martedì 22 novembre 2011

SECONDA LETTERA APERTA A MONS. CAPRIOLI


Eccellenza Reverendissima, 

Mesi fa le rivolsi dalle pagine del mio sito un umile appello a rivedere le sue decisioni in merito all’adeguamento liturgico della Cattedrale di Reggio. Effettivamente un simile appello rivoltole da un giovane quanto presumibilmente sprovveduto cattolico dev’esserle apparso un superfluo e piuttosto fazioso esercizio di arte retorica. Quindi preferì non rispondermi. Oggi che le (sedicenti) opere d’arte sacra sono installate in Cattedrale, mi consenta di rivolgerle qualche domanda alla quale spero – visto che non mi è dato esigerlo ma quantomeno desiderarlo – lei vorrà rispondere con almeno un pizzico di carità cristiana. 
Anzitutto, cosa crede di aver ottenuto con la collocazione di talmente orripilanti (mio modesto parere) opere d’arte contemporanea in cattedrale che non hanno alcun palese né tantomeno occulto rimando religioso o liturgico? Ritiene di aver dimostrato “apertura” attraverso l’acquisto di tali opere, o di aver conseguito un vasto apprezzamento per la sua “audacia”? Ritiene d’aver illustrato la cattedrale con delle opere di grande valore? Ma in che modo lei pensa d’aver incrementato la fede e la devozione dei fedeli reggiani? In che modo pensa di aver posto le premesse per un incremento delle loro preghiere? Penso, e mi lasci pensarlo, che l’opera primaria di un Vescovo dovrebbe consistere nell’aiutare i fedeli a crescere nella fede e aiutarli, nella preghiera, all’adorazione del Signore, non certo a “crescere” nell’apprezzamento dell’arte contemporanea e nell’esaltazione di qualche noto artista d’avanguardia. 

Vede, Eccellenza, ciò che grazie alla sua volontà è stato perpetrato a Reggio è in fondo un atto di lesa maestà. Sì, di lesa maestà divina. Perché se le opere d’arte sacra preesistenti in cattedrale erano volte ad aiutare i fedeli a contemplare attraverso l’arte il Divin Creatore, le nuove opere di (sedicente) arte sacra esaltano esclusivamente l’umano, afferiscono alla mera sfera dell’ànthropos, e si esauriscono nell’umano. Sono opere materialistiche nelle quali è perverso riconoscere alcun anelito spirituale per non parlare delle loro fallimentari aspirazioni estetiche. Queste opere sono peraltro costate dei denari. Quanti, se è lecito saperlo? Quanto la Diocesi, ossia i fedeli reggiani, ma anche noi semplici contribuenti italiani che riconosciamo alla CEI l’8 per mille (poi impiegato per contribuire al finanziamento degli adeguamenti liturgici), quanto noi tutti abbiamo contribuito – al di là delle nostre volontà individuali – a realizzare lo scempio della Cattedrale? 

Eccellenza, dubito che lei riesca a comprendere il senso dell’abominio che ha permesso di compiere in cattedrale e ne dubito visto che non solo lei ha pensato bene di commissionare delle opere abominevoli per abbruttire la casa del Signore, ma ha persino commesso l’errore imperdonabile di condire lo svelamento di tali opere con danze ai limiti della reverie paganeggiante. Lei, proprio lei, dovrebbe difendere la sacralità della sua cattedrale e invece ne aiuta lo svilimento a palcoscenico teatrale di un posticcio rito druidico... Ci ripenso e non posso che fermamente credere all’inutilità di un mio ulteriore messaggio... Sono infatti certo che non solo non otterrò risposta, ma magari qualche accigliato rimprovero. Dio solo sa però quanto io ami la Chiesa e quanto il cuore mi sanguini allorché vedo dei Pastori intenti a deturpare l’eredità preziosa e devota dell’arte e dell’architettura sacra che abbiamo ricevuto dai nostri padri. Ma non si preoccupi: non la intenerirò con scongiuri e preghiere conclusive. Semplicemente le chiedo con ingenua e disincantata spontaneità, di ammettere i suoi errori, di confessare che quanto intrapreso, su indicazione di Monsignor Santi e di Padre Dall’Asta, si sta trasformando in un boomerang che però colpisce lei e non i valenti consulenti liturgici fautori di cotanto orrore. 
Coreografie in cattedrale...
Le chiedo di ammettere l’inutilità e la dannosità della farsesca danza in cattedrale, dell’insulsa spettacolarizzazione di un fatto umano, troppo umano, come l’introduzione in uno spazio sacro di opere che nulla hanno di sacro... Se poi non vorrà farlo, non mi risponda pure. Continui a vivere nella sua realtà, sordo alle reali necessità dei fedeli che oggi non inseguono un’utopistica modernità estetica e non antepongono la forma svuotata dell’arte sacra alla sua essenziale sostanza, normata dallo stesso catechismo: essere propedeutica all’elevazione spirituale dei fedeli e narrativa della storia sacra. Continui a pensare che il mio e quello di chi la pensa come me sia un semplice “attacco” volto a minare l’unità della Chiesa, a seminare divisione. 

