorprendente sulle aderenze fra una parte della chiesa cattolica e la libera muratoria.

Formato: cm 13,5x21
Pagine: 216
Prezzo: € 15
Casa Editrice: Edizioni Settecolori
ISBN: 978-88-902367-9-2

Il libro sarà distribuito nelle migliori librerie nazionali

lunedì 19 aprile 2010

SPIRITUALITA' FRANCESCANA A SAN GIOVANNI ROTONDO...


di Francesco Colafemmina

Una gita a San Giovanni Rotondo per salutare Padre Pio prima che lo traslino. Una macchina fotografica per documentare la cripta di Tutankhamen pronta per la traslazione. Alla fine ho voluto ripercorrere il solito cammino verso la cella del Santo, ormai intrapreso da ben pochi pellegrini più attratti dall'oro della cripta che dalla semplicità della cella. Eppure in meno di 200 metri quadrati ho potuto riscontrare la presenza di tutto ciò che vi documento qui sotto. Si dirà: "normale, no? C'è in tutti i santuari un po' di commercio!". Qui però rasentiamo la follia. Fosse per me i Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo dovrebbero essere lasciati a pane ed acqua per qualche anno e gli dovrebbe essere vietata la ricezione di offerte che superino un limite utile al loro sostentamento. Altrimenti quale sarebbe la loro differenza dai tanti manovratori laici di denaro e potere? L'abito non fa il monaco, ma a farlo almeno ci provi la povertà!

Distributore automatico di lumini...


San Pio vi parla... miracoli della tecnica...

Però... come il Dash: paghi due e prendi tre!






Statua di San Pio con presa d'aria per inserimento denari e fotografie...
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Cinque immagini plastificate di San Pio... 1 €

Abitino (sic!) di San Pio 2 €


Neanche Cattelan sarebbe riuscito ad eguagliare il cattivo gusto dei Frati Cappuccini!



Immagini sacre in PVC!


martedì 13 aprile 2010

ARCHITETTURA SOCIALE DELLE CHIESE POSTCONCILIARI: SANTA MARIA ASSUNTA - UDINE

Ricevo e volentieri pubblico questo interessantissimo articolo su un tremendo specimen di architettura sociale chiesastica postconciliare. Un vivo ringraziamento all'autore!

di C. P.
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Questo edificio è stato costruito verso la prima metà degli anni ’70 riprendendo un modello olandese. Precedentemente, esisteva una piccola chiesa moderna ma tradizionale. L’allora arcivescovo di Udine, mons. Alfredo Battisti, in una delle sue visite alla parrocchia, attorno agli anni ’80, disse chiaramente: “Un tempo questo genere di realizzazioni non sarebbero state possibili. Oggi, con il Concilio Vaticano II, si possono accettare”.
Commentando questa realizzazione, non voglio fare alcuna polemica ma mostrare come anche questo tipo di edifici abbiano una loro logica e non siano ideati da una semplice originalità o arbitrio personali.
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Descrizione

Alla chiesa si accede attraverso un cortiletto interno, una specie di impluvium romano che sembra suggerire un legame tra l’edificio religioso e la domus romana antica. Questo legame storico suggerisce subito l’idea di una casa, non quella di un tempio.
Gli ingressi alla chiesa sono disposti in modo tale che chi vi entra per la prima volta non sa dove posare lo sguardo e ha una sensazione di disorientamento. La mancanza di un centro è espressamente voluta. Il disorientamento architettonico deve infondere un disorientamento esistenziale: chi vi entra deve spogliarsi delle sue sicurezze “preconfezionate” e sintonizzarsi su un certo relativismo religioso. Siamo, evidentemente, nell’ideologia religiosa che dominava buona parte del Cattolicesimo degli anni ’70 e ’80.

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D’altra parte questo relativismo spiega anche l’uso dell’edificio. Alla base del progetto non esiste l’idea di un uso unicamente religioso ma polifunzionale: “L’aula può essere usata per riunioni, conferenze, eventi vari e, perché no?, anche per una messa”, veniva spiegato a suo tempo, a chi visitava la chiesa.
In quest’edificio si può ravvisare un elemento ampiamente condivisibile: il religioso non deve rimanere qualcosa di astratto ma riferirsi ad eventi concreti della storia. Quest’intuizione è di suo positiva ma purtroppo, nel caso concreto, flette velocemente verso una concezione marcatamente sociale e ideologica. Lo capiamo dai tableaux disposti lungo la chiesa: i temi specificamente religiosi (la natività, l’ultima cena, la crocefissione) sono accostati a immagini di una favelas latino-americana, alla presenza di Paolo VI all’ONU, all’invasione dei carri armati dell’Armata rossa in Ungheria, ad un’oasi nel deserto e ad una sala operatoria. Si può legittimamente sospettare che il teologico sbocchi nell’antropologico. Questi temi, d’altronde, fanno in modo che l’edificio religioso sia datato già poco dopo la sua realizzazione: oggi l’invasione dei carri armati dell’Armata rossa in Ungheria è un evento che non dice assolutamente nulla alle ultime generazioni.

Il disorientamento e il logico relativismo al quale il visitatore è chiamato entrando in quest’aula, è rimarcato, d’altronde, anche dalla mancanza di un’area “sacra” o di un presbiterio. A scanso di equivoci faccio una precisazione. Dovrebbe essere ovvio che gli edifici ecclesiastici sono fatti per l’educazione religiosa dell’uomo e il termine “sacro” e “profano” si spiegano bene solo in riferimento ad un atteggiamento interiore dell’uomo stesso. Per questo, l’edificio ecclesiastico dovrebbe essere, di suo, un’educazione permanente alla pietà e alla verità su Dio e sull’uomo, come indica magistralmente un’opera di san Massimo il Confessore: la Mistagogia. Il santuario, o presbiterio che dir si voglia, è un luogo simbolico per indicare l’intangibilità e la reale presenza di Dio e, allo stesso tempo, il cuore dell’uomo, sede in cui si rivela la misteriosa presenza divina. L’edificio ecclesiastico tradizionale dispone i suoi elementi in modo armonioso fino a condurre a questo culmine altamente significativo: il santuario. Non è un caso che anche nella tradizione latina antica, quella pre-tridentina, il santuario fosse velato e nascosto agli sguardi: solo Dio legge nel santuario del cuore umano e solo un cuore purificato può entrare nel santuario di Dio. In questa simbolica liturgica c’è un profondo ed equilibrato concetto di Dio e dell’uomo. Solo dal Rinascimento in poi, in una temperie culturale sempre più lontana dalle antiche tradizioni cristiane, il presbiterio occidentale venne spogliato dai suoi veli in modo che anche uno sguardo profano potesse, dalla navata, correre ovunque indisturbato. Ciononostante, il santuario sopravvisse e, con esso, la possibilità di mostrare gli antichi significati.

