mercoledì 30 maggio 2012

SE PREFERISCONO GUARDARE IL DITO E NON LA LUNA...

Scena da "Gli Uccelli" di Alfred Hitchcock
di Francesco Colafemmina

I corvi "vestono" di nero. E' per questa ragione che nel gergo mafioso il "corvo" corrisponde al "magistrato". E' la toga a ricoprire di nero un uomo vissuto come un parassita fastidioso da abbattere, silenziare. Nel paradosso in questi giorni gravati dall'attentato brindisino e dall'anniversario della strage di Capaci, i giornalisti sempre meno fantasiosi e sempre a caccia di immagini ed evocazioni, hanno rispolverato questa espressione, "il corvo/i corvi", per connotare coloro che dal Vaticano hanno iniziato a concentrare l'attenzione dei media e del mondo cattolico sul grumo di potere, ambizione e gestione spregiudicata del denaro all'interno delle mura leonine.

Per uno strano gioco del destino il giornalismo fa la parte della mafia e i divulgatori di documenti vaticani riservati quella dei giudici. Sarà un caso, ma qui continua ad essere chiamata in gioco la giustizia. 

Chiaramente una giustizia relativa, quella legata alla gestione del potere e all'ordine provvisorio delle cose. Vi sono sempre stati nella storia della Chiesa momenti in cui gli scandali sono emersi dalla coltre di segretezza e riservato silenzio per poi ripiombarvi dopo qualche anno. Sono dinamiche naturali, quasi antropologicamente determinate. Per questa ragione, a mio parere, stiamo assistendo forse solo alla morte della più recente riorganizzazione del potere in Vaticano. Quella coincisa con lo sconquasso portato da Tarcisio Bertone nella florida suddivisione del potere sotto il regno di Giovanni Paolo II, dove la corruzione non era certo meno diffusa, ma la sua distribuzione ne garantiva una più soffusa eco. 

Se il Cardinal Segretario di Stato avesse rispettato prerogative, privilegi, regole amministrative procedenti dalla precedente gestione, nulla sarebbe accaduto. Sì, qualche mal di pancia qua e là, un po' alla "Via col vento in Vaticano", libercolo divertente e ovattato opera di un Monsignore ben informato e più dilettato che disgustato dagli infiniti pettegolezzi all'ombra del Cupolone.

E invece Bertone ha voluto strafare. Ha creato una rete complessa di potere gestito in prima persona con estrema spregiudicatezza. Si è seduto alla tavola del potere politico, finanziario, mediatico e ha cominciato a dirigere la Santa Sede, sostituendosi al Pontefice nei viaggi apostolici, prendendo addirittura decisioni in suo nome (la vicenda Tettamanzi relativamente al Toniolo), reggendo le fila di operazioni ambiziose (nel campo della sanità ad esempio) col puro scopo di affermare il proprio potere più che di esercitarlo in armonia col Vangelo. Ancora in queste ore, mentre infuria la tempesta sulla sua testa, Bertone si crede un imperatore imbattibile e dopo aver cacciato Ettore Gotti Tedeschi e insediato nello IOR provvisoriamente un ex membro della Trilateral Commission, discute con i suoi adepti addirittura l'acquisto da parte dello IOR di una banca all'estero! Questa non è altro che follia. Meglio, è la malattia del potere comune a tanti laici nel nostro mondo contemporaneo. Il potere acquisito e vissuto come diletto e ampliamento del proprio ego, non in funzione di una missione o di valori comuni. E naturalmente dobbiamo aggiungere che tale potere è gestito anche attraverso i sofisticati mezzi delle intercettazioni, del controllo, delle indagini felpate, quelle gestite anche con troppa disinvoltura dal capo della Gendarmeria, Giani (ex Sisde). E' infatti noto (lo rivela anche "Sua Santità" di Nuzzi) che alcuni personaggi della Gendarmeria vaticana sono titolari di società che vendono servizi e dispositivi di sicurezza alla Santa Sede, violando qualsiasi norma deontologica... Oltretutto va ricordato che proprio a causa di un paventato benservito a Giani, cominciarono ad apparire nel 2011 su Il Giornale gli articoli anonimi che mettevano in cattiva luce Mons. Viganò.  Come si vede, nella sua gestione, il Cardinale Segretario di Stato ha molto in comune con i più ferventi adoratori del potere fine a se stesso, per lo più adorni di cappuccio e grembiulino.

