giovedì 30 giugno 2011

LA NUOVA CATTEDRALE DI PRISTINA: FEDE E UMILTA' AL SERVIZIO DELL'ARCHITETTURA SACRA



E' stato commovente ricevere qualche settimana fa una mail dall'architetto Livio Sterlicchio, autore del meraviglioso progetto della nuova cattedrale di Pristina, in Kosovo, intitolata alla Beata Madre Teresa di Calcutta. Quando, tempo fa, ebbi modo di apprezzare il progetto pensai che quel luogo dovesse avere un grande valore simbolico, in grado di oltrepassare il limitato spazio delle bagarres estetico-architettoniche e del languente dibattito su architettura e liturgia. Il Kossovo mi ha sempre evocato l'immane strage di cristiani serbi del 1389 che il nome stesso della nazione ricorda. In particolare la leggendaria scena del sultano Murad che aggirandosi nottetempo sul campo di battaglia vide riflessa nel sangue dei cristiani trucidati con immane violenza dall'esercito ottomano invasore la falce di luna crescente. E da allora il rosso e la falce di luna divennero l'emblema di quell'impero che sfaldatosi agli inizi del secolo si trasformò nell'attuale Turchia. Progettare e costruire in quel luogo una cattedrale cattolica doveva pertanto costituire una grande sfida non solo politica e culturale, ma soprattutto spirituale per il progettista e storica per la committenza. Il risultato è stato un imprevedibile quanto straordinario ricorso all'architettura tradizionale, che non lesina riferimenti all'architettura bizantina.
Così, quando l'architetto Sterlicchio mi ha contattato gli ho proposto di raccontare ai lettori di Fides et Forma la splendida e come gli inglesi direbbero, challenging experience dell'essere architetto di una grande cattedrale cattolica in partibus infidelium (circa il 90% della popolazione kossovara è di fede islamica). Vi presento quindi il suo contributo con grande riconoscimento e con l'augurio che l'architetto Sterlicchio possa costruire molti altri luoghi sacri nei quali la fede e l'umiltà creativa convivono armoniosamente, facendo sbocciare nuove conversioni e aprendo sempre più i cuori al Signore.

Francesco Colafemmina


Le Ragioni di una scelta - Il Basso Medioevo, ovvero: Ricominciare dalla Fine

di Livio Sterlicchio*

Il Kosovo, in epoca antecedente all’invasione Ottomana, era fondamentalmente di religione cristiana. Si hanno, infatti, testimonianze di quattro Martiri Cristiani della Dardania, antica regione dell’Illiria a nord della Macedonia oggi Kosovo fino dai tempi di Adriano Imperatore d’Oriente (117- 138 d. C.): Procolius, Maximius, Floris e Lauris martirizzati in Ulpiana dove esistono ancora tracce delle mura di una Basilica Cristiana.
Tra l’altro, la Storia ci riporta i nomi dei vari Vescovi della Dardania: da Dacus che presenziò al Concilio di Nicea nel 325 fino ad Andreas Vescovo di Prizren, antica Capitale del Kosovo, nel 1387 all’epoca dell’invasione Ottomana.
Nel 1389,con la vittoria nella battaglia di Kosovo Polje, l’esercito ottomano conquistò il Kosovo e la maggior parte dei Balcani. Sotto il Governo Ottomano cominciò l’islamizzazione, peraltro non apertamente imposta, che comunque, determinò la fine del culto cristiano.
I Cristiani che non si convertirono all’Islam emigrarono in Italia o cominciarono a professare clandestinamente la loro Fede continuando ad osservare le tradizioni cristiane in casa.
Poi fu nuovamente dominio Serbo, poi Jugoslavo. Ora, dopo una sanguinosa guerra e grazie all’intervento dell’ONU prima e dell’UE poi, il Kosovo è diventato libero ed indipendente e Pristina può finalmente edificare la sua Cattedrale a ripartire, appunto, dal 1389.