Viceversa, in questo edificio non c’è traccia di santuario. Questo non solo ribadisce l’assenza di “sacro” ma abolisce pure una simbolica che aiuta l’uomo a convergere le sue forze nella vita interiore e mistica, nel cuore. Le forze dell’uomo, dunque, si devono esclusivamente proiettare in una dimensione esteriore e sociale. Ecco dunque spiegato, utilizzando una scelta architettonica, quell’orizzontalismo al quale è stato sottomesso buona parte del mondo cattolico postconciliare.

Conlcusione
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Alla fine di questo breve commento, mi sembra evidente concludere che questo genere di edifici traggono la loro reale originalità da una scelta veramente rivoluzionaria. Come gli edifici antichi, le realizzazioni moderne utilizzano le forme esterne per infondere un’educazione. Il punto è che il genere di educazione infuso mi sembra assai differente da quello al quale si atteneva la tradizione cristiana. Davanti a questi edifici alcuni minimizzano: si tratterebbe solo di mostrare delle accentuazioni differenti, per incarnare il cristianesimo nel presente. Altri, e a mio avviso non a torto, sospettano che vi sia un taglio profondo con le radici di una tradizione cristiana che sapeva educare religiosamente con un mirabile equilibrio armonico tra l’umano e il divino.

lunedì 12 aprile 2010

FERRANDINA: UN LUMINOSO ESEMPIO DI BELLEZZA


di Francesco Colafemmina

Cari amici, vorrei sottoporvi un raro e luminoso caso di preservata bellezza liturgica e architettonica in una piccola ma florida comunità della Lucania. Sto parlando di Ferrandina, antica cittadina della Basilicata che si è preservata dalla furia iconoclasta post conciliare. Grazie anche alla fervida e devota azione dell'Arciprete Rev. Luciano Micheli. Qui sotto potete ammirare l'altare della chiesa di San Domenico e le splendide immagini della Via Crucis del Venerdì Santo.
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Come potete vedere dall'ultima foto anche se gli anni passano la bellezza permane! Merito della fede autentica del popolo lucano e dell'esempio gioioso e lungimirante di parroci "illuminati" come don Luciano al quale va il mio personale ringraziamento per la sua costante opera di salvaguardia del bello e, come direbbe Mosebach, dell' "ordine" nel sacro e nella liturgia!








domenica 11 aprile 2010

ALTRO CHE JABBA! LA CHIESA DELL'AQUILA E' UN CUSCINO LUMINOSO!


di Francesco Colafemmina

Cari amici volevo comunicarvi la vittoria provvisoria ex aequo di Hayal'el, Caterina 63 e Montmirail! La nuova chiesa progettata dall'architetto Enzo Eusebi Nothing è stata indubbiamente ispirata dalla deforme e lumacosa figura del personaggio di Star Wars Jabba the Hutt, al secolo Jabba Desilijic Tiure. D'altra parte nell'invenzione di George Lucas il palazzo di Jabba è un ex monastero dei monaci B'omarr. Questi monaci - cito da Wikipedia - hanno un credo "basato sull'isolamento totale dal mondo esterno e dalla civiltà, ciò per raggiungere uno stato di elevazione spirituale e l'illuminazione divina. Per fare questo decisero di separare il loro cervello dal corpo, mettendolo in giare speciali per mantenerlo in vita. Nelle rare occasioni in cui i monaci necessitavano di muoversi, utilizzavano come supporto dei droidi a forma di ragno. I B'omarr condivisero pacificamente con Jabba il loro monastero che ormai era quasi abbandonato al suo arrivo. I monaci abitavano i sotterranei del palazzo di Jabba, mentre lasciarono i piani alti a Jabba e alla sua corte di criminali. Spesso Jabba si consultava in gran segreto con i monaci, per sapere se nella sua corte c'era qualcuno che lo tradiva."

Dunque anche voi prendete esempio dai monaci B'omarr, separate il vostro cervello dal corpo e mettetelo in giare speciali, solo così potrete apprezzare l'opera dell'architetto Eusebi! Opera che soltanto adesso scopro essere stata ispirata anche dalla forma di un abatjour o meglio di un cuscino luminoso!!!


Insomma, altro che Guerre Stellari! Il prode architetto che vive - non ci sono dubbi - sul pianeta desertico Tatooine, ha dovuto lanciare per le vie del web un comunicato di autoesaltazione della propria opera lumacosa e cuscinoluminosa per noi abitanti della Terra. Scopriamo così, osservandone meglio le forme che essa somiglia più ad un abatjour dell'IKEA o a un oggetto del design come il cuscino luminoso disegnato da Linas Kutavicius. Leggiamo quindi il comunicato dell'architetto Eusebi, estasiati dalla sua sapienza:

"Il progetto per la realizzazione della Chiesa della Resurrezione, in suffragio alle 307 vittime del terremoto de l’Aquila, a cui sono state idealmente dedicate altrettante sedute, è stato affidato a Enzo Eusebi di Nothing Studio. Un progetto speciale, innovativo per le modalità e per le caratteristiche intrinseche della costruzione, già propensa ad entrare nell’elite di quelle opere di architettura internazionale che segnano il passaggio di un’epoca. È una Chiesa in armonia con l’ambiente realizzata con una membrana tralucente in fiberglass, assolutamente nuova nel suo genere, nata per rispondere alle necessità urgenti della città che la ospita: l’Aquila. La particolarità del contesto in quanto area terremotata, ha chiaramente suggerito il sistema costruttivo, ispirato alle realizzazioni di strutture di emergenza.
L’interesse suscitato da questa proposta di Enzo Eusebi tra gli addetti ai lavori, gli uomini di cultura e gli stessi esponenti della chiesa cattolica, è una ragione per credere che proprio da questo lavoro ripartirà la ricostruzione architettonica della città. Come già accaduto in questi anni recenti per la costruzione di alcune architetture sacre , diventate celebri in tutto il mondo, anche questa de L’Aquila vuole erigersi a icona di rinascita spirituale, sociale ed economica per le popolazioni che vivono intorno ad essa. Tra queste esperienze ci interessa ricordare la Chiesa Dio Padre Misericordioso nel quartiere a Roma periferico di Tor Tre Teste di Richard Meier, e quella del Santo Volto di Mario Botta, realizzata a Torino in mezzo ad un parco industriale, dove solo dieci anni prima sorgeva una delle più grandi aziende metallurgiche europee.Insieme a questa di Enzo Eusebi, le due opere di Roma e Torino formeranno una triade straordinaria nel parco architettonico italiano, a testimonianza di quanto la nazione abbia investito e sperimentato nella ricerca architettonica e nelle nuove potenzialità dei materiali proprio a partire dall’edificio di culto."

