lunedì 9 gennaio 2012

UN VESCOVO ITALIANO PARLA DELLO SPETTACOLO BLASFEMO: POSITIVAMENTE E IN UN'OMELIA

Mons. Ignazio Sanna - Arcivescovo di Oristano
di Francesco Colafemmina

Chi l'ha detto che la Chiesa Cattolica Italiana è muta dinanzi allo spettacolo blasfemo di Castellucci che sarà a breve messo in scena a Milano? Tutti i Vescovi tacciono, anche il Cardinal Scola. Forse temono che un loro intervento possa dispiacere all'establishment e trasformarsi in una ritorsione su ICI e 8 x mille. Ma in realtà un Vescovo che parla dello spettacolo c'è già. E' l'Arcivescovo di Oristano, Monsignor Ignazio Sanna detto anche "il distruttore" per via della demolizione dell'antico altare della Cattedrale di Oristano.

Il problema è che Sanna non parla per condannare l'uso blasfemo dell'immagine di Cristo all'interno dell'opera di Castellucci. Al contrario cita estratti della pièce all'interno di una sua omelia, parificandoli ad altri brani scritturali. Leggete per credere:

"Con la sapienza di Giobbe, alla fine del viaggio tra le consolazioni di Dio e le tribolazioni del mondo, il cristiano nutre la speranza che i suoi occhi contempleranno Dio “non da straniero” (Gb19, 27). Egli è e resta in questo mondo un cercatore di Dio, un mendicante del Cielo, sulle cui labbra risuonerà sempre la struggente invocazione del Salmista: “Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto” (Sal 27,8s). Anche se gli attori dello spettacolo Sul concetto di volto nel Figlio di Dio rivolgono all’immagine maestosa del Cristo di Antonello da Messina la domanda accorata: “perché ci hai abbandonato?”, il regista dell’opera ribadisce che “noi siamo nutriti dell’immagine di Cristo”. In realtà, il volto del Signore, riscoperto da S. Agostino come bellezza sempre nuova e sempre antica, mai uguale eppur sempre lo stesso, veglia su ogni stagione del cuore. “La sua grazia rimane per sempre, la sua fedeltà è fondata nei cieli” (Sal 88, 3)." (Omelia per la commemorazione dei defunti - Cimitero di Oristano - 2 Novembre 2011).

L'omelia è scaricabile per intero qui dal sito personale dell'Arcivescovo (ignaziosanna.com tipo ladygaga.com o ligabue.com). Nessuna blasfemia, dunque, ma un'opera teatrale ricca di messaggi cristiani. Avete capito bene: mentre voi fedeli cercate di difendere il volto di Cristo dalle pietre e dai liquami, un Vescovo innalza ad opera di alto valore teologico proprio quella stessa rappresentazione teatrale. Più in dettaglio Sanna prendeva spunto da un'intervista a Castellucci pubblicata su Repubblica del 1 novembre 2011 con il seguente titolo enfatico: "Rischiamo la vita ma non cederemo agli oscurantisti". Se ne deduce che Sanna legge "La Repubblica" e non vuol cedere neppure lui agli "oscurantisti".

Se questo è lo stato della Chiesa Italiana credo sarebbe più opportuno protestare contro questi nostri pavidi vescovi, in qualche modo complici di un pensiero anticristiano e gnostico, piuttosto che prendersela con un regista che almeno ha la coerenza di non dirsi cattolico. Castellucci ha infatti già scoperto le carte anni fa. Nel volume di Chinzari-Ruffini dal titolo “Nuova scena italiana: il teatro dell’ultima generazione” edito da Castelvecchi nel 2000, a p.105 si parla di un’altra rappresentazione teatrale del regista dal titolo particolarmente evocativo “Lucifero, quanto più una parola è vecchia, tanto più va a fondo”. Castellucci citato nel testo afferma: “Lucifero è l’artista, nel senso di colui che assume su di sé il peso del poter solo ridire, riprodurre. E’ una figura molto ambigua, che non incarna solo il male, perché il male è anche Dio, che è bene e male, tant’è che in alcune tradizioni è Lucifero il primo martire”. Più chiaro di così!

38 commenti:

DANTE PASTORELLI ha detto...

