martedì 5 aprile 2011

PRESENTAZIONE A BARI



C'è chi ne parla bene e chi storce la bocca dispiaciuto per l'assenza di un happy end. Chi si è commosso e chi ha incontrato qualche difficoltà nel comprendere il dialetto cistranese di un'anziana deuteragonista. L'importante per me è che "La Serpe fra gli Ulivi" faccia riflettere, non lasci il lettore sazio e soddisfatto, ma lo aiuti ad addentrarsi nella complicata trama della realtà contemporanea. Una realtà desacralizzata e fatta di morali incerte. Una realtà che ha perso i riferimenti dell'armoniosa civiltà contadina e si è trasformata in un mostro incontrollabile. Un mostro che nella nostra provincia del sud spesso non appare nella sua autentica natura, ma si confonde, si mimetizza indossando scampoli del nostro passato.

Venerdì prossimo alle 18.30 il romanzo viene presentato alla Feltrinelli di Bari. Ci saranno il docente e preside dell'Istituto Margherita di Bari, Prof. Giacomo Cecere, il giornalista e scrittore della Gazzetta del Mezzogiorno, Manlio Triggiani, e il sottoscritto. Alla presentazione parteciperà anche l'editore Manuel Maria Grillo.

Se vi trovate dalle parti di Bari, non vi fermate soltanto a contemplare la bellezza della Cattedrale e della Basilica (filologicamente rese asettiche dalle smanie puriste degli anni 30 e 50), e non sperate di vedere aperte splendide chiese del centro storico chiuse per non si sà quale oscura ragione. Sì, passate a guardare la chiesetta di Sant'Anna, fermatevi a San Giuseppe da don Bux (anche se la messa tridentina si celebra la domenica alle 10.00), e poi, perché no, prendetevi del tempo per gustare ricci di mare e allievi... e se vi rimane un'oretta libera passate dalla Feltrinelli per scoprire le avventure del giovane Nicola Colapinto e del suo abile confessore don Raffaele Loiacono.

Francesco


2 commenti:

Andrea ha detto...

A proposito di vita turbata della provincia meridionale, caro Francesco, sono stato in questi giorni in Sicilia, in "provincia" (centri minori).
In una splendida chiesa settecentesca, con l'immancabile convento espropriato e svuotato a fianco, il prete si impegnava a far notare ai fedeli che il venir meno dell'ambiente cristianamente ispirato mette in risalto la responsabilità dei singoli nell'attuare la parola di Dio.
Naturalmente non è mancata la frecciata alle feste patronali.

Questo prete, come molti altri, non ha la minima idea di che cosa sia la vita "laica", che non è ripartita in "impegnati" e "ateisti", ma è per sua natura partecipazione ai valori e agli scopi di un corpo sociale. Gli consiglierei l'enciclica "Annum Sacrum" di Leone XIII.

P.S. La Sicilia è comunque assai meno turbata, nel profondo, della Puglia o della Campania, soprattutto perché non vi giunsero mai le armate giacobine. Nonostante certe mentalità del Clero, la mia impressione è che molti vivano a ottimo livello umano e cristiano.

Anonimo ha detto...

E qui Francesco, sei stato invitato??

http://www.pccs.va/index.php?option=com_content&view=article&id=379%3Aincontro-per-i-bloggers-in-vaticano&catid=1%3Aultime&Itemid=50&lang=it

Paolo