Udite udite abitanti di Tatooine e della Terra: la chiesa di Eusebi si ispira alle altre emerite porcherie architettoniche di Richard Meier e di Mario Botta! Che gran vanto per la Chiesa! Ma proseguiamo la lettura in religioso silenzio, come farebbero i monaci B'oomar, sempre tenendo il cervello a mollo nelle giare speciali e rigorosamente separato dal corpo:

"L’ interesse è ancora più grande quando si scopre che il gruppo di lavoro che ha messo a punto questo progetto, ha declinato la costruzione in diversi livelli di interpretazione. Uno studio dell’ oggetto architettonico incentrato alla multidisciplinarietà rende possibile l’analisi della Chiesa parametrizzando già letture solo apparentemente svincolate. Lo spazio architettonico, realizzato grazie a un apparato tecnologico originale, dopo un’ attenta valutazione, ha integrato alle funzioni liturgiche una ricerca degli elementi simbolici in considerazione anche dell’astronomia e della cultura religiosa rispetto al mistero della Resurrezione. In passato le costruzioni architettoniche sacre erano assimilabili agli edifici astronomici. L’Aquila fu edificata non solo guardando alla pianta della città di Gerusalemme, ma anche disponendo i principali monumenti in modo da ridisegnare a terra la costellazione della stella Altair. Le città rappresentavano segni tangibili di qualcosa di più grande che consentiva a chi le abitava di sentirsi perfettamente inseriti in uno spazio accogliente e denso di significato celeste.Gli edifici di culto nascevano fortemente radicati al sito già a partire dal loro orientamento spaziale rispetto al sorgere del sole. Nella loro costruzione consideravano alcune costellazioni notturne, prese in relazione simbolica per quella costruzione e riferita a determinati giorni dell’anno.Colle Maggio rappresenta in questa città un modello di questa condizione culturale del sacro. Nel progetto della Chiesa della Resurrezione si è ritenuto opportuno collegarsi a questa antica tradizione verificando alcune condizioni della mappatura celeste sul territorio aquilano, adattandola all’angolo dell’azimut rispetto alla linea d’orizzonte, del giorno di Pasqua (04/04/2010) o di Resurrezione."

Caspita! Elucubrazioni in Tatooinese a parte, è proprio una chiesa galattica! Orientata astronomicamente! Fantastico! Non c'è che dire! Dovremmo chiamare Obi Wan Kenobi o Luke Skywalker! Maestri Jedi di tutta la terra unitevi, venite a L'Aquila e con le vostre spade laser fate a pezzi questa informe ameba, questo abatjour da notte della fede, nel senso che una volta entrati lì dentro la fede si addormenta e dorme sonni profondi, anche con la luce accesa. Altrimenti saremo costretti ancora una volta a sopportare questo ulteriore scempio e da bravi monaci B'oomar metteremo a riposo il nostro cervello in una giara.
Intanto però siamo sicuri che a L'Aquila il cervello più che metterlo nelle giare non se lo siano proprio bevuto del tutto?

P.S. Qualora i maestri Jedi non sapessero come raggiungere la località del nostro pianeta Terra, ecco chi possono contattare:

Curia Arcivescovile de L’Aquila
Tel +39 0862 332301

Comune de L’Aquila

giovedì 8 aprile 2010

MA E' UNA PROVOCAZIONE? A L'AQUILA VA IN SCENA LA CHIESA LUMACA!



di Francesco Colafemmina

Sembra un brutto scherzo, invece si tratta della nuova chiesa "della Resurrezione" che nascerà a L'Aquila nei prossimi 12 mesi. Progetto di Enzo Eusebi, il cui studio di architettura si chiama "Nothing" (nomen omen). Per voi lettori ho preparato così un quiz: secondo voi a cosa si è ispirato l'architetto nel realizzare questa porcata?


A. ad una Luria Spurca


B. alla struttura anatomica di una Lumaca


C. ad un altro tipo di conchiglia di cui non mi sovviene il nome...


D. al personaggio di Guerre Stellari Jabba the Hutt


I vincitori del quiz vincono una lettera di protesta che scriverò a loro nome gratuitamente e invierò al Vescovo dell'Aquila...

LA TRASLAZIONE DI SAN PIO FRA IPOCRISIE E MISERIE UMANE


di Francesco Colafemmina

Come avevo anticipato, il corpo di Padre Pio sarà traslato nella chiesa/tempio di Renzo Piano il 19 Aprile prossimo. Non si tratta di una data scelta a caso bensì del giorno in cui si riunisce il Capitolo della Provincia di Foggia dei Frati Cappuccini per le elezioni del Padre Provinciale. Inoltre il 19 Aprile si anticipa di tre giorni l'udienza giudiziaria in merito al ricorso presentato da uno dei nipoti di Padre Pio contro la sua traslazione e per la verifica che il corpo presente nella tomba sia effettivamente quello del Padre.

Ma i Cappuccini nella loro estrosa ipocrisia hanno fatto presente che la data è stata scelta in onore del Pontefice che cinque anni fa saliva al soglio di Pietro proprio il 19 Aprile.

Non ci faremo imbambolare dalle esternazioni imbonitrici dei Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo! Piuttosto veniamo alla strategia pianificata ancora una volta per convincere la gente della necessità di questo spostamento.

Ieri c'è stata una presentazione della data e dell' "evento" (Personalmente credo che se potessero organizzare un evento ogni anno per spostare la salma del Padre da una chiesa all'altra, lo farebbero ad occhi chiusi, pur di radunare pellegrini... e offerte). Alla presentazione hanno partecipato S.E.R. Mons. Castoro che ha fatto presente l'inserimento di questa iniziativa "nell'ambito del tradizionale culto delle reliquie". Un argomento che - a mio modesto parere - c'entra ben poco con il trasferimento da un luogo all'altro del corpo di un Santo che già oggi viene venerato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.
L'altro argomento, più pregnante, è quello della "gloria" di Padre Pio che sarebbe adeguatamente evocata dalla cripta faraonica istoriata dai moncherini di Rupnik (mosaici che sembrano usciti da un cartone animato più che dalla mente di un artista...) e ricoperta d'oro.

Poi è stata la volta del Ministro Provinciale uscente, Fra Aldo (s)Broccato, il quale, ricordando la storia della coincidenza di date con l'elezione di Papa Benedetto XVI, ha aggiunto che il Papa ha benedetto i mosaici di Rupnik!

Ma il Papa non ha benedetto i mosaici, bensì solo una lapide. Vergogna, caro (s)Broccato, vergogna!

