giovedì 26 gennaio 2012

GRANDI FUNERALI A CORTE!

S.E. il Cardinal Bertone
Aggiornamento: il Fatto Quotidiano pubblica oggi una seconda lettera di Mons. Viganò al Cardinal Bertone rivelando che l'autore degli articoli anonimi de "Il Giornale" era Marco Simeon e altri deprimenti particolari.


di Francesco Colafemmina

Molti di voi avranno visto ieri sera la trasmissione "Gli Intoccabili" condotta su La7 da Gianluigi Nuzzi. Argomento della trasmissione: la defenestrazione di Mons. Carlo Maria Viganò, ex segretario del Governatorato dello Stato Città del Vaticano ad opera del Cardinal Bertone e dei suoi accoliti. Purtroppo per il Cardinale e, ahimè, per il Santo Padre, a difendere la Santa Sede dall'accusa di essere una specie di piccola corte dei misteri, piena di inganni, invidie, ricatti, è stato chiamato in studio l'integerrimo professor Vian. Un uomo di cultura, equilibrato, un professore e un giornalista di altissimo profilo che tuttavia non ha una gran confidenza con il mezzo televisivo. Risultato: lo scandalo non può più essere arginato. Dunque tanto vale parlarne. E per farlo comincerò andando a ritroso...

All'inizio del settembre 2011 emerse la notizia pubblicata inizialmente da Panorama di un "corvo in Vaticano". Un misterioso anonimo autore di una missiva al vetriolo contro il Cardinal Bertone. Tale missiva cominciava con una citazione di San Giovanni Bosco: "Grandi funerali a corte!". La citazione riguardava un "minaccioso sogno" del Santo che preannunciava nel 1854, mentre si discuteva l'abolizione degli ordini religiosi, lutti nella famiglia di Vittorio Emanuele II. 
Solo dei fantasiosi lettori di Dan Brown poterono immaginare nel settembre scorso che dietro quella citazione vi fosse una tremenda minaccia di morte al Segretario di Stato. In realtà qualcuno preparava una vendetta e lo scombussolamento della "cricca" bertoniana in Vaticano.

Questo qualcuno era vicino a Carlo Maria Viganò, nominato nel luglio del 2009 segretario del Governatorato e poi "deposto" con una lettera di Bertone del 13 agosto del 2011 per essere spedito a Washington, in qualità di nunzio apostolico. 

Ma le avvisaglie di questa deposizione c'erano già almeno dall'inizio del 2011. Il 5 febbraio appariva su "Il Giornale" un articolo praticamente anonimo che parlava della volontà di Viganò di sostituire il servizio di intelligence vaticana "interno" affidato ad "una persona perbene" con un servizio affidato ad un'azienda esterna. La persona perbene sarebbe l'aretino Domenico Giani, l'arcivescovo cattivo Mons. Viganò: "Si teme per la sicurezza, per la riservatezza; non piacciono le iniziative di chi è interessato a cambiare un sistema che per anni ha funzionato e servito con fedeltà coloro a cui, in via esclusiva, deve rispondere. L’intelligence vaticana è curata da un uomo perbene, che ha ben chiaro quali sono i suoi superiori, tuttavia la pressione esercitata da un arcivescovo per sostituire al lavoro interno, una centrale di sicurezza fornita da una società esterna, sta diventando insostenibile. Chi è questo arcivescovo dallo sguardo arcigno, che mette in fermento il santo condominio? Il nome è coperto da segreto. Chi sarà?"

Il nome è quello di Viganò, cui viene rinfacciata l'accusa - fondata? - di essere un nepotista, per via della presenza in Vaticano in particolare di suo nipote Carlo Maria Polvani. L'articolo concludeva: "Il fatto è che dal Palazzo Apostolico qualcuno, appassionato di calcio, ad un certo punto interverrà per richiamare il giocatore con le parole di un celebre allenatore. C’è da immaginarsi che l’ammonimento sarà «Zeru Tituli». Insomma anche in Vaticano vale ancora la competenza, principio inderogabile, soprattutto in un ambiente che sul segreto ha costruito la propria inviolabilità."

Ecco arrivare, dunque, lo sportivo Bertone che ammonisce Viganò e lo manda via... Quando però a settembre arriva la lettera del "Corvo" chi viene chiamato ad indagare? Proprio Domenico Giani, già ex ufficiale del Sisde. Tutta questa vicenda ci mostra dunque un sistema fatto di ricatti trasversali, di "dossier", di informazioni riservate e lettere anonime che rischia di implodere. E il guaio è che questo sistema coincide con il centro spirituale del Cattolicesimo.

Andiamo avanti. Nella trasmissione di ieri sono state mostrate delle inquietanti lettere scritte da Monsignor Viganò al Pontefice e al Segretario di Stato. Diffondere queste lettere attraverso i mass media non è certamente un metodo ortodosso per comunicare il proprio disagio. Assomiglia più ad un "regolamento di conti", ma non è detto che dietro il regolamento di conti non ci sia un potenziale beneficio per la Santa Sede e per il Cattolicesimo. Perché è evidente che queste lettere vengono diffuse oggi a poche settimane dall'annuncio del concistoro blindato dal Cardinal Bertone. Costituiscono dunque l'apertura di una vera e propria guerra per il prossimo conclave, nella quale è chiaro chi potrebbe soccombere ma non è evidente il volto del potenziale vincitore.

