sabato 10 dicembre 2011

SULLE ESENZIONI FISCALI DELLA CHIESA CATTOLICA E IL GOLPE MONDIALSITA IN CORSO

Goya - Saturno che divora i suoi figli - 1823
"Per il governo dell'economia mondiale;
per risanare le economie colpite dalla crisi,
per prevenire peggioramenti della stessa
e conseguenti maggiori squilibri;
per realizzare un opportuno disarmo integrale,
la sicurezza alimentare e la pace;
per garantire la salvaguardia dell'ambiente
e per regolamentare i flussi migratori,
urge la presenza di una vera
Autorità politica mondiale"
Benedetto XVI   - Caritas in Veritate - n. 67
"Nell’occasione presente mi sia consentito sottolineare
 che gli impegni per la pace non possono essere separati
dalla ricerca di una società giusta e di un reale sviluppo
 di tutte le nazioni e di tutti i popoli.
Giustizia e sviluppo vanno per mano con la pace.
Sono parti essenziali di un
nuovo ordine mondiale ancora da edificare.
Sono una strada che conduce verso
un futuro di felicità e di dignità umana."
Giovanni Paolo II - Discorso al Corpo diplomatico - 24 Febbraio 1980


di Francesco Colafemmina

Come al solito, la Chiesa comincia a risvegliarsi solo quando viene colpita in qualità di istituzione terrena dotata di proprietà immobiliari e spesso guidata dall'interesse di qualche affarista travestito da chierico. Ma visto che facciamo parte della Chiesa intesa quale Corpo Mistico di Cristo e visto che l'attacco contingente alla Chiesa Cattolica in Italia e alla Santa Sede è guidato non certo da norme di equità terrena, ma da un inespresso anelito alla cancellazione del ruolo determinante della fede cattolica nella nostra società italiana, vale la pena spendere qualche parola in difesa di Santa Romana Chiesa. Nondimeno è opportuno oggi smascherare il vero e proprio golpe mondialista in fase di sviluppo, golpe che prevede e necessita l'annientamento dei due elementi di riferimento dell'ordine sociale italiano: la politica e la religione... con l'inconcepibile complicità della Chiesa stessa. 

1. Come nasce la crisi

Per capire quello che sta accadendo in Italia e i futuri sviluppi degli eventi, bisogna guardare a ciò che è accaduto in Grecia negli ultimi 2 anni, a partire dall'elezione del premier nefasto e paranoico Giorgos Papandreou. 
Nell'ottobre 2009 Papandreou, viene eletto dopo una campagna elettorale incentrata sulla redistribuzione della ricchezza a favore di pensionati, lavoratori pubblici, operai etc. Durante la campagna elettorale aveva affermato: "i soldi ci sono!". Evidentemente appena dopo l'elezione si rende conto che i soldi potrebbero finire. Perché? Per una serie di problemi strutturali dell'economia e dello Stato greco, ma principalmente perché il secondo governo Simitis (2000-2004), del quale Papandreou era ministro degli esteri, aveva architettato con la consulenza della Goldman Sachs, dei meccanismi per imbellettare i propri conti pubblici. Questi meccanismi hanno logorato lo Stato, costretto a pagare ingenti somme alle banche, e aiutato la Grecia ad entrare nell'Euro. Per entrare nell'Euro bisognava rispettare dei requisiti basati sulle cosiddette regole di Maastricht: mantenere il deficit al di sotto del 3% e il debito pubblico entro il 60% rispetto al Prodotto Interno Lodro. In soldoni: lo Stato non deve spendere più di quanto incassa per una percentuale superiore al 3% della produzione globale di beni e servizi nel corso di un anno. 

Ora, che uno Stato debba necessariamente pareggiare il bilancio non sta scritto da nessuna parte. Solo alcuni modelli economici ritengono che così si avrebbe una maggiore stabilità. Al contrario, invece, altri modelli ritengono che un eccesso di spesa da parte dello Stato non costituisca necessariamente uno spreco, ma un veicolo di sviluppo e rilancio dell'economia. Sta di fatto che per quanto il debito pubblico Greco sia aumentato negli ultimi 4 anni, anche Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, hanno visto aumentare il debito in maniera esponenziale. E aumentare naturalmente anche il deficit. Quindi perché a febbraio/marzo 2010 si sono tutti scagliati contro la Grecia? Chi tra le Nazioni Europee era senza peccato tanto da poter scagliare la prima pietra?
La verità è che la crisi greca è stato l'avvio di una vero e proprio sconvolgimento sociale su scala mondiale. La Grecia diventava così un laboratorio le cui cavie erano i cittadini. 

