mercoledì 21 dicembre 2011

QUALCHE CHIARIMENTO SULLA QUESTIONE FSSPX-VATICANO


di Francesco Colafemmina

Rispetto alle notizie diffuse oggi sull'esito dei rapporti fra Santa Sede e FSSPX, credo sia opportuno chiarire due o tre cose. La Fraternità avrebbe risposto alla Santa Sede già alcuni giorni fa attraverso un documento che richiederebbe chiarimenti sul "preambolo dottrinale". Questo lo si evinceva dall'omelia di Mons. Fellay dell'8 dicembre, omelia che personalmente ritengo sia stata pronunciata successivamente all'invio della documentazione a Roma, ma ancor prima dall'intervista del 28 novembre scorso.

Pur essendo ipotizzabile la presenza di diverse opinioni all'interno della stessa Fraternità - come sarebbe semplicemente logico pensare - la notizia riportata dal sito Virgo-maria.org è del tutto inventata, come peraltro confermato da Andrea Tornielli a margine del suo articolo di stamane. Il sito in questione, infatti, eccelle per la sua capacità di confezionare assurdità e gettare discredito sia sulla Fraternità sia sul resto della Chiesa e in particolare sulla persona del Romano Pontefice. Dunque è palesemente falso e assurdo il  rumor su una possibile "deposizione" di Mons. Fellay. E' un falso clamoroso inventato dai gestori belgi del sito in questione.

Certamente si tratta di un progresso nelle trattative meno plateale ed essenziale di quanto ci si attendeva.  Ma ciò non deve condizionare l'esito delle trattative. Il dato infatti fondamentale è che la Fraternità non ha rifiutato la proposta della Santa Sede. Questa notizia rappresenta di per sé la smentita di voci su un esito negativo delle trattative. Per quanto le divergenze risiedano in un certo senso nella diversa mentalità nell'approccio alla questione, non posso non ritenere utile, infatti, un riavvicinamento definitivo fra FSSPX e Santa Sede per il bene della Chiesa tutta.

Per le seguenti semplici ragioni: 

- anzitutto si adempirebbe al desiderio di Benedetto XVI di attuare una ermeneutica della continuità nella lettura del Vaticano II;

- si avrebbe inoltre uno snellimento del "tradizionalismo" da tutti quegli orpelli estetizzanti e formalistici di cui troppo spesso questo movimento si nutre in Italia e all'estero, quando è concentrato solo sulla liturgia e non su una visione globale della vita cristiana;

- si otterrebbe quindi la finale riconciliazione fra passato e presente della Chiesa alla luce della tradizione, con il compito di passare finalmente al problema centrale: come porre rimedio alla crisi della Chiesa.

Per le medesime ragioni è facile ipotizzare che in molti siano ostili a questa definitiva riconciliazione sia all'interno che al di fuori della Chiesa. Numerosi sedevacantisti, auto-ghettizzatisi per anni, vedono Roma come il centro dell'iniquità e numerosi progressisti vedono la Fraternità come il fumo negli occhi. So però con certezza che nel cuore della Fraternità non albergano né risentimenti, né conflitti ideologici, ma vi è solo la volontà di proseguire sulla strada indicata da Monsignor Lefebvre col conforto della benevolenza del Santo Padre. E se i tempi non sono così rapidi come ci si aspetta ciò è anche dovuto alla lunga ghettizzazione della Fraternità, emarginata per molti anni, invisa a molti vescovi e a numerose personalità romane più propense a fare accordi con protestanti, ebrei e ortodossi che con altri fratelli cattolici. 

Perciò, vi rivolgo l'invito alla preghiera costante, specie in occasione del Santo Natale, perché tutto si risolva serenamente. Non è un braccio di ferro, ma una discussione importante dalla quale, in un certo senso, dipende anche parte del futuro della Chiesa. 

27 commenti:

Anonimo ha detto...