In tutto questo continua a sfuggirci come il Papa - e specialmente il nostro grande Papa Benedetto - abbia potuto preservare intatta la sua stima e la considerazione della fedeltà del Cardinale. Inutile girarci attorno con vaticanistici florilegi: questo resterà uno dei più evidenti misteri del papato attuale. Basterebbe solo il seguente episodio: se un Vescovo coscienzioso (Viganò) e magari un tantino ambizioso - ma forse animato dalla buona eris esiodea - scrive al Papa che il protegé di Bertone, già inserito in svariati consigli di amministrazione, in strutture mediatiche importanti, suggerito addirittura recentemente al Premier per un posto nel governo tecnico creato per cooptazione in Italia, scrive - dicevo - che il tale ha una condotta morale incompatibile con il cattolicesimo, e oltretutto diffama gravemente un servitore del Papa su istigazione di Bertone, perché il Papa dovrebbe continuare ad avere stima del Cardinale? Perché dovrebbe accettare che egli eserciti il suo potere nepotistico in maniera così indiscriminata.

Ma qui parliamo anche di questioni che riguardano la macchina organizzativa della Santa Sede a prescindere da Bertone. Si potrebbe discutere ad esempio del concetto di offerta in Vaticano, un concetto che nel mondo civile facilmente scivolerebbe nel sinonimo di tangente. E si potrebbe discutere delle ingenti offerte che sono solite giungere in Vaticano per poter partecipare ad udienze papali, per farsi ricevere prima, per essere in prima fila il mercoledì. Tutte cose risapute, ma taciute e accettate da tutti: vaticanisti, fedeli devoti e cittadini del Vaticano. Come se fosse normale che per essere ricevuti dal Papa o avere un posto in prima fila durante le udienze, evidentemente all'insaputa del Pontefice, alcuni trovino opportuno intascare delle laute offerte. 

Me ne rendo conto. Di questo passo non basterebbe un'enciclopedia per custodire tutti i tradimenti e le bassezze di certo clero. Ad ogni modo si tratta non di fantasia ma di fatti, fatti autentici, reali. Quando in Vaticano cominceranno a rendersene conto?

E' scoppiata ufficialmente una faida, una guerra senza confini all'interno dei Sacri Palazzi. E il casus belli è stato, a mio parere, il recente concistoro che ha visto prevalere alcuni candidati bertoniani (come ad esempio Domenico Calcagno, già diffusore del famoso "Vino del Vescovo" a Savona, un vino adulterato che Calcagno ha consapevolmente messo in vendita nelle Paoline nel 2003 per far soldi; oggi è presidente dell'APSA nonché Cardinale).
In molti devono aver visto nel concistoro bertoniano il tentativo di blindare il futuro conclave, ancorandolo al volere del Segretario di Stato. Inoltre il concistoro del 18 febbraio ha stabilito un precedente funesto nel quale a numerosi arcivescovi espressione di importanti chiese locali (Filippine, Belgio, Cile, Brasile e Stati Uniti) sono stati preferiti uomini cooptati nella Curia Romana (Calcagno, Bertello, Versaldi) dal Segretario di Stato.

Bertone ha così scoperchiato il vaso di Pandora, riproponendo strategie degne di un prelato rinascimentale ormai desuete e gravemente deprecabili. Di qui lo scoppio del caso Vatileaks. Perché ci si è resi conto nel Vaticano che questo potere era ormai incontrastabile e spudorato e il Papa non aveva i mezzi per opporvisi, o meglio temeva di stravolgere equilibri sempre più precari, dunque non ne aveva la volontà. Intendiamoci, siamo tutti consapevoli del danno d'immagine che colpisce la Chiesa e prima di tutti il nostro Sommo Pontefice. Tuttavia è inutile sottrarsi ad un'analisi fredda della realtà. Se le cose andassero avanti così per i prossimi mesi, quale sarebbe il danno per la Chiesa? La situazione non sarebbe destinata a peggiorare se tutti i posti chiave venissero presidiati da una leadership mediocre e corrotta? E' d'altra parte possibile che questo "scandalo" riesca quanto meno a bloccare taluni spregiudicati giochi di potere in Vaticano?

