martedì 25 ottobre 2011

12 MILIONI DI EURO PER UN CONVENTO DI SOLE 7 CLARISSE... FIRMATO RENZO PIANO!

Scopri l'intruso: l'albero o la suora che passa dietro al vetro?
di Francesco Colafemmina

Accade in Francia, ai piedi della chiesa tanto amata dal Cardinal Ravasi e da qualche altro illuminato e strenuo difensore del brutalismo, Notre Dame du Haut, opera dell'esoterico Le Corbusier. Tre anni fa la fondazione Association Notre Dame Du Haut,  proprietaria della chiesa (sic!) di Le Corbusier e del suolo ad essa adiacente, decise di affidare a Renzo Piano un progetto per amplificare la spiritualità del luogo... Certo, data l'esperienza in fatto di spiritualità dell'architetto genovese, i membri dell'Associazione non potevano far scelta migliore! Ma affinché il progetto non restasse una scatola vuota hanno convinto delle suore Clarisse di Besancon a vendere il proprio convento e a trasferirsi nei nuovi spazi firmati Renzo Piano Building Workshop.

La Badessa immobiliarista e il grande esperto di spiritualità cattolica 
Agli inizi erano 12, oggi sono rimaste in 7, pienamente convinte della bellezza e della spiritualità delle  nuove futuristiche celle. "Crediamo - dice la Badessa, suor Brigitte de Sigly, - che sia necessario lavorare sul concreto quando si parla di integrazione e di spiritualità. Noi lavoriamo dentro il generale movimento di apertura della Chiesa, e la Chiesa ci ha chiesto, venendo a Ronchamp, una presenza di preghiera. Noi siamo qui per dar vita alla collina".
Sì, infatti il complesso realizzato da Piano, comprende anche un immancabile centro di preghiera multiconfessionale!

Sala riunioni degli Alcolisti Anonimi
Ora passiamo però alle questioni economiche. Nel 2008 le suore clarisse hanno messo in vendita le loro proprietà immobiliari a Besancon, con l'intento di raggranellare fondi per la costruzione del nuovo "convento". Evidentemente il denaro ricavato non è bastato a finanziare l'opera costata, secondo il sito delle stesse Clarisse, ben 12 Milioni di Euro. Così è stato messo in piedi un comitato di sostegno del progetto nell'aprile del 2009. Chi è il presidente di questo comitato? Naturalmente il Vescovo di Besancon, André Lacrampe!

Le 7 clarisse in visita al cantiere
12 Milioni di Euro divisi per 7 clarisse fanno circa 1,7 milioni di Euro a clarissa... Mica male per una comunità di "povere clarisse", come si dichiarano sul loro sito le abitatrici, a dire il vero piuttosto attempate, del nuovo convento avvenieristico (ma molto anni '70...). Può darsi anche che le Clarisse di per sé siano povere o meglio che vivano con poco, ma certo è scandaloso ed aberrante che pur praticando la povertà codeste figlie di Santa Chiara si siano fatte promotrici di un'inutile e terribilmente orrenda opera architettonica del valore di 12 Milioni di Euro. Il Vaticano che tanto straparla sulla crisi economica, arrivando persino ad ipotizzare la creazione di una Banca Centrale Mondiale (sogno di tutti i fautori del Novus Ordo Saeclorum), potrebbe prestare maggiore attenzione a sprechi così macroscopici. Anche perché la sempre maggiore evidenza di casi analoghi a quello di Ronchamp rischia di fomentare anche nei fedeli più devoti un giusto e sacrosanto disprezzo per l'affarismo clericale, la doppia morale dei Vescovi e l'ossimorica convivenza di povertà (a parole) ed esibita avidità di denaro per realizzare inutili monumenti all'archistar o all'artista del momento.

Sembra un fotogramma del film Arancia Meccanica, in realtà è una cella monastica!
A volte mi vien da pensare che certi vescovi e certi/e religiosi/e siano davvero dei perfetti idioti (considerando il senso greco del termine "idiota=cittadino privato", "colui che pensa a sé e non alla comunità", opposto di "polita=il cittadino pubblico che vive per la comunità")... date le condizioni nelle quali è ridotta la nostra Chiesa forse potrei aver ragione.

Foto tratte da Architectural Record

17 commenti:

Andrea ha detto...

È un ambiente esattamente anni '70, caro Francesco, ed esattamente connesso alle elucubrazioni oriental/cibernetico/giudaico/sataniche di Kubrick.

E il problema non è che le Clarisse "abbiano i soldi" (parlando a Oropa, un paio di anni fa, Messori ricordava che i montanari di quelle parti erano attenti a ogi singola castagna, ma poi trovavano i soldi per costruire quello splendido complesso a gloria della Vergine), bensì che li rastrellino per erigere un monumento al "divino guru del momento".

