venerdì 4 febbraio 2011

CHE VI AVEVO DETTO?


di Francesco Colafemmina

Oggi Caterina Maniaci su Libero riferisce la storia raccontata da Malachi Martin in Windswept House e relativa al presunto rito satanico compiuto nella Cappella Paolina la notte del 29 Giugno 1963, a pochi giorni dall'elezione di Papa Paolo VI, aggiungendo qualche interessante dettaglio.


Oggi possiamo dire che, stando a voci provenienti dal Palazzo Apostolico, il Papa avrebbe riconsacrato l'intera Cappella, come riferito dalla stessa Maniaci.

Chi avrebbe partecipato al rito nel 1963 secondo Malachi Martin? Cardinali (lui fa intendere almeno Villot e Casaroli), Vescovi, laici e un "legato prussiano" (laico e luterano?) che dispone di una sorta di mandato superiore per l'intronizzazione di Satana in Vaticano. Inoltre in una intervista a The New American del 9 giugno 1997 Malachi Martin affermò al giornalista Mac Manus quanto segue:

Giornalista: "Il suo libro comincia con una vivida descrizione di una Messa Nera sacrilega tenutasi nel 1963 a Charleston, Sud Carolina. E' realmente avvenuta? (nel romanzo "Windswept House" Martin racconta di un rito avvenuto contemporaneamente a Charleston e in Cappella Paolina, leggere il mio articolo per maggiori dettagli n.d.r.)"

Martin: "Sì accadde. E la partecipazione telefonica di alcuni alti ufficiali del Vaticano è anche un fatto. La giovane donna che fu forzata a partecipare al rituale satanico è viva e fortunatamente, si è sposata e conduce una vita normale. Lei ha fornito dettagli riguardo all'evento."

Aggiunse poi:

Martin: "Fra i cardinali e la gerarchia ci sono satanisti, omosessuali, anti-papisti e cooperatori per la realizzazione di un nuovo ordine mondiale..."

Fantascienza? Complottismo danbrowniano? Può darsi. Come può darsi che Martin fosse un mero ciarlatano.

Chiariamo però qualche fatto architettonico-artistico:

1. La Cappella Paolina all'epoca di Pio XI (l'altare è allestito per la Reposizione).

2. Negli anni '60 sull'altare c'erano i ceri e il crocifisso. In alto al centro un riquadro con l'immagine della Vergine.

3. In questa foto del 1978 (Conclave di Giovanni Paolo II) vediamo che l'immagine della Vergine è scomparsa e l'altare è spoglio, privo anche del crocifisso. Anche la cantoria è scomparsa. Saranno tutte casualità?

4. Nel 2009 viene riconsacrato l'altare, staccato dal muro, dopo un lungo restauro della Cappella.

Qui di seguito un estratto dall'articolo di Caterina Maniaci pubblicato quest'oggi su Libero:

30 giugno 2009. Viene presentata alla stampa la Cappella Paolina restaurata, nel cuore delPalazzo Apostolico Vaticano. Da molti anni chiusa e inutilizzata, sebbene presenti due affreschi di grandissima importanza artistica, dipinti da Michelangelo. Anche l’altare è stato tolto e ricollocato. La Cappella è anche il luogo dove si riuniscono i cardinali all’inizio del conclave, prima di spostarsi nella vicina Cappella Sistina per i giuramenti solenni e l’inizio delle procedure previste. Proprio su questo luogo grandioso, ma sconosciuto ai più, proprio sul fatto che l’altare fosse stato tolto e ricollocato erano circolate varie ipotesi, tra cui quella che l’altare e l’intera cappella fossero state riconsacrate, con un lungo rito, da papa Benedetto XVI. La riconsacrazione è prevista quando,in un luogo sacro, sono stati compiuti atti sacrileghi, blasfemi o violenti. Che cosa sarebbe potuto succedere, in quella cappella? Qualche giorno fa è uscito, in Italia, un libro scritto da due autori inglesi, Stephen Klimczuk e Gerald Warner di Craigenmaddie, intitolato “Guida ai luoghi più segreti del mondo” (Castelvecchi editore). Un volume che dedica molte pagine a Roma e al Vaticano. In esso si parla dettagliatamente della Cappella Paolina, indicato appunto come un luogo depositario di segreti. Gli autori citano, a loro volta, il vaticanista, insegnante ed ex gesuita Malachi Martin, molto noto negli Usa per numerosi best seller.Secondo Martin, infatti, raccontano gli autori, la Cappella Paolina «avrebbe bisogno di un esorcista piuttosto che di un restauro d’arte». Prima della sua morte nel 1999, il vaticanista rivelò che il suo romanzo, WindsweptHouse (“La casa spazzata dal vento”) «era sostanzialmente basato su una cerimonia che si svolse realmente a Roma agli inizi degli anni Sessanta. Secondoil libro, alcuni ecclesiastici importanti, in completa segretezza e apostasia, celebrarono il 29 giugno del 1963, nella Cappella Paolina, un rituale funesto con lo scopo di “introniz zare Satana” per inaugurare “l’era di Satana”». Martin, poi, in altri saggi, ha sostenuto l’esistenza di congreghe sataniste in America, gestite da sacerdoti cattolici e – orrore nell’orrore – dediti alla pedofilia, il che si collegherebbe anche ai terribili casi scoperti e denunciati a partire dal 2000."

Copyight - Libero-news.it

59 commenti:

Anonimo ha detto...

La confessione? Si può fare con l’iPhone
http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_04/confessione-iphone_52106b06-3051-11e0-b267-00144f02aabc.shtml
...
testo pubblicato in "Teologica", N 14 Marzo/Aprile 1998, rivista mensile delle edizioni Segno di Udine
http://www.profeti.net/Studi/Massoneria/piano_massonico.htm
...
Beata Anna Caterina Emmerich
http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_emmerich.htm
...
Maria Giulia Jahenny
http://profezie3m.altervista.org/ptm_c31c.htm#Maria Giulia Jahenny – Blain, Francia. m

Stendec ha detto...

