giovedì 10 marzo 2011

CRONACHE DALLA CHIESA CA...OTICA STATUNITENSE - III Parte


Mario Botta - San Francisco MOMA

di Francesco Colafemmina

A San Francisco, dopo essere andato a Messa dai Domenicani (St. Dominic Church), sono passato a vedere il SF Moma realizzato da Mario Botta. Prima di svelarvi l'impressione che mi ha fatto l'edificio dell'architetto svizzero, mi soffermerò sulla santa Messa.

A parte applausi e canzonette che, per carità, dalla provincia pugliese fino alla west coast trovano sempre ampia diffusione nelle liturgie cattoliche, ciò che mi ha sommamente sorpreso è stato vedere, al momento della comunione, il presbiterio rigurgitare di ministri straordinari della comunione, almeno una decina, armati di calici e pissidi. In sostanza sono loro a distribuire il Corpo di Cristo, ma anche il Sangue, essendo consuetudine di quella diocesi amministrare la comunione sotto entrambe le specie. Sarà, ma questo sa fin troppo di protestante... E lo dico nonostante l'IGMR varato da Giovanni Paolo II consenta agli ordinari del luogo di stabilire se è il caso di amministrare la comunione in questo modo...

Dietro la colonna un ministro (stra)ordinario della comunione con il calice in mano!

D'altronde di cosa stupirsi? In questa chiesa alle 17.30 si celebra persino una "contemporary mass" ossia una messa "aggiornata" con batteria e chitarre, e ammirevoli canti... affatto in linea con la tradizione della Chiesa cattolica, ma perfettamente intonata con le pseudo-liturgie evangeliche...

Come dicevo, però, dopo la Messa, ho voluto dare uno sguardo al Moma di San Francisco, mirabile opera dell'architetto Mario Botta. Ma cosa ci ho trovato? Molto semplicemente una replica combinata di tante altre opere di Botta: assemblaggi geometrici che somigliano ai lego, anzi no, ai duplo ossia quei lego per bambini più piccoli fatti di grossi mattoncini tozzi e ingombranti che da piccolo mi facevano disperare perché non ci potevi costruire un bel niente...

Cattedrale di Evry

Cantina Petra

Chiesa di Seriate

Chiesa alpina - Mogno

Ebbene, Botta, è attualmente impegnato in un altro obbrobrioso progetto a Sambuceto (in provincia di Chieti). Ne avevo già parlato in questo post.

Renders progettuali della chiesa di San Rocco a Sambuceto





Oggi siamo vicini alla posa della prima pietra, ma guardate che grande creatività promana da questa specie di cubo sghembo che par conficcato nel terreno dalla mano di un bambino ribelle cui è mancata una cura di schiaffi paterni. La colpa non è del povero Botta che ricicla le sue forme ora cubiche ora cilindriche attraverso decine di composizioni diverse, la colpa è e resta della Chiesa Ca...otica, della Conferenza Episcopale Italiana e del Vescovo Bruno Forte. Ma chi ha omesso di correggere i Vescovi promotori di questi scempi architettonici è la Santa Sede, sono i dicasteri Vaticani che avrebbero dovuto vegliare già da molti anni sullo sviluppo di una nuova architettura chiesastica, evitando di produrre Vescovi e architetti che costellano il nostro territorio di opere architettoniche indecenti, comportandosi al pari di quel bimbetto capriccioso descritto da Dino Buzzati nel suo racconto "il Tiranno".


E dire che per costruire delle degne chiese cattoliche basta poco. Basterebbe, ad esempio, seguire il modello della chiesa di Santo Stefano Protomartire a Sacramento (in California). E' stato qui infatti che il mio viaggio statunitense è sembrato assumere un significato inatteso. Dopo aver postato la prima parte delle mie cronache, un po' stomacato anche dalla cattedrale di Sacramento, con tanto di fontana-battistero in azione (così mentre ci si raccoglie in preghiera lo sciacquio dell'acqua ti ricorda di essere in un centro commerciale), il caro lettore Bedwere mi ha consigliato di recarmi dalla Fraternità San Pietro proprio a Sacramento.


