sabato 8 ottobre 2011

MOGAVERO: IL VESCOVO CHE CRITICA IL PAPA MA VESTE ARMANI


Rendering della nuova chiesa matrice di Pantelleria
di Francesco Colafemmina

Mons. Mogavero, noto indossatore di paramenti liturgici haute couture realizzati da Giorgio Armani, non si distingue soltanto per essere una fashion victim, ma anche per le sue sconvenienti critiche al Santo Padre in merito al ritorno alla messa in latino e alla remissione delle scomuniche ai Vescovi della FSSPX. D'altra parte c'era da aspettarselo. Mogavero indossò la casula con temi marini disegnata per lui appositamente da Armani in occasione dell'inaugurazione del sagrato (da quando si inaugurano i sagrati?) della nuova chiesa madre di Pantelleria.

Mons. Mogavero indossa Armani
Plastico della nuova chiesa
La chiesa di Del Debbio demolita
E qui ci sarebbe da discutere un po'. Perché la vecchia chiesa madre di Pantelleria non era certo un modello di bellezza, ma rappresentava un pregevole esempio di architettura razionalista, essendo opera di Enrico Del Debbio, famoso progettista del Foro Mussolini (Foro Italico), del Palazzo della Farnesina, della Facoltà di Architettura "Valle Giulia" a Roma. Certo, non si tratta di una chiesa costruita nel ventennio, bensì verso la fine degli anni '40, ma si trattava pur sempre di una importante testimonianza architettonica.
Ebbene, ora quella chiesa non c'è più. E' stata demolita nel 2002 e sostituita da un'enorme scatola di cemento armato. Il progetto va avanti da anni, ma Monsignor "fashion victim", vescovo di Mazara dal 2007, non vede l'ora di inaugurare la nuova chiesa. Solo ieri, però, qualche vandalo ha asportato una specie di maschera di bronzo dal portale della nuova chiesa-scatola cementizia, realizzato di Ernesto Lamagna con sculture ispirate al Satiro danzante (sic!). Non è il primo sfregio al nuovo edificio, preso di mira da esecutori di atti vandalici. C'é chi li definisce "gesti inqualificabili", ma si potrebbe anche pensare ad una sorta di giustificata reazione dei panteschi all'imposizione di questo nuovo abominio architettonico nel centro della loro cittadina? Chissà! Mogavero ha affermato: "Che si tratti di una bravata o di un furto, resta un gesto che condanniamo con fermezza". Certo, ma, analogamente la nuova chiesa scatolone dovremmo definirla una bravata o un furto (alle tasche dei fedeli)? E non dovremmo quindi condannarla con altrettanta fermezza?

Anche perché forse in nome dell'accoglienza tanto rivendicata da Mogavero (che peraltro riteneva giusto l'intervento militare della Nato in Libia) la nuova chiesa ha un aspetto per certi versi simile a quello di una moschea. Ma c'è da dire che gli islamici in fatto di moschee non difettano certo di buon gusto, dunque stenterebbero a scambiare lo scatolone di cemento armato di Pantelleria per un loro luogo di culto. E' tuttavia un fatto degno di approfondimento che opposizione a Benedetto XVI, ostilità all'antica liturgia, vanità ed esaltazione del brutto vanno di pari passo. Sarà un caso?

Il Portale di Lamagna, in basso la maschera sparita

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Eccedo di fantasia o il 'Plastico della nuova chiesa' assomiglia in maniera inquietante ad una moschea con relativo minareto?

Stefano

Anonimo ha detto...

Manca solo l'invito dantesco sull'architrave e siamo a posto. Ma forse andrebbe messo prima di tutto sulle porte della curia.

Anonimo ha detto...

