venerdì 20 maggio 2011

LA STATUA FA SCHIFO MA E' "ARTE CONTEMPORANEA": DICIAMOLO QUINDI SOTTOVOCE!

Giovanni Paolo II modello "orecchio di Dionisio"

di Francesco Colafemmina

In Italia, confessiamolo, siamo molto provinciali. Almeno più provinciali dei nostri cugini francesi che già da un decennio si stanno interrogando sulla vacuità di ciò che si suol definire "arte contemporanea". L'arte contemporanea è un dogma laico inattaccabile. Chi osa criticare il "contemporaneo" è radiato dall'albo degli uomini dotati di senno e lasciato a rantolare in un cantuccio o nel letto del suo presunto rifugio psichiatrico.

Così mi accade di ascoltare da un lato le critiche ufficiali all'opera di Oliviero Rainaldi e di trovarmi, d'altro canto, nel bel mezzo della lettura di un fantastico saggio sull'insignificanza dell' "arte contemporanea" scritto da Jean Philippe Domecq, dal titolo "Misére de l'art". E le reazioni tiepide, opportunistiche, dei vertici del Vaticano sembrano coincidere con quello stereotipo dell'inattaccabilità del contemporaneo tracciato con grande cura da Domecq nel suo saggio.

Nell'arte contemporanea, afferma Domecq, non si può essere nè pro nè contro. Un atteggiamento indifferente verrebbe subito qualificato come una critica e critiche al contemporaneo non se ne possono fare, d'altronde "è proprio dei dogmi, che essi siano profani o sacri, assimilare la critica allo scandalo". E nel caso dell'arte contemporanea parliamo di "una teologia altrettanto allettante di quella da cui Voltaire avrebbe estratto il miele della sua ironia".

Così sull'Osservatore Romano, appare oggi un articolo che è anche un atto di difesa del Cardinal Ravasi e di Francesco Buranelli, coloro che nella Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa hanno dato il placet per l'omino di latta cavo che è stato posizionato davanti alla stazione Termini di Roma: "Quando il bozzetto di quest’opera è stato visto per l’approvazione, presentava una simbologia molto più evidente. Quella che oggi sembra una campana, era infatti un tabarro rosso aperto in modo naturale, come appare in molte suggestive immagini di Giovanni Paolo II."

Praticamente nel bozzetto presentato da Rainaldi il mantello del Papa era rosso, mentre la statua, essendo di bronzo, è "monocroma". Caspita, gran bella differenza "simbolica"! Ma il problema non è costituito dalla "scarsa riconoscibilità" di Giovanni Paolo II in quel testone che tanto ricorda l'uomo della provvidenza?

Giovanni Paolo II alias "l'uomo della provvidenza"

Esercitata così una minima vis critica nei confronti dell'opera rinaldiana, l'Osservatore ci tiene a confermare la sua piena adesione al dogma del contemporaneo: "un merito dell’opera dello scultore Rainaldi è quello di volersi intenzionalmente distaccare dalla classica iconografia papale per calarla nella modernità. La scultura pecca tuttavia di una scarsa riconoscibilità."


- Cardinale su sedia con gambe accavallate -
Opera d'arte contemporanea di artista ignoto
(Musei Vaticani, Collezione d'Arte Contemporanea)

Possibile che l'Osservatore non sia in grado di accorgersi che il "calo nella modernità" non tanto dell'iconografia papale, quanto della forma creativa, dell'espressività artistica, coincide novanta volte su cento con una deformazione dell'oggettività? Possibile che l'Osservatore non sia consapevole dell'intrinseco legame fra "arte contemporanea" e introspezione, fra "arte contemporanea" e linguaggio personale dell'artista? Possibile, in sintesi, che l'Osservatore Romano per non scalfire il dogma del "contemporaneo" debba produrre articoli risibili nei quali finisce per accusare un artista di essere incapace di riprodurre le fattezze di Giovanni Paolo II pur apprezzando la sua adesione al "contemporaneo"?