Di Padre Martin ho letto "In mano a satana" e ne sono rimasto scosso, non credo che egli fosse un mero ciarlatano e suppongo che nemmeno Lei, Dottor. Colafemmina, lo pensi.
La ringrazio per quanto fa con il suo blog.

Francesco Colafemmina ha detto...

Naturalmente non lo penso...

Grazie a lei!

Urgentissimo! ha detto...

Martin è un personaggio ambiguo, ma quelle foto paiono purtroppo eloquenti...

Anonimo ha detto...

Non ci sono "ufficiali" in Vaticano, semmai funzionari (in inglese "officials"). Se dobbiamo evitare le contaminazioni spurie, allora evitiamo anche l'"itangliano".

Anonimo ha detto...

Francesco, è molto interessante che questa "non notizia" (nel senso che non era una novità) sia stata ripresa proprio adesso e da una giornalista dalle posizioni molto vicine a quelle di RDe-Mattei. Suona come una pressione... non trovi?

bedwere ha detto...

Francesco, cosa sai del rapporto tra il p. Martin ed il Card. Bea? Se non erro, p. Martin era il suo segretario. Pero` il Card. Bea, stando a quel che scrive il prof. De Mattei, favori` una interpretazione della Sacra Scrittura in contraddizione con il Magistero.

Anonimo ha detto...

Che buffonate. Vi siete scordati di mettere i Templari, l'Opus Dei e l'Arca Perduta da qualche parte. Se Malachi Martin è una fonte attendibile, Dan Brown è uno storico di vaglia!

E' anche grazie a queste idiozie che i nemici della Chiesa mantengono il loro potere. E prima o poi qualcuno di questi guardiani della pseudo-tradizione metterà pure Benedetto XVI tra i maghi neri!

anna. ha detto...

scusate, non so se mi trovo nel blog giusto,ma non ho trovato a chi rivolgermi se non voi, avrei bisogno di sapere se esiste una cattedrale italiana il cui campanile sia letteralmente attaccato alla chiesa e non isolato..anche solo a un lato..grazie, Anna

Francesco Colafemmina ha detto...

Martin all'inizio era un fervente modernista come Bea. Secondo alcuni era anche una spia. E' una figura particolarmente controversa in tal senso... Ma dev'essersi accorto che tutto ciò da cui era circondato apparteneva ad un modo distorto di intendere la fede. Il suo percorso è stato quindi quello di una vera e propria riscoperta delle trame e dei tradimenti che hanno condotto alla crisi seguita al Concilio e alla riforma liturgica.... E di qui la necessità di divulgare il tutto attraverso i suoi romanzi...

Francesco Colafemmina ha detto...

Cara Anna,

sono decine le cattedrali con campanili attaccati al corpo della chiesa. Solo qualche esempio:

Lucca, Siena, Trani, Bari, Perugia, Terni, Novara, Pescara, etc. etc. etc.

bedwere ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
bedwere ha detto...

Grazie, Francesco. Tu gia` lo conoscerai, ma segnalo anche agli altri questo canale YouTube con interviste al Malachi Martin:

http://www.youtube.com/user/MalachiMartinAudio

gianluca cruccas ha detto...

Carissimo Francesco Tornielli parla di te qui:

http://blog.ilgiornale.it/tornielli/2011/02/05/malachi-martin-voci-sul-satanismo-in-vaticano/

Anonimo ha detto...

Mi sembra che sia invalso l'uso di riconsacrare gli altari dopo un qualunque restauro: ad esempio la cattedrale di Albano:

"10:19 - BENEDETTO XVI: DOMENICA SARÀ AD ALBANO. MONS. SEMERARO, “UN DONO PER LA DIOCESI”
“Un dono per la Chiesa di Albano”. Con questo “sentimento” il vescovo della diocesi laziale, mons. Marcello Semeraro, accoglierà domenica Benedetto XVI che giungerà ad Albano per presiedere la celebrazione della messa con dedicazione dell'altare della cattedrale (ore 9.30). “Dopo l’incontro con il clero diocesano del 31 agosto 2006 – dice al SIR mons. Semeraro - il Papa offre alla Chiesa di Albano un altro dono recandosi domenica prossima nella sua cattedrale per presiedere al solenne rito della dedicazione dell’altare maggiore e celebrarvi per la prima volta la messa. L’evento avviene a conclusione di un primo ciclo di lavori di restauro per i quali non è mancato il sollecito aiuto del Papa, che ha voluto benevolmente offrire un segno di affetto per la diocesi entro il cui territorio è come incastonata la sua residenza estiva a Castel Gandolfo. I lavori sono stati intrapresi con la chiara intenzione di favorire il decoro della celebrazione liturgica specialmente per quella Chiesa che è come la «madre» per tutte le altre della diocesi”. Ad accogliere il Papa domenica ci saranno il titolare della Chiesa suburbicaria di Albano e decano del Collegio cardinalizio, card. Angelo Sodano, e mons. Semeraro. Terminata la celebrazione, Benedetto XVI saluterà benefattori, sponsor e quanti hanno collaborato nei lavori di ristrutturazione della cattedrale e rientrerà nel palazzo apostolico."
link

Un altro esempio è quello dell'altare della chiesa del SS. Sacramento Ritrovato (Catania)nel 2009. (cfr link)

Ciò non toglie che Malachi Martin possa aver detto la verità. Il che, tutto sommato, sarebbe anche peggio.

Wild

Anonimo ha detto...

Ma fra Dolcino si chiamava veramente Davide Tornielli? :)

Francesco Colafemmina ha detto...

