sabato 3 settembre 2011

ANTONIO SOCCI SUL TRAGICO OCCULTAMENTO DEI TABERNACOLI


Tabernacolo di Star Treck del Santuario di Fatima

Cari amici, qui sopra vedete una foto della cosiddetta "Cappella del SS. Sacramento" del nuovo - diabolico - santuario di Fatima (Chiesa della SS. Trinità). La cappella si trova nel sotterraneo del santuario. All'interno dell'enorme chiesa consacrata dal Card. Bertone, non esiste il tabernacolo. Quello della cappella sotterranea non è un tabernacolo ma un abominio geometrico che sembra realizzato più per una divinità massonica che per Cristo... E' uno dei tanti esempi di dislocazione perversa del Tabernacolo in angoli inaccessibili delle nostre chiese.

A tal riguardo qui di seguito potete leggere lo splendido e tragico articolo di Antonio Socci apparso oggi su Libero. Una voce autorevole si leva contro il vezzo di anteporre i contenuti della "nota pastorale" della CEI del 1996 sull'adeguamento liturgico all'esempio pratico e magisteriale di Papa Benedetto XVI (Sacramentum Caritatis del 2007). Speriamo che i Vescovi italiani e qualche competente dicastero vaticano (Congregazione per il Culto Divino) sappiano raccogliere l'appello al ripristino della centralità del Tabernacolo nelle nostre chiese. Un ripristino che non può essere emotivo o temporaneo, ma che andrebbe sancito nero su bianco in documenti e decreti ben più solidi di una vaga "nota pastorale" assurta a legge federale dei Vescovi italiani. Buona lettura!

Francesco Colafemmina



di Antonio Socci

Un giorno, conversando con amici, Ratzinger (ancora cardinale) se ne uscì con una battuta: “Per me una conferma della divinità della fede viene dal fatto che sopravvive a qualche milione di omelie ogni domenica”.
Se ne sentono infatti di tutti i colori. Non c’è solo il prete che – è notizia di ieri – in una basilica della Brianza diffonde una preghiera islamica in cui si inneggia ad Allah. Ci sono quelli che consigliano la lettura di Mancuso o Augias… E si trovano “installazioni” di arte contemporanea nelle cattedrali che fanno accapponare la pelle. D’altra parte pure i cardinali di Milano hanno dato sfogo alla “creatività”. Leggo dal sito di Sandro Magister: “Nel 2005, l’11 maggio, per introdurre un ciclo dedicato al libro di Giobbe è stato chiamato a parlare in Duomo il professor Massimo Cacciari: oltre che sindaco di Venezia, filosofo ‘non credente’ come altri che in anni precedenti avevano preso parte a incontri promossi dal cardinale Martini col titolo, appunto, di ‘Cattedra dei non credenti’. Cacciari ha tessuto l’elogio del vivere senza fede e senza certezze”. Insomma nelle chiese si può trovare di tutto. Tranne la centralità di Gesù Cristo.

Infatti – nella disattenzione generale – i vescovi italiani hanno estromesso dalle chiese (o almeno vistosamente allontanato dall’altare centrale e accantonato in qualche angolo) proprio Colui che ne sarebbe il legittimo “proprietario”, cioè il Figlio di Dio, presente nel Santissimo Sacramento.

Non sembri una banale battuta. Al Congresso eucaristico nazionale che si sta aprendo ad Ancona dovrebbero considerare gli effetti devastanti prodotti dall’incredibile documento della Commissione Episcopale per la liturgia del 1996 che è il vademecum in base al quale sono state progettate le nuove chiese italiane e i relativi tabernacoli, o sono state “ripensate” le chiese più antiche.

Non si capisce quale sia lo statuto teologico di cui gode una Commissione della Cei (a mio avviso nessuno). Ma la cosa singolare è questa: che nell’ambiente ecclesiastico – a partire da seminari e facoltà teologiche – trovi legioni di teologi pronti (senza alcuna ragione seria) a mettere in discussione i Vangeli (nella loro attendibilità storica) e le parole del Papa, ma se si tratta di testi partoriti dalle loro sapienti meningi, e firmati da qualche commissione episcopale, ti dicono che quelli devono essere considerati sacri e intoccabili.

