giovedì 8 dicembre 2011

UNA NUOVA MEGA-CHIESA IN PAKISTAN


Facciata della nuova chiesa di San Pietro a Karachi
di Francesco Colafemmina

A Karachi nel tormentato Pakistan è stata consacrata una nuova chiesa, la più grande del Paese. Costata 3,8 milioni di dollari la chiesa è un segno del ritrovato coraggio della comunità cattolica locale, ma è anche piuttosto brutta. Capace di ospitare fino a 5000 fedeli, la chiesa di San Pietro è progettata in uno stile casa-circondariale/casermone con un tocco qua e là di stantio neogotico. Ma un dato positivo è evidente: il tabernacolo è al centro! 

Bambini in fuga dallo stile naif del presbiterio...
Chiesa o moschea? 
Tutt'altra storia rispetto alla cattedrale di San Patrizio, sempre a Karachi, consacrata nel 1881, le cui immagini sono qui di seguito. Ma evidentemente nel 1881 i missionari cattolici non si ponevano il problema dell'inculturazione e di menate simili volte alla rivalutazione della cultura e dei costumi locali, etc. etc. e  - paradossalmente - nel 1881 nelle chiese ci mettevano anche i banchi... roba troppo occidentale per esser riproposta oggi.

Cattedrale di San Patrizio a Karachi
Navata centrale
Ingresso e cantoria

6 commenti:

Andrea ha detto...

"Inculturazione" nel senso di "Chiesa con aspetti locali" SI' (vedi l'Immagine Acheropita della Vergine di Guadalupe di Città del Messico) - "inculturazione" nel senso di "fuga dall'autenticità personale di Cristo" NO (vedi l'assenza degli inginocchiatoi, ormai divenuto il primo e più evidente discrimine fra "chiesa degli uomini" e Chiesa di Dio-Uomo).

Anonimo ha detto...

A me questa chiesa piace, compreso il modo molto orientale di sedersi in un luogo pubblico.
Ed aggiungo che dalla forma con cui stanno insieme e dai volti della gente si percepisce l'essere riuniti da un Avvenimento. Una buona unione tra Fides et Forma.

Josi

Francesco Colafemmina ha detto...

Sì, bellissima... un capolavoro direi!

Andrea ha detto...

Una chiesa non è un "luogo pubblico", bensì una "casa": casa di Dio, realmente presente, e della sua Famiglia (Maria Ss., i Santi, i Battezzati).
Inoltre è immagine terrena del Corpo di Cristo, presente oggi in Cielo.

Per questo, come accennavo nei giorni scorsi, è devastante il fatto che una parte del Clero parli di Cristo come "vivente nella dimensione della vita divina", anziché come risorto nel Suo vero corpo e vivente oggi in Paradiso.

Anonimo ha detto...

Rispetto alla chiesa della mia parrocchia ti assicuro che è un capolavoro !

@ Andrea
Sì mi sono espresso male . Intendevo pubblico nel senso di trovarsi "insieme", chiaramente in casa di Qualcuno.

Immagine terrena del Corpo di Cristo, presente oggi in Cielo comunque non credo sia tanto l'edificio, quanto la comunità dei credenti.
"Dove due o tre si riuniranno nel Mio nome Io sarò in mezzo a loro"
Si può essere Chiesa anche in una comunità nomade che non ha edifici.

Andrea ha detto...

No, caro Anonimo/Josi: è proprio l'edificio-chiesa a essere immagine del Corpo di Cristo Vivente.
C'è tutta una tradizione di identificazione fra l'edificio sacro e il Cristo; il suo segno più forte è la pianta a croce. Il Tabernacolo al centro dell'abside è evidente segno del Caput Mystici Corporis.
Infatti i sovvertimenti attuali sono cominciati con il disagio di fronte alla pianta a croce, e con l'arrampicarsi sugli specchi per costruire con pianta circolare (in chiave archeologistica) o "a stanzone" (in chiave sociologistica).

La "comunità" dei credenti in "assemblea" non è immagine di nulla; ci si ritrova non per comporre un Circolo, ma perché ognuno è membro dell'Unico Uomo-Dio.
Ultima nota: il S.Padre diceva l'8 dicembre che la Madonna è Centro della comunione ecclesiale. Intendo con ciò sottolineare che anche la Chiesa "degli uomini" (Battezzati) non esiste senza un Centro concreto e dotato di dignità soprannaturale.