Le elucubrazioni di Sanna son espressioni del suo munus docendi. Poiché per capire il livello del magistero si deve partire dal contenuto, si deve concludere che questo magistero è luciferino.

Andrea Carradori ha detto...

Che vi avevo detto ieri ?
Io temo solo i tradimenti dei chierici !!

Anonimo ha detto...

Perchè non trascrive queste personali elucubrazioni in un documento ufficiale del suo magistero ? Sarebbe, allora sì,
MOOOLTO INTERESSANTE !

Francesco Colafemmina ha detto...

Mah... veramente sono già parte integrante del magistero del Vescovo, visto che l'omelia è inserita nella documentazione del suo sito.

Andrea Carradori ha detto...

Sarebbe opportuno che tale omelia venga letta dalla Segreteria di Stato Vaticana e dalla C d F .
Lo faranno.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Perché? Farebbero qualcosa?

Gianpaolo1951 ha detto...

Purtroppo il buon Dante ha ragione!...
E non succederà proprio un bel nulla..., finché il Santo Padre non comincerà a esercitare e far valere l'Autorità che a Lui - e solo a Lui - spetta!!!
Il bastone di San Pietro è nelle Sue mani...
Che Dio Gli dia finalmente il coraggio di usarlo contro simili preti, che sono la rovina e la vergogna di Santa Romana Chiesa!!!

Andrea ha detto...

A proposito del passo in neretto dell'omelia: il Cristo/leader suicidario ci nutrirebbe non con il Suo Corpo (immolato), ma "con la sua immagine", che veglierebbe sui nostri cuori.

La questione è, come sempre (dai tempi delle prime eresie), tutta qui: Dio sarebbe incapace di prendere in mano la realtà nei suoi aspetti corporei (che sarebbero dominio esclusivo del Padrone del Mondo, Satana), e tenterebbe con noi un approccio "discorsivo e benefico", a distanza. Il Crocefisso non sarebbe il Figlio, bensì un "sostituto", oppure il Figlio sottoposto a sofferenze e morte apparenti.

Lc 11, 17-23: guerra di conquista di Dio a Satana, per strappargli il mondo e spartirlo ai Suoi come bottino.
In altri termini, Gesù Cristo, "da ricco che era", si è fatto povero per arricchirci, e non per guidarci alla consegna di tutta la realtà "tangibile" al Demonio. 2Cor 8, 9-15.

Anonimo ha detto...

Il Papa è solo. Nel senso che i vescovi pur citandolo in continuazione non lo seguono realmente.
Leggendo la sua omelia dell'Epifania sul ministero dei vescovi lo si capisce al volo.
A quasi 85 anni è diffcile usare il baston quando si è circondati da una banda di lupi rapaci.
Quello è certo è che in tutti questi sette anni lui ha dato l'esempio. E sono sicuro che questo lascerà il segno. Il tempo gli darà ragione. Questi vescovucci cadranno presto nell'oblio.

Anonimo ha detto...

E che vi meravigliate delle elucubrazioni di Sanna? Sono la conseguenza della sua teologia rahneriana! Sanna è il più famoso rahnerista d'Italia. Fa parte anche della Commissione Teologica Intern. annessa alla Congreg.Dottr.Fede. Che bella squadra di teologi! In che mani sta la teologia! La teologia di Rahner è in fondo gnostica, come gnostico è il preteso "cristianesimo" di Castellucci. Sicuramente massoni&gnostici&esoterici stanno più dalla parte di Castellucci (&Sanna) che non dalla parte di noi "oscurantisti" dogmatici...

Francesco Colafemmina ha detto...

Notizia Fresca: Sanna sarebbe fra i candidati a diventare Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede...

http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2012/01/09/news/per-monsignor-sanna-chiamata-dal-vaticano-all-ex-sant-uffizio-5521878

Andrea ha detto...

