martedì 19 aprile 2011

BEN FATTO! QUESTO SI' CHE E' FUTURISMO CATTOLICO!


Centrata l'opera Piss Christ (Cristo all'urina) di Andres Serrano al centro di aspre polemiche dopo la sua epsosizione ad Avignone


di Francesco Colafemmina

E così qualche facinoroso avignonese è riuscito a centrare la blasfema foto di Andres Serrano del 1987! Non si è trattato di un gesto elegante, ma di sicuro di un gesto simbolico e direi in un certo senso "artistico".

Deturpare l'opera di un artista contemporaneo che per una sorta di principio osmotico è arrivato ad esporre ben 66 foto di cacche di animali vari facendole passare per opere d'arte contemporanea, significa riproporre al mondo patinato della suddetta arte, mondo fatto di finanzieri e checche isteriche, quella ribellione creativa che fu tipica delle avanguardie novecentesche. Un gesto futurista, sì, un gesto antiborghese perché denuncia l'ipocrisia di un mondo di pseudointellettuali cresciuti fra happenings tartine e prosecchini e tronfi businessman coadiuvati da case d'asta di stampo stalianiano che decidono cosa è cool e cosa no. Un gesto anticlericale, ossia volto alla condanna di quel clero laicista che spande dosi soporifere di libertà verbale mentre continua a praticare una costante tirannia del pensiero e dell'estetica!


Andres Serrano, confessiamocelo, non è che uno sfigato! Uno sfigato che ha avuto successo fotografando cacche simboliche e reali: un letamaio spirituale, morale e pratico che per uno psicanalista sarebbe indice di una volontà di ritorno a fasi infantili della psiche, sintomo di una incapacità di diventare uomini, crogiolandosi nel vasino dell'asilo.

Avevo letto in passato molte elucubrazioni sul Piss Christ di Serrano: persino la mite suorina occhialuta americana Wendy Beckett, prototipo divulgativo di Timothy Verdon, non aveva avuto nulla da eccepire nei riguardi della foto fatta con l'urina stagionata del fotografo. Per la deliziosa sister Wendy era espressione dell'urina in cui noi infiliamo il crocifisso, disconoscendo il messaggio di Cristo! Povera illusa! Travolta anche lei dalla vulgata criticista intellettualistica.

E invece ecco finalmente la rivelazione: queste opere vanno irrise e sublimate anche attraverso l'estremo gesto vandalico in vera arte contemporanea, sovvertendone gli obiettivi e riflettendone come in uno specchio la loro ideologia. Nate per indignare, per dissacrare, per combattere la morale, per disgregare l'ordine costituito, per rendere caotico il panorama estetico: ecco che muoiono nell'indignazione, sono vittime della "dissacrazione", cadono sotto i colpi di una morale cattolica irrisa e trasformata ormai in immoralità, sono disgregate dopo la loro conquista dell'ufficialità, sono infrante proprio dopo essersi trasformate in ordine costituito.

L'ideologia delle avanguardie è morta perché si è trasformata esattamente in ciò che intendeva combattere: la staticità dell'estetica borghese, l'ordine morale della società tardo ottocentesca e poi novecentesca. Una volta instaurata la propria estetica relativista e la propria amoralità nella società contemporanea questa ideologia si è aperta alla sua inesorabile erosione. E quello di Avignone non è che l'inizio di un inarrestabile declino.

6 commenti:

Giulio G ha detto...

"La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. E una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra i quanti hanno visto eppure hanno creduto".
Gilbert Keith Chesterton, Eretici, 1905

Sarà rivoluzionario affermare che la merda è merda.

Giulio

DANTE PASTORELLI ha detto...

Un dubbio: cecche o checche isteriche?

Francesco Colafemmina ha detto...

Hai ragione, caro Dante, mi era sfuggito un cecche... al posto di checche!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Il subcosciente buonista da Settimana Santa.

Reginaldo ha detto...

"Ecci alcuni che altro che transito di cibo e aumentatori di sterco e riempitori di destri chiamar si debbono, perchè per loro alcuna virtù in opera si mette; perchè di loro altro che pieni e destri non resta."

Amicus ha detto...

Andres Serrano? Più che un essere umano, è un'espressione biologica. Bisogna comunque riconoscere che la foto sovrapposta, in basso a sinistra, è uno dei suoi più riusciti autoritratti.