
E' stato commovente ricevere qualche settimana fa una mail dall'architetto Livio Sterlicchio, autore del meraviglioso progetto della nuova cattedrale di Pristina, in Kosovo, intitolata alla Beata Madre Teresa di Calcutta. Quando, tempo fa, ebbi modo di apprezzare il progetto pensai che quel luogo dovesse avere un grande valore simbolico, in grado di oltrepassare il limitato spazio delle bagarres estetico-architettoniche e del languente dibattito su architettura e liturgia. Il Kossovo mi ha sempre evocato l'immane strage di cristiani serbi del 1389 che il nome stesso della nazione ricorda. In particolare la leggendaria scena del sultano Murad che aggirandosi nottetempo sul campo di battaglia vide riflessa nel sangue dei cristiani trucidati con immane violenza dall'esercito ottomano invasore la falce di luna crescente. E da allora il rosso e la falce di luna divennero l'emblema di quell'impero che sfaldatosi agli inizi del secolo si trasformò nell'attuale Turchia. Progettare e costruire in quel luogo una cattedrale cattolica doveva pertanto costituire una grande sfida non solo politica e culturale, ma soprattutto spirituale per il progettista e storica per la committenza. Il risultato è stato un imprevedibile quanto straordinario ricorso all'architettura tradizionale, che non lesina riferimenti all'architettura bizantina.
Così, quando l'architetto Sterlicchio mi ha contattato gli ho proposto di raccontare ai lettori di Fides et Forma la splendida e come gli inglesi direbbero, challenging experience dell'essere architetto di una grande cattedrale cattolica in partibus infidelium (circa il 90% della popolazione kossovara è di fede islamica). Vi presento quindi il suo contributo con grande riconoscimento e con l'augurio che l'architetto Sterlicchio possa costruire molti altri luoghi sacri nei quali la fede e l'umiltà creativa convivono armoniosamente, facendo sbocciare nuove conversioni e aprendo sempre più i cuori al Signore.
Francesco Colafemmina
Le Ragioni di una scelta - Il Basso Medioevo, ovvero: Ricominciare dalla Fine
di Livio Sterlicchio*
Il Kosovo, in epoca antecedente all’invasione Ottomana, era fondamentalmente di religione cristiana. Si hanno, infatti, testimonianze di quattro Martiri Cristiani della Dardania, antica regione dell’Illiria a nord della Macedonia oggi Kosovo fino dai tempi di Adriano Imperatore d’Oriente (117- 138 d. C.): Procolius, Maximius, Floris e Lauris martirizzati in Ulpiana dove esistono ancora tracce delle mura di una Basilica Cristiana.
Tra l’altro, la Storia ci riporta i nomi dei vari Vescovi della Dardania: da Dacus che presenziò al Concilio di Nicea nel 325 fino ad Andreas Vescovo di Prizren, antica Capitale del Kosovo, nel 1387 all’epoca dell’invasione Ottomana.
Nel 1389,con la vittoria nella battaglia di Kosovo Polje, l’esercito ottomano conquistò il Kosovo e la maggior parte dei Balcani. Sotto il Governo Ottomano cominciò l’islamizzazione, peraltro non apertamente imposta, che comunque, determinò la fine del culto cristiano.
I Cristiani che non si convertirono all’Islam emigrarono in Italia o cominciarono a professare clandestinamente la loro Fede continuando ad osservare le tradizioni cristiane in casa.
Poi fu nuovamente dominio Serbo, poi Jugoslavo. Ora, dopo una sanguinosa guerra e grazie all’intervento dell’ONU prima e dell’UE poi, il Kosovo è diventato libero ed indipendente e Pristina può finalmente edificare la sua Cattedrale a ripartire, appunto, dal 1389.

Il Progetto
Nel corso della stesura del progetto della Cattedrale si è cercato di pensare con la testa dei maestri costruttori dell’Epoca e, operando come questi artisti, sono state elaborate forme e dimensioni sulla base di armonie numeriche, simbolismi e ricerca del valore estetico attraverso lo studio meticoloso dei particolari sia architettonici che decorativi. In più, nelle dimensioni di massima, si è utilizzata l’unità di misura conosciuta all’epoca: il cubito (cm. 45 circa) ed il doppio cubito (cm. 90 circa).