Oggi, se proprio la Chiesa intende essere “contemporanea” dovrebbe, a mio parere, pensar meno a seguire le stantie e superate ideologie iconoclaste nutrite di fallace “spirito conciliare” e invece di devastare il suo nobile passato artistico, promuovere un autentico ritorno alla preghiera. E quello attuato a Reggio non è certo il metodo più valido per favorirla semplicemente perché quelle opere d’arte e quegli artisti nascono ed esprimono un universo materiale diametralmente opposto alla spiritualità cattolica. Sappia perciò che nel suo silenzio la domanda essenziale resterà inevasa: questo indegno adeguamento liturgico è stato compiuto per assecondare delle logiche meramente umane o per meglio adorare Cristo? 

Io continuo a credere che le logiche alla base di questo deturpamento della cattedrale siano tutte umane e sarebbe un atto di onestà e trasparenza confessarlo senza necessariamente riferire a Cristo, alla Chiesa o addirittura alla volontà del Papa ciò che nasce (ed è destinato a morire) con l’umana ambizione e la vanesia ostentazione di un malinteso progresso estetico e spirituale, vacuo e fumoso, improduttivo per le anime e indegno dell’amore divino.  

Cordiali - e addolorati - saluti,

Francesco Colafemmina

53 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti, di cuore! Oggi solo un laico può permettersi di scrivere queste cose...un seminarista si vedrebbe stroncata la carriera,un parroco vedrebbe (a scoppio ritardato) un fastidioso trasferimento...A me che aspiro ad entrare in una comunità religiosa è vietato perfino nominare i grandi nomi sacri (tipo bruno forte),non sia mai che un mio futuro Superiore colga una mia espressione facciale poco adorante o addirittura espressioni di disappunto nei confronti di un Eccellentissimo Vescovo come quelle (giustamente) da lei usate.

Stefano78 ha detto...

Veramente, solo la Nostra Madre benedetta può salvarci Francesco. Madonnina mia, AIUTACI !

Anonimo ha detto...

caro Francesco, il Vescovo di Reggio non ti risponderà, ma NE RISPONDERA': infatti Verrà giorno! (cfr. Promessi Sposi, cap. 6)

Anonimo ha detto...

caro Francesco, il Vescovo di Reggio non ti risponderà, ma NE RISPONDERA': infatti Verrà giorno! (cfr. Promessi Sposi, cap. 6)

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Francesco, non dimentichiamo che il Papa ha elogiato l'oscena devastazione. E il Papa è il liturgo supremo e, come tale, il supremo responsabile.
E non mi si venga a dire che ha scritto il messaggio di vicinanza in cattività.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Dante,

il Papa non ha benedetto un bel niente. E' stata solo data lettura del solito telegramma preimpostato ricevuto dalla Segreteria di Stato nel quale Bertone a nome del Papa invoca benedizioni etc. Di questi eventi non ne sanno nulla né il Papa né tantomeno Bertone!!!

Mau ha detto...

Se ci fosse in Vaticano la serietà di un tempo, il vescovo di Reggio sarebbe già stato rimosso dalle competenti autorità. Ma si sa che in Vaticano in questo periodo(servizio del Tg1 di stasera) sono molto impegnati a guardare all'andamento dei mercati internazionali per vedere se i loro investimenti fruttano ancora bene. Non hanno il tempo di preoccuparsi di come il Cristo venga deriso e umiliato nelle Sue case dai Suoi rappresentanti insieme a sedicenti artisti.
Bella lettera, sig. Francesco!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Sarebbe l'ora che il Papa sapesse qualcosa. Come si può regger la Chiesa, e parlo anche per Bertone, se si vive nell'ignoranza anche in casi come questo - ma ce n'è di più gravi - in cui si strazia la Fede attraverso la liturgia?
Una volta il Papa seguiva internet e addirittura rispondeva all'email: è possibile che ora non solo abbia deciso di starne alla larga, ma non abbia neppure una persona che lo informi di tanti misfatti?
Mi dispiace, ma all'ignoranza di troppe gravi cose non credo più.
Felice d'essere smentito, ma con prove certe non appellandosi a certe prassi che conosciamo un po' tutti: ma non in tutte le situazioni si posson inviar prestampati. Qualcuno della sua corte un po' più onesto degli altri lo avverta e lui ritiri quel messaggio e faccia sentir la sua voce e la sua riprovazione e sveli l'inganno, se c'è stato.
Se nessuno lo può avvertire, chi s'è messo d'intorno? L'han tradito? Faccia piazza pulita.
Questa ignoranza che tutto copre mi ricorda Paolo VI che quando gli facevan notar degli errori nei documenti conciliari, come quelli relativi alla collegialità, piagnucolava: non lo sapevo, m'hanno tradito, m'hanno tradito. E lui che ci stava a fare. npn leggeva i documentio che firmava? Ma almeno Paolo VI chiamò in quella circostanza Ottaviani a rimediare al male che purtroppo ha avuto lo stesso i suoi effetti nefasti.

Francesco Colafemmina ha detto...

Dante, se tutto va bene avremo degli inaspettati sviluppi a breve....

DANTE PASTORELLI ha detto...

Speriamo che non siano sviluppi da vecchietta di Siracusa.
Sono deluso, amareggiato, ma non domo ancora, nonostante lo sfiancamento di 50 anni di battaglie e l'età che va a ruota libera.

