venerdì 30 dicembre 2011

PRESEPE E TRADIZIONE A MANHATTAN: DAGLI USA LEZIONI DI STILE A UNA CHIESA ITALIANA "CONFUSA E FELICE"


La Cattedrale di St. Patrick a Manhattan
di Francesco Colafemmina

In Italia sembra si sia perso ultimamente il lume della ragione, per non parlare della fede che vacilla ormai da un bel po'. Lo testimonia la recente presa di mira del presepe prima a Reggio Emilia con la pagliacciata pseudo-intellettualistica del presepe apparente (basta leggere i "testi critici" presentati sul sito dell'iniziativa per rendersi conto del vuoto che circonda l'installazione promossa dalla curia reggiana); e poi a Rieti dove in nome di una presunta "sobrietà" si ricade nel solito trito e ritrito pauperismo anni '70 che ha già fatto enormi danni nelle nostre chiese. E che dire del presepe che inneggia alla concessione della cittadinanza ai figli degli extracomunitari? Iniziativa ripresa persino da Radio Vaticana che ha intervistato per l'occasione l'illuminato parroco in perfetta sintonia con il Presidente Napolitano che non pago di aver consegnato l'Italia ad una lobby di banchieri e finanzieri vorrebbe cambiare progressivamente l'identità degli italiani. 

Ci sono stati poi il presepe anti-omofobia di Bergamo, contro il quale nessuna autorità cattolica ha levato una seppur minima voce di protesta (potere della trasversale lobby gay?). Ma è ancor più degno di nota lo pseudo-presepe allestito all'ingresso del Policlinico Gemelli a Roma. 

Due ombrelli? Una riproduzione dello Sputnik? No... un presepe..

Presepe con le orecchie di Mickey Mouse...
Qui si è tentata una rielaborazione concettuale del presepe che vede la Sacra Famiglia al centro di una specie di astronave-satellite con due antenne paraboliche divise internamente per settori. Nella parabola di destra, di sommo interesse ideologico, notiamo l'alternanza dei seguenti concetti:

rottura politica - riconciliazione politica
rottura religiosa - riconciliazione religiosa
rottura ecclesiale - riconciliazione ecclesiale

Vada per la prima e la seconda contrapposizione: la solita lisa retorica da oratorio parrocchiale sulla pace fra Israeliani e Palestinesi e la melensa esaltazione dell'ecumenismo attraverso le immagini di Assisi '86 e della visita di Giovanni Paolo II alla sinagoga di Roma.
Semisfera destra
Mons. Lefebvre associato a Martin Lutero
Qualche problema però lo incontriamo al terzo punto di questo raffinato excursus dialettico su contrapposizioni e riconciliazioni che testimonierebbero nel primo caso il male e nel secondo il bene che trionfa. Al terzo punto, dicevo, incontriamo indovinate chi? Niente di meno che Monsignor Lefebvre che è comunque in ottima compagnia: sì, quella di Martin Lutero! Questa sarebbe la "rottura ecclesiale". E la "riconciliazione"? Beh, ci si accontenta di una foto del Concilio e di un'altra di Giovanni Paolo II. Evidentemente di fronte all'ideologia e a un certo ostinato odio per Lefebvre la consequenzialità e le argomentazioni non hanno alcun peso, bastano due fotine a caso. E Benedetto XVI che ha fatto cadere la scomunica che pesava sulla Fraternità San Pio X è una sorta di parentesi oscura da censurare. La conferma che siamo in pieno delirio...

Perciò consentitemi di farvi respirare un po' d'aria pulita. Vi porto negli Stati Uniti, nazione fra le più secolarizzate al mondo, nella quale il cattolicesimo è una minoranza e nondimeno i diritti e la libertà di pensiero ed espressione sono da sempre di casa. Stupirà così scoprire che mentre in Italia preti e vescovi si danno al delirio, lì, a Manhattan, nel cuore del "progresso" e della corruzione del potere e del denaro, il giorno di Natale si sono celebrate almeno quattro messe in latino (che gli statunitensi chiamano in tutta tranquillità "tridentine mass") di cui due solenni, in tre chiese differenti. Io ho assistito alla Messa Solenne del giorno di Natale a Saint Agnes, davanti al Chrysler Building. Prima sorpresa: a Manhattan si segue l'esempio di Papa Benedetto: al centro dell'altare anche durante le celebrazioni in novus ordo c'è un crocifisso (grande o piccolo come nella cattedrale di St. Patrick) e ci sono i sei candelabri. 

