venerdì 25 febbraio 2011

L'UOVO COSMICO E IL DISGUSTO DEL SACRO


di Francesco Colafemmina

L'architetto Andrea Marcuccetti, la cui voce si è levata solenne allorché ho mostrato le foto del progetto di adeguamento liturgico della cattedrale di Acerra, ha suscitato in me un certo interesse per la sua esperienza di "architetto di chiese" (come direbbe il buon Crispino Valenziano). E così, mi sono imbattuto nel suo progetto della Chiesa della Visitazione a Prato, un progetto rimasto sulla carta, ma oltremodo interessante.

Si tratta infatti di una specie di chiesa-Uovo cosmico. Non vi mostrerò le immagini della chiesa, potete comodamente gustarvele accedendo a questo link su Europaconcorsi. Tuttavia vorrei citarvi degli escerti della relazione pubblicata su internet e sicuramente non passibile di violazione di copyright o di altre intimidatorie minacce legali (spero sufficientemente note alla variegata committenza ecclesiastica).

Mi riferisco a perle del genere:

"La casa di Zaccaria accogliendo Maria con in grembo il Messia è punto di incontro tra oriente e occidente, suo figlio Giovanni sarà colui che battezzerà Gesù, dal loro “mancato incontro” nascerà la nuova Fede. In architettura l’incontro tra oriente e occidente, ha permesso la costruzione di spazi e cupole come quelle ovoidali persiane di Shiraz, in questo progetto riviste e risemantizzate, connotate a spazio chiesa."

O ancora:

"L’uovo-arca realizzato in legno, rivestito esternamente da piccoli elementi-squame di ardesia, il resto dell’edificio realizzato in cemento, il muro avrà il fuori bianco, dentro invece azzurro-turchese, passaggio visivo che ci porta in uno spazio accogliente, intimo, che ruota intorno ai poli liturgici a due fuochi in circumstantes."

Ma le note di più elevata poetica le troviamo in questo brano:

"Gusto, qui si mangia il corpo e si beve il sangue di Cristo, se il piatto-chiesa è fatto a regola d’arte dopo il rito o la preghiera bisogna uscire con il gusto del sacro in bocca. Un’ultima riflessione la possiamo fare prendendo una ricetta di cucina di Alexandre Dumas, le suggestione metodologiche di preparazione e di gusto che possono far scaturire nel palato accendono l’idea di progetto, lasciando al lettore l’esercizio suggestivo. La ricetta è “le roti à l’impératrice”, che si presta ad essere analizzata, miniera di infinite suggestioni e perché no gustata. Preparazione: “si toglie il nocciolo ad un’oliva, lo si rimpiazza con un filetto di acciuga, il frutto così imburrato si mette in una mauviette, che verrà messa in una quaglia che verrà rinchiusa in una pernice, che a sua volta verrà nascosta all’interno di un fagiano, il fagiano sparirà all’interno di un grosso tacchino, dunque un maialino di latte diventerà il suo contenitore”. Faremo arrostire il tutto, che ben arrostito vi offrirà un risultato da quintessenza dell’arte culinaria un capolavoro dell’arte gastronomica. Non crediate sia necessario che il tutto debba essere servito intero: le gourmauds non mangerà che l’oliva."

Che dire? Probabilmente sarete rimasti senza parole. Nella chiesa di Marcuccetti si esercita il gusto "mangiando il Corpo e il Sangue di Cristo" e pertanto si può ben far ricorso a ricette culinarie per ricordare che il fedele dalla chiesa dovrebbe uscire con il "gusto del sacro".

Certo, dopo essere entrato in una chiesa a forma di uovo il fedele potrebbe sviluppare una sorta di disgusto del sacro, o potrebbe altresì richiamare alla sua memoria l'imminenza del pasto domenicale, uova à la coque, al tegamino, in camicia, uova strapazzate o frittate e omelettes gustose... Ma in tutto questo il sacro andrebbe letteralmente a farsi friggere!

In tutto ciò un'ulteriore nota interessante è la seguente: liturgista ed artista di questo progetto del 2009 sono gli stessi del progetto di adeguamento liturgico della cattedrale di Acerra (padre Silvano Maggiani e Francesco Landucci). Insomma come direbbero i latini: pardus non mutat maculas!

