lunedì 19 settembre 2011

CONVEGNO SU "ASSISI 3" IL PROSSIMO 1 OTTOBRE A ROMA



E' con grande piacere che vi segnalo il prossimo incontro organizzato a Roma dall'Associazione Culturale "Catholica Spes". Si tratta di un'iniziativa che precede l'incontro di Assisi cui parteciperà Papa Benedetto XVI. Gli organizzatori ricordano alcune domande che il Cardinale Ratizinger poneva all’Académie des Sciences Morales et Politiques a Parigi nel 1997: “Come è possibile l'incontro nella diversità delle religioni e fra i contrasti che proprio oggi assumono spesso forme violente? Che tipo di unità può mai esserci? In quale misura si può almeno tentare di perseguirla?”. A partire da questi quesiti quanto mai attuali l'incontro "vuole approfondire queste domande per evitare il rischio sincretistico e relativistico che incontri di questo tipo possono generare."


Uno degli ultimi incresciosi casi di "relativismo religioso": Mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona in visita - a piedi scalzi - alla moschea locale per la fine del Ramadan, non si preoccupa delle anime dei veronesi che si convertono all'Islam e non ha alcuna intenzione di evangelizzare gli islamici, anzi esalta la pratica del Ramadan, citando Gesù Cristo: "non di solo pane vive l'uomo"!

15 commenti:

Gianpaolo1951 ha detto...

Il vescovo Zenti punta l'attenzione sul significato del Ramadan. «Il Ramadan è un appello a riflettere sul vero senso dell'essere umano, che non va identificato solo per la sua corporeità ma anche per la dimensione spirituale», spiega Zenti, citando alcune parole della Sacra scrittura. «Non di solo pane vive l'uomo, ma anche della parola di Dio».

Zenti…
Vescovo o imam?!?
Per me solo un povero illuso con l’aggravante di essere un rappresentante di Santa Romana Chiesa!...
E poi hanno il coraggio di stare ancora a discutere sul grado di cattolicità della FSSPX…
Siamo proprio ben messi, caro Francesco!!!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Forse a Verona, per disposizione del santo vescovo, islamici ed ebrei si genuflettono, facendosi il segno della Croce, davanti al tabernacolo.

Giulio G ha detto...

Non capisco l'ostilità, guardate qua :

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=65699

Qui Benedetto XVI entra nella Moschea Blu a piedi scalzi e prega con il Gran Muftì di Istanbul, cioè più di quanto abbia fatto mons. Zenti.

E' entrato in casa d'altri e ne adotta i riguardi. Se un Imam entrasse in Chiesa in visita al Vescovo non mi aspetterei una genuflessione (ma neanche il Vescovo ha baciato il Corano), ma un minimo riguardo verso il tabernacolo, magari non dandoci le spalle. Per quanto mi riguarda è stata una visita di cortesia ad una comunità vicina, sarebbe bello che il Vescovo invitasse l'Imam alla Vigilia di Natale (non alla celebrazioni non avrebbe senso) per festeggiare la venuta al mondo del Cristo dei cristiani e del Profeta Isa per gli islamici.
Che la figura di Gesù, per quanto non pienamente condivisa, sia cerneria tra le 2 comunità.

Non dobbiamo essere ostili agli islamici, ricordiamoci la visione di Santa Caterina da Siena, ma diamo ed esigiamo un pieno rispetto per il prossimo.

Sono invece ben distante dalle considerazioni del Vescovo sulle "Primavere Arabe" : "dai frutti li riconoscerete" e per ora sono pessimi.

Giulio G

Andrea ha detto...

Se qualcuno vuole, cari amici, può guardare i miei commenti a "Zizola, mons.Paglia...", sul blog degli amici di papa Ratzinger (4), in data 18 settembre.

Dio ci aiuti, perché i Vescovi non sono dei "quidam de populo", ma dei successori degli Apostoli.

Giulio G ha detto...

Sperando di essere pubblicato almeno questa volta :

Benedetto XVI visita Moschea Hashemita nel 2009:
http://www.terrasanta.net/tsx/articolo-rivista.jsp?wi_number=1744&wi_codseq=TS0903

Benedetto XVI visita Mosche Blu Instanbul nel 2006:
http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=65699

Questi sono i fatti, altre considerazioni le ho lasciate nel post di ieri pomeriggio che evidentemente non era all'altezza e non è stato pubblicato.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Giulio,

i gesti di Papa Benedetto hanno un senso completamente diverso. Infatti il Papa si trovava in visita in paesi islamici dove spesso le minoranze cattoliche hanno rischiato di essere travolte dall'integralismo religioso islamico. Quindi i suoi gesti avevano un duplice intento: erano segno di distensione dei rapporti fra Islam e Cattolicesimo e soprattutto segno di cortesia visto che il Santo Padre era in visita in quelle nazioni. In più per la Turchia va aggiunto che il Papa era mosso anche da esigenze diplomatiche: era nota infatti la sua contrarietà all'ingresso della Turchia in Europa.

