martedì 1 novembre 2011

IMMAGINI DEL NUOVO EVANGELIARIO AMBROSIANO

Opera di Nicola De Maria 
Un ringraziamento da parte di Fides et Forma all'impegno iconoclasta e dissacratore del gesuita Andrea Dall'Asta, direttore della Galleria San Fedele a Milano e della Raccolta Lercaro a Bologna, promotore dell'adeguamento liturgico della cattedrale di Reggio Emilia, ideologo di adeguamenti liturgici e incursioni del deforme nel sacro.  Qui un mio vecchio articolo sull'iniziativa ambrosiana. (F.C.)

Opera di Nicola De Maria - Titolo ignoto
Opera di Nicola Samorì - Natività della B.V. Maria
Nicola Samorì: Venerdì di Passione...
Ettore Spalletti: Esaltazione della Croce (sic!)
Opera di Ettore Spalletti - Suggerisco un titolo: "Lo Squalo"
Opera di Mimmo Paladino - Titolo ipotetico: "Abbronzatissimo?"
Opera di Nicola Villa: Dedicazione della Basilica Lateranense (sic!)

Immagini tratte dal sito dell'Evangeliario Ambrosiano

22 commenti:

Mau ha detto...

Dice il proverbio che è meglio soli piuttosto che mal accompagnati. Meglio un evangeliario con il solo testo piuttosto che accompagnato da questi scarabocchi. E tutto con la benedizione di Tettamanzi? Quanto costerebbe l'avangeliario mixato con queste immagini?

Anonimo ha detto...

Padre Giulio Maria Scozzaro:

"La corruzione nella Chiesa" (pdf)

http://www.gesuemaria.it/files/libro%206-ottobre-2011.pdf

m

Anonimo ha detto...

Oggi "Avvenire" il giornale della CEI su Agorà a tutta pagine presenta questi orribili scarabocchi con il titolo "La Buona Novella giorno dopo giorno" con un commento del nuovo arcivescovo di Milano il card. Scola che mi lascia iritato per il semplic e motivo che secondo me il card. Scola doveva rifiutarsi di commentare una tale opera d'arte. Il cardinale parla di bellzza , si rifà al Concilio di Nicea. Egli conclude: " Le tavole che, con sensibilità contemporanea, illustrano l'Evangelario, ci ricorderanno celebrazione dopo celebrazione, che la Chiesa svela la sua identità nella missione. Per questo l'Evangelario ambrosiano voluto dal card. Tettamanzi, è un dono fatto a tutta la Chiesa". Sinceraente, caro Eminenza, penso che sia un dono di cattivo gusto: che io rifuto. Al popolo santo di Dio si regalano cose belle, non mostri o intere pagine colorate. La prossima volta..chiamte un bambino ad illustrare un evangeliario forse usciranno opere più degne per cantare le meraviglie e le misericordie del Signore.
Buona fortuna Eminenza, ma l'inizio lo vedo già pieno di ombre più che di luci. Per dirla nel mio dialetto:"U misuru sutta"
Hybleus

Anonimo ha detto...

Preferivate, il solito presepe in stile naif?

Francesco Colafemmina ha detto...

Veramente il presepe naif l'ha dipinto Paladino...

Anonimo ha detto...

Credo sia un'"arte" (stessa cosa per le "architetture" delle nuove chiese...)confacente alla "nuova teologia":

"...nella “vita buona” della Chiesa il primato è dell’ubbidienza..."
Antonio Livi

