sabato 17 dicembre 2011

A P..EGGIO EMILIA VA IN SCENA IL "PRESEPE APPARENTE"... SPONSORIZZATO DALLA CURIA


Vi mostro il seguente comunicato emesso dall'associazione Flag no flags di Reggio. Ogni commento è  del tutto superfluo...

Venerdì 23 dicembre si inaugura all'interno della Chiesa di San Carlo la video-installazione Presepe apparente, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, in collaborazione con Associazione Flag No Flags e Curia Vescovile. La mostra presenta il lavoro collettivo di alcuni artisti - uno scultore, Michelangelo Galliani, un videomaker, Massimiliano Galliani e un pittore, Marco Petacchi, con un gruppo di musicisti, gli Stoop - che per la prima volta si cimentano assieme per elaborare un discorso installativo diverso dalla propria disciplina, un video-presepe interattivo come dono per la città. Cinque elementi sono scelti a supportare una moderna visione del messaggio evangelico della natività: un inginocchiatoio sul quale il visitatore sarà invitato ad inginocchiarsi per pregare, un microfono con un libro come medium, una videoproiezione come rimando all'antica pala d'altare in cui appaiono e scompaiono i personaggi, una teca con i chiodi - simbolo del presagio evangelico e un commento sonoro composto per l'occasione. 
Il significato del progetto verte sulla rivelazione del sacro attraverso la fede del credente e sul mistero della preghiera. Soltanto leggendo a voce alta la proiezione sarà visibile, per tutta la durata della lettura. Le immagini non appariranno mai contemporaneamente in scena e le figure viventi saranno visibili in penombra, sempre di spalle illuminate con luce radente, in una sorta di scenario caravaggesco. 

Videocatalogo scaricabile on-line dal sito (info in mostra). Vernice : venerdì 23 dicembre alle ore 17.30 orari : sabato, domenica e festivi (Natale e S.Stefano) 10-13 /16-19 1 gennaio 16-19 ingresso libero  Uno speciale ringraziamento a : Diocesi di Reggio Emilia Guastalla Ufficio Beni Culturali


28 commenti:

Gianpaolo1951 ha detto...

Stupire, stupire e ancora stupire!…
Ormai la Chiesa non sa più cosa inventarsi pur di stupire…
Ho notato che il video su YouTube è stato rimosso!…
http://www.youtube.com/watch?v=apQoqTkPFkE
Ho notato anche che tra gli sponsor c’è Bonioniarte…
http://www.bonioniarte.it/index.php
Spero solo che il presepe sia un’opera di altra natura!!!

Francesco Colafemmina ha detto...

Il video è qui: http://www.youtube.com/watch?v=dY4uOWycHV4

Ed è di una vacuità impressionante. Contemplazione ombelicale estrema...

Andrea ha detto...

Soltanto se ho "fede", il "sacro" si rivelerà, in un quadro Heavy Metal !

Siamo in piena struttura evocativa: mi "concentro", e dal buio appaiono (di spalle, in uno scenario "caravaggesco"), le Figure del Sacro.
Non Lux lucet in tenebris, ma Tenebrae pariunt Sacras Imagines, se il "credente" lo chiede loro.

L'anno prossimo, si proporrà di esercitare la "fede" direttamente davanti alla sfera di cristallo.

Anonimo ha detto...

Se il Papa, S.S. Benedetto XVI, invece di sopportare pazientemente tanta parte deviata e deviante delle gerarchie e comminasse una 'bella' serie di scomuniche, darebbe segnali tremendi, ma che segnerebbero uno spartiacque tra l'operato di chi è dentro e di chi è fuori dalla Chiesa.
Chi mai avrà voglia di entrare in certe nuove,o adeguate, chiese per essere costretto ad 'ammirare' certe 'boiate'?

Francesco grazie del coraggio.

Saluti
Antonio C.

evergreen ha detto...

Ho sempre apprezzato il Suo modo di esprimere un vivace disappunto nei riguardi dell'arte sacra che - ad onor del vero - non sembra oggi capace di comunicare le vibrazioni che un tempo riusciva a trasmettere alla mente e al cuore non solo dei fedeli. La bellezza sembra aver abbandonato le nostre chiese in uno con la fede. Pur tuttavia ritengo che una certa indulgenza sia dovuta anche a forme d'arte come il presepe apparente di Reggio Emilia che - come tante altre manifestazioni artistiche moderne - esprime a suo modo lo smarrimento del sacro da parte dell'uomo contemporaneo. Criticare soltanto non aiuta. Con stima ed amicizia.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Evergreen non si tratta di "criticare soltanto". Sul blog mostro da tempo esempi di artisti e architetture sacre che possono ridare lustro all'arte della Chiesa. Ma a quanto pare, tutto ciò è di scarso interesse per certe curie periferiche...

