mercoledì 19 gennaio 2011

GIOVANNI PAOLO II BEATO COL SANGUE IN AMPOLLA: LA SAN GENNARIZZAZIONE DI UN PAPA


di Francesco Colafemmina

La storia dell'ampolla di sangue appartenuto a Giovanni Paolo II fa tanto San Gennaro, ma in questo caso non parliamo del sangue sgorgato dalla testa decapitata di un Santo martire, bensì di quello diligentemente fatto prelevare al Papa ancora in vita dal suo previdentissimo segretario.

Gli elementi del racconto gotico ci sono tutti, mancava finora l'immagine della chiesa che ospiterà il sangue di Papa Wojtyla. Le ho scovate sul sito del Centro Giovanni Paolo II a Cracovia. Le immagini immortalano gli interni della chiesa inferiore del Centro, che sarà dedicata a Giovanni Paolo II. Ciò che immediatamente colpisce è la conformazione dell'ambiente a forma ottagonale. L'altare è al centro dell'ottagono.


Tutt'intorno delle cappelle dedicate ai santuari mariani, ma la novità è che le cappelle sono dedicate a Giovanni Paolo II che si reca nei santuari mariani. Souvenirs del viaggio del Papa e non cappelle dedicate alla Vergine (se questo non è personalismo...). Notevole anche la croce stilizzata sul modello di quella astile di Pericle Fazzini, ma priva del Crocifisso. Il tabernacolo è centrale, ma l'intera struttura è più simile ad una grande cappella cimiteriale degli anni '50 che ad una chiesa... Almeno, però, c'è l'ampolla col sangue di Giovanni Paolo. Aggiungo che sul sito del Centro "Non abbiate paura!" si richiedono offerte per il completamento della chiesa, strano che per i finanziamenti non si rivolgano al Cardinal Stanislao...

E chissà, forse un domani il Cardinal Dziwisz annuncerà il miracolo: agitando l'ampolla scoprirà che il sangue si liquefa. E sarà allora che anche in Polonia si dirà: "O Papa ha fatt' o miracolo!"

30 commenti:

Pellegrino ha detto...

Ad onor del vero, l'ottagono (anche se inusuale in pianta) non è esclusivamente un simbolo massonico o esoterico in senso lato, tutt'altro. Le stelle, per esempio, nell'iconografia cattolica classica sono raffigurate ad otto punte (non a cinque, "curiosa" mutazione piuttosto recente) come non è difficile ritrovare gli ottagoni nelle bicromie romaniche.. Per il resto, tutto piuttosto evidente...

Francesco Colafemmina ha detto...

Ah... non intendevo riferirmi a simbologie massoniche. L'ottagono è simbolo dell'octava dies. Tuttavia non capisco perché l'altare debba essere al centro. Anche nelle chiese antiche costruite a pianta centrale l'altare è nell'area del presbiterio.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ricordo le "parenti" di S. Gennaro cantare ripetutamente e a squarciagola:
San Gennaro, protettore,
fa' la grazia, mio Signore!
San Gennaro, mio potente,
fa' la grazia a tanta gente...

Anonimo ha detto...

Spero non abbiate nulla contro san Gennaro.

Francesco Colafemmina ha detto...

San Gennaro è un grande Santo e il suo miracolo è attestazione vivente dell'espressione di Tertulliano sanguis martyrum semen christianorum!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Al miracolo di S. Gennaro ho sempre creduto.
Quanto alle "parenti", alla loro fede sì, alla parentela no.

I.A.F.I.V.I ha detto...

Consiglio a Sua Saccenza Mons. Colafemmina di andarsi a leggere il quotidiano della Santa Sede. Troverà un articolo del massone (come Ella l'ha definito) Paolo Portoghesi...
Non so se Sua Saccenza avrà il coraggio di pubblicare questo post... Le dico comunque che, a nostro modesto parere, fino ad oggi ha sbagliato mira. Ci rifletta!
Ci saluti il Suo saccentissimo seguito...
I.A.F.I.V.I.

Anonimo ha detto...

E che male c'è a raccogliere una reliquia?
Ricordo di aver letto che il Servo di Dio Alvaro del Portillo, successore di San Josemarìa alla guida dell'Opus Dei, si faceva consegnare dal dentista che aveva in cura il Santo i denti che gli venivano estratti e da lì poi sono state ricavate moltissime reliquie.
Mi pare una procedura molto più sobria e ragionevole dei sezionamenti cui fu sottoposto - per esempio - Sant'Antonio.
Quindi, bene, avanti così.

Massimo.

Francesco Colafemmina ha detto...

Eccellenza Reverendissima,

non essendo abbonato all'OR mi spiace di dovermi perdere l'articolo di Portoghesi, a meno che lei non riesca graziosamente ad inviarmelo.

Quanto al coraggio vorrei dirle che ne ho da vendere.

Cogliones enim habeo iidem qui tu cares, ideo ut nolis nominem tuum publice monstrare... Sed te rogare licet quid istae litterae "IAFIVI" significent...

Tum, quaeso, mysterium solve, formidolose amice!