Sto pensando di scrivere un post più dettagliato! Secondo le voci raccolte il papa non avrebbe riconsacrato solo l'altare, ma l'intera cappella. D'altronde la foto del 1978 (del 14 ottobre - conclave di GP II) è eloquente: in quella cappella non si celebrava più nulla...

Che poi in Vaticano smentiscano mi sembra piuttosto ovvio.

Francesco Colafemmina ha detto...

Questo è lo stile Silvanik, vero?

Anonimo ha detto...

Comunque attualmente c'è l'uso di riconsacrare l'altare dopo restauri, lo vogliate o no.

Francesco Colafemmina ha detto...

Ma allora io parlo al vento?

Sulla riconsacrazione dell'altare non ci piove. Ma il dubbio è che sia stata riconsacrata l'intera cappella. Ok?

Anonimo ha detto...

Dai link che avevo messo nel precedente post da lei così affrettatamente cancellato si rilevava che attualmente si usa la riconsacrazione della chiesa più la riconsacrazione dell'altare dopo restauri.
Leggere prima di cancellare.
Se poi non le sta bene, sono affari suoi e di chi legge questo blog, sul quale scrivo per la prima (ed ultima) volta.
Chiaro, "mister OK"?

Silvanik non so chi sia.

Andrea ha detto...

In questi giorni non ho potuto partecipare alla discussione per un viaggio. Vorrei introdurre solo un paio di osservazioni:

1- tanto Martin che il card.Bea sono stati gesuiti.
Non ci vuole molto per riconnettere, tramite il "grande abbaglio" del gesuita Teilhard de Chardin per i cosiddetti "risultati della scienza moderna" (descrizione panteistica e monistica del mondo, considerato, con pura intromissione ideologica nel prezioso campo delle scienze sperimentali, una sorta di Animale in Trasformazione, anziché una compresenza di enti creati di nature fra loro differenti), la catastrofica sbandata dei Gesuiti anni '50-'60 alla più generale sbandata della Chiesa.
Basta ricordare che i Gesuiti furono perseguitati, cacciati, coperti di incessanti calunnie proprio al tempo della grande ondata massonica (1700/1800), perché gli "Illuminati" volevano porre se stessi sul piedistallo della Cultura (che i Gesuiti di allora non occupavano, ma presidiavano, mostrando con impegno la radicale differenza tra amore alla Divina Sapienza e tronfio sfoggio di umano sapere).

Apprendo solo oggi che Teilhard era un lontano discendente di Voltaire.

Senza tema di sbagliare, si può dire che la pugnalata al cuore della Chiesa fu data tramite alcuni Gesuiti "passati al Nemico".
Questo non significa, ovviamente, che tutti i Gesuiti fossero tendenzialmente massoni o satanisti.

2- una conseguenza incontestabile del tentativo di far convivere "il diavolo e l'acquasanta" fu (ed è, purtroppo) la marginalizzazione e la ridicolizzazione del senso del peccato e della concezione personalistica dei demoni (Ef 6, 12). Contro la negazione del Peccato Originale e di Satana/persona si espresse più volte Paolo VI.
“La dottrina sul peccato originale - connessa strettamente con quella della Redenzione operata da Cristo - offre uno sguardo di lucido discernimento sulla situazione dell'uomo e del suo agire nel mondo. In conseguenza del peccato dei progenitori, il diavolo ha acquisito un certo dominio sull'uomo, benché questi rimanga libero. Il peccato originale comporta «la schiavitù sotto il dominio di colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo» (Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1510-1516)” (CCC 407).

“Essendo questa (la concupiscenza) lasciata per la prova, non può nuocere a quelli che non vi acconsentono e che le si oppongono virilmente con la grazia di Gesù Cristo. Anzi, non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole (2Tm 2,5)2 (Concilio di Trento: ibid., 1515)” (CCC 264).

Francesco Colafemmina ha detto...

Guardi che non è mia abitudine cancellare un bel nulla!

Il suo link è stato moderato da Google che l'ha automaticamente messo nell'antispam in quanto copiato e incollato da una pagina web. Accade così che il linguaggio html della pagina web entra in conflitto con blogger. L'ho appena tolto dall'antispam e pubblicato.

Il punto è che in Vaticano varie personalità ecclesiastiche avvicinate da Tornielli riferiscono che non c'è mai stata la riconsacrazione della Cappella Paolina.

Mentre altre fonti hanno riferito il contrario.

Se non vuol più scrivere sul blog è liberissimo di farlo, ma sappia che a me fa piacere pubblicare e sentire opinioni distanti dalla mia, altrimenti che senso avrebbe la discussione?

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Andrea,

sarà! Ma Martin era anche un esorcista. Leggi "In mano a Satana" per avere un'idea della rettitudine dottrinale di quest'uomo e la sua profonda fede.

Andrea ha detto...

Caro Francesco,
non era mia intenzione "bollare" Martin (non lo conosco a sufficienza; più che altro ho l'impressione che si sia mosso in modo molto "americano"), bensì mostrare la gravità dell'impostazione teilhardiana e di quella del card.Bea e di molti Gesuiti.
C'è stato, come accennavo in passato, un momento in cui buona parte del Clero si è detta, sull'onda di Teilhard,
"Non possiamo continuare a parlare di Peccato, di Natura Lapsa, di Redenzione nel senso di aver "ricomprato" l'uomo a Satana suo "padrone": dobbiamo metterci a parlare di "tensioni", di "ricerca di sé", di "malintesi", di "futuro luminoso" ".

Questo momento sono gli anni '50. Il Papa aveva cercato di fermare la frana sul nascere: vedi Enciclica "Humani Generis" (22/08/1950)

jonathan ha detto...

