lunedì 24 gennaio 2011

LA PICCOLA SPERANZA E LA GRANDE GRAZIA


di Francesco Colafemmina

Pensavo, ascoltando una canzone di un gruppo cretese, gli Hainides, dal titolo "la piccola Speranza" che in fondo ciò che anima la nostra critica del brutto, del deforme, delle trasformazioni folli che il mondo subisce assieme alla Chiesa di Cristo non è che il ricordo della nostra infanzia, della bellezza quasi onirica delle cose autentiche vissute nei nostri primi anni.

E la fede è fra le cose più autentiche, gratuite, non ideologiche, non utilitairsitche e non materialistiche. Ce l'hanno trasmessa i nostri genitori, i nostri nonni, e lo hanno fatto con grazia e con amore. E se grazia e amore abbiamo ricevuto con la trasmissione della fede cattolica, ebbene quella grazia e quell'amore non li lasceremo mai morire nel nostro cuore.

Il bambino che entra per la prima volta in una chiesa antica sente il polso dei secoli e si stupisce e gioisce della longevità della creazione umana che gli viene indicata quale tempio di Dio e luogo d'onore della comunità cui egli appartiene. E il senso del mistero lo avvolge e lo penetra. Quelle sensazioni vissute nella profondità della sua anima non lo lasceranno mai più.
E sarà così che il bambino, se crescendo non si sarà fatto superbo al punto da capovolgere l'ordine delle cose e sovvertire le sensazioni vive della sua infanzia, diverrà un autentico difensore di quel bene antico che si porta dentro e non permetterà a nessuno di svenderlo o deturparlo in nome dell'estro personale o dell'interesse.

La canzone degli Hainides parla di una "mikrì Elpìda", di una "la piccola Speranza" giocando sul duplice significato di una bimba di nome Speranza e della speranza di quando si è bambini. E questo amore impossibile, questo amore struggente, indica il non ritorno al passato, all'amore folgorante per le cose belle che ci sono state donate nell'infanzia, ma il nostro continuo struggerci per esse. E tutto ha un senso, se pensiamo alla nostra fede che è gratuità e bellezza, e ci innamora costantemente di Cristo.

Per questo credo che l'attuale situazione di ambigua decadenza della Chiesa sia destinata a peggiorare in un mondo che non conosce più la purezza e la gratuità dell'infanzia, ma educa sempre più al culto del proprio io e all'esaltazione dell'interesse privato. Un mondo che comincia ad avvicinare il bambino attraverso il meccanicismo psicanalitico e in cui l'uomo vive le proprie emozioni sempre secondo la scabra dinamica razionalistica ed ostile al reale, alla realtà del bene, del bello, della gratuità.
In questo mood della nostra epoca sono immersi innumerevoli uomini di Chiesa e purtroppo nessuno potrà mutarlo. Si spegnerà necessariamente in questo attorcersi del pensiero su se stesso, in questa esaltazione dell'ego e dell'interesse, in questa alienazione dell'autenticità della fede che ci venne trasmessa nei primi nostri giorni in cui abbracciammo Cristo. Ed è innegabile che superbia e vanità animino questa Chiesa decadente, che ancora cerca di misurare la propria forza con i numeri delle masse, del denaro, del potere. Certo Cristo ci ha promesso che i nemici non prevarranno, ma ci ha anche ammonito sulla perdita della fede da parte dell'uomo. E se ciò accade oggi sempre più rapidamente, non saremo noi a contrastare questa realtà. Nè tantomeno potremo mutare gli indirizzi dei vertici che guidano la Chiesa verso lidi differenti rispetto alla tradizione. E' nella natura delle cose che noi continuiamo a dare testimonianza e che la fede continui a diminuire, spesso proprio nei luoghi in cui dovrebbe abbondare. Anzi è forse lì che si snatura e si trasforma in perniciosa ambizione, in oggetto strumentale all'esercizio del potere, in ipocrisia furiosa ed esaltazione del vizio. Ma tutto ciò non ci tange, perché ancora conserviamo nel cuore la nostra "piccola speranza".

