sabato 15 gennaio 2011

LA BABELE DELLA FEDE CATTOLICA E LE NOSTRE CERTEZZE



di Francesco Colafemmina

Le Premesse

In principio fu il Libro-Intervista e la questione del profilattico. Si era agli albori di una nuova era. Un'era che coincideva col Concistoro e dunque con nuovi assetti interni al Collegio Cardinalizio. Ciò che da qualcuno (leggi neoconservatori statunitensi) fu letto come un cambiamento, una modifica della morale cattolica, venne immediatamente difeso da numerosi giornalisti come un errore di lettura di qualche cattolico zelota.
E così si sviluppò la caccia all'untore che osava contestare la legittimità o meglio la coerenza etica delle affermazioni di Sua Santità.
Qua e là si levarono voci più moderate, ma altrettanto forti, che contestavano il metodo: l'intervista. Si diceva: "il Papa non dovrebbe concedere interviste, questo era tipico di Giovanni Paolo II". I cattolici moderati, non avanguardisti e nemmeno tradizionalisti, capivano il riferimento a Papa Wojtyla implicito nell strategia del libro intervista, ma ancora erano incapaci di intravederne gli esiti.
L'escalation è arrivata a gennaio improvvisa e stupefacente. E il sole non accenna ancora a risplendere all'orizzonte.
Possiamo esser certi che le ragioni del "cambiamento" che ormai nessuno potrà negare abbiano una duplice natura che si rifà ad un'unica causa. Sono infatti esterne e interne alla Chiesa (mass media e poteri forti esternamente, innovatori sia progressisti che - e non è un paradosso - conservatori all'interno della Chiesa) ed hanno quale radice l'esposizione mediatica della Chiesa durante il periodo che va da febbraio a maggio del 2010 e la crisi generata dalla "questione pedofilia".


Il Giornalismo nostrano e le insidie del web

Cominciamo però dal caso particolare del giornalismo italiano. Il giornalismo italiano è il fulcro dell'attenzione mediatica mondiale sul Vaticano. Ciò che affermano i vaticanisti italiani, giornalisti che professionalmente analizzano quanto accade nel Vaticano e nella Chiesa in genere, viene considerata una risorsa autorevole di informazioni, ma anche di opinioni. Se le opinioni dei giornalisti - una categoria che non è mai obiettiva anche quando si sforza di esserlo - cominciano a convergere su posizioni ben delineate, vuol dire allora che qualcosa sta accadendo fra le mura leonine. Una sorta di ordine di scuderia: cambiare rotta! E i più attenti fiutano subito l'aria nuova...
Impercettibilmente i vaticanisti che non possono - istituzionalmente - mai criticare pubblicamente il Papa, ma che pure son capaci di identificare guasti e disfunzioni della macchina di governo della Chiesa, cominciano a supportare ogni singola parola del Pontefice e a difenderlo perinde ac cadaver, come i Gesuiti di qualche secolo fa. Eppure, stranamente, nessuno si è mai prodigato prima d'ora di denunciare tutti quei Vescovi che le direttive del Papa le hanno sempre ignorate...
Ma i giornalisti aggiungono anche distinguo e frecciatine, onde orientare l'opinione pubblica. Pensiamo ad esempio all'orientamento del prof. Massimo Introvigne. Da opinionista esperto di sette e massoneria, si è lentamente trasformato nel giro degli ultimi mesi in costante commentatore di ogni discorso del Pontefice, in castigatore dei perplessi, in difensore strenuo di un cattolicesimo conservatore ma anti-tradizionale, in promotore di quella "difesa dei cattolici del mondo" che è legata strettamente alla questione della convivenza con l'Islam.
Introvigne non è un vaticanista di professione, ma di fatto, orienta l'opinione pubblica.
Pensiamo poi alle recenti critiche al manifesto di intellettuali e giornalisti critico verso Assisi e pubblicato dal Foglio. In questo contesto un ruolo fondamentale è stato giocato da alcuni blog e siti che formalmente raccolgono notizie vaticane e le diffondono, ma in realtà orientano il giudizio dei lettori attraverso il recupero di articoli periferici ma dai forti connotati opinionistici. Così anche il giornalista della gazzetta della val Brembana (per fare un esempio) si ritrova a parlar male di Agnoli e Palmaro dalle pagine di questi siti e ad esser letto da tanti attenti fedeli che prendono per oro colato ciò che costui afferma adeguandosi nel segno del conformismo ai commentari del Corriere della Sera...
Lo scopo ufficiale è quello di difendere il Papa, ma chi ha mai detto che un manifesto di intellettuali innamorati del Papa debba essere un "attacco al Papa"?
Un altro strumento interessante è costituito da nuovi portali giornalistici cattolici, perché numerosi articoli diffusi in rete, anche in questo caso, tendono ad orientare l'opinione verso posizioni per lo più conservatrici, ma avverse a ciò che viene comunemente considerato legato alla "tradizione". Sarebbe a dire: difesa ad oltranza del Papa, esaltazione di ogni atto approvato dal Papa e promosso in generale dalla Chiesa, critiche al resto del mondo. In questo contesto mantengono ancora una coscienza critica pochi singoli giornalisti garantiti dai propri editori. Il quadro è però chiaro: il web sta diventando sempre più un campo di battaglia ideale per delineare visioni, stati d'animo collettivi, un pensiero dominante e condiviso di ciò che accade nel Cattolicesimo e di come andrebbero interpretati gesti, parole, atti del Papa e delle gerarchie ecclesiastiche.
Molti commenti, dunque, e tendenzialmente uniformati sulla linea di una piena adesione al Concilio Vaticano II e di forte continuità con le movenze e gli indirizzi del pontificato di Giovanni Paolo II, annientando la portata di quelle novità essenziali ma forse politicamente marginali (in campo ermeneutico e liturgico) introdotte da Papa Benedetto.


Gli eventi più recenti e il ritorno di Giovanni Paolo II

Questa situazione esterna di orientamento dell'opinione dei fedeli cattolici in Italia e, conseguentemente anche nel mondo, risulta oggi estremamente interessante, se letta alla luce dei seguenti eventi recenti. Ne riassumo in breve la cronologia:

1 Gennaio 2011: il Papa annuncia Assisi III
3 Gennaio 2011: il Papa parla di "fedi religiose"
4 Gennaio 2011: il Papa nomina un nuovo prefetto alla Congregazione per i religiosi vicino ai Focolarini
10 Gennaio 2011: Discorso sulla libertà religiosa
13 Gennaio 2011: Il Purgatorio "fuoco interiore" e "non luogo"
14 Gennaio 2011: Annuncio della Beatificazione di Giovanni Paolo II
15 Gennaio 2011: Annuncio del prossimo incontro con i fondatori del Cammino Neocatecumenale (speriamo non in tuta Adidas!) e annuncio dell'approvazione delle catechesi del Cammino Neocatecumenale; nomina di un protestante a capo della Pontificia Accademia delle Scienze.