GP II Ladyhawke pronto a spiccare il volo...

Era stato lo stesso Rainaldi a ribadirlo: "non ho voluto realizzare una statua di sapore ottocentesco, ma una scultura di arte contemporanea".

Come spiegarsi quindi l'articolo dell'Osservatore? Ebbene, è evidente che si tratta di una ritrattazione dettata dal consenso unanime dei semplici, degli esclusi dalle élites culturali e artistiche, che hanno affondato la statua nei loro commenti ilari o indignati. Così anche in Vaticano qualcuno ha avuto il timore di poter essere tacciato di cattivo gusto, ed è dovuto correre ai ripari. Mantenendo naturalmente dei distinguo, perché non è opportuno smarcarsi dall'arte contemporanea! L'arte contemporanea fa figo! L'arte contemporanea è un dogma culturale (così contemporaneo da esser nato più di 50 anni fa...). L'arte contemporanea è elitaria (perché non la capisce nessuno), l'arte contemporanea è quasi esoterica (una manna per gli gnostici!): non va condivisa col popolo. Piuttosto è il popolo che va educato alla sua comprensione. Talvolta questo è possibile, altre volte l'evidenza del brutto è così penetrante che non c'è speranza di indottrinare il popolo, quindi tanto vale assecondarne, cum grano salis, e con una certa spocchiosa affettazione, i gusti ormai démodé.

No, non preoccupatevi e non sconfortatevi, state certi che prima o poi una risata seppellirà anche loro!

28 commenti:

Alessio ha detto...

la prego, almeno lei, non la chiami statua, ma "struttura con un capo".

E ieri, osservandola in foto, mi aveva provocato una sensazione di rifiuto, istintiva.

Oggi, osservandola meglio, ne ho notato l'altezza!!! E' una gigantesca montagna di ferro(?) con un capo sopra che sbuca dalla sommità, un capo pelato, spoglio.

Chiedo scusa all'autore della struttura, ma certo non è possibile perdonare il committente.

Avrà pur visto un bozzetto, un rendering, qualcosa che gli consentisse di esprimersi? Se sì, aiuto. Se no, allora anche peggio.

No, la statua non fa schifo. proprio non è una statua. sarà solo sede privilegiata per i piccioni, che ci costerà pure di manutenzione per il guano depositatovi.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ed il costo e l'igiene dipendono dall'uso che ne faranno i turisti, gli zingari e i barboni che entreran nella campana.

Davide ha detto...

"Quando il bozzetto di quest’opera è stato visto per l’approvazione,......" e allora fateci vedere il bozzetto, non dico si faccia come nel medioevo a Firenze dove era il popolo a giudicare i concorsi pubblici in tema di arte cittadina, vedasi, le porte bronzee del Battistero di S, Giovanni, sarebbe chiedere troppo, ma almeno abbiano l'onestà di farci partecipi dei percorsi cognitivi che hanno seguito per giungere alla scelta di commissionare e pagare l'opera.
Vorrei dire inoltre, che l'arte contemporanea è almeno ottanta anni che è identica a se stessa e la cosa è un'aggravante. Mai nella storia delle forme organizzate in uno "stile" si è assistito ad un dominio tanto rigido. Se pensiamo che stili straordianri come quelli dei vari Louis XV o XVI, piuttosto che lo stesso manierismo ecc sono durati dai 16 anni ai 60. Essi,lasciando sempre la libertà compositiva tipica di una variazione sul tema, non sono mai caduti nella follia iconoclastica alienante a cui oggi le arti tutte sono sottoposte. Chiudo auspicando che si cominci a riflettere su quanto vicini siano la rottura nell'arte contemporanea e l'ermeneutica della rottura attribuita ala CVII. Esso trae, per me, anche da questa potente forza eversiva, la sua deriva interpretativa come rottura epistemologica con la Tradizione bimillenaria. Lo stesso nella successione dei Papi, se notiamo, tra Pio XII e Giovanni XXIII è stata artatamente scavata una distanza che nei fatti non c'è, come se il primo fosse l'ultimo di una storia finita e il secondo divenisse il primo di una nuova chiesa.

