giovedì 12 gennaio 2012

DIETROFRONT: MONSIGNOR SANNA CONDANNA LO SPETTACOLO BLASFEMO E (FORSE) MI QUERELA! PER COSA?

Mons. Ignazio Sanna - Arcivescovo di Oristano
di Francesco Colafemmina

Ricevo ieri su Facebook per tramite di un amico lettore il seguente messaggio di Sua Eccellenza Mons. Sanna:

Caro XXXXX, 
Come puoi capire, sono molto amareggiato per questo attacco in mala fede. Io non conosco ll'opera blasfema. Ho solo citato una frase di un'intervista all'autore, per mettere in evidenza che la ricerca di Gesù e del suo volto è presente nel cuore di tutti gli uomini, anche di quelli che vorrebbero ignorarlo o oltraggiarlo. Mi pare che il senso dell'omelia sia più che chiaro. Sentirò l'avvocato e vedo se ci sono gli estremi per una querela per diffamazione. Non mi si può gettare del fango e incitare gli altri a gettarmene. Non so se tu puoi fare qualcosa con l'autore del blog, nel senso di invitarlo a rimuovere il post e a fargli capire che io non ho niente a che fare con quest'opera blasfema. 
A presto. 
+IS

Rispondo all'amico che inoltra la mia mail all'Arcivescovo di Oristano come segue:

Caro XXXXXX, 
ti prego di far leggere questa mia mail a Sua Eccellenza. Ho eliminato la dicitura sarcastica in calce alla sua foto e modificato qualche termine. Di più non posso fare perché non mi pare di aver gettato fango su nessuno né tantomeno di aver diffamato Sua Eccellenza. Ho solo riportato dei fatti. Sua Eccellenza ha letto della rappresentazione blasfema. 
Ha letto su Repubblica del 1 novembre che nel corso della rappresentazione il volto di Cristo veniva imbrattato di escrementi, ma ha preferito soffermarsi sul valore spirituale delle affermazioni del regista. Mi sembra sia stato legittimo da parte sua cogliere questa tensione cristocentrica di Castellucci almeno quanto è legittimo da parte mia mettere in evidenza che invece di condannare un uso distorto dell'immagine di Nostro Signore, abbia preferito citare positivamente lo spettacolo all'interno di un'omelia. D'altra parte dovrei avere davvero un concetto non troppo elevato dell'intelligenza di Mons. Sanna per pensare che nello scrivere le sue omelie si accontenti di citare un passo di una qualunque intervista pubblicata per sbaglio su un quotidiano. 
Un Vescovo non si rivolge a un branco di insipienti bensì a persone che potrebbero aver letto quello stesso giornale. Che potrebbero essere a conoscenza del fatto che nello spettacolo si tirano sassate sul volto di Cristo e lo si offusca coi liquami. E dunque potrebbero restar scandalizzate dal veder citata quell'opera all'interno dell'omelia di Sua Eccellenza alla pari di altri passi scritturali. 
Che poi ci siano dei lettori esaltati miei o di altri siti che hanno scritto privatamente a S.E. attaccandolo personalmente è un altro conto. Non li ho certo istigati io e li condanno. Anzi, nel mio blog ho moderato (leggasi cestinato) tutti i commenti che potessero essere lesivi della persona dell'Arcivescovo (in totale non più di due). Sarei ben lieto di ospitare invece sul blog un chiarimento da parte di Sua Eccellenza che possa rasserenare gli animi e far comprendere che non era sua intenzione lodare l'opera in questione. Allo stesso tempo potrei stigmatizzare pubblicamente coloro che hanno colto l'occasione per offendere Sua Eccellenza. A questo punto lanci di uova a teatro e improperi rivolti a Monsignor Sanna si equivarrebbero in scarsità di tolleranza e d'intelligenza. 
Ci tengo poi a precisare che proprio trovandomi su posizioni opposte rispetto a quelle di coloro che vorrebbero protestare con manifesti e rosari davanti al teatro, non ho mai usato toni apocalittici per definire questo osceno spettacolo ed ho, anzi, spronato gli organizzatori dell'evento ad utilizzare meglio le loro energie al fine di non fare pubblicità allo spettacolo stesso. Detto questo, preferisco non cogliere quella che alle mie orecchie suona come una minaccia di querela per diffamazione. Ripeto, non ho diffamato nessuno. Ho raccontato i fatti riportando citazioni e link a supporto. D'altro canto credo che un Vescovo potrebbe agire meglio a livello pastorale spiegando gli equivoci più che ventilando querele. Anche perché il sottoscritto non è un giornalista professionista, non è protetto da un giornale ed ha il coraggio della testimonianza cristiana nelle proprie affermazioni e non certo il narcisismo di chi getta discredito su un vescovo per farsi pubblicità o vendere più copie. 
Certo, quindi, che Sua Eccellenza comprenderà le mie ragioni e saprà trovare un modo per rimediare a questo equivoco, nell'assicurare che cercherò per quanto in mio potere di consigliare a coloro che l'hanno offesa di chiedere umilmente scusa per ciò, ti saluto caramente e con te saluto Sua Eccellenza.

