giovedì 27 gennaio 2011

LETTERA APERTA A MONSIGNOR NEGRI: IL PAPA NON HA BISOGNO DI ADEGUAMENTI LITURGICI!

Giovanni Paolo II in preghiera nella Pieve di San Marino


Lettera aperta a S.E.R. Mons. Luigi Negri, Vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro

Eccellenza Reverendissima,

è con una certa apprensione che leggo su vari quotidiani sanmarinesi una notizia allarmante. A quanto pare nel programma della visita del Santo Padre a San Marino la visita alla Pieve di San Marino, l'antica Basilica che custodisce le reliquie del Santo, sarebbe stata esclusa per ragioni di ordine liturgico-architettonico.
Sul quotidiano sanmarinortv.sm il giornalista Francesco Zingrillo scrive infatti il 19 gennaio scorso quanto segue: "Rimane il nodo della Pieve inadeguata liturgicamente non conforme alla riforma conciliare e ai canoni della architettura sacra vigente: difficile che il Papa teologo e liturgista possa passare in basilica minore dove si espongono le reliquie del Santo."
La stessa notizia veniva poi ripresa dal quotidiano La Tribuna Sanmarinese il 21 gennaio.
Successivamente, il 22 gennaio, interveniva il Rettore della Basilica e Direttore dell'Ufficio Liturgico Diocesano don Lino Tosi, il quale, pur auspicando una visita del Papa ai resti del Santo, non mancava di ribadire la necessità di questi adeguamenti liturgici: "Sono rimasto sorpreso nel leggere che – a motivo del mancato adeguamento liturgico della Basilica alle norme conciliari – il Santo Padre potrebbe rinunciare a visitare il luogo originario e singolare della nostra identità sammarinese quale è da sempre la Pieve e, di conseguenza, non venerare le reliquie del Santo Fondatore. Che la Basilica necessiti di una veste più dignitosa e di un energico “rinnovamento conciliare” (non solo negli arredi!) è da anni sotto gli occhi di tutti. Questo è, fra l’altro, il desiderio del Vescovo Mons. Negri, espresso con chiarezza anche nel decreto della mia nomina, letto pubblicamente nella stessa Basilica alla presenza degli Ecc.mi Capitani Reggenti (5 febbraio 2009)."

Ebbene, Eccellenza, c'è da augurarsi che questi adeguamenti non vengano mai effettuati e ciò proprio in considerazione dell'insegnamento liturgico e "pratico" del Santo Padre. Insegnamento liturgico se pensiamo ai molteplici riferimenti di Sua Santità nelle sue opere (recentemente raccolti nel volume XI della sua Opera Omnia) all'orientamento dell'altare e del sacerdote. Un altare antico è infatti pienamente rispondente all'indirizzo del Papa: guarda ad oriente ed è sormontato dalla Croce che ci ricorda il Cristo che ritornerà per giudicare i vivi e i morti. Inoltre L'insegnamento del Papa è anche pratico se pensiamo alla rimozione dell'altare mobile nella Cappella Paolina in Vaticano e al ripristino delle celebrazioni "ad orientem" anche nella Cappella Sistina.
Il Papa non ha bisogno di adeguamenti liturgici per poter venerare le spoglie di un Santo, né tantomeno credo sia opportuno sfruttare l'occasione della visita del Papa per riproporre inutili progetti di adeguamento liturgico fondati su una nota pastorale della CEI del 1996 che non può essere considerata né vincolante né ancora in vigore.
Stante infatti il parere della Sacra Congregazione per il Culto Divino del 25 settembre 2000 (n. prot.2036/00/L): "Quando si tratta di chiese antiche o di grande valore artistico, occorre tenere conto della legislazione civile riguardante i cambiamenti e le ristrutturazioni. Un altare posticcio non sempre può essere una soluzione idonea. Non bisogna dare importanza eccessiva a degli elementi che nel corso dei secoli hanno subito dei cambiamenti. Ciò che rimane fermo è l’avvenimento celebrato nella liturgia: esso è manifestato attraverso dei riti, dei segni, dei simboli e delle parole, i quali esprimono diversi aspetti del mistero, senza tuttavia esaurirlo, poiché il mistero li trascende tutti. Irrigidirsi su una posizione e “assolutizzarla” potrebbe tradursi nel rifiuto di alcuni aspetti della verità che meritano rispetto e accoglienza."
Per il Culto Divino, dunque, non è obbligatorio orientare l'altare al popolo ed è anzi erroneo pensare che "l'azione sacrificale sia orientata principalmente alla comunità".