In conclusione del suo intervento fra (s)Broccato ha aggiunto le seguenti emblematiche parole:

"L’edificio di pietre con la bellezza delle sue linee architettoniche, delle sue opere ed decorazioni ci ricorda che la Chiesa terrestre, fatta di santi e peccatori, è incamminata verso la pienezza del suo destino che si identifica con la «Città santa, la nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da Dio, come una sposa [bella, splendente] adorna per il suo sposo. (Ap 21,2)".

Ebbene, ci tengo a ricordare a fra (s)Broccato che non solo la chiesa di Renzo Piano a tutto somiglia fuorché ad una chiesa, non solo contiene numerose simbologie esoterico-massoniche, ma quando al suo interno è rappresentata la Gerusalemme Celeste essa si trova già in terra e sovrastata dal drago a sette teste (si veda l'enorme arazzo di Rauschenberg). Quindi il paragone risulta del tutto insulso e vanamente retorico.

Visto però che a San Giovanni Rotondo la retorica si spreca vale la pena aggiungere qualche dettaglio sul sarcofago faraonico nel quale sarà rinchiuso il corpo di San Pio:

"L’urna è ornata da 16 tipi diversi di pietre dure (sodalite, serpentino, cristallo di rocca, amazonite, giada, quarzo rosso, diaspro, cristallo brinato, tormalina, occhio di tigre, ematite, occhio di falcone, agata bicolore, avventurina australiana, calcedonio, lapislazzuli) e riprende il tema della costruzione della chiesa: i rettangoli di argento martellato di varia forma simboleggiano le pietre vive con cui è costruita la Chiesa (con la maiuscola, intesa come il Corpo mistico di Cristo), riprendendo la quarta strofa dell’inno di dedicazione della chiesa in cui si dice: «Chiesa beata, dimora di Dio tra gli uomini, tempio santo, costruito con pietre vive sul fondamento degli Apostoli, in Gesù Cristo, fulcro di unità e pietra angolare»."

Quindi Padre Pio sarà inserito in un sarcofago di sodalite, serpentino, giada, occhi di tigre, etc. manco fosse re Pacal o Ramsete II, roba da far vergognare tutti noi fedeli!

A tutti questi comunicati si è aggiunta una nota consegnata alla stampa, riguardo alla pratica della traslazione del corpo dei Santi nella storia del cattolicesimo. In questa nota si affermano le ragioni che indurrebbero i Cappuccini allo spostamento. Leggiamo con interesse:

"Poi perché la nuova cripta ha una superficie di 500 metri quadrati, quasi il doppio di quella del Santuario. Inoltre perché alla nuova cripta disabili, ammalati, bambini e anziani possono accedere tramite tre ascensori o immettendosi in un’ampia rampa, di recente impreziosita dai mosaici del gesuita padre Marko Rupnik che illustrano, in parallelo, le vite di Francesco d’Assisi e Pio da Pietrelcina, mentre la cripta di Santa Maria delle Grazie, oltre che con le due rampe di scale, è raggiungibile con un solo ascensore, i cui ordinari guasti diventano una limitazione alla discesa."

Quindi la cripta faraonica sarebbe preferibile a Santa Maria delle Grazie perchè:

a. è grande il doppio;
b. è impreziosita dai mosaici di Rupnik;
c. ha 3 ascensori funzionanti;
d. è impreziosita dai mosaici di Rupnik (repetita iuvant).

Domanda: ma se l'ascensore di Santa Maria delle Grazie è uno solo e si rompe pure, perché non costruirne un altro e sostituire il precedente? Con tutte le milionate di euro dei Cappuccini non si riesce ad adeguare la chiesa di Santa Maria delle Grazie?

In realtà come capirete sono solo scuse. E scuse peraltro puerili e ridicole!

Ma, come afferma Repubblica Bari, ieri fra i frati si sentiva dire che "i fedeli si abitueranno alla traslazione con calma. Del resto è accaduto lo stesso con San Francesco ad Assisi."

E già! Dopo aver ingannato i fedeli, mentito per due anni, adesso noi dovremmo abituarci alla loro volontà? Ma perché non vanno a leggersi il Decreto Conciliare Apostolicam Actuositatem, sull'apostolato dei laici, soprattutto laddove afferma:

"Ricordino i vescovi, i parroci e gli altri sacerdoti dell'uno e dell'altro clero, che il diritto e il dovere di esercitare l'apostolato è comune a tutti i fedeli, sia chierici sia laici, e che anche i laici hanno compiti propri nell'edificazione della Chiesa. Perciò lavorino fraternamente con i laici nella Chiesa e per la Chiesa, ed abbiano una cura speciale dei laici nel loro lavoro apostolico."

Dov'è il lavoro fraterno con i laici di questo clero regolare che forte del suo potere e della sua ricchezza opera con spavalda sconsideratezza e sprezzante e saccente cipiglio piega i fedeli alle sue volontà?

E perché non vanno a rileggersi il Decreto Conciliare Presbyterorum Ordinis, laddove afferma:

"Perciò i presbiteri nello svolgimento della propria funzione di presiedere la comunità devono agire in modo tale che, non mirando ai propri interessi ma solo al servizio di Gesù Cristo uniscano i loro sforzi a quelli dei fedeli laici, comportandosi in mezzo a loro come il Maestro il quale fra gli uomini « non venne ad essere servito, ma a servire e a dar la propria vita per la redenzione della moltitudine» (Mt 20,28). I presbiteri devono riconoscere e promuovere sinceramente la dignità dei laici, nonché il loro ruolo specifico nell'ambito della missione della Chiesa. Abbiano inoltre il massimo rispetto per la giusta libertà che spetta a tutti nella città terrestre. Siano pronti ad ascoltare il parere dei laici, tenendo conto con interesse fraterno delle loro aspirazioni e giovandosi della loro esperienza e competenza nei diversi campi dell'attività umana, in modo da poter assieme riconoscere i segni dei tempi."

Dov'è l'applicazione tanto sbandierata del Vaticano II? Dove il rispetto dello "Spirito Conciliare" se questi fraticelli non hanno neanche il buon gusto di "ascoltare il parere dei laici" in merito alla possibile traslazione delle spoglie di San Pio. Perché sono così cocciuti e pervicaci, così fermamente convinti della propria giustezza? Cosa li spinge a rifiutare ogni forma di dialogo e confronto, operando al contrario con violenta presunzione?

In questa ora di passione per la Chiesa Universale anche i Cappuccini fanno la propria parte: ignorano il sentimento del popolo di Dio, ignorano i messaggi lasciati dal Padre Pio a veggenti in questi ultimi anni, ignorano le cause in tribunale, ignorano qualsiasi ostacolo che sbarri la strada ai loro obiettivi...