+
Concordo sostanzialmente, ma mi pare che ci sia un equivoco di fondo. Quando infatti si scrive:

- si otterrebbe quindi la finale riconciliazione fra passato e presente della Chiesa alla luce della tradizione, con il compito di passare finalmente al problema centrale: come porre rimedio alla crisi della Chiesa.

sembra si dia per scontato che i depositari della Tradizione siano i lefebvriani e quindi che siano loro i veri tradizionalisti.
Niente di più sbagliato. I veri tradizionalisti sono quelli che, a suo tempo, hanno condiviso le domande poste da mons. Lefebvre, ma che non lo hanno seguito quando ha preteso di dare anche le risposte. I veri tradizionalisti sono quelli che hanno capito dall'inizio che i concili ecumenici della Chiesa cattolica sono 21 e non solo 20 (ma nemmeno soltanto uno, come pretendono i progressisti!).
I veri tradizionalisti non pretendono di rendersi protagonisti per "porre rimedio alla crisi della Chiesa" ma operano nell'obbedienza per migliorare se stessi e i propri fratelli.
Un santo Natale a tutti
Massimo Martinucci - Ferrara

Francesco Colafemmina ha detto...

Intendevo semplicemente dire che finirebbe questa problematica dell'opposizione proposta dalla Fraternità e dal mondo tradizionalista in genere fra una Chiesa legata alla tradizione e una Chiesa disancorata dalla tradizione.

In sostanza, si conclude un capitolo e se ne apre un altro, meno "dottrinale" e più pratico: come sanare la crisi della Chiesa operando con i mezzi di sempre?

bernardino ha detto...

Alla Chiesa serve la Fraternita' ed alla Fraternita' serve la Chiesa ed il Papa, nessuno puo' fare a meno dell'altro perche' la Chiesa di Cristo e' una sola, e chi si assume la responsabilita' di sbagliare, sa che fa' del male al Signore: Meglio dialogare e chiarirsi che rompere. La Chiesa e' in piena crisi bisogna fare qualsiasi sacrificio per la nostra salvezza e aiutare il Papa a venire fuori da questo vuoto.

Anonimo ha detto...

Concordo solo in parte con voi circa il bisogno delle due parti di stare insieme: tale necessaria UNITA' però non può essere vista solo come una realtà politica o giuridica, cioè IMMANENTE; vi esporrò una mia piccola considerazione (prendetela cum grano salis).
Talvolta la drammatica situazione di disgregazione della Chiesa mi fa venire in mente l'apologo di Menenio Agrippa, che usò la metafora dello stomaco e della membra del corpo umano, per convincere i plebei a tornare a Roma, persuadendoli così col suo racconto:

"Lo stomaco, privo di alimenti, soffriva, ma contemporaneamente soffrivano anche tutte le altre membra mentre tutto l’organismo deperiva. Allora le membra compresero che anche lo stomaco lavorava, anzi era proprio lui a dare loro forza e vita restituendo, in forma di sangue, quel cibo che esse gli avevano procurato con fatica".
... ma oggi la metafora si attaglia ancora meglio alla Chiesa perchè essa è Corpo Mistico, e tutte le sue membra devono essere solidali, non dilaniate, tutte vive e operanti grazie al Cuore pulsante che è Cristo Signore, suo Capo.
Le membra staccate dal Corpo non possono vivere, fisicamente parlando: così pare, se consideriamo la cosa con sguardo politico e umano.
(qui ci sarebbe da dire che la FSSPX teme fortemente che, riunendosi a Roma, -così come ROMA E' oggi, con le sue connivenze con l'eresia- la sua opera, sempre fedele alla Dottrina e Liturgia perenni, sarebbe impedita e devastata, anzi VANIFICATA dalle forze contrarie, cioè i modernisti, che non accetterebbero la predicazione della Dottrina tradizionale, e quindi rifiuterebbero il CIBO BUONO che essa vorrebbe somministrare al Corpo malato; secondo me il timore è fondatissimo, ma penso che Fellay ascolterà le ispirazioni dello Spirito Santo, meglio di come possono fare a Roma, dove si vuol tenere insieme diavolo e acqua santa....)
Indubbiamente però a Roma sono penetrate pontenti forze occulte che spingono la barca verso l'apostasia e il naufragio della Fede; questo era predetto da molto tempo (parliamo di secoli, fino a Fatima) e si sta avverando, ma tutte le forze sane, insieme, potrebbero combattere la deriva, con l'aiuto di Dio, sempre SE -SE- è volontà di Dio che la FSSPX rientri, e non resti (misticamente) inserita nel "piccolo gregge" a cui Gesù stesso dice: "Non temere!" (Luca 12,32-48), continuando ad offrire sacrifici, pregare e soffrire con/per la Chiesa, ancora là dov 'è ora, unita alla vera Chiesa (la Roma eterna), in modo trascendente, in un modo che solo Dio può sapere e sostenere con la sua Grazia, i cui sentieri sono a noi inconoscibili.