Questa guerra è tuttavia estesa su un fronte molto più ampio di quanto noi possiamo immaginare. E questo fronte lambisce il potere laico della massoneria, il potere della finanza, il potere della politica (per verità molto ridimensionato rispetto al passato). Monsignor Viganò cita infatti fra gli artefici del complotto volto a screditarlo prima e a defenestrarlo poi un tal Marco Simeon. Enfant prodige legato a Bertone e salito agli onori della cronaca nel 2011 per le sue frequentazioni con il presunto capo della P4, Luigi Bisignani. Simeon chiamerebbe Bisignani al telefono "coach" (allenatore). Ma già nel 2010 nell'ambito di altre intercettazioni telefoniche per la gestione degli appalti del G8 a La Maddalena appare questa figura del "coach" in una comunicazione fra Simeon e un terzo. Oggetto della discussione fra Simeon e Bisignani era un articolo dell'Espresso dedicato ai traffici relativi al G8. E tutti ricorderete che per lo scandalo degli appalti del G8 fu arrestato Angelo Balducci, già gentiluomo di Sua Santità, frequentatore e "benefattore" della Santa Sede, che come appurò qualche anno fa il pm Woodcock era implicato in un'operazione finanziaria che intendeva ripianare il fallimento dell'acquisto di una villa appartenuta a Sophia Loren con lo scopo di realizzarci la sede di un'associazione massonica.

Da questi fatti emerge l'immagine di un Vaticano che non si occupa affatto di religione, che non promuove la fede, ma vive di ricatti, raggiri, corruzione e talvolta depravazione. Emerge l'immagine di un Papa che non governa o che è messo nelle condizioni di non governare. Emerge l'immagine di un Segretario di Stato onnipotente che alimenta carrierismi e affari privati all'ombra del cupolone. Questa è l'immagine di una gerarchia ripugnante. E non importa se oggi non ne parla quasi nessun quotidiano, neppure quelli online, solo perché è scattato il coprifuoco. Verrebbe piuttosto da chiedersi perché i quotidiani italiani, sempre pronti a sparlare della Chiesa oggi si disinteressino ad uno scandalo così macroscopico. Sapere che il Vaticano organizza un presepe in piazza San Pietro dal costo esorbitante di 550.000 euro  è una notizia formidabile! Come sapere che il Vaticano nel 2009 ha perso 2 milioni e mezzo di dollari in una sola operazione finanziaria sbagliata... E questi dati sono contenuti nella lettera di Monsignor Viganò al Papa.

Perverso e inutile sarebbe difendere l'indifendibile. Tirar fuori i soliti ritornelli sui preti che sono prima di tutto uomini. Il fumo di Satana si è davvero insinuato in Vaticano e pur essendoci ancora numerosi sacerdoti, Vescovi e Cardinali degni e forse santi, essi sono sopraffatti dalla melmosa incrostazione di interessi e privilegi che soffoca ogni spiraglio di spiritualità. A questo punto, da semplice cattolico, non posso che augurarmi che i metaforici grandi funerali a corte ci siano per davvero. Che lo scandalo faccia piazza pulita degli intrecci fra Chiesa e potentati massonici. Si scandalizzeranno in molti, qualcuno perderà la fede, ma se non si tagliano i rami secchi e malati la pianta finirà per morire del tutto.

"Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola... Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto... C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo...". 

(Profezie della Beata Anna Caterina Emmerich - 12 settembre 1820)

42 commenti:

Caterina63 ha detto...

ho seguito tutta la trasmissione di ieri sera....che, occorre dirlo, ha fatto chiarezza su molti aspetti il primo fra tutti l'imbarazzo del Direttore Vian dell'OR il quale non solo NON ha saputo rispondere adeguatamente alle domande, ma a tratti ha confermato la confusione che esiste nella Curia....
Vian se l'è presa quando era evidente anche tra il pubblico l'imbarazzo ad accettare le sue NON risposte, ma d'altra parte se uno non sa, non sa....
ciò che appare inquietante a mio parere è il comportamento di Viganò e del perchè ha reso pubblica una copia della lettera che aveva indirizzato al Papa....
Per quante ragioni potesse avere avrebbe dovuto immaginare le conseguenze.... e non credo che questa fosse l'unica arma che avesse... e fa trasparire il sospetto che la colpa sarebbe del Papa descritto, in questo caso come un incompetente negli affari della Curia e come se ogni arbitrio del Governatorato del Vaticano in verità sia nelle mani del Segretario di Stato magari anche succube delle scelte del suo segretario di stato...

Inquietante per me è stato quel laico, Marco Simeon...direttore delle relazioni istituzionali e internazionali della Rai, carriera in verticale e protetto da Bagnasco e Bertone... addirittura proprosto da Bertone a Monti come Ministro dei Beni Culturali, poi sottosegretario, nomina andata a monte e che poi sappiamo essere stata fatta con il fondatore della sant'Egidio.... insomma, qui la Santa Sede ha fatto una pessima figura, a torto o a ragione nessuno è stato in grado di smentire le accuse di Viagnò, nè è stato in grado di difendere il Papa...

Bertone ne esce con una immagine inquietante più del Papa al quale addirittura gliene combina di tutti i colori ma facendolo passare come se il Papa fosse d'accordo con lui...