Anonimo ha detto...

ci vorrebbe una ruspa per gettar giù ste schifezze

DANTE PASTORELLI ha detto...

"Il cardinale su sedia con gambe accavallate" è però un'opera antiquata nel suo neo-realismo.

Redazione@messainlatino.it ha detto...

Vedendo le teste messe opportunamente a confronto, a me sembra che più che al Duce, la crapa sul monumento assomigli a Ravasi.
Enrico

Gianpaolo1951 ha detto...

Spero che il prevedibile - e per me inevitabile - calo dell’otto per mille, faccia seriamente riflettere questi “monsignori” sempre pronti ad aprire la borsa della spesa per costruire chiese e opere assurde che nulla hanno a che spartire con l’arte sacra!!!

Anonimo ha detto...

comunque l'artista si chiama rainaldi e non rinaldi

bedwere ha detto...

Arte contemporanea o nostalgia del vespasiano?

Caterina63 ha detto...

Secondo quanto detto oggi dai TG LA STATUA NON E' PIACIUTA, punto e basta ^__^ e Alemanno ha promesso che farà suo il motto VOX POPULI, ma con riserva...

del resto, ha scritto l'Osservatore Romano:

Un merito dell’opera dello
scultore Rainaldi è quello di volersi intenzionalmente distaccare
dalla classica iconografia papale
per calarla nella modernità.


COMPLMENTI ALL'OR il giornale della VOCE DEL PAPA?
quindi il Papa sarebbe contento e fiero che l'artista abbia voluto INTENZIONALMENTE DISSOCIARSI dall'iconografia classica del Pontefice per calarlo in una meno identificata iconografia MODERNA?

aricomplimenti all'OR....
non ho parole!

Quindi meritano APPLAUSI tutti quegli artisti che VOLUTAMENTE VOGLIONO DISSOCIARSI dall'iconografia classica CATTOLICA per esprimere la fede (anzi la NON-fede) con un immaginario MODERNO-SCRISTIANIZZANTE...

bè almeno ora si comincia a parlare chiaro....

Francesco Colafemmina ha detto...

@ Dante

L'opera "Cardinale su sedia" è al contrario molto "contemporanea". Si tratta di una installazione composta di fotografia in bianco e nero e di un amplificatore che diffonde il brano Fratres di Arvo Part. L'opera simboleggia l'evanescenza di una fede bidimensionale (la fotografia), scolorita e imborghesita (la sedia e il clergyman). Il cardinale che accavalla le gambe esprime in questo il disagio di una Chiesa non più ieratica e maestra, ma salottiera e confusa (così suggeriscono le linee sfuggenti delle gambe). Una novità rispetto alle opere di Bacon, ancora venate da un pathos eccessivo e cariche di aspettative retoriche.

L'opera di questo sconosciuto artista contemporaneo trattiene invece molteplici elementi di modernità sublimandoli attraverso l'accompagnamento musicale in un mondo onirico-simbolico nel quale il Cattolicesimo è destinato a trasformarsi in mitologica leggenda legata ad un passato che fu e che gli stessi uomini di Chiesa hanno da tempo obliterato...

DANTE PASTORELLI ha detto...

Accidenti che complessità!

Anonimo ha detto...

In realtà un riparo dal sol leone in zona Termini ci mancava proprio!

Anonimo ha detto...

Da dietro sembra la statua di Giovanni XXIII a Loreto. Dal davanti un igloo fatto di neve di città.
Mazzarino

Anonimo ha detto...

AHAHAHAH!
Complimenti dott. Colafemmina la più bella recensione di aria fritta mai letta. Grazie.
annina

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie Annina, c'è persino chi ha creduto che quella del "Cardinale su sedia" sia una vera opera d'arte contemporanea...