Ines

Francesco Colafemmina ha detto...

Ines, sono d'accordo con lei. E aggiungo comunque che anche comunità cattoliche sane come quella dell'Opus Dei, non hanno avuto difficoltà nel seno della Chiesa pur sballottata qua e là dal pensiero debole, ad affermare la propria integrità. Non vedo perché la FSSPX non dovrebbe poter proseguire la propria missione con uno stato canonico analogo a quello dell'Opera.

Stefano Gavazzi ha detto...

Sono veramente deluso da questo articolo:
"anzitutto si adempirebbe al desiderio di Benedetto XVI di attuare una ermeneutica della continuità nella lettura del Vaticano II"
La Volontà di Dio deve essere fatta, non quella di Benedetto XVI.
Con questa storia dell'ermeneutica della continuità non fa atro che cercare di far stare i contrari sullo stesso soggetto e ciò non è possibile.
L'anonimo poi non fa che dare alla Fraternità ciò che lui stesso pretende, la Fraternità non ha mai preteso nulla, non fa altro che insegnare ciò che la Chiesa ha infallibilmente insegnato da sempre, se ciò è la Verità, chiunque la dica, è il depositario della Fede e della Tradizione, non lo sono di certo quelli che la vogliono far coincidre con il modernismo ed il CVII, che è un concilio della CHiesa e la Fraternità lo ha sempre confermato ma che è la causa della situazione attuale.
"si avrebbe inoltre uno snellimento del "tradizionalismo" da tutti quegli orpelli estetizzanti e formalistici di cui troppo spesso questo movimento si nutre in Italia e all'estero, quando è concentrato solo sulla liturgia e non su una visione globale della vita cristiana;"
Ma proprio lei che così attento alla forma, non capisco quali siano gli orpelli?
Non intenderà la riforma della riforma nella continuità, ovvero un ibrido tra vetus ordo e NO?

"si otterrebbe quindi la finale riconciliazione fra passato e presente della Chiesa alla luce della tradizione, con il compito di passare finalmente al problema centrale: come porre rimedio alla crisi della Chiesa."

Ma questa è pura ermeneutica della continuità.
Non esiste è impossibile conciliare l'inconciliabile almeno con la retta ragione per Hegel e compagni si, poi il risultato si vede, una nuova religione mondiale in cui convivono i cattolici ed i luterani ecc.
Così si risolve la crisi?
Questa è la volonta di Dio?
Buon Natale a tutti voi.
CVCRCI

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Gavazzi,

mi spiace di averla delusa. Le rispondo subito ribadendole la mia personale opinione:

1. La volontà di Dio si esplica sulla terra anche attraverso l'azione del Vicario di Cristo.

2. Lo snellimento da orpelli et alia varia...: non può contestarmi che in Italia spesso il tradizionalismo dell'ultima ora si esprime attraverso una serie di attenzioni vacue ad accessori liturgici. Cosa che non è propria della Fraternità, che in questo è essenziale, seguendo lo stesso insegnamento di Mons. Lefebvre. La "tradizione" non la si vive solo intellettualisticamente (leggendo Gherardini e Amerio), né liturgicamente. La si valorizza vivendo cattolicamente a 360°. Credo che la Fraternità sia capace di dare questo senso vitale alla tradizione perché il suo esilio non ha motivazioni esclusivamente liturgiche. Con una FSSPX integrata vedremmo rifiorire la tradizione in ogni ambito della vita cattolica. Questo il mio pensiero e il mio auspicio.

3. Che si vada incontro ad una nuova religione mondiale sono il primo ad affermarlo. Tuttavia, proprio per questa ragione, credo sia opportuno che chi vive il Cattolicesimo in maniera ortodossa lo faccia stando nella Chiesa e non fuori dalla comunione.