Ma a questo documento dobbiamo aggiungere proprio l'esperienza liturgica del Sommo Pontefice e il decisivo documento emanato da Sua Santità nel luglio del 2007, il Motu Proprio Summorum Pontificum. La possibilità di celebrare secondo la forma straordinaria del rito romano costituisce infatti un caposaldo di quella "riforma della riforma liturgica" promossa senza proclami, ma con l'esempio dal Santo Padre. E se i Vescovi italiani provvederanno ad "adeguare" tutte le chiese che ancora conservano l'assetto tradizionale, ciò come non implicherà un segno di rottura, di profonda rottura tra un prima e un dopo? Si tratterebbe peraltro di una evidente smentita di quel processo di superamento della rottura, di quel lento recupero della continuità sincronica e diacronica del cattolicesimo, promosso da Papa Benedetto XVI.
Se, infatti, in pochi anni non ci saranno più chiese nelle quali siano presenti i segni della tradizione liturgica millenaria della Chiesa, ma tutto sarà stato cambiato nel nome di un aggiornamento ormai stantio e privo di utilità, dove si potrà celebrare correttamente quel rito che è tesoro comune della Chiesa e il cui recupero dobbiamo a Papa Benedetto XVI?

Eccellenza, è per questa ragione che un semplice figlio della Chiesa, già aspramente criticato perché esprime le proprie opinioni col cuore e l'intelletto e senza mostrare attestati o galloni accademici, né tantomeno aderenze vaticane, per questa ragione Le chiedo, Eccellenza, di smentire fermamente queste voci che gettano un'ombra ideologica sull'insegnamento liturgico del Papa e attribuiscono a Sua Santità opinioni e posizioni che non gli appartengono. Mai il Papa penserebbe di non rendere omaggio a San Marino, solo perché il suo altare non è liturgicamente adeguato alla riforma liturgica! E d'altra parte Le domando, Eccellenza, di fermare la mano di coloro che intendono modificare l'assetto architettonico della Basilica in nome di un "aggiornamento" che è così aggiornato da risalire a circa 50 ani fa. Abbia il coraggio, Eccellenza, di "restaurare" l'altare di San Marino, non di adeguarlo! Riporti l'altare all'antico splendore, alla bellezza ordinata e conchiusa della sua originaria struttura. Solo attraverso il recupero del passato si può essere arditi in un era affetta da una vera e propria bulimia innovatrice. Riporti il decoro passato alla Basilica già sottoposta a provvisori rimaneggiamenti in nome dell'ideologia della rottura così contestata da Papa Benedetto. Non è stato forse proprio il Papa a ricordare ai Vescovi italiani, pochi mesi fa che "Ogni vero riformatore è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il custode del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato. La Chiesa intera è presente in ogni liturgia: aderire alla sua forma è condizione di autenticità di ciò che si celebra"?

Oggi la Chiesa ha bisogno di recuperare il senso della bellezza e della verità. E lo può far solo attraverso il saldo riferimento della tradizione e l'orientamento spirituale, ma anche fisico, a Cristo. Per queste ragioni mi appello alla Sua comprensione e alla Sua saggezza.

Con filiale devozione.

in Domino Jesu,

Francesco Colafemmina

37 commenti:

mic ha detto...

felicissima di rincontrarti così presto e così stupendamente forte e chiaro!

condivido toto corde, Francesco

Non l'avevo ancora detto, ma Mons. Negri, durante il recente convegno di Roma sul concilio, da lui inopinatamente enfatizzato come evento, dicendo che nella chiesa ci sono eventi non testi, come se i testi non parlassero e servissero soprattutto a codificare autoritativamente e "trasmettere" la Rivelazione incarnata alle generazioni future .

Oltretutto definire il concilio un "evento" contribuisce a mitizzarlo e a renderlo 'intoccabile', quando neppure i Papi lo hanno voluto infallibile! Per lo meno non lo è quando introduce nova e non nove, come autorevolmente dimostrato da mons. Gherardini et alii

Negri ha affermato, in conclusione, che l'eredità del concilio è stata raccolta dai "movimenti"...

in parte lo posso comprendere data la sua formazione ciellina; ma penso sia impensabile ridurre la Chiesa ai movimenti, soprattutto avuto riguardo al serio 'Vulnus' operato nel suo seno da alcuni, soprattutto uno, che rappresenta un 'unicum', in particolare...

mic ha detto...

correggo: non è un inciso, ma una frase
ha inopinatamente enfatizzato il concilio come evento,

Luisa ha detto...

Non se ne può più!
Ma che strazio!
Che vergogna!
Non strumentalizzate il Papa!
E la Cappella Sistina?
Vi dice qualcosa la Cappella Sistina?
O mettete due spesse fette di prosciutto ideologico per non vedere e far finta di non sapere che il Santo Padre vi ha restaurato l`uso dell`altare antico e celebra ad orientem?
Che si vergognino questi aspiranti demolitori ideologici, che già hanno devastato le nostre chiese con l`inganno, la violenza e la menzogna, in nome di una riforma che non troveremo nella Sacrosanctum Concilium.
Non contenti, non soddisfatti vorrebbero portare a termine il loro massacro e sono ancor più "motivati " nel farlo, hanno ancor più fretta da quando il Papa ha pubblicato il Summorum Pontificum.
Che si vergognino, se hanno una coscienza.