Il problema del "presepe apparente" è che non esprime, a mio parere, "lo smarrimento del sacro da parte dell'uomo contemporaneo", ma al contrario lo fomenta. E paradossalmente ridicolizza il sacro stesso trasformando un atto devozionale in una sorta di gesto artistico seriale.

C'è molto da riflettere su questa pseudo arte che invade la spiritualità con le istanze dell'arte contemporanea e la sfibra, la priva di consistenza. Soppianta insomma l'installazione con l'atto naturale e personale della preghiera.

Il fedele è sostituito dallo spettatore, l'atto devozionale da un percorso obbligato dell'installazione, l'inginocchiarsi davanti al cospetto di Dio da una sottomissione alle indicazioni dei curatori della mostra, l'apertura del cuore alla preghiera da una riflessione tutta cerebrale.

Altro che critiche, qui ci sarebbe da andare con i picconi!

Andrea ha detto...

Reggio Emilia, caro Francesco, appare in questo momento un luogo di "outing" decisivo di un certo ambiente "conciliare" in senso deleterio (Melloni ecc.).

Sono convinto che si tratti di una situazione preparata a tavolino, in connessione con il 150° del Regno d'Italia.
Reggio è un punto adatto a simili "dichiarazioni d'intenti" rivoluzionarie, non solo per essere stata città del Tricolore (giacobino/napoleonico), ma per il fatto di trovarsi esattamente nel punto di contatto fra l'ambiente "gallico" del Nord-Ovest, facile alle derive gallicane, e la Penisola direttamente influenzata dal Papato (Bologna faceva parte degli Stati della Chiesa).

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro evergreen, con tutto rispetto, più che “smarrimento del sacro”…, io parlerei di dissacrazione bella e buona!...
E il braccio tutto tatuato del pastore in bella mostra, ne è solo un piccolo esempio!!!

bettadema ha detto...

Tutta questa gente ha come unico obiettivo quello di stupire...E non si rendono conto di quanto stiano devastando le nostre chiese.
Ci vorrebbe Totò per far loro una sonora pernacchia

Andrea ha detto...

Se ne rendono conto, caro/a bettadema - è questa la cosa grave.
L' "animus" è "Basta, non ne possiamo più di vedere che Dio ci salva nella concretezza _ Vogliamo autosalvarci (= "Realizzarci") nell'astrattezza! E subito.. abbiamo già pazientato troppo, dal tempo del Concilio! "

Anonimo ha detto...

TRATTASI DI UN TRAILER! NON DI UN'OPERA!
CHI PREGA VEDE! PRIMA SI CONOSCE POI SI GIUDICA!

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro anonimo,

grazie, ma lo avevamo capito che si trattava di un trailer o di uno spot pubblicitario dell'evento. Pure, uno spot di tale vacuità sonora e visiva non fa che preludere al vuoto dell'intera operazione. Questa la sintesi del nostro giudizio prevenuto, preconcetto e carico di pregiudizi.

Se lei ha degli elementi possano indurci a mutare giudizio, ce li esponga, grazie.

E la prossima volta la prego di scrivere in minuscolo e non in stampatello per rispettare la netiquette del blog.

Mau ha detto...

Un tempo all'uomo di fede smarrito si mostrava la via attraverso la Persona di Gesù; oggi invece c'è il culto all'uomo smarrito quasi sia un risultato di cui vantarsi. Un tempo perchè il popolo capisse si facevano i dipinti e gli affreschi dove si rappresentava la vita divina che provvidenzialmente si mescolava a quella umana reale e chiara; oggi invece si rappresenta il non si sa cosa che si mescola al non si capisce. Un tempo a predicare al popolo si chiamavano gli uomini di fede perchè potessero infiammare il cuore di chi ne aveva poca o l'aveva vacillante; oggi invece si chiamano a predicare gli atei sperando che nel loro intervento dicano una parola che possa ammettere che forse un dio esiste, quasi avessimo bisogno del permesso di chi non crede per credere e così sentirci meno ignoranti. Boh, pure il presepe apparente adesso. Qualche certezza reale invece c’è ancora per questi signori? Siamo alla rappresentazione dell’antitesi dell’Incarnazione stessa che per sua natura è proprio il contrario dell’apparenza: è Dio che si fa carne per salvare tutti noi e farsi realtà.

Anonimo ha detto...

Caro Francesco,
Credo che l'unico modo per saperne di più sia partecipare all'evento. Dal comunicato sembra che l'opera verta sul fatto che si può assistere alla proiezione solo se in preghiera di fronte all'altare. Se si smette di parlare svanisce nel vuoto. Si dissolve in nero per usare un termine tecnico. Questo non crede che sia la metafora poetica di una fede in qualcosa di superiore e più grande di noi? Se si parla, se si prega si è dentro alla scena, motivo per cui i personaggi ci danno le spalle. Se c'è dialogo c'è luce, se si chiudono gli occhi e la mente si sta al buio.