Francesco Colafemmina

Di seguito il comunicato della Diocesi di Oristano. Personalmente mi sembra che ci si arrampichi sugli specchi, ma giudicate voi. Se Sua Eccellenza ha dato mandato al suo legale evidentemente è irritato. Sarà perché la notizia della sua citazione di Castellucci in un'omelia vien fuori proprio quando qualcuno parla della sua possibile nomina a segretario della Congregazione per la dottrina della fede? Mi spiace della penosa coincidenza. Intanto esultiamo: finalmente un vescovo ha condannato l'opera blasfema.

La citazione, in un'omelia (Omelia per la Commemorazione dei Defunti. 02.11.2011)sulla fede nella vita eterna e sulla tensione a contemplare il volto di Gesù, d'una frase di un regista che dichiara che "siamo tutti nutriti di Cristo", e di attori che lamentano l'abbandono del Cristo, da un blog tradizionalista sono stati considerati come una difesa di un'opera teatrale giudicata blasfema, che l'Arcivescovo non ha visto e non intende vedere. Chi legge senza pregiudizi il testo dell'omelia si rende subito conto che si è voluto dire esattamente l'opposto di quanto si vuole insinuare. L'Arcivescovo ha voluto dire, senza equivoci, servendosi di un bel testo di un noto teologo italiano, che la ricerca di Dio e la ricerca del volto di Gesù, sono nel cuore di tutti gli uomini, anche di quelli che protestano contro Dio per l'esistenza del male nel mondo, o per coloro che offendono la figura di Gesù con qualsiasi pretesto. L'accostamento della figura di Giobbe, per quanto riguarda la protesta per l'esistenza del male, e di S. Agostino, per quanto riguarda la ricerca di Dio, dovrebbe essere più che sufficiente per capire il vero senso della citazione. Per togliere, comunque, ogni ombra d'equivoco, l'Arcivescovo dichiara di condannare apertamente e decisamente ogni rappresentazione teatrale che oltraggi l'immagine di Gesù e ferisca la sensibilità dei fedeli. Allo stesso tempo, informa d'aver dovuto dare mandato al suo legale di difendere la sua persona e la sua reputazione.

50 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando le cose si riescono a chiarire è sempre una gran cosa. Certamente che un Vescovo citi in una omelia un articolo di Repubblica (indipendentemente dal contenuto) la dice lunga sul livello dell'omiletica.

Domenicano ha detto...

Se un vescovo si dichiara costretto a ricorrere alle vie legali per quanto si dice di lui (e si badi: non illazioni, si riporta quanto da lui detto e fatto senza alterazioni di sorta alcuna) allora, come pastore, ha fallito. Invece di ascoltare il popolo della Chiesa, i suoi figli, preferisce "punire" le voci del dissenso, un dissenso che peraltro è rimasto sempre nel limite del rispetto dei ruoli ma provocato dal legittimo senso critico del cattolico.
Il vescovo in questione dovrebbe chiedersi non perché lo attaccano, ma perché, fra tutte le opere controverse, ha scelto proprio la piece teatrale di Castellucci per la sua omelia. Non mi si venga a dire "perché c'è qualcosa di buono"! Con questo criterio si potrebbe citare qualsiasi opera, addirittura il Capitale o il Mein Kampf, dico addirittura.
Invito pertanto Sua Eccellenza a dar troppa attenzioni a certi spettacoli oggettivamente blasfemi (devo ricordare io, peccatore fra i peccatori il passo evangelico secondo cui l'albero si vede dai frutti?) e magari a darsi, con maggior profitto all'arte sacra: magari potrà riscattarsi dalla non bella figura che ha oggettivamente fatto con l'affaire dell'ara maggiore in Cattedrale.

Stefano Gavazzi ha detto...

Come si sentono forti quaggiù ma il suo avvocato potrà assisterlo di fronte al Supremo Giudice?
CVCRCI

Anonimo ha detto...

Sanna speriamo abbia perso l'occasione di fare ulteriore carriera. A meno che non ci sia qualche imbecille che in spirito di "apertura" e di sottomissione alla logica mediatica non colga proprio questo scivolone per promuoverlo. Sarebbe ora che si facesse pulizia nella Chiesa.

Anonimo ha detto...