Pistolotto finale: ma lei si rende conto di quanti benefici per le anime discenderebbero da un rientro della Fraternità nel seno della Chiesa? Chissenefrega che la Chiesa di Roma è fatta anche di Neocatecumenali, Focolarini, e chi più ne ha più ne metta... la Fraternità ritornata in comunione con Roma accoglierebbe migliaia di cattolici che non vedono l'ora di potersi unire alla Fraternità, considerata baluardo e testimonianza viva della tradizione cattolica.

Perciò non bisogna avere remore o paure. Secondo me bisogna accogliere l'invito del Papa a riformare la Chiesa dal suo interno con ottimismo cattolico e fermezza!

Gianpaolo1951 ha detto...

Ben detto caro Francesco!!!
Mi limito solo a far presente al signor Massimo Martinucci, che l’obbedienza ceca e fine a sé stessa è inutile e non porta da nessuna parte!...
Altra è l’obbedienza rispettosa che si deve all’Autorità costituita cui si appartiene, anche se si condividono solo in parte alcune decisioni…, ma quando queste vanno contro i sani principi o ne minano le basi fondanti, è riconosciuto il diritto-dovere di disubbidire!!!
A mio avviso, la FSSPX riconosce l’autorità di Papa Benedetto XVI, ma si oppone alla sfrontatezza della CEI che spesso e volentieri si arroga il diritto di sentenziare al posto del Santo Padre stesso!...
Papa Benedetto XVI, sa benissimo come sono andate le cose al tempo di Monsignor Lefebvre e quali e quante siano state le pressioni curiali su Papa GPII…
E proprio per questo, ha operato la tanto criticata scelta di revocarne la scomunica tirandosi addosso le ire funeste di chi sappiamo, tanto da dover pubblicare una lettera chiarificatrice a tal riguardo…
Non so come andranno a finire le cose, ma per il bene comune di entrambe le parti e della Chiesa tutta, mi auguro che si trovi un punto d’incontro!!!

Andrea ha detto...

E il Vicario di Cristo, caro Francesco, È Cristo in terra (S.Caterina da Siena).
Il Capo non visibile agli occhi della carne (mentre viviamo in questo mondo) in Cielo / il Capo visibile in terra.
Questo è il realismo cattolico, contro ogni gnosticismo.

Se vogliamo, ricordiamo le visioni relative ai "Tre Biancori": l'Eucarestia, l'Immacolata, il Papa, coinvolti direttamente nel combattimento escatologico dei nostri giorni.

vaticancitystate ha detto...

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Francesco Colafemmina ha detto...

Thanks... but it's a blank blog?

bernardino ha detto...

Io prima di spingere il piede sull'acceleratore aspetterei cosa risponde il Papa alle richieste della FSSPX. Se poi il Papa ci mette con le spalle al muro "o accettate il Concilio VII etc. etc." a quel punto possiamo decidere cio' che Dio vuole, o seguire le Leggi Divine di Dio oppure Seguire il Papa contro le Leggi Divine di Dio bimillenarie. Qualcuno deve assumersi questa grande responsabilita' e nel giorno del giudizio renderne conto a Dio. Certo e' una responsabilita' grave ma il Vangelo di Cristo parla chiaro.

bernardino ha detto...

E' vero che la Fraternita' ha bisogno della Sua Chiesa e del Suo Pastore, ed e' vero che la Chiesa ed il Papa hanno bisogno della Fraternita', ma se a causa delle contraddizioni e della rivoluzione del concilio Vaticano II, non si riesce a parlare la stessa lingua, e pertanto non si arrivera' ad alcun accordo, cosa fara' il Papa, di fronte ad un concilio pastorale e di aggiornamento e non dogmatico, riproporra' una scomunica? e a cosa servirebbe una scomunica di fronte a cose che mettono in discussione Dio? La chiesa perderebbe un ramo che predica la vera religione bimillenaria Cattolica gia' predicata da 260 Papi e migliaia di vescovi, per predicare una religione non piu' divina ma umana? E chi si assumerebbe una cosi' enorme responsabilita' davanti all'Onnipotente pensando un giorno verra' il Suo giudizio? Quante volte ci sono stati scismi nella Chiesa? Ma la Chiesa non ha mai tradito ne con i fatti dei Protestanti - degli ortodossi ne altre volte, ha sempre seguito secondo il Vangelo, Dio. e La Fraternita' cosa dice? dice forse cose diverse da cio' che hanno detto i duemila anni della Chiesa e dei 260 Papi? dunque, perche' si e' voluto scomunicarla e si fa' capire che quella e' la strada alla quale va' incontro, se non accetta cio' che mette in discussione il Padre Onnipotente?