Dunque in quel testo del 1996, fra le altre cose discutibili, si “consiglia vivamente” di collocare il tabernacolo non solo lontano dall’altare su cui si celebra, ma pure dalla cosiddetta area presbiterale. Relegandolo “in un luogo a parte”. Le motivazioni – come sempre – sono apparentemente “devote”. Si dice infatti che il tabernacolo potrebbe distrarre dalla celebrazione eucaristica.
Motivazione ridicola e – nella sua enfasi sull’evento celebrativo a discapito della presenza nel tabernacolo – anche pericolosamente somigliante alle tesi di Lutero.

L’effetto inaudito di queste norme è il seguente: nelle chiese si assiste da qualche anno a un accantonamento progressivo del tabernacolo, cioè del luogo più importante della chiesa, quello in cui è presente il Signore. Prima lo si è collocato in un posto defilato (una colonna o un altare laterale), quindi in una cappella, parzialmente visibile. Alla fine probabilmente sarà del tutto estromesso dalle chiese. Come risulta essere nell’incredibile edificio di San Giovanni Rotondo in cui è stato portato il corpo di san Pio. L’edificio, progettato da Renzo Piano, non ha inginocchiatoi e la figura centrale e incombente è l’enorme e spaventoso drago rosso dell’apocalisse rappresentato trionfante nell’immensa vetrata: ebbene il tabernacolo lì non c’è.

Tabernacolo/Totem di San Giovanni Rotondo

Non so a chi sia venuto in mente questo progressivo occultamento dei tabernacoli nelle chiese (che avrebbe fatto inorridire padre Pio). Esso non corrisponde affatto all’insegnamento del Concilio Vaticano II, visto che l’istruzione post-conciliare “Inter Oecumenici” del 1964 affermava che il luogo ordinario del tabernacolo deve essere l’altare maggiore.
E non piace nemmeno al Papa come si vede nell’Esortazione post sinodale “Sacramentum Caritatis” dove egli sottolinea il legame strettissimo che deve esserci fra celebrazione eucaristica e adorazione. Sottolineatura emersa dall’XI Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2005 che ha richiesto la centralità ed eminenza del tabernacolo.

Basterà per tornare sulla retta via? Nient’affatto. Come dimostra il comportamento – a volte di aperta contestazione al Papa – tenuto da certi vescovi quando il suo famoso “Motu proprio” ha restaurato la libertà di celebrare anche con l’antico messale. Purtroppo le idee sbagliate dei liturgisti “creativi” continueranno a prevalere sul papa, sul Concilio e sul Sinodo (forse faranno strada anche altre balordaggini come la “prima comunione” a 13 anni). Fa da corollario a questa estromissione di Gesù eucaristico dalle chiese, la stupefacente pratica del biglietto di ingresso istituito perfino per alcune Cattedrali. Degradate così a musei.
La protestantizzazione o la museizzazione delle chiese è un fenomeno dagli effetti spaventosi per la Chiesa Cattolica. Si dovrebbero prendere subito provvedimenti.

Per capire cosa era – e cosa dovrebbe essere – una chiesa cattolica voglio ricordare la storia di due persone significative. La prima è Edith Stein, una donna straordinaria, filosofa agnostica, di famiglia ebrea, che divenne cattolica, si fece suora carmelitana ed è morta nel lager nazista di Auschwitz. E’ stata proclamata santa da Giovanni Paolo II nel 1998 e nell’anno successivo compatrona d’Europa. La Stein ha raccontato che un primo episodio che la portò verso la conversione accadde nel 1917 quando lei, giovinetta, vide una popolana, con la cesta della spesa, entrare nel Duomo di Francoforte e fermarsi per una preghiera: “Ciò fu per me qualcosa di completamente nuovo. Nelle sinagoghe e nelle chiese protestanti, che ho frequentato, i credenti si recano alle funzioni. Qui però entrò una persona nella chiesa deserta, come se si recasse ad un intimo colloquio. Non ho mai potuto dimenticare l’accaduto”.