E ancora una volta quando è un vescovo che si sente attaccato, ferito, denigrato da affermazioni altrui pare che inizi la bufera con fulmini e saette mentre quel Volto di Gesù così orribilmente vilipeso resta indifeso, muto dinanzi ai cristiani, vescovi inclusi, convinti che anche uno spettacolo blasfemo in sè e per sè, rappresenti "una ricerca della Verità".
luca

Gianpaolo1951 ha detto...

Se il Santo Padre Benedetto XVI dovesse rispondere a tutti gli attacchi quotidiani con delle querele..., si bloccherebbe tutto il sistema giudiziario italiano!!!

Caterina63 ha detto...

Eccellenza reverendissima, mons. Sanna,
mi associo alla solidarietà verso Francesco Colafemmina perchè nessuno ha diffamato la Sua Persona, ma si è intervenuti sulle sue parole alquanto anomale per un Vescovo della Chiesa nei confronti di uno spettacolo che prende per oggetto il Volto Santo di Cristo!

Lei sostiene di non aver visto lo spettacolo, ma di essersi soffermato sulle parole del regista... complimenti!
E i fedeli che attendevano da lei una risposta concreta in difesa del Volto Santo di Cristo dove stanno?
Sappiamo bene la biblica ricerca del Volto di Dio, lo stesso Giobbe non si è scagliato contro Dio nel mentre lo cercava... le sue parole, invece, sono risuonate subito come una giustificazione allo spettacolo che con la ricerca del Vero Volto non c'azzecca nulla!

Eccellenza, personalmente lodo il suo fare marcia indietro, ma la prego, sia convincente, non se la prenda con gli altri, riconosca di aver commesso lei un errore e difenda il Volto di Cristo che è per noi il Volto santo di Dio!

Con filiale attenzione, e rispetto alla sua carica, mi benedica!
LDCaterina63

Luisa ha detto...

Mons. Sanna ha come minimo peccato di leggerezza, che assumi le sue responsabilità invece di ergersi in vittima e accusare e minacciare chi non fa che esprimere il proprio sconcerto dopo aver ascoltato o letto le sue parole.

E dal momento che minaccia di querela, che quereli anche i vertici del Parenti che hanno detto:

"Abbiamo anche un testo dell'arcivescovo di Oristano che ne parla bene "

Se mons. Sanna non è d`accordo con quelle parole non gli resta più che pubblicare una smentita ufficiale e dire con parole chiare il suo pensiero su quello spetatcolo.
Se tace, vorrà dire che avranno avuto ragione i vertici del Parenti e i cattolici che hanno manifestato la loro incomprensione.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Francamente, non vedo i termini di querela, alla quale replicherei con una controquerela. E' triste vedere come Castellucci continui a ricevere pubblicità a pochi giorni dalla prima milanese. Speriamo che la contestazione prevista sia pacifica come quella francese, col Santo Rosario in mano, per far vedere dove sia la vera violenza Cattofoba.

Andrea ha detto...

A proposito della Bibbia quotidiana delle "menti aperte" (aperte alla brutale pressione di Satana, cane che abbaia e che morde chi si avvicina): oggi una pubblicità radiofonica esortava a "capire la Scienza" (testuali parole) gustando un "piatto" a base di Oddifreddi, M.Hack ecc. preparato e servito da "Repubblica" stessa.

Perciò codesti predicatori (in materie non scientifiche) sarebbero gli esponenti della "Scienza", e noi profani potremmo "capire" tale meravigliosa Dottrina nutrendoci delle delizie che ci ammanniscono.

Se qualcuno vuole, veda il mio commento del 10 gennaio h11:20 a "Un Vescovo.." : è proprio QUEL tipo di Clero quello che ha mangiato e bevuto con costanza i "manicaretti" serviti quotidianamente da "Repubblica", foglio fondato a Roma negli anni '70 appositamente per far risuonare nell'Urbe la campana di un magistero diverso da quello del Papa.
Nel migliore dei casi, QUEL tipo di Clero ha pensato "Sentiamo le due campane... poi daremo un colpo al cerchio (il "Dogma") e un colpo alla botte (la "Modernità").

Caterina63 ha detto...

Un "ospite" su messainlatino, nel quale ho inserito codesta notizia, risponde come avrei voluto aggiungere io stessa, perciò lo riporto:

http://blog.messainlatino.it/2012/01/vescovo-di-vigevano-pv-mons-di-mauro-e.html#comment-form


Peccato per questo vescovo.
Un vescovo che pretende di farsi tutelare da un tribunale da non si capisce bene cosa deve avere seri problemi di coscienza.
Ecco che co dice il Vangelo secondo Matteo riguardo i tribunali:
Mt 10
17Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 19E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire:20non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Solidarietà a Francesco

Cesare Baronio ha detto...