21 commenti:

Andrea ha detto...

Dirti grazie è poco, Francesco, anche perché sei costretto a muoverti in mezzo a orrori di (tragicomico) sapore teatrale , anziché nell'armonioso ambiente del binomio "Fides et Forma".

Ieri sera c'è stata a Roma una lunga conferenza del benedettino padre Scicolone, docente di Liturgia, a proposito della S.Messa. Molti elementi erano giusti e apprezzabili, ma l'introduzione è stata un fuoco di fila di censure al Vetus Ordo, soprattutto perché "nessuno capiva il latino" e "nessuno vedeva nulla, se non le spalle del prete".
La mia impressione, lo ripeto, è che la questione del latino (LINGUA: nel Vetus Ordo o nel Novus Ordo) sia decisiva. Tra l'altro, p.Scicolone ha espresso soddisfazione per la non applicazione della raccomandazione conciliare di usare il latino anche nel Novus Ordo.
I motivi della mia affermazione sono mille, ma il primo è l'assoluta censura che dev'essere fatta al concetto massonico di "Mondo Nuovo e Definitivo", che sarebbe stato attuato dagli entusiasti "conciliaristi", usando (e non servendo) il dettame del Concilio.

Semiur ha detto...

Fermare queste schegge impazzite nel campo della pseudo-arte (dis)sacra(toria)deve essere un impegno da mettere al primo posto!! o corriamo il rischio di lasciare fare e decidere a chi, di arte SACRA, ne capisce un emerito NIENTE!!

Aloysius ha detto...

Ma come è possibile che nella diocesi del Papa che si chiamo Joseph Ratzinger ci sia il presidente dell'ufficio liturgico che ha idee diametralmente opposte a quelle del Santo Padre. Si legga il libro del Papa Teologia della liturgia.
Dico cacciate Scicolone torni a pregare in un monastero benedettino e mettete al suo posto uno com Mons. Bux.
un prete stanco dei liturgisti bugniniani

DANTE PASTORELLI ha detto...

Sicome a me non piacciono né maiale né tacchino né altro genere di volatili - soprattutto aborro il padulo - né le acciughe, ed ho una certa età, sono esentato dall'obbligo d'ottemperar al precetto festivo?

azzurra ha detto...

Non è che chi si "occupa" di arte sacra alla maniera di chi sinora se ne è "occupato" e fatto arrivare a noi dal bravissimo prof. Francesco, non ne capisce niente, anzi!!

Capisce ECCOME e conosce così bene che per distruggere il sacro ci propinano delle vere e proprie ORRENDERIE SATANICHE, con il beneplacito della gerarchia!!

Come sono vere le parole di Mons. Gemma (esorcista), quando dice che satana conosce il Vangelo e i Sacramenti meglio di noi cattolici, ed ecco che per distruggere Vangelo e Sacramenti li attacca in tutte le maniere.

Questi "artisti" sono degli unturelli di satana!! Peccato che siano protetti e ben voluti da certa gerarchia!!!

Andrea ha detto...

Per don "Aloysius": fino a ieri sera avevo solo orecchiato che esistesse un certo padre Scicolone.
Dall'incontro di ieri, come accennavo, sono uscito non amareggiato né turbato, bensì certo di aver toccato con mano l'immobilismo sessantottino:
siamo arrivati noi, abbiamo realizzato IL MEGLIO (usando il Concilio come "spunto"):... che nessuno si azzardi a toccarci la "creatura"!!
Ovviamente si tratta di un'impostazione, per essere lievi, intellettualistica e clericale: non più la vecchia "Messa del prete", ma la "Messa della comunità cristiana presieduta dal presbitero" (parole di p.Scicolone). Il presbitero, però, si trova nella perpetua FRUSTRAZIONE di avere di fronte a sé dei "Cattolici consuetudinari", e non dei "veri cristiani" (concetti di p.Scicolone).
E' la versione intraecclesiale dell'ideologia illuministica: "io" ho capito - "voi" (astrattamente dichiarati importanti) non ci siete arrivati.