Trovo che una ‘notizia’ così clamorosamente grave, seppur proposta in forma ipotetica, andrebbe corredata da accertamenti oggettivi altrettanto seri prima di darne pubblica ragione. Ed è, come lei stesso afferma, altamente improbabile trovare riscontri o prove. A chi o a cosa giova dare risalto a una non notizia del genere? Sapere che nel cuore del Vaticano può accadere che si celebrino messe nere, è un servizio utile alla Chiesa? Decisamente no, a mio modesto avviso. Al contrario, accende un oscuro allarme cui è di fatto impossibile far fronte, che genera soltanto ulteriore diffidenza verso una gerarchia già macchiata di infedeltà d’ogni tipo.

Andrea ha detto...

Cara jonathan (è una donna? il nome è maschile), senza voler rispondere al posto di Francesco, dico una sola cosa: il punto è se vi sia stato "qualcosa di gravemente deviato" nella Chiesa nel periodo citato, oppure no (sarebbe tanto bello!).

I miei interventi passati fanno fede del fatto che non ritengo si possa descrivere la Chiesa dei nostri giorni come "stravolta", "distrutta" o simili. Proprio per questo, se faccio presente che una "frana" vi è stata, non credo di poter essere schedato come catastrofista.
Cordialmente

Andrea ha detto...

Caro bedwere (4 feb 20:34), ci sono molte notizie su padre Martin su wikipedia in inglese.

Luisa ha detto...

@ Francesco, scusandomi per l`OT.

Nella serie : galleria degli orrori:


http://leblogdumesnil.unblog.fr/2011/01/24/2011-9-de-l-autel-contemporain-de-la-cathedrale-de-viviers/

er tripparolo ha detto...

E che ci aveva detto?
Meglio che lassamo perde.
Nun sarebbe tanto edificante, specie in romanesco........
Salute a tutti!

DANTE PASTORELLI ha detto...

"Il Papa aveva cercato di fermare la frana sul nascere: vedi Enciclica "Humani Generis" (22/08/1950)"

Si condannava la Nouvelle Théologie, nelle sue varie forme: la non storicità dei primi capitoli di Genesi, l'evoluzionismo materialistico, il poligenismo, l'esistenzialismo, lo storicismo derivato dall'idealismo, l'immanentismo ed il pragmatismo che infestano la filosofia moderna coi suoi nefasti riflessi sulla teologia. L'enciclica riafferma il valore assoluto e irreformabile dei dogmi, la necesità della sana filosofia come base per la teologia, ancella della Verità e del Magistero. Condanna la riduzione dell'inerranza assoluta della Sacra Scrittura a quella che poi nel Concilio sarebbe divenuta "la verità salutare" e l'indipendenza dell'esegeta dalla Sacra Tradizione e dal Magistero.
Condanna lo snaturamento dell'ordine soprannaturale (che afferma non poter Dio creare essere intelligenti senza ordinarli e chiamarli alla visione beatifica: da cui la dottrina della salvezzza universale cara a Giov. Paolo II, e dell'inferno vuoto. Condanna chi sostiene che la dottrina Transustanziazione è da respingere o da riformare perché fondata su di una filosofia della "sostanza" antiquata, con relativa riduzione a simbolismo della presenza reale ecc.
Purtroppo i sostenitori di questa teologia, allontanati da Romza, tornarono con Paolo VI sulle loro cattedre e qualcuno divenne cardinale: ad es. De Lubac. Frutti velenosi d'un pontificato che pure ha dato alcuni documenti fondamentali: Humanae vitae, Mysterium fidei, Credo del popolo di Dio.
Misteri d'iniquità.

In una S. Sede infestata da neo-modernisti, non meraviglia l'esistenza nella gerarchia di massoni, di cui era a conoscenza anche il card. Siri, e non solo lui.
Per cui, pur con la necessaria cautela del caso, non sarebbe poi inverosimile del tutto la celebrazione di una messa nera.

Anonimo ha detto...

Non si può negare che dall'inizio del Pontificato di Paolo VI è iniziato per la Chiesa un periodo triste, che purtroppo ancora continua, e tutti lo vediamo.
Non allontaniamoci dalla preghiera!

Anonimo ha detto...

Fino ai primi anni 60 al termine della celebrazione della Santa Messa veniva invocata la protezione di San Michele Arancangelo. Sarebbe bene se la Chiesa introducesse nuovamente questa preghiera da recitare sempre al termine della Santa Messa.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Se han cassato quella preghiera esorcismo avrann'avuto una buona ragione: apocatastasi.
E perché han tolto l'ultimo Vangelo? perché in esso si afferma che si diventa figli di Dio riconoscendo Cristo e non per discendenza da un popolo (non più)eletto

Andrea ha detto...

Per l'anonimo delle 16:13: l'invocazione a San Michele è fondamentale, anche perché mette in evidenza lo stato di "guerra perenne" che esiste a livello spirituale (angelico), e nella quale siamo coinvolti noi in quanto figli adottivi di Dio (Ef 6, 12).
Voglio dire che un cristiano, tanto più se cerca di seguire da presso il Cristo, si trova PIU' (e non meno) aggredito dal "Diavolo e gli angeli suoi".
In questo senso è vero che "Cristo ha già vinto", come dicono i modernisti: il Suo potere si è dimostrato senza confronti superiore a quello di Satana. Sulla sua scia siamo noi, generazione per generazione, a combattere; alla nostra generazione tocca una lotta più radicale che ad altre.

Andrea ha detto...

Per Dante: la tendenza a respingere la Transustanziazione per avversione alla metafisica portata a "perfezione" da San Tommaso è davvero il disastro del nostro momento storico.
Proprio oggi ho partecipato a una S.Messa intensa, ben celebrata, con bei canti neocatecumenali (sia detto senza intento provocatorio: la Messa era "per tutti"...), durante la quale l'unica nota stonata è stato l'accenno al "pane" ("Pane"?).

