venerdì 30 dicembre 2011

PRESEPE E TRADIZIONE A MANHATTAN: DAGLI USA LEZIONI DI STILE A UNA CHIESA ITALIANA "CONFUSA E FELICE"


La Cattedrale di St. Patrick a Manhattan
di Francesco Colafemmina

In Italia sembra si sia perso ultimamente il lume della ragione, per non parlare della fede che vacilla ormai da un bel po'. Lo testimonia la recente presa di mira del presepe prima a Reggio Emilia con la pagliacciata pseudo-intellettualistica del presepe apparente (basta leggere i "testi critici" presentati sul sito dell'iniziativa per rendersi conto del vuoto che circonda l'installazione promossa dalla curia reggiana); e poi a Rieti dove in nome di una presunta "sobrietà" si ricade nel solito trito e ritrito pauperismo anni '70 che ha già fatto enormi danni nelle nostre chiese. E che dire del presepe che inneggia alla concessione della cittadinanza ai figli degli extracomunitari? Iniziativa ripresa persino da Radio Vaticana che ha intervistato per l'occasione l'illuminato parroco in perfetta sintonia con il Presidente Napolitano che non pago di aver consegnato l'Italia ad una lobby di banchieri e finanzieri vorrebbe cambiare progressivamente l'identità degli italiani. 

Ci sono stati poi il presepe anti-omofobia di Bergamo, contro il quale nessuna autorità cattolica ha levato una seppur minima voce di protesta (potere della trasversale lobby gay?). Ma è ancor più degno di nota lo pseudo-presepe allestito all'ingresso del Policlinico Gemelli a Roma. 

Due ombrelli? Una riproduzione dello Sputnik? No... un presepe..

Presepe con le orecchie di Mickey Mouse...
Qui si è tentata una rielaborazione concettuale del presepe che vede la Sacra Famiglia al centro di una specie di astronave-satellite con due antenne paraboliche divise internamente per settori. Nella parabola di destra, di sommo interesse ideologico, notiamo l'alternanza dei seguenti concetti:

rottura politica - riconciliazione politica
rottura religiosa - riconciliazione religiosa
rottura ecclesiale - riconciliazione ecclesiale

Vada per la prima e la seconda contrapposizione: la solita lisa retorica da oratorio parrocchiale sulla pace fra Israeliani e Palestinesi e la melensa esaltazione dell'ecumenismo attraverso le immagini di Assisi '86 e della visita di Giovanni Paolo II alla sinagoga di Roma.
Semisfera destra
Mons. Lefebvre associato a Martin Lutero
Qualche problema però lo incontriamo al terzo punto di questo raffinato excursus dialettico su contrapposizioni e riconciliazioni che testimonierebbero nel primo caso il male e nel secondo il bene che trionfa. Al terzo punto, dicevo, incontriamo indovinate chi? Niente di meno che Monsignor Lefebvre che è comunque in ottima compagnia: sì, quella di Martin Lutero! Questa sarebbe la "rottura ecclesiale". E la "riconciliazione"? Beh, ci si accontenta di una foto del Concilio e di un'altra di Giovanni Paolo II. Evidentemente di fronte all'ideologia e a un certo ostinato odio per Lefebvre la consequenzialità e le argomentazioni non hanno alcun peso, bastano due fotine a caso. E Benedetto XVI che ha fatto cadere la scomunica che pesava sulla Fraternità San Pio X è una sorta di parentesi oscura da censurare. La conferma che siamo in pieno delirio...

Perciò consentitemi di farvi respirare un po' d'aria pulita. Vi porto negli Stati Uniti, nazione fra le più secolarizzate al mondo, nella quale il cattolicesimo è una minoranza e nondimeno i diritti e la libertà di pensiero ed espressione sono da sempre di casa. Stupirà così scoprire che mentre in Italia preti e vescovi si danno al delirio, lì, a Manhattan, nel cuore del "progresso" e della corruzione del potere e del denaro, il giorno di Natale si sono celebrate almeno quattro messe in latino (che gli statunitensi chiamano in tutta tranquillità "tridentine mass") di cui due solenni, in tre chiese differenti. Io ho assistito alla Messa Solenne del giorno di Natale a Saint Agnes, davanti al Chrysler Building. Prima sorpresa: a Manhattan si segue l'esempio di Papa Benedetto: al centro dell'altare anche durante le celebrazioni in novus ordo c'è un crocifisso (grande o piccolo come nella cattedrale di St. Patrick) e ci sono i sei candelabri. 

Si appronta la messa in latino semplicemente girando il crocifisso verso i fedeli...
Pala d'altare nella chiesa di St. Agnes a Manhattan:
si tratta del primo edificio tradizionale costruito in città dopo il Concilio, nel 1998 
Mons. Cionini celebra la Santa Messa del giorno di Natale
Seconda sorpresa: i cattolici newyorkesi conoscono a perfezione il rito antico. Circa un centinaio di fedeli seguiva con i suoi messalini la Santa Messa solenne, rispondeva con grande partecipazione e cantava con perfetta intonazione. Al termine della Messa la terza sorpresa: mi avvicino al giovane celebrante per ringraziarlo del suo sermone e scopro che è un italiano, Monsignor Mario Cionini, segretario della rappresentanza della Santa Sede presso le Nazioni Unite. Non certo un seguace della "rottura ecclesiale" o un anonimo "tradizionalista". 

Ancor più sorprendente è stato poi notare che mentre in Italia il presepe viene nascosto, ridotto, ricoperto di significati ad esso estranei, negli U.S.A. è esposto alla venerazione dei cattolici e illustrato con orgoglio a chi cattolico non è. Così accade di vederlo in bella mostra davanti ad una chiesa del Village, il famoso quartiere dell'orgoglio omosessuale, con una adeguata nota esplicativa sulla sua storia e il suo messaggio. E accade ancora di assistere ad una sorta di breve lezioncina sul presepe ammannita da un poderoso custode della cattedrale di St. Patrick alla folla di turisti di ogni razza e di ogni credo. 

Il Presepe allestito all'esterno della chiesa di Our Lady of Pompei nel Village
Spiegazione del Presepe
Presepe nella Cattedrale di Saint Patrick
Ma non basta. A Reggio Emilia hanno rimosso in cattedrale i banchi con gli inginocchiatoi, prima ancora lo avevano fatto a San Giovanni Rotondo. Insomma in Italia c'è questa perniciosa tendenza. Negli States invece noto da anni con stupore e ancora una volta ne ho avuto conferma a New York che i fedeli non sentono alcun bisogno di sentirsi adulti, evitando di stare in ginocchio. Anzi, con maggiore rigore che in Italia restano inginocchiati anche dopo il "mistero della fede" e si inginocchiano nuovamente al momento dell' "Agnello di Dio". Nella messa nuova infatti non so per quale ragione ma in Italia i fedeli non riescono a resistere in ginocchio fino al Padre Nostro e si alzano immediatamente al "mistero della fede" e rimangono in piedi fino alla fine della messa. Persino in Romania, dove la comunità cattolica conta poche migliaia di fedeli sono più rigorosi che in Italia... 

Ultimo dettaglio degno di nota: per la prima volta in vita mia ho visto un sacerdote fare qualcosa che in Italia si vede raramente. Nella Cattedrale di New York al momento della distribuzione della comunione una fedele adulta e sbadata prende l'ostia in mano e fa cenno di andar via... il sacerdote allora la ferma con una mano e davanti a tutti le dice forte e chiaro che l'eucarestia la deve consumare all'istante e in sua presenza. Unbelievable!

venerdì 23 dicembre 2011

AUGURI DI BUON NATALE


Cari lettori, 

come ogni anno, anche in occasione di questo Natale ho deciso di farvi gli auguri con un semplice video che vuole sintetizzare in pochi minuti la bellezza dell'arte sacra cattolica, il suo profondo valore liturgico e quel potente significato teologico sempre più vilipeso nelle opere d'arte sacra contemporanee. Spero che possiate apprezzare questo breve centone di "Natività", accompagnate dall'introito della Messa di Natale e pregustare attraverso le immagini la gioia del Santo Natale. 