Andrea ha detto...

Ripeto ciò che ho già affermato in passato, caro Bernardino, sempre sperando che possa essere utile: non siamo noi a "discutere Dio" (semmai possiamo e dobbiamo approfondirNe le caratteristiche, basandoci sulla Sua auto-rivelazione a noi: è questa la teologia) - è Lui che mette in discussione noi.
Non siamo noi a "possedere la verità su Dio" - è la Verità di Dio (Logos) che ci possiede, se Le consentiamo di possederci.

La "vera religione" (che esiste) non coincide con l'annuncio fatto dalla Chiesa, ma è una forma di culto divino che si collega direttamente al sacerdozio di Cristo "ad modum Melchisedek" e al Suo mistero pasquale. Proprio essa richiede la sana laicità di cui parla il Papa: il Signore vuole che viviamo la vita presente (provvisoria) in chiave profetica rispetto alla Vita Eterna (definitiva), e non come spazio dominato dalla dimensione sacrale (cultuale).

Coraggio: eliminando i timori di fronte al Papa e a Dio (che ci dà le sue Leggi perché viviamo, e non per poterci giudicare), l'orizzonte si rischiara!
Questo non significa affatto negare l'evidenza, che ci mostra una virulenta infezione gnostica nella Chiesa: volersi salvare con i libri, anziché lasciarsi salvare da Colui che coincide con il Vangelo, cioè con la Buona Notizia per noi peccatori.

bernardino ha detto...

Con riferimento ad Andrea, vorrei ritornare a cio' che ho detto nel mio commento del 21/12. Siccome ho piena fiducia nel mio Dio , ed e' da Lui che voglio farmi possedere il cuore, ma poiche' vedo cio' che ha piu' a cuore il Signore che sono io come Suo figlio, e la Chiesa che e' la Sua Sposa, e vedendo la situazione attuale della Sposa dopo il Vaticano II che si trova in una situazione di grave coma avendo bevuto del veleno abbracciando tutto quello che sai, come dovrei comportarmi? facendo finta di non vedere? o cercare di combattere con tutte le forze (che non avendone delle mie, le Chiedo al mio Onnipotente). Dovrei mettermi con le mani nelle mani e lasciare che il male eterno possa portare a compimento il Suo eterno desiderio? Pur sapendo che i mali del demonio NON PREVALEBUNT? No, cerchero' con tutte le forze che il Signore mi da', per lottare contro tutti questi mali,affinche' la Chiesa di Cristo possa uscire vittoriosa.

bernardino ha detto...

Vorrei comunque sapere da Stefano ed anche da Andrea, se ritengono la FSSPX parte integrante della Chiesa Cattolica e se si quale dovrebbe essere la chiave di svolta della S.Sede. E' Giusto che sia messa fuori della porta una parte della Chiesa che predica la dottrina di Cristo, solo perche non e' conforme alle leggi del VaticanoII (e sappiamo bene cosa predica il VaticanoII) ed inseguire le confessioni e le altre false religioni che fanno di tutto per distruggere la dottrina Cattolicaed Apostolica? Datemi per favore una risposta con un commento.

Andrea ha detto...

A mio giudizio, caro Bernardino, la Fraternità S.Pio X è attualmente "sulla soglia" della Chiesa.
E vi resterà (tutto andando bene) finché continuerà ad affermare, come lei faceva il giorno 21, che si tratta di "due comunità" di cui l'una ha bisogno dell'altra.
Questo, ripeto, non perché gli sbandamenti nella Chiesa non siano gravi, ma perché "la Chiesa" non è una comunità più o meno retta, ma è il Corpo Mistico di Cristo.

Voglio dire che chiunque dovrebbe avere solo la speranza di essere e rimanere nella Chiesa ("Io sono la vite, voi i tralci"), non certo perché gli altri "tralci" siano perfetti, ma perché più che pefetta è la Linfa che circola nell'unica Vite.
In più, esiste il Romano Pontefice, pricipio visibile di unità.