Siamo al bivio, caro Anonimo delle 8:14.
Non nel senso che la Storia (divinizzata) abbia le sue "crisi di crescenza" o che in altre epoche i Vescovi fossero tutti fedeli a Dio e al Papa, ma nel senso che si giunge al redde rationem di una certa generazione del Clero, perfettamente descritta da don Verzè (che ne faceva parte) in un suo libro del 2009.
Evocando gli anni della Seconda guerra mondiale (!), egli scriveva: «... ero felice di potermi confrontare con i cosiddetti modernisti, sacerdoti di grande scienza e penetrazione biblica, aperti alla cultura laica e attenti ai problemi sociali, che parlavano l' ebraico come io parlavo l' italiano. Discorrere con loro era un privilegio e una delizia, ma uno in particolare, che insegnava dogmatica, mi conquistò. Spesso, usciti da scuola, facevamo un tratto di strada insieme, parlando serratamente; ho un' immagine ancora molto vivida del suo compiacersi nel sentire in me una foga volta a rompere la chiusura del dogma; una tensione a conquistare gli insegnamenti, non a subirli».
Tratto dall'articolo del 2 gennaio del "Corriere", in morte di don L.M. Verzè.

Gianpaolo1951 ha detto...

Evviva!...
Il ladro a guardia del tesoro!!!

bernardino ha detto...

Francesco! non credo che il Papa possa nominare segretario della Congr. della Fede Sanna. Il papa e' troppo intelligente e vuole troppo bene alla Sua Chiesa, per fare una cosa del genere dopo quello che Sanna ha detto sulla questione di Castellucci. Poi devi capire che tutti i vescovi (o quasi tutti) sono imbevuti di quello spirito del Vaticano II, che e' difficile trovarene uno come e' stato l'attuale Papa. Vedrai il Card. Levada restera' finche' il Papa trovera' quello giusto per quest'importantissimo dicastero.

Anonimo ha detto...

Ma questo "vescovo" fa BENISSIMO a parlare così, è il suo pensiero!
Perchè deve tacerlo?

Oggi la Chiesa di Gesù non è composta di opinionismo e relativismo col pienissimo appoggio della più alta gerarchia?

E allora perchè accusare un subordinato?
NON E' SUA LA RESPONSABILITA'...


Saluti

Andrea ha detto...

Caro Anonimo delle 4:25, vorrei richiamare il mio commento del 7 gennaio a "Se un domenicano..".
Ma a lei, come ad altri, purtroppo non interesserebbe.

A lei interessa dire che è tutto finito, che la Chiesa è morta (e, ovviamente, che sussiste un gruppetto di "puri").

Anonimo ha detto...

Ad Andrea.
Guardi, in simpatia, io non intendo proprio niente.
Qui si sta ricordando che esiste un Magistero della Chiesa che è intoccabile perchè Santo ed Immutabile, e questo insegna che Gesù fondò una GERARCHIA con a CAPO un Pastore TOTALMENTE RESPONSABILE delle anime a Lui affidate e che se è necessario deve arrivare fino al martirio piuttosto che perdere una sola di queste nell'errore o nella dannazione.

La storiella dei lupi e del poverino che è costretto nell'angolo a tacere, può andare bene per tutte noi anime semplici, ma fa solo sorridere quando riguarda la Persona con la più alta Dignità ed Autorità del mondo, per Mandato Divino.

Saluti

Andrea ha detto...

Ergo: è colpa del Papa.
Quindi Cristo non è più presente nel Suo Vicario (Capo visibile della Chiesa).
Quindi la Chiesa è morta, Cristo se n'è andato, il mondo è un inferno... è stato tutto inutile, duemila anni di Spirito Santo per nulla.

Anonimo ha detto...

La mancanza di Fede è una gran brutta cosa.
Se si trattasse di timore, basterebbe un atto di Fede VERO E SINCERO E IL DESIDERIO REALE DI CACCIARE I "LUPI" e allora come non pensare che l'assistenza DIVINA CHE OCCORRE non arrivi immediatamente.. questo è quello che si è fatto fino a Pio XII.
Se si trattasse di dolo allora ahinoi, sarebbero si "duemila anni di Spirito Santo per nulla", ma solo per chi non fa il suo dovere di battezzato e cresimato innanzi all'eresia e all'errore CONCLAMATI.

Questo vale per tutti i Cattolici che son riuniti nella Comunione dei Santi, quelli che cadono nell'errore tolgono il nutrimento vitale a tutte le altre membra e depauperano così il tesoro che Cristo ci ha messo a disposizione...
Il problema principale è sempre l'ignoranza religiosa e il sostenere l'errore come se nulla fosse...

Anonimo ha detto...