Ad ogni modo, quando si dice che "contemporaneo fa figo" ecco l'intervista a Gian Maria Vian:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/21/news/l_ho_vista_proprio_deludente_per_apprezziamo_il_coraggio-16553309/

Anonimo ha detto...

Facciamo un primo riassunto delle definizioni attirate su di sé dal "monumento" (della serie: ridere per npon piangere...):

- garitta
- vespasiano
- campana spaccata
- obice scoppiato
- igloo
- toupé della Carrà...


PS
Qualcuno, in un blog, più che Mussolini, aveva chiamato in causa Rod Steiger.

DANTE PASTORELLI ha detto...

"Grazie Annina, c'è persino chi ha creduto che quella del "Cardinale su sedia" sia una vera opera d'arte contemporanea..."

Questa poi! Sarà un neo(mente)cat?

Andrea ha detto...

Per Davide: proprio così, caro Davide. L'arte "contemporanea" parte per innovare, per ridicolizzare il vecchiume, e diventa immediatamente fossile, assolutamente sclerotica. Sa solo ripetere ossessivamente "VOI siete dei matusa", senza saper dire "NOI avremmo da dire questo...".

La stessa cosa avviene per il "Progressismo" politico-culturale: nato con Voltaire (per dare un punto di riferimento), vive ripetendo ad ogni istante "VOI" (definiti come gli anti-NOI) "dovete essere abbattuti".

ettore maria ha detto...

Caro Francesco,
la statua è un abominio, e il sindaco ora propone un referendum per mantenerla o rimuoverla ... solo che il corriere della sera ci aveva già pensato, e oltre il 90% della gente si è già espressa negativamente. Il papa non meritava un trattamento del genere, spero che questo incidente, e soprattutto la reazione del popolo, aiutino i promotori del modernismo interni alla Chiesa Cattolica a far dietro front e a mettere finalmente il bene e il bello comune come conditio sine qua non per qualsiasi nuova realizzazione vada a promuoversi. Penso che il confronto tra questa statua e la macchina da tortura che ha presentato Muratore su Archiwatch sia molto appropriato ... sembra davvero che questo presunto artista abbia voluto torturare il povero Papa.

Anonimo ha detto...

Sembra un pezzo di scarto levato dalla periferia ... credo che Roma meriti di meglio di ca--te come queste ...

Pietro Pagliardini ha detto...

Mercoledì 1 giugno il Cardinale Gianfranco Ravasi terrà una Lectio Magistralis in cattedrale ad Arezzo. Questo il tema "L’invisibile nel visibile: Arte e Fede".
Occasione ghiotta che non mancherò senz'altro.
Mi domando come mai proprio adesso Ravasi venga ad Arezzo, cioè con l'attuale vescovo succeduto a Mons. Gualtiero Bassetti, chiamato nel Consiglio della CEI. Certamente questo "nuovo", ma non troppo, si è distinto per una bella mostra sugli stendardi di Giorgio Vasari e tre splendidi crocefissi lignei medioevali, e per il fatto che sta allestendo nel palazzo vescovile un museo davvero importante, anche per dimensioni, che raccoglie tutte le opere attualmente presenti nel palazzo.
La mostra ha avuto un notevole successo di pubblico ed anche il museo sono certo che lo avrà, grazie anche all'ottima posizione, ovviamente davanti alla Cattedrale.
Saluti
Pietro

Andrea ha detto...

Indipendentemente dal contenuto (fosse anche il più santo), le lectiones magistrales in chiesa, così come i "dialoghi in Cattedrale" tenuti recentemente a Roma o come i concerti profani svoltisi a Torino, hanno un'anima ereticale: si basano sull'impostazione "Taci, Signore, adesso parliamo (o cantiamo) noi".

Il giorno 21 il Papa diceva "..cuore pulsante e alimento costante della vita universitaria è la Cappella.."; gli "intellettuali" rispondono "cuore della vita delle Cattedrali sono le nostre chiacchierate". 1Cor 2, 1-2.