Il Progetto

Nel corso della stesura del progetto della Cattedrale si è cercato di pensare con la testa dei maestri costruttori dell’Epoca e, operando come questi artisti, sono state elaborate forme e dimensioni sulla base di armonie numeriche, simbolismi e ricerca del valore estetico attraverso lo studio meticoloso dei particolari sia architettonici che decorativi. In più, nelle dimensioni di massima, si è utilizzata l’unità di misura conosciuta all’epoca: il cubito (cm. 45 circa) ed il doppio cubito (cm. 90 circa).
Il periodo storico da cui si è voluto ripartire ha determinato alcune scelte di carattere formale mentre i tempi attuali, le dimensioni ed i limiti del lotto di terreno a disposizione nonché il tessuto urbano esistente imponevano scelte di carattere sostanziale per cui l’orientamento, in pianta, della Cattedrale non rispecchia i canoni dell’epoca e gli spazi liberi all’aperto non sono adeguatamente ampi; in più, il sistema di costruzione come pure i materiali utilizzati rispondono a tecnologie avanzate con moderne soluzioni.
E’ lo Stile New Romanic che realizza un’architettura omogenea e razionale studiata in ogni particolare per forme e dimensioni modellandola secondo la concezione artistica architettonica propria del Medioevo nello Stile Romanico.

Immagine del cantiere della nuova cattedrale

Armonie di numeri e di proporzioni

I Maestri Costruttori dell’Epoca sono così convinti dell’importanza dei numeri che, motivandoli con riferimenti alle Sacre Scritture, ne innalzano alcuni ad una dimensione Cosmica, Sacra, Divina. Il 3 è il numero perfetto: 3 sono gli elementi fondamentali del Cosmo (terra – mare – cielo); Dante elaborò la sua Commedia sul numero 3: infatti 3 sono le Cantiche ed ognuna di esse è divisa in 33 canti scanditi in terzine.
Il 3, inoltre, è il numero Sacro in assoluto: 3 sono le Persone della SS Trinità, 3 sono le Virtù Teologali... Anche il 7 è un numero Sacro: 7 sono i Sacramenti, 7 i Peccati Capitali... Il 5 è, invece, il numero dell’armonia e della bellezza, il numero del corpo umano: Agrippa di Nettesheim, filosofo, alchimista, astrologo tedesco del XV secolo, inscrive in un pentagono stellato il suo Uomo Cosmico. Nel pentagono stellato già Pitagora scoprì che ogni diagonale determina la sezione aurea delle diagonali che attraversa. Così lo studio di progetto della facciata si basa sui numeri 3, 5, 7, sul numero aureo 1,618 e sulla Decade.
L’unità di misura utilizzata è, come già detto, il Doppio Cubito per cui la larghezza della base della facciata misura 30 Doppi Cubiti che, divisa per 5, determina la misura delle navate laterali ( 6 = 3+3 dc ): la parte restante è la misura della navata centrale ( 9 = 3x3 dc ).


La Facciata

Confrontando lo schema di Facciata allegato si può leggere che l’altezza a delle lesene laterali del Portico è la sezione aurea della loro distanza b disegnando, così, un rettangolo aureo; la distanza c tra le lesene centrali è la metà della distanza b tra le lesene laterali. Nel Portale, la distanza d tra le lesene è la sezione aurea della loro altezza e ed anche queste disegnano un rettangolo aureo; anche le porte delle navate laterali sono dei rettangoli aurei, infatti la distanza f tra le lesene è la sezione aurea della loro altezza g: queste sono uguali alle porte laterali del Portico.


Il diametro del cerchio che sovrasta il Portale misura 3,70 DC ed è la differenza tra l’intradosso dell’arco esterno e l’estradosso dell’arco interno. L’altezza h da terra al colmo del timpano del Portico è di 21dc ( 7x3). L’altezza totale i della facciata, da terra ( compresi 7 gradini ) al colmo del timpano della navata centrale, misura 35 dc mentre l’altezza o dei campanili è di 70 dc: il lato di base misura 8 dc (5+3). L’altezza da terra l del punto d’incrocio tra la verticale esterna della navata laterale e la linea obliqua della sua copertura è la sezione aurea dell’altezza da terra m del punto d’incrocio tra la verticale della navata centrale e la linea obliqua della sua copertura; l’angolo di intersezione di tali linee misura 35°. Il diametro del Rosone misura 5,7 dc ed il suo centro si trova sull’asse, a metà della verticale staccata dai due lati obliqui.

La pianta

All’interno, le semicolonne dei pilastri compositi che costeggiano la navate centrale hanno altezza uguale alle lesene del Portale. Lo schema della pianta è a croce latina con 3 navate, transetto e abside. La Navata centrale è separata da quelle laterali per mezzo di due colonnati che scandiscono 7 arcate sulla sinistra e 7 sulla destra: sono le 14 stazioni della Via Crucis contrassegnate da una formella posizionata sulla chiave di ogni arco.