Fino a quando giornalisti e commentatori, cattolici e non, eviteranno di parlare dei documenti e delle loro implicazioni, fino a quando si parlerà solo di corvi, arresti e sospetti eminenti, si esalterà a mio avviso solo la confusione, penalizzando gravemente l'immagine del Santo Padre. Se invece si comincerà ad entrare nel merito della questione, smontando la parabola negativa del potere bertoniano, forse si potrà superare questa crisi non certo riportando giustizia e pulizia assoluta nella Santa Sede, utopie utili per manichei o radicali, ma almeno un sano equilibrio nel governo della Chiesa.

D'altra parte probabilmente si preferisce guardare al dito più che alla luna per due ragioni: da un lato è più facile e indolore concentrarsi sul dito ("Il o i corvi..."), dall'altro la luna (i misfatti e le omissioni di cui parlano i documenti protagonisti di Vatileaks) è così scontata, troppe volte contemplata, tanto da lasciare indifferenti molti protagonisti della vicenda. Aristotelicamente sembrano più interessati all'intenzione che all'atto in sé. L'intenzione di creare scompiglio, di disobbedire, di non serbare il segreto è più importante di ciò che emerge dai documenti sottratti. Ci si è assuefatti in qualche modo alla miseria morale tanto da restare indifferenti dinanzi ad essa per concentrarsi piuttosto sullo sgarro, sulla violazione di quel potere che si crede immune e totale, operata da qualche subalterno guidato da un pur relativo senso di giustizia. D'altronde bisognerebbe ammettere - ancora nessuno l'ha fatto - che i servizi di sicurezza vaticani devono aver giocato un ruolo in tutta questa vicenda. E se ne dovessimo ammettere l'assoluta estraneità alla serie di complotti e spionaggi che certo non possono essere organizzati e diretti da un cameriere padre di tre figli, allora dovremmo dedurne la loro totale inadeguatezza. Un'altra buona ragione per segnare una netta discontinuità con la gestione Bertone. Ma finora nessuno ne parla, i fatti sono caduti in second'ordine, è l'atmosfera a creare interesse, mentre intanto i Cattolici assistono ad uno spettacolo indegno e i nemici della Chiesa approfittano dei sentimenti diffusi di indignazione e scetticismo per ampliare il proprio consenso, mentre  tutti contemplano quest'aula zeppa di scolaretti bizzosi nella quale latita non dico il preside ma almeno qualche degno capoclasse.

21 commenti:

infinitoquotidiano ha detto...

Di far pulizia nella Chiesa e raddrizzare parecchie storture è interesse solo del Santo Padre e di un pò di cattolici che possono solo pregare perchè codesta pulizia avvenga.

Che si continui a guardare il dito, piuttosto che la luna, conviene a tutti. Ai nemici della Chiesa (interni ed esterni) e ai molti giornalisti, che di questo campano.

Tutto quello che sta accadendo potrebbe (e dovrebbe) essere una sana occasione da cogliere per un rinnovamento spirituale e, di conseguenza, curiale.

Restano, qui come altrove, le perplessità, come detto da Lei, del totale appoggio che Bertone (in questo caso) ha da parte di Benedetto XVI.

Vedremo...

Kyrieeleison ha detto...

Grazie per aver messo in luce questi aspetti, per aver cominciato un tipo di riflessione che mancava ovunque... Ho letto quasi tutti gli articoli del caso, tutti vogliono difendere il Papa, va bene. Ma ci sono davvero troppe cose di Bertone per cui il sostegno del papa rimane incomprensibile. Io voglio ricordarne uno che mi sta molto a cuore e che è davvero uno scandalo per un papa musicista: Palombella alla Sistina!

Fortebraccio ha detto...