"....Questa pretesa “nuova teologia” altro non è, in sostanza, che una riproposizione, da parte dei teologi cattolici, di quelle teorie sulla fede, sulla Trinità e sulla figura di Cristo che erano state elaborate nell’Ottocento dal luterano Hegel e poi nel Novecento dal cattolico Heidegger....
Chiunque può liberamente esporre le sue teorie su Dio e sulla religione, ma se uno non assume i dogmi come verità rivelata, non si deve presentare come un teologo ma come un filosofo....
....esempi di “falsa teologia”, e faccio anche dei nomi, come Teilhard de Chardin, Karl Rahner, Hans Küng e Klaus Hemmerle; alla fine, tra gli italiani, cito un discepolo di Hemmerle, Piero Coda, che si rifà alla filosofia religiosa di Hegel per re-interpretare la dottrina cattolica sulla Trinità e sull’Incarnazione con le categorie concettuali della dialettica idealistica. Il metodo di reinterpretazione del dogma insegnato da Coda è stato ripreso da molti suoi scolari, tra i quali Vito Mancuso, docente di Teologia moderna e contemporanea all’Università San Raffaele di Milano....
...è il sogno di un cristianesimo senza dogmi e di una teologia «liberante, non opprimente», le cui categorie non sono più il divieto, il peccato e la pena, ma la libertà, la responsabilità e la felicità. Così ai fedeli non verrebbe più inculcato il terrore dell’inferno: la teologia diventerebbe una serie di “consigli per gli acquisti” utili a vivere «la vita buona».....
Insomma, la pseudo-teologia di Mancuso piace ai miscredenti perché porta acqua al mulino della polemica contro la Chiesa e ripropone (proprio come aveva fatto in precedenza Hans Küng con la sua Welthetik) il progetto massonico di una religione universale “laica” senza gerarchia e senza dogmi, quella religione che alla fine del Settecento era stata teorizzata dal massone Gotthold Ephraim Lessing con Nathan der Weise. Ein Dramatisches Gedicht (1779).... "

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-mancuso-il-falso-teologo-3498.htm

m

iansolo ha detto...

viva Duchamp!

Andrea ha detto...

Commentando l'amico m (6:28 pm): la "religione universale laica", certamente connessa alle immagini cerebral/narcisistiche che Francesco ci mostra, fu immaginata come approdo "non confessionale", cioè "buono per tutti", del Cristianesimo.
Lo schema è lo stesso delle perturbazioni politiche contemporanee: prima si va all'assalto dell'esistente con atteggiamento moralistico (così fecero i Protestanti), poi si propone una "tregua", cioè la "Pace" basata non su Dio (Opus Iustitiae Pax), ma sulla non-aggressione fra uomini, visti come irrimediabilmente ostili l'uno all'altro (legge della giungla).

Il grande, inimitabile Valore che una tale cortina fumogena vuole occultare è il Dogma: che non significa affatto rigidità mentale, bensì aggancio minimale e decisivo alla Realtà.
Quando la Chiesa parla di Peccato Originale, di Creazione, di Incarnazione, di Novissimi ecc., presenta i punti di connessione essenziali fra pensiero e Realtà oggettiva. Non è "il Cristianesimo" come ambito religioso che si autodefinisce: è Dio che ci libera dagli idoli e ci consente un'utilizzazione "sensata" della nostra vita.

Mi permetto di ripetere: non "il Cristianesimo È una religione", bensì "il Cristiano (Cattolico) HA una religione".

Perciò le immagini, caro Anonimo delle 4:23 pm, devono essere "naif": devono rispecchiare un amore stupito e devoto per la Realtà (nell'ordine della Creazione e in quello della Redenzione), e non la vana contemplazione del proprio ombelico.

Anonimo ha detto...

Che schifo (commento misero adatto a queste "opere d'arte")

DANTE PASTORELLI ha detto...

I miei nipotini scarabocchiano meglio e senza pretese.
Le parole di Scola son allucinanti.
Ma ha visto quel che commentava? O è l'aria inquinata di Milano che dà alla testa?

Andrea ha detto...

Purtroppo l'ha visto, caro Dante (vedasi il sito "Chiesa di Milano": un titolo che è già un programma - sbagliato).

Non conosco direttamente la mentalità del nuovo Arcivescovo - conosco una mentalità molto diffusa nel Clero, che è "Lasciamo le diatribe estetiche ai laici - a noi spetta la teologia e la pastorale". Catastroficamente sbagliata, quando le "diatribe estetiche" non riguardano la preferenza per l'uno o l'altro maestro, ma l'indole dell'espressione iconografica in sé: "Fides et Forma" da una parte, "Eresia dell'Informe" dall'altra.

Fabiola ha detto...