Sarebbe difficile sintetizzare il senso di questa progressione, ma è evidente che qualcosa sta cambiando. Nel 2006 il Papa aveva rinunciato alla partecipazione ad Assisi III, pur invitato dalla Comunità di Sant'Egidio: inviò soltanto un messaggio, ritornando sulla questione del sincretismo e del relativismo che potrebbero emergere da una non corretta interpretazione dello "spirito di Assisi".
Oggi invece il Papa sembra porsi in diretta continuità con il predecessore, partecipando ad un evento "mediatico" che resta tale. Perché la Chiesa non opera mediaticamente nè con i grandi raduni, nè tantomeno attraverso i gesti simbolici, ma opera attraverso l'annuncio del Vangelo e l'azione salvifica della Santa Messa.
Nessuno può dunque affermare che Assisi III non sia altro che un evento mediatico di quelli programmati dalla Comunità di Sant'Egidio ogni anno, nella memoria di Giovanni Paolo II (quasi che Benedetto XVI non sia mai esistito!).
Sulle "fedi religiose" ha già detto qualcosa Mons. Fellay, ma lui è sospeso a divinis, quindi non dovrebbe parlare... Sulla "libertà religiosa" cercherò di dire qualcosa nei prossimi giorni. Sul Purgatorio, anche qui, siamo non certo al cambiamento della dottrina millenaria della Chiesa, ma a un cambiamento sottile dell'immaginario collettivo, l'introduzione di una ambiguità (?) interpretativa che facilmente ridotta dai mass media, induce un indebolimento della fede dei semplici.
Il Purgatorio è sì uno stato ("il purgare l'anima dal peccato"), ma nella tradizione è anche un luogo. Perché ogni evento non può non accadere nel tempo e nello spazio. Non a caso il purgatorio ha una durata dipendente dal peso dei peccati. E questa durata la possono ridurre gli uomini attraverso le preghiere. E soprattutto, nel Trattato sul Purgatorio di Santa Caterina da Genova esso viene connotato ben quattro volte in due pagine come "luogo".
Sul fuoco invece, bisogna aggiungere che non è meramente interiore, né Santa Caterina lo definisce tale. E' un fuoco esteriore, nella tradizione parificato a quello dell'Inferno. E basta andare sul Lungotevere nella chiesa che ospita il Museo del Purgatorio per vedere una serie di testimonianze di questo fuoco esteriore...
Sulla beatificazione di Giovanni Paolo II nessuno può dire nulla. Certo non si tratta, nel magistero, di un atto infallibile del Papa, ad ogni modo ciò che fa specie è che al ritardo subito dalla causa di beatificazione nel corso del 2010, per via dell'impatto degli scandali pedofili, in gran parte avvenuti e coperti sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, abbia fatto seguito una improvvisa accelerazione. E come non pensare che in questo caso l'immagine, la vita, il ricordo di Giovanni Paolo II siano in qualche modo sfruttati per generare consenso?
Sappiamo bene che Giovanni Paolo II è un papa molto amato, che è ancora nei nostri cuori, che illumina ancora le nostre coscienze, ma la sua beatificazione la percepisco personalmente come l'esito di un meccanismo di consenso che paradossalmente finisce per farne apprezzare meno la grandezza umana con tutti i limiti propri della condizione dell'uomo. Ma si sa, in Vaticano sono molti ad aver ricevuto miracoli da Papa Wojtyla, a partire dal suo storico segretario, oggi Cardinale, che mai sarebbe riuscito ad arricchirsi (spiritualmente?) senza restar vicino al Beato Pontefice. E un altro miracolato è certamente il Cardinal Sodano il quale permane decano del Collegio Cardinalizio, nonostante siano accertate le sue responsabilità nella copertura dei crimini notissimi in Vaticano del fondatore dei Legionari di Cristo, una vera e propria bestia travestita da prete...
Chiaramente se letta alla luce della strategia mediatica iniziata con il libro-intervista e il suo contenuto che va al di là del mero caso profilattico, la beatificazione di Papa Wojtyla risulta un mezzo per il rilancio dell'immagine della Chiesa. Ma ha anche dei risvolti sul papato di Joseph Ratzinger.
Ciò che molti hanno letto come una certa discontinuità di Ratzinger rispetto al Papa Polacco, potrà essere da oggi in poi direttamente cassato. Se il revival wojtyliano durerà per il resto del pontificato non riuscirà difficile ad un prossimo Pontefice (che possa giungere fra cento anni!) annunciare la continuità con Benedetto XVI, mentre in realtà di Benedetto si potrà agevolmente prendere a modello solo questa fase wojtyliana.
E veniamo all'ultima news, la più sconvolgente: il Cammino Neocatecumentale è definitivamente approvato. Ci si augura che i 14 volumi di Catechesi siano pubblicati prossimamente, ma chiaramente chi potrà affermare che vi son contenute eresie? Nessuno. E chi potrà criticare il Cammino dopo l'ennesima approvazione papale? Nessuno. E quale Vescovo potrà opporsi all'avanzata del Cammino? Nessuno.


Gli interrogativi allarmanti e il ruolo del Papa

Ma domandiamoci anche: come si sposa il Cammino con la tradizione millenaria della Chiesa? Qual è la sua continuità con il Magistero?
Come rispondere a queste domande?
In una Chiesa che assume sempre più l'aspetto di un grande supermarket dei carismi e delle inclinazioni la Verità e l'Unità finiscono per vaporizzarsi nelle sensibilità. Le forze centrifughe sono in azione e la fede degli uomini in Cristo minaccia di trasformarsi in etereo individualismo, nel soggettivismo delle opinioni liturgiche, teologiche ed ecclesiologiche.
In tutto questo come si pone l'operato del Papa? Ebbene, qui, cari amici, credo ci sia l'equivoco principale. Perché sebbene il Papa sia essenzialmente colui che compie le scelte e prende le decisioni, cionondimeno il Papa non agisce da solo e il suo pensiero è sempre stato chiaro. Tuttavia il Papa porta su di sé il peso della Chiesa e sa che le pressioni nei confronti di Pietro potrebbero sono tese a minacciare la Chiesa nella sua interezza. Perciò si assume il grave fardello della mediazione e della comunione, perciò cerca di bilanciare gli equilibri e di fare in modo che col tempo gli animi si plachino. Ma nessuno può affermare che il Papa liberamente prenderebbe tutte le decisioni e pronuncerebbe tutti i discorsi che sinora ha pronunciato. E chi racconta che il Papa è l'unico e indiscusso autore e ideatore dei suoi discorsi e delle iniziative di cui è protagonista, oltre che disorientare i fedeli, non fa altro che mentire.
Perché tutti sanno quanto forte fosse in Vaticano fino a qualche anno fa il potere della cosiddetta "sacra corona", oscuri funzionari della Segreteria di Stato che controllando la redazione dei discorsi del Pontefice e coadiuvando l'attività del Sostituto per gli affari generali, riuscivano a gestire buona parte dell'attività del Papa, orientandola paurosamente verso i propri indirizzi.
E tutti sanno che Mons. Filoni è il protettore dei Neocatecumenali, assieme al polacco Cardinal Rylko. E tutti sanno che il Cardinal Bertone, sebbene unito da una amicizia personale al Santo Padre, politicamente agisca in Vaticano solo pro domo sua.
Nella situazione di panico e di timore seguita alla presa di coscienza dei danni prodotti sulla fede dallo scandalo pedofilo, in molti hanno quindi creduto opportuno "aiutare" il Papa a risuscitare la fede e a trovare misure di rilancio del Cattolicesimo. Ciò è accaduto anche in ritardo, perché in Vaticano la difficoltà della situazione è stata percepita mesi dopo, essenzialmente nella calma estiva, mentre il Papa colloquiava con Peter Seewald.
E di questo stato d'emergenza sono stati in molti ad approfittarne, specialmente i movimenti più ricchi finanziariamente e quindi più favorevolmente accolti alla corte del Papa (perché solo così si passano le strette maglie della Segreteria di Stato onde accedere direttamente al Papa). Così in un sol colpo tre importanti movimenti hanno ottenuto tre successi in due settimane: i Focolarini attraverso la nomina del nuovo Prefetto degli Istituti di vita consacrata, i membri della Sant'Egidio ottengono Assisi III, i Neocatecumenali sono pienamente riconosciuti. Ma non bisogna credere che l'accesso al Papa costituisca una automatica approvazione o l'ottenimento di soddisfazioni private. Molto semplicemente ciò che viene comunicato direttamente al Papa può condizionare il suo giudizio, ma soprattutto garantisce visibilità a coloro che egli incontra (come nel caso dei neocatecumeni recentemente presentatisi in abiti generalmente dimessi: Kiko come un impiegato delle poste, Carmen con tuta adidas degna di una casa di riposo per ricchi di Beverly Hills e don Pezzi senza la talare che probabilmente non ha mai indossato in vita sua).