Molta carne al fuoco, Francesco.
Direi che tutto ha origine -e fine- nell’impossibilità (rituale, liturgica anzi) dello scioglimento dell’incarico a Segretario di Stato.
Sembra brutto dire: il Santo Padre s’è fidato della persona sbagliata. Comprensibile.
Oppure ammettere che la Curia è incoercibile (non addomesticabile, tutt’al più cavalcabile a tratti).
I Vatileaks dimostrano solo una cosa: l’eletto al Soglio Pontificio (a prescindere dal nome) ha favori da rendere, occhi da chiudere; in ogni caso, non può permettersi un’azione aperta e diretta per ristabilire l’ordine.
Dispiace dirlo, ma tocca constatare che l’appello dell’allora Decano prima del Conclave ("Cristo affida il suo corpo, la Chiesa a noi", diceva, "e noi come rispondiamo?") era campagna elettorale, alla stregua di “Meno tasse per tutti”. Perché non dimentichiamo: l’allora Joseph Ratzinger non era un monaco vissuto fin al 2005 in clausura, o su una colonna; stava a Roma da 24 anni, e neanche in una parrocchia di periferia.
Hai ragione, Francesco: gl’è tutto da rifare!

Andrea ha detto...

Stava a Roma da 24 anni (il card. Ratzinger), caro Fortebraccio, ricoprendo meravigliosamente il ruolo di Prefetto della Dottrina della Fede - non certo facendo speculazioni economiche o intrallazzi con i partiti (italiani o curiali).

Si fida del card. Bertone? È un errore bello e buono.
Ma dire che volle farsi eleggere Papa significa darGli del mentitore: ha detto più volte che pensava a tutto tranne che a quello. Dire che non si occupa della Chiesa perché ha il suo orticello da proteggere, è negare l'evidenza

Fortebraccio ha detto...

Detto questo, lungi da me voler incolpare il Papa di alcunchè.
Piuttosto, non cadiamo noi dal pero, ecco.
Quello che personalmente avverto è una situazione di sofferenza (senza riuscire a mettere ben a fuoco i contorni del problema) e che, per mia fortuna, ora Francesco ha ben descritto ed esplicitato.
Immagino che Benedetto XVI faccia umanamente quel che può, all'interno di regole e liturgie sulle quali, per una ragione o per l'altra, non possa incidere. E mi dispiace, eccome.
"Predicare bene e razzolare male" è un motto che, in italiano, la dice lunga su due cose: la diffusione capillare del fenomeno (tanto da farlo capire subito a tutti) e l'immediata ed univoca identificazione di personaggi e comportamenti. Ed è più potente di qualsiasi analogo, perchè non c'è verso: siamo abituati a siffatto spettacolo. Ho detto abituati, avrei dovuto dire, rassegnati.
Scusate se non sono ipocrita, o felpato; scusate lo sfogo (ma solo chi ci tiene, soffre)

Fortebraccio ha detto...

ecco Andrea, quello sopra era un'intervento immediatamente successivo al primo,
poi come al solito ho esagerato e generato confusione.
Intendevo: è possibile che il Prefetto non sapesse come stavano le cose (distribuzione del potere, cariche, nomine ecc) a corte, pardon SCV? neanche per sentito dire?
Mettiamola così: mi stupisce che non riesca ad incidere nella carne viva di questo scandalo. E mi chiedo, con sofferenza, perchè?
Possibile che non senta l'urgenza di un gesto forte, anche andando contro i tempi dilatati della tradizione vaticana? quali sono le resistenze che influenzano questo mancato tempismo (inteso come differenza tra le decisioni/azioni che verranno e velocità con cui si susseguono fatti e reazioni nei fedeli)?
Non sto parlando di difficoltà a comprendere la dottrina, ma l'ordinaria amministrazione: mentre la prima può andare oltre le mie capacità di umile (ignorante) fedele, la seconda porta ad abbandonare la fiducia nella chiesa-curia.

Andrea ha detto...