Padre Pio proteggici mentre assistiamo inermi a quest'ulteriore sfoggio di umana miseria!

mercoledì 7 aprile 2010

LA STRATEGIA CHE HA CONDOTTO ALLA TRASLAZIONE DI SAN PIO


di Francesco Colafemmina

Oggi sapremo che il 19 Aprile o comunque entro Maggio il corpo di San Pio sarà traslato nel tempio paramassonico, nella cripta carica d'oro, adorna dei deformi mosaici di Rupnik. I Frati Cappuccini riescono così nel loro intento. E ci riescono con l'astuzia, la menzogna, la pazienza. Hanno atteso 2 anni per compiere questa rivoluzione copernicana del culto al Santo Stigmatizzato. Ma alla fine ci riusciranno... il suo corpo sarà traslato nella "chiesa" di Renzo Piano.

Oggi non voglio parlare delle possibili conseguenze di questo atto. Mi preme invece sottolineare le modalità con le quali è stato reso possibile.

1. La menzogna: (non temo smentite! Basta guardare l'agenzia del 1 Marzo 2008 che riporto in basso) i Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo e Mons. D'Ambrosio, ora Arcivescovo di Lecce, nel 2008, smentendo ogni possibile trasferimento futuro del corpo di San Pio nella nuova chiesa di fatto mentivano sapendo di mentire. Nel frattempo infatti si adoperavano per realizzare la cripta di Rupnik, e sapevano che quella cripta sarebbe stata inaugurata dal Pontefice. Avevano insomma preparato tutto.

2. La dissimulazione e la pazienza: consapevoli che una innovazione se ne porta con sè altre dieci o comunque agevola il cambiamento radicale, i Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo hanno cominciato con l'esposizione del fantoccio di San Pio (munito di apposita testa/maschera al silicone). Tutt'altra storia rispetto all'esposizione dei resti di Sant'Antonio a Padova: solo ossa senza illusioni artificiali! Hanno poi messo in fila i fedeli (milioni di fedeli che ad almeno 10/30 euro a testa hanno costituito un enorme turn over affaristico) davanti al corpo artificialmente ricoperto di maschera/testa al silicone. Poi hanno realizzato la cripta ricoperta da 12,5 kg di oro zecchino (quotazioni attuali 400.000 € ca.). Poi hanno sottoposto al Santo Padre una lapide nella quale si affermava che:

a. il Papa aveva benedetto l'intera chiesa di Renzo Piano
b. il Papa aveva pregato nell'intera chiesa di Renzo Piano
c. quella chiesa era fatta per ospitare il corpo di San Pio

Così hanno tentato di ottenere una sorta di "approvazione papale" implicita, da sfoggiare ai giornali e ai media come stigma di solidale imprimatur pontificio all'operazione della traslazione. Poi il 23 Settembre 2009 hanno riposto Padre Pio, le sue spoglie, nel luogo in cui avevano tranquillamente riposato per decenni. Ed hanno atteso. Oggi, mentre la Chiesa è nel vortice degli attacchi legati alla pedofilia, i Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo hanno pensato bene di cogliere l'occasione per un blitz, trasferendo la salma del Padre nella chiesa di Renzo Piano.

Come definireste questo modo d'agire? E' cristiano? E' cattolico? E' caritatevole? E' vaticanosecondista (ascoltare il parere dei laici è una prerogativa sancita dal Vaticano II)?

Personalmente credo di no! Ma non è importante il mio parere. Ciò che contano sono i fatti. Perciò, credo sarà necessario recarsi lì, a San Giovanni Rotondo e cercare di impedire con la preghiera silenziosa, senza rabbia o scatenamento della forza, ma riempiendo lo pseudosagrato del tempio di Piano (pseudo perché l'ingresso è dalla parte opposta del sagrato), e restando inginocchiati a pregare la Vergine del Rosario e San Pio per la conversione dei cuori dei Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo S.p.A. Chissà che San Pio non faccia il miracolo e che dinanzi a una grande folla silenziosa e in preghiera i Frati non decidano di riportare la salma nella chiesa di Santa Maria delle Grazie...



AGENZIA AGI 1 Marzo 2008:

Non ci sara' nessuna traslazione delle spoglie di Padre Pio nella nuova Chiesa intitolata al Santo con le stimmate, ma soprattutto non si e' mai parlato di una possibile traslazione del corpo del Santo”. Lo ha affermato all'Agi Stefano Campanella, direttore di Teleradiopadrepio a nome dei frati cappuccini del convento di San Giovanni Rotondo. "Il sette gennaio scorso - ha aggiunto Campanella - durante una trasmissione televisiva lo stesso Monsignor Domenico D'Ambrosio, vescovo di Manfredonia-San Giovanni Rotondo e Vieste, aveva chiarito che le spoglie di San Pio da Pietrelcina sarebbero state esposte al pubblico nel luogo dove e' stato sepolto, ribadendo anche che non ci sarebbe stata nessuna traslazione del corpo nella nuova Chiesa di Renzo Piano".
P.s. : per Stefano Campanella che su Il Giornale dice che coloro che accusano il tempio di Piano di essere una roba massonica, sarebbero gli stessi che danno dell'eretico a Giovanni Paolo II: vorrei dire a Stefano Campanella che io non ho mai detto nulla di simile, amo Giovanni Paolo II e ho una famiglia intera devota al papa polacco. Cionondimeno continuo a ritenere quella specie di chiesa zeppa di simbologie massoniche!

martedì 6 aprile 2010

A BREVE IL CORPO DI SAN PIO SARA' TRASLATO NELLA TOMBA DI TUTANKHAMON

Dalla fessura di questa colonna si potrà intravvedere il corpo del Santo (p.s. per voi cattolici ignoranti: quella specie di virgola rappresenta il costato ferito di Nostro Signore!)

E così la traslazione del corpo di San Pio nella cripta di Tutankhamon si farà! Leggete qui:

San Giovanni Rotondo, 6 apr. - (Adnkronos) - Sara' annunciata domani la data in cui il corpo di San Pio di Pietrelcina sara' spostato dalla cripta del vecchio e piccolo santuario della Madonna delle Grazie alla adiacente nuova chiesa di San Pio. Lo hanno reso noto i frati cappuccini. L'annuncio sulla data e sulle modalita' di traslazione del corpo di San Pio e' in programma alle 11.30 presso l'auditorium 'Maria Pyle', situato nell'area sottostante la chiesa di San Pio da Pietrelcina. Interverranno monsignor Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, direttore generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio e presidente di Casa Sollievo della Sofferenza, frate Aldo Broccato, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa 'Sant'Angelo e Padre Pio', il sindaco Gennaro Giuliani, il prefetto di Foggia, Antonio Nunziante, e frate Antonio Belpiede, portavoce e vicario della Provincia religiosa 'Sant'Angelo e Padre Pio' dei Frati Minori Cappuccini.

