giovedì 10 novembre 2011

MA QUALE DEMONE! GIOTTO SI E' SOLO DIVERTITO...

Il fantomatico demone giottesco...
di Francesco Colafemmina

Fioccano le interpretazioni più disparate del volto appena scoperto nell'affresco della morte di San Francesco ad Assisi. Chissà per quale ragione, ma il volto ai margini della nube al centro dell'affresco è stato ricondotto ad un'iconografia diabolica... Strano, visto che Giotto quando ha rappresentato un demone gli ha dato un aspetto per nulla umano alle spalle di Giuda, nella Cappella degli Scrovegni.

Il Tradimento di Giuda - Cappella degli Scrovegni - Il demone non ha volto umano...
Così ho pensato che quello di Giotto fosse un semplice divertissement pittorico, una mera espressione illusionistica. Disegnando le nuvole, negli sbuffi bianchi deve aver intravisto il profilo di un vecchio e così  lo ha voluto rimarcare disegnandogli la linea degli occhi e delle labbra. Che di un vecchio si tratti lo si comprende confrontando, come ho fatto nella foto qui sotto, l'immagine dell'allegoria della Prudenza, sempre nel ciclo assisiate, con quella del demone. Il mento sporgente e il naso adunco sono espressioni non certo del demoniaco, bensì della vecchiaia.

Il volto nella nube è quello di un vecchio: basta confrontare i profili della "vecchia" Prudenza e del vecchio nella nube
Giotto: Allegoria della prudenza - Ciclo francescano ad Assisi - Chiesa inferiore
Quanto poi alla capacità di Giotto d'inserire illusionistiche immagini fra le nubi, un altro esempio lo possiamo trovare nell'estasi di San Francesco, dove, in basso, fra le nubi scorgiamo un profilo che ricalca quello dei confratelli del Santo con lo sguardo volto all'insù. Non mi risulta che nessuno abbia mai scorto questo volto nell'affresco, ma mi auguro che quando giungeranno conferme a questa indicazione, qualcuno non voglia identificarlo con quello di un altro presunto e nebuloso demone!

Un'altro effetto illusionistico giottesco: tra le nubi dell'estasi di S. Francesco appare un volto con lo sguardo rivolto all'insù.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse non guardiamo più il cielo e le nuvole. Altrimenti sapremmo o ricorderemmo (dipende dall'età di ciascuno) che le nuvole continuamente disegnano il cielo in cielo: basta avere quel colpo d'occhio per immaginare... la disabitudine al cielo e l'abitudine alla terra.

Anonimo ha detto...

Caro Colafemmina,

Sei un ganzo.

Francesco Colafemmina ha detto...

In che senso, scusa?

Anonimo ha detto...

non appare l'immagine iniziale

Francesco Colafemmina ha detto...

Strano, io riesco a vederla anche su un pc diverso dal mio. Credo sia un suo problema di visualizzazione. Provi a fare il refresh della pagina.

Anonimo ha detto...

Come può essere che ci si sia accorti appena ora di questa figura, che poi tanto celata non è?

Stefano - detto il 100°

Anonimo ha detto...

Invece di stare a guardare le nuvole... vedessero di preoccuparsi, occuparsi e combattere i tanti demoni ben visibile sulla terra.

Anonimo ha detto...

Caro Francesco, credo che l'anonimo delle 11.30 ti abbia voluto fare un complimento. Per quanto ne so, tale modo si usa in Toscana. I ragazzi dicono 'quanto sei ganzo', l'equivalente a 'quanto sei forte'.

Francesco Colafemmina ha detto...

;-)

Anonimo ha detto...

Condivido Francesco, condivido e credo tu sia anche fin troppo benevolo.
Provo a immaginarmi Giotto che si sbellica dalle risate di fronte a queste odierne trattazioni (scoperte?) di studiosi di fama (pare).

Succede a coloro che si astraggono e idealizzano il fare dell'arte ... probabilmente Giotto dipingeva preso dall'afflato artistico, ma viveva anch'egli nella sua quotidianità e che, tra una pennellata e l'altra chiacchierando con gli aiutanti, ci scappasse anche la voglia di stendere uno "scherzetto" credo ci possa stare.
Saluti
Antonio C.

Andrea ha detto...

Giotto, contemporaneo di Dante, viveva in un'epoca ancora non stravolta dal culto del "Genio", che renderebbe presente in questo basso mondo l' "ARTE" iperurania.

Per questo le sue opere hanno una freschezza impareggiabile.

Caterina63 ha detto...

^__^ aaaaaahahahah! COMPLIMENTI Francesco!!!
il tuo titolo è la stessa frase che ci siamo detti noi nel mentre vedavamo il servizio alla TV ^__^

La Chiara Frugoni sarà pure esperta del Medioevo MA NON IN CHIAVE CATTOLICA... qui ne ho parlato:
http://www.papalepapale.com/develop/ma-poi-s-francescoera-davvero-il-cicciobello-che-diconoparte-2/#comment-439

^__^

DANTE PASTORELLI ha detto...

"Ganzo" in senso di "in gamba" si può però usar anche ironicamente o beffardamente.

sergio ha detto...

Sono pienamente d'accordo con questa analisi.

Il demone è l'idea più "misteriosa" che da origine a mille interpretazioni,per questo la mente della maggior parte delle persone ha ricondotto a questa affascinante se pur (a mio giudizio) errata interpretazione,anche a me è parso più il volto di un anziano signore piuttosto che di un demone.

Non è detto tra l'altro che la figura sia stata volontariamente inserita,magari siamo solo noi a dare connotati umani a quella parte di nuvole.

Nessuno ha mai notato in molti anni questo volto,sarà che magari in questa società d'oggi,fortemente antropocentrista si tenda a vedere maggiormente rispetto ad epoche fattezze umane ovunque persino nelle nuvole.
Mi vien da pensare per citare un esempio alle facce su marte o al volto sulla nube di detriti delle Torri Gemelle.

Pellegrino ha detto...

..intanto Mammona distribuisce onorificenze ai bravi 'dialoganti'...

Pellegrino ha detto...

quanto all'articolo, non sono tanto convinto della tesi sostenuta. ..e se fosse la rappresentazione delle "Potenze dell'Aria"???

Francesco Colafemmina ha detto...

Ne dubito, Pellegrino. Sebbene ci possa anche essere un contatto con le teorie di Pietro d'Abano... Ma in questo caso il contatto sarebbe fra forme casuali della natura e fisiognomica... Il pittore che dipinge le nubi intravvede in esse il profilo di un "carattere" aristotelico e con un tratto di pennello trasforma in un volto i cirri della nuvola...