Si appronta la messa in latino semplicemente girando il crocifisso verso i fedeli...
Pala d'altare nella chiesa di St. Agnes a Manhattan:
si tratta del primo edificio tradizionale costruito in città dopo il Concilio, nel 1998 
Mons. Cionini celebra la Santa Messa del giorno di Natale
Seconda sorpresa: i cattolici newyorkesi conoscono a perfezione il rito antico. Circa un centinaio di fedeli seguiva con i suoi messalini la Santa Messa solenne, rispondeva con grande partecipazione e cantava con perfetta intonazione. Al termine della Messa la terza sorpresa: mi avvicino al giovane celebrante per ringraziarlo del suo sermone e scopro che è un italiano, Monsignor Mario Cionini, segretario della rappresentanza della Santa Sede presso le Nazioni Unite. Non certo un seguace della "rottura ecclesiale" o un anonimo "tradizionalista". 

Ancor più sorprendente è stato poi notare che mentre in Italia il presepe viene nascosto, ridotto, ricoperto di significati ad esso estranei, negli U.S.A. è esposto alla venerazione dei cattolici e illustrato con orgoglio a chi cattolico non è. Così accade di vederlo in bella mostra davanti ad una chiesa del Village, il famoso quartiere dell'orgoglio omosessuale, con una adeguata nota esplicativa sulla sua storia e il suo messaggio. E accade ancora di assistere ad una sorta di breve lezioncina sul presepe ammannita da un poderoso custode della cattedrale di St. Patrick alla folla di turisti di ogni razza e di ogni credo. 

Il Presepe allestito all'esterno della chiesa di Our Lady of Pompei nel Village
Spiegazione del Presepe
Presepe nella Cattedrale di Saint Patrick
Ma non basta. A Reggio Emilia hanno rimosso in cattedrale i banchi con gli inginocchiatoi, prima ancora lo avevano fatto a San Giovanni Rotondo. Insomma in Italia c'è questa perniciosa tendenza. Negli States invece noto da anni con stupore e ancora una volta ne ho avuto conferma a New York che i fedeli non sentono alcun bisogno di sentirsi adulti, evitando di stare in ginocchio. Anzi, con maggiore rigore che in Italia restano inginocchiati anche dopo il "mistero della fede" e si inginocchiano nuovamente al momento dell' "Agnello di Dio". Nella messa nuova infatti non so per quale ragione ma in Italia i fedeli non riescono a resistere in ginocchio fino al Padre Nostro e si alzano immediatamente al "mistero della fede" e rimangono in piedi fino alla fine della messa. Persino in Romania, dove la comunità cattolica conta poche migliaia di fedeli sono più rigorosi che in Italia... 

Ultimo dettaglio degno di nota: per la prima volta in vita mia ho visto un sacerdote fare qualcosa che in Italia si vede raramente. Nella Cattedrale di New York al momento della distribuzione della comunione una fedele adulta e sbadata prende l'ostia in mano e fa cenno di andar via... il sacerdote allora la ferma con una mano e davanti a tutti le dice forte e chiaro che l'eucarestia la deve consumare all'istante e in sua presenza. Unbelievable!

9 commenti:

Sergio ha detto...

Mi fai venir voglia di andare a New York per le mie prossime vacanze. Grazie di tutto e buon anno.

Reginaldo ha detto...

A onor del vero ho assistito anch'io, a Santa Maria delle Grazie, a una scena del tutto simile a quella descritta alla fine dell'articolo.
Cari saluti.