Il periodo storico da cui si è voluto ripartire ha determinato alcune scelte di carattere formale mentre i tempi attuali, le dimensioni ed i limiti del lotto di terreno a disposizione nonché il tessuto urbano esistente imponevano scelte di carattere sostanziale per cui l’orientamento, in pianta, della Cattedrale non rispecchia i canoni dell’epoca e gli spazi liberi all’aperto non sono adeguatamente ampi; in più, il sistema di costruzione come pure i materiali utilizzati rispondono a tecnologie avanzate con moderne soluzioni.
E’ lo Stile New Romanic che realizza un’architettura omogenea e razionale studiata in ogni particolare per forme e dimensioni modellandola secondo la concezione artistica architettonica propria del Medioevo nello Stile Romanico.

Immagine del cantiere della nuova cattedrale
Armonie di numeri e di proporzioni
I Maestri Costruttori dell’Epoca sono così convinti dell’importanza dei numeri che, motivandoli con riferimenti alle Sacre Scritture, ne innalzano alcuni ad una dimensione Cosmica, Sacra, Divina. Il 3 è il numero perfetto: 3 sono gli elementi fondamentali del Cosmo (terra – mare – cielo); Dante elaborò la sua Commedia sul numero 3: infatti 3 sono le Cantiche ed ognuna di esse è divisa in 33 canti scanditi in terzine.
Il 3, inoltre, è il numero Sacro in assoluto: 3 sono le Persone della SS Trinità, 3 sono le Virtù Teologali... Anche il 7 è un numero Sacro: 7 sono i Sacramenti, 7 i Peccati Capitali... Il 5 è, invece, il numero dell’armonia e della bellezza, il numero del corpo umano: Agrippa di Nettesheim, filosofo, alchimista, astrologo tedesco del XV secolo, inscrive in un pentagono stellato il suo Uomo Cosmico. Nel pentagono stellato già Pitagora scoprì che ogni diagonale determina la sezione aurea delle diagonali che attraversa. Così lo studio di progetto della facciata si basa sui numeri 3, 5, 7, sul numero aureo 1,618 e sulla Decade.
L’unità di misura utilizzata è, come già detto, il Doppio Cubito per cui la larghezza della base della facciata misura 30 Doppi Cubiti che, divisa per 5, determina la misura delle navate laterali ( 6 = 3+3 dc ): la parte restante è la misura della navata centrale ( 9 = 3x3 dc ).
La Facciata
Confrontando lo schema di Facciata allegato si può leggere che l’altezza a delle lesene laterali del Portico è la sezione aurea della loro distanza b disegnando, così, un rettangolo aureo; la distanza c tra le lesene centrali è la metà della distanza b tra le lesene laterali. Nel Portale, la distanza d tra le lesene è la sezione aurea della loro altezza e ed anche queste disegnano un rettangolo aureo; anche le porte delle navate laterali sono dei rettangoli aurei, infatti la distanza f tra le lesene è la sezione aurea della loro altezza g: queste sono uguali alle porte laterali del Portico.

Il diametro del cerchio che sovrasta il Portale misura 3,70 DC ed è la differenza tra l’intradosso dell’arco esterno e l’estradosso dell’arco interno. L’altezza h da terra al colmo del timpano del Portico è di 21dc ( 7x3). L’altezza totale i della facciata, da terra ( compresi 7 gradini ) al colmo del timpano della navata centrale, misura 35 dc mentre l’altezza o dei campanili è di 70 dc: il lato di base misura 8 dc (5+3). L’altezza da terra l del punto d’incrocio tra la verticale esterna della navata laterale e la linea obliqua della sua copertura è la sezione aurea dell’altezza da terra m del punto d’incrocio tra la verticale della navata centrale e la linea obliqua della sua copertura; l’angolo di intersezione di tali linee misura 35°. Il diametro del Rosone misura 5,7 dc ed il suo centro si trova sull’asse, a metà della verticale staccata dai due lati obliqui.
La pianta
All’interno, le semicolonne dei pilastri compositi che costeggiano la navate centrale hanno altezza uguale alle lesene del Portale. Lo schema della pianta è a croce latina con 3 navate, transetto e abside. La Navata centrale è separata da quelle laterali per mezzo di due colonnati che scandiscono 7 arcate sulla sinistra e 7 sulla destra: sono le 14 stazioni della Via Crucis contrassegnate da una formella posizionata sulla chiave di ogni arco.