Tanti cari auguri a tutti voi! Best wishes to all of you! 

Francesco Colafemmina

SALVIAMO IL SACRO CUORE DI MARIA A TORINO: PETIZIONE ONLINE

Il presbiterio privato della balaustra!
Gli amici di Torino hanno deciso di lanciare una petizione online per fermare lo scempio dell'adeguamento liturgico nella chiesa del Sacro Cuore di Maria. Le sottoscrizioni hanno da poco superato le 100 firme. Vi consiglio caldamente di firmarla subito! Di seguito trovate il testo della petizione e i link per firmare e unirvi al gruppo che ho creato su Facebook:

"Stimate autorità ecclesiastiche della Diocesi di Torino, stimato parroco della chiesa del Sacro Cuore di Maria, stimati responsabili della Sovrintendenza per i BB.CC. 

Ci riferiamo ai lavori avviati per il cosiddetto “adeguamento liturgico” nella Chiesa del Sacro Cuore di Maria dove, oltre a togliere la balaustra, verrà sistemato un nuovo altare e un imponente ambone, entrambi in marmo bianco “squillante”... L’architettura della nostra bella chiesa viene così snaturata rispetto al progetto originale dell’architetto conte Carlo Ceppi. Del fatto, purtroppo su pressione di molti fedeli a fronte di non risposte da parte sua, si è già occupata “La Stampa”, come certamente avrà avuto modo di vedere. Noi sottoscritti continuiamo ad esprimere il nostro disaccordo, dovuto a molteplici ragioni: - si snatura architettonicamente e storicamente un bene giustamente vincolato dalle Soprintendenze preposte, che le è solo affidato e che non è di sua proprietà - non è stata data adeguata informazione – e quindi spiegazione - ai fedeli (ci risulta che il Consiglio Pastorale non sia più convocato dal momento del vostro arrivo, o quasi, e che ogni decisone venga presa quasi sempre in modo unilaterale, ignorando quel coinvolgimento dei laici, che è la vera innovazione del Concilio Vaticano II) - si ritiene che l’“aggiornamento liturgico” dichiarato come necessario vada profondamente rivisto anche alla luce delle precise indicazioni che SS il Papa Benedetto XVI sta ampiamente e da tempo cercando di affermare, al fine di chiarire quanto effettivamente sia stato detto nel Concilio Vaticano II sull’argomento - si ritiene che la spesa prevista, in un momento di difficoltà e di crisi per tutti, possa essere meglio utilizzata a favore dei più bisognosi. Siamo molto dispiaciuti per quanto sta succedendo e per il modo in cui la vicenda è stata condotta: il tutto certamente non agevola quella coesione della “comunità” che si afferma voler realizzare attorno all’altare di Cristo, con delle discutibili modifiche strutturali. Rammaricati di non poter chiedere al Parroco e alla Diocesi di sospendere i lavori (cosa che tanto non servirebbe), chiediamo una maggiore attenzione per i fedeli e chiediamo alla Sovrintendenza e ad ogni autorità in grado di fermare questa deprecabile iniziativa di intervenire al fine di bloccare e ridiscutere il progetto con l'intervento di personalità riconosciute e stimate, esperte di questioni artistiche e liturgiche. Chiediamo inoltre di voler considerare nella revisione del progetto l'insegnamento liturgico di Papa Benedetto XVI, che da anni propone una ermeneutica della continuità all'interno della Chiesa e non della rottura, affinché anche gli interventi architettonici e artistici non siano testimonianza di rottura e divisione, ma di unione e continuità con la tradizione viva della Chiesa Cattolica e con i criteri largamente condivisi della conservazione dei beni culturali. 

Distinti saluti."

Link per sottoscrivere la petizione: clicca qui

Gruppo su Facebook: clicca qui

mercoledì 21 dicembre 2011

QUALCHE CHIARIMENTO SULLA QUESTIONE FSSPX-VATICANO


di Francesco Colafemmina

Rispetto alle notizie diffuse oggi sull'esito dei rapporti fra Santa Sede e FSSPX, credo sia opportuno chiarire due o tre cose. La Fraternità avrebbe risposto alla Santa Sede già alcuni giorni fa attraverso un documento che richiederebbe chiarimenti sul "preambolo dottrinale". Questo lo si evinceva dall'omelia di Mons. Fellay dell'8 dicembre, omelia che personalmente ritengo sia stata pronunciata successivamente all'invio della documentazione a Roma, ma ancor prima dall'intervista del 28 novembre scorso.

Pur essendo ipotizzabile la presenza di diverse opinioni all'interno della stessa Fraternità - come sarebbe semplicemente logico pensare - la notizia riportata dal sito Virgo-maria.org è del tutto inventata, come peraltro confermato da Andrea Tornielli a margine del suo articolo di stamane. Il sito in questione, infatti, eccelle per la sua capacità di confezionare assurdità e gettare discredito sia sulla Fraternità sia sul resto della Chiesa e in particolare sulla persona del Romano Pontefice. Dunque è palesemente falso e assurdo il  rumor su una possibile "deposizione" di Mons. Fellay. E' un falso clamoroso inventato dai gestori belgi del sito in questione.

Certamente si tratta di un progresso nelle trattative meno plateale ed essenziale di quanto ci si attendeva.  Ma ciò non deve condizionare l'esito delle trattative. Il dato infatti fondamentale è che la Fraternità non ha rifiutato la proposta della Santa Sede. Questa notizia rappresenta di per sé la smentita di voci su un esito negativo delle trattative. Per quanto le divergenze risiedano in un certo senso nella diversa mentalità nell'approccio alla questione, non posso non ritenere utile, infatti, un riavvicinamento definitivo fra FSSPX e Santa Sede per il bene della Chiesa tutta.

Per le seguenti semplici ragioni: 

- anzitutto si adempirebbe al desiderio di Benedetto XVI di attuare una ermeneutica della continuità nella lettura del Vaticano II;

- si avrebbe inoltre uno snellimento del "tradizionalismo" da tutti quegli orpelli estetizzanti e formalistici di cui troppo spesso questo movimento si nutre in Italia e all'estero, quando è concentrato solo sulla liturgia e non su una visione globale della vita cristiana;

- si otterrebbe quindi la finale riconciliazione fra passato e presente della Chiesa alla luce della tradizione, con il compito di passare finalmente al problema centrale: come porre rimedio alla crisi della Chiesa.

Per le medesime ragioni è facile ipotizzare che in molti siano ostili a questa definitiva riconciliazione sia all'interno che al di fuori della Chiesa. Numerosi sedevacantisti, auto-ghettizzatisi per anni, vedono Roma come il centro dell'iniquità e numerosi progressisti vedono la Fraternità come il fumo negli occhi. So però con certezza che nel cuore della Fraternità non albergano né risentimenti, né conflitti ideologici, ma vi è solo la volontà di proseguire sulla strada indicata da Monsignor Lefebvre col conforto della benevolenza del Santo Padre. E se i tempi non sono così rapidi come ci si aspetta ciò è anche dovuto alla lunga ghettizzazione della Fraternità, emarginata per molti anni, invisa a molti vescovi e a numerose personalità romane più propense a fare accordi con protestanti, ebrei e ortodossi che con altri fratelli cattolici. 

Perciò, vi rivolgo l'invito alla preghiera costante, specie in occasione del Santo Natale, perché tutto si risolva serenamente. Non è un braccio di ferro, ma una discussione importante dalla quale, in un certo senso, dipende anche parte del futuro della Chiesa. 

SE UN VASO CINESE SOSTITUISCE IL TABERNACOLO...