Caro Francesco, essendo io pantesco (e non pantese)devo dire che -unicuque suum- la colpa di quell'orrore di chiesa non è attribuibile a mons.Mogavero ma al predecessore (del predecessore) Emanuele Catarinicchia che vero e proprio terrorismo psicologico (che probabilmente aveva appreso negli anni '70 quand'era arciprete a Corleone) ha spinto l'allora parroco e consiglio pastorale ad accettare il progetto di demolizione della "vecchia" chiesa. Il ricatto fu questo: per aggiustare l'esistente ci vogliono miliardi (all'epoca di lire) che dovete sborsare voi parrochiani ma se invece si demolisce e si costruise exnovo paga tutto la CEI con il fondo per l'edilizia di culto.
Il progetto vincitore (probabilmente l'unico) è quello di una signora "architetta" da un trentennio indiscussa autorità del nello stile per i VIP che hanno preso dimora nell'isoletta.
Non dire che la nuova chiesa assomiglia ad una moschea, ne va della tua intelligenza: una moschea sarebbe stata decisamente più classica! Essa è in vece un omaggio all'architettura rurale pantesca: Il "DAMMUSO". Rimane il fatto che a Pantelleria c'è pure una architettura chiesastica rurale che sarebbe stato invece interessante tenere a mente e da cui lascirsi ispirare.

Francesco Colafemmina ha detto...

Carissimo,

anzitutto chiedo venia per il pantese invece di pantesco. Quanto alla responsabilità di Mogavero, non intendevo attribuirgli tutte le colpe. Infatti ho precisato che il progetto "va avanti da anni" e il Monsignore vorrebbe solo accelerarne il compimento. Certo, si sarebbe potuto fare di più per evitare non solo l'edificazione di un simile abominio, ma la vera e propria esaltazione dell'iconoclasmo che incarna. E anche per frenare certe commissioni di opere d'arte contemporanea. Nondimeno mi sembra paradossale criticare il Papa e poi impegnarsi con tutte le pompe per magnificare un simile scempio architettonico.

Quanto al dammuso, è noto che deriva dalla tipica architettura abitativa araba, influenzata dall'islam. La cupola infatti è espressione della verticalità intesa come unica forma di comunicazione della casa. La nuova chiesa potrebbe ricordare d'altra parte la moschea di Casablanca, per la tipica forma del campanile assai simile al minareto e per la cupola quadrata, nel caso di Pantelleria molto ridotta nelle dimensioni. Sono curioso però di capire come sarà allestita all'interno la nuova chiesa.

Sono d'accordo con te riguardo alle chiese rurali. Come al solito il territorio è guardato secondo mere prospettive ideologiche: si tralascia l'architettura sacra e si prende quella domestica, probabilmente perché impregnata di contiguità culturali che è interessante esaltare ideologicamente.

Anonimo ha detto...

Il tutto è avvenuto nella lentezza tipica della buocrazia. L'orribile modellino rimase esposto per anni ed anni all'interno nella Chiesa Matrice ma purtroppo il congenito fatalismo ingenuo dei meridionali ha fatto si che tutti guardandolo facessero un sorrisetto dicendo tra se: figurati! come si fa a buttare giù una chiesa!
Tanta pia ingenuità è stata riportata alla reltà del XXI secolo quando le ruspe hanno cominciato ad abbattere il campanile: tutti a protestare con in testa quelli del consiglio pastorale che anni prima avevano approvato... ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Pantelleria ha ben poche testimonianze della sua bimillenaria presenza cristiana (forse perchè di origine bizantina sono state fatte sparire scientemente in epoca di controriforma) Nel santorale dell'Abbazia di Grottaferrata si commemorano addirittura due santi monaci basiliani(forse addirittura vescovi?)di Pantelleria di cui però nella memoria locale non c'è traccia. I resti di quel che fu il monastero si trovano (abbandonati in proprietà privata) a poche centinaia di metri dal santuario della Madonna patrona dell'isola: guarda caso una icona bizantina (seppur con abbondanti ridipinture). Importante fu sotto la dominazione spagnola la presenza dei cappuccini che lasciarono un grande crocifisso e reliquie di santi grazie ad un frate locale morto in fama di santità ma anche la memoria del Padre Salvatore da Pantelleria è pressochè ignorata dai locali. Si ignorava persino che alcune sculture della chiesa abbattuta erano opera di Emilio Greco!