Guardiamo infatti a Cristo e pensiamo al suo amore per i piccoli. Piccoli di ogni età, ossia uomini e donne in grado ancora di donare la propria fede al di là delle ideologie e degli interessi, uomini e donne grati a chi li fece accedere alla bellezza e alla grazia del Cattolicesimo, ma fermamente puri nel contrastare gli innovatori feroci, i tracotanti rivoluzionari, le ambigue serpi che vogliono sostituire il culto idolatra di se stessi e del loro pensiero alla catena di gesti e devozione che dal passato, dalle origini, è giunto a noi attraverso guerre, carestie, morti innumerevoli, e che noi nel nostro benessere e nella pace ormai non riusciamo più nemmeno a intravvedere, ingombri come siamo di materia e ciechi alla Verità.




32 commenti:

davide ha detto...

Che tu sia benedetto Francesco per queste parole di vera Carità.
In altri tempi uomini in grado di esprimere questi sentimenti in mezzo a battaglie e difficoltà di ogni genere erano premiati con regni e castelli, guidavano università, ricevevano potere e comando in ossequio alle parole di Cristo, sulla fedeltà al poco.
Ma questo è il nostro tempo e questa è la nostra battaglia. Tu l'hai detta Francesco e la tua saggezza è tale e il tuo amore anche, che avendo molto amato, molto ti sarà perdonato. Quindi ancora grazie per il coraggio calmo e sicuro che con questo articolo hai saputo infondere.
Davide

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Davide,

non credo di esser saggio ma dico quel che penso. Quanto al perdono di Dio, quello lo invoco quotidianamente, ma più che per le nostre parole dovremmo auspicarlo per le nostre azioni. E se possiamo sperare in un lembo di purgatorio già è tanto...

Andrea ha detto...

Gesù Cristo è il vero, sempreverde "piccolo", caro Francesco, perché immune dallo stolto veleno di rivendicazione contro il Padre ("dammi quello che è MIO e me ne andrò..").
Una classica immagine della feroce (farisaica) opposizione alla Sua "piccolezza" è quella dei "vecchioni sapienti" che cercano di soffocare nel sangue la Vita nuova, incontenibile, portata da Lui (dai Ss.Martiri Innocenti e da S.Stefano in poi).

P.S. Quanto è bello il girotondo di bimbe sulla riva del mare! Chi è l'autore?

Anonimo ha detto...

To tragoudi einai polu wraio!
Mpravo! Ciao Francesco, concordo con quello che dici, però non ci dimentichiamo che nei tempi moderni c'è anche una chiesa che è viva, sana, liturgicamente bella, che è ancora capace di insegnare. Sì, lo so, ci sono pure tanti abusi e scandali, che però non ci devono far vedere tutto nero.
Saluti, Fabrizio

Francesco Colafemmina ha detto...

E' un'opera dell'impressionista statunitense Edward Henry Potthast...

mic ha detto...

Francesco,

custodisco anch'io nel cuore quelle sensazioni delicate ma ardenti e potenti (sembra un paradosso, ma non posso esprimermi diversamente), che identifico con dei 'luoghi' della mia infanzia frequentati e amati attraverso gli occhi e il cuore di mia madre: S. Clemente al Laterano, esteso al 'Patriarchio' (oggi pesantemente profanato!), il Palatino e dintorni...

Ricordo ancora la differente 'qualità' della luce del sole sulle antiche pietre durante le diverse ora della giornata, che salutava e consolava le mie ansie e timori di bambina e quella sublime Bellezza l'ho respirata tutta ed è entrata profondamente a far parte di me, insieme alle parole di un Padre Cappuccino che predicava gli esercizi a noi scoleretti in una quaresima di anni lontani... non ricordo quello che disse, ma conservo -netto e indimenticabile- il mio stato d'animo e il fatto di esser rimasta 'toccata' in profondità dalle sue parole che sentivo erano Verità e il mio SI totale a quella Verità... che oggi sta prendendo strade che mai avrei immaginato di percorrere insieme ad amici, anzi a fratelli come te...