Il mio articolo in proposito è pubblicato qui:

http://cesare-baronio.blogspot.com/2012/01/il-braccio-secolare.html

Areki ha detto...

Solidarietà e onore per Francesco Colafemmina...... Gesù ti direbbe:
"Bravo servo buono entra nella gioia del tuo Signore".
Hai fatto un buon lavoro hai messo alla berlina chi lo meritava.
A Mons. Sanna dico: lasci perdere la querela e ringrazi piuttosto chi la sta inducendo a fare un salutare esame di coscenza.....

DANTE PASTORELLI ha detto...

Caro Francesco, ci ritroveremo tutti in galera.

Furbizio ha detto...

Scusate ma la mia è che un po'di sbruffoneria c'era anche nell'articolo su mons sanna di questo blog . Ad esempio che bisogno c'era di accostare Mons Sanna, a Lady Gaga per il nome l'indirizzo internet? questo non è prendere in giro? Mons Sanna esagererà con la denuncia, ma affiancarlo a ladygaga non è farne la parodia per metterlo in burletta?

dommi ha detto...

Informiamo chi informa d'aver dovuto dare mandato al suo legale di difendere la sua persona e la sua reputazione che ai vescovi Gesù ha dato mandato di difendere la Sua Persona e la Sua Reputazione, non se stessi, né i nemici Suoi.

Francesco Colafemmina ha detto...

E no caro Furbizio, quella su Ladygaga.com e ligabue.com non è facile ironia. E' piuttosto un dato significativo su cui si potrebbe scrivere a profusione.

Anzitutto faccio notare che il .com è indice di siti commerciali. Quindi non capisco cosa ci sia di commerciale in un sito di un vescovo.

Secondo: un Vescovo è un Vescovo. La sua autorità episcopale supera l'identità laica. Quindi mi par giusto che le omelie, gli interventi e gli scritti di un vescovo vengano ospitati sul sito della diocesi di cui è vescovo. Tali testi sono infatti patrimonio della diocesi, della comunità di cui egli è pastore.

Terzo: la moda recente dei siti con nome e cognome è invece funzionale ad altro. Ossia a fare una specie di spot permanente al Vescovo di turno che magari spera di cambiare posto, di andare a Cagliari o in Vaticano e così tanto vale che abbia il suo proprio sito nel quale pubblicare i segni della sua somma erudizione.

Quarto: se proprio è necessario che un Vescovo abbia un sito personale allora sarebbe più indicato un url del tipo monsignorsanna.org o monsignorsanna.it

Questa mania di fare gli esibizionisti mi ha stufato! I Vescovi vadano a fare i pastori delle loro greggi invece di perdersi in chiacchiere, cazzate parateologiche su opere teatrali blasfeme e inutili citazioni che nulla aggiungono a una retta fede cattolica.

Andrea ha detto...

Caro Areki (ricordo che lei è un prete): Francesco è un giovane capofamiglia; se va a godersi la gioia del Signore, chi teniamo a questo mondo?

Caro Furbizio, l'accostamento a certi personaggi non è stato fatto dicendo che siano dello stesso tipo, ma intendendo (credo) che il modo di proporsi su internet di monsignor Sanna è del tutto indegno di un Vescovo. Non ci si propone con nome e cognome, come le star e le starlette, ma con la carica e la dignità istituzionali.

Flavio ha detto...

Per questi chierici sí vergognosi dovrebbe rifondersi, in parole a loro adatte, l´elenchus contra pharisaeus (Mt. 23). Forse, al posto delle filatterie, tradurre "gremiale", e cosí via.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ho vsto una foto del vescovo suscettibile, non ricordo più dove, con una stola arlecchinante.
Si può dire o lo si calunnia?

Anonimo ha detto...

L'attacco alla dignità e alla persona dell'arcivescovo di Oristano è vergognosa. su mons. Sanna pesa la critica di aver abbattuto l'altare nella cattedrale di Oristano,come nel primo articolo è stato ricordato. questa campagna diffamatoria è stata fatta soprattutto perchè l'arcivescovo non è di vedute riguardo all'arte sacra e alla liturgia simili alle vostre. pensate a salvarvi e a guadagnarvi la vita eterna con le buone opere e non disprezzando un bravo pastore. abbiate rispetto e un consiglio leggete bene l'omelia per comprendere il senso delle parole del Vescovo!!!

Francesco Colafemmina ha detto...

Lei l'ha compreso il senso? Quale sarebbe? E ha compreso perché Sanna abbia citato Castellucci senza spiegare chi fosse e che genere di spettacolo fosse il suo?

