mercoledì 13 aprile 2011

PREGHIERA DI YOUCAT (TU GATTO): LIBERACI, SIGNORE, DAL GIOVANILISMO ECCLESIASTICO!



di Francesco Colafemmina

Quando ho sentito nominare per la prima volta "Youcat" mi sono chiesto se non si trattasse di una specie di canale televisivo sul web dedicato ai gatti! Poi ho letto che c'entrava qualcosa con la Chiesa Cattolica e ho pensato che si trattasse di una sorta di libro a fumetti su Chico, il gatto del Papa. Mai, dico mai, avrei immaginato che "Youcat" stesse per "Youth Cathechism" (catechismo dei giovani o della gioventù). E già il titolo è rivelatore di quel giovanilismo ridicolo e un po' infantile che troppo spesso s'impossessa dei sacerdoti... Giovanilismo che è come un travestimento per mostrare ai giovani (categoria vasta e indefinibile come non mai!) che la Chiesa non è lontana, ma è vicina... vicina alle istanze, ai dubbi, alla confusione, ai turbamenti dei giovani.

Questa della divisione del mondo in categorie anagrafiche e della magnificazione della "gioventù" è tuttavia una lagna pazzesca! Cristo non ha detto: "evangelizzate separatemente i giovani, gli adulti, i vecchi..." come non ha detto: "evangelizzate separatamente i maschi, le femmine, e i neutri...". Cristo ha parlato all'umanità nel suo complesso, ha parlato alle anime degli uomini e se la Chiesa di Cristo vive questo complesso di minorità rispetto ai giovani costituito dal timore di non riuscire a suscitare un adeguato appeal sulle nuove generazioni, la colpa è di una mentalità erronea e di una visione distorta del senso del Vangelo.

Quando ero piccolo, diciamo sotto i dieci anni, ero solito chiedermi, ad esempio, perché il buon parroco della Cattedrale del mio paese, don Lorenzo (e sono certo che se dovesse leggere queste righe mi sorriderebbe dal Paradiso), dovesse essere costretto da insulse norme pastorali a far sedere i bimbi in prima fila e fargli continuamente domande e domandine... tanto che la Messa mi pareva una specie di riedizione delle interrogazioni a scuola! Il senso del mistero lo conservavano forse solo le pareti di quell'antico luogo sacro, ma di certo non la liturgia.

Crescendo, invece, tutte quelle aggregazioni parrocchiali cattoliche, fatte di buonismo, peace & love, tastiere elettriche, chitarre, amplificatori e canti da far accapponare la pelle anche a un monaco tibetano, mi sembravano forme di arretratezza culturale della Chiesa Cattolica. Pensavo: ma sti preti non hanno capito che così facendo mostrano solo di essere rimasti indietro, molto indietro? E sì, perché si capisce che si trattava soltanto di metodi per tenere agganciati alla vita parrocchiale l'entità denominata "I Giovani" e questi metodi non nascevano da una reale volontà di curare le loro anime, bensì da una specie di mimetismo a tradimento: si scrutano "i Giovani", si osservano i loro interessi e si cerca di trasferire quegli stessi interessi nell'oratorio, nelle sale del centro parrocchiale, magari edulcorandoli... Purtroppo però i sacerdoti restano vittime di se stessi, di questa utopia giovanilistica. Per due ragioni:

1. Perché le tecniche di mimetismo giovanile normalmente un sacerdote le stabilisce nella sua età matura e non le muta più: così, dopo dieci anni o dopo venti, continuerà a credere che si possa "evangelizzare" i giovani con i campi da calcio e le serate danzanti (come forse accadeva negli anni '80 e '90).

2. Perché ormai "i giovani" contemporanei gli sfuggono di mano! E, poveri sacerdoti, spesso si avvedono con grande delusione che tutti i loro sforzi giovanilistici non sono serviti a rendere quei giovani dei "cattolici adulti" o consapevoli. Così un giorno scoprono che durante una serata danzante una ragazza è stata palpeggiata (se va bene) da un gruppo di ragazzetti infiltrati o durante una partita a pallone vedono il ragazzino più debole perdere sangue dal naso perché picchiato dalla baby gang parrocchiale... E solo allora si chiedono: ma sarà questo il metodo migliore per evangelizzare "i giovani"? Forse non li abbiamo capiti abbastanza... e magari cadono in depressione!

La Chiesa purtroppo è piena di questi casi di sacerdoti alle prese con la delusione e il fallimento delle proprie teorie giovanilistiche... Ma la Chiesa è anche vittima dell'illusione wojtyliana del coinvolgimento di masse oceaniche di "giovani" in esperienze di fede collettiva o massificata. Radunare folle di migliaia di giovani che magari non sono mai andati all'estero e che vorrebbero conoscere altri giovani, e fare esperienze amicali o sentimentali, non toglie e non aggiunge un bel nulla alla fede del singolo giovane! Solo per qualche bacata testa prelatizia i raduni oceanici di giovani possono rappresentare una "novità" nell'evangelizzazione dei "giovani"!