Il caso di Zenti rappresenta invece a mio parere una forzatura pericolosa per le sue conseguenze. Sì, Islamici e Cattolici credono in Dio ma non possiamo confondere il loro Dio con la SS. Trinità. E soprattutto non possiamo lasciar trapelare un senso di "indifferentismo religioso" da questo genere di visite immotivate alle comunità islamiche. Pur rispettando l'Islam dalle nostre parti servirebbe anzitutto reciprocità (quando un imam si recherà in chiesa in occasione della Pasqua o del Natale?) e poi un confronto che metta in evidenza le questioni essenziali della fede, stimolando l'esercizio della ragione nella ricerca della verità. Verità che per noi coincide col Cristo e per i credenti delle altre religioni è ancora nascosta sotto il velo di una falsa fede.

Questo fece secoli fa l'imperatore Manuele II Paleologo con il Persiano islamico, e questo ha ricordato il Santo Padre a Ratisbona. Converrebbe rileggere sia i dialoghi dell'Imperatore che il famoso discorso di Ratisbona...

Francesco Colafemmina ha detto...

P.s. I commenti non li ho pubblicati semplicemente perché ieri ero impegnato con il restyling del sito che spero oggi possa piacere più di prima! :-)

Andrea ha detto...

In una parola: Cristo è "nostro" perché "fa parte della nostra tradizione religiosa", o Cristo è "PER tutti" perché è Vero Dio e Vero Uomo, che cerca tutti ?

La Chiesa è una conventicola di "pensatori cristianamente ispirati", o è Corpo Mistico ?

L'Eucarestia è Corpo di Cristo "per chi ci crede", o realmente e sostanzialmente ?

Anonimo ha detto...

http://archiwatch.wordpress.com/2011/09/21/santortello/#comments

Anonimo ha detto...

Avete paura anche delle ombre.
In questo, siete in buona compagnia con i vari figli di Voltaire come Odifreddi, Eco, Hack e accoliti, che evidenziano lo stesso vostro snobistico disprezzo per i musulmani. La realtà è che loro (i musulmani) continuano ad essere quelli di sempre, ancorati alla stessa religione, che non cambia non avendo subito alcun CVII. Noi, invece, siamo vittima di un modernismo ottuso che ci soffoca e di fronte al quale siamo disarmati (ed imbarazzati, perchè è l'unico dio a cui ci è consentito credere).
Loro festeggiano il Ramadan che vi fa ridere, e praticano il digiuno rituale, mentre noi abbiamo schifato la Quaresima e il venerdì ci strippiamo di salame e di porchetta.
Non sono sicuramente loro a irridere al bacio alle ampolle di De Magistris, e questo vi disturba. Preferireste che si unissero agli sghignazzi dei laicisti, ma loro non lo fanno. Allora, ecco l'accusa: la loro religione è diversa dalla nostra (bella scoperta!) e non hanno il diritto di considerare Gesù un profeta. Meglio sarebbe, per voi, se lo considerassero un bestemmiatore, da crocifiggere.
Essere tradizionalisti significa essere ancorati saldamente alle proprie tradizioni, non a irridere quelle che gli altri hanno avuto la forza di mantenere.
In fin dei conti, è poco più di una questione di invidia.

Corrado

Francesco Colafemmina ha detto...

Credo che abbia preso un granchio, caro Corrado! E che granchio! Un king crab direi!

Personalmente infatti non solo non ho alcuna ostilità nei riguardi dell'Islam, ma sono pienamente d'accordo con te quando affermi che l'autentico legame con la tradizione religiosa è vissuto con concretezza e rigore da moltissimi islamici.

La mia personale ostilità è rivolta verso quegli esponenti del clero cattolico che sembrano rinnegare Cristo ogni volta che partecipano a questi momenti di preghiera in moschea.

Nonostante sia infatti auspicabile una sana reciprocità, non mi ci vuole molto per capire che un islamico non andrà mai in chiesa a Pasqua o a Natale perché nonostante rispetti Gesù Cristo non lo considera un sostituto di Allah. E in questo è assolutamente molto ma molto più coerente di certi pastori cattolici.