Anonimo ha detto...

"Eccellenza reverendissima, mons. Sanna"

La mia capacità di comprendere è sicuramente molto limitata. Ma se un vescovo cattolico si avvale di un sito commerciale (mi riferisco al .com) per rappresentare, come dire, la sua immagine, alla stregua di un manager di una multinazionale (se glielo permettono, e se dovesse dire stronzate verrebbe fatto fuori) come si può continuare ad apperlarlo come sopra?

Andrea ha detto...

Per l'Anonimo delle 3:55 : vede, il rimandare l'interlocutore a "comprendere bene" (o a "istruirsi") significa proprio dare per scontato che ogni divergenza sia risolvibile in chiave culturale. In altre parole, significa negare che esistano il Bene e il Male, e che il mondo sia il campo di battaglia fra le due "schiere" (quella che segue il Vessillo della Croce e quella che segue altri vessilli: S.Ignazio di Loyola).

Questa è la chiave della tragedia contemporanea, che ha il proprio riferimento fondamentale nella negazione del peccato (specialmente quello originale) e nella teoria del candore originario dell'Umanità (il "Buon Selvaggio").
Ovviamente ciò non significa che chi crede di vedere il Bene debba considerare negativamente gli altri; significa però che deve gridare la differenza fra Bene e Male, sapendo che si tratta di una differenza ontologica, e non culturale.


Per l'Anonimo delle 4:41 : perché sono i titoli che competono a Monsignore, indipendentemente dalla sua fedeltà a Cristo e alle sue qualità personali (e dal suo stesso attaccamento a tali titoli).

Ricordiamo che un pilastro della sana teologia cattolica, contro le tendenze protestantiche dei "puri" medievali, è la sottolineatura del fatto che la validità dei Sacramenti non dipende affatto dalla condizione di santità personale del sacerdote che li celebra e amministra.

Anonimo ha detto...

Eccellenza Reverendissima,
tutta la mia stima x il tuo operato! ho avuto modo di apprezzarti tra noi giovani, giovane tra i giovani, al rientro da Madrid...queste facili calunnie che ti vengono mosse sono la prova della tua rettitudine e santità...il Vangelo lo dimostra ;) Coraggio, ti sono vicino!
Uniti nella preghiera...e non nella maldicenza ;)
Un abbraccio forte

Francesco Colafemmina ha detto...

Amico caro,

dove diavolo sarebbe la maldicenza? Ma come si permette? Avanti abbia il coraggio di spiegarmi dove sarebbe la maldicenza! Su! Il coraggio, altro che le chiacchiere. Ora sono stanco di codesta mistificazione.

Anonimo ha detto...

per chi ha commentato il suffisso .com dovrebbe sapere che: dominio.com è una Tipologia di dominio aperto a qualsiasi persona o entità. Chiunque può registrare nomi a dominio con questa estensione.
In genere l'estensione .com suggerisce la presenza di un sito web commerciale. Pertanto è particolarmente consigliato a società ditte o aziende che si affacciano su mercati nazionali e internazionali. Perciò toglierei commenti poco attinenti all'argomento qui trattato. Per quanto riguarda gli attacchi al vescovo per la querela, credo che sia un suo diritto se qualcuno dice qualcosa per la quale il vescovo si senta calunniato. Se poi non fosse così, il querelato non ha niente da temere.

Francesco Colafemmina ha detto...

Della serie: la scoperta dell'acqua calda!

Anonimo ha detto...

a quanto pare a qualcuno bisogna ancora ricordare che esiste da un bel po' diversamente non avrebbe tirato fuori argomentazioni inutili

Francesco Colafemmina ha detto...

Le argomentazioni continuano ad essere valide anche dopo la scoperta dell'acqua calda.

Un Vescovo farebbe bene ad usare un suffisso tipo .org o .it

Un Vescovo farebbe bene ad usare il sito della Diocesi per diffondere i propri scritti

Un Vescovo farebbe bene a inserire il proprio titolo nel sito (a meno che non attenda promozioni al cardinalato).

Anonimo ha detto...

un vescovo ha diritto di pubblicare ovunque senta il bisogno di far sentire il suo pensiero, quello che conta è quest ultimo

Francesco Colafemmina ha detto...

Questa è la riscoperta dell'acqua calda...

Paracelso ha detto...