Anonimo ha detto...

...e comunque caro Francesco,
Se lei mi consiglia di usare il minuscolo io mi permetto di suggerirle di evitare ironie banali come quelle di sostituire la R con la P nell' impaginare il titolo del "non suo articolo".
Grazie! In minuscolo
Tanto lo so che non mi pubblica!

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Anonimo,

io ho sorvolato sui commenti, ma se vuole le spiego perché continuo a ritenere questo "evento" un'altra boiata delle solite che la curia di Reggio ci sta proponendo negli ultimi tempi.

Lei mi ribadisce che la preghiera del fedele è l'elemento che "aziona" l'installazione. Ed è proprio questo il punto! Il testo afferma: "Il significato del progetto verte sulla rivelazione del sacro attraverso la fede del credente e sul mistero della preghiera."

In altre parole è la fede dell'individuo che rivela Cristo e non Cristo che si rivela all'individuo, a prescindere dalla sua fede.

Questo capovolgimento soggettivo dell'Avvento è palesemente preoccupante. E non è un caso che venga esaltato da artisti che fanno "arte contemporanea". L'installazione è infatti il "modulo" espressivo più indicato per far sì che la visione soggettiva attualizzi l'opera e non sia l'opera d'arte a rivelare oggettivamente il proprio messaggio e la propria "visione" estetica.

Stupisce dunque che la Curia si cimenti nella valorizzazione di una simile iniziativa. E che lo faccia all'interno di una chiesa.

Contemplare il mistero del Dio incarnato non è una sorta di farisaico onanismo del proprio vivere la fede. Cristo si manifesta al mondo per salvarlo interamente e l'evento del Natale è un fatto storico non una sorta di leggenda che si "attiva" se si ha fede. Ecco perché i presepi sono cose serie e non delle simili corbellerie...

Ed ecco anche la ragione del P.eggio Emilia... ma capisco che questa sia solo facile ironia...

Anonimo ha detto...

Caro Francesco,
Mi perdoni ma lei con tutte queste storie mi ha annoiato a morte. Lei parla di boiate e non si accorge di quanto sia borioso, noioso e pedante. Credo che quando si ha che fare con questo genere di ottusità religiosa non ci sia niente da fare! Ora se non le dispiace vi lascio alle vostre dichiarazioni da prete e mi dedico a qualcosa di più stimolante. Che dire, posso solo consigliarvi di fare lo stesso.
Cordialmente

Un ateo

Francesco Colafemmina ha detto...

Grazie signor ateo,

nessuno la obbliga a comprendere le istanze del Cattolicesimo né tantomeno a leggere il blog, ma credo sia già un progresso conseguire il marchio di "ottuso" da un ateo.

Grazie ancora e... Buone Feste!

Livio Sterlicchio ha detto...

Egr. Dott. Colafemmina
tempo fa, ad un mio detrattore -che almeno si firmava- risposi semplicemente: Dante Alighieri, Inferno, Canto III verso 51.
E' la maniera giusta per farli in....... e riderne.
Grazie per le Sue battaglie e Buon Natale con un presepe di cartone su cui nevica cotone.

Anonimo ha detto...

Bravo Colafemmina! in te c'è il seme dell'odio e della guerra...ma che problemi hai UOMO SPAVENTATO? tutti siamo spaventati in quanto esseri umani, ma uscire dall'impiccio con l'arroganza di una visione che trova conferma solo nella sua umana ufficializzazione...mi sembra eccessivo. un giorno sentirai di aver buttato un'intera vita...ma sarà tardi.

Martino, non il santo.

Gianpaolo1951 ha detto...

Umm!!!…
Qualcosa mi dice che il signor “ateo anonimo” ha a che fare con tutto l’ambaradan di P.eggio Emilia!!!

Anonimo ha detto...

L' arte sacra non ha più la funzione di raccontare ad un pubblico analfabeta una verità alla quale non può sottrarsi.
La fede non va data per scontata, è un premio che va guadagnato nell' umiltà e nell' apertura.
Il dovere dell' arte, in questo senso, è oggi quello di inculcare dei dubbi, non di glorificare, sia fuori che dentro dai luoghi sacri.
Definre l' opera invadente e vincolante è un opinione rispettabile e stimolante, perché conseguente ad una riflessione.
Scandalizzarsi per un braccio tatuato invece è semplicemente ridicolo, ma di cosa stiamo parlando?

Marco Ponzi

Francesco Colafemmina ha detto...

Gentile Marco Ponzi,

ma chi l'ha detto che l'arte sacra non ha più la funzione narrativa? Lo dice lei? E lei chi è? Il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica?