I campanili

Le colonnine delle finestre del primo, secondo e terzo ordine dei campanili disegnano rettangoli aurei. La porta dei campanili (vedi particolare allegato) è inscritta, con il suo timpano e le semicolonne che lo sorreggono, in un pentagono regolare il cui lato misura 5 Doppi Cubiti; la stella inscritta nel pentagono determina la dimensione della porta e della sua cornice: Il punto a di mezzeria del segmento cd e il suo omologo b segnano l’altezza della porta; il punto f di mezzeria del segmento ce determina la larghezza delle semicolonne; il punto e segna la misura della cornice mentre il segmento gh segna l’altezza della cornice stessa e, di conseguenza, l’imposta dei capitelli. L’altezza dei fusti delle semicolonne e la loro distanza disegnano un quadrato.

Natale 2010: il cantiere della nuova cattedrale gremito di fedeli

Simbolismi

Sin dalle origini, l’uomo ha rappresentato con un segno, un simbolo ciò che la sua mente percepisce come un mistero, un qualcosa più grande di lui.
Così i maestri costruttori del Medioevo, nel progettare e costruire le Chiese, prendono a comporre spazi che imitano e racchiudono i valori della loro Fede. Un passo del Vangelo dice: “Rispose loro Gesù: - Distruggete questo Tempio ed io, in tre giorni, lo farò risorgere -. Gli chiesero allora i Giudei: - Questo Tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu, in tre giorni, lo farai risorgere? - ma Egli parlava del suo corpo” (Gv. 2,19-21).
E’ proprio il Vangelo, infatti, a suggerire che il Tempio rappresenta il Corpo di Cristo e allora la forma architettonica cruciforme in pianta è la magnifica, logica conclusione dedotta da tale espressione. Con riferimento allo schema cruciforme della Chiesa, Onorio d’Autun, teologo del sec. XII, dice che l’Abside rappresenta la testa di Cristo, la Navata il Corpo, il Transetto le Braccia, l’Altare Maggiore il Cuore, ovvero il centro dell’Essere.
A sottolineare ciò, nelle Chiese Romaniche gli assi della Navata centrale e del Transetto si incrociano in un punto, chiamato Centro Cosmico, che viene talvolta contrassegnato da una mattonella di forma e colore differente dal resto del pavimento. Ma tutta la geometria dell’architettura sacra Romanica è rigorosamente simbolica. Lo spazio destinato alle navate è rettangolare o quadrato.

Il Vescovo di Pristina celebra la Messa di Natale 2010 nel cantiere della nuova cattedrale

Il quadrato è il simbolo del Cosmo, della materia organizzata, del Creato: 4 sono gli elementi che costituiscono la materia, i suoi attributi sono la stabilità e la temporalità; appartiene all’ordine terreno. La figura geometrica che si ottiene con la rotazione di due quadrati sul proprio baricentro che è il centro del cerchio che lo circoscrive e ad esso inscritto è un ottagono. L’ottagono è il simbolo della Resurrezione. L’8 è il numero dell’equilibrio Cosmico, 8 sono le Beatitudini, 8 furono le persone che si salvarono nell’Arca, figura del Battesimo e della Chiesa: per questo motivo il Fonte Battesimale ha forma ottagonale. Il disegno del pavimento, attraverso un gioco di intrecci di linee e figure geometriche, trasforma il quadrato del vano del Battistero nell’ ottagono del Fonte Battesimale. Il cerchio (o il semicerchio) è il simbolo del Cielo, del Sacro. La cupola è volumetricamente una semisfera e raffigura la volta celeste. Il Portale, che solitamente è un rettangolo sovrastato da un semicerchio, rappresenta la sintesi-antitesi tra sacro e profano: il rettangolo è tutto ciò che è terreno, il semicerchio è il mondo del sacro. Il Rosone che campeggia in alto, sulla facciata, rappresenta il sole e quindi Cristo: “Il Suo Volto era come il sole quando splende in tutto il suo bagliore” (Gv: Apoc. I).

Spesso vengono utilizzati due Campanili ad affiancare la facciata delle grandi Cattedrali: ciò deriva da un simbolismo che ricorda le antiche “colonne solari”. Erano i “testimoni” che segnavano i punti del Nord e del Sud ovvero a destra e sinistra dell’asse equinoziale che a sua volta era segnato da un betilo, una pietra considerata sacra. Nel progettare la Cattedrale sono stati rispettati gli intenti dei Maestri Costruttori del Basso Medioevo utilizzando vari simbolismi.
Così il Sagrato, che è il luogo d’incontro dei Fedeli, è di forma triangolare e rappresenta la S.S.Trinità. Nella decorazione della pavimentazione vengono evidenziate le tre lettere I H S, Iesus Hominum Salvator.

