sabato 14 maggio 2011

IL B'NAI B'RITH BACCHETTA E RINGRAZIA IL PAPA...


di Francesco Colafemmina

Il B'nai B'rith è una potente organizzazione ebraica. Filantropia e umanitarismo sono i suoi fondamenti. Qualcuno la ritiene una vera e propria massoneria ebraica... Certo, stupisce un po' che questi signori vengano ricevuti in Vaticano in udienza privata dal Santo Padre, ma poi, a ben pensarci, non così tanto.

Ci è noto il messaggio in inglese del Papa che ha invocato su di loro la sua benedizione, un messaggio equilibrato e di circostanza. Meno note le rivendicazioni che i b'nai b'rithiani hanno presentato al Papa e la vera e propria agenda che gli hanno dettato. Leggiamo quindi dal comunicato del B'nai B'rith internazionale:

"A Roma, la delegazione ha incontrato Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati italiana e ha in programma di incontrare l'ambasciatore Stefano Stefanini, consulente diplomatico del Presidente Napolitano. Il gruppo ha incontrato il Cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e incontrerà altri prominenti esponenti del vaticano, fra i quali il Segretario di Stato, Cardinal Tarcisio Bertone; il Cardinal Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità fra i Cristiani e la sua Commissione per gli affari religiosi con gli ebrei; e il Cardinal Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. (...)."

Veniamo al messaggio:

"La delegazione - guidata dal presidente ad interim del B'nai B'rith International, Allan J. Jacobs e dall'Executive Vice President Daniel S. Mariaschin — ha espresso preoccupazione per il riaccendersi di una violenza senza precedenti nel Medio Oriente e per le sfide che si presentano per Ebrei e Cristiani, inclusa la continua crudele prigionia del 24nne Gilad Shalit."

Domanda n.1: come si può paragonare la violenza contro i Cristiani in Medio Oriente alla cattura di Gilad Shalit, a causa della quale Israele scatenò nel giorno di Santo Stefano del 2008 una orribile guerra contro Gaza (operazione piombo fuso)?

Procediamo...

"Sottolineando il programma nucleare illegale dell'Iran e il suo supporto al terrorismo, i leaders del B'nai B'rith hanno riaffermato il ruolo dell'estremismo politico e religioso nella prevenzione della pace nella regione."

Domanda n.2: cosa c'entra l'Iran? E perché mai una nazione dotata di 300 (si stima) testate nucleari dovrebbe preoccuparsi del programma nucleare civile dell'Iran? E soprattutto, perché raccontare questo al Papa?

"Nelle sue riflessioni a Papa Benedetto, Jacobs ha ringraziato il pontefice per le sue importanti dichiarazioni passate sulla legittimità dello Stato di Israele e sul diritto all'auto-difesa. Jacobs ha anche chiesto al Papa di chiarire che la severa condanna di Israele espressa nel corso dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente nel Sinodo dei Vescovi non riflette l'approccio della Chiesa allo Stato Ebraico (sic!) e che la Chiesa incoraggerà potentemente solo l'equilibrio e l'attenzione nell'affrontare le complessità della regione, mentre dovrà opporsi alle versioni di parte e alle misure che hanno come obbiettivo solo Israele o gli Israeliani. Jacobs ha notato specialmente l'affermazione del pontefice riguardo "la legittima necessità di sicurezza ed auto-difesa" di Israele, e la dichiarazione secondo cui la Santa Sede si unisce "nel ringraziare il Signore che le aspirazioni del popolo Ebraico per una casa nella terra dei suoi padri siano rispettate.""

Notate quindi il tono imperioso, la sgridata che il B'nai B'rith ha rivolto al Papa per le affermazioni del Sinodo dei Vescovi su Israele! Ma andiamo avanti:

"Nelle discussioni con esponenti della Chiesa la delegazione del B'nai B'rith ha notato una serie di punti di controversa nell'impegno fra Cattolici-Ebrei, come la preghiera del Venerdì Santo "per la conversione degli Ebei" nella Messa Tridentina in lingua latina, e il fatto che gli archivi del periodo dell'Olocausto siano ancora chiusi. La delegazione ha anche apprezzato i passi positivi della Chiesa, come la recente riaffermazione del Papa del ripudio della secolare accusa anti-ebraica di "deicidio", e ha preso nota della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, che ha dato priorità all'amicizia con gli Ebrei."