Due ore dopo aver letto il suo commento ero proprio lì, a seguire la messa gregoriana. Chiesa piccola, ma ordinata, apparentemente semplice, ma ben decorata, con una trentina di fedeli devotissimi e molte donne velate. Terminata la Messa ho voluto salutare il giovane sacerdote, Padre Matt McNeely. Radiante per aver conosciuto un italiano che si è voluto recare fino alle propaggini della città per la Messa della F.S.S.P., padre Matt mi ha rivelato che la sua chiesa era in realtà una chiesa luterana, trasformata in chiesa cattolica. Ecco perché dall'esterno sembrava troppo squadrata... ma non c'è che dire! All'interno ha tutto l'aspetto di un'autentica chiesa cattolica: complimenti a padre Matt e ai suoi numerosi parrocchiani (quasi 1000)!


16 commenti:

bedwere ha detto...

Caro Francesco, grazie per la menzione! Spero che un giorno tu possa venire a San Diego, dove pero` ti mostrero` solo le chiese che mi piacciono. :-)

Gianpaolo1951 ha detto...

Sono iniziate le consegne dei CUD…
Tra un po’ partirà il consueto “battage” della CEI per accaparrarsi l’otto per mille…
Approfittiamo di questa occasione per far sentire il nostro sdegno per delle costruzioni che tutto sono, tranne che delle chiese, beffardamente finanziate proprio con l’otto per mille!!!

Andrea ha detto...

Per quanto riguarda l'arch. Botta, caro Francesco, davvero le immagini parlano da sole! E pensare che è di Lugano, cioè di una zona che ha grandissime tradizioni nell'arte sacra (i "maestri comacini").

Penso che una presentazione della Fraternità San Pietro sarebbe utile. Ho appreso adesso che essa fu fondata pochi giorni dopo le ordinazioni scismatiche di mons. Lefebvre (estate 1988).
Io stesso mi sono "rifugiato" da loro a Parigi, dove pure le Messe normali non mi scandalizzano (tranne una, che ricordo con angoscia). Mi scandalizzano però le chiese piene di sedie e vuote di banchi: MAI in ginocchio!!

1479 ha detto...

Condivido la disistima nei confronti dell'opera di Botta, ma non condivido l'idea che la comunione sotto entrambe le specie sia protestante.

Francesco Colafemmina ha detto...

Mmm... non ho detto che è protestante in sé la comunione sotto le due specie. Ma che lo è il suo abuso indiscriminato, al di là di uno stato di necessità. E comunque a mio parere resta sempre valido il principio del tridentino in base al quale la comunione la si dà al popolo dei fedeli solo sotto una specie, ossia l'ostia, perché in essa è contenuto anche il sangue di Cristo.

Ad ogni modo l'effetto che mi ha fatto questa celebrazione è stato rievocarmi il famoso dipinto della chiesa luterana di Torslunde in Danimarca, del 1561 (due anni prima della conclusione del Concilio di Trento):

http://api.ning.com/files/-frxZDKy9w-lvEj3BCUnY*q0-zmz89lwX1V9dxjmH8wM72Uuu8tmI1t0AbKBa4nacZCbXATSTw6Tmp5e1kqiGKTYNocPbVYT/MartinLutherPreachingtoFaithful1561noticechasublecrucifix.jpg?width=737&height=507

Francesco Colafemmina ha detto...

Sarò più preciso, si tratta di un paliotto ligneo dell'altare...

1479 ha detto...

D'accordissimo con l'ontologia (nell'ostia consacrata c'è corpo, sangue, anima e divinità di Cristo), ma in ambito rituale anche la fenomenologia vuole la sua parte, non accessoria o ad sollemnitatem. Certo non dobbiamo giocare sulla scacchiera dei luterani, contrapponendo ontologia e fenomenologia, che invece si sostengono a vicenda. Sarebbe bellissimo se nel rito di Pio V ci si potesse in occasioni speciali comunicarsi al Pane e al Calice consacrati.

Francesco Colafemmina ha detto...