2. Evoluzione della crisi greca e punti di contatto con quella italiana

Il 23 aprile del 2010 il premier greco Papandreou annuncia il ricorso al Fondo Monetario Internazionale. La Grecia non può ripagare il debito, ma può ancora vendere i suoi titoli del tesoro... se solo ciò fosse permesso dalla Banca Centrale Europea. E invece no, contrariamente a tutte le banche centrali, la BCE per statuto non può acquistare direttamente titoli di debito dei Paesi membri. Se le banche centrali non acquistano i titoli di debito, necessariamente questi devono essere messi all'asta e passano così sotto il controllo della speculazione finanziaria. Una Nazione diviene pertanto succube dell'estro dei mercati che possono deciderne la salvezza o la rovina attraverso semplici digitazioni computerizzate. Il mercato - ossia una ristretta cricca di speculatori mossi dal proprio interesse - diventa così arbitro del destino delle Nazioni, senza che queste abbiano la volontà e la capacità di porre degli argini a questa deriva. La Grecia avrebbe potuto far ricorso ad un prestito europeo, come poi farà, ma non basta. Il vero obiettivo è il ricorso al FMI. Perché? Perché rispetto alle Banche Centrali o alle altre Nazioni Europee, il FMI presta soldi ponendo delle condizioni estremamente vincolanti. In sostanza per piccola che sia l'entità del prestito, deve necessariamente imporre l'attuazione di misure neoliberiste (meno Stato, più impresa) prima di erogare il prestito. Capirete bene che alcune riforme impopolari, ossia non disgustose per il popolo ma rivolte contro il popolo, (parlo di tutte quelle riforme volte ad indebolire lo stato sociale e ad eliminare i principi di solidarietà e sussidiarietà garantiti dallo Stato) possono essere attuate solo con lo stratagemma del prestito chiesto al FMI.
Non stupirà dunque apprendere che Strauss-Kahn (all'epoca presidente del FMI) in una intervista televisiva rivelò successivamente di essere stato contattato da Papandreou già sul finire del 2009. In sostanza, Papandreou e i suoi complici attesero il peggioramento della situazione della Grecia per mettere di fronte al fatto compiuto la Nazione e convincere le forze politiche della necessità di ricorrere al FMI. 
Una situazione analoga si verificherà prossimamente in Italia. Ricordo, per inciso, che nell'aprile del 2010 lo spread fra titoli del tesoro greci e bund tedeschi superò quota 400. Dunque noi siamo allo stesso livello della Grecia allorché fece ricorso al FMI.
A differenza della Grecia, per poter imporre le cosiddette norme lacrime e sangue, non abbiamo ancora avuto bisogno del FMI. Ci è bastato un governo di tecnocrati non eletti. Un obiettivo, questo, perseguito a lungo dalla Commissione Trilaterale, quel think-tank ideato da David Rockefeller nel 1973 di cui è presidente europeo un certo Mario Monti. E' del 1975, infatti, un documento della Trilaterale che illustra le difficoltà poste dal sistema democratico in Occidente e specialmente nella litigiosa Europa. Dopo trentasei anni, finalmente, il superamento della democrazia non solo è realtà, ma viene condiviso proprio da quelle forze democratiche che dovrebbero avversarlo. La politica è consapevole di essere incapace di riforme, di iniziative forti e cede il passo ai tecnocrati. Con la differenza che i programmi solitamente proposti dalla politica vengono questa volta sostituiti dai diktat del sistema bancario e finanziario. E' la loro visione del mondo e dell'economia a prevalere e così non si va certo incontro all'interesse nazionale e popolare, bensì a quello sovranazionale delle banche e degli alchimisti del "nuovo ordine mondiale".
Non è tuttavia da escludere un prossimo ricorso dell'Italia al FMI. Sarà la seconda parte di questo thriller o film dell'orrore che ci porterà nel baratro. Personalmente colloco questo evento nel primo semestre del 2012. 