Hanno e da subito distrutto con odio e violenza e vorrebbero continuare a farlo, con il pretesto che applicano ciò che ha voluto il Concilio Vaticano II, mentono e sanno di mentire, perchè la Sacrosanctum Concilium non prevede tutti gli scempi che sono stati compiuti in seguito in suo nome.

Quanto sono patetici questi personaggi, purtroppo se dai vertici responsabili non viene lo STOP continueranno liberamente, come ampiamente documentato su questo blog, ma non solo, le loro opere distruttrici e vandaliche.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Auguriamoci che mons. Negri, ch'è sempre apparso persona ricca di buon senso, non si pieghi a diktat modernisti.

Anonimo ha detto...

Mi pare strano che Sua Eccellenza Mons.Negri, che, tralaltro, ha presentato con particolare equilibro il libro di Padre Lang " Rivolti al Signore" ( Ed.Cantagalli) voglia rinunciare a quanto è stato saggiamente esposto in quella stupenda pubblicazione, che dovrebbe essere studiata da tutti i Sacerdoti. Ho la massima fiducia nel sensus ecclesiae di Mons. Negri e mi auguro che l'adeguamento liturgico espresso dal Rettore della Basilica possa essere in linea con i ben noti pronunciamenti del Papa. Non c'è nulla che vieti, come ben sappiamo, la celebrazione della Santa Liturgia "ad orientem".
La legge e la prassi liturgica debbono avere il sopravvento sulle mode transeunte.
Un caro e riconoscente saluto
Andrea Carradori

Nato Stanco ha detto...

Bisognerebbe postare questa pagina su tutta la selva di blog ciellini...

Anonimo ha detto...

...un "aggiornamento" che è così aggiornato da risalire a circa 50 ani fa...

BELLISSIMO

Anonimo ha detto...

Gentilissimi,

Ma siete sicuri che mons. Negri leggerà questa lettera aperta? Gliel'avete inviata a qualche indirizzo mail presente sul portale della sua Diocesi, ad esempio?

Anonimo ha detto...

è quello che dico anch'io ! ... perché, Dott. Colafemmina non la invia "quassù tra i monti" ? Silvanik

Anonimo ha detto...

Scusate se non riesco a rispondere subitamente all' articolo ma ho una riunione.
Sono un sacerdote amante della tradizione della diocesi di San Marino e assicuro il relatore del sito che l'alrticolo è assolutamente inopportuno per motivi chiarissimi che spiegherò più tardi.
distinti saluti

Luisa ha detto...

La Lettera aperta di Francesco Colafemmina non è inopportuna, dunque penso che il sacerdote si riferisca all`articolo di Francesco Zingrilo.
Se quelle incredibili frasi siano farina del suo sacco o gli siano state suggerite da chissà chi non lo sappiamo, sappiamo invece che il rettore della Basilica ha detto:

"La visita del Papa ha, di fatto, favorito lo snellimento delle pratiche per l’esecuzione dei lavori, che io stesso avevo richiesto agli organi competenti fin dai primi mesi dall’inizio del mio servizio e in obbedienza ad una delle responsabilità che l’Accordo Repubblica San Marino-Santa Sede (1992) attribuisce al Rettore: aver cura della Basilica."

Snellimento? Dunque i lavori di "adeguamento"sono voluti e previsti.
Resta da sapere quali sono quei lavori, se siano veramente necessari, ad esempio per restaurare,ma senza distruggere, senza spostare, senza togliere o aggiungere in modo inopportuno,se saranno fedeli alla Sacrosanctm Concilium che non prevede di certo i vandalismi di cui sono state vittime le nostre chiese.

Sembra comunque che l`organizzazione della visita del Papa a San Marino non sia ancora finalizzata e susciti reazioni negli abitanti.

http://www.sanmarinoworld.sm/?id=616&id_n=6121

DANTE PASTORELLI ha detto...

L'anonimo prete scrive in modo confuso: forse ha un consiglio pastorale in corso.

Anonimo ha detto...