Dalla "Humani generis":
"...(Certuni) però, mentre disprezzano questa filosofia (la Scolastica, nota mia), esaltano le altre, sia antiche che recenti, sia di popoli orientali che di quelli occidentali, in modo che sembrano voler insinuare che tutte le filosofie o opinioni, con l'aggiunta - se necessario - di qualche correzione o di qualche complemento, si possono conciliare con il dogma cattolico. Ma nessun cattolico può mettere in dubbio quanto tutto ciò sia falso, specialmente quando si tratti di sistemi come l'immanentismo, l'idealismo, il materialismo, sia storico che dialettico, o anche come l'esistenzialismo, quando esso professa l'ateismo o quando NEGA IL VALORE DEL RAGIONAMENTO nel campo della metafisica" (il maiuscolo è mio).

Anonimo ha detto...

Amici ma pensate che tra le centinaia di preti che hanno lavorato in questi anni in Vaticano non ci sia qualcuno fedele a Cristo e alla Chiesa che possa aver visto o sentito qualcosa di questa pessima storia?
Allora a questi sacerdoti fedeli chiediamo di avere il coraggio di parlare...

DANTE PASTORELLI ha detto...

ANDREA. Quando i Papi si esprimon in questi termini, con la condanna degli errori e l'esposizione della vera dottrina, riprendendo, ribadendo ed approfondendo il Magistero precedente, parlan come Maestri: il loro magistero, in tali casi, è infallibile.
Accade che pochi anni appresso le dottrine condannate come velenose vengan accolte da documenti di un concilio pastorale o di successori sul soglio di Pietro.
Già mons. Montini, in J.Guitton, Paolo VI segreto, San Paolo 1985, p.41, in una conversazione del 1950, tende a sminuire la condanna di Pio XII. Dice, infatti, che il Papa non parla di errori ma di "opiniones", per cui non si condannano errori propriamente detti ma opinioni che ad errori potrebbero condurre ma che in sé son rispettabili. Una lettura assolutamente parziale e a suo uso e consumo, ed inaccettabile, perché le opinioni che inducono in errore non posson esser valide in sé, in quanto contengon il germe dell'errore (ad es. l'irenismo) ma soprattutto perché di errori, di false filosofie e dottrine, di relativismo, di posizioni teologiche che annullan il vero concetto di peccato originale e di peccato in genere (con conseguente negazione della necessità della soddisfazione e pertanto dell'incarnazione di Cristo: vedi Mancuso che a questi nuovi teologi si abbevera) il grande Papa tratta esplicitamwente ed inconfutabilmente insieme a quanto in precedenza da te e da me sottolineato.
Il fedele formato ed informato a quale insegnamento deve attenersi?
Io ho scelto, e non da ora. E da questa scelta convinta nessuno mi smuoverà, neanche un angelo sceso dal cielo che mi porti un "vangelo diverso".

DANTE PASTORELLI ha detto...

"Allora a questi sacerdoti fedeli chiediamo di avere il coraggio di parlare..."

Il coraggio se uno non ce l'ha non se lo può dare, scriveva un tal Sandro, autor d'un romanzetto...

er tripparolo ha detto...

Sor Dante i miei saluti.

Scomodare un grande come il Manzoni per ragionare d'uno scritto come quello del che Malachi Martin, a mio modesto avviso e detto con rispetto critico ha meno valore di un pamphlet e, mi sembra ingeneroso nei confronti del grande Manzoni.
Manzoni, che non so se ha seguito la vicenda, alcuni circoli critici e certa critica, avrebbero voluto far passare per un "opportunista".

E comunque non dimentichiamoci che il nel romanzo manzoniano c'è una forte critica verso gli "untori".
Manzoni fa dire tragicamente al monatto:" ungi untorello, ungi".

I miei saluti a tutti.

Andrea ha detto...

Buongiorno Dante.
Sul fatto che mons.Montini (come sarà stato, a suo modo, anche per mons.Pacelli giovane) esprimesse opinioni non del tutto in linea con il Magistero, non v'è problema. Certamente la sua sensibilità era "democristiana" (vedi Partito Popolare, FUCI ecc.).

Il problema nasce per il Concilio e per il Magistero di Paolo VI e dei successori. Lei sa meglio di me che è impensabile che la Chiesa "si perda per strada" o "si suicidi", ma è turbato dal grande sbandamento degli ultimi decenni.
Di nuovo, penso che il termine "frana" sia piuttosto adatto a descrivere la situazione; e di nuovo, ribadisco che non possiamo realisticamente attribuire delle "colpe" ai Papi o al Concilio, mentre queste sono presenti con evidenza nel "conciliarismo".
Se vogliamo, tale "conciliarismo" è semplicemente la versione novecentesca del vecchio "catto-liberalismo" del 1800, e si basa, come quest'ultimo, sull'assunto "Il Papa OGGI non può o non vuole capire...Un domani (meglio tardi che mai!) ci arriverà!!".

La questione è stata evidente con l'ultima crisi mediatica sul "profilattico", a cui era sottesa la valutazione "Finalmente quel vecchio fossile ci sta arrivando !.."

P.S. Il dottor Bernabei, del "Centro Lepanto", attribuisce importanza fondamentale alla lettera apostolica di S.S.Paolo VI "Cum iam" (21/9/1966) sulla retta interpretazione del Concilio.

La vedo disponibile solo in latino:

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/letters/1966/documents/hf_p-vi_let_19660921_cum-iam_lt.html

Chiudo con il mio ricordo personale di Paolo VI: delicato e profondo Padre amorevole, non certo protervo "lupo in veste di agnello"!

Andrea ha detto...