Voglio esprimere la mia piena solidarietà al Dott. Colafemmina. Proprio in nome del Vaticano II, sono anni che i Vescovi parlano di "corresponsabilità dei laici","collaborazione col popolo dei fedeli" e "laicato adulto". Non possono poi pretendere l'accettazione assoluta, cieca e irrazionale di tutto quello che dicono e fanno. Devono allora anche mettere in conto che i fedeli non stiano ad applaudire sempre e comunque il loro operato. Hanno voluto il confronto coi laici? Ebbene, che questo confronto ci sia! Non possono invocare la totale obbedienza quando fa comodo, quando decidono ad esempio di abbattere gli altari antichissimi delle cattedrali e di imporre gli indispensabili (???) adeguamenti liturgici. Non possono pensare che le diocesi siano "roba loro", quando invece sono soltanto affidate alla loro cura. E, in ultima analisi, è triste vederli minacciare le vie legali alla prima voce critica che si leva. FORZA FRANCESCO!

Su e giù, qua e là, questo il mondo fa girar ha detto...

Mi colpisce che il vescovo in questione abbia un sito personale su cui appaiono in evidenza il curriculum e l'elenco delle pubblicazioni. Mi pare un po' vanaglorioso. Mi sembra anche piuttosto permaloso e che ritenga le legittime critiche un reato di lesa maestà. Se non vuole essere criticato su internet si astenga dal comparirvi e conduca una vita modesta e priva di esibizionismi, altrimenti si adegui al fatto che il Web non è una curia di adulatori.

Caterina63 ha detto...

Mi perdoni anonimo delle 5,25 di oggi PM, dove sarebbero le calunnie? nello spettacolo c'è forse il viso di mons. Sanna o quella del Cristo?
Non citi il Vangelo a sproposito, è Cristo il vilipeso non mos. Sanna, lei sta facendo confusione.
Mons. Sanna ha rettificato ed ha condannato lo spettacolo blasfemo, bene! si prodighi a diramare questo fatto... è del Cristo il volto offeso, se lo rammenti! e non semini zizzania!

Anonimo ha detto...

a quanto pare i princìpi più semplici sfuggono a chi ha pensieri complicati e impermeabili

Francesco Colafemmina ha detto...

Cioè un Vescovo che fa diecimila citazioni in un'omelia?

Prodigo ha detto...

Prende spunto da Repubblica e distrugge altari antichi. Già questo mi basta per dare il giusto peso a questo vescovo.

Attila ha detto...

Ecco un alro vescovo italiano! Aspettiamo la CEI, il Cardinal Bagnasco etc etc come reagiscono! Naturalmente non osate criticare il Vescovo!!!
http://www.ilgiornale.it/cronache/il_vescovo_ragusa_aprericonoscere_unioni_gay/unioni_civili-coppie_gay-paolo_urso-vescovo_ragusa-laicita/13-01-2012/articolo-id=566751-page=0-comments=1

Su e giù, qua e là ha detto...

Leggo che Francesco Colafemmina invita il vescovo Sanna a scrivere un chiarimento sul blog. Che idea poco elegante! Un vescovo italiano non si abbasserà mai a dare spiegazioni direttamente ad un laico cattolico che gli chiede di giustificarsi. Se è particolarmente alacre al massimo dialogherà con un laico non cattolico, preferibilmente ad un convegno che non interessa a nessuno, ma principalmente il contatto coi laici consiste farsi dare ragione da qualche pecora del suo gregge. Il dissenso e la critica non sono mai stati aborriti come ai nostri giorni.

Il clero italiano vive in un mondo di fantasia in cui i vescovi si vedono come fini intellettuali, quando invece le loro elucubrazioni banali e autoreferenziali non le ascolterebbe nessuno, se non fosse per i poveri fedeli costretti a sorbirsele in chiesa. Siccome è un pubblico silenzioso, allora finiscono per pensare di avere sempre ragione e che la critica sia "divisiva" e fratturi l'unità ecclesiale (cioè loro). Povere vittime!

Nel medioevo il clero aveva l'umiltà di riconoscersi "nani sulle spalle di giganti". Ora vale il contrario. Si credono giganti e giudicano nani i loro predecessori e non esitano a demolire e dissipare le loro opere per sostituirle con i loro giocattoli cervellotici e brutti. Ma guai a dirlo e a criticare le loro convinzioni mai messe in discussione. Si sentono costretti a chiamare l'avvocato.

Anonimo ha detto...

Sono un fedele dell'Arcidiocesi di Oristano e mi sento in dovere il difendere il mio Pastore.

In merito al fatto che S.E. pubblichi su un suo sito personale il proprio magistero non è un attentato contro la Dottrina, anzi può servire a molti per reperire facilmente i testi: anche il Card.Scola fa lo stesso (angeloscola.it).
Inoltre non è certo un reato contro la Fede usare un dominio .com, piuttosto che .it: è una questione di forma non di sostanza.