Caro Fortebraccio,
sa quanto mi piacerebbe vedere messi alcuni puntini sulle "i" da parte del Santo Padre? Sa quanto mi sarebbe piaciuto, per fare un esempio, vederLo cogliere l'occasione della visita ad Arezzo non solo per sottolineare che l'altare paramassonico nuovo è da rigettare, ma anche per spezzare l'evidente contiguità etnico-culturale fra l'Episcopato della regione e la Giunta "illuminata"?

Ma non per questo gli do i "voti".
Bisogna avere chiaro che il Papa, chiunque sia, è "tutto": "Ubi Petrus ibi Ecclesia".
Questo non significa impeccabilità personale, bensì orientamento di ogni membro della Chiesa verso il Papa come verso l'unico Sole.
Tanto più -purtroppo dobbiamo dirlo- in tempi di seria "latitanza" di molte autorità ecclesistiche intermedie.

E insieme al Papa, lo ripeto, è vitale che esista una struttura centrale (Curia Romana) garantita da un'entità politica (SCV: Stato "della Chiesa").

Per chiudere, il mio "delenda Carthago": il vero dramma della cattolicità negli ultimi secoli è il Gallicanesimo in tutte le sue forme, che pretese e pretende di far prevalere le imitazioni (Liberalismo franco-britannico e sua appendice piemontese) sull'originale (Libertas Ecclesiae centrata sulla Romanitas: Ius e cultura mediterranea).

Grazie

minstrel ha detto...

Io sto con Bendetto XVI e per Benedetto XVI parlo naturalmente del Papa visto come detentore della tradizione millenaria della Chiesa, non del politico. Per la mia fede infatti è irrilevante se anche uscisse che egli è ad esempio un pessimo politico. Quoto Polymetis quando scrive su di un forum: “ho già spiegato che invece a me non interessa la morale privata di nessun uomo, perché la mia fede non si basa su quello che siffatti uomini fanno, anche perché la dottrina che essi predicano non è loro, ma della Chiesa che li precede e che continuerà ad esistere anche quando essi saranno morti. Non avrebbe senso giudicare la dottrina cristologica cattolica sulla base degli atti di Ratzinger per la banalissima ragione che quella non è la dottrina cristologica di Ratzinger, bensì egli l’ha ereditata dalla Chiesa che l’ha preceduto da secoli.
Inoltre, non c’è neppure un chiaro nesso tra la veridicità di un’affermazione e la moralità di chi la propugna, visto che la verità di un’asserzione è data dalla corrispondenza tra quanto viene detto e la realtà, e non dipende in alcun modo dalla vita privata di chi parla.”
Il Vaticano può anche temere come "realtà storica politica nazionale" queste fughe di notizie, ma la Santa Sede Apostolica e la Chiesa Cattolica e il Magistero del Papa come successore di Pietro e io con tutti loro assolutamente no poiché è tutto totalmente irrilevante.
il Vaticano è “accidente” storico, e che se anche non esistesse, alla fede non comporterebbe nulla. Se scomparisse lo stato del Vaticano, LA SANTA SEDE rimarrebbe integra come pure l’istituto del primato pietrino.
Almeno noi diciamole chiare queste cose che vengono puntalmente ignorate dai media!

Andrea ha detto...

Caro minstrel,
guardi, la prego, il mio commento del 29 alle 6:32pm a "Ingente mole.."

Caterina63 ha detto...

Caro Francesco...
Tu sei convinto che il nemico numero uno sia Bertone ;-)
il Papa forse sarà d'accordo anche con te, o forse anche con Nuzzi, ma le sue parole di ieri all'Udienza sono il suo vero pensiero, è quello che LUI VUOLE che noi crediamo...

il Papa non dice che la situazione è falsa.... ma che è stata amplificata....

le sue parole: " Si sono moltiplicate, tuttavia, illazioni, amplificate da alcuni mezzi di comunicazione, del tutto gratuite e che sono andate ben oltre i fatti, offrendo un’immagine della Santa Sede che non risponde alla realtà. "

si è andati oltre i fatti, dice il Papa... riconoscendo che i fatti dolorosi e spiacevoli in Vaticano, ci sono... quindi il Papa riconosce pure che dei fatti spiacevoli esistano, ma dice anche che sono stati amplificati dando una immagine FALSA della realtà ^__^

ergo, e se è il Papa a dirlo e a chiedercerlo, dobbiamo credergli, dobbiamo fidarci delle sue scelte...
questo accanimento contro Bertone non porterà alcun frutto...