... se il Papa, nonostante Viganò abbia risanato le finanze vaticane, ha deciso di spostarlo, un motivo ci sarà, molto meno cattivo di quel che si pensa, magari l'ha messo proprio nella Nunziatura americana con il desiderio che gli risolvesse certi problemi come ha saputo risolverli in Vaticano ^__^

resta palese che tutta la vicenda suona come un regolamento di conti, un pessimo spettacolo che forse fa comprendere come mai il Papa abbia deciso una riunione a porte chiuse per il 28 con tutti i capi-dicasteri della Curia.... e non è la solita riunione pre concistoro o programmata...
triste vicenda, molto triste...

La Emmerich ammonisce e insegna, ma i prelati non leggono più i Santi...
da troppo tempo....

Francesco Colafemmina ha detto...

Caterina, non vorrei contraddirti, ma Viganò non se l'è presa col Papa ma con Bertone. E' un modo per denunciare lo strapotere di Bertone sul Papa. E' un salutare schiaffo ad una curia che sovrasta Papa Benedetto.

Non conosco i motivi di questo strapotere, ma è innegabile che il Papa venga messo il più delle volte in condizione di non agire o di agire come vogliono gli altri.

Giulio G ha detto...

"Non conosco i motivi di questo strapotere, ma è innegabile che il Papa venga messo il più delle volte in condizione di non agire o di agire come vogliono gli altri."

Temo che le difficoltà con la Fraternità Sacerdotale San Pio X e la protezione di cui gode il Cammino NeoCatecumenale siano frutto dell'invadenza della Curia nelle prerogative papali.
Benedetto è Papa, ma non è un "Papa Re", forse per carisma o per carattere, o forse perché è solo contro tutti.

Anonimo ha detto...

La cosa non mi meraviglia. Lo schifo che provo è solo e semplicemente in aumento.

bernardino ha detto...

Come puo' essere possibile per il Papa, ridarci la Chiesa Cattolica Apostolica di sempre, se come dico sempre, e' accerchiato da lupi rapaci, che probabilmente credono solo nel materiale e forse non hanno mai creduto nel Divino? Grazie Francesco e grazie Caterina. Anche io avevo visto la trasmissione, e mi ha riportato indietro nel tempo. Piu' tempo passa, piu' mi attacco alla Chiesa tradizionale.

Caterina63 ha detto...

Francesco è tutto un termine di contraddizione perchè il trasferimento l'ha fatto il Papa DOPO aver ricevuto questa lettera.... il Papa non ne esce bene:
succube di Bertone o ignaro di ciò che decide Bertone?

La lettera di Viganò, il Papa, l'ha letta? se si, come sembra che sia, perchè trasferirlo facendo contento Bertone?
C'è un passo della Lettera dove ammonisce il Papa che se non interverrà, Bertone e il suo squadrone lo soffocheranno, in sostanza ha detto questo...
ma se appunto il Papa ha letto questa lettera, perchè trasferirlo?
In questo modo il Papa ha dato ragione a Bertone! non si scappa...

certo, se il Papa NON fosse venuto a conoscenza della lettera resterebbero aperte altre domande una fra tutte: perchè trasferirlo dopo che in poco tempo gli aveva risanato le finanze dello Stato Vaticano? non è una contraddizione?

Neppure io conosco ovviamente i giochi dietro le quinte, e di questo ringrazio Iddio! ho già i miei difetti a cui badare ^__^
ma avendolo reso pubblico Viganò ha tirato in ballo TUTTI... e non è un bel ballare...
a torto o a ragione, come ho scritto sopra, resta palese che se il Papa sapeva non si capisce perchè NON abbia risposto a Viganò, ma anzi l'ha trasferito; se il Papa non sapeva allora.... è una marionetta nelle mani di Bertone? la risposta è gravissima...
in entrambi i casi Viganò ha tirato in ballo anche Benedetto XVI il quale firma le nomine e sceglie i suoi collaboratori, non si scappa...

se è capace di fare queste scelte, perchè renderlo incapace di fronte ad una lettera di così grave spessore?
E quale sarebbe il movente per cui il Papa sarebbe succube di Bertone? ;-)
se non si trova il movente non è carino dipingere il Papa come incompetente....


Mi sembra tanto l'avvicendamento di Pio XII con l'allora Montini: ti promuovo, non ti faccio cardinale e ti do una prestigiosa sede, quella ambrosiana, basta che lasci il Vaticano....
qui per altro mi pare che cardinale ci diventerà lo stesso....
e con la differenza che il Papa decideva... e c'era anche il movente...
;-)

Non mi scandalizzo di certi giochi di potere... Consalvi ci rammenta l'aneddoto a Napoleone nella minaccia di distruggere la Chiesa: Maestà, non ci siamo riusciti neppure noi in tutti questi secoli!!
^__^
mi scandalizza che il Papa non reagisca!
ed era meglio non sapere, era meglio che Viganò tenesse i fedeli lontano da queste vicende nelle quali prima ci mangiano tutti, poi quando la ruota gira, o un comando viene tolto, allora si tira fuori tutta la rabbia che si è tenuta dentro in passato!
Viganò faceva più bella figura se avesse parlato prima del trasferimento perchè mi fa capire che se non fosse stato trasferito sarebbe stato zitto...