A questo punto cosa dire? Direi che questi incontri al vertice con entità espressione di poteri forti, occulti o manifesti che siano, mi paiono del tutto fuori luogo per il Vicario di Cristo. Purtroppo il Vaticano ha una lunga tradizione di incontri con il B'nai B'rith, tradizione di cui mi sfugge ancora il senso. Specie se ripensiamo alle tante proteste organizzate dal B'nai B'rith contro il Papa e la Chiesa Cattolica per le più disparate ragioni. Ad esempio alla ignominiosa petizione contro la beatificazione di Pio XII lanciata dalla sezione francese del B'nai B'rith... O al giudizio scettico dopo la visita del Papa in Israele...

Eppure questa sussiegosa apertura del Vaticano al B'nai B'rith ha le sue radici nei tempi del Concilio, quando il Cardinal Agostino Bea si dava da fare per redigere il documento "Nostra Aetate", documento che fu redatto grazie all'aiuto, alle pressioni e all'interessamento di Ernst Ludwig Ehrlich, presidente del ramo europeo del B'nai B'rith dal 1961 al 1994!

Ehrlich è stato anche co-presidente della Commissione Svizzera di dialogo ebraico-cristiana, commissione della quale è stato presidente anche l'allora Mons. Kurt Koch, oggi Cardinale e presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani (non a caso incontrato a Roma dalla delegazione del B'nai B'rith). Proprio Koch scriveva nel 2000 che "il giudaismo può esistere senza il cristianesimo, ma quest’ultimo non può in ogni caso vivere senza il giudaismo, come i figli e le figlie non possono vivere senza la loro madre." (Communio, anno 29, marzo/aprile 2000, p.162). Parole forti perché il giudaismo attuale è una cosa, il giudaismo biblico un'altra...

Parole che si riallacciano a quelle di un altro grande esponente del B'nai B'rith, Jules Isaac, altro promotore della Nostra Aetate, che riteneva che Gesù fosse semplicemente un ebreo circonciso che si atteneva alla Thorà e che gli Ebrei non potessero essere responsabili della sua morte e che il suo popolo non lo rinnegò (in propria venit, et sui eum non receperunt!). Isaac incontrò Pio XII e successivamente Giovanni XXIII, da quest'incontro nacque poi la decisione di istituire una commissione per rivedere le posizioni della Chiesa in merito ai rapporti col giudaismo.
D'altronde le stesse parole del Papa, contenute nella seconda parte di Gesù di Nazareth, hanno compiaciuto non poco gli esponenti della massoneria ebraica: "il B'nai B'rith apprezza lo scagionamento degli Ebrei dalla colpa di aver ucciso Cristo". Un apprezzamento che tuttavia si basa sull'interpretazione personale del Papa di un passo scritturale, interpretazione che - per inciso - non è in linea con tutta la tradizione precedente e forza il testo greco del Vangelo di Matteo. Ma lasciamo perdere anche questo aspetto, non si tratta di criticare la Chiesa o gli scritti di Joseph Ratzinger. Molto semplicemente si tratta di mettere in evidenza quella sorta di disagio che si può provare nel vedere il Papa ricevere ad intervalli fissi (nel 2006, nel 2008 e ancor prima con Giovanni Paolo II nel 1984 e nel 1996...) i membri di una organizzazione di laici ebrei che si riuniscono in "logge" e affermano di svolgere attività umanitaria, mentre in realtà si occupano di propaganda politica sionista ed auspicano la creazione di uno "Stato Ebraico" ossia uno stato razziale e confessionale!

Ancor più scioccante è che i membri di una associazione internazionale ebraica possano venire in Vaticano a dettar l'agenda a Papa Ratzinger, ad invitarlo a fare dei distinguo rispetto alle conclusioni del Sinodo dei Vescovi, a ringraziarlo per la beatificazione di Giovanni Paolo II (implicita la condanna di quella di Pio XII che probabilmente mai sarà confermata), a ringraziarlo per la sua posizione favorevole all'autodifesa di Israele (a botta di bombe al fosforo...), ma ad invitarlo ancora una volta a riconsiderare la preghiera del venerdì santo (già riformata dal Papa) e l'apertura degli archivi vaticani.
Sarà realpolitik, voglia di ascoltare l'altro, eppure queste riunioni in Vaticano non fanno altro che costituire delle ingerenze negli affari della Chiesa profondamente inadeguate e un tantino offensive.


11 commenti:

Davide ha detto...

