martedì 15 marzo 2011

ESCATOLOGIA RAZIONALISTA E DIVINA MISERICORDIA

Miniatura dall'Apocalisse di Bamberga - XI secolo

di Francesco Colafemmina

Sono numerosi gli uomini di Chiesa che non credono più alla natura oggettiva, storica, reale della Parusia, del ritorno del Signore nel giorno del Giudizio. O forse si tratta di uomini che, nonostante vi credano ancora, non trovano la forza per affermare ciò che di "spiacevole" e "duro" è contenuto nell'annuncio di Cristo e preferiscono avvolgerlo nella patina del razionalismo per annientarne la durezza e scioglierla in vacuo irenismo.
E' questo un dato disperante che priva così i cattolici del riferimento finale nell'arco della storia cristiana. Se l'anno zero è quello in cui Cristo è venuto nel mondo, l'anno in cui si compiranno i tempi sarà quello in cui Egli ritornerà come Giudice. E da nessuna parte è scritto che questo ritorno sarà qualcosa di soggettivo, uno stato della coscienza che deve aspirare all'incontro con Cristo, né tantomeno qualcosa di simbolico, una evocazione della salvezza sospirata dall'uomo.

Il cuore dell'annuncio escatologico di Cristo è espresso con la massima chiarezza nel capitolo 24 del Vangelo di Matteo. Rileggiamolo con calma:

"Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Gesù disse loro: "Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata".
Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: "Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo".
Gesù rispose: "Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori. Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità, l'amore di molti si raffredderà. Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.

Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato.
Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto.
Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete. Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce,
gli astri cadranno dal cielo
e le potenze dei cieli saranno sconvolte.

Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.
Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.
Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.
Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! In verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa, lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti."

Queste parole le ricordino tutti coloro che con i mezzi potenti della comunicazione e per mezzo della loro autorità, propagano il razionalismo ermeneutico e scindono l'oggettività dalla soggettività e innalzano questa a norma ermeneutica di ogni brano evangelico e dissolvono infine la forza dell'interazione di Cristo con la storia umana, la forza del Suo dare origine e termine alla storia umana, in una mera tensione spirituale. Così l'escatologia finisce per diventare tensione costante a Cristo nell'hic et nunc, in quanto mera dimensione soggettiva e a-storica del fedele. Il che non può certo mancare, perché tendere a Cristo è il vero fine della nostra esistenza. Ma non è questo il cuore dell'annuncio escatologico. Non è il fine ultimo, il termine, della storia che avverrà un giorno, giorno nel quale sarà instaurato il regno di Dio. E' solo un irenismo razionalista che allontana l'uomo dalla consapevolezza della pienezza dei tempi e della coppa dell'ira di Dio.

Matteo 25, 31-33:

"Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i santi angeli, allora si siederà sul trono della sua gloria. E tutte le genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. E metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra."

Vorrei, a questo punto, con un pensiero al Giappone, ricordare le parole di Gesù a Santa Maria Faustina Kowalska (p.848 del Diario - Secondo Quaderno):

"Scrivi queste parole, figlia Mia, parla al mondo della Mia Misericordia. Che conosca tutta l'umanità la Mia insondabile Misericordia. Questo è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il giorno della giustizia. Fintanto che c'è tempo ricorrano alla sorgente della Mia Misericordia, approfittino del Sangue e Acqua che scaturisce per loro."

Commenta Santa Faustina: "O anime umane, dove troverete riparo nel giorno dell'ira di Dio? Accorrete ora alla sorgente della Misericordia di Dio."

Affidiamoci dunque alla misericordia di Dio!

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Io il diario lo sto finendo di leggere. E' una lettura stupenda, oso dire imprescindibile per chi non si accontenta della semplice vernice cristiana ma aspira sinceramente alla santità!
Invito tutti a comprarlo!

ps: Francesco, per piacere fai un post anche sulla festa della Divina Misericordia e sulle promesse di Gesù Cristo in merito..

Massimo

Davide ha detto...

Io il diario l'ho letto e meditato a fondo, e trovo incredibili somiglianze con quanto avveniva più o meno negli stessi anni a Padre Pio e a Pierina De Micheli. Chissà anche oggi quanti si stanno immolando nel nascondimento per la salvezza delle anime. Possiamo solo leggere le parole tremende riportate in queste e altre testimonianze per capire quale tesoro Nostro Signore rappresenti per tutti gli uomini di buona volontà.
Ecco il link al diario di Pierina De Micheli:
http://gesu.altervista.org/doc/pierinademicheli/index.html

Andrea ha detto...

Caro Francesco, ho scritto in un recente commento sul blog di Tornielli l'equazione
Buonismo = Satanismo = Panteismo.