I campanili
Le colonnine delle finestre del primo, secondo e terzo ordine dei campanili disegnano rettangoli aurei. La porta dei campanili (vedi particolare allegato) è inscritta, con il suo timpano e le semicolonne che lo sorreggono, in un pentagono regolare il cui lato misura 5 Doppi Cubiti; la stella inscritta nel pentagono determina la dimensione della porta e della sua cornice: Il punto a di mezzeria del segmento cd e il suo omologo b segnano l’altezza della porta; il punto f di mezzeria del segmento ce determina la larghezza delle semicolonne; il punto e segna la misura della cornice mentre il segmento gh segna l’altezza della cornice stessa e, di conseguenza, l’imposta dei capitelli. L’altezza dei fusti delle semicolonne e la loro distanza disegnano un quadrato.

Natale 2010: il cantiere della nuova cattedrale gremito di fedeli
Simbolismi
Sin dalle origini, l’uomo ha rappresentato con un segno, un simbolo ciò che la sua mente percepisce come un mistero, un qualcosa più grande di lui.
Così i maestri costruttori del Medioevo, nel progettare e costruire le Chiese, prendono a comporre spazi che imitano e racchiudono i valori della loro Fede. Un passo del Vangelo dice: “Rispose loro Gesù: - Distruggete questo Tempio ed io, in tre giorni, lo farò risorgere -. Gli chiesero allora i Giudei: - Questo Tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu, in tre giorni, lo farai risorgere? - ma Egli parlava del suo corpo” (Gv. 2,19-21).
E’ proprio il Vangelo, infatti, a suggerire che il Tempio rappresenta il Corpo di Cristo e allora la forma architettonica cruciforme in pianta è la magnifica, logica conclusione dedotta da tale espressione. Con riferimento allo schema cruciforme della Chiesa, Onorio d’Autun, teologo del sec. XII, dice che l’Abside rappresenta la testa di Cristo, la Navata il Corpo, il Transetto le Braccia, l’Altare Maggiore il Cuore, ovvero il centro dell’Essere.
A sottolineare ciò, nelle Chiese Romaniche gli assi della Navata centrale e del Transetto si incrociano in un punto, chiamato Centro Cosmico, che viene talvolta contrassegnato da una mattonella di forma e colore differente dal resto del pavimento. Ma tutta la geometria dell’architettura sacra Romanica è rigorosamente simbolica. Lo spazio destinato alle navate è rettangolare o quadrato.

Il Vescovo di Pristina celebra la Messa di Natale 2010 nel cantiere della nuova cattedrale
Il quadrato è il simbolo del Cosmo, della materia organizzata, del Creato: 4 sono gli elementi che costituiscono la materia, i suoi attributi sono la stabilità e la temporalità; appartiene all’ordine terreno. La figura geometrica che si ottiene con la rotazione di due quadrati sul proprio baricentro che è il centro del cerchio che lo circoscrive e ad esso inscritto è un ottagono. L’ottagono è il simbolo della Resurrezione. L’8 è il numero dell’equilibrio Cosmico, 8 sono le Beatitudini, 8 furono le persone che si salvarono nell’Arca, figura del Battesimo e della Chiesa: per questo motivo il Fonte Battesimale ha forma ottagonale. Il disegno del pavimento, attraverso un gioco di intrecci di linee e figure geometriche, trasforma il quadrato del vano del Battistero nell’ ottagono del Fonte Battesimale. Il cerchio (o il semicerchio) è il simbolo del Cielo, del Sacro. La cupola è volumetricamente una semisfera e raffigura la volta celeste. Il Portale, che solitamente è un rettangolo sovrastato da un semicerchio, rappresenta la sintesi-antitesi tra sacro e profano: il rettangolo è tutto ciò che è terreno, il semicerchio è il mondo del sacro. Il Rosone che campeggia in alto, sulla facciata, rappresenta il sole e quindi Cristo: “Il Suo Volto era come il sole quando splende in tutto il suo bagliore” (Gv: Apoc. I).