Egr. Dott. Colafemmina. Attenzione! Forse senza volerlo sta seminando un altro seme di “confusione”.
Una cosa è “orientare la chiesa verso…” altra cosa è “celebrare verso…”.
Se la chiesa è orientata e la celebrazione è “verso Dio” le due direzioni coincidono. Ma se uno dei due orientamenti non è quello, la non coincidenza delle direzioni determina problemi di ordine diverso.
Non mi sembra che il Concilio Vaticano II si sia espresso sull’orientamento della chiesa, ma sull’orientamento della celebrazione. Ed anche il libro di Lang “Rivolti al Signore” mi sembra parli dell’orientamento della Preghiera, distinguendo appunto l’orientamento della chiesa e l’orientamento della celebrazione.
Quando si parla di adeguamento la chiesa è già costruita e allora il solo problema che si pone (purtroppo) è quello dell’orientamento della celebrazione e nemmeno tanto nei termini di “dove orientare lo sguardo” quanto invece di dove “non rivolgere le spalle”.
Io mi chiedo, invece.
Perché invece non ammirare la volontà di Sua Eccellenza di accogliere Sua Santità nel migliore dei modi?
E chi può assicurare Sua Eccellenza che la sua Pieve non sia offensiva per Sua Santità, se da anni va avanti il fatto che “l’adeguamento liturgico” si ottenga “distruggendo il passato”? Anche la Congregazione per il Culto Divino, per come leggo sul brano da lei citato, fa riferimento prima alle “legislazioni civili riguardanti i cambiamenti e le ristrutturazioni” (forse si riferisce alle Soprintendenze) e dopo ai significati teologico-liturgici dell’orientamento della Preghiera: forse perché è più eloquente e determinante?
Forse la cosa da consigliare al Vescovo successore degli Apostoli è appunto di rivolgersi direttamente al Papa, successore di Pietro.
Per tranquillizzare S.E.R. Mons. Luigi Negri, forse basterebbe consigliargli un sopralluogo preventivo di qualcuno che interpreti direttamente i desideri di Benedetto XVI, sulla sconvenienza o meno che Sua Santità visiti la Pieve di San Marino prima che questa sia “adeguata liturgicamente”, che potrebbe essere per esempio Mons. Marini, o qualcun altro di sua fiducia. Questa potrebbe essere l’occasione per far riflettere sulla differenza tra Concilio Vaticano II con le sue Costituzioni, e tutto quello che è stato prodotto dopo, causa della confusione che è seguita.
Anche perché tra il Vescovo, Ordinario nella sua Diocesi ed il Santo Padre, come dire, Ordinario di tutte le Diocesi, c’è un rapporto tanto diretto che è difficile per gli altri introdurvisi ed interferire: Cum Petro, sub Petro!

P.S.
Forse non è vero che il Papa non ha bisogno di adeguamenti liturgici…! E tutti gli adeguamenti degli adeguamenti?...

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Anonimo,

guardi che il sottoscritto non semina alcuna confusione. Al massimo è dal suo commento che mi sembra emergere un pensiero poco chiaro.

L'orientamento è duplice: spirituale e materiale. Chiaramente quello materiale non può prescindere da quello materiale, mentre quello spirituale può sussistere anche senza il primo.

Per orientamento non si pensa semplicemente all'oriente geografico. E' l'intera forma della navata a rappresentare il movimento spirituale dell'assemblea, guidata dal sacerdote, verso Cristo che ritorna. Pertanto è indifferente l'orientamento reale (ad est, ovest etc.), ma è importante ricordare che la forma della basilica ricomprende in sè questa dimensione spirituale e materiale.

Non credo che Mons. Negri si faccia problemi nell'accogliere nel migliore dei modi il Papa.

Il Papa i suoi messaggi li lancia in maniera chiara ed inequivocabile.

Strumentalizzare il pensiero del Papa è da ignoranti oltre che da ideologi.

Tutti i sacerdoti e i Vescovi dovrebbero infatti studiare quell'XI volume della sua Opera Omnia, si renderebbero così conto che l'adeguamento liturgico in sé è uno strumento di rottura della continuità architettonica, stilistica, funzionale, liturgica, ecclesiologica etc. etc. etc.

I veri arditi di oggi, i veri testimoni dovrebbero seguire l'esempio del Papa e restaurare invece di adeguare... Lasciamo queste mode della rottura ai reduci del '68 della Chiesa.

Riappropriamoci della bellezza che è antica ma anche contemporanea, perché la sua vitalità nel presente dipende solo dalla nostra capacità di preservarne il valore e la verità.

Anonimo ha detto...

Caro Francesco e cari amici, rieccomi dopo una importante riunione (che non fu un coniglio pastorale come qualcuno ha ironicamente scritto). Ps: cercherò di esprimere concetti che anche il sig. Dante P. (che seguo anche su altri blog ed ammiro) possa comprendere.

Vorrei precisare alcune questioni:

1 va da sè che le opinioni teologiche del rettore della basilica sono espressione della formazione teologica del sacerdote in questione (che, anche se con tendenze un poco progressiste, è un bravo sacerdote, competente, molto attento alla dignità e al decoro della celebrazione) e son altrettanto certo che il Vescovo quando voglia esprimere le sue idee abbia egli stesso gli strumenti dialettici e mediatici per far conoscere pienamente il suo pensiero.

2 l'ambiguità dell'articolo è posta dall'immagine proposta (GP2 che prega raccolto dinnanzi ad un bellissimo Altare antico nella basilica sammarinese).
Ora cari amici, dispiace deludervi.... quello che si vede in fotografia non esiste più da diversi anni... vi descrivo cosa si vede:

c'è l'Altare che vedete in immagine ma è stato “ “mensizzato” “ (passatemi l'espressione) , sono stati rimossi (per la celebrazione “verso il popolo”): Tabernacolo, gradini e quant'altro... cosi da molti anni il sacerdote celebra guardando in faccia il popolo! L'antico è stato distrutto.... qualcuno dice che non c'è nulla di cattolico in quella basilica.

quando si entra in basilica si ha quasi l'impressione di entrare in un tempio massonico, sopra quel che resta dell'Altare possiamo ammirare una statua marmorea, molto grande e su una colonna di San Marino che sembra la personificazione della dea ragione con un libro in mano con incisa l'espessione “libertas” con un bel triangolo con occhio fumante nel petto.