Cum Petro et sub Petro!

Tendenzialmente c'è sempre stata la tentazione di interpretare il Papa come un uomo solo e indifeso, assediato da innumerevoli nemici. Questa interpretazione è spesso un alibi comodo per coloro che attribuiscono al Papa decisioni che fan piacere a loro e ai nemici del Papa decisioni più amare e spiacevoli, alibi che il Papa stesso ha cercato di smentire nel suo libro intervista. Eppure oggi, mentre in pochi giorni si elevano i piani della Babele cattolica, non possiamo fare a meno di pensare che non sia certo intenzione del Papa creare maggior confusione nell'arena della Chiesa. Egli che ha sempre richiamato all'unione sotto Pietro, che ha sempre richiamato al valore della Verità, contro il relativismo e la sua dittatura, non può agevolmente produrre un contesto di confusione, nel quale ognuno parla la sua lingua e ognuno conduce le proprie battaglie per interessi particolari e non generali.
Ergo il Papa non può essere considerato l'autore di tutte le trasformazioni che stiamo osservando, ma è al contrario l'ebollizione di un Cattolicesimo senza la bussola puntata su Cristo, a produrre le trasformazioni cui assistiamo. Ed è la società mediatizzata a richiedere quale ricetta per il rilancio della fede il ritorno alle iniziative mediatiche, il ritorno all'esaltazione della Personalità, di Giovanni Paolo II quale "modello di Papa" e non alla difesa del Papato in sè. Conseguentemente se è necessario sfruttare il carisma personale del defunto pontefice polacco se ne devono adottare anche le scelte e le movenze tipiche.

Perciò il cattolico semplice, quello che non appartiene a conventicole e movimenti e che è stupito dagli ultimi eventi cosa dovrebbe fare?

A mio parere dovrebbe amare il Papa e onorarlo sempre. Amare la Chiesa senza ragioni mondane, ma solo ultramondane. Non perché beatifica o non beatifica questo o quel grand'uomo, non perché accresce la confusione della fede, promuovendo le catechesi parallele dei Neocatecumenali, non perché preme così tanto sul Papa da riuscire a convincerlo della necessità di un ritorno allo stile Giovanni Paolo II. Così non agisce la Chiesa di Cristo, ma soltanto alcuni uomini. La Chiesa è fatta di tante anime che pregano e sono unite al Signore. E per essere autenticamente uniti al Signore bisogna restare con Pietro e sotto Pietro, senza farsi ingannare da quella mondanità ormai penetrata nel Santuario, ma dando testimonianza di viva spiritualità, di continuità con i nostri padri, di fede nell'Istituzione divina e non meramente in questa o quella personalità umana. E in questo i fedeli legati alla tradizione, diciamo pure i tradizionalisti, hanno molto da insegnare all'intero ecumene cattolico. Perciò non demoralizzatevi e non stupitevi, ma operate in spirito di Verità perché ogni ricetta di rilancio della fede fondata su mezzi e fini meramente umani non può che essere transitoria e a lungo andare fallimentare. Solo attraverso l'annuncio della fede in Cristo e la preservazione della tradizione della Chiesa Cattolica possiamo superare la crisi della Chiesa, quella attuale e quella cominciata con l'ubriacatura del Concilio, cinquant'anni fa. E su questo il Vicario di Cristo sicuramente è d'accordo con noi.


61 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie Francesco! Non ci conosciamo, ma mi permetto di rivolgermi a te come ho fatto all'amico Palmaro: "So per esperienza cosa significa uscire allo scoperto, quando il tuo cuore ti chiede di farlo, per il solo amore a Cristo e a Maria, sapendo che saranno gli amici fino a ieri a te più vicini quelli che ti attaccheranno più duramente e che sarai denigrato anche per come ti allacci le scarpe. Non temi per te.Temi per i tuoi cari per i danni che a causa tua potranno loro derivare. Tu non vorresti, apparire un "fenomeno"ma ti inginocchi alla comunione in mezzo alla fila di mani protese a pretenderla. Così come alla mensa aziendale ti "segni" sapendo che ciò non gioverà certo alla tua carriera. Ma lo fai! Perchè l'amore per Cristo e la Chiesa è più grande. Un abbraccio forte dalle colline di Romagna che continuerà finchè,pian pianino, uno ad uno, gli ex amici,ora nuovi nemici, "vedranno" e inveiranno molto più forte di te contro ciò che tu oggi hai solo detto di temere".
Mazzarino da ALMA PREX

Pellegrino ha detto...

Rischierò l'iperbole..Francesco Colafemmina è la mente più lucida tra i tanti che si occupano di Cattolicesimo negli ultimi 10 anni!!!

DANTE PASTORELLI ha detto...

E c'è anche qualche blog che non pubblica un commento in cui con grande rispetto ricordavo la teologia tradizionale che anche per il Purgatorio, e non solo per Inferno e Paradiso, parla di status et locus, e che ritener questo insegnamento è sempre lecito, anche se il Papa riduce il "secondo regno dove l'umano spirito si purga e di salir al ciel diventa degno" a mera condizione.
E rammentavo anche che per la Tradizione pure nel Purgatorio le anime soffrono la pena del danno e la pena del senso.
La pena del danno è il ritardo della visione beatifica, addolcita perà dalla certezza che, purificate, le anime vedranno Dio ed in lui vivranno.
La pena del senso è per tradizione individuata nel fuoco che, secondo i primi Padri, è l'elemento primo di purificazione. Fuoco materiale che diventa, sì, anche interiore.
S. Tommaso, che non è l'ultimo arrivato, pur sottolineando che la Sacra Scrittura non dice niente in modo specifico in merito, considera più probabile ed in accordo con le rivelazioni private che il fuoco è lo stesso che c'è nell'inferno. E cita S. Agostino: "In un unico fuoco l'oro scintilla e la palglia manda fumo": così dimostra che il fuoco tormenta in eterno i dannati e i demoni ma purifica le anime morte in istato di grazia. (S.Th. Suppl. Append. Q.1, art.2).
Quella del Papa è una posizione personale e non definitiva. Del resto ciò non deve meravigliare: il suo insegnamento sul Limbo dei bambini non è in linea con l'insegnamento tradizionale. Sostiene il card. Ratzinger, ed ora il suo pensiero s'è riversato nel CCC, che l'esclusione dalla salvezza dei bambini morti senza Battesimo, e quindi macchiati del peccato originale, è solo "ipotesi teologica" atta a rafforzar la tesi che il Battesimo è la via ordinaria per la salvezza, mentre è verità di fede asseverata da concili e Papi e catechismi: senza il Battesimo non ci si può salvare - salvo alcuni casi particolari che qui non tocco - ed i bambini morti senza battesimo saranno eternamente nel Limbo in una condizione di felicità naturale, per cui è necessario battezzarli il prima possibile dopo la nascita. Peccano gravemente i genitori che pongono i figli, in caso di morte, nella condizione di non aver la vita eterna (Ultime chiare affermazioni: Catechismo Maggiore di S. Pio X, artt. 562-563) e Pio XII, Discorso alle ostetriche).
Il lavoro della Commissione teologica sul Limbo s'è concluso con un nulla di fatto. Dunque, mi ritengo vincolato all'insegnamento tradizionale.

Caro Francesco, condivido in toto la tua analisi.

Anonimo ha detto...

Caro Francesco,

Quindi ormai la realta' mediatica ha sopravanzato quella della Fede e la salvezza delle anime? Dovremmo temere l'ira di Dio assai piu' di quella degli uomini.


Francesco

Francesco Colafemmina ha detto...

Pellegrino hai esagerato!

D'altronde di questi tempi le mie opinioni risulteranno totalmente politically un-correct e sarò bandito come un derivato del tradizionalismo protestante. Poco male. Basta che non mi accusino mai di essere neocatecumenale... solo allora avrò paura di aver perso la fede...