Quella che vedete qui sopra è un'immagine della chiesa di San Lorenzo a Talamello, ridente località in provincia di Rimini. La chiesa è impreziosita da un crocifisso del 1300, da molti attribuito per anni a Giotto e successivamente al suo allievo Giovanni da Rimini.
Una splendida chiesa, non c'è che dire! Peccato però per quel vaso cinese al posto del tabernacolo... Anche perché la lampada perpetua è ancora accesa ma non ricorda certo che lì c'è il Cristo Eucaristico. No, ricorda che un tempo lì c'era un tabernacolo.

Altare con tabernacolo - Anni '90
Vale la pena rammentare le parole di Benedetto XVI in Sacramentum Caritatis, 69: "nelle chiese in cui non esiste la cappella del Santissimo Sacramento e permane l'altare maggiore con il tabernacolo, è opportuno continuare ad avvalersi di tale struttura per la conservazione ed adorazione dell'Eucaristia, evitando di collocarvi innanzi la sede del celebrante."



martedì 20 dicembre 2011

IL NUOVO RITRATTO DI MONSIGNOR LIGORIO E L'ARTE DI PASQUALE CIPOLLETTA

Ritratto di Mons. Ligorio - Pasquale Cipolletta
Recentemente ha realizzato il ritratto di S.E. Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina. La sua pittura si sostanzia di colori e immagini spesso oniriche, che profumano di vitalità e tradizione. La tradizione del Sud Italia che spesso ritorna nelle sue opere. Sto parlando del pittore Pasquale Cipolletta, artista nato a Torino nel 1970, ma dal cuore estremamente meridionale, venato di melancolia e luminosa tenerezza. Tanto che il Comune di Piano di Sorrento, in occasione del Bicentenario della sua proclamazione, gli ha dedicato una mostra personale nel 2008, finita poi in un catalogo pubblicato dalla Felice Cervino Editore.

Mater Purissima
Giorno di sole
Mentre talune Diocesi preferiscono attardarsi sull' "arte contemporanea" fa immenso piacere sentire che un Vescovo decide di aggiungere anche il suo ritratto alla serie dei suoi predecessori ospitata nel Palazzo Arcivescovile di Matera e per farlo si affida al pennello di Cipolletta. Una speranza in più per il futuro dell'arte sacra.



Chi fosse interessato a contattare l'autore, può farlo direttamente inviandomi una email al solito indirizzo: fcolafemmina@safeweb.it 

sabato 17 dicembre 2011

A P..EGGIO EMILIA VA IN SCENA IL "PRESEPE APPARENTE"... SPONSORIZZATO DALLA CURIA


Vi mostro il seguente comunicato emesso dall'associazione Flag no flags di Reggio. Ogni commento è  del tutto superfluo...

Venerdì 23 dicembre si inaugura all'interno della Chiesa di San Carlo la video-installazione Presepe apparente, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, in collaborazione con Associazione Flag No Flags e Curia Vescovile. La mostra presenta il lavoro collettivo di alcuni artisti - uno scultore, Michelangelo Galliani, un videomaker, Massimiliano Galliani e un pittore, Marco Petacchi, con un gruppo di musicisti, gli Stoop - che per la prima volta si cimentano assieme per elaborare un discorso installativo diverso dalla propria disciplina, un video-presepe interattivo come dono per la città. Cinque elementi sono scelti a supportare una moderna visione del messaggio evangelico della natività: un inginocchiatoio sul quale il visitatore sarà invitato ad inginocchiarsi per pregare, un microfono con un libro come medium, una videoproiezione come rimando all'antica pala d'altare in cui appaiono e scompaiono i personaggi, una teca con i chiodi - simbolo del presagio evangelico e un commento sonoro composto per l'occasione. 
Il significato del progetto verte sulla rivelazione del sacro attraverso la fede del credente e sul mistero della preghiera. Soltanto leggendo a voce alta la proiezione sarà visibile, per tutta la durata della lettura. Le immagini non appariranno mai contemporaneamente in scena e le figure viventi saranno visibili in penombra, sempre di spalle illuminate con luce radente, in una sorta di scenario caravaggesco. 

Videocatalogo scaricabile on-line dal sito (info in mostra). Vernice : venerdì 23 dicembre alle ore 17.30 orari : sabato, domenica e festivi (Natale e S.Stefano) 10-13 /16-19 1 gennaio 16-19 ingresso libero  Uno speciale ringraziamento a : Diocesi di Reggio Emilia Guastalla Ufficio Beni Culturali


giovedì 15 dicembre 2011

MELLONI INACIDITI E BOIATE ARTISTICHE: ARRIVA LA CROCE-MOCIO DI NAGASAWA

La croce di Nagasawa (a sinistra) - Palmizi per presepi e un Mocio-Vileda (a destra)
di Francesco Colafemmina

Di scempio in scempio... L'11 dicembre compare sul Corriere della Sera un articolo del professor Melloni dal titolo significativo: "Kounellis teologo del Calvario". In soldoni: bravo Monsignor Caprioli che ha commissionato a Kounellis la "cattedra" del duomo di Reggio e a Nagasawa una croce gloriosa che sarà prossimamente esposta. Tenendo a mente quest'ultimo appuntamento con Nagasawa, leggiamo un estratto di Melloni: 

"Al netto della trascurabile irritazione di qualche comare del luogo e dell'immancabile monsignorino «che viene da Roma», Kounellis ha regalato a tutti un oggetto teologicamente commovente. Un assito di legno antico e scuro, e sopra un nudo sedile di ferro: non segni, ma materia della croce, attorno alla quale si stende il corpo di Cristo che è la communio dei fedeli."

L'esegesi delle opere "senza titolo" dell'artista ateo di origini greche è un'esilarante testimonianza del contorsionismo intellettuale di Melloni. Faccio notare il punto chiave. Per Melloni l'opera esprime un'assenza di segni e si concentra al contrario sulla materia. Ma cosa ci induce a credere che quella materia evochi la croce di Cristo? Non l'opera in sé che non esprimendo segni, è vuota di significato, è vita della materia, del quotidiano (secondo l'interpretazione classica del movimento dell'arte povera). Bensì l'uso che di questa opera si fa. Trattandosi di una cattedra episcopale, ciascuno, partendo dal suo uso, può sviscerarne le più esilaranti elucubrazioni. Eppure, l'idea stessa che un'opera d'arte povera possa essere "usata" ne snatura già le premesse estetiche. La costringe a ritornare allo stato pre-artistico. In sintesi: se Kounellis avesse realizzato un'opera d'arte povera delle sue, e l'avesse esposta in un museo quest'opera sarebbe stata aperta ad ogni interpretazione, com'è tipico dell'arte contemporanea. 
Avendola tuttavia realizzata per una funzione specifica l'opera perde la sua valenza artistica - ammesso che ne abbia mai avuta una - e scade a materia inerte. E con essa scade anche il pensiero, in verità già avariato da un bel pezzo, di Melloni, Ravasi, Dall'Asta & co.

Una foto rubata della croce collocata per poche ore in cattedrale a Reggio
Detto questo su Kounellis, veniamo alla pseudo-croce di Nagasawa costata intorno ai 25.000 €. Non serve una laurea né tantomeno esser titolari di una cattedra universitaria per capire che si tratta di una boiata colossale - e sorvolo sull'oscenità liturgica. Secondo un recente articolo dell'informato Andrea Zambrano, il Vescovo Caprioli avrebbe evitato l'esposizione immediata dell'opera di Nagasawa, rimandandola a tempi migliori. Se però avete tenuto a mente l'articolo di Melloni, si dovrebbe sospettare che quest'opera verrà presto collocata al suo posto: sospesa in alto alla navata centrale.

