giovedì 27 ottobre 2011

UNA CHIESA A SETTIMANA N.4

Pescara - Cattedrale di San Cetteo
Cattedrale di San Cetteo - Pescara

Data di dedicazione: 1939
Progettista: Arch. Cesare Bazzani
Attribuzione del titolo di Cattedrale: 1977

Dopo il primo turno di chiese italiane del '900 realizzate in continuità con l'architettura sacra tradizionale, ripartiamo dal centro Italia. Opera del celebre architetto Cesare Bazzani (sua la Galleria d'Arte Moderna di Roma e la facciata di Santa Maria degli Angeli ad Assisi), la cattedrale di Pescara sorge sui resti della chiesa di San Cetteo demolita negli anni '20. Principale sponsor dell'edificazione della nuova chiesa fu Gabriele D'Annunzio che per l'appunto ne finanziò cospicuamente la realizzazione. L'edificio in stile neoromanico rielabora stili e temi propri dell'architettura chiesastica locale (un esempio su tutti la Basilica di Santa Maria di Collemaggio a l'Aquila). Gli interni della chiesa sono impreziositi da splendide vetrate artistiche. Il Presbiterio è stato adeguato nel 2007 secondo l'esecranda "nota" della CEI del 1996.
Aggiungo una mia postilla a proposito di questa chiesa: quando si parla di neoromanico è forse fuori luogo scomodare una vera e propria setta anglicana statunitense come hanno recentemente fatto Timothy Verdon e l'Arcidiocesi di Firenze. Ci sono decine di esempi mirabili di architettura neoromanica capaci di unire al nitore della composizione una appropriata decorazione degli interni e il ricorso ad un'arte autenticamente cattolica... E invece in nome di un fallace ecumenicismo, degenerazione dell'ecumenismo, si scomodano imbarazzanti comunità settarie protestanti che già hanno avuto i loro guai giudiziari, al solo scopo di esaltarne la loro chiesa neoromanica pacchiana e kitsch. Vi sono numerosissimi architetti statunitensi cattolici che hanno realizzato negli ultimi anni chiese tradizionali ispirate al neoromanico. Chiese cattoliche e non luoghi di riunione di sette fondate da due donne carismatiche sul finire degli anni '50. 
Come al solito la Chiesa Cattolica e specialmente quella italiana, fa finta di non vedere i preziosi tesori che ha sotto gli occhi e se da un lato stimola un avanzamento spregiudicato verso il modernismo architettonico, dall'altro esalta modelli tradizionali solo se provengono da ambienti non cattolici. E questo è un ulteriore segno di ingrato disprezzo per tutti coloro (architetti e artisti) che fanno tanto per ricucire le amare cesure introdotte dai fautori del fantomatico "Spirito del Concilio". 

Vista dall'alto
Statue della Facciata
Vetrate artistiche
Organo e Rosone 
Navata centrale vista dal Presbiterio
Navata destra
Foto d'epoca della Cattedrale
Altre foto su foto.inabruzzo.it

7 commenti:

Andrea ha detto...

Da Wikipedia: "Anche se la chiesa ha origini moderne, imita chiaramente la tradizione abruzzese (soprattutto romanica), seguendo lo stile dell'antica chiesa di Santa Gerusalemme ivi situata intorno al XI secolo: è tipica di questa e delle regioni limitrofe la facciata di forma rigorosamente rettangolare e decorata a rosoni, una scelta condivisa da D'Annunzio e dall'architetto".

Una curiosità, se può interessare a qualcuno: il Palazzo delle Poste di Rieti, progettato dallo stesso architetto, è, a mio giudizio, un altro capolavoro.

Anonimo ha detto...

vorrei vedere la zona del presbiterio dopo gli interventi secondo "lo spirito del CVII"

Francesco Colafemmina ha detto...

C'è il link...

Mau ha detto...

Bella! Peccato per il successivo adeguamento protestante del presbiterio. Quella nota pastorale porcellum quanti danni ha fatto!

Andrea ha detto...

Non la "Nota" in sé, caro Mau (quante raccolte di buone o cattive intenzioni, quante disposizioni anche fondamentali, restano lettera morta o vengono interpretate in modi contrastanti?), bensì la mentalità infaustamente detta "conciliare": "Quand'è che nasce la Nuova Chiesa, liberata dai "trionfalismi"? Quand'è che iniziamo a parlare di Cristo come "uno di noi"? Quando ci affranchiamo dal "Meraviglioso", dedicandoci all' "Ordinario" ("feriale") ?".

Mau ha detto...

Sig. Andrea, concordo con quanto lei ha scritto. L'ideologia conciliare rimane sempre come fondamento di tutto. La Cei, poi, sembra piuttosto intrisa di questa ideologia nel suo cammino pastorale. Comunque, Andrea, i risultati di questo tipo di amministrazione si vedono e obiettivamente non sono molto edificanti. Sentendo in tv i risultati delle congreghe dei vescovi italiani, sembra che l'interesse ecclesiale del nostro Paese sia più politico-economico che religioso-spirituale. Quindi dubito che la situazione migliorerà in breve tempo. Prima o dopo qualcuno si renderà conto che un sacco sempre più vuoto non sta in piedi. Svuota, svuota, svuota l'identità cattolica, voglio vedere come starà in piedi.

Andrea ha detto...

Il punto, caro Mau, è quello che lei tocca: Identità Cattolica (non per "rispetto a noi stessi"- questo è l'errore dei tradizionalisti-, ma perché Cristo è lo Stesso heri-hodie-semper) o Trasformismo?

In chiave storica, io faccio continuamente riferimento a Cavour (1861-2011 !): assalto al Regno di Napoli perché "compreso fra l'acqua salata e l'acqua santa", cioè fra Roma e il mare, cioè catto-mediterraneo. Anti-Italia contro Vera Italia.
È inevitabile, poi, il riferimento alla catastrofe del 1943-'45: catastrofe, o "fantastica opportunità", perché fece sbarcare in Sicilia e risalire fino a Roma i "nuovi garibaldini", cioè gli Americani?
Le conseguenze parlano da sole.

Cordialità