"Potenziamento della Spiritualità" ed "Eritis sicut Dii" della Genesi sono la stessa cosa.

ettore maria ha detto...

evidentemente, dopo San Giovanni Rotondo, alla Chiesa non è bastato ricevere le critiche di chi è rimasto indignato dalla laicità (per non dire altro) di quel capannone industriale spacciato per chiesa, così ecco l'ultimo parto! Agli ordini religiosi voglio dire "errare è umano, perseverare è diabolico!" ... ma nelle chiese non dovrebbe esserci spazio per il demonio

Anonimo ha detto...

E' incredibile. Le Clarisse... un ordine francescano... il 'poverello' di Assisi. Mi chiedo se l'architetto ha mai visitato la Porziuncola, per farsi un'idea del DNA di questo ordine, o l'Eremo delle Carceri, anche se eretto successivamente, ma ho paura che non avrebbe cambiato comunque un granché. La nostra non è una generazione umile e rispettosa, ma è affetta da megalomania e sta facendo danni irreparabili, a tutti i livelli.

Andrea ha detto...

C'è un gusto tutto particolare, caro Anonimo delle 3:21, che il "Buiding Workshop" genovese coltiva: è quello di andare a toccare il cuore della vera Povertà di Chiesa, cioè il Francescanesimo, risucchiando risorse che tale ambienti hanno (vedi San Giovanni Rotondo) o non hanno (vedi Besançon).

Si attua in tal modo una "rivalsa" del vecchio gnosticismo di stampo cataro ("il mondo è male, perché opera di un Dio Malvagio") contro la dolcissima scelta di Francesco di Madonna Povertà come propria Sposa, accompagnata dalla delicata lode al Creatore di ogni cosa (e non del "Mondo"!!!): il Cantico delle Creature.

ettore maria ha detto...

A quanto pare chi prende certe decisioni mostra più interesse per gli aspetti economici e "spettacolari" (tipici dell'era del consumismo e della "società dello spettacolo") che non per quelli di natura religiosa. Detto ciò mi viene da fare qualche riflessione a voce alta:
1) ma se devono esser sperperati così, ha ancora un senso versare l'8 per mille alla Chiesa?
2) Non è che, in qualità di "azionari", la miriade di donatori avrebbe il diritto di esigere di essere presa in considerazione sui progetti da realizzarsi?
Donatore pentito

Mau ha detto...

"Fu soprattutto, però, un’innamorata e un’indefessa seguace della povertà; e tanto fissò al suo cuore questa virtù, tanto fu avvinta dal desiderio di possederla, che amandola sempre fermamente e sempre più ardendo nell’abbracciarla, mai si scostò per nessuna ragione dalla sua stretta e piacevole unione.
E mai da alcuno, in nessun modo, poté essere persuasa ad acconsentire che il suo monastero possedesse qualche proprietà: quantunque papa Gregorio, di felice memoria, nostro predecessore, volendo provvedere con molta bontà ai bisogni di quel monastero, fosse intenzionato a dotarlo di possessioni sufficienti ed adeguate al sostentamento delle sorelle". (Dalla Bolla di canonizzazione di Santa Chiara di papa Alessandro IV).

Costano care ste suore qui! Mamma mia, 1,7 milioni di euro a testa non sono spiccioli. E sorella povertà l'hanno lasciata a fare l'eremita nel vecchio convento? Che esempi ci dona la Francia, patria della contestazione e della radicalità evangelica modernista?

Codesti signori che fanno tutte ste opere costosissime e brutte (fossero belle almeno) sono quelli che poi si indignano quando vedono un calice d'argento o d'oro che ospita il Sangue di NSGC durante la Messa o vedono un sacerdote mettere una pianeta antica preziosa. Hanno il coraggio di indignarsi per ostentazione di ricchezza che è contro lo spirito di povertà della Chiesa delle origini e contro la sobrietà che contraddistingue la vita evangelica. E loro? Sono questi gli esempi significativi che danno a sostegno delle loro idee? Questi bravi cristiani che realizzano obbrobriosità come questo "convento", servendosi di atei vestiti da devoti come progettisti, e spendono e spandono milioni di euro del popolo, credono davvero di fare un servizio a Cristo e alla Chiesa per la conversione degli altri? Per fortuna, sig. Francesco, che nei blog e in giro sono sempre e comunque i cattolici tradizionali il problema nella Chiesa di oggi. Aggiungo anche un grazie a Lei per il suo impegno e tutti i suoi post che pubblica. Mi aiutano a capire in maniera più ampia e completa la realtà così come è e non come a qualcuno piace raccontarla. Grazie!

Raffaele G. Rega ha detto...

Ma sembra la casa del grande fratello!

Anonimo ha detto...

tutto si tiene,in questo caso nel demonio,sto' finendo di leggere il libro di Gnocchi e Palmaro sul concilioII e queste scelte delle sorelle ne sono il frutto avvelenato La situazione è molto grave sono stato ottimista.OREMUS. carlo maria

Pietro Pagliardini ha detto...