Per rinfrescare la memoria ai Cappuccini ipocriti leggete questo mio articolo del giugno scorso.

domenica 4 aprile 2010

AUGURI DI BUONA PASQUA!

Cristo è risorto dai morti,
con la morte ha schiacciato la morte,
e a coloro che sono nei sepolcri
ha ridonato la vita.

Χριστός ανέστη εκ νεκρών,
θανάτω θάνατον πατήσας,
και τοις εν τοις μνήμασι
ζωήν χαρισάμενος
.
.
Buona Pasqua di Resurrezione a tutti i lettori di Fides et Forma!

giovedì 1 aprile 2010

CHIESA E ABUSI: CRONOLOGIA DI UN ATTACCO PIANIFICATO


di Francesco Colafemmina

Ormai il giornalismo internazionale di stampo radical chic rasenta il ridicolo! O meglio, continua quotidianamente a sprofondare nel baratro della sua parossistica ipocrisia. L'attacco costante o a giorni alterni (magari con qualche pausa elettorale) al Pontefice si è trasformato in una sorta di sfida cinica e caparbia, il cui unico obbiettivo è colpire una volta per tutte Pietro e dimostrare che niente e nessuno può resistere agli agguerriti reporters paladini della giustizia e della verità!

Ma perfavore!

Visto che sembro aver colto il sottofondo di questa vicenda da un po' di tempo (qui si è parlato per la prima volta nel mondo - paradosso della libera informazione - degli interessi dell'avvocato Anderson intenzionato a portare al tavolo degli imputati il Santo Padre e la Santa Sede!) mi permetto di rielaborare ad usum christianorum gli eventi di questi ultimi 3 mesi.

Gennaio 2010

Il 20 Gennaio, tre giorni dopo la visita del Papa in Sinagoga che ha diviso gli ebrei di mezzo mondo, Padre Klaus Mertes, rettore della chiesa delle Carmelitane costruita in riparazione delle vittime dell'Olocausto nazista e preside del Collegio Canisius gestito dai gesuiti a Berlino (scuola peraltro frequentata dalla Berlino bene) invia una lettera agli ex studenti e parla per la prima volta di presunti abusi avvenuti nella scuola negli anni '70 e '80. La lettera fa parte della sua "operazione trasparenza" lanciata assieme all'avvocato Ursula Raue. In meno di un mese l'avvocato dirà che da 30 casi di ex studenti abusati si è passati a ben 100 casi!

Febbraio 2010

L'8 Febbraio intanto il magazin d'inchiesta Der Spiegel ne approfitta per pubblicare una squallida copertina che rimanda ad una inchiesta peraltro penosa. Un gruppo di panzer giornalisti non ha fatto altro che contattare le diocesi tedesche chiedendo dettagli su eventuali casi di abusi. Le zelanti diocesi hanno informato dettagliatamente lo Spiegel, eccetto la diocesi di Ratisbona, quella di Limburgo e quella di Dresda-Meissen.
Risultato? Ebbene ci sarebbero 94 preti accusati di essere pedofili dal 1995 ad oggi, per crimini che si presume siano stati commessi anche in epoche precedenti. Di questi 30 sono già stati condannati da tribunali civili e 10 sono in fase di giudizio. Dunque? Dov'è lo scandalo? Dove il "cover up"? Più trasparenza di così!

Il 15 Febbraio il Papa incontra i Vescovi irlandesi. Al termine del summit, il 16 Febbraio, il Papa definisce la pedofilia "un crimine odioso e un peccato contro la dignità umana". Iniziano a dimettersi i Vescovi irlandesi e viene annunciata la pubblicazione in tempo di Quaresima di una lettera agli Irlandesi sul tema.

Si tratta di una grave sconfitta degli agguerriti panzer giornalisti... Ora cosa fare visto che il Papa induce i vescovi omertosi a dimettersi e ribadisce la sua linea dura contro questo crimine immondo? Così attendono un po' mentre qua e là sbuca qualche caso di religioso o religiosa coinvolti in abusi in anni non sospetti.

Marzo

E tra un caso e l'altro di abuso pedofilo che riemerge dal passato, arriviamo a fine Febbraio: ecco che si prepara la prima bomba. A partire dall'inizio di marzo (tra il 4 e il 6) tutti i giornali del mondo e le televisioni, rilanciano la notizia shock! A quanto pare nel coro diretto dal fratello del Papa, a Ratisbona, si sarebbero verificati degli abusi fra gli anni 60 e gli anni 70, dunque quando Mons. George Ratzinger era già direttore del coro. Alla fine si capirà che Mons. George non c'entra un bel niente.

Una buona regola giornalistica vuole che se si scrive un titolo accostando un nome ad un gravissimo crimine, si rischia di cadere nella diffamazione. Il lettore infatti sarà indotto automaticamente ad accostare sempre in futuro quel nome a quel crimine, indipendentemente da ciò che c'è in mezzo. Ad esempio se scrivessi "Casi di PEDOFILIA nel condominio di MARIO ROSSI" il lettore medio ricorderà sempre che il Mario Rossi ha a che fare con la pedofilia. Questo meccanismo si basa sull'imprinting visivo ed è usato moltissimo quando si vuol colpire un politico o un uomo di governo, semplicemente diffamandolo. Nel nostro caso abbiamo avuto un duplice coinvolgimento diffamatorio a reti internazionali unificate, e qui le parole chiave erano: "pedofilia", "fratello", "Papa".

Questa notizia è stata determinante per minare la "credibilità" mediatica di Papa Benedetto e purtroppo le risposte della Santa Sede sono state scarsamente guidate da una vigorosa strategia antidiffamatoria, bensì basate sulla semplice rettifica o sul chiarimento, tecniche inconsistenti giornalisticamente parlando.

Nel frattempo in Vaticano si va avanti in attesa che il polverone si attenui... Niente vigorosi comunicati, nessuna strategia di contrattacco mediatico, nulla... La Segreteria di Stato dorme sonni tranquilli. Solo Padre Lombardi in un editoriale di Radio Vaticana del 9 Marzo ricorda che gli abusi sessuali non accadono solo nella Chiesa (però! Geniale!). Il 10 Marzo invece il Santo Padre in una memorabile catechesi del mercoledì, parlando a braccio, ricorda le derive anarchiche e utopistiche del postconcilio... E la risposta non si fa attendere!