Per tripparolo:
non per polemizzare (lei sa che mi è simpatico), ma il "grande" Manzoni era effettivamente un catto-liberale. Rimase per tutta la vita influenzato dalla sua formazione tardo-settecentesca, e dalla mentalità della moglie svizzera.
Con questo non voglio sostenere che "fingesse" di essere cattolico, bensì che era interiormente irresoluto, e molto attratto dalla "modernità" euro-occidentale.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Tripparò, rispondevo ad un commento che invoca il coraggio di chi sa e non parla. Se il fatto dovesse esser vero e se chi sa non parla, per pavidità, la citazione manzoniana è pertinente. Non mi sono affatto pronunciato pro o contro quanto scritto da Martin. Si tratta di questioni assai gravi e sulle quali, in mancanza di prove concrete, taccio. Tuttavia alti prelati erano e sono E saranno affiliati alla massoneria. Un p. paolino, Rosario Esposito, gran conoscitor delle consonanze tra massoneria e Chiesa, dice lui,
lo è pubblicamente e rimane impunito. E questo non genera sospetti?
Nel libro "Inimica vis" di don Ennio Innocenti (per 20 anni ha tenuto alla radio la rubrica "ascolta, si fa sera") è pubblicato un elenco di alti prelati massoni del 700 e dell'800, fornitogli dal gran maestro Gamberini. Siri - e parlo di una persona seria, ma potrei citare anche altri personaggi - molto sapeva in merito. Don Putti aveva una lista - non quella di Pecorelli - originale avuta da un "pentito", testimone don Innocenti, e ingenuamente la portò alla Segreteria di Stato. Qui gliene fecero una copia e trattennero l'originale e il povero prete rimase gabbato, perché una copia non serve a niente.
Quindi, Martin a parte, in Vaticano ne succedon di cotte e di crude.

DANTE PASTORELLI ha detto...

MANZONI. L'influenza della moglie, che si esplica nel cosiddetto giansenismo manzoniano, caratterizza in qualche modo il primo periodo dell'opera del Nostro dopo la "conversione": enorme distanza tra uomo e Dio (qual masso che dal vertice..., male quasi invincibile ecc... nel mondo si fa il male o lo si patisce, come diceva Adelchi). Ma, almeno a partir dalla Pentecoste e poi nel romanzo, Dio non agisce più fuori dal mondo, ma nel mondo accanto agli uomini, attraverso persone e soprattutto attraverso la Chiesa. La grazia non scende più su pochi eletti ma su tutti: sta all'uomo accettarla o meno. D'altra parte il giansenismo manzoniano delle origini era più pessimismo moralistico che non tesi teologica. Ottimo uno studio di un mio vecchio amico ormai da anni defunto, Piero Fossi.

PAOLO VI. Francamente non ne vedo la grandezzza, salvo in quei documenti del Magistero da me ricordati alcuni dei quali gli furono gettati sul tavolo da Ottaviani e Palazzini.

DANTE PASTORELLI ha detto...

LA GRANDEZZA DI PAOLO VI.
Nel libro sopra citato di Guitton, Paolo VI segreto, a pag. 127, ad es., si si esplicitano le sue predilezioni: Congar, De Lubac, Rahner... Questo la dice lunga.
A p. 59 poi siamo nell'errore più grossolano, possiamo dir pure grave eresia: "Oggi si tende a sostituire la convergenza con la conversione. Certamente il termine conversione ha qualcosa di scioccante per i nostri fratelli sepaRati; lei ha fatto bene a dimostrar nel suo intervento che allo sforzo richiesto ai fratelli separati perché si riuniscano, deve corrispondere LO SFORZO, ALTRETTANTO MORTIFICANTE PER NOI, DI PURIFICARE LA CHIESA ROMANA NEI SUOI RITI, PERCHE' DIVENTI DESIDERABILE E ABITAbILE, COME L'AVEVA AUSPICATO IL MIO PREDECESSORE. MA SE SI CONSIDERA CHE TUTTE LE CHIESE SI EQUIVALGONO E CHE ESSE DEVONO CONVERGERE VERSO L'UNICA CHIESA FUTURA CHE ANCORA NON ESISTE, ALLORA SIAMO NELLA VERA PROSPETTIVA CATTOLICA".
Dunque, tutte le chiese si equivalgomo; la vera Chiesa di Cristo è di là da venire; i riti della Chiesa son immondi e devon esser purificati, cioè devon esser meno cattolici. Questa la vera prospettiva cattolica.
Meno male che alla fine afferma: che "la convergenza non deve togliere al cattolicesimo la sua essenza: Tu sei Pietro e su questa pietra...".
Leggi una frase e c0'è la verità, leggi una pagina e c'è l'eresia.
Come definiva questo atteggiamento, questo "pensiero" S. Pio X?

Andrea ha detto...

Vede, caro Dante, un tempo si ripeteva il motto "Datemi una frase pronunciata da un uomo e ve lo farò impiccare".
Un tempo più lontano (XII/XIII secolo), le zuffe fra studenti in filosofia e teologia appassionavano e raggiungevano spesso il "calor bianco".

Che mons.Montini fosse di formazione "aperturista", specie tramite il padre, non v'è dubbio. Ma la sola cosa che conta è: come Papa, ha portato la Chiesa alla rovina? la risposta è NO.
E' stato felice nel vedere l'emorragia dai ranghi del Clero e dei Religiosi? Ha voluto la riduzione del Papato ad "amministrazione cultuale del territorio romano", come volevano i Massoni del XIX secolo? la risposta è NO.
Ha affermato che Cristo sia "una delle possibili luci per le nazioni" (come ho sentito personalmente, molto tempo fa, da un noto monsignore)? la risposta è NO.