Caterina63 ha detto...

caro Francesco,
non t'accorare..... pensa a quanto sta patendo e soffrendo Nostro Signore che, dopo duemila anni, vede confermarsi il DUBBIO instillato con l'atroce domanda: MA QUANDO IL FIGLIO DELL'UOMO TORNERA'..... TROVERA' LA FEDE?
e non lo diceva a noi, piccolo gregge, MA AGLI APOSTOLI.... a loro, alla Gerarchia...

la domanda esige una risposta che si avanza con questa domanda:
COME SI FA A DIRE DI CREDERE IN CRISTO SE SULL'ALTARE PRIMEGGIA IL NOME DI CESARE?
AVE CESARE MORITURI TE SALUTANT!
ABBIAMO prestato il nostro culto a Cesare redivivo....

Ho visto le foto e alcune sequenze video dell'INAUGURAZIONE, mi vergogno infatti di chiamarla consacrazione....
HO ASSISTITO AD UN RITO PAGANO.... ballerine che sollevavano le mani PRESSO UN TUBO BLU che dovrebbe reggere il cero pasquale completamente nascosto e che, segno provvidenziale? si è pure spento....
ma questi Vescovi i SEGNI non li guardano, non li vedono, non vogliono vederli....

Una volta nelle Consacrazioni si respirava IL SENSO DEL SACRO.... un'amico di Reggio che è andato (ed è uno scout...)
mi ha scritto sconsolato:
"...non credevo si potesse cadere tanto più in basso, un conto sono le nostre Messe all'aperto dove cerchiamo con fatica di mantenere un minimo di sacro anche per il sacerdote che celebrerebbe ancora più in modo spartano, creativo ed improvvisato, ma vedere un Vescovo in un rito che tutto sembrava fuorchè cattolico, non me lo credevo! Ho assistito per lo scoutismo a diversi riti interreligiosi, e non vi è stato nulla di diverso se non il momento della Consacrazione della Messa, per tutto il resto io credo che non abbiamo più un rito Cattolico, ma interreligioso...."

Ho riportato integralmente il passo, perchè non si dica che a dire quanto ha visto sia un tradizionale.... è un ragazzo di 25 anni, scout, che non è mai andato alla Messa antica....
Cari Vescovi, mettetevi una mano sulla coscienza! Spero che il Signore vi tolga il sonno fino a affinchè possiamo ritornare a VIVERE la Messa Cattolica senza le innovazioni delle false interpretazioni post concilio, la Messa moderna è come la celebra il Papa non come la celebrate voi!

Grazie Francesco per farti voce di chi non ha voce....

Anonimo ha detto...

Ecco il testo augurale:
"Telegramma di S. Em. Card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato
Segreteria di Stato
A Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Adriano Caprioli
Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla
Via Vittorio Veneto, 8 – 42100 Reggio Emilia
In occasione della dedicazione del nuovo altare e della inaugurazione di importanti opere e spazi liturgici della chiesa Cattedrale di Reggio Emilia il Sommo Pontefice
rivolge il suo benaugurante saluto esprimendo vivo compiacimento per l’accresciuto decoro dell’edificio sacro, cuore dell’intera comunità diocesana. E mentre auspica che la provvida circostanza susciti rinnovati propositi di comunione, di evangelizzazione e di testimonianza cristiana, invia a Vostra Eccellenza, al Vescovo
Ausiliare, ai Presbiteri, ai Benefattori e a quanti hanno generosamente cooperato alla
realizzazione di così significativi lavori, come pure ai presenti tutti al sacro rito l’implorata benedizione apostolica.
Cardinale Tarcisio Bertone
Segretario di Stato di Sua Santità"
Qui gli altri messaggi: http://www.diocesi.re.it/reggioemilia/allegati/24819/messaggi_augurali.pdf
E' ovvio comunque che questi messaggi augurali sono generici (anche se circostanziati) e vengono inviati dalla santa Sede, su richiesta del destinatario.

Gianpaolo1951 ha detto...

Grazie Francesco!
La tua spiegazione mi rincuora, anche se quello che scrive Dante un po’ mi inquieta!
E poi mi chiedo:
se Papa Paolo VI dalla sera alla mattina ha sostituito il Vetus con il Novus Ordo, perché mai – alla stessa stregua – Papa Benedetto XVI non può fare altrettanto ripristinandolo e imponendolo de iure, senza chiedere troppi permessi o fare altrettante suppliche…, o il Suo potere è inferiore a quello dei Suoi predecessori?!?

Anonimo ha detto...

E qui le erudite spiegazioni dei nuovi "poli liturgici":

http://www.diocesi.re.it/reggioemilia/allegati/24819/Cattedrale_poli%20liturgici2011.pdf

Perché occorre spiegare gli arcani messaggi dei nuovi elementi inseriti? Forse non sono così chiari? Sicuramente non aiutano a pregare il Signore. E che questa non sia la preoccupazione dei curiali di Reggio Emilia, dei loro consulenti e degli artisti invitati, lo si capisce proprio leggendo i testi forniti dalla Diocesi. Peccato manchi la spiegazione della nipponica croce! Ci saremmo fatti alcune risate in più. Mi unisco di tutto cuore ai ringraziamenti al dott. Colafemmina. Proseguiamo nella "buona battaglia" aspettando e pregando per il felice esito degli annunciati sviluppi...