Daccordissimo su tanta indignazione verso il vescovo in questione per la sua omelia,però..bisogna vedere anche come era descritto in realtà l'articolo di repubblica,e bisogna vedere se il vescovo aveva capito bene come si sarebbe svolto nella sua interezza lo spettacolo.Poi a mio parere sarebbe ora di finirla con questi attacchi alla Santa Romana Chiesa,e con questa insistenza nel generalizzare per punirla sempre nella sua totalità e sempre,per colpa di qualche suo esponente poco coerente con Essa,poi a del ridicolo il solo accennare alle sue ipotetiche paure -ove e quando dovesse subire- ritorsioni su ICI e 8 x 1000,assurdo..anche perchè la questione per chi è informato, è stata più che chiarita ormai.e invece di darle addosso come da politicamentecorretti, sarebbe ora di aiutarla a difendersi invece,e non dare per scontato che gli altri vescovi stiano zitti solamente perchè ancora non è pubblica la reazione da parte di altri prelati e del Pontefice stesso.E se la Chiesa rimane coerente con Cristo nel non scendere in piazza a manifestare,ciò non significa che poi la Sua rivincita non arrivi come sempre per vie tutt'altro che terrene.Perchè come sempre è stato, Dio ha permesso un qualche male per ottenere un Bene assai Maggiore. Sul fatto poi che il vescovo legga repubblica,mi sembra giusto e doveroso che una persona con tali incarichi sia informata regolarmente su tutto ciò che avviene o si dice nel mondo.Meglio era se nella sua omelia parlava d'altro,mna rimane il fatto che non si può Mai far di tutti i rami un fascio.

Andrea ha detto...

Il Papa, caro Anonimo (6:42), non è "un cattolico": il Papa è Cristo in terra. Questo non significa, ovviamente, che sia impeccabile (condizione della sola Madre del Signore); ma significa che "Prima Sedes a nemine iudicatur", cioè che da Lui promanano le autorità e i princìpi del vivere.

Chi è "più papista del Papa" è semplicemente non disposto a riconoscere la differenza ontologica fra il Pastore e le pecore.
Mi dispiace di essere duro, ma la questione è vitale: o Papa (fosse pure un forte peccatore) o Nulla (cioè riduciamo Cristo a una personalità del passato, ed eventualmente dell'ipotetico futuro, come faceva Teilhard de Chardin).

bernardino ha detto...

Il vescovo Sanna, nell'omelia, si e' sbagliato, ha usato la parola sapienza al posto di pazienza, che e' quella che noi cattolici abbiamo con molti ecclesiastici che ormai han preso la Chiesa non per predicare il Vangelo, ma per fare qualsiasi cosa che sia materiale e non divina e questo ci convince sempre di piu' che queste persone sono luciferine come dice Dante. Dobbiamo stare molto attenti ai danni che arrecano queste persone impregnate di spirito modernista. Speriamo che il Santo Padre piano piano le metta a riposo e le sostituisca con molti nuovi vescovi e sacerdoti ai quali venga data una piu' precisa formazione.

Anonimo ha detto...

Mi farebbe piacere conoscere il vero pensiero di Sanna a riguardo. A leggere interamente l'omelia la citazione non stona, anzi sottolinea come la ricerca del Volto di Dio sia presente, almeno come nostalgia, nel cuore di ogni uomo. Giudizi sullo spettacolo non ne appaiono. Sarebbe interessante se Colafemmina gli proponesse un'intervista...

Francesco Colafemmina ha detto...

Ho già fatto una richiesta al Vescovo in tal senso.

Il problema è che non si tratta di una stonatura. Ciò che mi stupisce e che è degno di essere riportato in un'omelia un passo tratto da un'intervista a Castellucci senza alcuna avvertenza sull'atto blasfemo inscenato dallo stesso e raccontato nell'articolo di Repubblica.

Su Repubblica c'era scritto che si lanciavano degli escrementi sul volto di Cristo. Non può non averlo letto.

Anonimo ha detto...

Aspettiamo la sua risposta... mi permetto comunque di sottolineare il titolo ingannevole dell'articolo: il vescovo Sanna non parla positivamente dello spettacolo, ma cita solo un'intervista al regista

Francesco Colafemmina ha detto...