;-)

gabri ha detto...

non è la dottrina cristologica di Ratzinger, bensì egli l’ha ereditata dalla Chiesa che l’ha preceduto da secoli.

Tutto vero , ma come si fa a non essere sgomenti quando la dottrina che oggi viene proposta appare in qualche punto alla nostra ragione, sicuramente limitata, diversa dalla dottrina della Chiesa precedente?

Andrea ha detto...

Quale punto, caro/a Gabri?

Caterina63 ha detto...

Caro Francesco, tu dici:

" Per questa ragione, a mio parere, stiamo assistendo forse solo alla morte della più recente riorganizzazione del potere in Vaticano. Quella coincisa con lo sconquasso portato da Tarcisio Bertone nella florida suddivisione del potere sotto il regno di Giovanni Paolo II, dove la corruzione non era certo meno diffusa, ma la sua distribuzione ne garantiva una più soffusa eco. "

****

mi sembra minimizzare un pò troppo le responsabilità di certi anni, ben 25 i cui frutti non hanno affatto garantito una "soffusa eco", al contrario, questi sono i frutti di certa gestione semmai cominciata con Paolo VI... LA COLLEGIALITA'... ;-) e che sotto il precedente Pontificato è stata la vera artefice di tutto quel ministero petrino...

Giovanni Paolo II lasciava fare... non gli interessavano le redini del governo della Chiesa, a lui interessava guidare personalmente le novità portate dal Concilio, le GMG, il raffozzamento dei Movimenti ecc... ma lasciava ai vescovi ed alle C.E. tutta la loro indipendenza e autonomia...
Benedetto XVI anche lascia fare, ma tiene le redini del governo della Chiesa... e non fa altro che dire alle C.E. come devono regolarsi, a cominciare dallo scandalo della pedofilia, coperta sotto l'altro pontificato...

Basti pensare che quando usciva un Documento, era Ratzinger a doverlo spiegare e a dare le coordinate per l'interpretazione...
oggi con Benedetto XVI non c'è un Prefetto della CdF che deve spiegare l'interpretazione dei documenti pontifici... c'è solo un Padre Lombardi... ^__^

Insomma.... certe situazioni di oggi sono semmai i nodi che vengono al pettine e non certo a causa di un solo Bertone ;-)
Benedetto XVI sta lavorando sodo, ed anche se la sua squadra è compatta e gli obbedisce, è anche normale che stia creando resistenze da parte di chi, semmai, non vuole abbandonare certi privilegi ottenuti dagli precedenti pontificati...

^__^

Francesco Colafemmina ha detto...

Cara Caterina,

faccio mie le parole di Sandro Magister su Benedetto XVI: "È lo stesso papa che volle come segretario di Stato il cardinale Tarcisio Bertone e continua a tenerlo al suo posto nonostante ne verifichi l'inadeguatezza ogni giorno di più."

Detto questo, credo sia un'utopia pensare che i cattolici solo perché sono brave pecore del gregge devono bersi tutto ciò che viene loro comunicato. Per dirtela tutta, mi sembra che l'Appello al termine dell'udienza del mercoledì sia stato dettato al Papa dalla Segreteria di Stato come sempre accade in questi casi.

Non intendo dire che non mi fido di Benedetto XVI, semplicemente non sono cieco. E ancora mi sfugge come mai Benedetto XVI penda dalle labbra di Bertone e gli lasci fare qualunque cosa. Una politica poco saggia che promette di portare alla CHiesa solo ulteriori danni... Lo vedremo nei prossimi mesi se non nelle prossime settimane.

Altra interpretazione dell'Appello è: prima o poi sarà tutto appianato. Bertone se ne andrà a dicembre, ma non si dica mai che nel Vaticano c'è corruzione e nepotismo... Tutti vissero felici e contenti...

Io, francamente, alle favole non ci credo più da circa 25 anni...

Caterina63 ha detto...

