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| Messa Cattolica del XXI secolo... |
Ipsissima verba di Kiko Arguello: E` un momento storico, e` quello che stavamo aspettando: che la Chiesa riconoscesse la validita` di questa iniziazione Cristiana. La Chiesa ha ordinato di studiare la dottrina e l’ha approvata.
Ma la Congregazione del Culto diceva che bisognava esaminarla da un punto di vista liturgico. E adesso viene il sigillo, che dice che anche queste celebrazioni che marcano le tappe di crescita dell’itinerario di maturazione dell’uomo nuovo sono magnifiche e sono veramente ispirate, aiutano l’uomo a cescere nella fede e a unirsi a Gesu` Cristo, a farlo cristiano.
Tutto nella Chiesa deve essere studiato e approvato.
Dopo tanti anni come non possiamo essere contenti e grati a Dio che dopo tante sofferenze e tanto lavoro in tutto il mondo la Chiesa riconosca ufficialmente che questa inziazione cristiana e` valida per la costruzione di un cristiano, di un uomo nuovo, per fare un cristiano adulto.
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8 commenti:
"Dopo tanti anni come non possiamo essere contenti e grati a Dio che dopo tante sofferenze e tanto lavoro in tutto il mondo"
Signor KiKKO ha dimenticato di aggiungere: "...e dopo tanti soli...oboli...etc..."
Sono particolarmente ignorante a proposito dei Neocatecumenali (so che spesso hanno molti figli).
Mi permetto solo di dire: la questione vitale oggi è la "biforcazione" fra bene intenzionati e "alunni del Mondo" presenti nell'ambito della Chiesa.
Non mi pare che la questione dei Neocatecumenali sia decisiva; quella della differenza fra soggettivismo (monismo) e apertura al Reale certamente lo è.
Francesco ti sei affrettato, leggi Cantuale Antonianum. La Messa neocatecumenale non é stata approvata.
Non mi sono affrettato affatto. L'analisi di Cantuale Antonianum poggia su un dato erroneo: la differenza fra "liturgie" e "celebrazioni".
Quelle che a tutti sembrano assurde non sono delle "Liturgie neocatecumenali" perché i Neocatecumenali non possiedono libri liturgici propri.
Si dà per scontato da parte della Santa Sede che le liturgie neocatecumenali vengano celebrate con pedissequa aderenza ai libri liturgici della Chiesa.
Questo è un primo errore... Ma visto che ci sono scrivo due righe...
"..Sento perciò il dovere di fare un caldo appello perché, nella Celebrazione eucaristica, le norme liturgiche siano osservate con grande fedeltà. Esse sono un'espressione concreta dell'autentica ecclesialità dell'Eucaristia; questo è il loro senso più profondo. La liturgia non è mai proprietà privata di qualcuno, né del celebrante né della comunità nella quale si celebrano i Misteri. L'apostolo Paolo dovette rivolgere parole brucianti nei confronti della comunità di Corinto per le gravi mancanze nella loro Celebrazione eucaristica, che avevano condotto a divisioni (skísmata) e alla formazione di fazioni ('airéseis) (cfr 1 Cor 11, 17-34). Anche nei nostri tempi, l'obbedienza alle norme liturgiche dovrebbe essere riscoperta e valorizzata come riflesso e testimonianza della Chiesa una e universale, resa presente in ogni celebrazione dell'Eucaristia. Il sacerdote che celebra fedelmente la Messa secondo le norme liturgiche e la comunità che a queste si conforma dimostrano, in un modo silenzioso ma eloquente, il loro amore per la Chiesa. Proprio per rafforzare questo senso profondo delle norme liturgiche, ho chiesto ai Dicasteri competenti della Curia Romana di preparare un documento più specifico, con richiami anche di carattere giuridico, su questo tema di grande importanza. A nessuno è concesso di sottovalutare il Mistero affidato alle nostre mani: esso è troppo grande perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale.." G.P. II
http://www.vatican.va/edocs/ITA1798/__P7.HTM
"..di un uomo nuovo, per fare un cristiano adulto".
a me già dice molto...
Caro Francesco, ma è stata la lettura del Vocabolario Cateriniano al posto di quello delle Crusca a farti scrivere "ermeneutica del ca...os?"
Caro Francesco,
Il caso di Kiko e Carmen, è un esempio di applicazione del principio conciliare:
"In che modo vanno combattuti gli errori
2-Non c’è nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severità. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando.Non perché manchino dottrine false, opinioni, pericoli da cui premunirsi e da avversare...” Discorso di apertura del Concílio Vaticano II – Papa Giovanni XXIII
In pratica questo significa che l'errore di Kiko e Carmem riceve la misericordia, ma Kiko e Carmem, stesso non la riceve. Perché non è datto a loro di conoscere che la dottrina del Camino, è in contrasto con la dottrina cattolica, a quale loro dovete aderire con fede divina e cattolica. Quindi non hanno nemmeno la possibilità di pentirsi per convertire e se salvare. Può sembrare assurdo, ma Kiko e Carmen possono morire nei loro errori e portare un maggior numero di persone al errore, perché l'applicazione della misericordia a l'errore lo rende accessibile a tutti (mentre, la dottrina cattolica come è inaccessibile).
S. Agostino diceva: "Che morte è peggio per l'anima, che la libertà di errore?" Come la Chiesa adempirà sua legge suprema (la salvezza delle anime), utilizzando la medicina della misericordia per il errore? Dopo questa applicazione, non se puó più, premunirsi o avversare il errore, perchè questa applicazione significa sua propagazione e la sua libertà!
Un saluto dal Brasile!
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