non immagini quanto facciano parte di me anche i paesaggi e la luce della Puglia, quelle campagne poderose, i paesini dalle case bianche calcinate dal sole, la devozione alla Madonna del Carmelo... e le atmosfere arcadiche della Grecia, così gravide oltre che delle bellezza anche della sapienza dei classici che ho amato da sempre, dei monaci dell'Athos, gli unici uomini di cui ho invidiato il genere maschile... la Lingua Madre dei nostri Vangeli, che ci apre orizzonti di comprensione più ampi e profondi...

non ringrazierò mai abbastanza il Signore per averti potuto conoscere, condividendo il percorso impervio - ma ricco di Grazie indicibili perché la Luce non cessa mai di splendere tra le tenebre -, di questo nostro mondo in crescente dissoluzione, preludio certamente di una rinascita che è già qui in atto, in mezzo a noi...

Mauro ha detto...

Carissimo Francesco, quello che hai scritto lo condivido in pieno. Lo condivido dal punto di vista “teorico” e anche per quanto riguarda la mia esperienza. Il pensiero che più mi ha colpito e che sento più vicino a me è questo: “E sarà così che il bambino, se crescendo non si sarà fatto superbo al punto da capovolgere l'ordine delle cose e sovvertire le sensazioni vive della sua infanzia, diverrà un autentico difensore di quel bene antico che si porta dentro e non permetterà a nessuno di svenderlo o deturparlo in nome dell'estro personale o dell'interesse.” Nella mia vita ho trovato gente dal colletto bianco che, in nome della sua discutibile personale verità, ha tentato di farmi sentire una schifezza perché la mia concezione era diversa dalla sua. Trovo che tanti uomini di Chiesa stiano vivendo un periodo di pura contraddittorietà: da una parte ribadiscono al mondo che Cristo non è più la sola e unica Verità, (infatti sostenere questo concetto che ha accompagnato 2000 anni di storia cristiana sarebbe tornare al medioevo o semplicemente becero preconciliarismo), dall’altra impongono la loro verità personale come assoluta, indiscutibile e senza possibilità di replica. Non importa se questa imposizione fa male agli altri che portano nel cuore quel “Bene antico”, umilia l’esperienza di Cristo che qualche vero uomo di Dio ti ha fatto iniziare, distrugge il bellissimo approccio al bello e al vero Cattolicesimo accostato da piccoli. Tutto è fatto da una parte di Chiesa che ha idolatrato il “dialogo” come primo culto a cui rivolgere ogni energia e attenzione. Ovvio che anche questo è stato alienato: da buona cosa cristiana qual è l’incontro con le altre persone e la condivisione della propria esperienza, il dialogo invece è stato trasformato in pura svendita dell’identità specifica del Cattolicesimo o in semplice adeguamento alle idee catto-protestanti imperanti fra i moderni pastori. Nel clima di dialogo non c’è, però, posto per tutti: solo chi dice quel che pensa l’ideologia corrente o ne incalza la dose di peggioramento, ha diritto di parlare, di esistere e dirsi cattolico. Gli altri se ne devono stare zitti, vanno perseguitati perché offrono una alternativa pericolosamente più valida e credibile, sono ritenuti moderni ostacoli allo Spirito Santo, mostrano con la loro vita che la fede si può vivere senza compromessi, interessi personali e veri e propri culti personali adeguatamente costruiti attorno a moderni presunti pastori.
Certi dialoganti catto-protestanti, in virtù del loro posto gerarchico che hanno occupato, arrivano poi a ritenere patologia psicologica ogni idea che non sia la loro. Dovrebbe addirittura curarsi chi non la pensa come loro. Fino a quando, caro Francesco, andremo avanti ad assistere a tutto questo?

Luisa ha detto...