Tutto ciò detto, l'"animus" di p.Scicolone non è, a mio parere, bugniniano, cioè volutamente distruttivo. Basterebbe costringere lui e molti altri ad applicare Sacrosanctum Concilium 36.1 (sull'uso della lingua latina) per spezzare l'illusione del Mondo Nuovo che sarebbe iniziato nel 1965.
Le cose che ha detto sulla struttura della S.Messa (riti di ingresso /Liturgia della Parola /riti di offertorio /Liturgia Eucaristica /riti di conclusione), a mio umile avviso, sono perfette.

Anonimo ha detto...

Per Andrea,
ringrazio per le precisazioni.
Certo Scicolone non è il "male assoluto". In mezzo a tante cose storte che dice, ce ne sarà pure qualcuna buona......
Il problema l'hai spiegato bene tu: hanno una sicumera e una presunzione tale che non tollerano nessun discorso diverso dal loro non solo per quanto riguarda il latino, ma anche l'orientamento "ad Dominum" che continuano a chiamarlo "dare le spalle al popolo". In questo sono intolleranti e pericolosi.....
però ormai molti preti stanno aprendo gliu occhi e non ne possono più di questi iconoclasti.
Sono lupi travestiti da agnelli.....sono pericolosi......

Areki44 ha detto...

Sono Aloysius, per la fretta non mi sono firmato

Andrea ha detto...

Grazie mille, padre.

A proposito dell'orientamento "ad Dominum", riporto da Ratzinger, "Teologia della liturgia": "..Oserei addirittura proporre la tesi che la Croce sull’altare non è ostacolo, ma condizione preliminare per la celebrazione versus populum. Con ciò diventerebbe anche nuovamente chiara la distinzione tra la liturgia della Parola e la preghiera eucaristica. Mentre nella prima si tratta di annuncio e quindi di un immediato rapporto reciproco, nella seconda si tratta di adorazione comunitaria in cui noi tutti continuiamo a stare sotto l’invito: Conversi ad Dominum – rivolgiamoci verso il Signore; convertiamoci al Signore!» (Teol.della Lit., p. 536).

Anche qui, basterebbe IMPORRE la Croce al centro degli altari e tanti squallori si dissolverebbero, venendo subito dimenticati.

P.S. Dica una preghiera per la Libia, la prego.

Anonimo ha detto...

Sarà una stranezza ma il progetto di adeguamento liturgico per la cattedrale di Acerra inserito in Europaconcorsi dal progettista arch. Marcuccetti, contiene SOLO la relazione e nessuna tavola o fotografia ...
Consultabile qui: http://europaconcorsi.com/projects/158499-Adeguamento-liturgico-della-cattedrale-di-Acerra?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+ec2_religion_projects+%28Progetti%3A+Religione%29

Che ci sia, forse, un po' di coda di paglia? Mah?
Saluti
Antonio C.

DANTE PASTORELLI ha detto...

IMPORRE?
Andrea, l'unica cosa ch'è stata imposta, in ambito liturgico, è il Novus Ordo. La riforma della riforma non so se vedrà mai la luce.

Andrea ha detto...

Per Dante:

quello è stato un "colpo di Stato".
Qui basterebbe una (SERIA) "circolare amministrativa", per guarire molto (non tutto, certo).

Buona domenica

Stefano78 ha detto...

Questo progetto di "chiesa" è abominevole! Abominevole è dire poco.

Riguardo Padre Scicolone, condividendo Andrea, dico che è il sintomo di quell'ammutinamento al Papa di cui un coraggioso Nunzio Apostolico (insieme all'amato Don Bux) ha riportato in una omelia.

La cosa è terrribile, perchè oltre il problema eretico, è un affronto diretto al Santo Padre, ignorato...

Andrea ha detto...

Grazie mille per la tua attenzione, caro Stefano.

Come dicevo, p.Scicolone è scorretto, ma a mio parere non "distruttivo": l'uso del Latino anche nel Novus Ordo e la Croce al centro degli altari/mense metterebbero lui e moltissimi altri sulla "buona strada".