Anonimo ha detto...

Dietro (chiaramente nascosta) anch'essa marmorea, in una nicchia (e due metri più in basso rispetto a quella di S. Marino-ragione) la statua di Cristo salvatore (povero Cristo!)...trattato come altri santi sparsi nel presbiterio e nel corpo della basilica.

Davanti alla statua del santo (venerata forse più di Cristo) tre sedie (modeste) che rappresentano la scarna sede.
Un mediocre ambone in legno.
Chi entra in basilica cerca la Presenza di Cristo!
Pio XII dopo aver letto il Segreto di Fatima (rivelato...) disse:

“Questo insistere da parte della Madonna sui pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio per l’alterazione della Fede, nella sua liturgia, nella sua teologia e della sua anima. … Sento intorno a me gli innovatori che vogliono smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, respingere i Suoi ornamenti, infliggerLe il rimorso per il Suo passato storico.
un giorno verrà che il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, che la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato. Essa sarà tentata a credere che l’uomo è diventato Dio, che suo Figlio è soltanto un simbolo, una filosofia come tante altre, e nelle chiese i cristiani invano cercheranno la fiamma rossa che indica che Dio gli aspetta. Come Maria Maddalena dinanzi alla tomba vuota, essi chiederanno “Dove l’hanno posto?”
Incredibile! sembra vera in senso plastico la descizione del Santo Padre infatti, dopo I terrificanti adeguamenti liturgici degli anni scorsi (non era Mons Negri il vescovo!), si pose il Tabernacolo a ridosso di una finta colonna nascosta nel presbiterio a ridosso del muro laterale in cornu epistolae... era assolutamente invisibile -oltre che poco dignitoso- al punto che qualcuno (ironicamente) parlò di “Cristo alla colonna”; il nuovo rettore ha pensato giustamente di usare l'antico Altare laterale dedicato alla Vergine Maria nel mezzo della basilica per collocarvi (nell'antico Tabernacolo) il Santissimo Sacramento.

Anonimo ha detto...

C'è da dire che almeno questa Chiesa è stata risparmiata dalla rozza, ideologica ed ignorante furia distruttiva che ha voluto far piazza pulita degli Altari laterali delle Chiese della diocesi!!!
Certo... è una soluzione provvisoria ma certamente dignitosa tant'è che due inginocchiatoi posti innanzi all'Altare permettono l'adorazione dei fedeli.
C'è un crocifisso? Si! Un bel Crocifisso antico è posto a lato dell'Altare...come al solito Cristo è messo di fianco così non disturba! Purtroppo in diocesi solo il sottoscritto ed ad altri due giovani sacerdoti seguiamo fino in fondo (non senza I consueti ostacoli sacerdotali sessantottini) il potente esempio liturgico che propone il Santo Padre Benedetto mettendo il Crocifisso sull'Altare ed ESATTAMENTE IN CENTRO! Amici... con Cristo al centro (o come faccio spesso orientandomi) cambia tutto! Comunque il Crocifisso della Pieve è assolutamente provvisorio e forse fuori stile.
Bene! Cosa si vorrebbe fare per rendere un poco più dignitoso il presbiterio pur senza (PURTROPPO!) ripristinare l'antico splendore?
Premetto che ufficialmente non si è ancora detto nulla di definitivo, spetterà al Vescovo ogni decisione, ma per le informazioni ricevute dai corridoi di palazzo si vorrebbe solo appendere con due catene un Crocifisso in presbiterio in modo che cada sopra l'Altare (ed in centro) e collocare in presbiterio un ambone più dignitoso. Basta!
Come potete capire non si parla di rovinoso adeguamento liturgico per come si è potuto leggere nell'articolo del grande Francesco (e probabilmente dalle parole degli intervistati) ma di un semplice e discreto abbellimento di una situazione già da tempo (purtroppo) disatrosa... insomma si vorrebbe solo che se il Papa varcasse la soglia del Tempio sammarinese potesse trovare senza fatica almeno il segno cristiano del Crocifisso.
Nessuno stravolgimento o adeguamento liturgico ideologico!
Per questo mi sono permesso di dire con franchezza (va da sè un'autentica stima per Colafemmina) che l'articolo è “non opportuno”; sono certo che Mons. Negri (al quale domani farò avere la sua lettera e la mia risposta) saprà usare con la grande saggezza che lo caratterizza ogni cautela e potrà proporre una soluzione ortodossa che certo non potrà dispiacere al Santo Padre ed a tutti I suoi figli più fedeli... d'altro canto pensando e meditando sui suoi scritti ed interventi vien da dire che rispetto al Papa egli è veramente “cor unum”.

Grazie per l'attenzione e la pazienza!

Un caro saluto e auguri per il meritorio lavoro che fa in favore dell'autentica Bellezza che deve sempre più emergere nella Santa Madre Chiesa.
Don a.b.