Per far seguito a ciò che scrive Mauro, e per chi legge il francese, ecco che cosa il sempre attivo e creativo Ravasi sta organizzando a Parigi...

http://lesalonbeige.blogs.com/my_weblog/2011/01/le-pape-ouvre-le-parvis-des-gentils-%C3%A0-paris-en-mars-prochain.html#comments

Sembra che il Papa interverrà in diretta video, fra gli invitati da notare Frédéric Mitterand, ministro francese della cultura, omosessuale efebofilo( vi lascio apprezzare la sottile distinzione fra pedofilo e efebofilo), che ha tessuto in un suo libro le lodi di questo genere di inclinazione e di chi se ne va in Tailanda per darle libero sfogo, delle pagine a dir poco disgustose.
Non darà di certo questo genere di incontro a dissipare la confusione sempre crescente della religione fai da te.
E avete letto su Messa in latino dell`alberello di olivo piantato per festeggiare...i 500 anni della Riforma?
Beh non è presentato proprio così, ma le date sono quelle!

DANTE PASTORELLI ha detto...

E il Papa parla, nel suo discorso alla delegazione luterana, di nostre Chiese. Riconosce, cioè, alla setta luterana un valore ecclesificante che non possiede. Si rivolge al capo-delegazione Friedrich chiamandolo "vescovo", quando non è neppure seminarista. Parla di divergenze teologiche "in parte fondamentali". In parte? Lutero e i suoi accoliti han distrutto la base sacramentale della Chiesa, han definito la S. Messa "abominio", han sovvertito la divina costituzione della Chiesa, rigettano il Papato e la Tradizione ecc. ecc.
Che pena!
Che festeggino pure i 500 anni della Riforma. I cattolici, guidati dal papa, dovrebbero festeggiar la Controriforma. Pia illusione.

P Moscatelli ha detto...

Ed ecco, dall'Angelus di ieri (dal sito di informazioni VIS al http://visnews-ita.blogspot.com/):

“Ecco allora il richiamo sempre attuale del Vangelo di oggi: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino’ (Mt 4,17). Il serio impegno di conversione a Cristo” – ha concluso il Pontefice – “è la via che conduce la Chiesa, con i tempi che Dio dispone, alla piena unità visibile. Ne sono un segno gli incontri ecumenici che in questi giorni si moltiplicano in tutto il mondo”.

Così c'è una via che conduce la Chiesa alla piena unità visibile. Pensavo di professarla già una, santa, cattolica ed apostolica. Qualcuno me lo spiega?

Luisa ha detto...

Dall stesso discorso del Papa di oggi:

"Oggi il dialogo ecumenico non può più essere scisso dalla realtà e dalla vita nella fede nelle nostre Chiese senza recare loro danno. Quindi volgiamo insieme il nostro sguardo all'anno 2017, che ci ricorda l'affissione delle tesi di Martin Lutero sulle indulgenze cinquecento anni fa.

In quell'occasione luterani e cattolici avranno l'opportunità di celebrare in tutto il mondo una comune commemorazione ecumenica"



E che cosa c`è da celebrare?
Non capisco.
Ma ci sarà chi dira che ho torto di non capire, che sono una criptoprotestante.
E dopo averlo detto mi potrà spiegare che cosa c`è da celebrare?
Grazie.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Cos'avran da celebrar insieme nel 2017? Il pentimento dei luterani ed il loro ritorno nell'Ovile? Non è detto ciò. Al contrario si dice che, data la realtà imprescindibile della fede nelle nostre Chiese, il dialogo non deve recar loro danno. Dunque, è da preservar la fede nel protestantesimo? Che linguaggio fumoso. Leggo altri Papi e il linguaggio era limpido ed univoco.

Andrea ha detto...

Grazie mille per la risposta, Francesco. Non conoscevo questo pittore.

Per Dante e Luisa: anche quando Francesco tocca un tasto di pura effusione del cuore, ribattete le "precisazioni" tradizionalistiche? Non sapete che l'ambiente "tradizionale" è spesso fuggito per il senso di amarezza e di pedanteria che vi ha cittadinanza?

Per P Moscatelli: il Papa spera che "la Chiesa", cioè le membra di Cristo, cioè tutti coloro che sono validamente battezzati, giungano alla "piena unità visibile", e dice che l'unica via per questo è l'avvicinarsi a Cristo, che ci richiede una continua conversione (dall' "amor sui" all' "Amor Dei").