3. Il ruolo della Chiesa

Demolito il riferimento della politica, ora tocca alla Chiesa. Ma prima di analizzare questo aspetto del programma di "revisione" della società italiana, facciamo ancora un passo indietro per guardare alla Grecia. Lì la politica è stata distrutta da infiniti scandali legati alla corruzione dei politici. Scandali emersi potentemente fra 2008 e 2010. Hanno distrutto la fiducia dei cittadini nei confronti della classe politica. La loro diffusione era propedeutica alla giustificazione del passaggio da una democrazia corrotta ad una oligarchia tecnocratica sicura di sé e capace di attuare riforme (non importa se a proprio vantaggio e non a vantaggio del popolo). Tuttavia la delegittimazione della politica (in Italia il segnale è stato lanciato da Rizzo e Stella, giornalisti ben foraggiati, con lo slogan della "Casta") non poteva bastare. In Grecia il nazionalismo popolare è un dato di fatto, perciò era opportuno minarlo prima di andare oltre nell'alchimia mondialista. Così in piena crisi economica il governo Papandreou decide di naturalizzare centinaia di migliaia di figli di extracomunitari nati in Grecia (legge del marzo 2010). Una proposta già avanzata in Italia recentemente da Napolitano.
Dato un duro colpo alla consapevolezza nazionale greca, bisognava passare all'attacco alla Chiesa Ortodossa. Attacco che ha prodotto nel 2010 più o meno ciò che si vuol fare oggi in Italia con la Chiesa Cattolica: tassare le attività a scopo di lucro di proprietà della Chiesa, tassare le rendite provenienti dall'affitto di terreni e immobili di proprietà della Chiesa. 
Ma questa legge non è bastata, evidentemente. Bisogna andare oltre e ottenere ciò che nemmeno i più illuminati massoni del XVIII secolo avrebbero potuto escogitare: tassare tutti gli immobili di proprietà della Chiesa, anche quelli adibiti al culto (chiese, monasteri, romitaggi, etc.). A questo si è arrivati oggi e non credo che basteranno gli statements del Santo Sinodo a frenare l'offensiva.
In Italia abbiamo una situazione analoga a quella greca, con la differenza che da noi la Chiesa Cattolica si è organizzata molto meglio... E' dal 1992, data di introduzione dell'imposta comunale sugli immobili, che la Chiesa usufruisce dell'esenzione anche per le attività ricettive (al centro delle scandalizzate reazioni odierne). E non è solo la Chiesa ad usufruirne, ma anche la Chiesa Valdese, le Comunità Ebraiche, etc. Il punto è che l'esenzione dall'ICI è stata spesso sfruttata per poter metter su attività a scopo di lucro chiaramente competitive. Si tratta per lo più di alberghi e foresterie, ma non solo. 
Ricordo personalmente, ad esempio, di aver pernottato due anni fa a Roma presso delle suore. Al risveglio mi ritrovai con un conto salatissimo da pagare per una celletta anni '70: 120 euro. Ebbene potrei capire delle suore che dell'ospitalità fanno il loro ministero e che ospitino chiunque facendogli versare un'offerta a piacere, ma non certo suore che non pagano l'ICI, godono di regimi fiscali agevolati e poi ti fanno anche pagare 120 euro a notte per una celletta d'altri tempi. Di esempi del genere ce ne sono a bizzeffe e bene ha fatto, a mio parere, il Cardinal Bagnasco, a dirsi pronto a rivedere le norme che esentano la Chiesa dal pagamento dell'ICI sugli immobili ad uso commerciale. Questo perché la Chiesa dovrebbe pagare le tasse - come previsto dal Concordato - su tutto ciò che esula il culto e le attività culturali. 
Il problema è che oggi la polemica contro la Chiesa che non paga l'ICI (tra l'altro fino a ieri l'ICI era una tassa abolita) non è volta alla "moralizzazione" di una Chiesa che "si allarga", che si è fatta "Casta". Si tratta, invece, di una polemica psicologica, volta ad alleggerire il peso dei sacrifici popolari, convogliando la rabbia e l'ostilità sociale verso l'altro cardine dell' "autorità" dopo la politica: la religione. E vale la pena ricordare che questa offensiva segue di un anno l'offensiva anticattolica e delegittimante sui casi di pedofilia nel clero. Solo delegittimando e privando di autorevolezza la Chiesa e la politica, i tecnocrati oligarchici possono attuare i propri programmi. E la Chiesa è paradossalmente complice dei suoi carnefici, visto che non solo ha rinunciato nel corso degli anni alla propria autorevolezza cedendo alla corruzione e alle lusinghe mondane, facendosi infiltrare da sacerdoti e pastori corrotti, difendendo talvolta la corruzione al suo interno; la Chiesa è complice di tutto ciò anche perché non combatte i propri carnefici, non sembra comprendere quanto sta accadendo, non si oppone a un potere anticristiano ma cerca di blandirlo, s'illude di controllarlo, addirittura talvolta lo evoca... E' il caso - il più recente - del documento del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, pubblicato il 24 ottobre scorso. Un documento agghiacciante perché evocatore del mondialismo più esplicito e drammatico, ma non solo. Nel documento si auspica addirittura la creazione di una Banca Centrale Mondiale capace di controllare il destino di tutte le nazioni e di tutti i popoli. E si conclude con queste tremende parole:

"I tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall’intera famiglia umana, che i singoli Stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli. Esistono, quindi, le condizioni per il definitivo superamento di un ordine internazionale «westphaliano», nel quale gli Stati sentono l’esigenza della cooperazione, ma non colgono l’opportunità di un’integrazione delle rispettive sovranità per il bene comune dei popoli. È compito delle generazioni presenti riconoscere e accettare consapevolmente questa nuova dinamica mondiale verso la realizzazione di un bene comune universale. Certo, questa trasformazione si farà al prezzo di un trasferimento graduale ed equilibrato di una parte delle attribuzioni nazionali ad un’Autorità mondiale e alle Autorità regionali, ma questo è necessario in un momento in cui il dinamismo della società umana e dell’economia e il progresso della tecnologia trascendono le frontiere, che nel mondo globalizzato sono di fatto già erose. La concezione di una nuova società, la costruzione di nuove istituzioni dalla vocazione e competenza universali, sono una prerogativa e un dovere per tutti, senza distinzione alcuna. È in gioco il bene comune dell’umanità e il futuro stesso."