Il nostro Pastore non ha certo bisogno di farsi pubblicità per essere conosciuto, visto che è amico personale del Santo Padre, assai stimato per la sua Retta Dottrina già dai tempi in cui era pro-rettore del Laterano oltre che essere appunto come affermato membo della Pontificia Accademia di Teologia.
Nella CEI è tra gli uomini di Chiesa più in sintonia con l'attuale Pontificato, apprezzatissimo e uomo di fiducia dei Cardinali Ruini, Bagnasco, Scola ecc...

Nel sito dell'Arcidiocesi Arborense vengono pubblicati periodicamente gli interventi e le omelie del nostro Arcivescovo, non è vero quindi che questo canale multimediale non venga utilizzato.

Riguardo alla forma, da voi tanto amata, è altrettanto errato dire che il nostro Pastore non vi presti la dovuta attenzione:
ha riformato la liturgia delle sue celebrazioni e di quelle della sua Chiesa Cattedrale in modo assai consonante con quello applicato dal Santo Padre: tra i vescovi italiani è forse uno dei pochi che ha riportato il latino nelle celebrazioni solenni, tanto che alle sue celebrazioni sembra di essere a San Pietro!

Non solo nelle liturgie solenni: p.e. la Novena del Santo Natale di quest'anno era la novena del rito antico: meravigliosa!

In merito alla ristrutturazione della Chiesa Cattedrale di Oristano ed alla rimozione dell'altare egli ha semplicemente applicato le norme di adeguamento liturgico del Concilio Vaticano II ed il vecchio altare non è stato distrutto ma mandato a ristrutturare.

In merito alla questione dell'omelia da voi citata, preferisco pensare che Sua Eccellenza non avesse certo l'intenzione di offendere il Volto Santo, ma abbia per leggerezza e senza approfondire citato il passo dell'intervista per mostrare che "la ricerca di Dio e la ricerca del volto di Gesù, sono nel cuore di tutti gli uomini, anche di quelli che protestano contro Dio per l'esistenza del male nel mondo, o per coloro che offendono la figura di Gesù con qualsiasi pretesto."

Infine non è certo indice di eterodossia leggere cosa dicono anche coloro che hanno un opinione diversa da quella cattolica, anzi cercare di capire le loro ragioni:
si chiama Cortile dei Gentili, ne avete sentito parlare?

Con affetto.

Francesco Colafemmina ha detto...

Si informi. Le norme di adeguamento liturgico non le ha sancite il Vaticano II.

Anzi, le specifico che il beneamato Benedetto XVI ha scritto nero su bianco nell'Esortazione Postsinodale del 2007 Sacramentum Caritatis che gli altari antichi non vanno rimossi, ma è opportuno conservarvi l'Eucaristia.

Si informi e con lei si informi anche Sua Eccellenza.

Prodigo ha detto...

X il commento delle 10.48 PM

"In merito alla ristrutturazione della Chiesa Cattedrale di Oristano ed alla rimozione dell'altare egli ha semplicemente applicato le norme di adeguamento liturgico del Concilio Vaticano II ed il vecchio altare non è stato distrutto ma mandato a ristrutturare".

Potrebbe per cortesia esplicitare suddette norme? Dove nel Concilio stanno scritte? Potrebbe fare copia e incolla da SC, unica fonte conciliare sulla liturgia? Grazie!

Gianpaolo1951 ha detto...

Poveri fedeli "Oristanesi"...
Cercano in tutti i modi di difenfere l'indifendibile!...
Ormai la frittata è fatta e il rattoppo è peggio dello sbrego!!!

Andrea ha detto...

Caro "fedele" delle 10:48, se la Santa Fede viene considerata "opinione", presente nella pubblica piazza del dibattito, abbiamo creato non il Cortile dei Gentili (cioè quello spazio antistante al Tempio di Dio in cui anche gli erranti possano avere un sorso di acqua pura), ma il Mercato delle Vacche.

Questo perché la Fede non è "la nostra elaborazione sul Mistero", ma "la nostra costatazione di ciò che Dio Tripersonale fa per noi".

Caterina63 ha detto...

Mi perdoni Anonimo delle 10,48 PM di ieri sera ma.... dove sta scritto che in tal Cortile dei Gentili san Paolo permettesse la giustificazione di uno spettacolo blasfemo al Volto di Cristo?