La storia dell'arte che deve "inculcare dei dubbi", porre delle domande, è vecchia come il cucco, ammuffita direi. Quest'arte che sonda, che attanaglia, che esprime le domande profonde dell'uomo è un vecchio ritornello che ritorna ogni qual volta l'arte dev'essere assoggettata al delirio del singolo artista, all'estro del critico.

Da cattolici credo che ne abbiamo le scatole piene di sta roba...

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro ateo/Martino,

mi rincresce che un blog che si occupa di arte e architettura sacra si debba trasformare in un'arena nella quale dar sfogo alle proprie paranoie.

Il presepe è un dono. Cristo è un dono, non si tratta di arroganti visioni che si confermano nell'ufficialità.

Sono fatti storici collocati nella storia che annunciano l'avvento di Colui nel quale possiamo o non possiamo credere. Ma non possiamo dubitare del Suo avvento, perché il presepe non è un "atto di fede".

Questo testimonia soltanto una profonda ignoranza teologica.

Anonimo ha detto...

Caro Colafemmina,
Come vede è rimasto solo. Solo in questo mondo che va avanti e non ha paura di affrontare le diversità, le paure e i dubbi sull esistenza o meno di qualcosa di superiore.
Vede, caro Colafemmina, il mondo che la ospita è lo stesso che dà agli altri la possibilità di esprimersi nei più svariati modi. Opporsi a questa legge significa autorstinguersi. Significa rimanere soli di fronte all'impossibilità di imporre la propria visione a chi di paure e sottomissioni non ne vuol sentire nemmeno parlare.

Distinti Saluti

Massimiliano Galliani

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Galliani,

perché dovrei essere rimasto solo? Mi faccia capire!

Con questo suo commento lei è in grado di rivelare la radice profonda della sua sperimentazione artistica. Affermare che Cristo è veramente Dio ed è realmente nato il 25 dicembre le pare una imposizione di una Chiesa che governa i fedeli con paure e sottomissioni...

Ben altra cosa rispetto al "dialogo", al "dubbio", allo scetticismo inclusivo di una Chiesa che si "apre" al mondo.

Beh, me ne rammarico ma mi par di capire che lei non ha capito un bel nulla né di me, né tantomeno della Chiesa. E va avanti per pregiudizi.

Pregiudizio n.1: la Chiesa del passato operava con il morso della paura e la frusta della sottomissione;

Pregiudizio n.2: chi non accetta la sperimentazione del contemporaneo è un retrogrado che si isola ed è destinato all'estinzione.

Pregiudizio n.3: oggi il mondo è finalmente libero di accettare diversità, paure e dubbi sull'esistenza non di Dio ma di "qualcosa di superiore".

Mi domando se abbia mai letto qualche recente discorso o opera di Jean Clair. Se conosca almeno Jean Clair. Se abbia mai sentito parlare di "critica" all'arte contemporanea, considerata come un rituale in via d'estinzione. E d'altro canto mi domando se abbia mai letto l'enciclica Fides et ratio di Giovanni Paolo II...
Insomma, credo sia difficile senza strumenti adeguati proclamare non solo che l'arte contemporanea sia l'unica via del futuro ma che il dubbio sia l'unico metodo per far sussistere la fede...

Filippo B. ha detto...

La forma dialettica che usa Colafemmina è schietta e decisa, cosa che forse nell'attuale società urta, perchè non si accetta più che qualcuno abbia delle certezze nemmeno nel modo di esprimersi. Ciò detto Colafemmina dice la verità, parlando del Presepe come si parla del Fatto Cristiano (che è un fatto non opinione o filosofia) che nulla toglie a chi non credo nè tantomeno rappresenta un ostacolo al confronto con gli altri, anzi la Verità vi renderà libera e lo ben capisce chi questo fatto lo ha incontrato e di sicuro se è vero non se ne vergogna rendendolo "apparente". Il significato del Presepe sta tutto nella semplicità di un bambino per il quale vi consiglio il pezzo della Merini http://parliamoitaliano.altervista.org/il-mio-presepe-privato/
Buon Natale Filippo B.

Mau ha detto...

No, guardi sig. Galliani, il buon Francesco non è solo. Siamo in molti a condividere le sue idee anche se spesso quello che scrive saggiamente lui è già esaustivo e quindi non occorre aggiungere tante parole. Si sa che negli ambienti ecclesiastici di oggi bisogna essere allineati al sistema (alcune linee guida del sistema le ha ben espresse lei) perché altrimenti non si ha diritto di parola e di opinione ma qui siamo in internet dove questi diritti sono ancora contemplati.

Grazie Francesco per il suo impegno e auguri di Buon Natale a Lei e alla sua famiglia.