Una decorazione e sistemazione dello spazio interno del nuovo edificio liturgico dovrebbe innanzitutto "fare memoria" e recuperre il più possibile una lunga storia di fede e devozione e non invece lasciare i (sempre più pochi) fedeli in uno spazio anonimo a tu per tu con opere d'arte che tanto possono piacere a Mogavero ma "aliene" al vissuto del pantesco, che non può far a meno di rimpiange il (bruttarello)affresco anni '50 del presbiterio in cui l'occhio di Dio vegliava su un'isola flagellata dal mare in tempesta. Ma dai vescovi-fashion e dalle archi-star non c'è salvezza.

Andrea Carradori ha detto...

Amo troppo la Sicilia e ho molti amici siciliani che, a ragione, considero dei geni della cultura e anche dell'arte. Mi meraviglio tantissimo come mai non siano intervenuti per evitare che la splendida Isola di Pantelleria potesse esser deturpata dall'orrido scatolone di cemento.
Lo chiederò personalmente uno ad uno ai miei amici siciliani di quella terra, cioè, che considero un piccolo "paradiso terrestre". Buona domenica. Andrea Carradori

Anonimo ha detto...

Ma è la mia impressione o uno dei due "angeli" sul portone ha le orbite vuote e sembra piuttosto avvizzito?

Andrea ha detto...

Caro Andrea C., penso che la risposta alla sua perplessità stia nelle parole dell'anonimo amico pantesco:
"...figurati! come si fa a buttare giù una chiesa!" (pensiero sensato della popolazione) e

"Il progetto vincitore (probabilmente l'unico) è quello di una signora "architetta" da un trentennio indiscussa autorità del nello stile per i VIP che hanno preso dimora nell'isoletta".

In altri termini:
Prima arrivano i "continentali" facenti parte della crema, in cerca di luoghi incontaminati - Poi essi importano un'archistar, adatta al loro gusto post-post-moderno -
Infine i locali (la Curia, non i fedeli!) pensano "L'isola è piena di case ultramoderne e noi dobbiamo fare una chiesa "normale" o (orrore!) restaurare quella del '50? Vogliamo restare indietro? Mai sia!
Facciamoci illuminare dalla stessa interior designer che lavora per i VIP !"

Anonimo ha detto...

Per chi ne avesse voglia c'è un interessantissimo articolo di mons, Mogavero scritto su "La Bussola Quotidiana" da Massimo Introvigne....andate a leggerlo

Anonimo ha detto...

La bellezza delle Chiese di Sicilia, costruite fino ametà del secolo scorso e l'orrida e blasfema cementificazione delle chiese costruite dopo il CVII.

Caro Francesco, l'arte più di ogni altra cosa parla eloquentemente di quali danni siano stati fatti dal 1965 ad oggi.

Purtorppo in nome del CVII sono state anche deturpate meravigliose opere d'arte anteriori a quest'evento "storico".
Chi entra nella cattedrale di Palermo trova per altare un orribile cubo che la dice veramente in modo chiaro e semplice in quali menti e mani è finito il popolo cristiano della Sicilia. Atenmdo da te una sana analisi su quell'orribile mostro posato a forza nella bella Chiesa palermitana.
Per fortuna in contro tendeza, Sgarbi ci ha fatto dono un meraviglioso altare centrale nella cattedrale di Noto. E Sgarbi non è un cattolico praticante, nè un liturgista. Ma per lo meno porta in se la cultura del bello.

Ingegneria ha detto...

Caro Francesco, anche 'Il Giornale dell'arte' edito da Allemandi, si è accorto della situazione in cui versa il patrimonio ecclesiale in Italia. E' comparso infatti sull' ultimo numero di ottobre un bell' articolo sulle devastazioni compiute all' interno ed all' esterno delle Chiese con la scusa del restauro e dell' adeguamento (sic) liturgico! Beh voglio dire, anche Allemandi (noto per non essere propriamente vicino alla Chiesa)se ne è accorto.

Caterina63 ha detto...

VERGOGNA!!

mi consolano due aspetti della vicenda:

1) certi vescovi,finalmente escono allo scoperto.... almeno li conosci...

2) usciti allo scoperto, qualunque Vescovo remasse contro il Papa, perde il diritto di essere ascoltato ed obbedito dai fedeli....

infatti, riporta queste parole il documento Communionis Notio: l'unità dell'Episcopato con Pietro e sotto Pietro non sono radici indipendenti dell'unità della Chiesa...