Ps queste due immagini possono chiarire l'attuale stato del tempio... notate nella seconda immagine sulla destra contro il muro il Tabernacolo detto “Cristo alla colonna” (la sede era stata spostata per colpa di Gesù Bambino).

http://www.trivago.it/san-marino-86797/chiesacattedralemonastero/basilica-di-san-marino-735621/foto-i5814866

http://static.panoramio.com/photos/original/8192639.jpg

El Cid ha detto...

A questo punto, prima che l'adeguamento si faccia, si possono conoscere i suoi dettagli esecutivi: come e dove saranno altare, ambone, tabernacolo, cattedra? Ci può dire quallosa?

Andrea ha detto...

Per l'anonimo prete delle 2:27 : GRAZIE, lei è uno dei non molti (ahimè) membri del Clero che parlino con franchezza.

Una mia curiosità: da dove proviene la "spiccata inclinazione" dell'ambiente sammarinese verso la Massoneria? solo dalla generale situazione della zona Romagna/Marche o anche da qualche fatto specifico?
Chi ha avuto l'idea di trasmutare la "Libertas" dell'antica Repubblica nella "Liberté"?

Per quanto riguarda il cercare con fatica "dove abbiano posto il Signore" all'interno delle chiese, posso testimoniare, avendo molto viaggiato in Francia, che si tratta di un'esperienza quotidiana in quel Paese. All'ingrosso, direi che là riguarda un 70% delle chiese.

Anonimo ha detto...

scusate....sono ancora l'anonimo prete.... mi sono accorto stamattina che mancava una parte.... eccola:

C'è da dire che almeno questa Chiesa è stata risparmiata dalla rozza, ideologica ed ignorante furia distruttiva che ha voluto far piazza pulita degli Altari laterali delle Chiese della diocesi!!!
Certo... è una soluzione provvisoria ma certamente dignitosa tant'è che due inginocchiatoi posti innanzi all'Altare permettono l'adorazione dei fedeli.
C'è un crocifisso? Si! Un bel Crocifisso antico è posto a lato dell'Altare...come al solito Cristo è messo di fianco così non disturba! Purtroppo in diocesi solo il sottoscritto ed ad altri due giovani sacerdoti seguiamo fino in fondo (non senza I consueti ostacoli sacerdotali sessantottini) il potente esempio liturgico che propone il Santo Padre Benedetto mettendo il Crocifisso sull'Altare ed ESATTAMENTE IN CENTRO! Amici... con Cristo al centro (o come faccio spesso orientandomi) cambia tutto! Comunque il Crocifisso della Pieve è assolutamente provvisorio e forse fuori stile.
Bene! Cosa si vorrebbe fare per rendere un poco più dignitoso il presbiterio pur senza (PURTROPPO!) ripristinare l'antico splendore?
Premetto che ufficialmente non si è ancora detto nulla di definitivo, spetterà al Vescovo ogni decisione, ma per le informazioni ricevute dai corridoi di palazzo si vorrebbe solo appendere con due catene un Crocifisso in presbiterio in modo che cada sopra l'Altare (ed in centro) e collocare in presbiterio un ambone più dignitoso. Basta!
Come potete capire non si parla di rovinoso adeguamento liturgico per come si è potuto leggere nell'articolo del grande Francesco (e probabilmente dalle parole degli intervistati) ma di un semplice e discreto abbellimento di una situazione già da tempo (purtroppo) disatrosa... insomma si vorrebbe solo che se il Papa varcasse la soglia del Tempio sammarinese potesse trovare senza fatica almeno il segno cristiano del Crocifisso.
Nessuno stravolgimento o adeguamento liturgico ideologico!
Per questo mi sono permesso di dire con franchezza (va da sè un'autentica stima per Colafemmina) che l'articolo è “non opportuno”; sono certo che Mons. Negri (al quale domani farò avere la sua lettera e la mia risposta) saprà usare con la grande saggezza che lo caratterizza ogni cautela e potrà proporre una soluzione ortodossa che certo non potrà dispiacere al Santo Padre ed a tutti I suoi figli più fedeli... d'altro canto pensando e meditando sui suoi scritti ed interventi vien da dire che rispetto al Papa egli è veramente “cor unum”.

Grazie per l'attenzione e la pazienza!

Un caro saluto e auguri per il meritorio lavoro che fa in favore dell'autentica Bellezza che deve sempre più emergere nella Santa Madre Chiesa.
Don a.b.

Ps queste due immagini possono chiarire l'attuale stato del tempio... notate nella seconda immagine sulla destra contro il muro il Tabernacolo detto “Cristo alla colonna” (la sede era stata spostata per colpa di Gesù Bambino).

Anonimo ha detto...

eccole:

http://www.trivago.it/san-marino-86797/chiesacattedralemonastero/basilica-di-san-marino-735621/foto-i5814866

http://static.panoramio.com/photos/original/8192639.jpg

Francesco Colafemmina ha detto...