La Chiesa del 2011 auspica dunque l'instaurazione di un governo mondialismo anticristiano e invece ne resterà inesorabilmente vittima!

4. Il futuro è stato già scritto

Le ragioni del cambiamento in atto in Europa, nel Nord Africa e in altre parti del mondo, non sono frutto di un mero complotto, perché ormai sono evidenti a chi abbia un minimo di buon senso. Il nostro amato Occidente, dimentico degli anticorpi della propria storia e della propria cultura, consuma (spreca) dosi di energia superiori al resto del mondo. Le risorse energetiche sono scarse e le multinazionali, le banche, i gangli del potere mondiale devono prendere delle decisioni per noi. Omogeneizzare il mondo, ridurre i nostri consumi e aprire nuove prospettive di sviluppo laddove quanto noi consumiamo basterebbe per venti, cinquanta individui. Non basta più controllare il gas e il petrolio. E' arrivato il momento di controllare e ridurre i consumi e lo sviluppo dei popoli. Un domani, forse, anche i numeri della popolazione mondiale... 

Ma per dimostrarvi che quanto da me affermato non è mera fantasia vorrei concludere questa lunga riflessione citandovi alcuni estratti di un famoso volume di Pierre Virion "Il Governo Mondiale e la Contro-Chiesa" scritto nel 1966. Estratti che dovrebbero farci riflettere e soprattutto pregare.

"La Chiesa non si suicida. In effetti, il modernismo di oggi, a paragone del quale quello di ieri non è presso a poco niente, compiendo la propria opera, non è che uno strumento consacrato, esattamente come il comunismo, alle ideologie più assorbenti e più totalitarie, di cui quegli ecclesiastici considerano il successo come un'inevitabile fatalità. Allora, volendo preparare la Chiesa a trovarsi presente con essi a degli appuntamenti creduti imminenti, questi preti, a volte elevati nella gerarchia, rivelano un messianismo dell'avvenimento, che deve, pensano, determinare l'atteggiamento e la sorte della Chiesa e, finalmente, dar loro ragione.
E' vero, noi viviamo sotto la minaccia di avvenimenti che la congiuntura ha già preparato per far accettare un Governo Mondiale. Ma, non essendo illuminati, noi non crediamo che i Grandi Eletti accomoderanno tutto ciò con un colpo di bacchetta magica per la soddisfazione di tutti. Il miracolo che essi tengono in riserva non si produrrà nell'etere delle 'spirali nebulose', ma sulla terraferma a forza di colpi politici e sociali, che rivalità feroci, all'interno del Sistema, trasformeranno in catastrofi." (...) 
"Le alte potenze segrete e dagli interessi terribili (l'oro giallo e nero) sono determinate a scatenare battaglie selvagge. Quelle potenze, dove che sia la loro sede, non hanno nazionalità; esse non rinunceranno, qualunque sia il rischio, a far uso delle mine esplosive disseminate dappertutto per far entrare i popoli, con il terrore o con la violenza, in un altro complesso internazionale, un complesso internazionale senza patria, che nel 1946 il Fratello Riandley, sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Francia, annunciava come imminente realtà: '...la necessità di un'organizzazione totalitaria del mondo, da dove ogni concetto di primato di una nazione sarà escluso, non c'è ancora. Essa si realizzerà ineluttabilmente, ala sua ora che non è ancora venuta... Questo passaggio non sarà definitivamente compiuto che quando tutto il mondo avrà riconosciuto l'autorità di un agente unico, regolatore e coordinatore universale. Con quale mezzo questo agente si imporrà? Probabilmente con la guerra, con una terza e - speriamo - ultima convulsione mondiale, poiché l'umanità è condannata, come tutto ciò che vive, a procreare nel dolore e nel sangue.'" (pp.477, 483)

23 commenti:

Gianpaolo1951 ha detto...

Ora cercano di destabilizzare anche la Russia, ma non credo che il giochetto sarà semplice come la farsa della cosiddetta “Primavera Araba”!...
Putin non è uno sprovveduto e tantomeno un ingenuo… e i messaggi che sta mandando all’America non sono da sottovalutare, anche perché la Russia non è l’Egitto o la Tunisia o la povera Libia!...
Caro Francesco, qui si sta veramente scherzando con il fuoco e mi auguro che quanto da te riportato in chiusura del thread, rimanga solo un’ipotesi molto remota!!!