Luisa ha detto...

«La Messa non è un Sacrificio, o l’azione del sacrificatore. Dobbiamo considerarla un sacramento o un testamento. Chiamiamola benedizione, eucarestia, mensa del Signore, memoriale del Signore. Le si dia qualunque altro nome, purché non la si macchi col nome di “Sacrificio”». (Martin Lutero)  
 
Senza dubbio una "precisazione tradizionalista" dovuta alla pedanteria che mi caratterizza.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Andrea non mi sembra "elegante" infilare nella categoria dei "tradizionalisti" persone come Luisa, Dante o Peter che esprimono la loro preoccupazione per talune espressioni del Papa.

Anche perché che i Protestanti non siano Chiesa lo dice proprio Benedetto XVI in Luce del Mondo.

Pertanto non riesco a capire come questi arguti monsignori che scrivono i discorsi del Papa possano contraddire di fatto ciò che il Papa stesso ha affermato in un libro intervista e la Chiesa ha più volte ribadito: quelle protestanti sono Comunità e non Chiese.

La gravità di queste affermazioni balza agli occhi!

Francesco Colafemmina ha detto...

Tanto per citare un documento ufficiale:

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20070629_responsa-quaestiones_it.html

Quinto quesito: Perché i testi del Concilio e del Magistero successivo non attribuiscono il titolo di "Chiesa" alle Comunità cristiane nate dalla Riforma del 16° secolo ?

Risposta: Perché, secondo la dottrina cattolica, queste Comunità non hanno la successione apostolica nel sacramento dell’Ordine, e perciò sono prive di un elemento costitutivo essenziale dell’essere Chiesa. Le suddette Comunità ecclesiali, che, specialmente a causa della mancanza del sacerdozio ministeriale, non hanno conservato la genuina e integra sostanza del Mistero eucaristico[19], non possono, secondo la dottrina cattolica, essere chiamate "Chiese" in senso proprio[20].

Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha approvato e confermato queste Risposte, decise nella sessione ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 29 giugno 2007, nella solennità dei Ss. Pietro e Paolo, Apostoli.

Luisa ha detto...

E dopo aver unito unito la sua voce al coro di chi canta e suona il nuovo ritornello su certi tradizionalisti che....su un certo tradizionalismo che....ritornello che oramai conosciamo a memoria, talmente prevedibile e scontato, e direi anche monotono, che lo sentiamo venire da lontano, potrebbe il signor Andrea rispondere alla domanda che ho posto? Grazie.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Andrea, a me sembra che pedanteria e petulanza caratterizzino le tue continue precisazioni agli altrui commenti, precisazioni a cui in genere non rispondo. Ora cominci però ad andar oltre.
Certa grave sofferenza espressa in merito a dichiarazioni pontificie che sono la negazione di un Magistero perenne e suo stesso, d'onde nasce se non dal flusso del cuore?
In ogni caso, senza intervenire direttamente sul post di Francesco, mi riallacciavo all'intervento di Luisa.
Ma l'amore per Cristo così altamente espresso nel suo linguaggio da Francesco, non si coglie nella difesa della Sua Parola e della Chiesa come Lui l'ha voluta e costituita?

Luisa ha detto...

Quanto al "senso di amarezza" che evoca Andrea, posso dire, per quel che mi riguarda , che ci sta e ci sta tutto, anche se non prende tutto il posto, anche se non prevale sempre, anche se non riesce a spegnere la fiamma della Fede, anche se non riesce ad essere il filtro attraverso il quale viene percepita la realtà, ma l`amarezza c`è, l`amarezza si fa sentire e come potrebbe essere altrimenti quando un giorno sì e l`altro pure, e mi sembra ad un ritmo sempre più accelerato, mi è dato di vedere e ascoltare gesti e parole che la mia coscienza cattolica, la mia mente, la mia memoria mi indicano come problematici, ambigui, se non incomprensibili?
Stupore, incomprensione, sconcerto, amarezza costeggiano la forza viva e inestinguibile della Fede in Nostro Signore Gesù Cristo, esistono ma non sono abbastanza forti per sradicarmi dalla "mia roccia , mia fortezza, mio scampo, mio Dio, mia rupe di rifugio, mio scudo, potenza di mia salvezza".
Esistono e non li considero degli ospiti da rigettare e disprezzare, anzi li sento e li vivo come un`espressione sofferta del mio amore per la Chiesa , la Chiesa di Cristo che vedo sfigurata.