Cari Vescovi che vi sentite al di sopra del Papa, ma perchè non ve ne andate a crearvi una chiesa tutta vostra?
quando la finirete di confondere il gregge, di ingannarlo e di parlare male del Papa?
Com'è che quando siete davanti al Papa vi chinate, gli baciate l'anello, vi fate le foto fra sorrisetti vari? TUTTA APPARENZA?
allora non siete meglio dei Farisei ai quali Cristo ripete più volte: IPOCRITI!!

Giuseppe ha detto...

Ancora un episodio allucinante, che ci fa turare il naso quando si opta
per l'8 per mille. Dove vanno a finire i nostri soldi... Sembra uno sport
tra i preferiti della cara CEI buttar giù chiese degnissime per erigere
gli amati scatoloni 'moderni'.

Vogelsang ha detto...

Ma questa chiesa non è una scatola, è una moschea! E questo potrebbe facilitare il passo verso l'islamizzazione, vero ?

Anonimo ha detto...

La Moschiesa,
con tutti i milioni di euro spesi, una Croce, simbolo della cristianità non è stata nè dipinta, nè posta all'esterno! e questo la dice lunga.
La nuova matrice è stata concepita per essere utilizzata come luogo
multireligioso simbolo di convivenza e fratellanza ?
Noi Cristiani accettiamo la convivenza e la fratellanza, ma fa rabbia tutto ciò, fa rabbia sapere di quest'uso dell'8 x mille "... se invece
si demolisce e si costruise exnovo paga tutto la CEI con il fondo per l'edilizia di culto.", a noi panteschi fa rabbia non avere più la chiesa
del nostro battesimo, della prima comunione, dove ci siamo sposati od anche presenziato alle esequie funebre, fa rabbia non avere neanche quel suono gioioso che per tanti anni ha accompagnando il Cristo risorto.
Per noi panteschi è un destino che si ripete, avere una matrice nuova!
prima le bombe e poi le ruspe, oggi, se ancora più brutta è solo colpa nostra! del nostro vabbè, del nostro NON lottare! il progetto se unico, non doveva essere vagliato o quantomeno, essere referendato da tutti, bambini e vecchi compresi.
E' andata così! e sta a noi rendere questo enorme "dammuso in c.a." meno brutto, magari coprendolo parzialmente con il cappero o dell'edera, in tutti quei buchi le radici si attaccano, o ci sono dei led ?
Per futura memoria, dobbiamo pretendere di far riporre l'affresco del maremoto, le sculture, le statue, ed anche se non suona, appoggiare la
campana maestra sul tetto con sopra la Croce che dominava il vecchio ingresso.
Credo che se uniti, l'elegante Mons. ci darà una mano.

Anonimo ha detto...

Ho letto con grande interesse quasi tutti gli interventi. Che posso dire io che ho visto a San Biagio Platani (piccolo paesino in provincia di Agrigento) abbattere un campanile del 1700 (con splendide tegole in ceramica)per fare spazio ad un nuovo campanile in cemento armato? Purtroppo allora ero piccolo e non avevo la sensibilità per oppormi. Ma anche altri (prete, professori, "intellettuali" non credo abbiano fatto molto). Altri danni ha fatto la sovrintendenza ai beni artistici con il restauro della chiesa Matrice. Il problema sono sempre i cittadini e la loro cultura. Se a San Biagio Platani i bambini delle medie nel 2012 vengono portati in gita di istruzione nei centri commerciali, quale formazione possiamo aspettarci? credo che la situazione sia pressochè drammatica. Bisognerebbe rieducare la classe docente ed i genitori, e poi forse i figli saranno più civili. Ma .. la situazione culturale in Sicilia è davvero drammatica.

Andrea ha detto...

È migliore in Sicilia che in altre regioni, caro Anonimo.

Conosco bene la Sicilia e l'Agrigentino, e conosco bene Roma e buona parte del Nord. Solo in Sicilia trovo l'amore spontaneo per la vita, nei suoi aspetti concreti e "normali", che comporta anche l'attenzione all'altro semplicemente perché è persona.

L'ondata della catastrofe clerical-progressistica arriva adesso, ma molti intendono "continuare a vivere", nel senso che dicevo.

Cordiali saluti