Mau ha detto...

Ho letto la sua interessante analisi, sig. Francesco. A me personalmente fa paura tutto un sistema che si è creato nella vita quotidiana di questi ultimi anni. La gente è pilotata in tutte le sue scelte e riempita passivamente, come un sacco vuoto, di notizie e idee che solo pochi verificano se sono davvero veritiere, serie e buone oppure no. A scuola, per esempio, (sono studente universitario) si insegna una storia che mi rendo sempre più conto, non corrisponde a verità accaduta: ci sono ampi omissis di cose avvenute o dette e molte interpretazioni. Tutto serve a creare un pensiero ben definito nelle coscienze degli studenti che imparano una storia funzionale ad un sistema di cui intravedo solo alcune grandi linee. Anche la storia della Chiesa è spesso oggetto di questo sistema manipolatorio e l’immagine che ne esce non è delle migliori. Bravi manipolatori delle coscienze e della realtà sono oggi tv e giornali vari, a cui la gente crede senza spesso un minimo di criticità. A volte penso che tutta la realtà sia la concretizzazione di un “progetto” unico a cui molti sembrano aver attinto. Il problema è che non riesco a dare un volto concreto a chi lo ha fatto questo “progetto”... Il discorso che lei faceva sulla Chiesa che si da la zappa sui piedi è vero. Molti chierici ammiccano volentieri gente che fuori dai luoghi di ammiccamento (mostre, conferenze, incontri intellettualoidi, …) pianta volentieri il coltello sulla schiena della Chiesa stessa con critiche e denigrazioni. In più quest’ultima in molte occasioni non ha avuto il coraggio di epurare dal suo interno la sporcizia e la mondanità ed ora, inevitabilmente, pagherà le conseguenze.

Andrea ha detto...

A parte l'accenno finale alla "Violenza levatrice della Storia" (forse potremmo pensare che ci troviamo già in piena guerra, e che questa guerra si combatte direttamente con i "bombardamenti" finanziari, anziché con quelli aerei, pagati con i grossi investimenti), mi limito a riportare il commento che ho inviato il giorno 7 al Blog degli amici di papa Ratzinger:
_ La "Chiesa", cara Raffaella, intesa nel senso di dirigenza della CEI, ha inteso piazzarsi in buona posizione in un regime super-massonico nascente.
Con questo si è auto-condannata, sia in senso morale sia in senso economico. Qualunque manuale di storia dell' '800 spiega che il cavallo di battaglia della Massoneria fu la spoliazione economica della Chiesa, in nome dello slogan "Chiesa povera, borghesi ricchi, Stato potente!" _

Infine, mi si consenta, sono più pessimista di Francesco per quanto riguarda "i numeri della popolazione mondiale".
Voglio dire che, oltre all'incredibile strage che si compie "ufficialmente" con l'aborto di Stato, sia nei Paesi ricchi sia in quelli "in fase di decollo", il primo segnale mediatico del regime super-massonico in Italia è stata l'attuazione "coram populo" dell'uccisione eutanasica di L.Magri.
Occorre sottolineare di nuovo che il "covo" di certe azioni sterminatrici della vita e della dignità umana, in Italia, è Torino - in questo caso, con l'immancabile associazione per la "fuoriuscita consapevole da questo mondo infame".

Flavio ha detto...

In Argentina -laddove spedisco questo commento- é accaduto qualcosa di molto simile a quanto riflette l'articolo. Dopo l'iperinflazione dell'89, la nazione é stata sottomessa un po' piú che mai prima al primato dei tecnocrati ed economisti di filiazione plutocratica. Per cinque o sei anni si é cercato di accontentare alle classi medie con delle lusinghe economiche, mentre le risorse della nazione venivano intascate dai trusts, dagli holdings oltrenazionali. Finito il festival dopo una lunga recessione, la crisi del 2001 ebbe uno slogan urlato da ogniuno: «¡que se vayan todos!» (= che se ne vadano tutti via!), in parecchia allusione ai politici. Alla fine, i politici sono rimasti, riorganizzati, ma la dipendenza del paese alle banche si é affermata sempre di piú, tanto da sembrare propprio una fatalitá.
La Chiesa, nel frattempo, rimase anche qui come fosse cieca, e sono sempre meno i pastori che resistono agli agenti di decristianizzazione con le parole di cui si avrebbe bisogno in talune circostanze. Il progressivo attacco alla legge naturale é ormai tanto evidente quanto la falsificazione della nostra storia. Si é arrivato perfino alla decisione -non contraddetta da niuno- del governatore ebreo di una provincia di ritirare la croce che ebbe sempre luogo nella bandiera provinciale.
Nella mia provincia di Santa Fe, il governatore socialista si é riferito qualche settimana fa all´intenzione di tassare anche qui «tutti gli immobili di proprietà della Chiesa, anche quelli adibiti al culto», coincidenza che non sembra propprio causale con quello che si progetta oltre l'oceano, bensí un programma fatto a misura orbitale del quale i politici locali saranno gli esecutori.
Stupisce allora il documento del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che sembra desiderare la pace non oltre a «come la dá il mondo» e che -come si legge in un brano paolino- magari savrá godersi nella «pace e sicurezza» degli immediati tempi preparusiaci.