Veniamo infine al capitolo dindini (che di questi tempi stanno tanto a cuore a Santa Madre Chiesa). Ieri sera un mite sacerdote mi chiedeva come sia possibile che si spendano così tanti soldi per queste boiate (vedi anche il caso di Torino), mentre tante chiese avrebbero bisogno di essere riportate agli antichi splendori. Il fatto strano è che sia nel caso di Torino che in quello di Reggio, i soldi vengono chiesti direttamente ai fedeli! La Parrocchia del Duomo di Reggio ha già raccolto più di 60.000 €. Ignoti sono finora gli importi dell'intera operazione e Monsignor Caprioli ben farebbe a renderli pubblici, così, tanto per accrescere l'indignazione dei fedeli...

mercoledì 14 dicembre 2011

ADEGUAMENTO LITURGICO A TORINO: I FEDELI PROTESTANO


di Francesco Colafemmina

Quello del Sacro Cuore di Maria a Torino è un mirabile esempio di chiesa di fine ottocento, venata di luminosi decori in stile art nouveau. Questa splendida chiesa il cui presbiterio è composto da un bell'altare sormontato dalla statua della Vergine, è stata improvvisamente votata dai monaci che l'amministrano al martirio dell'adeguamento liturgico. 

Leggiamo una sintesi di quanto sta accadendo: "Sono previsti dei lavori invasivi all' interno della chiesa: è stata abbattuta, col danneggiamento del basamento in pietra verde, la balaustra che delimita la zona presbiterale, e verranno realizzati altare, trono e un ambone futuristico, tutto in marmo bianco e acciaio corten, materiali costosissimi, con inevitabile spreco di molto denaro in un momento così critico per il paese. E' un progetto faraonico che non solo stravolge la chiesa, ma che soprattutto non ci appartiene e sul quale non è stato informato nessuno. Oltre a ciò verrà collocata una croce dorata sospesa e verrà rifatto l'impianto acustico. In questo contesto l'interno della chiesa appare degradato in molti punti."

Sul bollettino parrocchiale la triade monastica che regge la chiesa spiega il progetto in questi termini: "Un altro obiettivo importante è quello di riequilibrare il messaggio iconografico riconducendolo verso la centralità del mistero pasquale di Cristo. Per fare questo abbiamo pensato all’immagine dell’Agnello di Dio, scolpita sull’altare e in asse con una nuova croce in metallo dorato sospesa sul fondale e con la grande statua di Maria già esistente.(...) È una croce gloriosa, senza il crocifisso, perché la figura di Cristo è già centrale nell’altare, con l’immagine dell’Agnus Dei."


Antimarianesimo ed esposizione della Croce priva della raffigurazione del Cristo con i segni della passione vanno solitamente a braccetto. Conviene tuttavia ricordare quanto affermato da Institutio Generalis Missale Romanum, n.308: "vi sia sopra l’altare, o accanto ad esso, una croce, con l’immagine di Cristo crocifisso, ben visibile allo sguardo del popolo radunato."

Andiamo oltre nella descrizione dello scempio: "Formalmente abbiamo immaginato questo luogo come un assemblaggio di volumi semplici, intersecati tra di loro: i parallelepipedi dei gradini in acciaio corten o ferro pre-ossidato, il cubo su cui sta il lettore, la lastra di marmo bianco della proclamazione. Essi si presentano come un agglomerato di elementi chiaramente altri rispetto al contesto dell’architettura del Ceppi; ma è proprio in questa relazione di diversità che essi testimoniano da un lato, la chiara leggibilità dell’intervento, e dall’altro la presa di coscienza della necessità di un adeguamento liturgico, inteso anche come senso di fedeltà al Concilio."

La discontinuità, dunque, la rottura, si concretizzano nella disomogeneità stilistica ed estetica, nella dislocazione del bello. Qui, scusatemi se lo dico francamente, ma oltre alla demenzialità dei chierici c'è l'evidente lavorio dell'ideologia, più forte di qualsiasi sensibilità estetica e di qualsiasi aderenza al magistero.  Siamo, insomma, alla solita solfa. Ma ancora una volta, dopo il caso di Reggio Emilia, anche qui i parrocchiani cominciano a protestare:

Via Mogari, la protesta entra in chiesa

Sacro Cuore di Maria: parrocchiani contro parroco sul nuovo presbiterio

Chiesa del Sacro Cuore: i fedeli contro il parroco

"Si tratta solo di un'interpretazione del Concilio - obietta un parrocchiano, Fabrizio Antonielli - dettata da questa sorta di mania di rendere tutto popolare: ma c'è sempre stato un recinto sacro intorno all'altare a testimoniare che è uno spazio diverso e anche Benedetto XVI ha una visione più tradizionale della liturgia"(La Stampa - 8 dicembre 2011).

Il progetto costerà circa 60.000 euro - se ho ben compreso. Ma, al di là delle cifre, resta lo stigma ideologico dell'iniziativa. Pertanto ho deciso di fare una ricerca sulla "Fraternità monastica diocesana" che amministra la chiesa. Non è stato così difficile trovare un documento redatto dal parroco della chiesa, fr. Jean Tefnin, che si esibisce nella disamina dei rapporti fra Gaudium et spes e movimento New Age. Sì, avete capito bene. Di seguito alcuni estratti:

"La New Age, dal canto suo, punta alla pienezza dell’uomo attraverso la sua totale autorealizzazione: ciò avverrebbe con il trascendere, in un ripiegamento su se stessi, la propria coscienza personale (mediante miti, sogni, simboli, tecniche meditative) per poi accedere all’unità del cosmo e «fondersi» con e in Dio. La New Age vuole suscitare una nuova «coscienza» attraverso la fusione di tutte le coscienze individuali in una «coscienza olistica globale e universale». A livello storico è sicuramente significativo notare che, in coincidenza del periodo di stesura dei documenti conciliari, la controcultura degli anni ’60 diventava il luogo della prima «formalizzazione» della New Age. Le rivolte studentesche, il cammino pacifista, l’esplosione delle culture hippies diedero vita ad un fronte comune da cui si sono poi sviluppate le due grandi tendenze interne alla New Age: quella dell’impegno politico diretto sui temi della guerra, dell’emancipazione femminile, dei diritti civili, dei sindacati e quella della ricerca individuale di una propria identità al di fuori o ai margini della società, attraverso la sperimentazione di nuove terapie e religioni, di esperienze ipnotiche-mistiche, dell’espansione della propria coscienza attraverso l’uso di ogni tipo di droga. (...) Contemporaneamente la Gaudium et spes spalanca nuovi spazi ai credenti rivitalizzando il rapporto Chiesa-mondo attraverso una profetica visione solidaristica che comporterà una riflessione su temi inerenti la dimensione socio-politica, una riflessione così incisiva da rinnovare il senso e lo stile della missione stessa della Chiesa. (...) Thimothy Radcliffe, a livello ecclesiale, ritiene necessario un recupero dell’equilibrio tra l’autorità della tradizione (gerarchia), quella della ragione (pensiero teologico) e quella dell’esperienza (del popolo di Dio nel mondo): equilibrio attualmente sbilanciato, perché sembra esistere solo la prima autorità. Ma queste priorità, al di là del contesto storico ovviamente modificato, altro non sono che il rilancio delle attese e delle sfide della Gaudium et spes…"

Padre Tafnin pur rigettando, in conclusione, le derive recenti della New Age, non esita ad affermare che New Age e Gaudium et spes sono espressione dello stesso anelito messianico (per il quale conviene rileggere le riflessioni di Virion nel mio precedente articolo) volto al rinnovamento dell'uomo. Ma mentre la New Age è entrata nel circolo vizioso del narcisistico auto-soddisfacimento dell'uomo, la Gaudium et spes è ancora attuale perché auspicherebbe il superamento della guida dell'autorità tradizionale.

Tefnin - vale la pena ricordarlo - è uno psicologo, ed è anche esperto di Yoga e pratiche meditative...