Sono perfettamente consapevole degli scempi già effettuati nella Basilica e grazie per la loro dettagliata ricostruzione. Proprio per questa ragione ritengo un grande segno di coraggio la "restaurazione" dello stato originario dell'altare, attraverso il ripristino della sua monumentalità.

Grazie per il quadro dettagliato! Che il Signore le renda merito per la sua testimonianza!

P.s. La foto di Giovanni Paolo II in preghiera aveva colpito anche me per la sua grande distanza dall'attuale condizione della Basilica. Ma al contempo indica la bellezza del segno di devozione del Papa nei riguardi del Santo. Un segno che non può essere negato o ostacolato dalla preconciliarità di un altare!

Luisa ha detto...

Insomma se ho ben capito...l`adeguamento liturgico postconciliare - = massacro-devastazione-vandalismo - ha già avuto luogo, il nuovo rettore pur un poco progressista cerca di rimediare un pochino.
Dunque, non si capisce il giornalista che vede la " Pieve inadeguata liturgicamente non conforme alla riforma conciliare e ai canoni della architettura sacra vigente"(!?!) e il rettore che dice che " a motivo del mancato adeguamento liturgico della Basilica alle norme conciliari ... e che "la Basilica necessiti di una veste più dignitosa e di un energico “rinnovamento conciliare” .
Insomma ciò che ha descritto qui l`anonimo che cosa è stato?
Non è forse stato un adeguamento al Concilio V.II?
Mi interesserebbe sapere che cosa intende il rettore della Basilica per "norme conciliari"e per "energico rinnovamento conciliare”!

Che confusione!

Luisa ha detto...

PS: Sono forse inopportune queste parole di Francesco Colafemmina o sono al contrario la lucida, realistica e accorata espressione di chi conosce la drammatica realtà degli scempi già compiuti e domanda la restaurazione dell`altare antico?

"Abbia il coraggio, Eccellenza, di "restaurare" l'altare di San Marino, non di adeguarlo! Riporti l'altare all'antico splendore, alla bellezza ordinata e conchiusa della sua originaria struttura. Solo attraverso il recupero del passato si può essere arditi in un era affetta da una vera e propria bulimia innovatrice. Riporti il decoro passato alla Basilica già sottoposta a provvisori rimaneggiamenti in nome dell'ideologia della rottura così contestata da Papa Benedetto."

Francesco Colafemmina ha detto...

Cara Luisa,

credo che tu abbia un conflitto di interesse con Google antispam. I tuoi commenti finiscono direttamente nello spam. Credo sia colpa di qualche codice che incorpori quando fai il past & copy di una frase che vuoi citare. Adesso non avrò per qualche ora la possibilità di usare il mio mac, perciò se non vedi pubblicati i tuoi commenti, provvederò io a farlo appena riavrò la possibilità di connettermi.

Luisa ha detto...

Grazie Francesco!

Ho visto le foto, che dire? Fanno male agli occhi e, sopratutto, al cuore.
Povero Concilio Vaticano II...ma veramente il Vaticano II ha voluto tutti i scempi che sono stati commessi in seguito, in suo nome, e non solo in campo liturgico?
Ma chi continua, oggi, ad invocarlo e strumentalizzarlo ha letto i documenti?
Ha letto ad esempio la Sacrosanctum Concilium?
Sì lo so, i primi novatores li hanno letti e si son gettati sulla pur minima ambiguità , sul più piccolo spiraglio lasciato, forse volutamente,aperto per concretizzare le loro ideologie di rottura con la Tradizione.
I novelli e sempre attivi novatores hanno letto la Costituzione conciliare sulla Liturgia?
Potrebbe precisare ad esempio il rettore della Basilica quali sono le norme conciliari che invoca per i nuovi adeguamenti ?

Anonimo ha detto...

Ringrazio ancora per questo post.
Ci sono tante, troppe situazioni che sono passate sotto silenzio. Ora questo silenzio e' stato rotto. Una voce anche flebile e' una voce.

Francesco

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non frastornato da alcun inconcludente, fumoso e rumoroso consiglio pastorale, il sacerdote a.b. è stato molto chiaro ed esauriente.
Nel primo post non capivo qual fosse e per qual motivo l'articolo non opportuno, se quel di Francesco o quell'apparso sulla stampa locale.
Quando l'espressione è chiara capisco anch'io, come talvolta m'accade e come si augurava il sacerdote.

El Cid ha detto...

Ringrazio il sacerdote sanmarinese per la sua eccellente testimonianza di amore per la bellezza della liturgia. Il suo esempio conforta per il futuro.

Luisa ha detto...

Effettivamente non sembra prevista una visita del Papa alla Basilica, se ciò dovesse confermarsi, spero che i vari progressisti, non contenti dei disastri che hannno già compiuto, non oseranno strumentalizzare il Papa motivando la sua non -visita con il non adeguamento della Basilica alle "norme conciliari" (!?!).
Caso mai potrebbe essere una scelta della Diocesi di non offrire al mondo la visione dello scempio compiuto da chi ha voluto adeguare la Basilica, non alla Sacrosanctum Concilium, ma alla propria ideologia di rottura .
La visita ha luogo in giugno, wait and see.

http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/default.asp?id=427&id_n=1742

Chris ha detto...