Caterina63 ha detto...

COMUNICATO STAMPA SUL PROGRAMMA "GLI INTOCCABILI"



CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2012 (VIS). A mezzogiorno di oggi, è stato reso pubblico un comunicato di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore dell'Ufficio Stampa della Santa Sede, riguardo al programma televisivo "Gli Intoccabili", trasmesso ieri sera dall'emittente italiana "La7". Padre Lombardi fa notare "i metodi giornalistici discutibili" con i quali è stato realizzato il programma e "l'amarezza per la diffusione di documenti riservati", che spesso fanno parte di uno "stile di informazione faziosa nei confronti del Vaticano e della Chiesa cattolica".



Inoltre, il Direttore dell'Ufficio Stampa della Santa Sede fa due considerazioni "che non hanno trovato spazio nel dibattito". In primo luogo, "l'azione svolta da mons. Viganò come Segretario Generale del Governatorato ha certamente avuto aspetti molto positivi, contribuendo ad una gestione caratterizzata dalla ricerca del rigore amministrativo, del risparmio e del raddrizzamento di una situazione economica complessiva difficile. (...) Una valutazione più adeguata richiederebbe tuttavia di tener conto dell'andamento dei mercati e dei criteri degli investimenti nel corso degli ultimi anni, ricordare anche altre circostanze importanti. (...)Alcune accuse poi - anche molto gravi - fatte nel corso della trasmissione, in particolare quelle nei confronti dei membri del Comitato Finanza e Gestione del Governatorato e della Segreteria di Stato di Sua Santità, impegnano la Segreteria di Stato stessa e il Governatorato a perseguire tutte le vie opportune, se necessario legali, per garantire l'onorabilità di persone moralmente integre e di riconosciuta professionalità, che servono lealmente la Chiesa, il Papa e il bene comune. In ogni caso, i criteri positivi e chiari di corretta e sana amministrazione e di trasparenza a cui si è ispirato mons. Viganò continuano certamente ad essere quelli che guidano anche gli attuali responsabili del Governatorato (...). Ciò è coerente con la linea di sempre maggiore trasparenza e affidabilità e di attento controllo sulle attività economiche su cui la Santa Sede è chiaramente impegnata".



In secondo luogo, "un procedimento di discernimento difficile sui diversi aspetti dell'esercizio del governo di un'istituzione complessa e articolata come il Governatorato - che non si limitano a quelli del giusto rigore amministrativo - è stato invece presentato in modo parziale e banale, esaltando evidentemente gli aspetti negativi, con il facile risultato di presentare le strutture del governo della Chiesa non tanto come toccate anch'esse dalle fragilità umane - ciò che sarebbe facilmente comprensibile - quanto come caratterizzate in profondità da liti, divisioni e lotte di interessi. (...) Tanta disinformazione non può certamente occultare il quotidiano e sereno lavoro in vista di una sempre maggiore trasparenza di tutte le istituzioni vaticane. (...) In questa prospettiva va riaffermato decisamente che l'affidamento del compito di nunzio negli Stati Uniti a mons. Viganò, uno dei compiti più importanti di tutta la diplomazia vaticana, data l'importanza del Paese e della Chiesa cattolica negli Stati Uniti, è prova di indubitabile stima e fiducia".

OP/ VIS 20120126 (460)

Anonimo ha detto...

Francamente trovo difficile dare torto a quanti,nella Fraternità,quardano con sempre maggiore preoccupazione ad un ritorno eventuale in questa Chiesa(intesa come gerarchia).

Gianpaolo1951 ha detto...

Mi sa tanto che il 25 Gennaio non porti bene alla Chiesa!!!...
Sbaglio, o proprio in quello stesso giorno del 1959, Papa Giovanni XXIII annunciava ai cardinali riuniti nella Basilica di San Paolo, un Concilio Ecumenico con le nefaste conseguenze - soprattutto riguardo il “Potere Papale” - che tutti conosciamo?!?
Ho scritto più volte che il Santo Padre prende sempre più spesso delle decisioni che non sembrano in linea con il Suo pensiero…
Che decide di non decidere e lascia fare ad altri…
Che sembra anche Lui vittima dell’abbraccio mortale delle Curia come il Suo predecessore…
Che se non deciderà di usare seriamente il “Bastone di Pietro”…, verrà travolto Egli stesso dalle conseguenze che certi eventi produrranno sulla Santa Romana Chiesa…
Spero tanto di essere smentito dai fatti…, ma dubito che ciò accadrà!...
Non ci resta che pregare, pregare e ancora pregare!!!

Anonimo ha detto...

Maria Giulia Jahenny
http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_jahenny.htm

Cesare Baronio ha detto...

Senza voler sempre tornare alla liturgia, non vi sembra indicativo che la nuova formula della preghiera per la conversione dei Giudei del Venerdì Santo da usare nel rito antico sia stata promulgata dalla Segreteria di Stato e non - come doveva accadere - dalla Congregazione per il Culto Divino? Non è un segno questo che riassume lo strapotere della Segreteria di Stato? E che dire della levata di scudi per far eliminare lo stratum con la tiara apparso il 10 Ottobre del 2010 al balcone papale, e poi frettolosamente rimosso, anche con un'articolessa di Gianni Cardinale su Avvenire? Non era stato approvato, quello stemma? Certamente: ma era stato approvato dal Papa, una delle due teste della bicipite potestà romana...