Il titolo non è affatto ingannevole.

Chiariamoci: nell'omelia il passo è citato come un supporto contemporaneo a quanto affermato dal Vescovo.

Castellucci dice: "noi siamo nutriti dall'immagine di Cristo"

Il Vescovo conferma: "il volto del Signore veglia su ogni stagione del cuore".

Se un'opera teatrale e il commento del suo regista vengono citati in un'omelia e, non deprecati, assurgono a testi capaci di rivelare delle verità importanti per la fede (il fatto che Cristo con la sua immagine parla a tutti anche a coloro che credono di essere abbandonati da Lui) è già di per sé un atto laudatorio dell'opera in questione.

Per favore, evitiamo di arrampicarci sugli specchi!

Anonimo ha detto...

Ma lei non crede che "Cristo con la sua immagine parla a tutti anche a coloro che credono di essere abbandonati da Lui"? Continuo a non vedere nell'omelia un giudizio sullo spettacolo, nessun atto laudatorio. Sanna prende spunto da una intervista all'autore per arrivare a un'affermazione teologica ben più alta che non ha niente a che vedere con lo spettacolo, che non lo erge necessariamente a testo capace di rivelare delle verità importanti per la fede. Resto della mia idea sul titolo del suo articolo, senza arrampicarmi, io, su nessuno specchio.

Francesco Colafemmina ha detto...

Guardi, mettiamola così.

Se io fossi l'Arcivescovo di Costantinopoli e scrivessi in un'omelia quanto segue:

"Nel Main Kampf Hitler afferma "così io credo che il mio comportamento è sempre in accordo con l'Onnipotente Signore". Ebbene, fratelli, in realtà tutti siamo chiamati ad agire sempre in accordo con l'Onnipotente Signore."

Lei cosa direbbe? Che ho fatto apologia di Nazismo... Pur non dicendo chiaro e tondo che il Main Kampf è un buon libro, citandolo in un'omelia e non condannandolo, finirei per difenderlo. Gli ho dato infatti una dignità omiletica che probabilmente non meritava.

Ebbene così come nel Main Kampf c'è proprio quell'affermazione di Hitler che poi ha sterminato milioni di ebrei, nell'intervista a Castellucci c'è quell'affermazione veritiera. Ma che senso ha dire che l'ha detta Castellucci senza condannare quel che Castellucci stesso fa nella sua opera contro il Volto di Cristo.

Per favore, abbia misericordia della mia intelligenza!

Francesco Colafemmina ha detto...

Domanda: ma lei chi è? Per caso l'avvocato di Mons. Sanna.

Anonimo ha detto...

Seguendo il suo ragionamento Giovanni Paolo I, citando la poesia "la fede" di Trilussa ne avrebbe esaltato l'intera opera che si presenta in numerosi sonetti colma di anticlericalismo e satira irrispettosa. Così sarebbe stato se avesse recitato il sonetto "carità cristiana", ma recitando "la fede" ne ha messo in mostra un aspetto sicuramente molto saggio e rispettoso.
Lo stesso discorso ritengo si possa fare per Sanna, ha citato un'intervista, non ha vantato lo spettacolo in questione.
Io ho misericordia della sua intelligenza, non dei suoi paraocchi.Non ho fatto studi giuridici, ma amo l'onestà intellettuale.

Francesco Colafemmina ha detto...

Fantastico! Trilussa paragonato a Castellucci!

Francesco Colafemmina ha detto...

A proposito di Trilussa consiglio la lettura della poesia La Cornacchia Libberale. Particolarmente indicata per la situazione in questione. Specie i seguenti versi:

Oggi che la coscenza nazzionale
s'adatta a le finzioni de la vita,
oggi ch'er prete è mezzo libberale
e er libberale è mezzo gesuita,
se resti mezza bianca e mezza nera
vedrai che t'assicuri la cariera.

Livio Sterlicchio ha detto...

Ma cosa ci si può aspettare da un Vescovo(?!) che si rifà ad un articolo di un giornale anticlericale,che cita il pensiero di filosofi ebrei e racconta di leggende ebree? Mancava un elogio della metempsicosi ed avrebbe toccato il colmo.
D'altro canto,e mi riferisco al Pontefice, il silenzio qualche volta diventa assenso e molte volte nasconde una connivenza: Santità, batta un colpo!