Pellegrino ha detto...

http://www.bicentenario-goi.it/programma.htm
RIMINI 1-2-3 Aprile 2005
Domenica ore 10.30
Architettura e simbolismo massonico.
relatore Paolo Portoghesi - Università la Sapienza di Roma

http://w2.architetturavallegiulia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2581&Itemid=147

ARCHITETTURA E MASSONERIA
“ l'esoterismo della costruzione"
di Marcello Fagiolo

Sapienza Università di Roma
Maggio 2009, lectio magistralis di:
Marcello Fagiolo
DE DIVINA ARCHITECTURA. L’ESOTERISMO DELLA COSTRUZIONE.

Seguirà una tavola rotonda sul tema “Massoneria, esoterismo e utopia”
con i professori Paolo Portoghesi, Marco Petreschi, Franco Purini.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Diceva il card. Oddi che con i denti di S. Apollonia si potevan riempire 10 sacchi.
Addirittura farsi consegnar i denti estratti volta a volta prima della morte! Si sapeva già che sarebbe stato canonizzato? Via, cerchiamo d'esser seri.
Nella "mia" chiesetta da molti decenni, S. Francesco Poverino, custodiamo la teca contenente il corpo del beato Pietro da Imola, morto nel 1320.
Si sta finalmente profilando la oconsegna ad una commenda dei cavalieri di Malta, ordine cui il beato apparteneva, benché vivesse in estrema povertà ed aiutasse i miseri e i malati e non si fregiasse di insegne racimolate a suon di soldini.
Mi sono opposto ad un ulteriore sezionamento del corpo (gli han tagliato un braccio e poi una costola). All'Arcivescovo ho detto esplicitamente: i signori cavalieri se lo riprendano e lo sezionino a loro piacimento, ma fuori dalla chiesa di cui sono responsabile, in qualità di governatore della Confraternita omonima e suo legale rqppresentante.

DANTE PASTORELLI ha detto...

FRANCESCO carissimo, cogliones habes. Ma il tuo contraddittore non sa cosa siano per natura matrigna e quindi può mostrare solo sigle misteriose.
Attento, però, visto che sei in dirittura d'arrivo al matrimonio: che non t'abbiano a... prelevarteli per una futura canonizzazione. Ormai non faresti in tempo neppure a diventar voce bianca.

Francesco Colafemmina ha detto...

Ahahaha...

Leggo che a San Jose Maria Escrivà conservavano i capelli quando andava dal barbiere...

Un po' come quando vai a San Giovanni Rotondo e vedi le pezzuole imbevute di pus di Padre Pio...

Roba stomachevole!

Andrea ha detto...

Anni fa Portoghesi (che conosco poco, ma mi sembra senz'altro meno pericoloso del card. Ravasi) progettò una "rinascita globale" del Vallo di Diano (SA), a partire dall'abbandonata e meravigliosa Certosa di Padula.

A quanto ne so, la cosa rimase sulla carta.

Notiamo:

1- l'amore alle "rovine" (create dalla stessa Massoneria, tramite le spoliazioni e l'annientamento della vita religiosa), che testimoniano una grandezza perduta (perché uccisa dalla stessa setta).
2- il tentativo (velleitario: veniva considerato tale anche da un avvocato napoletano semi-massone, con cui ne discutevo) di operare il coagula" (Mondo Nuovo) dopo aver realizzato il "solve".
3- la ricerca del "SACRO DIFFUSO" dopo la soppressione della vita cristiana reale ("Ora et LABORA": "Padula", ovviamente, significa "palude", e indica che i Certosini avevano trasformato un'enorme palude in una zona ricca e fertilissima, tramite SECOLI di lavoro). Allo stesso modo, il card.Ravasi sogna il "vento dello Spirito" (in realtà le folate che alzano la polvere e le cartacce) circolare fra la piazza e il "TEMPIO".

Andrea ha detto...

No, caro Francesco e caro Dante:

certo, si esige cautela e rispetto, ma l'alternativa a un mondo pieno di Reliquie (vere !!) è un mondo-cimitero. Ogni vita nel corpo, tranne quelle di Gesù e Maria, è destinata alla "polvere", e non a caso il vero successo di Napoleone fu l'istituzione dei cimiteri FUORI DAI CENTRI ABITATI, come le necropoli pagane.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Andrea,

sio io che Dante ci riferiamo all'esasperazione.

1. Casi nei quali prima della canonizzazione si raccolgono in maniera maniacale reliquie.

2. Casi nei quali anni dopo la canonizzazione si vanno a manipolare cadaveri per estrarne reliquie attraverso macabre attività.

Andrea ha detto...

Non sono "cadaveri", ma corpi certamente (per la canonizzazione)destinati alla gloria.

Lo dico non per pedanteria, ma per sottolineare che la condizione umana è da un lato tragica ("in pulverem reverteris"), dall'altro aperta "con naturalezza" alla salvezza integrale: non di una parte, ma della persona tutta intera.

Luisa ha detto...

Quanto mi fanno ridere i saccenti personaggi, e per di più codardi, che si firmano con una sigla e danno del saccente ad altri!