Francesco Colafemmina ha detto...

Dante sono pienamente d'accordo. Oltretutto mi par di aver notato fra le righe l'annullamento della pena o la sua scoloritura in mero automatismo dell'anima.

L'anima brucia - interiormente - perché prima di arrivare a Dio "si deve purificare". Ma questa purificazione è penosa non in automatico ma per volontà di Dio.

Riducendo tutto al razionalismo anche post-mortem, si arriva ad un punto in cui non c'è più bisogno di Dio.

Andrea ha detto...

Non per applicare una correzione "professorale" (come si diceva a proposito di mons. Fellay), ma per andare al cuore della questione, un titolo più adatto sarebbe "La Babele della Chiesa e le certezze cattoliche".

Per fare un esempio pratico (e tragicamente importante), il citato professor Palmaro ha messo in evidenza più volte il sostegno della CEI a una legge sul "fine vita" che conterrà sicuramente dei princìpi di "libera scelta" della persona sulla propria sopravvivenza: Babele della Chiesa (soprattutto tramite l'infausta istituzione delle conferenze episcopali nazionali), contrapposta alle certezze cattoliche sulla vita umana-dono di Dio !

Anonimo ha detto...

I Vescovi giapponesi hanno resistito ai samurai nel 1637 e a due bombe atomiche (Hiroshima e Nagasaki erano le uniche due sedi vescovili nipponiche). Ma erano mali che venivano da fuori della Chiesa.
Spero che sapranno tener testa anche a Kiko e ai suoi potenti protettori.

Spero anche nell'intercessione di S. Francesco Saverio.

Francesco

El Cid ha detto...

Assistiamo effettivamente ad una deriva ecclesiastica in senso "conservatore ma anti-tradizionale".
Il carattere conservatore assicura la protezione politica del potere mondano, ma in una condizione di dhimmitudine, il carattere antitradizionale assicura la legittimazione di fronte a questo potere.
Ma questa condizione di giuseppinismo o cesaropapismo permette anche la reviviscenza del progressismo teologico e liturgico, che d'altronde nella storia si sono sempre sposati benissimo.
Una Chiesa vicina al Potere e lontana dai suoi fedeli (i piccoli, gli umili e gli ultimi in primo luogo) diventa facile pretesto per demolirla nella sua identità più propria.
Avremmo bisogno di pastori come il card. Siri, povero vicino ai poveri, ma difensore della Tradizione (difensore della Tradizione).
Perciò non posso che condividere la lucidissima analisi di Francesco e gli auguro di resistere nella fedeltà e nella franchezza.

mic ha detto...

Caro Francesco,

grazie per questa ennesima articolata analisi che condivido toto corde

come sai da tempo sono oggetto di invettive e attacchi di ogni genere proprio per aver chiamato le cose col loro nome, come è richiesto a noi cristiani.

Non sai quanto mi conforti di non essere più sola sul web e, soprattutto, di vedere la "buona battaglia" in difesa della Verità, in mani sicure, in pensieri e azioni di un cuore appassionato e pieno di parresìa nonché di lucida Fortezza...

Che il Signore ti assista e ci assista e ci sorregga nel custodire difendere e diffondere la nostra fede

gianluca cruccas ha detto...

a. San Tommaso d’Aquino.

Il Dottore Angelico, in diverse sue opere, insegna che in casi estremi è lecito resistere pubblicamente a una decisione papale, come San Paolo resistette in faccia a San Pietro: «essendovi un pericolo prossimo per la fede, i prelati devono essere ripresi, perfino pubblicamente, da parte dei loro soggetti. Così San Paolo, che era soggetto a San Pietro, lo riprese pubblicamente, a motivo di un pericolo imminente di scandalo in materia di fede. E, come dice il commento di Sant’Agostino, “lo stesso San Pietro diede l’esempio a coloro che governano, affinché essi, se mai si allontanassero dalla retta strada, non rifiutino come indebita una correzione venuta anche dai loro soggetti” (ad Gal. 2, 14)»[4].

Nel commento all’Epistola ai Galati, studiando l’episodio in cui San Paolo resistette in faccia a San Pietro, San Tommaso scrive: «La riprensione fu giusta e utile, e il suo motivo non fu di poco conto: si trattava di un pericolo per la preservazione della verità evangelica […]. Il modo della riprensione fu conveniente, perché fu pubblico e manifesto. Perciò San Paolo scrive: “Parlai a Cefa (cioè a Pietro) davanti a tutti”, perché la simulazione praticata da San Pietro comportava un pericolo per tutti. In 1 Tim. 5, 20 leggiamo: “coloro che hanno peccato riprendili di fronte a tutti”. Questo si deve intendere dei peccatori manifesti, e non di quelli occulti, perché per questi ultimi si deve procedere secondo l’ordine proprio alla correzione fraterna»[5].

San Tommaso aggiunge anche che questo episodio della Scrittura contiene insegnamenti tanto per i prelati quanto per i loro sudditi: «Ai prelati [fu dato esempio] di umiltà, perché non rifiutino i richiami dei loro inferiori e soggetti; e ai soggetti [fu dato] esempio di zelo e di libertà, perché non temano di correggere i loro prelati, soprattutto quando la colpa è pubblica e costituisce un pericolo per molti»[6].

Daniele ha detto...

Oltre tutto, è pure sbagliato sostenere, come sembra di evincere dalla catechesi in questione, che le anime purganti sono causa a se stesse della sofferenza che le purifica, prima di tutto perché, essendo il fuoco esteriore e non solamente interiore, ciò è impossibile, ma anche perché, se l'anima potesse espiare da se stessa le proprie colpe, significherebbe che è ancora in grado di meritare, mentre sappiamo che dopo la morte la possibilità del merito cessa.

S. Caterina da Genova afferma soltanto che le anime purganti accettano di buon grado la sofferenza inviata loro da Dio, in un modo però che non implica merito. La teologia classica insegna che le sofferenze dell'anima purgante non sono soddisfazione ma "soddispassione" (satispassio) delle colpe commesse, cioè penitenza puramente espiatoria e non anche meritoria.

Pare di ravvisare, dietro a tutto questo, una sorta di idiosincrasia verso il concetto di punizione divina, anche nel caso in cui questa sia finalizzata al conseguimento dell'eterna beatitudine.

Anonimo ha detto...

In merito alla questione Purgatorio, pur non avendo alcuna preparazione in questo ambito, mi permetto di avanzare una obiezione, in attesa di una vosrta eventule chiarificazione. Ma il fuoco che qui avete detto che sia "esterno" avendo come oggetto della sua azione un'anima, non è già per se stesso "interno"? In sostanza, si tratta di un fuoco associabile in senso lato ma che non va assimilato diretamente al fuoco che può investire un corpo fisico. Pongo lo stesso interrogativo anche in riferimento al concetto di Purgatorio come luogo. io ho come l'impressione che dato che si tratti di luogo, nel vero senso della parola, dell'anima, ci siano differenze tali con le condizioni in cui viviamo la nostra vita terrena, da rendere possibili diverse espressioni per indicare una stessa realtà.

Antonio

Stefano78 ha detto...

Francesco, sarebbe un affronto alla realtà dei fatti non dire che questa articolata analisi sia eccezionale.

Non mi ritrovo in tutto, ma in molto. Come del resto sai.

L'unica cosa che vorrei focalizzare, anche in questo caso, è il fatto che lo "strumento di interpretazione" del Papa, dei suoi atti, non possa essere "univoco" e esclusivamente basato sugli atti SEMPLICI.

La complessità della situazione, e l'analisi logica in genere, tendono a non dover ISOLARE il fatto, per poi trarne l'interpretazione.

C'è bisogno di una analisi il più possibile obiettiva e genrale, che tenga conto di tutto.