Andrea ha detto...

Due considerazioni, accompagnate dall'avvertenza che non intendo approfondire la questione:

1- è drammaticamente evidente lo suilibrio culturale/territoriale/"etnico" verso Nord-Ovest.
Voglio dire che la Chiesa, bistrattata e premuta ogni giorno da un Potere mediatico ed economico che ha le proprie radici negli ambiti massonici e paramassonici francesi e anglosassoni, non può reagire adeguatamente se i suoi uomini sono in larga parte di provenienza subalpina, diciamo da zone fra Milano e il confine con la Francia.
Lo stesso schema si protrae dal XIX secolo: i Piemontesi massonizzati andavano all'assalto di Roma, e la Chiesa reagiva (inadeguatamente) con uomini e mentalità in buona parte piemontesi. I Vescovi dell'Italia "unita" furono in gran parte piemontesi o settentrionali. Un'eccezione, ahinoi quasi isolata, furono i santi Giovanni Bosco e Luigi Orione: piemontesi del popolo, del tutto orientati verso Roma come vera capitale di civiltà e verso il Papa come Vicario di Cristo

2- la conclusione inevitabile per molti, che cadono poi nel disagio e nell'amarezza, è "Quand'è che il Papa caccia la marmaglia? Sarà davvero migliore di loro?"

Ripeto: abbiamo un Papa davvero santo, ma se non lo fosse, e si dedicasse al peccato personale, avremmo pur sempre il Vicario di Cristo, cioè avremmo Cristo visibilmente con noi. Bisogna assolutamente evitare di "consigliare" al Papa gli atti di governo, e sentirLo in dimensione carismatica (nel senso che dicevo) e "politico": l'unica vera e solida Autorità esistente al mondo.

Chi vuole, può dare un'occhiata al commento che ho inviato stamattina alle 9:20 al blog di Raffaella ("Appalti...")

evergreen ha detto...

Sempre la Curia ha fatto il bello e il cattivo tempo. Negli anni della grandeur Giovanni Paolo II, in quelli sofferti di Paolo VI. E continua a farlo anche adesso durante il pontificato dell'attuale Papa. La mitezza e la dolcezza di Benedetto XVI potrebbero addirittura aiutare lo strapotere di una Curia con pochi freni inibitori. Credo che al tempo di Pacelli le cose andassero un pò diversamente. Ma per avere un'idea di quanto sia autonomo e disinvolto il potere di certa Curia senza scrupoli e senza disciplina sarebbe opportuno leggere "Dalle parti degli infedeli" di Leonardo Sciascia e "Via col vento in Vaticano" di autori anonimi ma facilmente individuabili in Monsignori o Minutanti di Curia.

Andrea ha detto...

"Avvenire", caro Baronio, è completamente fuori binario da decenni. Non so se sia mai stato "nel" binario.
E, guarda un po', "Avvenire" vuol dire Milano (Nord-Ovest), e per di più Piazza Carbonari !

Caterina63 ha detto...

Ringraziando Anonimo per la il link alle profezie di Maria Giulia, sui tre giorni di buio... vi rammento cosa disse la Madonna a Kibeho e queste apparizioni sono state riconosciute dalla Chiesa stessa e dal Papa...

"Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio per il vostro bene e voi non volete capire. Il tempo rimasto è poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo. Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrargli la vera strada."

1981-1988, messaggio della Madonna ai veggenti di Kibeho Ruanda



Read more: http://profetiprofezie.webnode.it/il-libro-delle-profezie/a1-le-profezie-ci-aiutano/a1-1-il-signore-moltiplica-gli-avvertimenti/
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Anonimo ha detto...

Approposito di lobby-CNC in Curia :


"LE UDIENZE , 21.01.2012

[...]

Il Papa ha ricevuto ieri pomeriggio in Udienza:
S.E. Mons. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli."


http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/28676.php?index=28676&po_date=21.01.2012&lang=en


(Che era successo in Vaticano il 20 gennaio, il giorno prima?)

Dante Pastorelli ha detto...

Ma Bertone e gli altri, chi li ha voluti in quei posti di comando?
Un Prefetto dell'ex S. Uffizio è davvero così disinformato e ingenuo? Via, Benedetto XVI non è Celestino V.

Anonimo ha detto...

Caro Francesco, al di là del fatto che è da quando esiste il mondo che dove ci sono soldi ci sono anche imobrogli, cosa è che vi fa supporre che le parole di VIganò siano oro colato? Avete visto i bilanci del governatorato? Chi ha detto che Viganò era stato mandato per moralizzare? C'è solo Viganò nel governatorato, o c'era anche il Presidente Card. Lajolo? E' forse che chi accusa è sempre morale e chi è accusato è sempre immorale?
La verità e che spesso, in problemi complessi, si cerca la facile via di trovare un "colpevole" da abattere, con l'illusione che abbattendolo si risolvano d'un colpo i problemi. Il problema della Chiesa è la fede. Non mi sembra che Mons. Viganò ne abbia mostrata poi tanta ...

Flavio ha detto...