Ester ha detto...

egr. dott. Colafemmina

la prego di dare un'occhiata all'ultima illustre produzione degli artisti della Biennale di Venezia, che ha sempre dato eccelse prove di "bello" e "sublime" (!...), modernamente inteso: in particolare dia uno sguardo all'opera di questi giorni,
scandalosa e RIVOLTANTE dell'artista fiammingo Jan Fabre, riportata in questa notizia on-line :
http://nuovavenezia.gelocal.it/multimedia/2011/05/23/fotogalleria/venezia-la-pieta-con-il-viso-di-teschio-scandaloso-fabre-per-la-biennale-29695452/1

Venezia, la Pietà con il viso di teschio.
Scandaloso Fabre per la Biennale
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come vede, ogni giorno pensiamo di aver toccato il fondo, quanto a saggi di arte dissacratoria e blasfema, ma c'è sempre un peggio che ci aspetta il giorno seguente.
Gradirei leggere un suo commento, sia estetico che storico e soprattutto dal punto di vista della Fede Cattolica, così orrendamente oltraggiata.
Penso, caro Francesco, che assistiamo ormai, nelle produzioni di questi "artisti", agli sconci latrati di autentiche bocche infernali contro Gesù Cristo, la Madonna e tutto il Paradiso, in una misura che mai nella storia della Chiesa era dato di vedere o immaginare finora, e che andrà aggravandosi nei prossimi anni.
La leggo sempre con stima, considerandola un prezioso punto di riferimento, come rarissimo esempio di Fede conservata con resistenza granitica, in mezzo agli sconvolgimenti e bufere incalzanti del secolo trascorso e del nuovo, che ci "promette", temo, di raddoppiare gli assalti di satana alla Chiesa e a tutto il cosiddetto "popolo di Dio", agendo su tutti i versanti, dei quali quello dell'arte è uno dei più "ghiotti" per le forze delle tenebre.
Cordiali saluti

Anonimo ha detto...

vi segnalo questa mostruosità di Benevento:
http://www.pietrelcinanet.com/turismo_religioso/monumento/opera_padre_pio.htm

Luciano Rambaldi ha detto...

Tutto e' infelice in questa opera.

Pietro Pagliardini ha detto...

Ieri sono stato in Cattedrale ad ascoltare la Lectio Magistralis del Cardinale Ravasi. Il tema era "il visibile nell'invisbile. Arte e fede".
Nonostante fossi molto vicino l'audio era scadente e avendo perso molte parole ho perso anche il senso generale.
Ravasi ha iniziato decantando la bellezza dell'arte antica di cui la cattedrale è espressione. Però, durante tutta la lezione, ha citato i seguenti artisti: Mirò, Klee, Braque, Fontana, ed altri. Ha fatto anche una spiritosa battuta sulle brutte chiese moderne, consigliando di non portarci gli infedeli in quelle chiese perchè di certo non si convertirebbero, suscitando grande consenso tra il pubblico.
Il tono dominante è stato di grande ambiguità: elogiare l'arte antica ma parlare solo con esempi di quella contemporanea.
Indubbia capacità narrativa, grande fascino e totale sicurezza di dominare la platea, sfoggio di erudizione con troppe citazioni (a parte quelle bibliche) di autori, filosofi, scrittori, ecc., enorme consapevolezza del suo ruolo di ministro della cultura ("Ho voluto che il Papa ricevesse 300 artisti...).
Chi fosse interessato a sentire Ravasi questo è il link:
http://www.telesandomenico.it/Audio/Ravasi.mp3
A parte la breve introduzione del Vescovo, la Lectio dura 1 ora esatta. Per adesso mi è bastata quella di ieri, più in qua vedrò.
Saluti
Pietro

Anonimo ha detto...

Ho parlato con Grazia Iannarelli , il legale che segue il maestro rainaldi e mi ha detto che la statua ha subito dei piccoli cambiamenti senza stravolgere le linee guida.. Mi sembra piu che coerente!!