Il Papa, proprio dallo sviluppo dei suoi atti, e dalla coerenza del suo magistero, come della Sua e nostra fede, è chiaramente in una situazione tale come da te descritta: è in mezzo a fazioni intenre che spingono violentemente.

Questo fatto, non può nè essere "ridimensionato", nè considerato ininfluente rispetto alle soluzioni pratiche da proporre.

Non credo sia, tra l'altro, ignorabile cosa queste pressioni faziose possano comportare nei fedeli deformati. E sono tanti.

Non si tratta di "giustificare" sempre il Papa, si tratta di analizzare i fatti.

Tanto è vero che il Papa cerca di mediare portando alla Fede chi ha costituito la sua fazione, chiunque sia, ma in questa mediazione non può non concedere certe cose.

Lo stesso dicasi rigaurdo la catechesi sul Purgatorio. Sappiamo benissimo che quello che ha detto il Papa non nega la dottrina tradizionale sul Purgatorio, ma accentra di più questo elemento di fede sullo STATO personale (la colpa personale) che sul luogo materiale.

Questo significa che il Papa si rivolge a chi NON CREDE PIU' nel Purgatorio. Principalmente. E sono i più.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Indubbiamente la dottrina del Purgatorio non ha profonde radici nella Scrittura ove si escludano II Maccabei,12,43-46 (Giuda Maccabeo scoprì sotto gli abiti dei cadaveri degli oggetti idolatrici e, vedendo in questo la ragione della sconfitta, fece una colletta e la mandò al Tempio di Gerusalemme per sacrifici espiatori), alcuni passi del Nuovo Testamento, ad es.Mt,5,25-26; 12,31-32 variamente interpretati, e la pericope I Cor,3,10-17, nell'interpretazione di S. Tommaso (In I Cor., c. 3 lect.2). Esiste, però un'imponente Tradizione, i Padri Latini soprattutto ma non solo.
Se si consulta il Denzinger- Hunermann si leggerà, anche, l'insegnamento pontificio e conciliare, ad es.: la costituzione Romanus Pontifex (12.XII. 1254) di Alessandro IV che parla di luogo e fuoco purificatore; il Decreto del 3.XII. 1563 del Concilio di Trento in cui si parla di Purgatorio e di anime "ivi trattenute" (IVI, luogo, non solo condizione) e potrei continuare.
E nello stesso Decreto (Denzinger-Hunermann, art. 1820) si legge che i predicatori non devono entrar in particolari difficili e sottili che possono indurre in errore, e mettono in pericolo la fede dei semplici. Dunque, il Predicatore Primo, dovrebbe attenersi a quest'aurea sentenza. Proporre una propria visione del Purgatorio, chiamando in causa impropriamente S. Caterina da Genova - e si sa che le visioni private non sono la base della dommatica - dinnanzi al mondo intero che la riterrà verità di fede provenendo da un Papa, è quanto meno imprudente. E non aggiungo altro.

Ma ormai sappiamo che, se l'inferno esiste, è vuoto (eresia che risale almeno ad Origene) e come sostiene Mancuso, "teologo cattolico" non ufficialmente smentito con benché lievi provvedimenti "medicinali", non, per carità, mai sia!, con scomunica per eresia visto che distrugge tutta la base dommatica della Chiesa e del Cattolicesimo ch'essa incarna, e dell'intero Cristianesimo, "il peccato originale è un autentico mostro speculativo e spirituale, il cancro che Agostino ha lasciato in eredità all’Occidente".
Dunque, non esistendo il peccato originale significa che oggi tutti viviamo nel Paradiso terrestre, muniti dei doni soprannaturali e preternaturali dell'Adamo ancora innocente; non siamo sottomessi a malattie e morte; non siamo sottoposti al duro lavoro ed al parto doloroso (già, ora c'è l'anestesia); e vano ghiribizzo di Dio è stata l'Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
Dante, Dante, "quare tristis est anima tua?"; "spera in Deo..."!
E in chi altro dovrei sperare?

Anonimo ha detto...

Credo che lei Dott. Francesco sia veramente l'unica voce chiara nel vasto mondo dell'informazione italiano. Finalmente! Io sono un uomo semplice e di media istruzione, ma concordo pienamente con ciò che lei scrive. Il riconoscimento del Cammino kikiano per me è un grande dolore, ho praticamente tutta la famiglia e parenti dentro questa comunità. Non giudico la fede degli aderenti, ma l'impostazione, soprattutto liturgica, dottrinale ed ecclesiologica di questo cammino che reputo molto lontano dalla Tradizione secolare della Chiesa.
Riguardo al Purgatorio, ho avuto modo di conoscere la mistica calabrese Natuzza Evolo e ne ho letto la biografia ufficiale recentemente: quì ho trovato le risposte ai miei dubbi sulla catechesi del Santo Padre. Lo so, chi studia teologia non vuole sentir parlare di esperienze mistiche nè di rivelazioni private, tuttavia, ritengo la testimonianza di vita di Natuzza Evolo di grande efficacia per il cammino spirituale mio e, spero, di altri fedeli cattolici.
Grazie e continui così.
Roberto

DANTE PASTORELLI ha detto...

Insomma, caro Stefano, siccome molti non credono più al Purgatorio, diamogli l'offa di una mezza verità o di una verità edulcorata, e tutti contenti.
Strano modo di reggere il gregge se questo davvero fosse il criterio che guida il pastore.
Anche nel campo della Catechesi esistono colpe di omissione.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Roberto, non è vero che tutti coloro che studian teologia non voglion sentir parlar di mistici e rivelazioni private. Ci sono tanti mistici santi e la loro esperienza è riconosciuta validissima dalla Chiesa che spesso la propone a modello.
Le rivelazioni private, anche quando sian riconosciute dalla Chiesa, non fan parte della RIVELAZIONE: e questo è un fatto inoppougnabile. La Chiesa tiene in giusto conto le rivelazioni private che concordano con il Magistero ininterrotto.

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Francesco il Suo ragionamento non fa una grinza e la Sua esposizione è di una linearità disarmante!...
Purtroppo, la potenza del denaro si fa sentire proprio dove non dovrebbe avere effetto alcuno...
Spero solo che a questa fase di “ubriacatura” – come l’ha giustamente definita Lei -, segua quella della sobrietà!!!

SERAPHICUS ha detto...

Condivido in toto. E mi scuso, Lei sa perché.

Andrea ha detto...

Per Daniele (12:12) : non concordando con i "rimproveri" fatti al Papa (ho detto più volte perché), esprimo invece piena solidarietà alla costatazione della diffusa "idiosincrasia verso il concetto di punizione divina".
Questo è proprio uno dei punti caratteristici dell'andazzo "conciliarista": "Dio ci ama, sorridiamo!". Viene spontaneo il collegamento al "Jesus loves you" del variegato mondo protestantico, da cui venne il Gesù capellone e sognante degli anni '60.

Ripeto ciò che ho scritto in questi giorni: "Regnavit a ligno Dominus".
Non capellone, ma Re; non sognante, ma inchiodato (per amore) al "talamo nuziale" che si è scelto; non "Jesus", ma "Dominus (Jesus Christus)".

Luisa ha detto...