Anonimo ha detto...

Caprioli di aver messo il nome di cesare al pari delle reliquie dei santi martiri darà conto a Dio!

A quel Dio che da quarant'anni a questa parte lo abbiamo deriso, umiliato, scacciato fuori dal tempio, per far posto agli interessi, alle mode mondane agli artisti massoni, ai "gentili laicisti". tutto per correttezza. tutto in questo infinito e stereotipato spirito conciliare .

Dei pianti di Paolo VI, non penso e non credo che quel cristiano abbia pianto, perchè da quanto ho letto da cardinale in Cocilio era un promotore dello sfascio liturgico. Si diceva che la Chiesa italiana era nelle mani di Siri, invece a comandare erano: Lercaro, Montini, Urbani un trio legatissimo alla scuola della "nouvelle teologie" di Ranher, de Lubac, Kung, Koning, insieme agli esponenti della chiesa ultra progressita latino americana tra i quali primeggiava H Camara. E i rapporti tra Camara e Montini furono stretissimi, tanto che ancora prima che morisse papa Roncalli, camara ebbe a dire in piena I sessione del vaticano II che Montini sarebbe stato il successore di papa Giovanni. perchè molto leale a quella Chiesa che si stava costruendo.

DANTE PASTORELLI ha detto...

" il Sommo Pontefice
rivolge il suo benaugurante saluto esprimendo vivo compiacimento per l’accresciuto decoro dell’edificio sacro".
Prestampato o no, a me queste èpaorole raccapriccianti bastan ed avanzan per un giudizio.
Tu lo sai, caro Francesco, quant'io ti stimi e spero che presto accada quel che tu sibillinamente, com'è giusto, preannunci. Ma, dimmi: i fedeli di Reggio e gl'italiani in genere che non si pongon domande sottili e non son addentro alle secrete cose, cos'avran recepito da questo messaggio? Il Papa è entusiasta del rinnovamento del duomo reso più decoroso e idoneo alla nuova, la vera liturgia.
Alla faccia dei conservatori e detrattori, Colafemmina compreso.

Andrea ha detto...

Già in passato ho avuto occasione di richiamarla al senso della realtà, caro Dante: una cosa siamo noi, "pecore" più o meno erranti (Clero compreso), un'altra cosa è il Vicario di Cristo.
Lei ritiene di far bene come fa. Auguri!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ho i piedi ben piantati in terra più di quanto tu non creda ed a tal fine i richiami son parole cestino in partenza. Forse, Andrea, ti sfugge che il Papa è sì Vicario di Cristo, ma anche lui peccatore (infallibilità non significa impeccabilità) e può errare anche nel magistero ove non impegni l'infallibilità. Ed una lettera d'elogio ad una devastazione di un sacro tempio a me non sembra proprio azione da Vicario di Cristo. A te sì? una tonnellata di auguri.

Gianpaolo1951 ha detto...

Credo che sarebbe importante sapere, se effettivamente il Santo Padre sia a conoscenza e, soprattutto, condivida il contenuto del telegramma in questione!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Lo deve dire lui, mica noi. Noi conosciamo il giudizio espresso a nome del Papa. Se non lo sa, se lascia liberi gli altri di parlar a nome suo impunemente, affari suoi: io prendo quanto scritto come sua opera. Rimedi lui ai suoi errori.

Francesco Colafemmina ha detto...

Ciao Dante, volevo solo farti leggere questo telegramma inviato dalla Segreteria di Stato per il restauro della Chiesa di Santa Barbara a Milano nel 2009:

"OCCASIONE RIAPERTURA AT CULTO RESTAURATA
CHIESA SAN BARNABA IN GRATOSOGLIO
SOMMO PONTEFICE SPIRITUALMENTE PARTECIPE
COMUNE GIOIA RIVOLGE BENEAUGURANTE SALUTO
ESPRIMENDO COMPIACIMENTO PER ACCRESCIUTO
DECORO EDIFICIO SACRO ET MENTRE AUSPICA CHE
FAUSTA CIRCOSTANZA SUSCITI GENEROSI PROPOSITI
COMUNIONE EVANGELIZZAZIONE ET TESTIMONIANZA
CRISTIANA INVIA AT LEI COLLABORATORI ET
PARTECIPANTI TUTTI SACRO RITO IMPLORATA
BENEDIZIONE APOSTOLICA "

http://sanbarnabaingratosoglio.blogspot.com/2009/06/anche-loro-erano-presenti.html

Francesco Colafemmina ha detto...

Come vedi, le stesse parole. Si tratta infatti di un testo standard che non implica alcuna conoscenza del Sommo Pontefice.

Purtroppo il Papa non può conoscere tutto quello che avviene nelle parrocchie di tutto il mondo. Dovrebbe avere validi collaboratori, ma non ne ha molti...

Quindi fidati, il Papa non ne sapeva assolutamente niente!

Francesco Colafemmina ha detto...