Caro Fancesco, mi ricordo che il diritto all'autodifesa nel territorio era dal Papa riconosciuto ad ambedue le compagini politiche, Palestinesi ed Ebrei. Per il resto non dimentichiamo chi ha vinto davvero la guerra (WWII) e chi l'ha persa. Ma tornando a noi non dobbiamo nemmeno disperare circa le presunte ingerenze, ricordo che l'iltima numerosissima delegazione estera che ha fatt ovisita al beato GPII fù proprio una organizzazione ebraica.
Essi si trovano bene in vaticano, forse come dice Koch gli ebre inon hanno bisogno dei cristiani, ma di sicuro hanno bisogno del vaticano. E' dal Figlio che si va al Padre e chi non conosce il Figlio non conosce nemmeno il Padre. Una caro abbraccio alla neonata famiglia e anche ai nostri cari fratelli ebrei.

Reginaldo ha detto...

Ottimo e coraggioso: speriamo possa contribuire a risvegliare dal torpore anche tanti pliniani al seguito del loro teo-tuttologo di turno. Ancora grida vendetta un suo articolo a senso unico sul "terrorismo", purtroppo pubblicato su una rivista cattolica (per il resto molto buona) proprio mentre si stava svolgendo il feroce massacro di Gaza: non un sola parola sulle migliaia d'innocenti uccisi, mutilati, feriti e sfigurati come non ci si può nemmeno immaginare. Una vergogna senza fine.

Reginaldo ha detto...

PS
Per approfondmenti sul B'B' (e le possibili relazini con il CVII) consigliabili anche gli articoli di don Nitoglia, il libro di Ratier ed Epiphanius.

donda7 ha detto...

Certo il riferimento al Sinodo dell'anno scorso sul Medio Oriente è almeno scorretto. La citazione del soldato israeliano, benchè pretestuosa, invita alla riflessione, Quanto ha detto il Sinodo, deve essere richiesto al Sinodo e semmai aspettare l'uscita dell0esortazione apostolica post-sinodale per vedere che dice. Problema antico: Pio XII, io dico quest'anno Giovanni Paolo, l'anno prossimo Pio XII, io così ho firmato, perchè così penso se Santo lo si faccia senza guardare in faccia a nessuno e per di più che fine ha fatto Leone Dehon, qualcuno ricorderà che era già addirittura fissata la data della Beatificazione poi morì il papa, accusato di antisemitismo, non se ne seppe più nulla delle due l'una o non lo si fa per far piacere ai soliti semiti o santo non lo era. Quando si avrà una risposta a tutto ciò, nel giorno della beata parusia?

Andrea ha detto...

Non per sminuire i problemi che poni, caro Francesco (assolutamente reali: si parlava in passato di mentalità "renana" di 50 anni fa, centrata sulla sinagoga di Strasburgo, grazie alla quale l'impostazione giudaizzante dei vincitori della guerra mondiale entrò nel cuore dell'Europa cattolica), voglio testimoniare che oggi il convegno romano sulla "Universae Ecclesiae" si è svolto in un clima di giustificata esultanza e sollievo.

Ho ascoltato interventi di alto livello.

Pellegrino ha detto...

segnali molto, molto preoccupanti...
Siamo ai tre giorni di buio?

Gaetano Filangieri ha detto...

"queste riunioni in Vaticano non fanno altro che costituire delle ingerenze negli affari della Chiesa profondamente inadeguate e un tantino offensive."
Molto offensive...

Andrea ha detto...

Il problema, caro Gaetano, è che l' "offesa" non è verso la Chiesa come società umana (anche nei tempi di maggiore solidità, Essa non si è mai concepita come un corpo sociale ben individuato, staccato dal resto del genere umano, con riferimenti immediatamente leggibili), bensì a Cristo.
Si parla oggi di "Cristianofobia", soprattutto a proposito dei Musulmani, ma il nodo irrisolto della lotta è la CRISTOFOBIA. Uno degli aspetti di quest'ultima è l'odio al recupero ("restaurazione" o "instaurazione") della creazione materiale operato da Cristo, a partire dalla propria Incarnazione.
Lo spirito luciferino protesta radicalmente contro questa azione divina (cfr. discorso del Santo Padre del 13 maggio): esso ha ossessivamente bisogno di un disprezzo della realtà corporea, per avere un piedistallo per la propria auto-esaltazione.

bedwere ha detto...

Tipica chutzpah! Leggevo ieri che un rabbino che feceva visita al presidente Truman, alla Casa Bianca, gli disse:
Dio ti ha messo nel ventre di tua madre perche' tu faccia ricostruire lo stato di Israele.
Truman, sulla cui psicologia ci sarebbe molto da scrivere, invece di mandarlo diplomaticamente a quel paese si commosse sino alle lacrime. Risultato: dieci minuti dopo la fondazione, gli USA riconobbero Israele.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Chi pecora si fa, lupo lo mangia.

Gaetano Filangieri ha detto...

@DANTE PASTORELLI: quoto in pieno!