Condivido, Francesco.
Tempi bui, tempi di disorientamento, di confusione.
Quando si vede il potere che nella Chiesa hanno assunto i movimenti in generale, si resta basiti, sembra quasi che se non sei membro di un movimento sei "partie négligeable", un cattolico di serie B, se non sei liberal-cattolico, sei un anti-Concilio...Vaticano II, se sei un tradizionalista che non sta zitto ma apre la bocca eventualmente anche per dire che non condivide certe scelte, parole, gesti o silenzi del Papa, sei un "tradiprotestante", ultima ridicola e stupida etichetta inventata dai benpensanti ipocriti, progressisti e falsi tradizionalisti, che credono in questo modo di tappare la bocca una volta ancora a chi è stato zitto durante più di 40 anni.
Perchè in questa Chiesa dove sembra che ci sia posto per tutti io mi sento talvolta come un`estranea?
Come posso stare a guardare senza reagire chi devasta la sacra Liturgia, inventa pseudodottrine, inganna le anime, senza che nessuno intervenga per correggerli e anche sanzionarli?
Come posso conservare intatte la calma e la fiducia, senza traversare zone di turbulenza, quando vedo certi cattivi maestri lodati e anche ringraziati?
Come posso accettare, senza che la mia ragione e la mia coscienza si rivoltino, certi insegnamenti che non combaciano con ciò che mi è stato detto essere l`insegnamento cattolico? Come posso rifiutare ciò che la mia ragione e la mia coscienza mi suggeriscono e cioè che quelle parole, quei gesti, non sono in accordo con ciò che ha formato e strutturato la mia coscienza e identità cattolica, con la mia fede?
Sì, tempi duri per chi è sulla Barca di Pietro e vuole restarci, anche se non è chiaro dove stia andando, anche se le falle non sono state riparate, anche se sono saliti a bordo nuovi passaggeri che hanno la pretesa di "riparare" e trasformare la barca con il loro legno nuovo, diverso... qltro.
Allora resta la preghiera, la Croce di Cristo alla quale aggrapparsi, e accettare di non capire ciò che sta succedendo o forse di capirlo troppo bene.

Francesco Colafemmina ha detto...

http://airemsea.it/escatologia/Schouppe_Dogma_del_Purgatorio.pdf

Leggere il trattato sul purgatorio scaricabile al link di cui sopra. E' uno degli studi più esaustivi.

Francesco Colafemmina ha detto...

Eh sì cara Luisa, è disarmante! E' disarmante davvero vedere questa setta incistata nel Cattolicesimo atteggiarsi ad autentico baluardo del Cattolicesimo stesso. E noi non poter di nulla perché adesso dovrebbe essere il Papa stesso a difenderli, come è accaduto per il caso giapponese.

Che fare? Sediamo sulla collina e guardiamo... Anche questa è volontà del Signore, è prova. E dobbiamo raccoglierla con serenità e gioia, perché in fondo pur nella confusione mi sembra che buona parte dei fedeli le idee ce le abbiano fin troppo chiare...

SERAPHICUS ha detto...

Che fare? Sediamo sulla collina e guardiamo... Anche questa è volontà del Signore, è prova. E dobbiamo raccoglierla con serenità e gioia, perché in fondo pur nella confusione mi sembra che buona parte dei fedeli le idee ce le abbiano fin troppo chiare...

Di nuovo: condivido in toto.

Luisa ha detto...

Un caro saluto a Seraphicus ...che ritrovo!
Penso, ma forse mi sbaglio, che sia lo stesso Seraphicus che mi aveva tempo fa suggerito(credo sul blog di Tornielli)la lettura del libro di Bugnini sulla riforma liturgica.
Quella lettura è stata devastante nel senso che ho avuto la conferma che la liturgia è stata CONSAPEVOLMENTE e VOLUTAMENTE manipolata, e da subito, da chi doveva applicare la Costituzione conciliare, ho visto quanto e come tutti gli spiragli lasciati aperti dalla Sacrosanctum Concilium, anche quelli più "invisibili" a occhio nudo, sono diventati delle breccie aperte dove si sono infilati i vari creatori e sperimentatori.
La lettura di quel libro è stata come un`altra doccia fredda sull`entusiasmo, che già in verità stava scemando,del mio rientro nel gregge,io che mi ero allontanata a causa della violenza con cui mi era stata imposta quella che fu non una riforma ma una rivoluzione liturgica.
Mi guardo attorno e vedo i risultati, sento parlare di continuità e vedo rottura, discontinuità,osservo le manovre di chi sta tentando di soffocare di nuovo le voci di chi, fedele all`insegnamento della Chiesa,esprime il suo sconcerto, sgomento, accostandole e mettendole nello stesso cesto di chi calpesta, contesta il Magistero della Chiesa, la sua Tradizione e Dottrina.
Che posso fare?
Sedere sulla collina e stare a guardare....con il Rosario in mano.

P Moscatelli ha detto...

Che fare? Scusate se ritorno a un mio chiodo fisso: bisogna pregare e farsi promotori della Messa tramandata. L'aumento del numero di celebrazioni in Italia durante gli ultimi anni è notevole, ma certamente si potrebbe fare di più. Magari perfino imparando qualcosa dallo "slancio apostolico" che indubbiamente contraddistingue alcune delle nuove realtà e movimenti ecclesiali?

Luisa ha detto...

Fra i vari rerum novarum laudatores....il più aguerrito, colui che attorno alle sue idee ha costruito un sistema, una struttura, sarà ricevuto stamattina dal Papa.
Sì, il Papa oggi riceverà colui che ha costruito chiese e aperto seminari, è stato mandato ad evangelizzare, ha potuto LIBERAMENTE diffondere le prassi catechetiche e liturgiche da lui inventate, già quando agli inizi non c`era nessuno statuto, nemmeno ad experimentum.
Il Papa riceverà colui che ha potuto diffondere e impiantare liberamente il suo sistema benchè le autorità religiose, i custodi della Dottrina, della Liturgia, fossero CONSAPEVOLI delle eresie che quelle prassi veicolavano, sapessero perfettamente che quel rituale calpestava la Liturgia cattolica, che la "nueva estetica" devastava lo spazio sacro cattolico.
Sì, i pastori sapevano,eppure lodavano, ringraziavano e incoraggiavano, legittimando così chi devastava e la Dottrina e la Liturgia cattoliche.
Mi si viene a parlare di continuità, mi viene detto che quella è la sola lettura ammissibile se voglio essere una buona cattolica, ed oggi il Pastore universale della Chiesa, il mio Pastore, riceverà ,e probabilmente loderà, chi è la perfetta incarnazione della rottura.
Che posso farci?
Niente.
Sedermi sulla Collina e stare a guardare, sempre con il Rosario in mano.

1479 ha detto...

Caro Francesco, è abbastanza sconfortante vedere le divisioni interne della Chiesa, è diventato molto difficile distinguere il lupo dall'agnello. Per sfuggire alla mediocre infedeltà delle parrocchie rishci di finire nella infedeltà carismatica dei movimenti (che delusione, dopo le tante promesse degli anni '80). Comunque, è giustissimo svelare gli inghippi della burocrazia curiale e le impasse teologiche e liturgiche di oggi. Io spero solo che l'amore per la Chiesa e la rinuncia al settarismo ci contraddistinguano sempre.

p.s. Il mio commento all'articolo sulla traslazione del corpo di Giovanni Paolo II non è stato pubblicato. Spero sia sparito per motivi tecnici. Non credo di aver scritto cose troppo discutibili e neppure "non in linea". Mi può far sapere? Se è un problema di argomento, al limite si può inserire qui.

jonathan ha detto...

Aggiungo il mio grazie per questa lucida analisi, che diventa una sorta di visita guidata nei corridoi bui di questa chiesa. Restano tante domande riguardo il ‘che fare?’. Perché stare sulla collina e guardare, testimoniare fedeltà alla autentica Tradizione della Chiesa, sembrano una premessa. Voglio dire, come si traduce in concreto, alla luce della sua analisi, il suo e nostro ‘cum Petro et sub Petro’? Come si fa a distillare il pensiero del Papa dalle cose che dice e che fa? Come si fa a distinguere il Vero e il buono e giusto nell’ingorgo di tutte le contaminazioni che sporcano la Chiesa? Bisogna farsi un Denzinger portatile? Quale dovrebbe essere la linea di condotta nel web perché si traduca in servizio alla Verità, salvaguardando l’autorevolezza del Pontefice senza la quale si rischia di cadere nel vortice dell’anomia?

Domande da cattolica senza qualità quale sono, che forse mi conviene archiviare, e come dice lei stare sulla collina e guardare.