Confessiamocelo: il futuro del giovanilismo ecclesiastico non sarà concentrato né nelle Giornate mondiali della Gioventù (ma perché non organizzare la Giornata mondiale dell'Anziano?), né nelle operazioni feline alla Youcat, ma probabilmente solo nelle mani dei gruppi settari come i Neocatecumenali. E' infatti tipico delle sette creare conflitti generazionali e puntare specialmente sui giovani per garantirsi un futuro dopo averli adeguatamente indottrinati.

Per il Cattolicesimo, al contrario, non è mai esistita una categoria dei "giovani" separata dalla cellula essenziale da cui essa proviene ossia "la famiglia"! Creare questa indipendenza dei "giovani" dalle "famiglie" è qualcosa di profondamente erroneo e non a caso è un'eredità del sessantotto. Lo scontro generazionale volto all'affermazione dell'indipendenza giovanile appartiene all'ideologia sessantottarda e fa specie che la Chiesa Cattolica cerchi ancora di inseguire il miraggio della conquista dei giovani separandoli dal loro contesto essenziale e vitale che è familiare!

D'altra parte chi vive nel mondo dell'educazione non può non testimoniare che "i giovani" sono un esito dell'attività plasmante delle famiglie da cui provengono. Non possono essere presi per sè. E se la nostra società vede una progressiva riduzione della pratica religiosa a livello familiare, è opportuno concentrare la propria attenzione pastorale sulle complesse interazioni fra genitori e figli. Se una famiglia è autenticamente cattolica, genererà (si presume) figli altrettanto cattolici. Di conseguenza la Chiesa invece di consegnare inutili libretti con traduzioni erronee e con in copertina una Y al posto della Croce... (perché la Y come il segno di vittoria che si fa con l'indice e il medio è molto cool, fa figo... ma è anche molto antiquato!) al posto di queste corbellerie, la Chiesa dovrebbe invitare i genitori ad educare cristianamente i propri figli.


Ma al fine di comprendere quanto sia ridicola, penosa, irritantemente pagliaccesca la chiesa che si aggiorna e si apre ai "giovani", vi invito a passare in rassegna i seguenti video piuttosto recenti, a cominciare da quello che ritrae l'ispiratore di Youcat (tu gatto!), il Cardinale di Vienna alla prese con una "messa dei giovani":







23 commenti:

bedwere ha detto...

Oltre al giovanilismo, ci sono gravi errori sulla morale cattolica (vedi Rodari, http://www.paolorodari.com/2011/04/13/un-pool-per-youcat-e-i-suoi-errori/ )
You crazy?

Reginaldo ha detto...

Impareggiabile, come sempre!
PS
Il segno "V" con l'indice e il medio è anche e soprattutto molto ma$$onico!

Areki ha detto...

Grazie Francesco.
Dio ti benedica, grazie perchè dai voce a tanti che non ne possono più di certo giovanilismo inutile e controproducente.
don bernardo

Anonimo ha detto...

Caro Francesco
Ho già detto più volte che se quella rappresentata dai filmati sarà la Chiesa Cattolica del futuro, non sarà la mia. Poi sotto sotto confidavo tempi lunghi potessero risparmiarmi la sofferenza di vederla ridotta così. Credo invece che ormai siamo all'epilogo. La resa vaticana dello scorso anno al lupo di Vienna ne sta accelerando la deflagrazione oltre gni ragionevole previsione. Il giovanilismo ecclesiatico, quando non è disgustoso, è la cosa più ridicola e penosa che si possa immaginare. Sembra di vedere una zia ottantenne giocare con la playstation per ricevere le attenzioni del nipotino.
Devo però farti un appunto.Devi stare più attento. Che il tugatto debba essere ristampato è certo. Perciò temo che, vedendo il tuo gattino, i grandi guru della pastorale cattolica dell'ultimo anno non resisteranno e lo stamperanno sulla copertina!
Mazzarino.

Davide ha detto...