ROMA, mercoledì, 11 Gennaio 2012 ( ZENIT.org ) - L'azione della Santa Sede consiste nel lavorare per l'instaurazione della Fraternitá universale. Lo ha ribadito il cardinale Tarcisio Bertone, lunedì 9 gennaio in occasione della Cena Con gli Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede nel Palazzo Brancaccio a Roma.

Ecco una brava definizione del cardinale, opposta alla paolina «vae mihi si non evangelizavero!»

Francesco Colafemmina ha detto...

Per Anonimo:

se i dati di Viganò fossero falsi allora sarebbe un millantatore. E si manda un millantatore a fare il nunzio apostolico negli Stati Uniti? Verosimilmente no.

Il Cardinal Lajolo scrive nella sua lettera di commiato:

"In tempi recenti molti di noi hanno vissuto con angoscia “gli anni di piombo”. Gli anni che ora viviamo possono essere chiamati, se guardiamo alla società che ci circonda, al malanimo, sotterraneo o scoperto, che la caratterizza, “gli anni del fango”. Alcune zacchere sono state buttate anche sul Governatorato e su alcune sue distinte personalità. Ciò che più spiace è che a cercare di gettare discredito sono stati anche alcuni nostri Collaboratori (e non solo tra quelli marginali).
Vorremmo rispondere con il padre Dante:
…………………Lascia dir le genti:
sta come torre ferma, che non crolla
già mai la cima per soffi ar di venti (Purgatorio V,13-15).
La nostra risposta non può essere se non quella della compassione per la mancanza d’informazione, per ignoranza, talvolta per invidia, ed il perdono."

Per l'intero resoconto di Lajolo

http://www.vaticanstate.va/NR/rdonlyres/76B8201E-C34C-4BBF-8869-E9FF28ABD14B/3687/Cupolone_2011_04.pdf

Francesco Colafemmina ha detto...

Comunque non vorrei fare il complottista ma è un fatto che il nome di Lajolo era presente nella famosa lista dei Massoni in Vaticano pubblicata da Panorama nel 1976 e poi da OP di Pecorelli nel 1978. Era il 1976...

Francesco Colafemmina ha detto...

Comunque tutto si può dire di Viganò tranne che sia un codardo o uno sprovveduto. Aveva alzato il velo anche su una lobby molto gaia. Vedere gli omissis della sua lettera pubblicata qui:

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201201/120127vigano.pdf

Francesco Colafemmina ha detto...

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201201/120127lillo.pdf

Anonimo ha detto...

Caro Francesco,povero Bertone,
non pensate che Mons. Viganò sia in odore di santità! Nell’ultimo decennio di pontificato di GPII ha esercitato impudentemente uno spietato potere buttando su una strada tanti ecclesiastici! E invece il suo ambizioso nipotino (sacerdote) lo ha sistemato Capo di uno degli uffici più strategici della Segreteria di Stato del Vaticano! Chi la fa … l’aspetti! Ora è vittima di un sistema da lui stesso alimentato! Il Cardinale Bertone è stato fin troppo misericordioso!

Francesco Colafemmina ha detto...

Sì, ma lasciando stare per un attimo i trascorsi di Viganò e del nipote, io mi domando: le sue accuse sono fondate?

Mi par di capire che lo sono. Come mi par di capire che sia stato nominato al Governatorato per un quinquennio, con poi la promessa di diventar Cardinale. Non sono stato io a prometterglielo ma Bertone stesso.

Dunque se le accuse sono vere che si faccia pulizia. Viganò almeno ci mette la faccia, non lascia lettere anonime in giro e non si trincera dietro le smentite, gli amichetti da nominar ministri o l'onnipervasivo "potere". Adesso rischia anche la futura carriera.

Ma Bertone chi lo rimuoverà dal suo posto?

Caterina63 ha detto...

Caro Francesco... lungi da me l'idea di condannare Viganò, ciò che reputo dannoso è il modo con il quale ha permesso la divulgazione di questo materiale, una lettera per altro piena di OMISSIS e di parentesi con i puntini che come sappiamo signifcano tagli al testo originale....
insomma, se la situazione è ingarbugliata già di per se, divulgare a metà le cose non è manco corretto ^__^
cosa c'è in quegli OMISSIS?

ad ogni modo, ripeto è il Papa che ne esce peggio di tutti proprio perchè al di sopra di tutti e invece qui pare che abbia agito o d'accordo con Bertone, oppure perchè ignaro dei fatti... ma Viganò scrivendo a Bertone dice:

Nella lettera riservata che Le avevo indirizzato il 27 marzo 2011, che affidai personalmente al Santo Padre attesa la delicatezza del suo contenuto, affermavo di ritenere che il cambiamento cosi radicale di giudizio sulla mia persona che Vostra Eminenza mi aveva mostrato

dunque il Papa ha ricevuto la lettera, Viganò gliel'ha affidata PERSONALMENTE... dunque il Papa sapeva, e allora perchè dare la colpa a Bertone per il trasferimento il quale avviene solo con la firma del Papa?
O il Papa è incompetente e si lascia ingannare, ma qui era a conoscenza dei fatti attraverso la lettera (non l'ha letta e cestinata?), oppure è d'accordo con Bertone, non si scappa francè ^__^

e in definitiva, se Viganò NON fosse stato trasferito, avrebbe fatto emerge tutto l'ambaradam che è emerso?
;-)
dunque, ha agito (a torto o a ragione nei fatti) per amore della Chiesa o perchè non ha digerito il trasferimento e si è sentito ABBANDONATO dal Papa dal quale si attendeva, forse, più solidarietà?
quale è stato il movente vero?
l'amore per il Papa e la Chiesa,
o la rabbia del trasferimento?
la differenza è enorme...
^__^

Francesco Colafemmina ha detto...