Gli scenari, dopo secoli di martellamento ereticale, sono piuttosto chiari: o esiste l' "UOMO", ciascuno immagine e somiglianza di Dio Tripersonale, ciascuno viatore per i pochi anni dell'avventura terrena, oppure c'è il "TUTTO", che tende a confondersi con i "particolari" e a riassorbirli.
Ma i tentativi di risuscitazione del paganesimo (in forma peggiorata) derivano direttamente dal "Buonismo": visto che tutto è distrutto (Martin Lutero), tanto vale dire che non c'è alcun problema, che non vale la pena né di pregare né di lavorare, che "non c'è niente da capire", che buio e luce si richiamano a vicenda e si danno la mano.

Viva la parabola dei Talenti !!
Un grazie per aver inserito un'illustrazione dell'XI secolo !

Stefano78 ha detto...

CONDIVIDO OGNI VIRGOLA DI QUESTO ARTICOLO!

DIO ABBIA MISERICORDIA DI NOI!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Più che confidare nella misericordia divina non si può. E non solo soggettivamente, ma anche come Chiesa aggredita da tanti tsumani. Ma l'affidarsi alla misericordia divina non esime dal personale impegno di testimonianza e difesa della Barca.

Anonimo ha detto...

La comparsa dell'abominio della desolazione nel luogo santo
http://www.cristomaestro.it/vrt_teologali/speranza/comparsa/comparsa.html

m

Semiur ha detto...

Ciao Francesco,
per un attimo, leggendo il titolo, ho a uvuto timore che avessi preparato l'articolo contro quello che è diventato un messaggio importante e diffuso sulla Divina Misericordia... che sollievo invece nel leggere le tue parole!
grazie.
Daniela

Azzurra ha detto...

Grazie Francesco!! Vorrei solo aggiungere a riguardo, come ancora una volta si può e si deve capire la vera Misericordia Divina e come sia collegata ineludibilmente alle nostre colpe e alle nostre cecità, senza implicare a Dio nessuna colpa, come sempre in questi casi qualcuno potrebbe accennare, con le famose parole ma Dio esiste o no? perchè non interviene? perchè lascia morire così le sue creature? Certi eventi come l'immane tragedia del Giappone, potrebbero fare riflettere anche i più distratti senza tanti giri di parole. Or bene in pochi minuti tutta la più alta tecnologia umana è stata spazzata via dalla forza dell'acqua, non è forse questo un segno (se pur per certi versi incomprensibile)
dell'amore di Cristo per le sue creature che le stà mettendo in guardia dall' uso sfrenato della libertà che Lui stesso ci ha concesso? Libertà è il libero arbitrio, in quanto noi possiamo decidere, se stare con Lui o contro di Lui.

Però noi non possiamo accusare Dio di essere cattivo Giudice o Colui che non muove dito e che resta a guardare.

La Divina Misericordia va letta sotto questo aspetto senza fare confusioni di sorta come ci sono state propinate sin d'ora, perchè certa "Divina Misericordia" oggi manderebbe tutti in paradiso pur avendo rifiutato Colui che E' che ERA e che SARA, quel Dio che ha FONDATO la Sua Chiesa l'unico strumento di salvezza, e che tramite i Sacramenti della Chiesa Cattolica da Lui fondata potremmo evitare queste tragedie, perchè oltre ai Sacramenti la Chiesa ha sempre educato al rispetto del Creato e alla sobrietà, condannado l'arroganza e l'accumolo di ricchezza, solo per il gusto di diventare potente e sfruttatore.

Cristo bussa e continuerà a bussare ma se noi non apriamo questa benedetta porta lo allontaneremo sempre più. Certe tragedie ci parlano di Divina Misericordia malgrado i nostri rifiuti.

Certe Tragedie dicono a chiare lettere che senza di Lui noi non possiamo fare nulla.... Gesù ha sedato la terribile tempesta che stava affondando la barca di Pietro.

Vorrei raccontare un fatto che è successo a me personalmente:

"anni fa all'improvviso si scatenò una tromba d'aria che stava spazzando via tutto. Io ero a casa da sola e avevo molta paura ma all'improvviso mi venne in mente di prendere l'Acqua Benedetta e uscii fuori incurante della tromba d'aria. Con fede e con coraggio confidando nella Sua Potenza
(dato che è Lui che ha creato il vento la pioggia la neve i mari etc..)ho cominciato a tracciare dei segni della Croce nell'aria,recitando delle giaculatorie che erano delle suppliche del momento ma che salivano dal cuore. Ebbene devo dire che la mia casa fu risparmiata e il piccolo barattolo di latta (vuoto) che era su un angolino restò al suo posto."

Ho letto in questa mia personale esperienza come funzioni la Divina Misericordia, ossia ti suggerisce cosa fare in quei terribili momenti, però bisogna essere attenti e docili ai suoi insegnamenti anche se potrebbero sembrare incomprensibili.Ovvio che il maltrattare la natura con una arroganza industriale e scientifica vuol dire niente meno chi è causa del suo male pianga se stesso. Tutti coloro che sfruttano il nostro Creato ne sono i responsabili. Lo sviluppo è necessario ma non si DEVE ABUSARE.