Vogliamo andare oltre il nostro turbamento umano e culturale, e continuare a "baciare i piedi" a Cristo nella persona del suo Vicario, chiunque esso sia? non si tratta solo di un dovere, ma anche di una suprema gioia.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non si tratta di frasi isolate ma di una formazione culturale che s'è espressa in comportamenti e innovazioni teologiche e liturgiche.
Dov'è la primavera conciliare? Non è venuta la bufera, la notte? Il fumo di Satana? Il pensiero non cattolico nella Chiesa? Quali portatori di questo pensiero furon condannati da questo Papa? In che modo ha difeso il gregge? Sulla liturguia basta o no il giudizio di Ratzinger al Valdestein?
PS. Non mi risulta che mons. Pacelli abbia non dico osteggiato ma neppre mai mai cercato di sminuire la portata del Magistero dei papi che ha servito in totale fedeltà.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Visto che si parla di Papi (Berlusconi non c’entra).
In P. PASQUALUCCI, Giovanni XXIII e il Concilio Ecumenico Vaticano II, Ichthys 2007, pp. 216-217, si può leggere una lettera “ecumenica” significativa, ed a mio avviso perniciosissima, di Mons. Roncalli del 27 luglio 1926. Pasqualucci la cita da Mons. L. CAPOVILLA, Mi chiamerò Giovanni, Grafica e arte, Bergamo 1998. Un passo che ho messo da parte perché cotesto libro non l’ho più e non trovato in libreria il libro di Capovilla.
Il futuro Papa beato scrive ad un giovane ortodosso bulgaro, che vorrebbe esser ammesso in un seminario cattolico italiano: "I Cattolici e gli Ortodossi non sono dei nemici, ma dei fratelli. Abbiamo la stessa fede; partecipiamo agli stessi sacramenti, soprattutto alla medesima Eucaristia. Ci separano alcuni malintesi intorno alla costituzione divina della Chiesa di Gesù Cristo. Coloro che furono causa di questi malintesi sono morti da secoli. Lasciamo le antiche contese, e, ciascuno nel proprio campo, lavoriamo a rendere buoni i nostri fratelli, offrendo loro i nostri buoni esempi. Ella apprenderà al Seminario [ortodosso] molte cose, soprattutto l'amore di Gesù, lo spirito di apostolato e di sacrificio. Più tardi, benchè partiti da vie diverse, ci si incontrerà nella Unione delle Chiese per formare tutte insieme la vera e unica Chiesa di N. S. Gesù Cristo. Questo è quanto posso dirle; che ho detto a parecchi altri giovani Bulgari".
I gravi errori dottrinali e la negazione di dogmi essenziali son ridotti a puri malintesi. L’Unione delle Chiese formerà la vera e unica Chiesa di Cristo come se questa non esistesse già. Si dissuadono scismatici ed eretici a convertirsi e ad entrare nell’unica Chiesa di Cristo esistente e non futura, in nome di un pancristianesimo che due anni dopo Pio XI, fedele all’insegnamento tradizionale, nella Mortalium animos condannerà senza remissione.

Andrea ha detto...

Le cito solo una cosa, caro Dante: l'enciclica "Sacerdotalis Caelibatus"(24/6/1967!).

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_24061967_sacerdotalis_it.html

Sarebbe interessante anche tradurre e leggere bene la Lettera Apostolica del 1966 che le citavo in precedenza.
Per me, l'"amore" sono le Reliquie di San Pietro, ufficialmente riconosciute.

P.S. Certamente mons.Pacelli aveva, anzitutto da parte della famiglia, un'impostazione del tutto diversa da mons.Montini. Il nonno aveva seguito il B.Pio IX nell'esilio di Gaeta (dove, fra l'altro, il Papa si risolse alla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione)!!
Io intendevo dire che CHIUNQUE, non solo per i limiti umani ma proprio per il carattere "sperimentale" degli approfondimenti di pensiero, formula auspici e ipotesi "fuori dal seminato".

DANTE PASTORELLI ha detto...

Fuori dal seminato in campo di dottrina nessuno può andare, specie se si tratta di collaboratori del Papa.
Se Pacelli aveva una formazione solida e immune da modernismo e invece Montini proveniva da altra cultura generale e religiorsa confusa e debole, per cui sarà aperto a de Lubac, Congar, Rahner ecc. le cui posizioni Pacelli Papa aveva condannato, io non ci posso far nulla: lui avrebbe dovuto far chiarezza dentro di sé ed esser conseguente nella prassi. Invece ha smentito il predecessore: ermeneutica della rottura..

Andrea ha detto...

Se avesse smentito il predecessore nell'esercizio del suo Magistero Petrino, caro Dante, Cristo sarebbe venuto meno alla Sua promessa e la Chiesa sarebbe morta in quell'istante.
Il Papa non è "Un importante vescovo", bensì il Capo Visibile del Corpo Mistico, nel tempo fra il primo e il secondo Avvento, in cui il Capo (l'Uomo/Dio) è sottratto ai nostri occhi.

er tripparolo ha detto...

Col prof. Dante sono in disaccordo su molte sue posizioni dottrinali e viceversa e, questo è ben noto.

Dell'uomo (che in questo caso è sinonimo d'onorabilità) Dante non posso che nutrire ammirazione.
Egli afferma: "Non mi sono affatto pronunciato pro o contro quanto scritto da Martin. Si tratta di questioni assai gravi e sulle quali, in mancanza di prove concrete, taccio".
E coerentemente lo fa!
Senza voler con questo rimproverare gli altri, sia ben chiaro, mi sia consentito esprimere il mio plauso ad una persona che crede e vive ancora da vero uomo d'altri tempi (nel senso positivo) il valore della parola data.

DANTE PASTORELLI ha detto...

TRIPPAROLO. Il dissenso civile porta a riflettere e, dunque, è utile. Le offese di cretinetti ed analfabeti ricascan su chi le pronuncia. Qui graziwe a Dio si può scr ivere tranquillamente, anche se resterò, ormai, ai margini del web per saturazione.
Ciao.