Anonimo ha detto...

Colafemmina, torni sulla Terra, la prego. Ma davvero crede che ci siate lei, Agnoli e De Mattei a salvare il Papa e la Chiesa dal naufragio?
Gli correggete anche le catechesi e gli insegnamenti sul Purgatorio, ma non temete il ridicolo, altro che persecuzioni!.

Luigi Murtas
Cagliari

Francesco Colafemmina ha detto...

Per 1479: controllo subito.

Per Luigi Murtas: grazie! Stavo proprio aspettando con ansia la sua esortazione!

Francesco Colafemmina ha detto...

Per 1479: pubblicato. Il link lo aveva fatto andare nello spam.

Anonimo ha detto...

Ottima esposizione, Dott. Francesco ! ... per un attimo avevo pensato di metterti nel Girone dei Conigli, dove sono tutti i vaticanisti "al caldino, a meditare" ... poi letto il tuo pannolone ti sei ampiamente riscattato ! Mooolto bene! Benissimo !. Silvanik

Francesco Colafemmina ha detto...

Silvano sei incorreggibile: questo lo chiami pannolone? Vabbè un po' di ironia ci risolleva da qualche amarezza...

mic ha detto...

imparando qualcosa dallo "slancio apostolico" che indubbiamente contraddistingue alcune delle nuove realtà e movimenti ecclesiali?

ben detto! me lo sono detto anch'io e ci ho provato cercando di promuovere incontri, fuori dal "ghetto" in chi ci troviamo, almeno per parlare e diffondere il VO... ma c'è una defferenza abissale.: mentre i novatores arrembanti hanno sponsor potenti e un via libera sine condicione, per noi disprezzo e paletti (quando non sono netti dinieghi) a non finire!

del resto, se il nostro Papa non emette da oltre tre anni i documento attuativo del motu proprio, mentre ha nominato i principali sponsor modernisti e favorevoli ai neocat nel nuovo Dicastero di Fisichella, c'è ben poco da stare allegri...

Come bene ha detto Francesco, rimaniamo seduti sulla collina a guardare, non senza elevare ferventi suppliche...

DANTE PASTORELLI ha detto...

L'esortazione a pregare credo che per quanto ci riguarda, sia sfondare un uscio aperto.
Star solo sulla collina a guardare non rientra nel mio costume né, per il che mi rimane e l'ambito in cui posso operare, nelle mie prospetive d'impegno.
Purtroppo non siamo una falange armata di soldi ed alte protezioni. Anche il Papa un giorno ci apprezza e quello successivo ci sopporta come rimasugli nostalgici d'un passato che non può tornare.
Dunque, facciamo quel ch'è nelle nostre forze: Dio non ci chiede l'impossibile.

La verità vi farà liberi ha detto...

Caro Colafemmina Dio sia lodato e lunga vita a Sua Santità Benedetto XVI.Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili [1 Pt 5,5)!Imparate da me dice Gesù che sono mite e umile di cuore(Mt 11,29).
Siate più umili abbassate la vostra superbia nel volere giudicare gli altri e sentendovi depositari della verità e vi riparmierete altre umiliazioni.
Abbandonate la spocchia,quell'aria di superiorità e allora potrete anche voi gioire del dono che Dio ha fatto alla sua Chiesa.Siate umili e piegatevi alla volontà del Signore e del suo Vicario in terra. Il Signore continuerà ad umiliarvi finchè non imparerete il rispetto per i fratelli di fede.

Dio Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili Lc 1,52!!

Fai tesoro di questi miei consigli

Davide ha detto...

Mi dispiace ma esco dal coro, non solo perchè mi è impossibile criticare il Papa e soprattutto questo Papa, ma anche perchè il momento è tipico di uno stato confusionale, dove azzardar giudizi che non siano grida di dolore per la paura di veder aggiungere danno al danno, è prematuro e imprudente. Questo Papa, ricordo a tutti è l'unico che da 40 anni in quà ha dato una concreta speranza CATTOLICA. Cosa volete, che diventi una specie di giustiziere del progressismo con tutti i tradizionalisti a fare OLE' ad ogni colpo? Fermatevi, così state facendo del male proprio a quell'unico che ci sta aiutando. Guardatela da più lontano, egli ha prima tamponato e aiutato la tradizione, si è parato le spalle, poi ha riaperto canali di vero dialogo con gli Anglicani che erano chiusi da Enrico VIII ad oggi, i quali saranno fonte di felicità a cascata per secoli, quindi si è volto verso la parte più moderna e progressista, invitandoli,abbracciandoli calando nel loro terreno, da dentro. Io credo che così facendo li disarmerà. PAZIENZA, solo il tempo darà ragione della bontà dei passi di questo vero gigante della Chiesa. Un forte abbraccio a Francesco per il suo coraggio, ma anche una preghiera affinchè non dimentichi che è la Carità la più importante delle virtù teologali.

Anonimo ha detto...

Ho seguito l'udienza del Papa ai neocatecumenali.
Certe espressioni sul volto del santo padre sono state più eloquenti di mille discorsi. Poveretto ho provato a mettermi nei suoi panni...quanti rospi ha dovuto ingoiare in questi sei anni. La curia romana è un covo di arrivisti disposti a tutto pur di fare carriera...
Stiamogli vicino con la preghiera quotidiana.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro La verità e compagnia cantando:

la sua azione di vile - ripeto - vile esposizione dei nomi di coloro che hanno creato un prezioso blog di critica costruttiva e fondata al Cammino Neocatecumenale, dovrebbe denunciare proprio ciò che lei - novello apostolo - ci viene ad annunciare.

Per prima cosa si firmi con nome e cognome e non come vilmente fa sul suo sito, denunciando gli altri ma mai mettendo - in nome della coerenza - il suo nome.

Per seconda cosa trionfi pure in questo giorno! Il Cammino è totalmente riconosciuto dalla Chiesa, ma per me resta ancora una setta. Quindi stia tranquillo, la mia serenità non è scalfita da questa approvazione.

Anonimo ha detto...

Mi perdoni Francesco se si permetto di rispondere, in ritardo, al prof. Pastorelli. Professore la stimo tantissimo e seguo sempre con molta attenzione i suoi preziosi interventi, riguardo alle rivelazioni private e ai teologi che le rifiutano, io ho solo voluto riportare la mia personalissima esperienza. Concordo con lei che occorre sempre ben vagliare dette rivelazioni private, le quali non possono essere paragonate ai contenuti della Rivelazione. E' anche probabile che vi siano ottimi teologi che non hanno la puzza sotto il naso riguardo alle rivelazioni di mistici o mistiche, ma per l'esperienza avuta posso dire di aver conosciuto teologi o studenti di teologia molto diffidenti sulle rivelazioni private. Esse sono "private" appunto e non obbligano nessuno, ma quando tali rivelazioni sono legate strattamente alla vita dei santi, pretenderei quantomeno il rispetto e non la fredda diffidenza. Citavo Natuzza Evolo, riguardo al Purgatorio, ma potrei citarne altri/e come ad esempio Santa Maria Maddalena de'Pazzi o Santa Veronica Giuliani. Mi scuso se con il mio post precedente ho offeso studiosi di teologia o teologi che non hanno alcun pregiudizio verso le rivelazioni private.
La stimo molto.
Roberto

Luisa ha detto...

Viva la Chiesa del grande arcobaleno cattolico,
viva la Chiesa del c`è posto per tutti,
viva la Chiesa dei diversamenti credenti, dove la menzogna è diversa verità, il buio diversa luce, dove il Sacrificio di Cristo è oscurato a beneficio esclusivo della Sua Parola, dove l`altare del Suo Calvario è diventato una tavola per cenare, festeggiare il banchetto e farci attorno girotondi danzanti,
viva la Chiesa che loda chi devasta la Liturgia, lo spazio sacro e le parrocchie,
viva la Chiesa che approva i testi catechetici del cammino neocatecumenale dopo averli emendati e lo fa dopo aver lasciato quel gruppo libero di catechizzare ed evangelizzare con i suoi testi in molte parti eretici, libero di deformare le coscienze di più di due generazioni, e di impiantare le sue prassi difformi,
viva la Chiesa che considera chi stravolge Liturgia e Dottrina un dono dello Spirito Santo, ispirato da Maria.
Il mondo è bello perchè è variabile, si dice da noi, dovrò forse sottomettere la mia coscienza a degli esercizi di elasticità, di apertura, dovrò scendere a compromessi con la mia coscienza?