Qui altro telegramma identico:

http://www2.reggioemilia.chiesacattolica.it/Liberta/2008/41-081122.pdf

inviato - udite udite - sempre per l'apertura della Cattedrale di Reggio.... ma nel 2008


"Occasione riapertura at culto restaurata Cattedrale di Reggio Emilia Sommo
Pontefice spiritualmente partecipe comune gioia rivolge benaugurante saluto esprimendo vivo compiacimento
per accresciuto decoro edificio sacro
con pensiero speciale per quanti hanno
messo generosamente at disposizione
preziose risorse umane et economiche
come pure competenze professionali et
tecniche. Nell’auspicare che importante evento ravvivi testimonianza evangelica codesta comunità diocesana Sua
Santità invoca protezione Vergine Santa et celeste Patrono San Prospero et volentieri invia at vostra Eccellenza Autorità Sacerdoti Persone consacrate Benefattori et Partecipanti tutti sacro Rito implorata Benedizione apostolica
cardinale Tarcisio Bertone,
Segretario di Stato di Sua Santità"

Francesco Colafemmina ha detto...

Riciccia il telegramma...

DANTE PASTORELLI ha detto...

I collaboratori se li è scelti il Papa o li ho scelti io? Anche nella scelta di costoro si realizza il munus regendi.
Non m'hai risposto, caro Francesco, su qual sia il messaggio che passa al semplice fedele che legga o ascolti un simile messaggio del Papa.
Inoltre è da sottolineare che l'attuale Papa non vien da un eremo come Celestino, ma dal mondo curiale che conosce come le sue tasche.
L'ignoranza in fatti del genere (ma, com'ho detto, ce ne son di ben più gravi) che in un modo o nell'altro intaccan la fede, attraverso la liturgia e la devastazione della casa del Signore, è ammissibile? Meno libri da "dottore privato" non privi di errori, meno viaggi, e più governo della Chiesa e difesa della Fede.
Quando ero preside, se un addetto alla segreteria (che m'eran nominati dalla Provincia)commetteva un qualsiasi errore, ne rispondevo io. Se un alunno cadeva in palestra mentre faceva educazione fisica, ero io ad andar in tribunale a risponderne: dovevo dimostrare che l'incidente era fortuito, che non c'erano gocce d'acqua in terra, che non c'eran oggetti che potevan aver causato il sinistro, che gl'insegnanti eran presenti e non avevan potuto preveder l'accaduto ecc, ecc.
Se un insegnante entrava in ritardo, di un' eventuale caduta d'un ragazzo in classe, responsbile ero io, che avevo tre edifici tra loro distanti e 1600 alunni.
Il Papa può, invece, tutto ignorare e mai risponder di niente di ciò che accade nella Chiesa?
E' ora che capisca che non può lasciar carta bianca.

Francesco Colafemmina ha detto...

Ma è chiarissimo, Dante, sono d'accordo con te! Il fedele comune ne resta impressionato!

Il problema è che la figura del Santo Padre non ha più il potere assoluto e supremo che aveva fino agli anni '60, diciamo pure fino a Pio XII. Ormai è come il Presidente della Repubblica, per usare un irriverente paragone... Viaggia tanto, pronuncia discorsi e celebra messe. Quanto però all'azione reale incisiva, immediata e severa questa non c'è sia perché il Papa non ha questo reale potere sia perché nel carattere dell'attuale Papa non c'è questo severo autoritarismo.

Chiaramente la Chiesa si è riempita da decenni di conferenze episcopali regionali, nazionali, di commissioni diocesane, di commissioni delle congregazioni etc. etc. Sembra la burocrazia del tardo impero... E certo non mi potrai dire che i Tetrarchi avessero il controllo di tutto ciò che avveniva nell'intero impero!

Quindi invece di concentrarci sul Papa che non ha responsabilità di tale situazione, dovremmo concentrarci sui reali autori di questi scempi. E sul rinnovato ruolo del popolo di Dio!

DANTE PASTORELLI ha detto...

iotiSono stato interrotto.
In conclusione, caro Francesco, vorrei che il Papa, direttamente o indirettamente, con partecipazione a convegni interreligiosi o più terra terra con telegrammi standard, non facesse passar messaggi distruttivi, e, visto che ormai si fa "mea culpa " di tutto, lo si facesse anche per atti ed omissioni che nuocciono alla Chiesa.

DANTE PASTORELLI ha detto...

In ognuno dei miei tre edifici scolastici avevo un collaboratore, però in tribunale ci andavo io. Ed i collaboratori non li sceglievo io, ma venivan eletti dal collegio dei docenti.

So bene, soprattutto perché, data la mia età, ho vissuto la decadenza della Chiesa dal '58 in poi come sia strutturata e quali siano gli ostacoli che il governo deve affrontare.
Ma il governo è essenziale alla vita della Chiesa.
Ad ognuno le sue responsabilità. Più alto è il ruolo e più gravi sono le responsabilità. Soprattutto quando si è contribuito al decentramento incontrollato da posizioni al vertice della Chiesa.
La condanna di comportamenti devastanti di tanta parte della gerarchia non esclude la denuncia del mancato esercizio della autorità pontificia. Che, guarda caso, fu solerte e duro solo con Lefebvre (e per dignità non accenno neppure al pazzo
Milingo).
Quanto al popolo di Dio, è nelle mani di questa gerarchia, di questo clero. A chi possiamo arrivar noi davanti a tanto sfascio. Crederanno a me? a te? E quante persone potranno esser raggiunte dalla nostra voce?
Non resta che il Papa. La sua voce raggiunge tutto: un sussulto da Vicario di Cristo raddrizzerebbe parecchie gambe storte. Sembrava, sulla base del famoso discorso del 2005, che il corso della Chiesa sarebbe cambiato, un'illusione, asalvo qualche fatto che non sottovaluto. Poi la barca va...alla deriva.