Spesso vengono utilizzati due Campanili ad affiancare la facciata delle grandi Cattedrali: ciò deriva da un simbolismo che ricorda le antiche “colonne solari”. Erano i “testimoni” che segnavano i punti del Nord e del Sud ovvero a destra e sinistra dell’asse equinoziale che a sua volta era segnato da un betilo, una pietra considerata sacra. Nel progettare la Cattedrale sono stati rispettati gli intenti dei Maestri Costruttori del Basso Medioevo utilizzando vari simbolismi.
Così il Sagrato, che è il luogo d’incontro dei Fedeli, è di forma triangolare e rappresenta la S.S.Trinità. Nella decorazione della pavimentazione vengono evidenziate le tre lettere I H S, Iesus Hominum Salvator.
“E ( il Figliol Prodigo ), levatosi, tornò da suo padre. Quando suo padre lo vide s’intenerì e, correndogli incontro, gli si gettò al collo e lo baciò con effusione” ( Lc. XV 20-21). Così il Portico, che ricorda il Nartece dell’architettura paleocristiana dove sostavano i catecumeni, abbraccia i Fedeli accogliendoli in casa come il padre accolse suo figlio.
Dal Portico esterno si accede alla navata centrale attraverso il grande Portale: “Io sono la porta: se uno entra attraverso me, sarà salvo” (Giov 10,7-9) e nel semicerchio del Portale è raffigurato un Cristo in gloria; sul semicerchio vi è un cerchio in cui è raffigurato lo Spirito Santo. Il grande cerchio del Rosone che simboleggia Cristo è al centro della facciata, in alto.
La navata centrale conduce ad un grande quadrato, l’incrocio con il transetto in cui è posizionato l’Altare Maggiore: è l’ordine terreno che giunge al Sacro, il cuore dell’Essere, il Centro Cosmico. Sull’Altare Maggiore insiste la cupola emisferica: è la sfera celeste.
I campanili sono due: due colonne solari con al centro il betilo che in questo caso è la Cattedrale stessa e sul colmo della copertura piramidale è sistemata la Croce, simbolo del Cristianesimo e, per i Cristiani, la Croce, con le sue braccia aperte esprime un amore grande che individua nello strumento del Sacrificio il simbolo della sua grandezza.
Particolari architettonici e decorativi
Lo schema architettonico ricalca quello classico dell’arte Romanica: tre navate attraversate da un transetto.
Le pareti esterne della Cattedrale e dei campanili presentano un gioco bicromico di marmo bianco e grigio alternato, in maniera sobria e misurata, a zone rivestite con solo marmo bianco. Lo stesso marmo bianco è usato per le varie decorazioni, archi, colonne, lesene e capitelli corinzi. All’interno, i pilastri su cui poggiano grandi arcate sono compositi: al nucleo centrale sono addossate quattro semicolonne in pietra sormontate da capitelli corinzi. Sulle prime tre poggiano gli archi che separano le navate e quelli traversi delle navate laterali; il quarto monta fino al soffitto della navata centrale. Gli archi della navata centrale ed il nucleo dei pilastri compositi sono rivestiti in marmo a fasce bicrome. Il soffitto della navata centrale è piano, in legno cassettonato ed il suo disegno geometrico ricorda la cupola di S. Carlino alle Quattro Fontane a Roma. Gli archi traversi nelle navate laterali sorreggono una serie di volte a crociera.
Il parapetto del balcone che collega le due logge del matroneo è in marmo così come il cornicione, le colonnine e gli archi delle logge stesse. Le grandi vetrate delle navate laterali presentano decorazioni policrome che raccontano la Storia del Kosovo. Le decorazioni delle finestrature di fondo dell’abside illustrano i Sacramenti. Anche le finestre del cleristorio, in alto sulla navata centrale, sono rallegrate da vetri policromi per cui la luce che ne filtra genera un piacevole gioco di colori. Varie modanature geometriche decorano le pareti interne.
Il pavimento è caratterizzato da un intarsio bicromo di marmo con un continuo intersecarsi di linee e figure geometriche.
* Architetto e artefice del progetto della Cattedrale "Madre Teresa" di Pristina - Kossovo














