Lì infatti c’era Gesù eucaristico. Un altro caso riguarda il famoso intellettuale francese André Frossard. Era il figlio del segretario del Partito comunista francese. Era ateo, aveva vent’anni e quel giorno aveva un appuntamento con una ragazza. L’amico con cui stava camminando, essendo cattolico, gli chiese di aspettarlo qualche istante mentre entrava in una chiesa. Dopo alcuni minuti Frossard decise di andare a chiamarlo perché aveva fretta di incontrare “la nuova fiamma”. Lo scrittore sottolinea che lui non aveva proprio nessuno dei tormenti religiosi che hanno tanti altri. Per loro, giovani comunisti, la religione era un vecchio rottame della storia e Dio un problema “risolto in senso negativo da due o tre secoli”.


Cappella eucaristica della chiesa di Montmartre (San Giovanni di Montmartre): il tabernacolo è un cubo di metallo nell'angolo estremo della sala. Tutte le sedie sono rivolte all'altare/scrivania di quart'ordine, così da offrire le terga al Santissimo.


Eppure quando entrò in quella chiesa era in corso un’adorazione eucaristica e, racconta, “è allora che è accaduto l’imprevedibile”. Dice: “il ragazzo che ero allora non ha dimenticato lo stupore che si impadronì di lui quando, dal fondo di quella cappella, priva di particolare bellezza, vide sorgere all’improvviso davanti a sé un mondo, un altro mondo di splendore insopportabile, di densità pazzesca, la cui luce rivelava e nascondeva a un tempo la presenza di Dio, di quel Dio, di cui, un istante prima, avrebbe giurato che mai era esistito se non nell’immaginazione degli uomini; nello stesso tempo era sommerso da un’onda, da cui dilagavano insieme gioia e dolcezza, un flutto la cui potenza spezzava il cuore e di cui mai ha perso il ricordo”.

La sua vita ne fu capovolta. “Insisto. Fu un’esperienza oggettiva, fu quasi un esperimento di fisica”, ha scritto. Frossard è diventato il più celebre giornalista cattolico. In una chiesa di oggi non avrebbe incontrato il Verbo fatto carne, ma le chiacchiere di carta.

Copyright Libero - 3 settembre 2011


10 commenti:

Domenico ha detto...

www.liturgiaculmenetfons.it

max ha detto...

Bellissimo articolo!. Condivido in pieno ciò che dice Antonio Socci. L'occultamento dei tabernacoli, è una mostruosità inaudita, inconcepibile, che non dovrebbe nemmeno essere immaginata nella Chiesa. Purtroppo, stiamo assistendo alla più gigantesca apostasia nella storia della Chiesa e, temo che senza un intervento divino, sarà impossibile uscirne.

giorgio ha detto...

Magnifco articolo ! Vorrei solo ricordare una frase di S. Fulgenzio di Ruspe che così commentava il Sacricio perpetuato sugli altari :
"Cristo offrì Se a Se stesso" (L.H).
Durante la Controriforma, i gesuiti avevano coniato una frase che ancor oggi ha il potere d'innervosire non pochi ben pensanti : "Il Verbo Si è fatto carne e non carta !"

Eh, bei tempi ...

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Max, credo che basterebbe uno scatto di reni da parte del Santo Padre Benedetto XVI!!!...

Areki ha detto...

Come sempre grande Socci.
E' chiaro che il documento della commissione liturgica CEI del 1996 è in rotta di collisione con il Papa e con la Sacramentum Caritatis del 2007.
Aspettiamo fiduciosi che il Vaticano faccia sentire la sua voce.
Comunque anche se non lo facesse la nota CEI va trattata come cartastraccia......
don Bernardo

Andrea ha detto...