Anonimo ha detto...

ciao francesco sono un giovane cattolico ,ti segnalo un pezzo di articolo dall espresso di giorgio ruffolo ,riguarda lo stato vaticano come paradiso fiscale ,ma è giusto tutto ciò? cè qualcosa di vero? ci sono stati libri vaticano spa ,lo scandalo del banco ambrosiano ,cosa ne pensi?ti ringrazio
(fabio)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/una-vergogna-chiamata-off-shore/2137840

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Fabio,

la questione di Loreto è simile a decine di altri casi di speculazione finanziaria ai danni di un clero pasticcione e credulone:

http://www.giornalettismo.com/archives/24390/chiesa-e-paradisi-fiscali-a-loreto-la-madonna-piange/

I soldi non li ha spediti la Chiesa alle Cayman, ma un faccendiere che sicuramente avrà promesso profitti fantasmagorici in cambio della gestione di quel denaro.

Sulla questione delle Cayman e del Vaticano l'articolo da te citato risale a prima del 2009, visto che allora il Cardinal Maida rassegnò le dimissioni dal suo incarico.

Per quanto riguarda le norme antiriciclaggio nel frattempo è intervenuto un motu proprio di Papa Benedetto che le ha imposte anche allo IOR:

http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/29/news/ior_291147_dic_10_nnnn-10676156/

Francesco Colafemmina ha detto...

Ho aggiunto un breve video tratto da una conferenza di Monti: la crisi è strumento per la cessione di parti della sovranità nazionale... E perché il popolo sia pronto a questa cessione è opportuno che sia messo di fronte ad una inesorabile necessità. Ma, finita la crisi, permane lo spostamento della sovranità nazionale. Il progetto è chiarissimo. Non è un complotto ma una teoria propagandata apertamente da chi oggi controlla il nostro destino di nazione e cittadini.

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Flavio, grazie per la sua testimonianza!

Leggo qui che anche in Bolivia vogliono la stessa cosa:

http://www.blog.argatea.com.ar/2010/11/28/gobierno-busca-que-la-iglesia-pague-impuestosue-impuestos/

Francesco Colafemmina ha detto...

E anche in Messico:

http://www.sipse.com/noticias/9509-iglesias-mexico-pagan-impuestos-desde-siglo-navarrete.html

Francesco Colafemmina ha detto...

E in Spagna:

http://pablomesonesmoure.wordpress.com/2011/11/22/impuestos-a-la-iglesia-catolica-ibi-a-la-iglesia-mas-hipocresia-de-izquierdas/

Andrea ha detto...

Leggevo in questi giorni, caro Francesco, un articolo dove si citava un rivoluzionario francese del '700, che diceva "Non crediate che la sovranità sia passata dal Re al popolo! Il Trono è VUOTO!"

Amicus ha detto...

Visto che la nostra Gerarchia 'conciliare', sulla scia del Superconcilio Vaticano II e di Dignitatis humanae, ha rifiutato il Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, preferendogli la "sana e positiva laicità dello Stato" (Benedetto XVI), non le resta che assaggiarne gli squisiti frutti... E questo non è che l'inizio.
Intanto domani il Papa celebrerà in San Pietro una solenne S. Messa per festeggiare il bicentenario dell'indipendenza di vari Paesi sud-americani: ossia l'indipendenza promossa da quelle stesse logge massoniche che adesso, anche in quelle Nazioni, stanno facendo la 'festa' alla Chiesa. Il Santo Padre e i Vescovi si sveglieranno dal sogno dorato in cui riposano, solo quando si verificherà quanto profetizzato nella parte resa nota nel 2000 del Terzo Segreto di Fatima...

Andrea ha detto...

No, caro Amicus.
Se è verissimo che la Regalità di N.S.G.C. è il discrimine fra Chiesa autentica (realista) e pseudo-Chiesa (intellettualista, "proprietà" del Clero), è del tutto fuorviante condannare il S.Padre per la Sua esaltazione della "sana laicità". Con ciò, Egli vuole mostrare che proprio Cristo libera l'uomo da ogni forma di oppressione pan-sacrale, cioè "bigotta", e che il Laicismo è un vero e furente bigottismo.