Il 12 Marzo, in concomitanza con l'arrivo dei Vescovi tedeschi in Vaticano per discutere anche dello scandalo pedofilia con il Papa, è la Suddeutsche Zeitung a pubblicare una nuova pseudo-rivelazione: nel 1980 il Cardinal Ratzinger, Arcivescovo di Monaco, avrebbe protetto un pedofilo nella sua diocesi. Smentite e chiarimenti non mancano ma il danno mediatico è evidente...
La gola profonda questa volta è il portavoce della diocesi di Monaco-Frisinga, Bernhard Kellner, che ai panzer giornalisti della Suddeutsche Zeitung parla di "gravi errori" commessi nella sua diocesi negli anni '80, con Ratzinger Arcivescovo.
Diventa così ancor più evidente l'unico obiettivo: colpire il Papa. Il pietismo dei panzer giornalisti nei riguardi delle vittime, il loro alto senso morale, la grande battaglia civile che sembrano portare avanti: tutto ciò non è nient'altro che un vile ma convincente mezzo per screditare il Papa ed attaccarlo con una violenza, una irriverenza ed un cinismo senza paragoni. Sembra quasi che vogliano il suo annientamento fisico, magari mentre loro, i panzer giornalisti eticamente e politicamente corretti lo sommergono con la loro feccia articolistica...

Il Vaticano chiarisce il caso Monaco, ricorrendo ad una imbarazzante intervista di Avvenire a Mons. Scicluna, promotore di Giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede. Contemporaneamente appaiono le dichiarazioni del Cardinale di Vienna che sembra mettere in discussione la stabilità del celibato sacerdotale... Si vedrà poi che Schonborn segue una linea ambigua e poliedrica, fatta di attacchi e ritirate, di slanci pietistici e penose aperture al nemico... ma non ci interessa l'atteggiamento dei guastatori interni. Andiamo a Scicluna: la difesa è come al solito poco efficace, soprattutto allorché Scicluna tenta l'impossibile, ossia differenziare i casi di pedofilia (bambini al di sotto dei 12 anni) dai casi di efebofilia o di rapporto eterosessuale (bambini e bambine al di sopra dei 12 anni). Questo sbrodolamento verso le teorie sessuali di Michel Foucault, credo non abbia giovato molto alla Santa Sede e credo - sempre opinione personale - che questa categorizzazione delle vittime di abusi sia davvero scandalosa... Ma lasciamo stare anche Scicluna (peraltro non ha fatto che ribadire quanto già affermò all'ONU Mons. Silvano Maria Tomasi nel settembre 2009 in risposta ad un attacco virulento dell'Unione Umanista Internazionale: "l'80/90% dei preti coinvolti aveva una attrazione omosessuale per ragazzi dagli 11 ai 17 anni" - come se un bambino di 11 anni non fosse un bambino!).

Mentre sui mezzi di informazione cresce il dibattito, arriva il 20 Marzo e viene pubblicata la Lettera ai Cattolici d'Irlanda mentre l'Ansa batte una notizia che tenta di coinvolgere ancora - secondo la stessa tecnica diffamatoria - il fratello del Papa. La tregua dura pochissimi giorni. Il tempo di metabolizzare anche in questo caso la serena azione di un Papa che vuole cambiare una certa mentalità interna alla Chiesa e denunciare con fermezza e giustizia non solo i criminali, ma anche coloro che li hanno coperti e che nulla hanno fatto per ostacolarli nella loro attività disumana e indegna del sacerdozio.

I panzer giornalisti di mezzo mondo emettono smorfie di insoddisfazione: "non basta!", "troppo poco", "solo parole", etc. etc. Non si riesce a capire cosa vogliano, ma soprattutto chi dia loro il compito di giudicare se l'azione della Santa Sede è incisiva oppure no, se è omertosa o collaborativa, se è eticamente impeccabile o meno. Eppure l'arroganza dei mezzi di comunicazione, la loro spavalda aggressività rivestita di civismo umanitario, fa sì che i lettori di mezzo mondo debbano quotidianamente bersi notizie costruite ad arte per infangare la Chiesa Cattolica ed il Vicario di Cristo. Purtroppo la Segreteria di Stato sembra vivere in un limbo o in un fantastico mondo di Alice, dove nulla accade e tutto passa. Forse non riescono a comprendere che questo attacco sferrato con grande forza e spiegamento di mezzi ha degli obiettivi grandiosi, forse ancor più ambiziosi di quanto non possa sembrare.

Chissà che non si tratti di una sorta di avvertimento per il futuro... Come a dire: "Ehi, Papa, se qui scoppia una guerra mondiale, non credere di poterci fermare con i tuoi stupidi appelli, con la tua fitta diplomazia... Sarai screditato sin da ora e nessuno ti ascolterà...". Chissà...

Perché, vedete cari amici, queste notizie sono fuori tempo, sfuggono al principio giornalistico dell'informazione sui fatti di attualità per ripiegare sull'impegno quasi archivistico. Ma anche qui, la storia, l'indagine, solitamente ha l'obiettivo di portare a galla dei fatti, non di piegarli strumentalmente ad un altro obiettivo contingente che non sia la semplice verità. Queste notizie sulla pedofilia nella Chiesa sono create ad arte, da qualche guru dell'informazione che certamente manovra un processo di creazione dell'opinione con geniale e perversa abilità. Basta poco, qualche risorsa economica e grande standing mediatico. Poi le notizie si diffondono ed allignano su un tessuto dell'informazione già pervaso da pregiudizi e ostilità nei riguardi della Chiesa e dell'attuale Sommo Pontefice. Ma andiamo avanti...

Dopo un finesettimana quieto, ecco che giovedì 25 Marzo viene effettuato il primo bombardamento aereo: il caso Murphy! Sappiamo adesso che dietro ci sono dei legali, anzi un legale Jeff Anderson, impegnato da anni a lucrare sulle presunte o reali vittime di abusi che chiedono risarcimenti alla Chiesa. Ora, nessun giornale, ma proprio nessuno, si è preso la briga di parlare della difficoltà intrinseca di provare casi di abusi pedofili (o efebofili). In Italia ad esempio c'è un Centro di Documentazione sui Falsi Abusi e Sottrazioni di Minori che indaga e racconta numerosissimi fatti di cronaca attestanti le difficoltà legate all'accertamento degli abusi. Pochi sanno infatti che gran parte degli abusi oggi li si rievoca durante estenuanti sedute psicanalitiche, si utilizzano metodi di indagine della psiche che dovrebbero portare a galla l'abuso. Ma non sempre l'abuso emerso corrisponde alla realtà.

Se la Chiesa Cattolica nel passato ha usato grande cautela nel valutare questi casi di abuso, ciò è dovuto in gran parte a questo aspetto: la difficoltà di provare il crimine o l'abuso. Oggi chiaramente è a rischio la vita di centinaia di sacerdoti e sono a rischio le sostanze di decine di diocesi cattoliche. Perché? Perché col clima di caccia alle streghe che si sta sviluppando basterà sfiorare un bambino, abbracciarlo con tenerezza o dargli uno scappellotto, perché un prete subisca un processo per molestie e una diocesi sia costretta a sborsare lauti rimborsi.