DANTE PASTORELLI ha detto...

ANDREA.
“La preghiera della Chiesa non dev’essere un disagio per nessuno”, scriveva su L’Osservatore Romano del 19 marzo 1965 mons. Bugnini, e continuava dicendo che bisognava “scartare ogni pietra che potrebbe costituire l’ombra di un rischio d’inciampo o di dispiacere per i nostri fratelli separati”. L’Osservatore Romano del 13 ottobre 1967 annunciava con esultanza “la riforma liturgica ha fatto un notevole passo avanti e si è avvicinata alle forme liturgiche della “CHIESA LUTERANA” (maiuscolo mio). Insomma l’auspicata da mons. Montini purificazione dei riti cattolici s’era realizzata.
Scusa la mia pochezza: i discorsi profondi non son digeribili da un fedele semplice e poco dotto come me: queste frasi inequivocabili son pietre tombali sulla liturgia (e sulla fede che la sottende) cattolica.
Sotto quale Papato questa devastazione è avvenuta?

Quanto al problema che un papa possa smentire un altro papa in materia dottrinale, è un argomento che ho più volte trattato altrove.
Un papa può sbagliare come dottore privato - vedi libri di Ratzinger professore o cardinale o papa che non vi impegna la sua infallibilità: in essi posson esserci errori -; può come papa resistere allo Spirito Santo, venendo meno al suo dovere, alla sua funzione. Ma ci pensa poi Cristo a tirar per le orecchie i papi recalcitranti e, comunque, a trovare i mezzi grazie ai quali tal genìa di papi - ve ne sono stati nella storia che si scomunicavan l'un l'altro, scomunicavan persino i morti - alla fine devon ritrattare o correre ai ripari. E se non radddrizzan loro la barca, noniostante il pentimento, saranno i loro successori a farlo. E c'è sempre il corpo vivo della Chiesa.
Ho già scritto sopra che Paolo VI ha emanato documenti validissimi. Lì parla davvero il Papa, Pietro.
Nella riforma della Messa sembra prevaler Simone (che rinnega Cristo), ma Pietro riesce, grazie allo Spirito Santo, a mantenere,
tra la congerie di equivoci delle varie parti del rito, intatta la sostanza della parte centrale: la consacrazione e la presenza reale, che del resto è un punto fermo della Mysterium fidei.
Ma le parti cosiddette non essenziali della Messa, da tanti teologi e liturgisti studiate, se presentanto ambiguità, sono o no pericolose per la fede del popolo?
Perché l'attuale pontefice già da cardinale parlava della necessità della riforma della riforma, di cui non si sa più niente?

Andrea ha detto...

Io non trovo nulla di pericoloso per la Fede nelle parti non essenziali della "nuova Messa", caro Dante. Semmai sento squillare un campanello d'allarme al "versato per voi e per TUTTI", proprio alla Consacrazione (che causa la Transustanziazione).

Invece, oltre allo sfascio della mentalità ("buonismo"), della musica, dell'architettura/arte, ciò che è stato davvero devastante è stato l'abbandono del LATINO, perché ha davvero diffuso il concetto "Il vecchiume è finito, adesso siamo liberi e nuovi".

Inoltre la questione del Crocifisso al centro dell'altare è davvero VITALE: vedi
http://www.zenit.org/article-25346?l=italian

Cordialmente

Anonimo ha detto...

L'assenza delle invocazioni alla SS.ma Trinità non oscurano il carattere di lode al Dio uno e trino che è proprio della messa? Il prefazio della SS.ma Trinità, che si legge solo nell'omonima festa, mentre nel rito antico si legge nella maggior parte delle domeniche davvero proprio ininfluente?
L'offertorio in cui non appar più l'essenza sacrificale (hanc immaculatam Hostiam) della messa non è pericolosa riduzione del Sacrificio a puro o quasi convito? L'altare che tale non è più chiamato ma mensa, è ancora l'immagime del Golgota anche nella sua struttura? i segni di croce, i baci all'altare, la purificazione delle dita nel calice, le dita unite dopo la consacrazione non stavano a significar niente? I salmi inziali e le preghiere di ringraziamento? Le invocazioni a Maria, ai santi, aimartiri, agli angeli? Ed alcuni canoni, come quello svizzero che nelle lingue nazionali non è stato corretto, e il secondo della conciliazione che non fa menzione della transustanziazione?
La mancanza delle preghiere alla benedizione dell'ampollina dell'acqua e il salmo al lavabo?
Tutto, per omissione o per superficiale riduzione,contribuisce a render sempre meno sacrale il rito.
Se poi s'aggiunge la creatività di preti, laici e ministresse siamo al completo.

DANTE PASTORELLI ha detto...

L'anonimo delle 12,21 son io.

Andrea ha detto...

Ci sono nel Novus Ordo delle CARENZE; io dicevo che, in ciò che è presente, non trovo deviazioni.

Le carenze principali, come motissimi dicono e io con loro, sono quelle relative alla preghiera a San Michele Arcangelo e al Prologo di San Giovanni.

Per quanto riguarda l'altare, davvero l'interposizione del Crocifisso tra celebrante (offerente) e fedeli mostrerebbe a tutti, celebrante compreso, che la S.Messa non avviene "tra noi", ma "ad Deum".

DANTE PASTORELLI ha detto...

Le carenze son "peccati di omissione". Togliere preghiere e gesti significanti il carattere sacrificale e sacrale della Messa è un modo per traviare la fede del popolo. Inoltre la presenza di canoni equivoci che non fan cenno della Transustanziazione son elementi presenti e dannosi.
Lo scopo, l'abbiam visto, era portar la Messa cattolica ad una dimensione di cena protestante.