“E ( il Figliol Prodigo ), levatosi, tornò da suo padre. Quando suo padre lo vide s’intenerì e, correndogli incontro, gli si gettò al collo e lo baciò con effusione” ( Lc. XV 20-21). Così il Portico, che ricorda il Nartece dell’architettura paleocristiana dove sostavano i catecumeni, abbraccia i Fedeli accogliendoli in casa come il padre accolse suo figlio.
Dal Portico esterno si accede alla navata centrale attraverso il grande Portale: “Io sono la porta: se uno entra attraverso me, sarà salvo” (Giov 10,7-9) e nel semicerchio del Portale è raffigurato un Cristo in gloria; sul semicerchio vi è un cerchio in cui è raffigurato lo Spirito Santo. Il grande cerchio del Rosone che simboleggia Cristo è al centro della facciata, in alto.

La navata centrale conduce ad un grande quadrato, l’incrocio con il transetto in cui è posizionato l’Altare Maggiore: è l’ordine terreno che giunge al Sacro, il cuore dell’Essere, il Centro Cosmico. Sull’Altare Maggiore insiste la cupola emisferica: è la sfera celeste.

I campanili sono due: due colonne solari con al centro il betilo che in questo caso è la Cattedrale stessa e sul colmo della copertura piramidale è sistemata la Croce, simbolo del Cristianesimo e, per i Cristiani, la Croce, con le sue braccia aperte esprime un amore grande che individua nello strumento del Sacrificio il simbolo della sua grandezza.

Particolari architettonici e decorativi

Lo schema architettonico ricalca quello classico dell’arte Romanica: tre navate attraversate da un transetto.
Le pareti esterne della Cattedrale e dei campanili presentano un gioco bicromico di marmo bianco e grigio alternato, in maniera sobria e misurata, a zone rivestite con solo marmo bianco. Lo stesso marmo bianco è usato per le varie decorazioni, archi, colonne, lesene e capitelli corinzi. All’interno, i pilastri su cui poggiano grandi arcate sono compositi: al nucleo centrale sono addossate quattro semicolonne in pietra sormontate da capitelli corinzi. Sulle prime tre poggiano gli archi che separano le navate e quelli traversi delle navate laterali; il quarto monta fino al soffitto della navata centrale. Gli archi della navata centrale ed il nucleo dei pilastri compositi sono rivestiti in marmo a fasce bicrome. Il soffitto della navata centrale è piano, in legno cassettonato ed il suo disegno geometrico ricorda la cupola di S. Carlino alle Quattro Fontane a Roma. Gli archi traversi nelle navate laterali sorreggono una serie di volte a crociera.
Il parapetto del balcone che collega le due logge del matroneo è in marmo così come il cornicione, le colonnine e gli archi delle logge stesse. Le grandi vetrate delle navate laterali presentano decorazioni policrome che raccontano la Storia del Kosovo. Le decorazioni delle finestrature di fondo dell’abside illustrano i Sacramenti. Anche le finestre del cleristorio, in alto sulla navata centrale, sono rallegrate da vetri policromi per cui la luce che ne filtra genera un piacevole gioco di colori. Varie modanature geometriche decorano le pareti interne.
Il pavimento è caratterizzato da un intarsio bicromo di marmo con un continuo intersecarsi di linee e figure geometriche.



* Architetto e artefice del progetto della Cattedrale "Madre Teresa" di Pristina - Kossovo

13 commenti:

Areki ha detto...

Propongo di mandare una copia del progetto ai competenti uffici della C E I affinchè possano (sempre che siano in grado di capire il progetto) imparare e imitare anche per l'Italia

Anonimo ha detto...

Propongo di mandare una copia del progetto alla CEI anche per sottoporlo al loro esame per sapere se la CEI permette che anche in Italia la costruzione di una chiesa sia a forma di chiesa già al primo colpo d'occhio.

Anonimo ha detto...

Sarebbe bene dare notizie e far vedere gli esecutivi degli interni, specialmente in merito alla sistemazione di: altare, ambone, tabernacolo, cattedra, crocifisso, battistero, custodia degli olii santi e confessionali.

