giovedì 15 dicembre 2011

MELLONI INACIDITI E BOIATE ARTISTICHE: ARRIVA LA CROCE-MOCIO DI NAGASAWA

La croce di Nagasawa (a sinistra) - Palmizi per presepi e un Mocio-Vileda (a destra)
di Francesco Colafemmina

Di scempio in scempio... L'11 dicembre compare sul Corriere della Sera un articolo del professor Melloni dal titolo significativo: "Kounellis teologo del Calvario". In soldoni: bravo Monsignor Caprioli che ha commissionato a Kounellis la "cattedra" del duomo di Reggio e a Nagasawa una croce gloriosa che sarà prossimamente esposta. Tenendo a mente quest'ultimo appuntamento con Nagasawa, leggiamo un estratto di Melloni: 

"Al netto della trascurabile irritazione di qualche comare del luogo e dell'immancabile monsignorino «che viene da Roma», Kounellis ha regalato a tutti un oggetto teologicamente commovente. Un assito di legno antico e scuro, e sopra un nudo sedile di ferro: non segni, ma materia della croce, attorno alla quale si stende il corpo di Cristo che è la communio dei fedeli."

L'esegesi delle opere "senza titolo" dell'artista ateo di origini greche è un'esilarante testimonianza del contorsionismo intellettuale di Melloni. Faccio notare il punto chiave. Per Melloni l'opera esprime un'assenza di segni e si concentra al contrario sulla materia. Ma cosa ci induce a credere che quella materia evochi la croce di Cristo? Non l'opera in sé che non esprimendo segni, è vuota di significato, è vita della materia, del quotidiano (secondo l'interpretazione classica del movimento dell'arte povera). Bensì l'uso che di questa opera si fa. Trattandosi di una cattedra episcopale, ciascuno, partendo dal suo uso, può sviscerarne le più esilaranti elucubrazioni. Eppure, l'idea stessa che un'opera d'arte povera possa essere "usata" ne snatura già le premesse estetiche. La costringe a ritornare allo stato pre-artistico. In sintesi: se Kounellis avesse realizzato un'opera d'arte povera delle sue, e l'avesse esposta in un museo quest'opera sarebbe stata aperta ad ogni interpretazione, com'è tipico dell'arte contemporanea. 
Avendola tuttavia realizzata per una funzione specifica l'opera perde la sua valenza artistica - ammesso che ne abbia mai avuta una - e scade a materia inerte. E con essa scade anche il pensiero, in verità già avariato da un bel pezzo, di Melloni, Ravasi, Dall'Asta & co.

Una foto rubata della croce collocata per poche ore in cattedrale a Reggio
Detto questo su Kounellis, veniamo alla pseudo-croce di Nagasawa costata intorno ai 25.000 €. Non serve una laurea né tantomeno esser titolari di una cattedra universitaria per capire che si tratta di una boiata colossale - e sorvolo sull'oscenità liturgica. Secondo un recente articolo dell'informato Andrea Zambrano, il Vescovo Caprioli avrebbe evitato l'esposizione immediata dell'opera di Nagasawa, rimandandola a tempi migliori. Se però avete tenuto a mente l'articolo di Melloni, si dovrebbe sospettare che quest'opera verrà presto collocata al suo posto: sospesa in alto alla navata centrale.

Veniamo infine al capitolo dindini (che di questi tempi stanno tanto a cuore a Santa Madre Chiesa). Ieri sera un mite sacerdote mi chiedeva come sia possibile che si spendano così tanti soldi per queste boiate (vedi anche il caso di Torino), mentre tante chiese avrebbero bisogno di essere riportate agli antichi splendori. Il fatto strano è che sia nel caso di Torino che in quello di Reggio, i soldi vengono chiesti direttamente ai fedeli! La Parrocchia del Duomo di Reggio ha già raccolto più di 60.000 €. Ignoti sono finora gli importi dell'intera operazione e Monsignor Caprioli ben farebbe a renderli pubblici, così, tanto per accrescere l'indignazione dei fedeli...

6 commenti:

Gianpaolo1951 ha detto...

Melloni è cattolico..., quanto quella schifezza una croce!!!
E passi il Melloni…
Un povero cristo che si crede teologo al pari, se non superiore, a S.S. Benedetto XVI…
Un povero cristo che parla a vanvera!…
Basta tapparsi le orecchie…, turarsi il naso…
E il gioco è fatto!
Ma il Ravasi…
Il gran cardinal Ravasi…
Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura…
Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali delle Chiesa…
Presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra…
Presidente del Consiglio di Coordinamento fra Accademie Pontificie…
Lui non è un povero cristo…
Lui non parla a vanvera…
Lui è uno che ha annientato il Cristo!…
Facendolo sparire dalla croce!!!

Andrea ha detto...

C'è nelle parole del professor Melloni il disprezzo per le donne (da sempre presenti in chiesa in modo "più naturale" degli uomini, in virtù del loro maggior legame con la realtà) e l'ignoranza nella citazione (il "monsignorino che viene da Roma" lascia pensare ai film di don Camillo, dove però i ruoli sono invertiti: il prete emiliano è diretto e sensato, il "monsignorino" è sofisticato e rigido).
Ma ciò che è grave è la formula "il corpo di Cristo che è la communio dei fedeli". Essa esprime il rovesciamento della dottrina del Corpo Mistico: non c'è Cristo/Persona, vivente oggi (in Cielo) con il Suo Corpo, di cui ogni battezzato è misticamente un membro - si afferma invece che la consociazione dei fedeli crea il corpo di Cristo, cioè che Cristo ha bisogno di noi per avere un corpo. È uno scenario totalmente New Age, e purtroppo, se lo intendo bene, del tutto ereticale.

Direi che davvero stiamo assistendo al rapido "scollamento" tra filone ecclesiale adulterato ("neo-Chiesa", "chiesa degli uomini") e filone autentico (Chiesa di Dio-Uomo).

Murphy ha detto...

L'arte sacra non dev'essere ambigua. Nelle chiese cattoliche ci sono i Crocifissi, non le semplici Croci...a prescindere che imitino o meno il mocio.
Questa gente va fermata.

Andrea ha detto...

Riporto (perché il tema è questo) ciò che, a quanto ho letto, si diceva in Vaticano negli anni '50: in Occidente si prende il Cristo senza la Croce, in Oriente la Croce senza il Cristo.

Cattolicesimo (= amore soprannaturale alle cose "semplici" e significative): Cristo in Croce.

Anonimo ha detto...

i fedeli che hanno finanziato simili porcherie non sono meno responsabili di chi le ha commissionate.

Anonimo ha detto...

Non credo proprio che i fedeli abbiano finanziato "simili porcherie"; se avessero immaginato che, grazie alle loro offerte, il Presbiterio si sarebbe trasformato in un centro per la raccolta differenziata di materiali inerti ...