Andrea ha detto...

Per Luisa (21:45 e 00:44):
nel 2017 sarà "celebrata una commemorazione ecumenica" (dell'atto simbolico di nascita del Luteranesimo, e perciò dell'esistenza del Luteranesimo).
Questo significa che i Cattolici diranno una preghiera insieme ai loro fratelli separati, in una data importante per loro.

Ripeto ciò che ho detto: "Chiesa" è l'insieme dei Battezzati (validamente, anche se in ambito ereticale), che hanno un inserimento vitale nel Cristo e perciò un rapporto da "figli adottivi" con il Padre Celeste. Si spera e si prega che tali figli (nostri fratelli) si ritrovino nella piena unità visibile, sacramentale e di governo, che ovviamente è quella cattolica.

L'importante è non ridurre la Chiesa Cattolica a un ambito sociologico o geografico.
Il principio "Cuius regio, eius religio", elaborato proprio in Germania (dopo i bagni di sangue) esprime proprio questa perversa deviazione: se sono cattolico, mi troverò bene in un territorio cattolico (contraddizione in termini!!).

Luisa ha detto...

"Questo significa che i Cattolici diranno una preghiera insieme ai loro fratelli separati, in una data importante per loro".

Non ho parole!
Un data importante per i luterani? E ti credo!
E per la Chiesa cattolica?
Non è forse una data importante per la Chiesa di Cristo?
Ma per la Chiesa cattolica è forse una data da celebrare?
O è una data funesta?
Un momento di riflessione e di preghiera per che i fratelli separati rientrino nell`ovile, non per festeggiare con loro quel dramma che ha colpito la Chiesa e che ha "plongé" così tante persone nell`eresia, lo ripeto non vedo nessun motivo per partecipare a celebrazioni in onore di quella funesta ricorrenza.

Anonimo ha detto...

Una chiesa cattolica, una chiesa di tutti i battezzati; qualcuno mi spieghi questa ecclesiologia.

Andrea ha detto...

Per Luisa: la data è funesta, è evidente.
I Cattolici la festeggeranno? no.
I Cattolici pregheranno insieme agli attuali loro fratelli separati? sì.


Per Anonimo:
(a proposito dell'espressione "La Chiesa di Cristo SUSSISTE NELLA Chiesa Cattolica"):
"...Infatti, poiché la Chiesa così voluta da Cristo di fatto continua ad esistere (subsistit in) nella Chiesa cattolica, la continuità di sussistenza comporta una sostanziale identità di essenza tra Chiesa di Cristo e Chiesa cattolica. Il Concilio ha voluto insegnare che la Chiesa di Gesù Cristo come soggetto concreto in questo mondo può essere incontrata nella Chiesa cattolica. Ciò può avvenire una sola volta e la concezione secondo cui il “subsistit” sarebbe da moltiplicare non coglie proprio ciò che si intendeva dire. Con la parola “subsistit” il Concilio voleva esprimere la singolarità e la non moltiplicabilità della Chiesa di Cristo: esiste la Chiesa come unico soggetto nella realtà storica. "

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20070629_commento-responsa_it.html

Il testo riporta molti altri chiarimenti.


Mi pare evidente, comunque, che il termine "Chiesa" in senso lato si applica a tutti coloro che (tramite il Battesimo) hanno un certo grado di inserimento vitale nel Cristo, come dicevo.
Ciò che mi sta a cuore è che, affannati nel ribadire gli steccati tra "Unica Chiesa di Cristo come soggetto incontrabile nella realtà storica" e "Comunità ereticali", non perdiamo di vista la sostanza:
siamo "raggiunti" dal Cristo, gli apparteniamo in qualche misura, o no?