Questo modo di pensare, per quanto diffuso, è tuttavia indice di una ermeneutica non certo della continuità, come vorrebbe il Papa, bensì della rottura; di istanze e prospettive vecchie, ammuffite, superate. E' pervaso da quel "messianismo dell'avvenimento", del superamento del passato che giustifica ideologicamente la cesura netta con tutto ciò che incarna quel passato. Le balaustre diventano così segno di distanza fra clero e popolo, l'altare antico espressione di una Chiesa incentrata sull'autorità della tradizione, chiusa nei suoi pizzi e merletti e per nulla aperta al sociale (par di capire dalla relazione di Tefnin che carità e solidarietà non fossero presenti nella Chiesa pre-conciliare). Dunque in questo cortocircuito noetico è naturale che si spendano 60.000 euro per svellere i residui del passato piuttosto che per quella solidarietà e carità tanto decantata a parole.
E' dunque un problema non di incoerenza o di ipocrisia, ma di condizionamento psicologico. L'ideologia può più della naturale propensione a praticare il Vangelo nel quotidiano. Paradossalmente si ritiene che per praticarlo meglio valga la pena buttare dei soldi in un'opera di iconoclastia simbolica.


Cari Parrocchiani della chiesa del Sacro Cuore di Maria a Torino, non ho il piacere di conoscervi e non so quanti di voi potrebbero condividere le mie idee in materia di arte e architettura sacra. Pure, so che il coraggio di alcuni di voi è encomiabile. Ed è encomiabile la battaglia che vi apprestate a dare contro l'ideologia vetusta e tarlata dei membri della Fraternità Monastica Diocesana Torinese che governano la vostra chiesa. Combattete, dunque, senza ricorrere alla burocrazia ecclesiastica o governativa. No, loro non vi ascolteranno. Combattete con la preghiera e la devozione. "Occupate" pacificamente la chiesa come facevano gli operai negli anni '60 tanto cari a certi preti antiquati... occupate quei luoghi che vogliono sottoporre all'adeguamento liturgico e con la preghiera diventerete testimonianza di continuità. Recitate tanti santi rosari davanti alla Vergine, quei rosari che a quanto pare non piacciono tanto ai vostri monaci... Recitate rosari e siate pazienti. Il Signore vi ascolterà!

lunedì 12 dicembre 2011

SULLA CHIESA DI CASAL BOCCONE... E I FRUTTI DEL CONCILIO

Il Santo Padre nella chiesa di Casal Boccone - Domenica Gaudete 2011 
di Francesco Colafemmina

Non voglio spendere molte parole su questo argomento. La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Casal Boccone (Roma), dove il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa ieri è un evidente obbrobrio, dei soliti obbrobri perpetrati senza alcun criterio dall'Opera Romana per la preservazione della fede (sic!) e la provvista di nuove chiese presso il Vicariatus Urbis

Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Casal Boccone - Roma
Consacrazione - 1 Maggio 2010 : Notare il gruppetto musicale sul sagrato!
Mi domando ancora una volta perché si debbano costruire dei simili aborti e perché soprattutto si debba far dir messa al Papa in questo genere di chiese. Non è una questione di discriminazione estetica, ma di strumentalizzazione del Pontefice quasi per dare un crisma sacrale ad architetture deformi e dissacranti. Ci si chiede poi perché la FSSPX potrebbe non accettare l'offerta condizionata del Vaticano! Ma se a Roma non si sono ancora resi conto dei frutti guasti del Concilio e anzi pretendono che la FSSPX ne accetti preventivamente i contenuti, come possiamo biasimare Mons. Fellay? 
Mi rendo conto che la questione è complessa e intricata, ma anche in periodi più antichi (durante la crisi ariana) non è stato certo a Roma che la fede si è preservata nella sua integrità. Sì, abbiamo un grande pontefice teologo, ma il resto del clero vive ancora con la testa montata al contrario e spende e spande denari per erigere monumenti al nulla. 

Interno
Cattedra e altare
Altare enorme per megaconcelebrazioni: cosa usuale in una parrocchia di periferia...
Il Cardinal Vallini e il parroco distribuiscono la Comunione
In questa chiesa, tra l'altro, il tabernacolo è messo in un angolo e a proposito di tabernacolo e sciatteria nel distribuire la comunione (senza patena), ieri ho assistito ad un episodio che mi ha particolarmente colpito. Una mamma ha portato i suoi due figli in chiesa ed ha assistito - per sbaglio - ad una messa in forma straordinaria. Quando il sacerdote (don Bux) si è apprestato a distribuire la comunione in ginocchio e in bocca, uno dei figli, una bimba, ha iniziato a irritarsi perché la comunione voleva prenderla solo in mano. La mamma la invitava ad andare comunque dal sacerdote a comunicarsi - non le avrebbe negato la comunione in mano - ma la bimba niente, protestava lì davanti e la comunione alla fine non l'ha fatta. 
Ho avuto modo di riflettere così su come l'ideologia e l'imbecillità di tanti sacerdoti e catechisti siano riusciti ad impedire ad un'anima giovane e presumibilmente innocente di ricevere l'eucaristia. Se questi sono i frutti di 50 anni di aggiornamento... 


sabato 10 dicembre 2011

SULLE ESENZIONI FISCALI DELLA CHIESA CATTOLICA E IL GOLPE MONDIALSITA IN CORSO

Goya - Saturno che divora i suoi figli - 1823
"Per il governo dell'economia mondiale;
per risanare le economie colpite dalla crisi,
per prevenire peggioramenti della stessa
e conseguenti maggiori squilibri;
per realizzare un opportuno disarmo integrale,
la sicurezza alimentare e la pace;
per garantire la salvaguardia dell'ambiente
e per regolamentare i flussi migratori,
urge la presenza di una vera
Autorità politica mondiale"
Benedetto XVI   - Caritas in Veritate - n. 67
"Nell’occasione presente mi sia consentito sottolineare
 che gli impegni per la pace non possono essere separati
dalla ricerca di una società giusta e di un reale sviluppo
 di tutte le nazioni e di tutti i popoli.
Giustizia e sviluppo vanno per mano con la pace.
Sono parti essenziali di un
nuovo ordine mondiale ancora da edificare.
Sono una strada che conduce verso
un futuro di felicità e di dignità umana."
Giovanni Paolo II - Discorso al Corpo diplomatico - 24 Febbraio 1980


di Francesco Colafemmina

Come al solito, la Chiesa comincia a risvegliarsi solo quando viene colpita in qualità di istituzione terrena dotata di proprietà immobiliari e spesso guidata dall'interesse di qualche affarista travestito da chierico. Ma visto che facciamo parte della Chiesa intesa quale Corpo Mistico di Cristo e visto che l'attacco contingente alla Chiesa Cattolica in Italia e alla Santa Sede è guidato non certo da norme di equità terrena, ma da un inespresso anelito alla cancellazione del ruolo determinante della fede cattolica nella nostra società italiana, vale la pena spendere qualche parola in difesa di Santa Romana Chiesa. Nondimeno è opportuno oggi smascherare il vero e proprio golpe mondialista in fase di sviluppo, golpe che prevede e necessita l'annientamento dei due elementi di riferimento dell'ordine sociale italiano: la politica e la religione... con l'inconcepibile complicità della Chiesa stessa. 