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Francesco, ho trascorso il Natale in un paesino di montagna del bellunese dove ci sono le radici della mia famiglia. Con grande gioia e sorpresa, ho trovato l’altare maggiore arricchito di altri sei grandi candelabri e quello della “mensa” con un bel crocifisso in ottone al centro e tre candelabri, sempre in ottone, sia a destra che a sinistra.
Il nuovo pievano - un giovane missionario da poco richiamato in patria - è un vero “capriolo” che salta da una chiesa all’altra, pur di garantire almeno una messa settimanale alle varie piccole frazioncine, oltre a quelle fisse alle due chiese principali di comuni diversi.
I presepi che ho visitato - tutti di semplice e genuina “bellezza montanara” - a differenza di certi squallori demenziali come quelli da te postati, trasmettono il vero e unico messaggio della natività che è la gioia per la nascita del Bambino Gesù!!!

Antonio Gabriele Fucilone ha detto...

Ho citato questo ottimo articolo sul mio blog, http://italiaemondo.blogspot.com/2011/12/cristiani-cosa-sta-succedendo-in-europa.html.
Cordiali saluti e buon anno.

Livio Sterlicchio ha detto...

Kennedy, nel '63 davanti al muro di Berlino ebbe a dire:"Io sono Berlinese". Non vorrei arrivare a dire:"Io sono Newyorkese"
Buon anno.

Anonimo ha detto...

Mio caro Francesco, auguri per il 2012. Anch'io sono stato testimone di una fedele adulta che presa l'Eucaristia se la mise in borsa...(doveva servire per i suoi riti magici, sapendo che gira parecchie maghe per togliere il malocchio). Il sacerdote prontamente è intervenuto ed ha preteso che la particola venisse consumata subito.
In Sicilia le derive moderniste sono ormai all'ordine del giorno... e chiunque si oppone alle trovate mariniane (Piero Marini) ha la peggio nelle parrocchie. Adesso stanno distruggendo gli altari nati dalla riforma, (non bastava distruggere i vecchi altari) perchè in un archeologismo liturgico l'altare deve essere rigorosamente quadrato. Spoglio, privo di candelieri, di croce, di fiori. I candelieri vengono messi a 1/2 metri di distanza dalla mensa. Il crocifisso è relegato o alle spalle della sede o in un angolo. Poi le nuove chiese contengono "IL TABERNACOLO DELLA PAROLA" fatto in prossimità del tabernacolo che conserva l'Eucaristia. Così il fedele si trova nella confusione totale. La Parola è ugualmente "presenza" e quindi merita che abbia un tabernacolo. Non parliamo dei riti dell'offertorio. Si assiste ad un andirivieni di accoliti e pretesse che portano il messale dopo i riti dell'offerta perchè anche in quel caso la mensa deve essere spoglia e priva di tutto solo del calice e della patena. Infine....abbiamo ritrovato un nuovo modo di benendizione finale. Senti senti! Il sacerdote si avvicina all'altare una mano la poggia sulla mensa disadorna che rappresenta Cristo e con l'altra benedice in nome di Cristo. Quindi quella mano posata sulla mensa ( che è Cristo) santifica la bnendizione finale : Povero Benedetto XVI !!! Dovrà adeguarsi pure lui. Ed intanto..... assistiamo ancora più bigottiti alle nefaste conferenze di Vito Mancuso, invitato dai nostri vescovi isolani.

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie per le vostre testimonianze e l'augurio di un buon 2012 a tutti voi!

Andrea ha detto...

A commento della ereticale istituzione dei Tabernacoli della Parola, di cui ci parla l'amico siciliano (h 10:05):

"(Cristo) è presente nella sua Parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura" (CCC, 1088)

È presente quando la Sacra Scrittura, soprattutto il Vangelo ("Verbum Domini") è letto nella Chiesa. Quindi non è presente in un semplice testo biblico, comunque intronizzato.
Il Verbo si è fatto Carne, non foglio di carta!!

Anonimo ha detto...

Nella mia parrocchia hanno piazzato un bell'albero di Natale gigante con tanto di pacchetti (finti) a fianco dell'altare. Da Sacrosantum Concilium a Santa Claus!
Il presepe (peraltro molto bello) piazzato in fondo alla chiesa, e almeno il Bambinello davanti all'altare.

Simone