Voi continuate a mischiare gli eventi che qui si sono succeduti:
- una omelia di mons. Sanna ha creato scompiglio perchè, seppur in buona fede, le sue parole si prestavano ad un grave fraintendimento nello giustificare lo spettacolo blasfemo, da qui l'intervento di questo Blog;
- mons. Sanna viene al corrente del fatto e fa contattare il bloggista per rettificare l'interpretazione della sua omelia e di conseguenza, grazie a Dio, condanna lo spettacolo blasfemo;
- il gesto è nobile, ma il monsignore si sente offeso alla sua persona (non al Cristo il cui spettacolo non è stato bloccato) e minaccia querela al bloggista che ha solo fatto il suo dovere...

punto!

questi sono i fatti!
vogliamo concentrarci su questi?
chi ne esce villipeso è il Volto di Cristo il cui spettacolo andrà in onda fra pochi giorni, mentre mons. Sanna ha riguadagnato credibilità con la sua rettifica purtroppo rovinata dalla superba minaccia di denunciare il fedele che ha solo compiuto un atto di dovere....
il resto son chiacchiere, smettiamola di fare la lista dei buoni e dei cattivi, qui c'è in atto una dissacrazione contro il Volto di Cristo!
e si passa il tempo a consultare avvocati, pagati con l'8xmille, per denunciare un fedele che ha solo fatto il proprio dovere!

Anonimo ha detto...

Per Andrea.
Sono l'anonimo delle 4.41, mi chiamo Sergio.
Riferisco di un fatto personale solo, spero, per capirci meglio. Io sto, diciamo, ai bordi della Chiesa (sono un border line :-)) nel senso che non frequento, non vado a messa regolarmente ecc. Mi capita, però, abbastanza frequentemente di entrare in una chiesa per pregare e magari spargere qualche lacrima davanti al Crocifisso. Non ho mai messo piede nella "mia" chiesa, per territorio. Si tratta di una specie di capannone che non ha l'ingresso davanti, magari con qualche scala ma si arriva all'ingresso lateralmente, percorrendo una specie di corridoio all'aperto. Cioè tra la strada e la chiesa c'è un muro. Intendiamoci, non do colpe a nessuno e so bene che questa "timidezza" è innanzitutto una mia responsabilità, riporto solo quello che mi accade.
Ciò premesso, ovvero che non ho titoli per parlare di liturgia, faccio questa considerazione: l'idea di celebrare l'eucaristia in maniera più semplice magari attorno ad un tavolo, mi sembra comprensibile ed anche, per certi aspetti, condivisibile (ma Quelli erano solo 13). Di più, mi sembra un anelito "sano", purchè non venga usato come una clava contro gli altri.
Ma "questi" (minuscola voluta) il vestito da carnevale (a questo punto) e "l'eccellenza reverendissima" se lo tengono stretti!
Saluti

Anonimo ha detto...

Caro Francesco, a te tutta la mia solidarietà. Nel caso la querela venga vinta da mons. Sanna, provvederò a destinare l'8 per mille allo stato italiano.
Camminante

Andrea ha detto...

Grazie per la condivisione della sua esperienza, caro Sergio.
Le dico solo due cose:

1- ha più che ragione Francesco, e tutto il filone di cui egli si sente partecipe, nel sottolineare l'importanza della "Forma", se intendiamo per "forma" il Visibile Sacro (edifici, musica, figurazione, modi e contenuti liturgici...). Il tema è sempre lo stesso: "Evangelizzazione e promozione umana", Fede e Cultura (o meglio Civiltà), sono intimamente connessi, mentre l'impostazione (catto-)comunista secondo cui prima l'uomo deve avere la pancia piena e poi, se proprio gli resta tempo, dire una preghierina, è violentemente antiumana, gnostica, anticristica.

2- personalmente ho "schivato" per decenni la Messa celebrata dal mio parroco, frequentando la stessa chiesa in altri orari. Perché? per non sentire le citazioni di "Repubblica" e dei sociologi in voga.

Cordialità

bernardino ha detto...

Voglio ricordare a tutti e pertanto compresi gli ecclesiastici, una frase usata con molta forza da GPII - "Verra' il giorno etc.etc." che ci troveremo di fronte al Giudice Supremo e dovremo rendere conto; e' un giudice misericordioso ma giusto. Chi avra' fatto la volonta' del Padre mio entrera' nel Regno dei cieli, chi ha peccato contro il cielo sara' legato e gettato tra le fiamme e allora sara' la vera fine. Non c'e' scampo per chi si mette contro Dio ed usa l'ipocrisia. Cristo ci ha dato un solo credo,guai a chi prima l'accetta e poi lo rinnega. Giuda si e' venduto Cristo per 30 denari poi si e' impiccato, Pietro l'aveva rinnegato e poi si e' pentito ma alla fine ha dato la Sua vita per Gesu' "la Chiesa", gli altri Apostoli si erano dileguati poi son tornati a predicare. La Chiesa e' Una e Santa e Viva nel Successore di Pietro, e tutti dobbiamo proteggerla fino al martirio. Quando verra' quel giorno del giudizio non potremo dire io non sapevo.