Il rimaneggiamento dell'altare maggiore e la sua orientazione versus populum non mi sembra poi neanche malaccio; se era possibile adattare l'altare antico in maniera relativamente "indolore", allora meglio così che celebrare su un tavolino posticcio davanti all'altare antico. Tuttavia quello che non funziona è l'estremo disordine che c'è nel presbiterio, inusuale anche per una chiesa postconciliare. Se soltanto si facessero le seguenti cose: 1) togliere tutti quei candelabri/fiori/sedie messi un po' a casaccio ovunque; 2) installare un ambone degno del luogo; e 3) collocare sopra l'altare la croce e i candelieri alla Papa Benedetto, allora il colpo d'occhio sarebbe notevolmente differente. Volendo essere realisti, la celebrazione versus populum è, secondo la I.G.M.R., "conveniente ... ovunque sia possibile"; qui è già possibile, dunque non vedo gli estremi per ritornare all'altare ad orientem. Ma basterebbero pochi accorgimenti per rendere il presbiterio più decoroso, se non altro come soluzione tampone, nell'attesa che un giorno sia possibile salvaguardare e/o restaurare gli antichi presbiterî, come patrimonio artistico e soprattutto testimonianza della fede di chi ci ha preceduto e per anni e anni ha celebrato il sacrificio di Cristo su altari antichi costruiti con arte e devozione e che tutt'ad un tratto, 45 anni fa, si sono ritrovati improvvisamente inadatti per motivi che non hanno mai convinto del tutto.

Andrea ha detto...

Per Chris:
chiedo scusa, non vuol essere un rimprovero: è importantissimo non entrare nella prospettiva della dicotomia "patrimonio artistico/funzionalità moderna".
Questa mentalità, che presiede anche alla retorica sui "Centri Storici" (che "sarebbero tanto belli ma sono invivibili"), si contrappone a quella della continuità vitale, da riconoscere e valorizzare sia nella società civile sia nella Chiesa (e nelle chiese).
L'impostazione corretta, perciò, è: "Realizziamo oggi quanto di meglio riusciamo a fare, in connessione vitale con la Chiesa "sempre giovane" e con la stessa pietas dei nostri "fratelli maggiori" (nel senso di "Cattolici venuti prima di noi" !!)".

Anonimo ha detto...

Licio Gelli su Il Tempo:
«.... era prevista la scomunica finanche per i laici iscritti alla massoneria. Poi, ci fu un cambiamento: la scomunica, secondo quanto stabilito dal Vaticano, poteva essere emessa solo nei confronti degli ecclesiastici. Ma sappia che i religiosi iscritti alla massoneria erano svariati, all'epoca, anche di alto grado. E non venivano mai citati, perché appartenevano a un altro elenco...»

Francesco ha detto...

Hay novedades, Francesco. Puedes ver aquí:

http://www.sanmarinoworld.sm/?id=35&id_n=6337

http://www.sanmarinoworld.sm/?id=35&id_n=6378

Anonimo ha detto...

Ho letto con molto interesse la vostra pubblica discussione. Ciò che è chiaro è che la chiesa sammarinese manca un poco di capacità comunicative sulla gestione di questo importante momento. Tante parole potevano essere spese meglio. Ciò che mi spiace comunicarvi è l'esito dei lavori di ridipintura interna che sebbene eseguiti egregiamente hanno appiattito e impoverito l'architettura per la scelta, non so imputabile a chi, di uniformare il colore delle campiture e degli ornati; così colonne e capitelli sono dello stesso colore. A mio gusto effetto aberrante e improprio. Per il resto a me risulta che il Beato Marino "stilita" resti al suo posto, come resta al suo posto il "redentore" (ps dovrebbe essere in stucco e non marmo) mentre ne sarà collocato un secondo sull'altare dedicato al SS.MO nella navata laterale sx. Speriamo di non ritrovarci in un nuovo "panettone" (santuario mariano in Valdragone dove la moltiplicazione delle immagini è prassi). Dell'ambone ancora non si hanno tracce.

Renzo architetto San Marino

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Renzo, ma della statua del Cristo risorto ne sa qualcosa? Dove sarà posta? Forse al posto del Crocifisso sull'altare? Sarebbe una oscenità. Sull'altare va posto sempre il crocifisso, non il Cristo risorto.

Anonimo ha detto...

non ho visto il progetto e quindi non le so dare altre informazioni. Conoscendo Don Lino non farà certo questo errore. Ha fatto restaurare l'antico tabernacolo in legno dorato che ha il suo logico completamento nei 6 candelieri d'altare con croce (di fatto quelli presenti sull'altare nella foto scattata nell'occasione della visita di Giovanni Paolo II) La nuova scultura dovrebbe essere posta in sostituzione della tela nella partitura architettonica parietale e quindi ben più in alto dell'altare dove si troverà il tabernacolo. Renzo