DANTE PASTORELLI ha detto...

In ognuno dei miei tre edifici scolastici avevo un collaboratore, però in tribunale ci andavo io. Ed i collaboratori non li sceglievo io, ma venivan eletti dal collegio dei docenti.

So bene, soprattutto perché, data la mia età, ho vissuto la decadenza della Chiesa dal '58 in poi come sia strutturata e quali siano gli ostacoli che il governo deve affrontare.
Ma il governo è essenziale alla vita della Chiesa.
Ad ognuno le sue responsabilità. Più alto è il ruolo e più gravi sono le responsabilità. Soprattutto quando si è contribuito al decentramento incontrollato da posizioni al vertice della Chiesa.
La condanna di comportamenti devastanti di tanta parte della gerarchia non esclude la denuncia del mancato esercizio della autorità pontificia. Che, guarda caso, fu solerte e duro solo con Lefebvre (e per dignità non accenno neppure al pazzo
Milingo).
Quanto al popolo di Dio, è nelle mani di questa gerarchia, di questo clero. A chi possiamo arrivar noi davanti a tanto sfascio. Crederanno a me? a te? E quante persone potranno esser raggiunte dalla nostra voce?
Non resta che il Papa. La sua voce raggiunge tutto: un sussulto da Vicario di Cristo raddrizzerebbe parecchie gambe storte. Sembrava, sulla base del famoso discorso del 2005, che il corso della Chiesa sarebbe cambiato, un'illusione, asalvo qualche fatto che non sottovaluto. Poi la barca va...alla deriva.

Anonimo ha detto...

Francesco! Degli "inaspettati sviluppi a breve" non puoi anticiparci niente?

Gianpaolo1951 ha detto...

Penso che se il Santo Padre, oltre a invitare il Clero a navigare in internet, facesse Lui stesso un breve giretto giornaliero per i vari blog cattolici, verrebbe a conoscenza di tante cose… e, magari, prenderebbe i giusti provvedimenti!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Come ho detto, agl'inizi del pontificato lo faceva.

Andrea Carradori ha detto...

Non ne sono ancora sicuro ma un mio amico prete mi ha mandato un sms che dice che su Avvenire di oggi sarebbe scritto che la liturgia di domenica scorsa nella Cattedrale di Reggio Emilia avrebbe "raggiunto l'apice della solennità" !
Che il Signore ci salvi !!!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Da Golias invece si apprende che solo Fellay e una decina di preti si concilierebbero con Roma!
Speriamo che sia una bufala, sparata per seminar ulterior zizzania.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Da Golias invece si apprende che solo Fellay e una decina di preti si concilierebbero con Roma!
Speriamo che sia una bufala, sparata per seminar ulterior zizzania.

Luisa ha detto...

Scempio, devastazione, non si trovano più parole abbastanza forti per descrivere non solo ciò che è successo a Reggio Emilia, ma ciò che succede a questa Chiesa diventata una federazione di "chiese" particolari, federalismo-relativismo dottrinale e liturgico che non sembra disturbare chi di dovere, anzi si loda e si ringrazia.
Che il Papa sia un uomo mite è vero, che sia circondato da un cordone di pochi fedeli che lo proteggono al massimo è certo, che arrivino a lui solo le notizie "opportunamente"filtrate è risaputo, che non sia più in grado di imporre la sua volontà ne abbiamo avuto la prova in più di un`occasione, ma è pur vero che diventa difficilmente sostenibile l`idea che sia all`oscuro di tutto, prigioniero nella sua terza loggia, occupato solo a gestire i dossier più importanti(ma la liturgia non ne è forse uno?)e a scrivere omelie,discorsi e libri.
Il Papa legge i giornali, ma non è di certo leggendo i media "cattolici", in primis l`OR e Avvenire, che si farà un`idea della realtà della Chiesa in Italia , per il Duomo di Reggio Emilia avete letto l`articolo su Avvenire?
Non è sui media "cattolici" che vedrà l`ampiezza dello scempio dottrinale e liturgico, che sarà messo al corrente della cocciuta opposizione al Summorum Pontificum...dovrebbe andare su internet!
E se lui non ci va, ci vanno i suoi collaboratori più vicini, con che risultato?
Apparentemente queste persone non giudicano urgente e opportuno informare il Papa, però esiste anche il telefono e immagino che sia utilizzato dai suoi amici, ma forse che anche loro vogliono proteggere il Papa e risparmiargli altre preoccupazioni.
Comunque, e in fine, chi osserva la Chiesa oggi non può che dedurre che la Chiesa, così come è oggi, va bene alle nostre autorità religiose, chi tace acconsente, i lupi, anche i peggiori travestiti in agnelli, continuano la loro opera,i cattivi maestri gonfiano i numeri dei loro ranghi, e sono applauditi, a noi piccoli che "contempliamo" lo sfacelo consapevoli della nostra impotenza, non resta che pregare e restare con lo sguardo, il cuore e la mente rivolti a Cristo e in Lui radicati.