Per quanto riguarda l'"ecumenismo" deteriore, basato sulla "dittatura del relativismo", cioè sull'ossessione massonica di ridurre Cristo da Uomo/Dio a "sapiente": credo che proprio la sottolineatura del fatto che il Cristianesimo non "è" UNA religione, ma "comporta" LA vera religione, sia decisiva per uscire dalla palude.
Moltissimi vogliono restare in tale palude e farvi affondare la Chiesa? Alziamo la Vera Croce, ma non pensiamo che "la Chiesa" insegua le chimere. Sono molte persone di Chiesa a inseguirle.

bernardino ha detto...

Un giorno, racconta il Vangelo, alcuni contadini, andarono dal loro padrone e gli riferino che in mezzo al buon grano il nemico aveva seminato la zizania, e gli chiesero se avessero dovuto eliminarla. Il Padrone rispose, quando verra' la mietitura il buon grano verra' posto nei granai, e la zizania verra' bruciata. Ho fatto quest'esempio per dire che arrivera' il giorno in cui il Signore, che e' il padrone della Sua Chiesa, decidera' quale' il buon grano e qual'e' la zizania che ha fatto molto male allla Sua Chiesa. E non esiste Giudice migliore del Signore per giudicare. Ricordando che il Signore ha fatto l'inferno ed il paradiso, pero' vuole anche che la zizania venga estirpata. ad Anonimo e ad Andrea.

bernardino ha detto...

In parte sono daccordo con te Andrea, pero' sono assillato dall'idea, che nella Chiesa siamo in tre "la vite - il Papa - ed i tralci io e te dopo il concilio Vaticano II. Mi sembra che ognuno segua una sua propria strada - Guarda i vescovi ognuno parla come vuole e agisce di conseguenza, i sacerdoti e meglio non parlarne. Possiamo solo raccomandare le nostre anime a Dio per la salvezza. di certo se il Papa non prende delle grosse decisioni penso che quello che succedera' lo sappiamo gia' da cio' che ci ha detto la Madonna di Fatima, alla quale dobbiamo raccomandarci prgando.

bernardino ha detto...

Un commento alla Vs. frase di precisazione "CHI SIAMO". Visto che questo blog ha lo scopo di informare e ravvivare il dibattito sul rapporto tra arte e cultura sacra, fede cattolica e tradizione millenaria della Chiesa. Vorrei far sapere quello che e' successo in una Chiesa Collegiata de secunda sedis del XV secolo, vicino Roma, da quando e' arrivato da circa 12 anni un parroco ultraprogressista e sembra che non abbia alcun controllo ne del suo ordinario ne delle Belle Arti. In poco tempo ha smantellato tutto il vecchio presbiterio e l'ha rifatto in marmo lucido, come una chiesa di recente costruzione e questo e' un pugno in un occhio, ha posto al centro di dove era l'antico altare un grande trono con dei tronetti laterali in marmo (come quello degli imperatori) non c'e' piu' divisione tra luogo dei fedeli ed il presbiterio' ha messo un altare che sembra un tavolo con un grande ambone di marmo bianchi, ha tolto datutti gli altari Crocefissi e candelabri antichi. Oltre al fatto che ha posto in una cantina una decina di statue anche antiche tra cui una in legno del 600 per farle fradiciare e poterle buttare via. A completamento ha distrutto tutti i paramenti antichi tra cui decine di pianete pregiate, dalmatiche piviali. insomma ha ridotto questa chiesa di tipo protestante basta vedere le liturgie con canti progressisti con chitarre e bongo ed altri strumenti che non oso definire. Ora fate voi un commento, e come in altro commento dite, - far pervenire alle autorita' competenti queste notizie.

Andrea ha detto...

Caro Bernardino, "Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo..." Mt 13, 38-39).
Questo per dire che le questioni di commistione fra ciò che è nato da Dio e ciò che è nato dal Maligno riguarda non tanto la Chiesa, quanto l'intero mondo (terreno) degli uomini.
Ecco la sana laicità: la scelta vitale per Cristo o contro Cristo non riguarda solo le "persone di Chiesa", ma TUTTI.
Un tempo era comune dire che un paese contava tot "anime", ed era spontaneo pensare ciascuna di queste anime come procedente sulla strada del Paradiso (la "scia luminosa di Cristo", disse papa Benedetto anni fa) o dell'Inferno.