Quanto all'America Latina, è la pura verità che le indipendenze (e il concetto stesso di "indipendenza", che si ricollega all'indipendenza da Dio, cioè al "cervello in sciopero generale", come diceva don Camillo) furono gestite dalla Massoneria.
Vuole scommettere che il S.Padre non esalterà affatto tale devastante dato storico, nell'omelia di domani?

P.S. Inutile ripetere che ben diverso da quello del Papa, ahinoi, è l'atteggiamento mentale e pratico di molti prelati.

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti,(Bruno).
Complimenti per la lucida e globale visione delle attuali dinamiche di vecchio corso. Tutti noi ci troviamo sul bordo estremo di un confine di terre ostili; Questo quadro anche se prevedibile per coloro (pochi) che come Francesco, che riescono a collegare tutti i tasselli del puzzle come in un film degno dei -Soliti Sospetti-, è a dir poco drammatico.
Questa "ristretta cricca di speculatori" non identificabili chiamati col nome di: "MERCATI", i quali non hanno statuto, non eseguono riunioni, non sono riconosciuti da nessun organo , esercitano un potere invisibile ma oserei dire molto invasivo.
Solo grazie alla moderna tecnologia hanno potuto infettare sistemi, stati, governi, etc. Come?
Come tutti i virus che trovano fertile un corpo malato, questi signori invisibili, trovano del terreno nel vuoto morale ed etico che era inesistente nelle scuole dal medioevo fino al 68'. Già perchè secondo la mia teoria in quegli anni il corpo si è indebolito, emarginando il rapporto tra vita sociale e contesto umano, fra intelligenza e materialità, tra egoismo personale e famiglia, impostando una società con ritmi e schemi ben precisi, immettendo tutti questi ingredienti in un orbita che ha portato ad un quadro ben incorniciato.
Ho molte domande poi in merito ai fatti avvenuti per esempio in Africa, ai vari governi caduti come fossero rappresentanti di aspirapolveri, con tutto il rispetto per la categoria.
Perchè le immagini trasmesse da tutte le Tv mondiali sulle proteste in Egitto erano montate come fosse un girotondo, e tutti a gridare: BRAVI EGIZIANI, poi una volta caduto il governo fanno vedere le stesse proteste con meno zoom video, spuntano pistole, lanciarazzi e si annunciano morti. E la Libia? dove stavano prima gli stati garanti di democrazia, gli stessi stati che potevano intervenire prima nei confronti della Grecia e che da un momento "X" subitaneamente senza dialogo, senza trattative lanciano offensive da seconda guerra mondiale contro la Libia??
Cosa dicono questi grandi statisti dei veri dittatori sparsi per il mondo? arrivano sulle loro scrivanie i report dal corno Africano?
Dove stanno gli statisti come Blair che intervenne in Kosovo?
E la Nato prontissima ad appoggiare interventi come quello Libico dove stava quando si doveva andare a prendere Milosevic?
I governi non sono complici sia chiaro, sono vittime che prestano il fianco a questi giochi di potere.
Questo è un frammento di puzzle, sono prove, sono misure prese per le future offensive su stati e istituzioni.
La dinamica è la medesima, indebolire il sistema, attaccarlo facendolo collassare dal suo interno, per poi farlo attaccare da agenti esterni non riconosciuti.

Anonimo ha detto...

Provate a farvi un giro su questo sito movisol.org

Flavio ha detto...

Anche se é parzialmente vero, non é corretto ascrivere l'índependenza dei paesi iberoamericani esclusivamente alla massoneria. Piuttosto si deve ricordare che la stessa Spagna, in seguito al cambio dinastico avverato agli inizî del XVIII, soffrí l'ínfluenza dell'amaro stil nuovo impostole dai Borboni oltrepirenaici. Il carattere cattolicamente paternalista (all'aperto) degli Augsburgo mutó in uno stile fatto di decisioni segrete (primazia della raison d'Etat), burocratico, impersonale, troppo estraneo a quello che aveva prevalso nei rapporti della Corona coi suoi sudditi di oltremare.
Quarant'anni prima dei primi moti insorgimentali, i gesuiti furono espulsi ad opera della massoneria infiltrata nei piú alti livelli della politica regale, lasciando un vuoto e un orfanezza per sempre duraturi in queste latitudini.
L'occasione dell'independenza furono l'usurpazione napolionica e il conseguente trono vacante. Presente il modello delle Cortes de Cádiz, in Ispanoamerica si riunirono dei consigli per offrire una risposta alla crisi di autoritá. Due correnti opposte si disputarono il corso degli avvenimenti, e l'una massonica e l'altra in linea colla tradizione. In Argentina, dopo le guerre dell'independenza, queste due diverse e inconciliabili tendenze diedero luogo alle guerre civili tra «unitarios» (centralisti alla francese, anticlericali, ecc.) e «federales» (tra i capi di questi, Facundo Quiroga portava una bandiera coll'iscrizione «religione o morte»). Tra gli uomini dell'independenza c'erano certo dei figli delle tenebre, assai prudenti nei suoi negozî, peró non mancarono dei cattolici convinti e sinceri che avrebbero voluto una ristaurazione dello spirito della Spagna eterna tra noi. Manuel Belgrano, ad. es., aveva rapporti con Pio VII e, vincitore delle invasioni inglesi in Buenos Aires (1806-1807), aveva offerto gli stracci strappati ai nemici alla Virgen de Luján, nostra patrona.
Si possono addurre molti altri esempî di vera pietá tra i gestori dell'independenza. Purtroppo prevalerono -come é accaduto nell'intero Occidente negli ultimi secoli- le forze disgregatrici.