Francesco.... sai bene che ti leggo sempre volentieri anche perchè condivido spesso (anche copiando link) i tuoi preziosi articoli....
ciò che mi suona anomalo di questi tempi è il duro attacco diretto al cardinale Bertone!

Ora... che Bertone sia incompetente per il ruolo che riveste è chiaro fin da subito... nè io l'ho mai nascosto, non è adatto per le operazioni delicate nei rapporti con il mondo esterno, ed è fortemente un salesiano che ha tentato fin da subito di piazzare " i suoi" in punti nevralgici...
la domanda che mi sono sempre posta è: il Papa è cieco? è sordo?
e se vede e sente, perchè finge di non vedere e di non sentire?

Il suo stesso intervento all'udienza di mercoledì è grave!! Egli NON smentisce i fatti, ma sottolinea che sono stati ingigantiti...
quindi il Papa conferma l'autenticità dei fatti, ma torna a dirci: non ingigantiteli ^__^
la situazione nella Curia è quella che è, ma non deformate l'immagine della Santa Sede più di quella che non è...

Il punto Francesco, è che a chiedercelo, questa volta, è il Papa in modo diretto e schietto!

Non dobbiamo fare alcuna autopsia poichè la Chiesa NON è morta ^__^
certe situazioni che a noi appaiono ingiuste, certe scelte che a noi appaiono assurde, può darsi che siano necessarie alla situazione di questo tempo, non si tratta di credere alle favole, ma di rammentarci che ciò che vede il Papa, la sua visione della situazione, è di certo molto più ampia di ciò che vediamo noi ;-)

Ti faccio un'esempio concreto:
prendi un oggetto e piazziamolo al centro di un tavolo, poi facciamo sedere 4 persone, una davanti, una dietro l'oggetto, le altre due di lato, uno a sx, uno a dx dell'oggetto, e chiediamogli di descrivere esclusivamente ciò che vedono dalla posizione in cui stanno... non devono spostarsi, ma descrivere solo ciò che vedono...

Ecco, avremmo così 4 descrizioni diverse del medesimo oggetto.. ogni descrizione sarà diversa dall'altra, probabilmente quello davanti farà una descrizione più completa e più dettagliata di chi descrive solo ciò che vede da dietro e così via...
restando all'esempio il Papa è il supervisore che conosce l'oggetto da tutti i lati, perciò egli comprenderà assai meglio la descrizione incompleta degli altri... e saprà valutare quello che manca nella descrizione di ogni riferimento... ^__^

Non si tratta di credere alle favole!
quanto piuttosto di non lasciarci contagiare dal metodo Down Brown ^__^
nella Curia Romana ne sono sempre successe di cotte e di crude, in passato era anche forse peggio, ma voglio andare anche oltre al concetto di meglio o di peggio... perchè l'unico appunto che conta, ora, sono quelle parole del Papa all'udienza... e la Curia Romana ha una grande opportunità: mettere a tacere le voci e testimoniare ai cattolici che il Papa aveva ragione! diversamente non saprei che dirti....
perchè non sto negando la gravità dei fatti, ma sto cercando di pensarla come il Papa, anche se è molto difficile!
;-)

Andrea ha detto...

Cara Caterina, ieri sera, chiudendo il Mese Mariano, il Santo Padre augurava alla Curia (la "famiglia che qui in Vaticano serve la Chiesa universale": interessante la definizione di "famiglia") la "letizia spirituale, traboccata dal cuore ricolmo di gratitudine della Madre di Cristo e Madre nostra" (parole da vero santo!).

Ecco in che senso parlava di "casa scossa dalla tempesta" qualche giorno fa: non nel senso di Chiesa, né in quello di casa propria ("famiglia pontificia"), bensì in quello di Curia-famiglia.
Dio lo conservi!

gabri ha detto...

per Andrea
I punti sono quelli relativi a documenti del tanto citato Concilio ben richiamati nell'ultimo chiaro articolo "Tra appelli e suppliche" del blog Chiesa e postconcilio.