Comunque Corrado, prima di lanciare accuse a chi scrive su questo blog, assicurati di aver connesso la bocca (le mani) al cervello...

Anonimo ha detto...

Provo a connettere il cervello e rispondo (mi dispiace se i risultati non saranno di grande soddisfazione).
Non ho difficoltà a credere a quello che dice circa il rispetto che prova per l'Islam (che non è la mia religione). Concordo anche col giudizio nei confronti di molti "chierici" che si inchinano all'islam per ossequio al volemosebenismo obbligaorio della nostra società che sbeffeggia le identità forti (le nostre, ovviamente). Ma resta il fatto che su certe "accuse" che rimbalzano sui blog nei confronti dell'Islam, noto una grande superficialità ed una fretta eccessiva nell'esprimere un biasimo aprioristico ed esasperato. E' vero che l'Islam si sta chiudendo in se stesso in questi ultimi decenni, ma è anche vero che ciò è innescato da una rande ingiustizia (il problema palestinese) ed ha avuto una grande accelerazione con le "guerre sante" di Bush e con l'obbedienza dei nostri staterelli al suo ordine di stare "con lui o contro di lui".
Abbiano scelto, e lui, dall'altra parte dell'Atlantico si gode le nostre contorsioni (chissà, forse prima o poi ci daranno lezioni di tolleranza e di accoglienza da quella comoda prospettiva, magari col rinforzino di una bella risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU).
Vedo una prova di questa nostra voglia di dimostrarci più realisi del re nel denunciare la "cattiveria" dei musulmani (che sono nostri vicini e non loro e che lo saranno anche dopo, quando dovremo rassegnarci a conviverci) proprio nel solito refrain della "reciprocità".
Se è vero, infatti, che è soprattutto il cattolocesimo a mostrarsi aperto nei confronti dell'islam, è anche vero che in società sicuramente islamiche come quella giordana e siriana tra musulmani e cristiani c'è da sempre un mutuo rispetto, a differenza ad esempio di quanto avveniva nella laica Turchia. Quanto alla partecipazione alle cerimonie religiose a Natale e Pasqua, vorrei ricordare l'immagine della sedia vuota con la kefiah di Arafat in Chiesa a Ramallah o Nazareth (?) come protesta del vescovo palestinese nei confronti degli israeliani che gli impedivano di parteciparvi, come da tradizione consolidata in tutti i Natali.
Per rimanere vicino a noi, basta invece pensare alle parole del vescovo di Tripoli, durante i "bombardamenti difensivi" della NATO.
La verià è più complessa di quello che ci fanno credere le nostre televisioni.

Francesco Colafemmina ha detto...

Corrado,

sono d'accordo con te. Pienamente. Infatti sono stato forse uno dei pochi, quando è scoppiata la squallida guerra libica, a postare un articolo dal titolo "Chiesa Cattolica se ci sei batti un colpo!"... Quanto alla questione "visita a Natale e Pasqua" ti ricordo che Arafat non era un imam o un capo religioso bensì un capo politico e visto che c'è una parte di palestinesi cattolici e più in generale che vi sono numerosi palestinesi cristiani, il suo era un atto "dovuto".

Francesco ha detto...

Mi spiace, Francesco, ma non condivido minimamente la tua opinione riguardo alle devote e ossequiose visite di Benedetto XVI alle moschee islamiche. Non c'è alcuna differenza se, ad inchinarsi di fronte all'inesistente dio allah, è un vescovo o direttamente il Papa, anzi, il fatto che proprio il Vicario di Cristo preghi scalzo in una moschea è di una gravità inaudita e senza precedenti, un colpo al cuore, all'identità e all'orgoglio di quei pochi cattolici che ancora ritengono la Chiesa unica arca di salvezza.

Anonimo ha detto...

Non c'e' proprio nulla di strano se il Vicario d Cristo si rechi in Moschea visto che nel Corano e' ben contemplata la figura di Gesù sia nel momento della Sua venuta sulla Terra sia nella Sua seconda discesa come giudice quando vi sara' il Giudizio Finale. Inoltre il Vescovo Zenti pone l'accento sull'importanza rituale e sacra del digiuno, per cui polemizzare sul fatto che vada in Moschea a piedi scalzi (ci deve andare con gli anfibi dei Marines?) e' solo strumentale. Meglio riflettere sull'importanza ed il significato del digiuno e fare un post su cio' visto che nell'Islam ne hanno ancora coscienza....la maggior parte dei cristiani no.