Gli omissis sono facilmente sostituibili con un'indicazione comportamentale. Pubblicarne l'intero contenuto sarebbe costato al giornale una querela sicura da parte dell'interessato. L'articolo a corredo della lettera chiarisce tuttavia il senso di quegli omissis.

Caterina63 ha detto...

Le accuse sono fondate?
santo cielo Francesco, temo proprio di si! ^__^

ma non è questo il modo di fare pulizia, comprendi? ^__^

Viagnò ha scritto al Papa una lettera che ha consegnato PERSONALMENTE.... se il Papa ha deciso per un suo trasferimento due sono le cose:
1. il Papa copre gli intrallazzi ed è d'accordo con Bertone;
2. il Papa ha cestinato la lettera senza neppure leggerla e ha mandato Viganò in america affinchè gli risolvesse alcuni problemi spinosi come li aveva risolti (per il Papa) in vaticano... ergo era un trasferimento premio ^__^

ma a Viganò il trasferimento non è piaciuto, l'ha preso come una punizione, perchè?
perchè voleva a tutti i costi restare in Vaticano?

io non credo al super eroe, Francesco... Viganò ha tirato in ballo tutto non per amore di pulizia, ma per vendetta, come regolamento di conti....perchè lui sa perfettamente come si avanza nella Chiesa, non con gli scandali, ma con la croce...
agli scandalizzatori Gesù promette una fine orrenda...mentre dice che gli scandali sono necessari, ma guai a colui che fa lo scandalo...

che cosa sperava di ottenere Viganò con questa sua lettera? ritornare a Roma?, ma così il ritorno se l'è bruciato! e lo sapeva! sapeva che a Roma non sarebbe più tornato...
sperava di ripulire il Vaticano da 2000 anni di intrallazzi curiali? ^__^ suvvia Francesco!!

non ricordo quale Papa fu, ho la citazione sena il nome, del 900, ma ad un Papa quando gli fecero notare che nelle sue nomine stava scegliendo persone che avrebbero litigato in Curia, il Papa rispose: " ma è normale che essi abbiano l'opportunità di discutere e di pensarla diversamente, altrimenti la Curia non progredisce... Dia retta a me, più avremmo cardinali in conflitto di interessi fra loro, più queste diversità manderanno avanti l'apparato burocratico..."
^__^

non esiste un regno di tizio, caio o sempronio, ma senza dubbio che nel tempo ci sono state sempre correnti più forti ora di uno ora di un altro, ma resta palese che se è stato Viganò a consegnare la lettera ai Media, ha sbagliato!
quanto agli intrallazzi curiali, non sono una novità... Kiko e Carmen all'inizio dormivano nel palazzo apostolico all'insaputa del papa, poi anche con il suo consenso e Kiko pagava con grandi doni... per Solidarnosh.... e non aggiungo altro!

Francesco Colafemmina ha detto...

Non so se la lettera sia stata consegnata a mano. E non so cosa sia successo fra il Santo Padre e Bertone. Il punto è che nessuno ha cacciato i mercanti dal tempio, ma si è preferito cacciare Viganò.

E se queste lettere fossero una specie di aiuto al Papa per ammorbidire lo strapotere di Bertone?

Caterina63 ha detto...

Domanda da un milione di euro ^__^

però è Viganò che dice di aver consegnato, personalmente, la Lettera al Papa.... quindi dovrebbe essere fuori dubbio che l'abbia letta, qui probabilmente Viganò si attendeva anche una azione del Papa a suo favore e che invece ne è rimasto deluso...

Fra il Papa e Bertone non credo sia cambiato o successo nulla, a meno che, nell'incontro del 28 a porte chiuse, il Papa non faccia una bella strigliata ^__^
sai meglio di me che la politica vaticana è diventata CONCILIARISTA ^__^ non si caccia nessuno fuori dal tempio e Viganò non è stato "cacciato", qui, per correttezza sarebbe interessante leggere la Lettera che solitamente manda ai suoi stretti collaboratori trasferiti, perchè questa Lettera non viene resa pubblica dallo stesso Viganò? ;-)
perchè non rende pubbliche le motivazioni del Papa di questo nobilissimo trasferimento?
no dico, la prima Nunziatura della Chiesa, la più importante anche economicamente... non è che forse il Papa l'ha mandato lì per sfruttare al meglio le capacità di gestione del Viganò? ;-)
e che invece Viganò ha interpretato solo da un punto di vista?

Ora, fermo restando che le sue denuncie hanno un fondamento di verità (il chè è palese!!) lui però in questo modo ha messo da parte le motivazioni nobili del Papa per il trasferimento, è ha tenuto solo quelle dell'intrigo....

Oppure, come ho ipotizzato sopra, il Papa NON ha letto quella lettera ed ha ascoltato solo i suggerimenti di Bertone.... ma questo mi sembra davvero più difficile, c'è quella consegna che Viganò dice "personalmente", quindi il Papa la lettera l'ha avuta da Viganò e non può non averla letta...