Condivido parola per parola il tuo scritto. Aggiungo una riflessione breve; al tempo della mia infanzia, (anni70) sono riuscito a cogliere quello spirito autenticamente tradizionale che di li a poco sarebbe scomparso insieme alle "Parrocchie" intese come affluenza di bambini e ragazzi e adulti. quello spirito mi ha guidato fino alla mia conversione di adulto dopo un periodo di 20 anni lontano dalla religione. In quei tempi una cosa era certa, o il Don ci sapeva fare con noi, oppure non reggeva. Era e sempre sarà una questione di individui, Qui stà il nocciolo della questione, la pazzesca sintesi della Cattolicità, santità individuale inscindibile dalla dimensione comunitaria. Non è spiegato bene, ma spero riesca qualcuno che ha afferrato il concetto. Anche oggi, l'autenticità del messaggio non può essere scissa dall'autenticità del portatore di quel messaggio. Una parrocchia fioriva o sfioriva a seconda ci fosse o no un vero Don. E che caraterisctiche doveva avere? Quello che mi ricordo io era la più aderente fedeltà alla dottrina di Gesù, unita a coraggio e a originalità. Niente come le orecchie dei giovani sanno cogliere i suoni falsi. Autenticità dunque, come appunto in arte, architettura, liturgia. Ecco perchè ci sarà sempre la speranza che il regno di Dio torni sulle nostre lande sempre più desolate, anche se non amano ricordalo, ma Egli disse: "sono venuto a portare il fuoco" e chiunque lo è stato, sa che l'amore è fuoco.
Davide

Don Matteo ha detto...

Sottoscrivo totalmente. E mi sforzo, giorno per giorno, di fare esattamente tutto il contrario dei miei colleghi. Con risultati quantitativamente più ridotti, ma qualitativamente di gran lunga migliori...

Anonimo ha detto...

disgustoso.
un sacerdote in talare

Anonimo ha detto...

"Condivido parola per parola il tuo scritto."

Me too! My thoughts exactly. Thank you for this excellent article.

I don't understand this comment:"disgustoso.
un sacerdote in talare" Is it supposed to be ironic?

Barbara

Francesco Colafemmina ha detto...

Dear Barbara,

I think it must be read in this sense:

"That's disgusting!"

by a priest who wears the cassock

So it's just a signature!

Anonimo ha detto...

Thank you for the explanation. Sig. Francesco. There was no punctuation so I didn't get it.

Un blog molto bello! Complimenti!

Paolo ha detto...

Non so...
Colgo l'intenzione di fondo, che è condivisibile, perché certi giovanilismi sono patetici e sterili davvero. Però trovo ci sia in questa riflessione un'eccessiva durezza su alcune cose.
Cercare di parlare di più la lingua dei giovani è fondamentale, così come andare incontro (senza ovviamente annacquare il Vangelo e l'insegnamento ecclesiastico) alle diverse categorie umane.
Se c'è stata la Pentecoste, significa che il... "dono delle lingue" (e quindi anche la differenziazione dei linguaggi) è importante. Non si può liquidare con "giovanilismo" perle pastorali come le GMG o i movimenti ecclesiali...
E' certamente vero che ci sono frotte di giovani che vanno alle GMG anche per motivi futili, così come è vero che capita di vedere alle GMG ragazzine che gironzolano in reggiseno durante le Messe. Però io posso testimoniare di aver conosciuto persone che alle GMG hanno sentito (autentiche) vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata...

Anonimo ha detto...

Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero:

[20] mi sono fatto Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei; con coloro che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto la legge, pur non essendo sotto la legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la legge.

[21] Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge.

[22] Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno.

[23] Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.

Francesco Colafemmina ha detto...

Converrebbe citare anche il resto:

24 Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! 25 Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria, 27 anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.

"tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato"!!!!

Francesco Colafemmina ha detto...

Per Paolo:

le immagini parlano da sè. Il giovanilismo è una devianza moderna, anzi recente. Prima c'era l'Azione Cattolica a formare i giovani cattolici. Prima ancora non c'era nulla...

Mi domando semplicemente come abbiamo fatto a ricevere la fede dai nostri nonni e bisnonni e trisavoli se prima del 1867 non esistevano importanti realtà giovanili cattoliche.

Forse il mondo era diverso, ma credo che l'uomo sia sempre lo stesso. E ciò che afferma San Paolo è nettamente diverso da ciò che fa la Chiesa oggi. La Chiesa non va affatto a parlare in mezzo a chi è diverso, a chi non è nella Chiesa per annunciare il Vangelo.

La Chiesa trasforma se stessa per parlare ai suoi figli, a coloro che dovrebbero riconoscerla senza necessità di travestimenti. E questa Chiesa che organizza catechismi per ragazzi cattolici (non induisti o maomettani) non solo si trova alle prese con operazioni vecchie, stucchevoli e melense, ma inciampa nelle traduzioni erronee, nella scarsa cura dottrinale, negli errori madornali di comunicazione.

Onofrio ha detto...

Grandissimo più che mai, caro Colafemmina.
Sottoscrivo ogni parola. Spero vivamente che ci possano essere tanti che riflettano in tema e in futuro possano liberare la Chiesa dal giovanilismo (non certo dallo spirito di gioventù).

Andrea ha detto...

