
di Francesco Colafemmina
Non è ancora giunta in Italia la notizia della pubblicazione da parte di un quotidiano belga di registrazioni che incastrerebbero il Cardinal Daneels, riguardo alla gestione di alcuni casi di abusi. In particolare ci si riferisce al terribile caso dell'ex vescovo Roger Vangheluwe, il quale ha pubblicamente ammesso di aver per anni abusato di suo nipote. Come molti ricorderanno, anche a seguito di quell'ammissione e dell'esplosione di altri casi, ci fu la perquisizione di Giugno presso l'arcivescovado, a Mechelen con tanto di danbrowniana esplorazione di tombe cardinalizie.
Ritornando su quell'episodio di Vangheluwe, quando quest'ultimo si è dimesso il 23 aprile scorso ha affermato: "Sono profondamente dispiaciuto - ha concluso - per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in genere. Ho presentato le mie dimissioni come vescovo di Bruges al Papa Benedetto XVI. Sono state accettate venerdì. Perciò mi ritiro."
Parole incommentabili, visto che dinanzi a tali questioni non ci sono "scuse" che tengano, non si tratta infatti di aver rotto un vaso di porcellana per caso o di aver rubato una mela nel giardino del vicino... Si tratta di un crimine ed è forse questo che faceva più paura a Vangheluwe e a Daneels quando agli inizi di Aprile, il nipote di Vangheluwe, probabilmente mosso dalla diffusione dello scandalo pedofilia su scala globale, decise di incontrare il Cardinal Daneels. Durante un primo incontro faccia a faccia col Cardinale, quest'ultimo suggerisce al nipote del Vescovo di Bruges di "aspettare un anno, il tempo perché il vescovo si ritiri" e di evitare "di gettare del fango sulla sua persona", piuttosto meglio "accettare le scuse private del vescovo".
La vittima del Vescovo risponde al Cardinale dicendogli (giustamente): "E' stato lui a trascinare l'intera mia vita nel fango da 5 a 18 anni, perché lei si sente così dispiaciuto per lui e non per me?"
La seconda registrazione pubblicata ieri riguarda un altro incontro tra Daneels, il Vescovo di Bruges, il nipote e un parente di quest'ultimo. In questo caso il Vescovo cerca di scusarsi. Evidentemente pensava già alle dimissioni... Ma nessuna conclusione viene raggiunta perché da un lato il Vescovo non sa che fare e dall'altro il Cardinale non propone alcuna soluzione, schermendosi con il diritto canonico, visto che è solo in potere del Papa dimissionare un Vescovo.
Detto ciò, la settimana scorsa la radio fiamminga VRT annunciava che stando ad informazioni in suo possesso il cugino dell'ex Vescovo di Bruges aveva ricattato lo zio in cambio di denaro. Proprio per smentire queste "calunnie", l'uomo oggi 42enne ha pensato di divulgare questi nastri che tuttavia pur senza affossare ancor più la posizione del suo carnefice, finiscono per fornire una prova in più a tutti i sostenitori della teoria del silenzio e dell'insabbiamento che sarebbe stato portato avanti dalle gerarchie vaticane nella gestione dei casi di abusi da parte del clero cattolico.
Le registrazioni non provano effettivamente nulla di particolare. Cosa avrebbe potuto dire Daneels? D'altra parte Daneels non era più primate del Belgio da qualche mese, ma poco importa. Ciò che resta importante è la difficoltà che ciascuno di noi può avere nel difendere la Chiesa Cattolica e la sua gerarchia dinanzi alla gravità di questi errori personali, ma talmente interconnessi nelle responsabilità condivise, da non poter essere trattati quali frutti casuali di debolezze umane.
Serve sempre più una nuova profonda evangelizzazione concreta autentica vera che ci faccia sentire una Chiesa diversa in mezzo a noi. Servono preti che si spoglino delle proprie abitudini, che vadano come un tempo per le case sconosciute, ad incontrare gli abitanti delle nostre città, ad ascoltarli, a benedirli, a guardarli con occhi pieni di gioia e di amore vero per le umane creature, senza chiedere nulla in cambio che non sia la preghiera. Preti che la smettano di essere seguaci delle ideologie, che ritornino a chiamare le cose col loro nome, a pregare su altari che siano realmente tali, in chiese che siano piccole e povere ma almeno chiese! Che celebrino messe degne di questo nome, mai in cerca di aggiornamenti e novità, perché ogni novità ci è già stata annunciata da Cristo e non ci interessano le novità degli uomini. Servono santi coraggiosi! Avanti, venite a portare un placido soffio di serenità su questa Chiesa corrotta e intrappolata dalla paura per l'esito sui fedeli delle malvagie azioni di alcuni suoi indegni membri!