Povero cardinal Scola!!!
Che avrebbe potuto fare? Rifiutarsi di presentare l'opera? O dichiarare davanti al predecessore trattarsi di una schifezza? Vabbè il martirio, ma qualcuno ha idea della mole di pregiudizi devastanti dai quali è accompagnato, nella mia Diocesi?
Così si e limitato a dire cose assai interessanti sull'arte, anche contemporanea, dando l'impressione di non aver visto affatto le opere che commentava. Tant'è vero che, per esemplificare, ha citato Cezanne, non certo uno degli autori delle opere in questione.

Anonimo ha detto...

Cosa ne dite di questa interpretazione? http://www.cattoliciromani.com/forum/showpost.php?p=1095676&postcount=631
La trovo suggesstiva! Marx al posto di Gesù! Questa è l'arte oggi. Questi artisti saranno cattolici? Avranno la fede? Siamo messi molto male..

Anonimo ha detto...

Dear Lord,

when will you restore us and remove this filth from our beloved Church?

How much longer, Lord, must we wait?

Amen

Francesco Colafemmina ha detto...

Dico che è molto fantasiosa... Più che a Marx, Gesù somiglia al Che...

Anonimo ha detto...

This is ART? To make the Blessed Mother look as if she is vomiting?

How do you say? Fai scifo!!

Give us our Church back Lord, remove these demons.

Francesco Colafemmina ha detto...

Who knows! Anyway our Lord must be very patient and merciful if He's tolerating all this stuff... And you don't know what Cardinal Scola realized in Venice... I will show to my readers next week some images of the ugliest chapel in Venice, promoted by Cardinal Scola when he was Patriarch of Venice...

Anonimo ha detto...

Caro Francesco Colafemmina,
ho trovato queste considerazioni http://www.cattoliciromani.com/forum/showpost.php?p=1095787&postcount=634 e queste http://www.cattoliciromani.com/forum/showpost.php?p=1095831&postcount=637
Ti sembrano convisibili?
Un caro saluto :)

zazà ha detto...

Per la prima opera propongo il titolo: "Se non sarete come bambini..."

minstrel ha detto...

Domanda dopo aver letto questo:
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1337012

Ma tutta l'arte sacra deve essere per forza creata per venerazione?
Grazie.

Francesco Colafemmina ha detto...

Sì. Non lo dico io, ma Sacrosantum Concilium 122:

"Fra le più nobili attività dell'ingegno umano sono annoverate, a pieno diritto, le belle arti, soprattutto l'arte religiosa e il suo vertice, l'arte sacra. Esse, per loro natura, hanno relazione con l'infinita bellezza divina che deve essere in qualche modo espressa dalle opere dell'uomo, e sono tanto più orientate a Dio e all'incremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine è stato loro assegnato se non quello di contribuire il più efficacemente possibile, con le loro opere, a indirizzare religiosamente le menti degli uomini a Dio."

Francesco Colafemmina ha detto...

"Indirizzare religiosamente le menti degli uomini a Dio"

Questo è il fine dell'arte sacra.

Aggiungo le parole più chiare del Catechismo della Chiesa Cattolica:

"2502 L’arte sacra è vera e bella quando, nella sua forma, corrisponde alla vocazione che le è propria: evocare e glorificare, nella fede e nella adorazione, il mistero trascendente di Dio, bellezza eccelsa di verità e di amore, apparsa in Cristo « irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza » (Eb 1,3), nel quale « abita corporalmente tutta la pienezza della divinità » (Col 2,9), bellezza spirituale riflessa nella santissima Vergine Maria, negli angeli e nei santi. L’autentica arte sacra conduce l’uomo all’adorazione, alla preghiera e all’amore di Dio Creatore e Salvatore, Santo e Santificatore.

2503 Per questo i Vescovi, personalmente o per mezzo di delegati, devono prendersi cura di promuovere l’arte sacra, antica e moderna, in tutte le sue forme, e di tenere lontano, con il medesimo zelo, dalla liturgia e dagli edifici del culto, tutto ciò che non è conforme alla verità della fede e all’autentica bellezza dell’arte sacra."


Più chiaro di così si muore!!!!