sabato 15 ottobre 2011

UNA CHIESA A SETTIMANA N.3

San Paolo alla Rotonda - Reggio Calabria
Santuario di San Paolo alla Rotonda - Reggio Calabria

Progettista: sconosciuto
Anno di dedicazione: 1931
Anno di erezione a santuario diocesano: 2001

La chiesa di San Paolo alla Rotonda merita una menzione nella nostra rubrica settimanale perché costituisce un mirabile esempio di continuità artistica nel corso degli anni. Progettata in stile neoromanico, dopo la sua edificazione e consacrazione, nel 1931, si avviò sul finire degli anni '50 la realizzazione della decorazione interna, grazie all'interessamento del parroco, Mons. Salvatore Gangemi. Ammiccando ai mirabili esempi d'arte musiva siciliana, e alle tracce di arte bizantina nella stessa terra calabrese, si decise di dar vita ad un complesso ciclo di mosaici ultimato solo nel 1995. I mosaici coprono praticamente tutti gli interni della chiesa, estendendosi per più di 500 metri quadri. Sono opera della Scuola Beato Angelico di Milano e dell'arte di Nunzio Bava, considerato il più famoso pittore verista del XX secolo, di Mauro Strati e di altri artisti. All'interno del Santuario sono inoltre presenti 70 statue in bronzo di pregevole fattura. Notevoli gli angeli che adornano il tabernacolo, opera del celebrato scultore calabrese Pasquale Panetta. Sempre del Panetta è la balaustra bronzea. Di Tommaso Gismondi, scultore caro a Giovanni Paolo II, è il portale centrale in bronzo. 
Quando ho sentito per telefono il parroco di San Paolo alla Rotonda, Monsignor Giacomo D'Anna, mi ha detto candidamente: "ma la nostra non è una chiesa antica...", quasi a volersi smarcare dall'attribuzione di meriti all'arte e all'architettura del Santuario. In realtà la sua è una chiesa che, potremmo dire, trasuda fede e preghiera, ed è infatti grazie al suo impegno che è stata eretta a Santuario Diocesano il 21 maggio del 2001 da Mons. Vittorio Mondello. Rimarchevole l'esperienza artistica vissuta in questa chiesa: non si chiamano artisti da ogni dove, col puro intento di mortificare l'arte in nome della mondanità (vedi l'esempio di padre Dall'Asta reale committente degli scempi artistici della cattedrale dell'altra Reggio, quella dell'Emilia). In questo caso la Chiesa diventa committente oculata di un'arte che vive nel territorio, e fa appello ai grandi artisti locali, artisti devoti e fieri della loro "località", per sviluppare opere in grado di  trasmettere sacralità e devozione. Non sono ancora riuscito a recuperare il nome dell'architetto che ha progettato questa splendida chiesa del sud, posta ai limiti del centro storico di Reggio Calabria, e questo è forse un segno evidentissimo di come la bellezza di una chiesa non discenda dalla fama dell'archistar che l'ha progettata, né tantomeno da quella di grandi artisti contemporanei lodati dal mondo, ma dall'umile lavoro di tanti fedeli nella vigna del Signore.

Vista dall'alto
Navata centrale
Interno: ingresso
Altare con Tabernacolo
Portale centrale con mosaici di Nunzio Bava
Mosaico esterno della Facciata Nord, opera di Mario Strati
Altre informazioni sul sito del Santuario.

5 commenti:

Andrea ha detto...

Le forme architettoniche sono simili a quelle della Cattedrale del Sacro Cuore di Tripoli (Libia), di pochi anni precedente.
A Tripoli le dimensioni sono maggiori, ma vi è forse un minore equilibrio dell'organismo architettonico.
Oggi (dal 1970) la chiesa tripolina è trasformata in moschea.

Vedo su Wikipedia che i due portoni laterali della facciata, opera dello scultore beneventano N.Bibbò, sono la "Porta del Bene" e la "Porta del Male". Questo ci porta a un'equilibrata considerazione delle due grandi strade, o possibilità, dell'esistenza umana: aut-aut.
Oggi, invece, si è abituati al buonismo ereticale, secondo il quale ogni cosa e ogni scelta "deve" comunque finire positivamente.

Anonimo ha detto...

a proposito di bellezze e bruttezza. oggi il papa ha fatto il suo ingresso in S. pietro sull'oribile pedana costruita ad hoc per la malattia di papa Wojtila. Comprendevo , all'epoca le scelte del Piero Marini ma resto allibito di come il Guido marini sia caduto così in basso da riprendere quel "catafalco" farlo rigirare per le navate di S. pietro.
A questo punto si studi una soluzione più bella , non necessariamente la gestatoria, ma una pedana che svolga sia l'utile ( per il papa) che meravigli per la bellezza delle linee .E'troppo da chiedere Francesco?

Anonimo ha detto...

Una chiesa a settimana... ce ne sarà una decente dopo il 1967?

Gabriella Rouf ha detto...

Caro Francesco,
mi hai bruciato sul tempo ! Anche sollecitata dalla tua iniziativa, volevo segnalarti e scrivere qualcosa sulla bella chiesa di Reggio Calabria.
Qualche anno fa, recandomi a visitare il contiguo
Piccolo Museo di San Paolo, che ha fra l’altro una preziosa collezione di icone, rimasi sorpresa e commossa dalla chiesa dominante la città, e soprattutto dall’interno completamente a mosaico. Mosaici bellissimi, nè imitativi dell’antico, nè congelati nel design alla centro Aletti. Mi parvero un segno di fede, coraggio e tenacia : una specie di sacra selva, vivida e rigogliosa, che in quel caso (si preparava un matrimonio), si animava nei mazzi di fiori freschi, e dai fiori e su per le colonne saliva ad un cielo trapunto di stelle.
Parlando della raccolta di opere d’arte da lui realizzata in tanti anni, Mons. Francesco Gangemi, ebbe a scrivere : «Il Piccolo Museo San Paolo è un atto di fede, una certezza nell’assoluto valore della bellezza che trova nel Creatore la sintesi di ogni esigenza umana.» Questa testimonianza può essere riferita al Santuario nel suo complesso e dimostra che anche nella nostra epoca l’architettura può avere la forma dell’accoglienza e il dono della bellezza. Quando ho visitato San Paolo alla Rotonda non ero al corrente delle discussioni intorno all’architettura religiosa e davo purtroppo per scontato che in epoca moderna le chiese fossero per lo più brutte, inospitali e funestate da arti plastiche imbarazzanti. Di esse mi sono via via dimenticata, ma San Paolo alla Rotonda resta nella memoria come tante gloriose e viventi antiche chiese, mentre le odierne costose bizzarrie nascono morte.

Andrea ha detto...

Per l'amico delle 10:33 pm di ieri: nella bella chiesa di cui parliamo i lavori sono proseguiti, come detto nell'articolo, fino al 1995.

È vero che la struttura architettonica è ben precedente al 1967. In effetti, il modo di costruire (anche nel campo civile) caratterizza immediatamente un'epoca, anche per la scelta dei materiali.
Basta vedere, ad esempio, la miseria delle strutture delle innumerevoli "palazzine immerse nel verde" costruite per la borghesia del dopoguerra (anni '60/'70).