1. Come nasce la crisi

Per capire quello che sta accadendo in Italia e i futuri sviluppi degli eventi, bisogna guardare a ciò che è accaduto in Grecia negli ultimi 2 anni, a partire dall'elezione del premier nefasto e paranoico Giorgos Papandreou. 
Nell'ottobre 2009 Papandreou, viene eletto dopo una campagna elettorale incentrata sulla redistribuzione della ricchezza a favore di pensionati, lavoratori pubblici, operai etc. Durante la campagna elettorale aveva affermato: "i soldi ci sono!". Evidentemente appena dopo l'elezione si rende conto che i soldi potrebbero finire. Perché? Per una serie di problemi strutturali dell'economia e dello Stato greco, ma principalmente perché il secondo governo Simitis (2000-2004), del quale Papandreou era ministro degli esteri, aveva architettato con la consulenza della Goldman Sachs, dei meccanismi per imbellettare i propri conti pubblici. Questi meccanismi hanno logorato lo Stato, costretto a pagare ingenti somme alle banche, e aiutato la Grecia ad entrare nell'Euro. Per entrare nell'Euro bisognava rispettare dei requisiti basati sulle cosiddette regole di Maastricht: mantenere il deficit al di sotto del 3% e il debito pubblico entro il 60% rispetto al Prodotto Interno Lodro. In soldoni: lo Stato non deve spendere più di quanto incassa per una percentuale superiore al 3% della produzione globale di beni e servizi nel corso di un anno. 

Ora, che uno Stato debba necessariamente pareggiare il bilancio non sta scritto da nessuna parte. Solo alcuni modelli economici ritengono che così si avrebbe una maggiore stabilità. Al contrario, invece, altri modelli ritengono che un eccesso di spesa da parte dello Stato non costituisca necessariamente uno spreco, ma un veicolo di sviluppo e rilancio dell'economia. Sta di fatto che per quanto il debito pubblico Greco sia aumentato negli ultimi 4 anni, anche Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, hanno visto aumentare il debito in maniera esponenziale. E aumentare naturalmente anche il deficit. Quindi perché a febbraio/marzo 2010 si sono tutti scagliati contro la Grecia? Chi tra le Nazioni Europee era senza peccato tanto da poter scagliare la prima pietra?
La verità è che la crisi greca è stato l'avvio di una vero e proprio sconvolgimento sociale su scala mondiale. La Grecia diventava così un laboratorio le cui cavie erano i cittadini. 

2. Evoluzione della crisi greca e punti di contatto con quella italiana

Il 23 aprile del 2010 il premier greco Papandreou annuncia il ricorso al Fondo Monetario Internazionale. La Grecia non può ripagare il debito, ma può ancora vendere i suoi titoli del tesoro... se solo ciò fosse permesso dalla Banca Centrale Europea. E invece no, contrariamente a tutte le banche centrali, la BCE per statuto non può acquistare direttamente titoli di debito dei Paesi membri. Se le banche centrali non acquistano i titoli di debito, necessariamente questi devono essere messi all'asta e passano così sotto il controllo della speculazione finanziaria. Una Nazione diviene pertanto succube dell'estro dei mercati che possono deciderne la salvezza o la rovina attraverso semplici digitazioni computerizzate. Il mercato - ossia una ristretta cricca di speculatori mossi dal proprio interesse - diventa così arbitro del destino delle Nazioni, senza che queste abbiano la volontà e la capacità di porre degli argini a questa deriva. La Grecia avrebbe potuto far ricorso ad un prestito europeo, come poi farà, ma non basta. Il vero obiettivo è il ricorso al FMI. Perché? Perché rispetto alle Banche Centrali o alle altre Nazioni Europee, il FMI presta soldi ponendo delle condizioni estremamente vincolanti. In sostanza per piccola che sia l'entità del prestito, deve necessariamente imporre l'attuazione di misure neoliberiste (meno Stato, più impresa) prima di erogare il prestito. Capirete bene che alcune riforme impopolari, ossia non disgustose per il popolo ma rivolte contro il popolo, (parlo di tutte quelle riforme volte ad indebolire lo stato sociale e ad eliminare i principi di solidarietà e sussidiarietà garantiti dallo Stato) possono essere attuate solo con lo stratagemma del prestito chiesto al FMI.
Non stupirà dunque apprendere che Strauss-Kahn (all'epoca presidente del FMI) in una intervista televisiva rivelò successivamente di essere stato contattato da Papandreou già sul finire del 2009. In sostanza, Papandreou e i suoi complici attesero il peggioramento della situazione della Grecia per mettere di fronte al fatto compiuto la Nazione e convincere le forze politiche della necessità di ricorrere al FMI. 
Una situazione analoga si verificherà prossimamente in Italia. Ricordo, per inciso, che nell'aprile del 2010 lo spread fra titoli del tesoro greci e bund tedeschi superò quota 400. Dunque noi siamo allo stesso livello della Grecia allorché fece ricorso al FMI.
A differenza della Grecia, per poter imporre le cosiddette norme lacrime e sangue, non abbiamo ancora avuto bisogno del FMI. Ci è bastato un governo di tecnocrati non eletti. Un obiettivo, questo, perseguito a lungo dalla Commissione Trilaterale, quel think-tank ideato da David Rockefeller nel 1973 di cui è presidente europeo un certo Mario Monti. E' del 1975, infatti, un documento della Trilaterale che illustra le difficoltà poste dal sistema democratico in Occidente e specialmente nella litigiosa Europa. Dopo trentasei anni, finalmente, il superamento della democrazia non solo è realtà, ma viene condiviso proprio da quelle forze democratiche che dovrebbero avversarlo. La politica è consapevole di essere incapace di riforme, di iniziative forti e cede il passo ai tecnocrati. Con la differenza che i programmi solitamente proposti dalla politica vengono questa volta sostituiti dai diktat del sistema bancario e finanziario. E' la loro visione del mondo e dell'economia a prevalere e così non si va certo incontro all'interesse nazionale e popolare, bensì a quello sovranazionale delle banche e degli alchimisti del "nuovo ordine mondiale".
Non è tuttavia da escludere un prossimo ricorso dell'Italia al FMI. Sarà la seconda parte di questo thriller o film dell'orrore che ci porterà nel baratro. Personalmente colloco questo evento nel primo semestre del 2012. 