I.A.F.I.V.I.

Ci si potrebbe divertire a ricamare un vestitino attorno a quelle lettere, non ho tempo e ancor meno la voglia, e poi il mio vocabolario italiano è carente....

Inutile Anonimo Funzionario Istituto Vanità Italiane....se c`è una persona che non ha lezioni di coraggio da ricevere, questo è Francesco Colafemmina, e ancor meno da un saccente, arrogante, presuntuoso personaggio che si nasconde dietro un`improbabile sigla!

Anonimo ha detto...

"Si sapeva già che sarebbe stato canonizzato"?

Chi vive fianco a fianco con un santo capisce benissimo che si trova vicino a un santo e considera realistica l'ipotesi che venga in futuro canonizzato. Se poi e sino a quando la canonizzazione non avviene le reliquie non si fanno, tutto qui.

Tra l'altro aggiungerei un particolare: San Josemarìa, saputo che don Alvaro conservava i denti, si mise a cercarli contrariato insieme a un'altra persona cui disse: "andiamo a scovare queste porcherie". E'ovvio che il primo a non volere la cosa fosse lui.

Poi vorrei capire: non va bene che si raccolgano reliquie in vita, non va bene che lo si faccia dopo la morte, e quando e come lo si deve fare allora, di grazia? A meno che non si arrivi a concludere che il culto delle reliquie sia da evitare in toto, ma questo mi sembra contrastare con l'ininterrotta pia, devota e lodata consuetudine cristiana.

Massimo

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non son certo contrario alla venerazione delle reliquie dei santi, ma credo che est modus in rebus.
Sarà sezionato il corpo di Giovanni XXIII? e quello di Giov. Paolo II?
Un pezzettino di qua ed uno di là?
O questi corpi resteranno integri nella loro urna?
Non ci sono reliquie da "contatto"? Vesti, paramenti indossati, oggetti che i "santi" han toccato ecc. da poter utilizzare come segno della presenza di questo o quel beato o santo?
Inoltre vi sembra davvero commendevole che, ancor da vivi, si conservin di loro capelli, denti, sangue? Vi sembra una sensata venerazione?
Non basta un'immagine benedetta di questi santi ad attestar il loro passaggio su questa terra e la continua presenza spirituale?

Luisa ha detto...

Mi dispiace, ma già solo immaginare il segretario di Giovanni Paolo II domandare al medico di prelevare del sangue al Papa, mi dà il volta stomaco.
Già mi aveva sconcertato che lo stesso non abbia distrutto, come lo aveva domandato Giovanni Paolo, i suoi quaderni di note.
Insomma mi risulta difficile non pensare che taluni si siano comportati con il Papa come se fosse diventato un oggetto "redditizio", come se già si speculasse sui vantaggi futuri di tali "operazioni".

DANTE PASTORELLI ha detto...

Cosa contengon quei quaderni?
Perché non vengon consegnati alla S. Sede?
Quale uso n'è stato fatto e quale ne sarà fatto?

Anonimo ha detto...

Impressionante in quella chiesa (è la prima cosa che ho notato) la stella di David che sovrasta l'altare.
LM

Francesco Colafemmina ha detto...

Ottimo! Finalmente qualcuno se n'è accorto! E' la stessa operazione della chiesa di Santa "Edith Stein" a Roma, che tempo fa definii "chiesa panettone"...

Luisa ha detto...

"Impressionante in quella chiesa (è la prima cosa che ho notato) la stella di David che sovrasta l'altare."


Sarebbe possibile vedere una foto?

Luisa ha detto...

Per la Chiesa di Santa Edith Stein ecco la foto....

http://www.archpanella.it/work/VT/SES_Chiesa_Web/ZPS_SES_Chiesa_Web_.html

Anonimo ha detto...

Ho guardato le opere di questo studio architettonico. Neppure particolarmente geniale. Pedante riproposizione degli stilemi più vieti dell'architettura religiosa contemporanea. Si salvano solo le poche realizzazioni che prevedono il tabernacolo centrale (ma celebranti e ministranti stanno li a fianco: sic!!!!!!!!!!!!). Architetto non brillante, ma committente incompetente.
XYZ

Andrea ha detto...

Ma perché "stella di Davide" ?
Sia qui che in Santa Teresa Benedetta io vedo la stella a otto punte.
Per Dante (21 gennaio h12:23): un'immagine è un richiamo per gli occhi e un segno della presenza operante del Santo - una reliquia, specie "ex ossibus" o analoga, E' il santo, con una aprte del corpo che Dio gli diede e che risorgerà glorioso.

Siamo sempre al solito punctum dolens: l'anima è "forma"(in senso metafisico) del corpo o corpo e anima sono entità separate ?

Anonimo ha detto...

che ironia!!!
eppure vi hanno messo le balaustre per la comunuione in gionocchio...
ma si quando c'è odio c'è cecità

Ovviamnte c'è la moderazione affinchè di possa dire solo ciò che vuole che si dica l'autore. Bella misericordia!

Francesco Colafemmina ha detto...

Mah...

carità, cecità... imbecillità...