Davide ha detto...

Che il Cielo la benedica architetto Livio, il fatto che abbia progettato e costruito quella cattedrale oggi, ci aiuta molto, infatti mostra come sia possibile poter salvarsi dalla furia iconoclasta e psicodemolitoria dei lunghi anni di lavaggio del cervello universitario. Il fatto che abbia riscoperto e utilizzato gli antichi metodi di misura edificatoria credo sia un punto fondamentale a cui rifarsi per iniziare a pensare di nuovo con la nostra testa. Io personalmente prescindo dai simbolismi che in questo momento mi atterriscono, se penso a quanti simboli negativi ci circondano anche se ne siamo poco consapevoli o assuefatti,ma comprendo e approvo la sua ricerca in tal senso soprattutto perche fatta alla luce del perene Magistero di Cristo e della Sua Santa Chiesa.
La ringrazio se vorra postare anche qualche altro materiale relativo al suo lavoro.
Come non ringraziare Francesco che con il suo lavoro gratuito ci permette di accedere a queste esperienze realmente utili.

Pietro Pagliardini ha detto...

Non vorrei stare a cercare il pelo nell'uovo, ma non riesco a togliermi la sensazione che i due campanili siano troppo filiformi, troppo esili rispetto all'altezza piuttosto importante. E' una sensazione, sia chiaro, ma mi piacerebbe sapere in base a quale proporzione sono stati progettati oppure in base a quali tradizioni locali.
Per rimanere al doppio campanile, mi viene in mente San Biagio a Montepulciano e qui il rapporto è molto diverso, c'è una parte basamentale saldamente ancorata a terra e poi uno slancio verticale della parte superiore.
Comprendo la differenza che esiste tra Pristina (di cui dichiaro di ignorare l'architettura) e Montepulciano, le due epoche diverse (una reale, l'altra di riferimento), però un progetto quando è realizzato si guarda e si giudica per quello che è e non solo per le sue motivazioni.
Comunque complimenti a Livio per il suo progetto e per essere riuscito a realizzarlo.
Grazie
Pietro

LdS - fede e umiltà? ha detto...

http://raffaeleconiglio.blogspot.com/2011/04/la-croce-di-pristina.html

robert

Francesco Colafemmina ha detto...

Io non sarei così "complottista" per quanto si tratti di una mia caratteristica.

Costruire una grande cattedrale dedicata a Madre Teresa di Calcutta costituisce un segnale forte e legittimamente espresso dalla Chiesa Cattolica. L'obiettivo del cattolicesimo non è certo vivere nascostamente o accontentarsi di starsene nel suo piccolo ghetto. Bensì quello di evangelizzare e diffondere il messaggio di Cristo, anche attraverso opere architettoniche e artistiche in grado di avvicinare anche i non cristiani alla contemplazione del mistero dell'Incarnazione morte e Resurrezione di Cristo.

Detto questo ciò che mi preme sottolineare in questo articolo è la bellezza e l'armonia dell'edificio, non certo questioni "politiche". Anche perché se di politica vogliamo parlare, dovremmo chiederci perché l'entità kossovo sia stata "creata" da talune nazioni occidentali, nonostante si tratti di una mera entità territoriale, seppur con caratteristiche culturali stratificate nel corso dei secoli.

Francesco Colafemmina ha detto...

Io non sarei così "complottista" per quanto si tratti di una mia caratteristica.

Costruire una grande cattedrale dedicata a Madre Teresa di Calcutta costituisce un segnale forte e legittimamente espresso dalla Chiesa Cattolica. L'obiettivo del cattolicesimo non è certo vivere nascostamente o accontentarsi di starsene nel suo piccolo ghetto. Bensì quello di evangelizzare e diffondere il messaggio di Cristo, anche attraverso opere architettoniche e artistiche in grado di avvicinare anche i non cristiani alla contemplazione del mistero dell'Incarnazione morte e Resurrezione di Cristo.

Detto questo ciò che mi preme sottolineare in questo articolo è la bellezza e l'armonia dell'edificio, non certo questioni "politiche". Anche perché se di politica vogliamo parlare, dovremmo chiederci perché l'entità kossovo sia stata "creata" da talune nazioni occidentali, nonostante si tratti di una mera entità territoriale, seppur con caratteristiche culturali stratificate nel corso dei secoli.