Non ho certo inventato io la dottrina del Battesimo (a volte)validamente amministrato anche in ambiti non cattolici.

Il piccolo gregge ha detto...

A riguardo della Chiesa di oggi ricordiamoci il discorso di Paolo VI e facciamoci coraggio.

"Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia»."

DANTE PASTORELLI ha detto...

Un po' di sano catechismo (Catechismo Maggiore di S. Pio X):

ANDREA

150 D. Che cosa è la Chiesa cattolica?
R. La Chiesa cattolica è la società o congregazione di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice.
151 D. Dite distintamente che cosa è necessario per esser membro della Chiesa?
R. Per esser membro della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesti Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori della Chiesa.
152 D. Chi sono i legittimi Pastori della Chiesa?
R. I legittimi Pastori della Chiesa, sono il Romano Pontefice, cioè il Papa, che è il Pastore universale, ed i Vescovi. Inoltre, sotto la dipendenza dei Vescovi e del Papa, hanno parte nell'officio di pastori gli altri sacerdoti e specialmente i parrochi.
153 D. Perché dite che il Romano Pontefice è il Pastore universale della Chiesa?
R. Perché Gesù Cristo disse a san Pietro, primo Papa: «Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e darò a te le chiavi del regno de' cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato anche in cielo, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto anche in cielo». E gli disse ancora: «Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle».
154 D. Non appartengono dunque alla Chiesa di Gesù Cristo tante società di uomini battezzati che non riconoscono il Romano Pontefice per loro capo?
R. No, tutti coloro che non riconoscono il Romano Pontefice per loro capo, non appartengono alla Chiesa di Gesù Cristo.
155 D. Come si pub distinguere la Chiesa di Gesù Cristo da tante società o sette fondate dagli uomini e che si dicono cristiane?
R. Da tante società o sette fondate dagli uomini, che si dicono cristiane, si può facilmente distinguere la vera Chiesa di Gesù Cristo per quattro contrassegni. Essa è Una, Santa, Cattolica e Apostolica.
224 D. Chi sotto quelli che non appartengono alla comunione dei santi?
R. Non appartengono alla comunione dei santi nell'altra vita i dannati ed in questa coloro che si trovano fuori della vera Chiesa.
225 D. Chi sono quelli che si trovano fuori della vera Chiesa?
R. Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.

Per chi voglia andar più per il sottile e trovare bibliografia: si consulti alla voce Membri della Chiesa il Dizionario di Teologia Dommatica di Parente,Piolanti, Garofalo, o alla stessa voce l'Enciclopedia Cattolica.
Inoltre credo che sia sufficiente quel che scrive Pio XII nella Mystici Corporis:
"Devono essere realmente annoverati tra i membri della Chiesa solo coloro che hanno ricevuto il lavacro di rigenerazione, che professano la vera fede e che non si sono essse stessi separati dal Corpo organico o non ne sono stati avulsi dalla legittima autorità a causa di gravissimi delitti".

Andrea ha detto...

Per Dante: certamente. Quelli ricordati sono i termini della "Vera Chiesa", che "sussiste nella Chiesa Cattolica".

Io ricordavo che, se è vero che il Battesimo validamente amministrato inserisce nel Cristo, anche le persone battezzate in ambiti non cattolici sono "Chiesa" in senso lato, cioè hanno una certa "vocazione cristiana" (in senso etimologico: Ecclesia).

Se non arrivano alla piena partecipazione al Corpo Mistico, certamente non possono essere considerati "estranei al Cristo" al pari degli uomini non battezzati.
Sappiamo, peraltro, che anche lo stato di peccato mortale di un Cattolico (senza connessioni eretiche o scismatiche) lo separa dalla Comunione dei Santi, ma non cancella il "carattere" impresso dal Battesimo.

Luisa ha detto...