Apprendo dalla pagina portoghese cui si arriva tramite il link che hai inserito, caro Francesco, che il primo intento che ha guidato l'occultamento "in cantina" del Santissimo è quello ecumenico!
È la prima volta in vita mia che sento parlare di una chiesa come spazio ecumenico. Qui siamo nel vero e proprio satanismo: non siamo noi che entriamo in "chiesa" (Domus Dei et Porta Coeli, figura in mattoni del Corpo Mistico composto di "pietre vive"), ma siamo noi che "andiamo in chiesa" (salone) a fare, con "altri", le NOSTRE para-liturgie.

È evidente l'analogia con San Giovanni Rotondo: "Accorriamo (noi / squadra di pronto intervento per il soffocamento dello Spirito Santo) laddove c'è il vero, attuale, tangibile soprannaturale, e trasformiamo il "nucleo" del dialogo con Dio in una pietra filosofale (cristallo) sepolta nelle fondamenta".
Fra l'altro, si scimmiottano satanicamente le Reliquie di San Pietro, che non sono "pietre preziose" scoperte da lui (tipo Monolite di "2001 - Odissea nello Spazio"), ma le ossa di un uomo che da Cristo fu reso SOLIDO, cioè fu guarito dalla "vana condotta ereditata dai padri" (1Pt 1, 18).

Per quanto riguarda, invece, i normali preti, non satanisti, bsterebbe frustarli (sia detto per analogia) quando mettono la sedia del celebrante davanti al Tabernacolo (spalle a Gesù Cristo!) e quando celebrano senza il Crocefisso al centro dell'altare.

dommi ha detto...

...Gesù oggi viene circondato dal vuoto, formato specialmente da voi Sacerdoti che, nella vostra azione apostolica, girate spesso inutilmente e molto alla periferia, andando verso le cose meno
importanti e più secondarie, dimenticando che il centro della vostra giornata sacerdotale deve essere qui, davanti al Tabernacolo, dove Gesù è presente e viene custodito soprattutto per voi.
È circondato anche dalla indifferenza di tanti miei figli, che vivono come se Lui non ci fosse, e, quando entrano in Chiesa per le funzioni liturgiche, non si accorgono della Sua divina e reale
presenza fra voi. Spesso Gesù Eucaristico viene messo in un angolo sperduto, mentre deve essere posto al
centro della Chiesa, deve essere posto al centro delle vostre riunioni ecclesiali, perché la Chiesa è il Suo tempio, che è stato costruito prima per Lui e poi per voi.
Amareggia profondamente il mio Cuore di Mamma il modo con cui Gesù, presente nel
Tabernacolo, viene trattato in tante chiese, dove è riposto in un cantuccio, come fosse un oggetto qualsiasi da usare per le vostre riunioni ecclesiali.
Ma sono soprattutto i sacrilegi che formano oggi, attorno al mio Cuore Immacolato, una dolorosa corona di spine...
(dal messaggio: Madre dell'Eucaristia del 8 agosto 1986 del Movimento Sacerdotale Mariano, la Madonna ai sacerdoti, suoi figli prediletti, messaggi ricevuti dal compianto don Gobbi Stefano...)

DANTE PASTORELLI ha detto...

«Separare il Tabernacolo dall'altare equivale a separare due cose che in forza della loro natura debbono restare unite» (Pio XII, Allocuzione al Congresso Internazionale di Liturgia, Assisi - Roma 18-23 settembre 1956). Cfr. Anche Mediator Dei, I, 5.
Dal rigetto di tale santa dottrina è derivato lo sfacelo liturgico-artistico.
Questo è sotto i nostri occhi e non c'è bisogno di locuzioni interiori di sorta per rendersi conto della grande apostasia che flagella la Chiesa.

Aletta ha detto...

La rivoluzione ha inizio dall'infausto Concilio Vaticano II, è stato incoraggiato il nichilismo,il paganesimo morale , il divorzio , la secolarizzazione .
L'abbandono della religiosità della vita , a causa della perdita dei valori cristiani ha condotto il mondo cattolico a questo mondo .La Chiesa è stata minata e la serpe è ormai dentro le mura .
Papa Benedetto è consapevole ma ha un compito improbo , riportare la centralità della Chiesa cattolica nel mondo.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Penso che sarebbe meglio cominciare a far tornar la piena Verità cattolica nella Chiesa.