3. Il ruolo della Chiesa

Demolito il riferimento della politica, ora tocca alla Chiesa. Ma prima di analizzare questo aspetto del programma di "revisione" della società italiana, facciamo ancora un passo indietro per guardare alla Grecia. Lì la politica è stata distrutta da infiniti scandali legati alla corruzione dei politici. Scandali emersi potentemente fra 2008 e 2010. Hanno distrutto la fiducia dei cittadini nei confronti della classe politica. La loro diffusione era propedeutica alla giustificazione del passaggio da una democrazia corrotta ad una oligarchia tecnocratica sicura di sé e capace di attuare riforme (non importa se a proprio vantaggio e non a vantaggio del popolo). Tuttavia la delegittimazione della politica (in Italia il segnale è stato lanciato da Rizzo e Stella, giornalisti ben foraggiati, con lo slogan della "Casta") non poteva bastare. In Grecia il nazionalismo popolare è un dato di fatto, perciò era opportuno minarlo prima di andare oltre nell'alchimia mondialista. Così in piena crisi economica il governo Papandreou decide di naturalizzare centinaia di migliaia di figli di extracomunitari nati in Grecia (legge del marzo 2010). Una proposta già avanzata in Italia recentemente da Napolitano.
Dato un duro colpo alla consapevolezza nazionale greca, bisognava passare all'attacco alla Chiesa Ortodossa. Attacco che ha prodotto nel 2010 più o meno ciò che si vuol fare oggi in Italia con la Chiesa Cattolica: tassare le attività a scopo di lucro di proprietà della Chiesa, tassare le rendite provenienti dall'affitto di terreni e immobili di proprietà della Chiesa. 
Ma questa legge non è bastata, evidentemente. Bisogna andare oltre e ottenere ciò che nemmeno i più illuminati massoni del XVIII secolo avrebbero potuto escogitare: tassare tutti gli immobili di proprietà della Chiesa, anche quelli adibiti al culto (chiese, monasteri, romitaggi, etc.). A questo si è arrivati oggi e non credo che basteranno gli statements del Santo Sinodo a frenare l'offensiva.
In Italia abbiamo una situazione analoga a quella greca, con la differenza che da noi la Chiesa Cattolica si è organizzata molto meglio... E' dal 1992, data di introduzione dell'imposta comunale sugli immobili, che la Chiesa usufruisce dell'esenzione anche per le attività ricettive (al centro delle scandalizzate reazioni odierne). E non è solo la Chiesa ad usufruirne, ma anche la Chiesa Valdese, le Comunità Ebraiche, etc. Il punto è che l'esenzione dall'ICI è stata spesso sfruttata per poter metter su attività a scopo di lucro chiaramente competitive. Si tratta per lo più di alberghi e foresterie, ma non solo. 
Ricordo personalmente, ad esempio, di aver pernottato due anni fa a Roma presso delle suore. Al risveglio mi ritrovai con un conto salatissimo da pagare per una celletta anni '70: 120 euro. Ebbene potrei capire delle suore che dell'ospitalità fanno il loro ministero e che ospitino chiunque facendogli versare un'offerta a piacere, ma non certo suore che non pagano l'ICI, godono di regimi fiscali agevolati e poi ti fanno anche pagare 120 euro a notte per una celletta d'altri tempi. Di esempi del genere ce ne sono a bizzeffe e bene ha fatto, a mio parere, il Cardinal Bagnasco, a dirsi pronto a rivedere le norme che esentano la Chiesa dal pagamento dell'ICI sugli immobili ad uso commerciale. Questo perché la Chiesa dovrebbe pagare le tasse - come previsto dal Concordato - su tutto ciò che esula il culto e le attività culturali. 
Il problema è che oggi la polemica contro la Chiesa che non paga l'ICI (tra l'altro fino a ieri l'ICI era una tassa abolita) non è volta alla "moralizzazione" di una Chiesa che "si allarga", che si è fatta "Casta". Si tratta, invece, di una polemica psicologica, volta ad alleggerire il peso dei sacrifici popolari, convogliando la rabbia e l'ostilità sociale verso l'altro cardine dell' "autorità" dopo la politica: la religione. E vale la pena ricordare che questa offensiva segue di un anno l'offensiva anticattolica e delegittimante sui casi di pedofilia nel clero. Solo delegittimando e privando di autorevolezza la Chiesa e la politica, i tecnocrati oligarchici possono attuare i propri programmi. E la Chiesa è paradossalmente complice dei suoi carnefici, visto che non solo ha rinunciato nel corso degli anni alla propria autorevolezza cedendo alla corruzione e alle lusinghe mondane, facendosi infiltrare da sacerdoti e pastori corrotti, difendendo talvolta la corruzione al suo interno; la Chiesa è complice di tutto ciò anche perché non combatte i propri carnefici, non sembra comprendere quanto sta accadendo, non si oppone a un potere anticristiano ma cerca di blandirlo, s'illude di controllarlo, addirittura talvolta lo evoca... E' il caso - il più recente - del documento del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, pubblicato il 24 ottobre scorso. Un documento agghiacciante perché evocatore del mondialismo più esplicito e drammatico, ma non solo. Nel documento si auspica addirittura la creazione di una Banca Centrale Mondiale capace di controllare il destino di tutte le nazioni e di tutti i popoli. E si conclude con queste tremende parole:

"I tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall’intera famiglia umana, che i singoli Stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli. Esistono, quindi, le condizioni per il definitivo superamento di un ordine internazionale «westphaliano», nel quale gli Stati sentono l’esigenza della cooperazione, ma non colgono l’opportunità di un’integrazione delle rispettive sovranità per il bene comune dei popoli. È compito delle generazioni presenti riconoscere e accettare consapevolmente questa nuova dinamica mondiale verso la realizzazione di un bene comune universale. Certo, questa trasformazione si farà al prezzo di un trasferimento graduale ed equilibrato di una parte delle attribuzioni nazionali ad un’Autorità mondiale e alle Autorità regionali, ma questo è necessario in un momento in cui il dinamismo della società umana e dell’economia e il progresso della tecnologia trascendono le frontiere, che nel mondo globalizzato sono di fatto già erose. La concezione di una nuova società, la costruzione di nuove istituzioni dalla vocazione e competenza universali, sono una prerogativa e un dovere per tutti, senza distinzione alcuna. È in gioco il bene comune dell’umanità e il futuro stesso."

La Chiesa del 2011 auspica dunque l'instaurazione di un governo mondialismo anticristiano e invece ne resterà inesorabilmente vittima!

4. Il futuro è stato già scritto

Le ragioni del cambiamento in atto in Europa, nel Nord Africa e in altre parti del mondo, non sono frutto di un mero complotto, perché ormai sono evidenti a chi abbia un minimo di buon senso. Il nostro amato Occidente, dimentico degli anticorpi della propria storia e della propria cultura, consuma (spreca) dosi di energia superiori al resto del mondo. Le risorse energetiche sono scarse e le multinazionali, le banche, i gangli del potere mondiale devono prendere delle decisioni per noi. Omogeneizzare il mondo, ridurre i nostri consumi e aprire nuove prospettive di sviluppo laddove quanto noi consumiamo basterebbe per venti, cinquanta individui. Non basta più controllare il gas e il petrolio. E' arrivato il momento di controllare e ridurre i consumi e lo sviluppo dei popoli. Un domani, forse, anche i numeri della popolazione mondiale... 

Ma per dimostrarvi che quanto da me affermato non è mera fantasia vorrei concludere questa lunga riflessione citandovi alcuni estratti di un famoso volume di Pierre Virion "Il Governo Mondiale e la Contro-Chiesa" scritto nel 1966. Estratti che dovrebbero farci riflettere e soprattutto pregare.

"La Chiesa non si suicida. In effetti, il modernismo di oggi, a paragone del quale quello di ieri non è presso a poco niente, compiendo la propria opera, non è che uno strumento consacrato, esattamente come il comunismo, alle ideologie più assorbenti e più totalitarie, di cui quegli ecclesiastici considerano il successo come un'inevitabile fatalità. Allora, volendo preparare la Chiesa a trovarsi presente con essi a degli appuntamenti creduti imminenti, questi preti, a volte elevati nella gerarchia, rivelano un messianismo dell'avvenimento, che deve, pensano, determinare l'atteggiamento e la sorte della Chiesa e, finalmente, dar loro ragione.
E' vero, noi viviamo sotto la minaccia di avvenimenti che la congiuntura ha già preparato per far accettare un Governo Mondiale. Ma, non essendo illuminati, noi non crediamo che i Grandi Eletti accomoderanno tutto ciò con un colpo di bacchetta magica per la soddisfazione di tutti. Il miracolo che essi tengono in riserva non si produrrà nell'etere delle 'spirali nebulose', ma sulla terraferma a forza di colpi politici e sociali, che rivalità feroci, all'interno del Sistema, trasformeranno in catastrofi." (...) 
"Le alte potenze segrete e dagli interessi terribili (l'oro giallo e nero) sono determinate a scatenare battaglie selvagge. Quelle potenze, dove che sia la loro sede, non hanno nazionalità; esse non rinunceranno, qualunque sia il rischio, a far uso delle mine esplosive disseminate dappertutto per far entrare i popoli, con il terrore o con la violenza, in un altro complesso internazionale, un complesso internazionale senza patria, che nel 1946 il Fratello Riandley, sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Francia, annunciava come imminente realtà: '...la necessità di un'organizzazione totalitaria del mondo, da dove ogni concetto di primato di una nazione sarà escluso, non c'è ancora. Essa si realizzerà ineluttabilmente, ala sua ora che non è ancora venuta... Questo passaggio non sarà definitivamente compiuto che quando tutto il mondo avrà riconosciuto l'autorità di un agente unico, regolatore e coordinatore universale. Con quale mezzo questo agente si imporrà? Probabilmente con la guerra, con una terza e - speriamo - ultima convulsione mondiale, poiché l'umanità è condannata, come tutto ciò che vive, a procreare nel dolore e nel sangue.'" (pp.477, 483)

giovedì 8 dicembre 2011

UNA NUOVA MEGA-CHIESA IN PAKISTAN


Facciata della nuova chiesa di San Pietro a Karachi
di Francesco Colafemmina

A Karachi nel tormentato Pakistan è stata consacrata una nuova chiesa, la più grande del Paese. Costata 3,8 milioni di dollari la chiesa è un segno del ritrovato coraggio della comunità cattolica locale, ma è anche piuttosto brutta. Capace di ospitare fino a 5000 fedeli, la chiesa di San Pietro è progettata in uno stile casa-circondariale/casermone con un tocco qua e là di stantio neogotico. Ma un dato positivo è evidente: il tabernacolo è al centro! 