Così accade ed è accaduto anche negli Stati Uniti. Così accadrà in Europa anche grazie ai tanti zelanti Vescovi e Cardinali (quello di Vienna ad esempio) che aprono commissioni di inchiesta, linee telefoniche di denuncia, etc. etc. Questi meccanismi sebbene appaiano utili alla trasparenza, sono in realtà metodi per fare affondare la Chiesa perché da un lato sembrano dimostrare che prima non c'era alcun tipo di trasparenza e dall'altro aprono le porte a denunce che non saranno sempre basate sulla realtà dei fatti, ma potranno essere motivate da migliaia di moventi. E il marchio d'infamia della pedofilia potrà abbattersi su decine e decine di sacerdoti...

Se la Chiesa nel documento del 1962, Crimen Sollicitationis, imponeva infatti il "segreto del Sant'Uffizio" sotto pena di scomunica, non era tanto per proteggere i criminali, quanto per proteggere una categoria sociale, i religiosi, da sempre esposti a possibili accuse, denunce, persecuzioni. Ecco che quindi l'ordine giuridico della Chiesa, per quanto di sua competenza (processo canonico), imponeva il segreto istruttorio: lo stesso segreto istruttorio che vige nelle inchieste della magistratura. E d'altra parte nel documento del 1962 è scritto che il crimine andava denunciato, pena scomunica, all'Ordinario del luogo. Quindi molte delle accuse di oggi sono estremamente strumentali, sebbene quel documento del 1962 costituisca ancora un motivo di indignazione laddove esclude pur non affermandolo con chiarezza, la possibilità di avviare un procedimento civile parallelo. Altra grave responsabilità insita in quel documento è l'assenza di un minimo di carità e protezione per le vittime, percepite più come scomodi testimoni che come agnelli sacrificali del vizio privato di qualche chierico. Indubbiamente, dunque, la Chiesa nel passato (ricordiamo però che nel 1962 certi fatti venivano percepiti come gravemente infamanti sia per il criminale che per la vittima) ha commesso tante omissioni, ma è evidente che l'odierna demonizzazione è parossistica e strumentale. Ed accade proprio oggi, mentre il Pontefice è impegnato da anni nella lotta a questo crimine. Nel passato molti casi sono stati taciuti, occultati o semplicemente ignorati. Ma la colpa non è solo degli uomini di Chiesa, bensì anche di una mentalità autoreferenziale che ha cominciato ad allignare nella Chiesa Cattolica a partire da un certo momento in poi. Il problema è poi che nessuno ancora oggi dice chiaramente che questi preti pedofili non sono preti pedofili, ma pedofili travestiti da preti! Il problema non è quindi costituito dalla Chiesa come luogo di formazione di preti pedofili, bensì da una Chiesa poco attenta negli anni passati, alla selezione del proprio clero! L'analisi dell'idoneità al sacerdozio oggi non può più esimersi da una verifica dell'idoneità psicologica del seminarista... Ma qui il discorso si fa lungo e comunque la lettera di un sacerdote al Santo Padre, pubblicata su questo sito è già abbastanza chiara in merito.

Tornando alla cronologia degli eventi indubbiamente la pseudo inchiesta del New York Times, nata in verità grazie alla consegna al giornale dei documenti riservati ottenuti dall'Avvocato Anderson, segna un punto di svolta fondamentale. Il quoditiano del tycoon di origini ebraiche Arthur Sulzberger Jr., entra in campo con una forza mediatica poderosa. Indica l'apertura di un fronte occidentale, unito ormai a quello europeo che in due mesi non aveva sortito particolari successi sul campo di battaglia. Dal 25 Marzo ogni giorno ormai il NYT dedica un articolo o un editoriale della rossa svampita Maureen Dowd alla questione degli abusi sessuali "coperti" dal Vaticano. Ed è singolare la passione, la grinta, la carica emotiva che si nota in questi giornalisti, specie nella Dowd.

Inutile domandarsi perché tacciano in merito al campo di concentramento di Gaza o all'espansione israeliana nei territori palestinesi e a Gerusalemme Est, inutile domandarsi perché tacciano riguardo agli scandali di pedofilia e abusi fra Ebrei Ortodossi statunitensi, inutile domandarsi perché tacciano in merito al grande squallore che domina fra le elites di potere americano e mondialista. No, hanno un chiodo fisso da qualche giorno a questa parte: il Papa. E stanno spendendo ogni fibra, ogni energia per attaccarlo e magari espugnare la Città del Vaticano.

Che dire! Che si divertano pure, che continuino ad attaccare il Santo Padre. Alla fine però cambino mestiere: di servi del potere ne abbiamo abbastanza, come anche di scribi e farisei che si autoinvestono di autorità civica e morale. Ma chi è questa gente? Ma chi è Maureen Dowd? Cosa diavolo ha fatto nella sua vita a parte scrivere e scopiazzare di qua e di là? E così allargherei la domanda a tutti questi panzer giornalisti, ingaggiati dall'ideologia dominante, dai poteri forti, dalle massonerie internazionali del mondialismo, da coloro che hanno in odio questo Papa per aver proclamato le eroiche virtù di Pio XII: voi, panzer giornalisti, chi siete? Cosa volete? Chi vi ha mandati a infangare la mia Chiesa? Chi vi ha dato l'autorità morale e civile per attaccare il mio Papa? Perché avete ingaggiato questa guerra? E voi chierici traditori, voi che sognate una vita da laici in tonaca, voi che volete il matrimonio dei preti, il libertinismo nel sacerdozio, voi, laici travestiti da preti perché odiate così tanto la Chiesa di Cristo? Cosa ha armato il vostro tradimento? So chi è stato! Perché alla fine è sempre lui a reggere le fila di questa guerra, di questi attacchi, del logoramento costante che non terminerà con la Pasqua, ma continuerà con livore, rabbia, sete di vendetta camuffata da sete di giustizia. E' o non è lui, il Principe di questo mondo, il vostro sovrano? E' o non è lui, Satana, che dall'interno e dall'esterno ha deciso di distruggere la Chiesa Cattolica? E allora, amici, non possiamo che ridergli in faccia a tutti questi panzer giornalisti e pseudopreti! Sappiamo che non praevalebunt! Quindi ridiamo della loro follia, della loro vana ambizione!

Fino a Pentecoste ne sentiremo e ne leggeremo di tutti i colori, tanto ormai abbiamo capito l'antifona. Nel frattempo però preghiamo anche perché la Segreteria di Stato e tutta la parte migliore della Chiesa agiscano non solo con la preghiera e col sorriso, ma anche con un po' di assennatezza e di intelligenza. Cristo ci ha promesso che non prevarranno, ma non ci ha detto certo di starcene con le mani in mano!