Molto peggio i teologi-pastori "razionalisti" di marca giansenista: se vuoi, guarda il mio commento all'intervento di uno di essi (su "Famiglia Cristiana") a proposito delle visioni soprannaturali. Si trova sul blog degli Amici di papa Ratzinger.

Un caro saluto

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Andrea, le circolari circolano sino al cestino.
Che n'è dell'Ecclesia de Eucharistia? E della Redemptionis Sacramentum?
Allora, leggi e canoni, con relative punizioni esemplari. Ma da quest'orecchio da 50 anni la S. Sede (papi compresi) non ci sentono.
Dunque di chi la responsabilità?

Andrea ha detto...

La responsabilità, caro Dante, senza voler assegnare noi i gironi punitivi alle persone, è della mentalità IRENICA: "Avanziamo con dolcezza le impostazioni giuste, e le persone le accoglieranno !". Ma le "persone", molto spesso, seguono le mode o la propria vanagloria; peggio se sono clericali.

Nonostante tutto, dicevo, credo che con la Croce al centro delle "Mense" l'ambiente si raddrizzerebbe molto.

Cari saluti

Caterina63 ha detto...

...o mamma...ora non siamo più neppure mammiferi, siamo diventati OVIPARI....

Signore, Maranathà....quand'è che arrivi???
abbattimi pure Signore, ma Ti scongiuro, rispiarmaci il peggio!!!

Anonimo ha detto...

Il "Mondo nuovo e definitivo" di cui parla giustamente Andrea non è altro che la "Fine della storia" vagheggiata da Fukuyama. In quel mondo, si è affermato il Bene assoluto e chi gli si oppone è l'altrettanto assoluto Male. Contro questo Male, ovviamente, non si può scendere a patti, condannando l'umanità a una "guerra infinita", ipocritamente definita operazione di pace, che non ammette opposizioni. Il fantasioso architetto e il suo corrispondente liturgico Scicolone sono tra i "Gran sacerdoti" di questo mondo americaneggiante, che ci porterà alla rovina.
Marco

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Andrea, ci credo poco. Cristo dovette prender le funi e rovesciar i tavoli.

Anonimo ha detto...

..... mah!!!

Lette questa e altre anticipazioni del libro di Benedetto XVI, l’ambasciata di Israele presso la Santa Sede ha diffuso la seguente dichiarazione:

“Accogliamo con tutto il cuore l’enfasi rimarcata dal papa nel suo nuovo libro, in cui solleva gli ebrei dalla responsabilità per la morte di Gesù.

“Le sue parole sono coerenti con la politica ufficiale della Chiesa a partire dalla dichiarazione ‘Nostra Aetate’ del 1965. Inoltre è una conferma della ben nota posizione del papa a favore del popolo ebraico e dello stato d’Israele.

“Non dovremmo dimenticare che senza la ‘Nostra Aetate’ non ci sarebbe stato un processo di riconciliazione tra ebrei e cattolici da una parte e Santa Sede e Israele dall’altra.

“Speriamo che questo suo atteggiamento positivo sia di ispirazione per più di un miliardo di cattolici sparsi in tutto il mondo”.

.... sinceramente la mia confusione aumenta giorno dopo giorno.....certo che sarò costretto a pensare che la Chiesa per 2000 anni è stata cattivona e bugiarda.... mah!!!

G.G.M.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Lo SPAM, in assenza di Francesco, mi
censura.
Riprovo: ma quando il Papa, mi chiedo, comincerà davvero a reggere e guarir la Chiesa dai suoi gravissimi malanni nella sua funzione petrina, invece di scriver testi da dottore privato criticabilissimi?
Sulle responsabilità degli ebrei è rintracciabile in internet il profondo saggio di mons. Gherardini "Sugli ebrei così serenamente", dapprima apparso in "Divinitas" e poi ripresentato in uno dei libri più recenti del teologo per le ed. Fede e Cultura.
Imponga, se n'è convinto, la nota dell'infallibilità affrontando questa questione. Continuando su questa strada la confusione aumenta.

Caro ANDREA, bastasse un Crocifisso al centro dell'altare a restaurar la liturgia eucaristica assassinata!
Significherebbe che il problenma è solo da sacrestani.