Bambini in fuga dallo stile naif del presbiterio...
Chiesa o moschea? 
Tutt'altra storia rispetto alla cattedrale di San Patrizio, sempre a Karachi, consacrata nel 1881, le cui immagini sono qui di seguito. Ma evidentemente nel 1881 i missionari cattolici non si ponevano il problema dell'inculturazione e di menate simili volte alla rivalutazione della cultura e dei costumi locali, etc. etc. e  - paradossalmente - nel 1881 nelle chiese ci mettevano anche i banchi... roba troppo occidentale per esser riproposta oggi.

Cattedrale di San Patrizio a Karachi
Navata centrale
Ingresso e cantoria

mercoledì 7 dicembre 2011

COM'E'... ARDUO NAVIGARE IN QUESTO WEB...

Il Papa lancia il suo primo (e ultimo) tweet!
Cari amici,

in questi giorni mi sono premurato di controllare che il blog fosse ben leggibile su tutti i browsers e i sistemi operativi. E per farlo mi sono servito delle statistiche di accesso al sito. Ho notato così che la maggior parte di voi (siete circa 20.000 al mese) usa il sistema operativo Windows... Certo, chi si occupa di Chiesa spesso non ha ghiribizzi tecnologici, eppure l'82% di utenti Windows è una percentuale molto alta per un blogger come me che usa sistematicamente Mac. Nonostante la retorica santificatrice di Steve Jobs sembra quindi che i lettori cattolici di Fides et Forma snobbino apertamente la mela. 

Veniamo però alle questioni più significative per voi, cari lettori. Al di là del sistema operativo (XP, Vista, etc.) il software che ci consente di accedere al web è l'interfaccia fondamentale. Se non aggiornate il vostro browser difficilmente potrete godere delle migliorie grafiche apportate sul blog e nello stesso tempo  vi priverete della possibilità di gustare con maggiore funzionalità la vostra navigazione su internet attraverso la miriade di siti dedicati all'arte, alla fotografia, all'architettura, etc.. 

Partiamo da un dato di base. Circa il 40% di voi usa pc con Windows XP, un sistema operativo piuttosto datato. Se a ciò aggiungiamo che il 41% dei lettori naviga attraverso internet explorer di certo non c'è molto da dire. Internet explorer è il software che Bill Gates vi propina automaticamente quando acquistate un pc, ma non è la soluzione migliore per navigare in internet.

Fra l'altro la situazione è aggravata dall'uso di versioni obsolete di Internet Explorer da parte di un buon numero di lettori. Di coloro che usano IE solo il 23% ha scaricato la versione aggiornata (IE9), ma il 60% utilizza ancora IE8 e il restante 17% utilizza IE7 e IE6, ormai del tutto obsoleti!

Chi possiede un sistema operativo Windows XP può scaricare automaticamente e gratuitamente cliccando al seguente link IE8 (oltre la Microsoft non permette di andare):


Chi invece possiede Windows Vista o 7 può aggiornare IE alla versione 9.0:


Tornando alle statistiche, se escludiamo il 40% di voi che usa IE, i restanti si dividono fra Firefox (27%), Chrome (19%), Safari (12%) e altre soluzioni minori. Ebbene, non voglio apparire pedante, ma vi consiglio in ogni caso di passare da Safari e IE a Chrome o Firefox, meglio, di passare semplicemente e definitivamente a Google Chrome che è il browser più veloce, intuitivo e avanzato!

Potete scaricare Chrome - indipendentemente dal vostro sistema operativo - cliccando al seguente link. L'installazione è automatica e rapida e non occuperà molto spazio sul vostro pc:


Una piccola nota di colore. Gli accessi dal Vaticano al blog sono costanti, ma ciò che mi ha colpito di più è che in Vaticano hanno i pc più arretrati del mondo. Windows XP con IE6 o 7... Nonostante il tanto predicato "aggiornamento" degli ultimi 50 anni, nonostante il Papa che naviga su internet e twitta, sembra che l'arretratezza tecnologica regni sovrana... Cari lettori dei Sacri Palazzi seguite i miei consigli: rottamate i vostri pc o almeno fate l'update dei vostri software!

Francesco

martedì 6 dicembre 2011

LA DIOCESI DI ORANGE ACQUISTA LA CRYSTAL CATHEDRAL PER 57,5 MILIONI DI $ COL PLACET DEL VATICANO

Il telepredicatore Schuller all'interno della sua pseudo-cattedrale
di Francesco Colafemmina

E' notizia di pochi giorni fa. La Diocesi di Orange, in California, ha acquistato per 57,5 milioni di Dollari (circa 42 milioni di Euro) la Crystal Cathedral, realizzata nell'80 dall'architetto Philip Johnson e di proprietà della congregazione protestante Crystal Cathedral Ministries fondata dal telepredicatore Robert Schuller. Su Schuller circolano da anni voci che lo dicono 33° grado della Massoneria, ma questo non deve aver spaventato la Diocesi di Organge che, anzi, si è giustificata della spesa affermando che per costruire una nuova cattedrale ci sarebbe voluto quasi il doppio dell'investimento (100 milioni di dollari!). Peccato però che questo calcolo non sia supportato da stime credibili e trasparenti.

Crystal Cathedral - Veduta esterna
Ciò detto, dalla Diocesi fanno sapere che resterà immutato lo spazio liturgico e sarà solo leggermente adattato alla liturgia cattolica. Resta quindi l'assoluta incomprensibilità di una chiesa costruita sulla scorta di presupposti teologici nettamente antitetici a quelli cattolici, che finirà col diventare una cattedrale cattolica... D'altra parte il vescovo di Orange, Mons. Brown è stato chiaro nel comunicato che celebra l'avvenuta compravendita:

"Siamo sinceramente dispiaciuti per le difficili circostanze che il dott. Schuller e il suo ministero hanno dovuto affrontare. Queste sfide consentiranno alla diocesi di Orange di proteggere questa struttura meravigliosa come luogo di culto..." Proprio così: "wonderful structure"!

La Crystal Cathedral può ospitare fino a 2700 persone
Ciò che tuttavia angoscia è indigna profondamente è che la Diocesi di Orange ha ricevuto il benestare da parte della Santa Sede a questa operazione, sotto forma di "nihil obstat" da parte della Congregazione del Clero, recapitato lunedì 28 novembre in risposta ad una richiesta inviata dalla Diocesi il 12 Ottobre. Così ha affermato Monsignor Douglas Cook, esperto di diritto canonico della Diocesi. Questa notizia, taciuta dai media cattolici italiani (evidentemente solleciti nel giustificare la compravendita con un presunto risparmio) è invece estremamente significativa.

Potremmo definirla una "trappola di cristallo"?
A ridosso dell'annuncio della creazione di una commissione della Congregazione del Culto Divino dedicata alla redazione di nuove "norme" per l'edificazione di chiese cattoliche, la notizia di questa transazione può essere letta come una smentita dell'iniziativa. O come una inquietante conferma di un trend negativo dagli sviluppi sempre più inquietanti.

Esterno