Anonimo ha detto...

Architettura e Arti per la Liturgia
Interventi di Enzo Bianchi e del Vescovo Caprioli:

http://www.diocesi.re.it/pls/reggioemilia/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=24824&rifi=guest&rifp=guest

Se ne leggono di tutti i colori. Come strumentalizzare tutto e tutti. Interventi che meriterebbero un'adeguata recensione.

Luisa ha detto...

Caro Dante, non ti preoccupare, Golias ha una credibilità sotto zero, è spazzatura, si nutre di spazzatura e cerca le sue "informazioni"nella spazzatura altrui.
Con l`ultima sul 98% dei lefebvriani che sarebbero contro l`accordo si sono ridicolizzati al massimo, ma non dobbiamo stupirci, è Golias "pareil à lui-même"!

Gianpaolo1951 ha detto...

Complimenti Luisa!!!

Andrea ha detto...

Cara Luisa, non per "difendere" il Santo Padre (che non ha certo bisogno di me), ma per ribadire un paio di concetti:

- è verissimo che i media "cattolici" sono sostanzialmente sterili o fuorvianti.. purtroppo!!
Devo ripetere che le "basi" di questa situazione sono a Nord-Ovest: "Avvenire" è ambiente milanese - l' "Osservatore" e la LEV credo siano profondamente influenzati dai Salesiani - non parliamo di "Famiglia Cristiana"..

- tenga presente ciò che accennavo giorni fa: lo spirito ereticale esplode oggi anche perché i suoi alfieri sanno di non avere discendenti. In altre parole, si tratta di una fascia di persone che avevano 20/30 anni nel '68, e che costatano di non essere i primi di una Chiesa "migliore", ma un gruppo speciale e anomalo ("illuminato e coraggioso", a loro parere), diverso dai giovani odierni.

Anonimo ha detto...

Non ho visto altro che le foto su internet della Cattedrale reggiana, ma non ho nessuna difficoltà ad esprimere il mio più profondo smarrimento e costernazione. Non ho un account, ma non voglio nascondermi dietro l'anonimato.
Mons. Juan Andres Caniato - Bologna.

Gianpaolo1951 ha detto...

Reverendissimo Monsignor Caniato,
in tempi come questi, dove la stragrande maggioranza si nasconde dietro i colonnati e vergognosamente tace, la Sua onestà di pensiero, parola e azione, Le fa molto, ma molto onore e rincuora i “semplici”!!!

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Andrea, mi sembri troppo ottimista. Frequenta un po' i gruppi parrocchiali e vedrai come questi discendenti esistono: giovani, giovanissimi, bambini, oltre che adulti mal formati che si faran portavoce d'un Cattolicesimo diverso da quello da noi conosciuto. E non importa a qual livello.
Sulla base di letture, tipo Famiglia Cristiana, ad un parroco fiorentino assai aperto ed aperturista per non dir di peggio, i ragazzi in continuazione chiedevano se potevan aver rapporti sessuali, visto ch'eran giovani ardenti. Un giorno lui, che tutto approva, sbottò: se volete....... almeno non venite a chieder la mia autorizzazione e la mia benedizione. E loro han continuato a farlo senza autorizzazione e bvenedizione di quel parroco per una volta fermo in tutta la sua vita sacerdotale.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Andrea, mi sembri troppo ottimista. Frequenta un po' i gruppi parrocchiali e vedrai come questi discendenti esistono: giovani, giovanissimi, bambini, oltre che adulti mal formati che si faran portavoce d'un Cattolicesimo diverso da quello da noi conosciuto. E non importa a qual livello.
Sulla base di letture, tipo Famiglia Cristiana, ad un parroco fiorentino assai aperto ed aperturista per non dir di peggio, i ragazzi in continuazione chiedevano se potevan aver rapporti sessuali, visto ch'eran giovani ardenti. Un giorno lui, che tutto approva, sbottò: se volete....... almeno non venite a chieder la mia autorizzazione e la mia benedizione. E loro han continuato a farlo senza autorizzazione e bvenedizione di quel parroco per una volta fermo in tutta la sua vita sacerdotale.

Andrea ha detto...

Caro Dante,
la "Rivoluzione" (in senso storico/valoriale), o il " '68" (come riferimento contemporaneo) certamente sono passati dalle élite al popolo, che tende a trasformarsi in "massa". Basta vedere le allucinanti statistiche sulle separazioni, o sull'uso degli stupefacenti.
Ciò che io noto in positivo è che nel Clero, che è la vera élite anche se non vuole esserlo -in nome del "povero Cristo" (in luogo del Cristo Povero)- non c'è continuità rivoluzionaria. Un prete nato nel '70 o nell' '80 potrà avere le sue incertezze, ma generalmente non pensa e non dice "È ora di fondere i calici d'oro e le statue d'argento, e di fare la Cena Fraterna con pastasciutta e Pane Eucaristico".
A volte ha anche una vera profondità e apertura, cioè sa riconoscere il fanatismo e rifuggirne.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Andrea, va' alle Piagge di don Santoro che, al funerale dell'ex-prete (ex come si può esserlo per un prete) ha inviato un filone di pane, giacché lo condividevano "nella comunione": quale comunione non si sa, perché l'ex-prete Mazzi faceva solo un po' di liturgia della parola secondo un vangelo tutto suo.
Ne devon ancor morir parecchi di preti vetero-rivoluzionairi, se ne perder del tutto il seme, e poi far crescere una generazione nuova. Gli altri, quelli cui tu alludi, non han formazione in genere, hanno la testa piena di Rahner, e plaudono allo scempio di cattedrali e antiche chiese. Vanno dove li porta il vento, sono apatici, è vero, ma per questo manipolabili. Basta un prete-capopolo per reintrupparli in una lotta anti-centralismo romano.
E se non vendono più i calici è perché o li han già venduti i loro predecessori o loro stessi. E se compran calici li compran di legno e ceramica.