Un paio di appunti, caro Francesco, insieme a un saluto in questa "Giornata della gioventù" (Pueri Hebraeorum/portantes ramos olivarum/obviaverunt Domino...":

_ non ho acquistato "Youcat", ma sono certo, data la natura dei tasti toccati dagli "errori di traduzione", che esso sia stato l'occasione per l'ennesimo agguato attuato all'interno degli ambienti "di Chiesa".
Già nel 2000 la "cronaca" tendeva a presentare la veglia dei giovani a Tor Vergata, con i sacchi a pelo, come una mega-orgia "sacra". E già dagli anni '70 la devozione più attaccata e ridicolizzata era quella delle madri cristiane alla Madonna (la "Sposa non sposata").

_ ho fatto la Prima Media dai Lasalliani, e Seconda e Terza dai Salesiani, 40 anni fa, quindi subito dopo il '68.
In Prima l'atmosfera era "Questi ragazzi hano bisogno di essere preparati con grande cura, secondo le attese dei loro genitori"; in II e III era "Questi ragazzi saranno "adulti", cioè scettici e materialisti, fra un attimo(2-3 anni): proponiamo loro dei modelli di competizione all'interno della loro gang, e ripetiamo che solo con uno sforzo privato aderiranno a Cristo anche da maggiorenni".
Lo "sforzo privato per aderire a Cristo da grandi(=avendo liquidato le "favole" e i miracoli)" è l'esatta fotografia del percorso PROTESTANTE: "La religione (solitaria)nei limiti della sola ragione".
Infatti già allora costatavo con dolore che i Salesiani, anche quelli buoni, erano più "piemontesi" che "preti". Ho capito solo 30 anni dopo cosa volesse dire essere "piemontesi": essere catto-liberali, cioè catto-riformati, cioè catto-valdesi, cioè cavurriani. E questo da parte di figli del Santo mandato dalla Provvidenza proprio in funzione antimassonica!

Luciana Cuppo ha detto...

La foto del micino orante e' un vero lampo di genio. Bravo Colafemmina!

Anonimo ha detto...

Si sta svilendo il cristianesimo in una sorta di spettacolarizzazione da figli dei fiori. Nel vedere in prima fila a ridicolizzare il messaggio di Cristo sempre i frati, provo un dolore immenso, memore di quelle bellissime pagine delle Fonti Francescane. Addirittura la canzone di Sister Act ed urli da converto.

M.

Anonimo ha detto...

Una risposta concreta al "Giovanilismo moderno" è proprio quel cammino neocatecumenale che lei bistratta chiamandolo settario, setta.

In quelle comunità non c'è differenza alcuna fra vecchi, giovani, ricchi, poveri, studiosi, analfabeti, laureati, operai, italiani, stranieri.

Tutti sono in cammino nello stesso identico modo.

Alcuni vorrebbero che lo imparassimo a meomoria (lo YouCat sta bene con NeoCat), ma a me in particolare mi sembra solo il bignami del bignami del bignami, per giunta con traduzioni sbagliate.

Anonimo

Francesco Colafemmina ha detto...

Sì, tutti in cammino come Lemmings diretti verso l'oceano...

Anonimo ha detto...

La ringrazio per la risposta. lei per me è un mito.

Spesso non condivido ciò che scrive. ma certo il metodo con cui lo fa, soprattutto quando scrive di architettura, è davvero incredibile.

Sono davvero dispiaciuto che non sarà presente al meeting al Veticano, ma secondo me alla fine sarà una bischerata....

davvero con stima,
Anonimo

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie caro,

per fortuna sono poco mitico e molto reale. Quanto alla bischerata sono d'accordo con te! Alla fine non ci tenevo a parteciparvi ma m'interessava capire che selezione avrebbero fatto! Come al solito hanno utilizzato il metodo infallibile del Vaticano che è un po' un metodo democristiano e criptoitaliota: mettiamoci i vaticanisti amici, togliamo quelli scomodi, un po' di patetismi cattolici fanno sempre bene, qualche amico di Ravasi inseriamolo pure, il resto sorteggiamoli così ci mettiamo la coscienza a posto...

Caterina63 ha detto...

^__^ confesso che il Waka Waka usato come MISSIONE CITTADINA per attirare una certa attenzione giovanile, non mi dispiace... ^__^
il problema è "CHE COSA C'E' DOPO IL BALLO?"

c'è lo SBALLO? ^__^

se i frati che lo eseguono fossero altrettanto bravi con L'ADORAZIONE EUCARISTICA IN SILENZIO E IN GINOCCHIO MINIMO PER UN'ORA, io credo che i giovani attirati da tal musica profana, si fermerebbero di più dopo...diversamente resta LO SBALLO come appunto avviene...con poche conversioni e zero vocazioni...