Interessante la sala riunione per gli alcolisti anonimi: pavimento e pareti colore grigio, soffitto giallo.
Io sono fumatore è un brutto vizio, lo so. Ma non è reato e nemmeno peccato (almeno spero). All'aeroporto di Vienna ci sono stanze per fumatori, se non le hanno tolte negli ultimi due anni, che sono esattamente come quella sala per alcolisti anonimi. Le stanze sono divise dal corridoio da gradi vetrate e fuori sembrano gabbie per appestati. Dentro c'è un fumo incredibile che dà fastidio agli stessi fumatori (cosa ci vorrà a fare aspiratori decenti?), i colori sono grigio e giallo, ci sono sgabelli tipo c.a., grigi, scomodissimi e in quantità risibile. Tutte le volte che ci son andato, almeno tre, ho avuto la sensazione precisa del lager: ambiente punitivo chiaramente ostentato, il grigio parla da solo, il giallo è il colore dell'appestato e della stella appiccicata agli ebrei. Non è una considerazione a posteriori, l'ho provata subito ogni volta che ci sono andato a consumare il mio vizio. E' impossibile non percepire il sadismo e la cattiveria di chi l'ha volutamente progettata con questi caratteri.
Ora gli alcolisti non è che sia categoria di cittadini da esaltare, tuttavia se vanno in quella stanza ci vanno per guarire, non per prendere sonore sbornie. Perché, mi domando, devono essere proprio come quelle stanze per fumatori? E' solo casuale la scelta o c'è dietro un disegno? Non potrebbe essere più accogliente e familiare, visto che già i "pazienti" hanno gravi difficoltà, sofferenze e sensi di colpa?
Pietro

Francesco Colafemmina ha detto...

Pietro, mi spiace deluderti ma quella degli AA è semplicemente una mia battuta... Credo che in realtà quella sia una stanza per le riunioni delle Clarisse...

Anonimo ha detto...

la spesa è oggettivamente imbarazzante, ma il progetto non lo è per nulla (ed è indubbiamente migliore della chiesa San Giovanni rotondo. I commenti di disapprovazione dell'arte e dell'architettura "contemporanee" si sentivano già secoli addietro. Caravaggio era un assassino, Borromini un suicida, il tempio malatestiano un'opera sacrilega, gli affreschi della Sistina uno sconcio... invece "La c'è la Provvidenza!"

Francesco Colafemmina ha detto...

Mah...

Andrea ha detto...

Caro Anonimo, Caravaggio era veramente un assassino, Borromini divenne un suicida, Michelangelo si considerava l'ultimo dei peccatori... ma nessuno di costoro, pur gravemente perturbati dal culto del "Genio" esploso nel "Rinascimento", si inseriva in ambienti di Chiesa per "rovesciarli (spiritualmente) come un calzino" e per estrarne i soldi dei poveri (fedeli di San Pio) o delle Religiose "povere" per definizione (Clarisse).

Veda, se vuole, il mio commento di ieri alle 4:25.

Pietro Pagliardini ha detto...

Francesco, non mi deludi affatto. Quella stanza mi ricorda ugualmente la "gabbia" fumatori di Vienna. Solo che ci stanno le povere clarisse. Peggio per loro.
Da noi le clarisse erano specializzate nei ricami e nei rammendi e facevano biscotti spettacolosi. Adesso non ci sono più.
Chissà se quella stanza le ispirerà a stare piegate su stesse con l'ago e il filo a rammendare abiti o a fare centrini per tovaglie!
Ciao
Pietro

Anonimo ha detto...

Capita anche agli "architetti celebrati" di diventare "spompati" - nel senso che si rifanno a realizzazioni degli anni '70, dopo ben 40 anni di incensamenti mondani.

A parte la lieve ironia, constatando che c'è di molto peggio, reputo sia soprattutto una conferma di una mancanza di religiosità nel progettista e di un travisamento interpretativo delle Clarisse.
C'è da augurarsi che le stesse, visitando altri conventi (ce ne sono, ce ne sono...) meno costosi, appariscenti ma, soprattutto, più "consoni allo scopo" si ravvedano della loro scelta.
Saluti
Antonio C.

Anonimo ha detto...

Non mi stupisco più di niente. Proprio gli antichi ordini nati dalla spiritualità del Poverello d'Assisi sono quelli che più si sono allontanati dagli insegnamenti del Serafico Padre e ne so qualcosa essendo scappata dall'Ofs per come vanno le cose.

Che schifo, concedetemelo.

M.

sergio ha detto...

Che celle prive di intimo raccoglimento. Come si fa a raccogliersi in sè con quella stanza aperta all'esterno, sembra di essere sotto un portico. Contente loro.. Ma c'era proprio bisogno di cercare una archistar? Non bastava un architetto qualsiasi,un buon geometra?