Andrea ha detto...

Sicuramente la scelta del calice (analogamente alla presenza o meno del Crocefisso sull'altare nella celebrazione "verso il popolo") dice quasi tutto sull'animus del sacerdote, caro Dante.
Sarebbe interessante avere qualche dato statistico.

Lo schema mentale è semplice:
o si pensa che
A- per Dio, qualunque magnificenza non è sufficiente, ma si richiede comunque "quanto di meglio abbiamo e possiamo offrire"

oppure che
B- Dio ha in abominio il mondo e le sue bellezze, e sceglie sempre la negatività per farSi presente (in "spirito"): "Pecca fortiter, fortius crede".

Per fare un parallelo: la Weltanschauung cattolica ha generato una cucina festosa ("è ben di Dio"), quella protestante una cucina povera e sospettosa ("meno apprezzi i beni del mondo, più sei spirituale"). È la differenza fra Monaco di Baviera e Berlino!

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Andrea, purtroppo, in questo ha pienamente ragione il saggio Dante!!!

Luisa ha detto...

Ravasi: "Ci sono edifici sacri carenti, da riadattare in futuro"

Il cardinale alla presentazione della mostra sulla cattedrale della Sacra Famiglia a Barcellona

"Nel corso della conferenza stampa è stata presentata una mostra che ha luogo in Vaticano sulla cattedrale della Sacra Famiglia e sulle grandi innovazioni esistenti in questo tempio le quali però, rispettano la sacralità del luogo di preghiera.
Sua Eccellenza ha ricordato la presenza di tre elementi:
“Uno è lo spazio; lo spazio sacro per la precisione. Qui domina l’architetto, che deve tenere conto di varie componenti, ad esempio la luce, la natura esterna, lo spazio ambientale.
Il secondo elemento è l’arte intesa in senso figurativo: la scultura e la pittura.
Infine, nel culto cattolico, nell’ortodosso e – in misura minore - nel protestante, ci si appella ai segni e ai simboli. Quindi alle componenti che sono nel gioco architettonico ma sono, in un certo senso, autonome, poiché si tratta dell’altare, del battistero, del tabernacolo, delle immagini e del crocifisso. Tutta questa componente - ed è veramente preoccupante se venisse a mancare - non viene aggiunta allo spazio sacro ma deve sposarsi con esse”.


Nel caso dell’arte sacra e delle chiese, il cardinale ha precisato:

( ricordandosi che la chiesa è eseenzialmente, e prima di essere l`opera narcisista di un architetto, di un artista, il luogo in cui si rende culto a Dio, in cui È presente)

“E poi c’è l’importanza del dialogo con la liturgia, motivo particolarmente complesso ma, al tempo stesso, esaltante: riuscire a far sì che, ad esempio, sia un simbolo, nel senso che unisce tante realtà, tanti volti”.

http://www.zenit.org/article-28778?l=italian

El Cid ha detto...

@ Luisa
Non per piaggeria per il padrone di casa, ma certo non bastano le parole di un cardinale, per quanto autorevole, a cambiare la realtà delle cose:
http://fidesetforma.blogspot.com/2010/11/laltare-della-sagrada-familia-e-i.html

Anonimo ha detto...

Consiglio la lettura dell'articolo a firma di Sandro Parmiggiani intitolata: CHI HA PAURA DELLE NUOVE OPERE DEL DUOMO DI REGGIO EMILIA?

http://www.ottoperotto.org/2011/11/chi-ha-paura-delle-opere-d%E2%80%99arte-contemporanea-nel-duomo-di-reggio-emilia/

Manifestazione palese, semmai ve ne fosse stato bisogno, della condizione critica della Diocesi reggiana.

Luciano Rambaldi ha detto...

Signora Caterina, se Gesu' trovera' ancora la fede, quando tornera' sulla terra, non saprei dire. Un sacco di gente pronta a spiegargli cos'e' certamente si.

Andrea ha detto...

Lo schema è ossessivamente fisso, caro Anonimo dell'1:51pm: esiste una "massa addormentata" (tanto più addormentata se cattolica..), ed esiste l' Artista (il "Genio"), che si prende la briga di "provocare" tale massa.
Ovviamente si fa ben pagare dalla massa stessa, tramite qualche suo leader "illuminato".

C'è la piena inversione fra la committenza e l'"operaio", come dicevo a commento della prima lettera aperta di Francesco.