Anonimo ha detto...

Alcuni laici inviano la vescovo di una diocesi la richiesta di celebrare messa secondo la forma extraordinaria secondo il MP di bndtto XVI. Il Vescovo lascia cadere tutto. ma i laici scrivono alla Santa Sede e con precisione all'Ecclesia DEi. Arriva la risposta da Roma.... che si celebri messa secondo quanto stabilito dal MP. Commneto del vescovo:"Bastardi"!
Ecco i vecovi che abbiamo. E quel vescovo è un vescovo colto e di gran fama. Immaginiamo i mezzi uomini gli ominicchi e i quaquaraqua.

Anonimo ha detto...

Caro Andrea sono l'aninimo delle 6 e 42.
Apprezzo sinceramente il suo tentativo di spiegare il terribile momento che la Chiesa Cattolica sta attraversando...
Ma vede qui non è proprio questione di impeccabilità, semmai, come dice lei è questione "che da lui promanano le autorità e principi del vivere"...E DOVREBBERO, ed è così, e qui siam PERFETTAMENTE d'accordo, ma ci spieghi come mai addesso E' DEL TUTTO EVIDENTE che non promanano più! visto che la Chiesa è sotto assedio e straborda di eresia e non si muove dito come il DOVERE ESIGE mentre le anime si perdono...a loro non si pensa?
Il mistero è stato svelato dalla Madonna a La Salette e a Fatima, se solo si cominciasse a far tesoro di queste rivelazioni.
Saluti

Anonimo ha detto...

Caro Andrea sono l'anonimo delle 6 e 42.
Apprezzo sinceramente il suo tentativo di spiegare il terribile momento che la Chiesa Cattolica sta attraversando...
Ma vede qui non è proprio questione di impeccabilità, semmai, come dice lei è questione "che da lui promanano le autorità e principi del vivere"...E DOVREBBERO, ed è così, e qui siam PERFETTAMENTE d'accordo, ma ci spieghi come mai addesso E' DEL TUTTO EVIDENTE che non promanano più! visto che la Chiesa è sotto assedio e straborda di eresia e non si muove dito come il DOVERE ESIGE mentre le anime si perdono...a loro non si pensa?
Il mistero è stato svelato dalla Madonna a La Salette e a Fatima, se solo si cominciasse a far tesoro di queste rivelazioni.
Saluti

Andrea Carradori ha detto...

Intanto il responsabile della comunicazione dell'Arcidiocesi di Milano ... http://www.ilgiornale.it/milano/spettacolo_blasfemo_parenti_minacce_e_rosario_piazza/11-01-2012/articolo-id=566382-page=0-comments=1
Mi dicono che don Davide Milani, citato nell'articolo, abbia studiato per un po' di tempo in un Seminario della FSSPX. Sarà vero?

Andrea ha detto...

Caro Anonimo (6:42 e poi 8:42): ribadisco, il Papa non è "un autorevole Vescovo" e neppure "un cattolico".

In altri termini, la posizione del Papa (chiunque sia) è più "regale" (legata al Cristo-Re) che "pastorale".
Nei nostri secoli (dalla tremenda crisi del XVIII sec. in poi), il Papa è stato spesso un "tuttofare", perché dotato di speciali luci dall'Alto mentre gran parte della Chiesa sbandava.
Per fare un esempio, due Papi venivano deportati da Napoleone, e uno di essi fatto morire in prigionia, mentre molti Vescovi aderivano alle "pressanti" richieste di introdurre la festa di San Napoleone e di cantare il "Te Deum" per le vittorie francesi (e mentre altre Diocesi venivano semplicemente cancellate, per non-collaborazionismo).

Oggi siamo in una fase di redde rationem senz'altro decisiva. Molti si lamentano perché il Papa non scomunica "tutti", cioè buona parte dei Vescovi.
Io dico, non come bizzarria mia bensì come riferimento decisivo (non certo creato da me) che dobbiamo avere ben chiaro chi è il Papa (Cristo in terra) e chi siamo noi (pecore più o meno sbandate).

Cum Petro et sub Petro abbiamo tutto - sine Petro siamo finiti (noi, non la Chiesa).