Anonimo ha detto...

quando si arriva a minare la struttura più intima del Papa è il segnale che ormai stiamo per raggiungere il vero obiettivo: minare il potere temporale del Papa.
Occorre analizzare bene anche i comportamenti dell'attuale Papa che di fatto proseguono quelli del precedente.
Bertone di religioso non ha nulla.E' il potere in terra.
Pregate Fatima

Caterina63 ha detto...

Andrea.... è ovvio che in questi tristi vicissitudini NON si parla mai della Chiesa Sposa di Cristo la quale è UNA Santa, Cattolica ed Apostolica... ^__^
è ovvio che il Papa rispondeva al caso particolare che ha veduto i "panni sporchi" lavati fuori casa....
;-)

Quando abbiamo vissuto la crisi matrimoniale del 17esimo, anzichè del settimo anno, io e mio marito siamo comunque stati con un profondo senso del pudore e pur ringraziando amici e parenti che cercavano di aiutarci, visti i danni che taluni invece stavano facendo.... abbiamo preferito vedercela fra di noi...

E' vero che la Chiesa è al servizio dei fedeli e che i Cardinali sono a servizio del Papa e della Chiesa, ma è anche vero che è più saggio e prudente che si ascolti di più il parere del Papa, anche a fronte di ogni buona e santa intenzione...
;-)

Andrea ha detto...

Per Gabri: grazie - metterò due parole di commento quando avrò un po' di tempo.

Per Anonimo delle 9:04 : sono del tutto d'accordo sul tentativo di cancellare lo SCV.
Il sogno massonico "di sempre", cioè quello di avere un Papa che si proclami Capo della Chiesa in luogo di Cristo e quindi annunci se stesso anziché Lui, è fallito; perciò vogliono cancellare il Papato, riducendolo a ripetitore di "valori spirituali".

Invece la prego di non dividere i Papi in "buoni" e "cattivi". Se vogliamo, sono i cristiani a essere divisi in "buoni" e "cattivi", a seconda che sentano la Madonna come vitale o come superflua

Andrea ha detto...

Per Gabri:

ho visto l'articolo di sintesi delle "difficoltà" in "Chiesa e postConcilio".

Cerco di delineare solo un paio di cose:

1- è in corso o no un tentativo di snaturare ("modificare geneticamente") la Chiesa? Sì, non c'è il minimo dubbio.
Anch'io l'ho scritto più volte.
Chi si pone tale blasfemo obiettivo? gli "illuminati" di ogni specie, e in particolare quelli interni alla Chiesa ("tradimento dei chierici").
Sentivo dire recentemente che nel Regno di Napoli del XVIII secolo i massoni erano esclusivamente alcuni nobili e MOLTI chierici, anche di zone rurali!

2- sono rilevanti i punti citati nelle suppliche al Papa degli uomini di cultura italiani e polacchi?
Certamente sì. Ho ascoltato anche di persona diversi degli italiani, e ho per essi la più alta considerazione (o più ancora).

3- il Papa dovrebbe intervenire con una chiarificazione magisteriale? dovrebbe scomunicare molti, come molti pensano?
Lasciamolo giudicare a Lui.

Per adesso è Lui a essere "scomunicato" dal Clero "conciliare", come fu "scomunicato" dai suoi colleghi teologi tedeschi negli anni '60. Si ritirò a Munster, lasciando la cattolica e "potente" Baviera.

4- Qual è "il" punto dolente per antonomasia, e probabilmente quello da cui discese tutto il post-Concilio deviante?
Certamente la questione del rapporto fra Antica e Nuova Alleanza.
O Gesù fu un "pio Ebreo", che per qualche strano motivo si convinse di essere Dio, costringendo le "guide" a infamarLo e metterLo in Croce, oppure fu ed è Dio-con-noi: Colui che è Presente anche nella Scrittura antica.
O per salvarsi bisogna "sottoporsi alla Legge di Mosè", come pensavano anche molti dei primissimi Cristiani, oppure la Legge antica non era "di Mosè", bensì "data da Dio attraverso Mosè".

La risposta è nel Vangelo.

Cordialmente

P.S. Supplico i firmatari di appelli al Santo Padre di non chiamarsi o non lasciarsi chiamare "intellettuali". Si tratta di un termine nato e vissuto in funzione anticattolica