O quando l`ecumenismo va al circo...

http://www.petercircus.com/article-festival-du-cirque-de-monaco-2010-celebration-oecumenique-65737302.html


PS: grazie Dante!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Nel Corpo Mistico ci sono membra vive e membra moerte.
Le membra vive sono i fedeli senza peccato. Le membra morte sono coloro che son in peccato. Ma sono nella Chiesa e in essa possono rinascere e tornar ben vive col sacramento della penitenza.
C'è una grande differenza tra chi accetta tutta la dottrina della Chiesa ma pecca (e si pente o non si pente affari suoi) e chi, battezzato, rifiuta l'intero Deposito. Quest'ultimo non fa parte della Chiesa. Nella Chiesa o si è o non si è.
Anche i non battezzati possono in voto, a particolari condizioni, essere ordinati a Cristo e forse salvarsi. Ma non son parte della Chiesa.
Il non cristiano che vive una esistenza secondo la legge divino-naturale ed intimamente aspira alla verità ed è disposto ad accettarla qualora la si presenti, ed il battezzato che senza sua colpa non conosca tutta la Verità, possono in voto, ripeto, salvarsi, come alcuni affermano, perché aderirebbero all'anima della Chiesa (la tesi è fatta propria dal Catechismo di S. Pio X, 171) pur essendo separati dal Corpo mistico. Il condizionale è d'obbligo.
Personalmente non ho mai capito come possa sussistere nella Chiesa un'anima senza il Corpo. Perché l'anima della Chiesa sono la fede, la speranza, la carità, i doni della grazia e dello Spirito Santo e tutti i celesti tesori derivati dai meriti di Cristo Redentore e dei santi (Catech. S. Pio X 164).
Doni che si ottengono attraverso i sacramenti che la Chiesa come Corpo detiene e amministra. E la Chiesa è la sintesi sociale dell'umano e del divino. Benché in essa si possan distinguere il corpo e l'anima, ma non separare.
Ma il Catechismo su cui mi son formato lo afferma sia pure col condizionale ed io piego il capo.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ricordiamoci che Pio XI nella Mortalium animos e Pio XII, sulla traccia della Tradizione, nella Mystici Corporis esortano i non cattolici a rientrare nell'unico ovile, "e a far di tutto per sottrarsi al loro stato in cui non possono sentirsi sicuri della propria salvezza, perché, sebbene da un certo inconsapevole desiderio e anelito siano ordinati al mistico Corpo del Redentore, tuttavia sono privi di quei tanti doni e aiuti celesti che solo nella Chiesa Cattolica è dato di godere" (Pio XII).
Insomma non facciamo della possibilità della misercicordia divina una certezza di salvezza che solo l'appartenenza alla Chiesa garantisce.

Andrea ha detto...

Per Dante (23:57): sono del tutto d'accordo, non solo sul fatto che il Magistero ha sempre invitato accoratamente a rientrare nell'unico ovile, ma anche sul fatto che sprecare i pochi anni della vita su vie cristiane più o meno deviate è follia.

Semplicemente, è importante non tentare Dio: né sfidarlo a salvarci nonostante le nostre ostinazioni, né volerlo costringere a respingere i Suoi figli non-cattolici.
Per venire al pratico, una testimonianza a suo modo struggente è data dal Cimitero Acattolico di Roma: terra non consacrata, ma "speranza di pace" per i defunti ortodossi, protestanti, suicidi...attori (vite di pubblico scandalo).

DANTE PASTORELLI ha detto...

Nessuno di noi, credo, è così folle da chieder a Dio di mandar all'inferno una persona, una comunità, milioni di anime.
Ma ribadir la retta dottrina non significa sfida di sorta a Dio: anzi è fare la Sua volontà il che è anche preghiera che Gli si rivolge di farsi visibile a tutti. E significa anche invito e monito fraterni per chi sia fuori della Chiesa.

Luisa ha detto...

Nella serie "ecumenismo fai da te" o forse "apostasia dilagante"ecco che cosa succede in Francia (e non è il solo luogo), una chiesa è data in prestito, un volta al mese, ai protestanti per il loro culto e per i matrimoni e funerali.

http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=583386