Nuestra Señora de Guadalupe confermi la vocazione cattolica dei suoi figli dell'America spagnuola!

Anonimo ha detto...

Il golpe tecnocratico
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=125

La tecnocrazia compromesso rivoluzionario >

http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=4813

marco

Monica ha detto...

Il problema non é la perdita della sovranitá nazionale. Le nazioni sono contingenti, cambiano come cambiavano prima i sovrani. Voi europei lo dovreste sapere. In nome del nazionalismo sin son fatti piu crimini che in nome delle banche.
Il problema sono, le tasse. Lo sapeva benissimo Marx che con le tasse si sarebbe perso i l diritto di propieta é dopo tutte le libertá, anche quella di culto.
La Chiesa purtroppo ha sempre diffeso i tassatori (l`acqua non puó essere privata, giu tasse perche lo stato mi porti l`acqua al rubinetto) e addesso é tassata pure lei. Spero propio non sia tardi. Ma il problema non sono le banche, è lo stato che con le tasse aiuta le banche.

Anonimo ha detto...

Alla vigilia della terza guerra mondiale: appello internazionale in lingua italiana di Helga Zepp-LaRouche

13 dicembre 2011 (MoviSol) - Alla luce del pericolo di un attacco militare contro Iran e Siria, Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarietà tedesco (BüSo) il 19 novembre 2011 rilasciava un urgente appello a tutti i governi affinché dichiarassero pubblicamente che non parteciperanno in alcuna circostanza a tale attacco.

http://www.movisol.org/volantini/111119_Appello_HZL_contro_Guerra.pdf


ps guardare chi ha messo il tecnocrate come ministri degli esteri e difesa.

Monica ha detto...

Caro anónimo potresti precisarmi cosa diceva quel sito sugli attacchi alla Libia?

Grazie.

Anonimo ha detto...

@ Monica
http://www.movisol.org/11news198.htm
e ricerca "libia" (in alto a sinistra nella home page)
http://www.movisol.org/

sempre sulla Libia ritengo interessanti questi articoli:
http://www.voltairenet.org/Il-linciaggio-di-Muammar-Gheddafi
http://www.cpeurasia.eu/1788/giamahiria
http://sauraplesio.blogspot.com/2011/10/morte-del-colonello-ovvero-licenza.html

forse questo articolo può riassumere "la strategia"(piano Yinon - medioriente)
http://aurorasito.wordpress.com/2011/11/29/preparare-la-scacchiera-allo-scontro-di-civilta-dividere-conquistare-e-dominare-il-nuovo-medio-oriente/

così come è sempre più chiaro il ruolo del N.E.D. americano (National Endowment for Democracy) ed altre "ong" per destabilizzare gli stati promuovendo le varie "rivoluzioni colorate" (e poi intervenire, da sceriffi, con la scusa dei "diritti umani universali")

saluti. marco

Andrea ha detto...

Grazie per le sue spiegazioni, caro Flavio. Le leggo solo ora.

Certamente la lotta senza quartiere ai Gesuiti nell'Europa di metà Settecento, dove i diversi sistemi statuali cercavano di porsi ciascuno come "superiorem non recognoscens", ebbe conseguenze devastanti e fu il vero prodromo del disastro parigino e poi napoleonico.

Le "quinte colonne" di tale sovvertimento interne alla Chiesa furono i Gallicani e i Giansenisti: sostanzialmente gli stessi che agiscono oggi, sullo stesso asse geografico nord-occidentale rispetto a Roma. Oggi, però, molti Gesuiti purtroppo collaborano con loro.

Feliz Navidad e buona estate australe!

Flavio ha detto...

Certamente, signor Andrea, all'eterodossia religiosa ne segue tosto l'aberrazione politica. L'assolutismo fu il frutto politico del gallicanesimo. E la rivoluzione, il figliol parricida di un padre scemo.

Auguro a lei (e al signor Colafemmina, e a tutti i lettori di questo eccellente blog) un buon Natale in Christo.