Anonimo ha detto...

Della serie ... la Chiesa faccia pure ma io scelgo solo ciò che mi aggrada ...

mic ha detto...

Della serie ... la Chiesa faccia pure ma io scelgo solo ciò che mi aggrada ...

si dà il caso che ciò che mi aggrada coincida con 2000 anni di Magistero cattolico

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Anonimo delle 15.48, più che

«Della serie ... la Chiesa faccia pure ma io scelgo solo ciò che mi aggrada ...»

io direi che scelgo quello che Santa Romana Chiesa ha sempre insegnato nel corso dei secoli!!!

Anonimo ha detto...

..intanto, l'"amico" Introvigne:
http://www.cesnur.org/2011/mi-cpx.html

Anonimo ha detto...

E chi è che decide cosa è e non è Magistero della Chiesa? Dei semplici fedeli? La Chiesa non è la stessa del tempo dei primi Apostoli. La Chiesa è cambiata nei secoli e continuerà a farlo per trasmettere la Verità rivelata nel modo più giusto a seconda del tempo in cui trova. E non è certo un fedele qualsiasi a divendare metro di giudizio di cosa è o non è ortodosso.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Roberto, sai da che parte guardare per trovar seminaristi, preti, teologi che parlano dei mistici col puzzo sotto il naso: son quelli stessi che negano la Rivelazione sic et simpliciter.

mic ha detto...

E non è certo un fedele qualsiasi a divendare metro di giudizio di cosa è o non è ortodosso.

un fedele no, perché un fedele non può parlare con parole sue; ma se ha nel cuore e nella mente e parla con gli insegnamenti del Magistero e della Fede ricevuta nella e dalla Chiesa PUO' e DEVE parlare perché

"Quando il veleno ariano ebbe contaminato non una piccola regione ma il mondo intero, quasi tutti i vescovi latini cedettero all'eresia, alcuni costretti con la violenza, altri sedotti con la frode. Una specie di nebbia offuscò allora le menti, per cui non era possibile distinguere la via da seguire. Per essere al riparo da questa peste contagiosa il vero e fedele discepolo di Cristo dovette preferire l'antica fede a queste false novità" (San Vincenzo da Lerino, Commonitorium).

“È possibile che i nostri nemici debbano dispiegare tanta attività, fino ad avere la superiorità, mentre noi restiamo senza far niente, tutt’al più applicati a pregare, senza metterci all’opera? Non abbiamo forse delle armi più potenti, la protezione del Cielo della Vergine Immacolata? L´Immacolata, vittoriosa e trionfatrice su tutte le eresie, non cederà il posto al nemico che rialza la testa, se troverà dei servitori fedeli e docili ai suoi ordini: riporterà nuove vittorie più grandi di tutto quello che si può immaginare" (San Massimiliano Kolbe)

diceva Dom Gueranger: “… quando il pastore si cambia in lupo, tocca anzitutto al gregge difendersi. Di regola, senza dubbio, la dottrina discende dai vescovi ai fedeli; e i sudditi non devono giudicare nel campo della fede i loro capi. Ma nel campo della Rivelazione vi sono dei punti essenziali dei quali ogni cristiano, per il fatto stesso di essere cristiano, ha la necessaria conoscenza e la custodia obbligatoria.”

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ah, no? Non erano semplici fedeli, o accoliti e diaconi, e non solo pochi vescovi, coloro che si battevano contro Ario ed i suoi sostenitori? Non era il popolo che si ribellava.
Dove lo mettiamo il sensus fidei che la Chiesa ci ha dato?
Non è il modo in sé di trasmettere la Verità che è in questione, e sul metodo si può anche discutere e ritenerlo non valido. Il problema è che non si modifichi la dottrina col mutar dei metodi d'insegnamento.

DANTE PASTORELLI ha detto...

La verità Neocatecumanale vi fa liberi di dir tutte le bischerate del mondo.

DANTE PASTORELLI ha detto...

MIC, i nostri commenti si sono sovrapposti: se fosse già comparso il tuo non avrei scritto altro, argomentato com'è.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro La Verità vi farà liberi, può farmi la cortesia di postare il suo delizioso commento su questo post?

Grazie

La verità vi farà liberi ha detto...

Caro Colafemmina,mi accusi di essere vile perchè ho rivelato il vero nome di MIC.Ho fatto bene e lo rifarei altre mille volte perchè sono proprio MIC e compagni ad essere vili poichè da cinque anni diffondono calunnie e cattiverie.D'altronde avrei rivelato il mio vero nome e cognome se l'avessero fatto MIC e compagni.Io nel frattempo il mio blog l'ho chiuso i tuoi amici malgrado le parole charissime del Papa continuano ad infangare.Ma quale critica,sono delle mezze calzette,paranoidi,che trascorrono tutta la giornata al pc.Sono di una meschinità e di una gretteza unica.Io non esulto per aver avuto una vittoria personale,ma perchè ha trionfato la verità in mezzo alle calunnie e alle falsità che la tua amica MIC diffonde.Ora si mettono anche ad attaccare il Papa.Se vuoi fare una cosa buona
di alla tua amica MIC cge chiuda quella fogna del suo blog che è una vergogna per la Chiesa.

Francesco Colafemmina ha detto...

Ecco, attendevo il suo commento per chiederle: proprio lei che è catechista del Cammino da più di 20 anni da l'esempio usando questi termini?

E' questa la volgarità cui si giunge aderendo al Cammino?

E' questo il livello di carità cristiana, di amore per il prossimo, anche quando - magari - non ti comprende, che un neocatecumeno esibisce?

Devo constatare che 20 anni e passa di Catechesi sembrano averle eroso il cervello, speriamo non accada la stessa cosa a tutti i catechisti zeloti del Cammino.

Saluti!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ma forse gli son venuti i calli e dolgono, visto che l'innominato ragiona coi piedi.

Luisa ha detto...

"perchè sono proprio MIC e compagni ad essere vili poichè da cinque anni diffondono calunnie e cattiverie"

Calunnie?
Forse che il blog di cui parla il signor lvvfl mentiva e calunniava quando diceva che i testi catechetici non erano approvati e contenevano degli errori anche gravi?
Chi calunniava?
Chi diceva la verità o chi mentiva insultando i gestori del blog e chi testimoniava?
Non vi vergognate oggi delle vostre menzogne?
Non vi vergognate di aver detto ai vostri adepti che tutto era approvato da tempo?
Chi è vile?
Non lo è forse chi non ha il coraggio di ammettere i suoi errori e le sue menzogne?

Il resto lo ha detto perfettamente Francesco!

Caterina63 ha detto...

...sulla questione del Purgatorio non concordo.... ^__^ il Papa non ha modificato la Dottrina:

http://www.oriensforum.net/index.php?topic=2903.msg19767#new

Francesco Colafemmina ha detto...

Cara Caterina,

non credo che il Papa abbia cambiato qualcosa. Semplicemente porre l'accento solo su di un aspetto del Purgatorio, significa indebolire l'altro. E un purgatorio solo spirituale rischia di divenire "esistenziale" e poco "reale".

Cesare Baronio ha detto...

Vi rimando ad un commento che credo possa integrarsi con la condivisbilissima e lucida analisi di Colafemmina:

http://opportuneimportune.blogspot.com/2011/01/in-dubio-abstine.html