Per l'intervento delle 6:41 : mettiamo nella Chiesa anche Francesco e la sua sposa!
Scherzi a parte, l'impressione di "manicomio demolitorio" è spesso giustificata - anzi io sono ancora più negativo: vedo una cosciente cooperazione di molte persone di Chiesa (soprattutto membri del Clero) a un'azione satanica di sterilizzazione del Sacrificio di Cristo.
In due parole, si vuole pensare che gli uomini non avessero bisogno di Redenzione, o in altri termini che il Peccato Originale sia un "riferimento simbolico" per gli sbandamenti umani.
Invece la realtà, più volte ribadita dal Magistero, è che il Peccato originale è un fatto storico, caratterizzato da un'indicibile gravità.
Ripeto il richiamo all'inno manzoniano "Il Natale".

Se non c'è Peccato Originale, Dio diventa nostro debitore ("perché ci lasci nei guai?"), anziché nostro creditore ("perché hai dato Tuo Figlio per noi? che cosa potremo darti in cambio?"), e la vita cade nella disperazione.

E allora? Allora consideriamoci, come siamo, iper-fortunati di avere il Magistero infallibile, un Magistero ordinario soave e profondissimo, tanta luce da persone buone, e non dedichiamoci a contemplare le opere dei figli del Maligno. "Non ti curar di lor, ma guarda e passa...".

Auguri per il nuovo anno!

bernardino ha detto...

Andrea, consideriamoci iper-fortunati, di avere B.XVI Magistero Ordinario Infallibile, tanta luce da persone buone, ma troppo poche, facciamo tanta attenzione alle provocazioni del maligno pregando con forza Maria SS.ma. Per gli altri non ci curiam di loro, ma preghiamo per la loro conversione a Cristo Salus Mundi. Tanti auguri di buon anno di vero cuore anche a te.

Andrea ha detto...

Grazie, caro Bernardino.
E usiamo contro il Maligno un'arma preziosa: il disprezzo. Lui, che ama tanto il luccichio dell'oro (e può distribuire molto oro ai suoi), è davvero privo di valore! (spesso, invece, si paluda di "Altissimi Valori").

bernardino ha detto...

A Francesco - Santita' mai come oggi c'e' bisogno di fermezza - Ho letto il tuo appello al Papa, ne sono rimasto molto contento, perche hai detto molte cose che in tanti altri miei commenti ho detto anche io. Chissa' se qualcosa arrivera' al Papa, potra' essere utile per ripulire la Chiesa nostra Madre e Maestra. Ti auguro di cuore un buon anno.

bernardino ha detto...

Stefano, deve essere fatta la volonta' di Dio, ma per fare quella c'e' bisogno dell'aiuto di Benedetto XVI ed il Papa ha bisogno del nostro aiuto, sapessi quanti serpenti sono pronti ad azzannarlo? Cerchiamo di esserGli vicino e di farGli vedere quanto Gli vogliamo bene, e non solo a Lui, ma sopratutto alla Chiesa di Cristo di Cui ne e' il Successore. auguri di buon anno.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Bernardino,

auguri di cuore anche a te. L'appello "Santità, mai come oggi c'è bisogno di fermezza" non è opera mia bensì di don Matteo De Meo, un sacerdote coi fiocchi e un caro amico. S'intitola infatti "lettera di un sacerdote al Santo Padre".

Altri contributi di don Matteo li trovi in alto nella sezione documenti.

Un caro saluto!

bernardino ha detto...

Caro Francesco, mai come oggi c'e' bisogno di fermezza e del Nostro Papa "Chiesa Vivente e Cristo in terra" perche' solo Lui, il Papa ci darci certezze e confermarci nelle fede, vista la grande confusione che c'e'. Speriamo che riesca a riportare dentro la vera Chiesa di Cristo tutte le pecorelle, perche' le pecorelle hanno bisogno del Suo Pastore ed il Pastore delle Sue pecore. La mia speranza e' che il Papa porti a buon fine tutti i colloqui che ha in corso e vedere alla fine una sola Chiesa unita di Cristo.