Pensiamo poi alle distruzioni ai danni della Chiesa Ortodossa in un territorio islamizzato a meri fini politici.

http://www.kosovo.net/destruction.html

LdS ha detto...

non è questione di complotti. "piantare" nella testa di una comunità, che fa il 93% di islamici, una cattedrale cattolica nel centro cittadino, la trovo semplicemente una cosa irritante e poco rispettosa, per non dire che assai povera, se non totalmente priva, di "fede e umiltà".

riporto parte del testo del link per chi non se lo vuol leggere:

"C'era una volta e adesso non c'è più. Nel pieno centro di Pristina, proprio nel cuore politico e commerciale della città esisteva una storica scuola secondaria fondata nel 1971. Il ginnasio "Xhevdet Doda" era considerato un istituto ben organizzato, con professori capaci e che, proprio per questo, sfornava ogni anno i migliori studenti. Il 2002/2003 è stato l'ultimo anno in cui hanno potuto frequentatarlo. Poi si sono dovuti trasferire, anzi disperdersi in questa o quella struttura prima che la nuova sede venisse ultimata. Gli accordi parlavano del 2007, ma ovviamente sono dovuti passare altri tre anni. Solo nel novembre del 2010 il nuovo edificio ha potuto ospitare i quasi 1.500 giovani studenti. La vicenda ha creato vari mal di pancia, anche perché al posto della scuola, che indubbiamente era vecchiotta e andava ristrutturata, si è deciso di costruire una faraonica cattedrale cattolica. La realizzazione di quest'opera era un desiderio dell'ex presidente Rugova e, come avviene con ogni capriccio di un presidente carismatico e tanto amato, il sogno si è avverato."

robert

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Robert,

trovo inutile e pretestuosa la sua polemica. Fede ed umiltà sono due attributi del progetto e non dell'idea di piantare una chiesa nel centro cittadino di Pristina.

In questo blog non si parla di opportunità o meno di costruire chiese chissà dove, bensì di architettura sacra. Quanto poi alla natura "irritante" della collocazione della cattedrale, si potrebbe dire lo stesso della moschea di Bruxelles, di Strasburgo e perché no, della moschea di Roma. Prossimamente lo si potrà dire della moschea di Genova e di quella di Milano.

Livio Sterlicchio ha detto...

Mi riferisco a LdS ed al suo commento oltre che alle stravaganti (tanto per usare un eufemismo)
affermazioni di Raffaele Coniglio che dice cose inesatte giacchè:
- la Cattedrale non sorge nel cuore politico e commerciale di Prishtina
- la scuola era fatiscente e pericolante
- gli accordi con Rugova prevedevano che la Diocesi, in cambio della concessione del lotto, avrebbe dovuto contribuire alla ricostruzione della scuola con una somma di denaro che, alla morte di Rugova, è pressochè quintuplicata
- a Prishtina ci sono diverse Moschee che al contrario di ciò che dice Coniglio, vanno semideserte alle funzioni contrariamente a ciò che succede nelle due Chiese Cattoliche
- la Chiesa Ortodossa incompiuta è poco più grande di un'edicola di giornali
- i rapporti tra il Vescovo e l'Imam sono sempre cordiali, anzi amichevoli all'insegna della collaborazione nel discutere dei problemi del Popolo quali istruzione, disoccupazione, criminalità ecc.
- la " faraonica" Cattedrale è totalmente finanziata da donazioni delle famiglie albanesi nel Mondo e da Devoti alla Beata Madre Teresa.
Questo gli dovevo,
Livio Sterlicchio

Livio Sterlicchio ha detto...

L'ho già scritto a Pietro Pagliardini ma, per chi fosse interessato ai suoi quesiti desidero confermare che, in fase di progettazione, nulla è stato affidato al caso. Il lato, in pianta, dei campanili misura 7 dc (1dc=90cm), l' altezza dei campanili è di 70dc, il doppio dell'altezza, al colmo, della navata centrale. Quanto all'esilità devo dire che è solo una sua sensazione: il raffronto con i campanili di S. Biagio si risolve considerando che l'uso del cemento armato ha permesso strutture impensabili a quei tempi: siamo sicuri che il Maestro Costruttore dell'epoca non avesse pensato di evitare il basamento slanciando immediatamente la forma dei campanili?
Livio Sterlicchio

Giuseppe Di Benedetto ha detto...

Ammirato e sorpreso non solo per la bellezza ma anche i sottostanti valori simbolici di questa meravigliosa cattedrale.