Infine, per quanto le accuse possano essere vere, manca la motivazione del Papa il quale firma le nomine di chi entra ed esce dalla Curia ed ha con loro un incontro settimanale o ogni 15 giorni a seconda del Dicastero o Confregazione, un incontro PERSONALE di circa 15/20 minuti....
con il Cardinale Bertone gli incontri sono quasi giornalieri, a fine giornata...
possibile che Viganò non abbia avuto di che parlare con il Papa?

Il Papa non trasferirà Bertone, non almeno per questa lettera....e questo Viganò lo sapeva bene, ergo ha fatto uscire allo scoperto queste magagne per vendicarsi del trasferimento, non si scappa...
come a dire: dalla ragione è passato al torto...
e vero o falso che sia questo detto, resta palese che Viganò spaeva benissimo che tutto questo chiasso non avrebbe giovato a nessuno, non è lui a rimetterci la faccia perchè i fatti sono reali, ma chi pagherà di tutto questo sarà il Papa e l'immagine della Curia nella quale Viganò, però, è stato zitto fino a quando gli ha fatto comodo, fino a quando non è stato trasferito...
sarebbe stato più credibile se, appena ricevuto l'incarico di risanare le casse vaticane avesse reso pubblico il motivo dei gravi debiti, ma prima di ogni trasferimento... non dopo!
^__^

cesare ha detto...

Più di cinquant'anni fa mi capitò nelle mani un fascicolo intitolato:"Dietro il trono di Giovanni XXIII". Si leggevano cose simili a queste odierne. La chiesa é sempre stata così. Ma non solo così. Speriamo che oggi non sia solo così.

Livio Sterlicchio ha detto...

...ammorbidire lo strapotere di Bertone?...molti preti meriterebbero di subire lo stesso trattamento da loro riservato a Savonarola

don Camillo ha detto...

Tranquilli, è solo una guerra tra bande....

Andrea ha detto...

Un vivo consiglio, cari amici: non impegniamoci nell'attribuire patenti di "buono" e "cattivo" dentro la Curia.
Anche la questione massonica, pur tragica, va affrontata in termini di "MENTALITA' massonica".
Voglio dire che non possiamo passare il tempo chiedendoci "Chi sarà tesserato nelle logge?", quando abbiamo sotto gli occhi le gravi azioni legate a una mentalità di quel tipo.

Giustamente Baronio faceva riferimento all'apparizione/scomparsa dello stemma con la tiara; io mi permetto di sottolineare l'immensa gravità della "benedizione" all'attuale regime italiano.

Andrea Carradori ha detto...

Francesco, se viene attaccato il Segretario di Stato viene automaticamente attaccato il Santo Padre !
CHI ha mostrato alla stampa la lettera, che sarebbe dovuta rimanere segretissima ?
Per quale motivo lo ha fatto ???
Per attaccare il S d S ... quindi il Papa.
Perchè il Corrierone difende così tanto l'arci-promosso, ottimo ed efficace, Vescovo ?
Un caro saluto. Andrea

Marco Statzu ha detto...

è triste ma pare sia molto circostanziato...
Lo ri-posto sul mio blog.
Grazie

Gederson Falcometa Zagnoli Pinheiro de Faria ha detto...

Bertone dopo il caso del terzo segreto di Fatima (con Antonio Socci), almeno per me, ha perso credibilità. Nella Curia Romana, che cambia continuamente i suoi membri, Bertone, è L'INTOCCABILE (o "AL BERTONE").

Se un segretario di Stato, pensa di poter trattare una rivelazione della Madonna, come ha affrontato il segreto 3 °, poi pensa di avere il diritto di fare qualsiasi cosa...

Un saluto dal Brasile

DANTE PASTORELLI ha detto...

"E questo fronte lambisce il potere laico della massoneria, il potere della finanza, il potere della politica (per verità molto ridimensionato rispetto al passato)".

Caro Francesco, leggendo questo periodo m'ero stupito per l'assenza di un pur vago accenno all'altro e tentacolare potere forte del Vaticano, la loggia gaia. Ma vedo che hai abbondantemente rimediato.

Anonimo ha detto...

Siamo tutti narcotizzati, stiamo perdendo tutti i valori, siamo in pieno nichilismo.
Siamo inermi
Il fumo potente massonico è già dentro il Vaticano.
Povero papa, un forte baluardo un grande teologo a difessa della Chiesa , ma ora è inerme e impotente.
Che Dio gli dia la forza di forte decisioni e pulizia .
Se cosi non sarà con il prossimo papa assisteremo alla completa distruzione della Chiesa e i veri cattolici ritorneranno a pregare in segreto .
Anonimo

DANTE PASTORELLI ha detto...

ANONIMO, chi è narcotizzato? Io, come tanti altri,anche qui, non lo sono affatto.
Il Papa è inerme solo se tale vuol essere.

Andrea ha detto...

Papa "inerme" sì, caro Anonimo; "impotente" no.
Ricordiamoci sempre: il Demonio è Principe (di questo mondo), Cristo è Re (dell'Universo).

Anonimo ha detto...

Mai dubitare della vittoria
http://profezie3m.altervista.org/archivio/Sommario_brani_Ruotolo.htm