Ma lo si fa... nel rito del matrimonio secondo il rituale romanum, ad esempio, gli sposi hanno diritto a ricevere la comunione sotto entrambe le specie.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ho assistito più d'una volta in qualche chiesa, e poi soprattutto nella cappella dell'infermeria d'un convento di cappuccini a Firenze, alla comunione sotto le due specie.
Una profanazione ripetuta. Le Particole e il Preziosissimo Sangue, per mancanza di piattino, cadevano in terra e venivan calpestati. Spesso, in altra chiesa, l'intinzione era prolungata e parte della particola cadeva nel calice o sulla pancia del prete.
Tutto si può fare, in particolari circostanze, ma con le opportune precauzioni. Con Cristo non si scherza.

Andrea ha detto...

Proprio così, caro Dante.
Vogliamo dare un'immagine "fotografica" dello sbraco della maggior parte delle liturgie contemporanee? È la mancanza del chierichetto con il piattino.

Anonimo ha detto...

Francesco, a te risulta che il 19 marzo, a Genova, Chiesa di S. Stefano, il card. bagansco assisterà alla Messa VO organizzata dall'Ordine del S. Sepolcro?

1479 ha detto...

I problemi "tecnici" detti da Dante Pastorelli si potrebbero risolvere confezionando particole ad hoc. La bellezza del segno dovrebbe suggerirle.

Joseph Blain ha detto...

Caro Francesco, Convido anche io, le sue opinioni sulla freddezza orribile del cemento armato delle città moderne senza parlare dell'uso nei luoghi santi. L'anno scorso mi son recato per affari al Centro di convegno a San Francisco molto vicino al MOMA di Botto; era l'inizio della Quaresima e disperavo di trovare una chiesa per le Cenere; alle 7 della mattina sono uscito e per la grazie di Dio ho trovato la Chiesa degli Irlandesi, Saint Patrick's; è stata già aperta! alle 7:30 la chiesa è stata piena per la prima Messa della Quaresima; addobbo tradizionale e presenza di immagini di tutti i primi santi francescani nella California ... E tutti i fedeli pregando, giovani e anziani, ... Mi sono rammentato di questa grazia all'inizio della Quaresima 2011; sono stato il martedì vigilia delle Cenere a Ottawa, Canada. Ancora sono andato alla chiesa gotica di San Patricio al Centro, molto semplice alle estera, ma di una bellezza straordinarie all'interno; la chiesa strapiena e tutti i fedeli, mirabile dictu, inginocchiati per la santa comunione in bocca. Coraggio, È spesso nascosta agli occhi del mondo, ma la fede vive....Joseph Blain di Montreal

Andrea ha detto...

Che poesia, caro Joseph, pensare ai Santi Francescani dell'antica California! Gli stessi che diedero alle Missioni (poi città) quei nomi meravigliosi!
C'è persino Cupertino (San Giuseppe da Copertino).

Piero ha detto...

salve a tutti
ho letto con interesse l'articolo e ho visto le foto che mi sembrano inquietanti sotto tutti gli aspetti.
Meno male che esistono questo Padre Matt ed i suoi fedeli.
buona domenica
Piero e famiglia

Anonimo ha detto...

il tempo è poco
IL MACROBUCO DEL DEBITO PUBBLICO USA
..due giornalisti di Bloomberg, Marcos Pittman e Bob Ivry hanno ricostruito meticolosamente la vera somma di questi trasferimenti pubblici per salvare l’economia statunitense. In sostanza, i due giornalisti assicurano che la somma trasferita dal governo USA alle imprese in crisi è stata di 14.700 miliardi di dollari, cifra superiore allo stesso PIL USA del 2010 ed equivalente a quasi un terzo di tutto il PIL mondiale. Tale somma, stando ai due giornalisti di Bloomberg, sarebbe uscita dalla Federal Reserve, la banca centrale USA.

Solo una cifra del genere poteva essere sufficiente a frenare – e ripetiamo momentaneamente – il tracollo finanziario di Wall Street. A questo punto sorge una domanda. Questo enorme flusso di denaro pubblico non è riflesso nei conti ufficiali del debito pubblico USA, nei quali appunto sarebbero confluiti solo 700 miliardi. Ma, allora quanto è grande il debito pubblico statunitense? La domanda ovviamente non interessa solo gli USA, ma tutto il mondo ed in particolare il gemello siamese occidentale, cosi intimamente legato agli USA: ">se crollano gli USA, le conseguenze saranno catastrofiche per tutto l’occidente...

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