giovedì 24 maggio 2012

SONO RIUSCITI A FAR DIMETTERE GOTTI TEDESCHI... A QUANDO LE DIMISSIONI DI BERTONE?

Ettore Gotti Tedeschi
di Francesco Colafemmina

La notizia viene battuta in questi istanti dalle agenzie di stampa: l'integerrimo e tenace Ettore Gotti Tedeschi lascia lo IOR. Stando alla Reuters sarebbe stato addirittura sfiduciato dal consiglio di sovrintendenza (su mandato di chi?). Colui che, in accordo con il Pontefice, ha cercato di portare pulizia e trasparenza nella banca del Vaticano, dopo decenni di ombre e sporcizia diffusa, va via probabilmente esacerbato da pressioni e diffidenze. Secondo alcuni dietro le dimissioni di Gotti Tedeschi ci sarebbero i contrasti crescenti con il Cardinal Bertone in merito al tentativo di acquisizione del San Raffaele e alle nuove norme per la trasparenza finanziaria. Come non credere a tali fonti, tenendo conto della gestione approssimativa, casereccia e nepotistica di quest'ultimo, emersa anche recentemente dai documenti resi noti in "Santo Padre" di Nuzzi, ovvero l'esatto contrario dei criteri gestionali portati avanti con lucidità dall'ormai ex presidente dello IOR?

Mentre tanti cattolici si stracciano le vesti per la pubblicazione di alcuni documenti riservati della Santa Sede continuando a non voler guardare criticamente i fatti, i soliti noti fanno il bello e il cattivo tempo in Vaticano. Ma la Chiesa non è proprietà dei singoli, bensì bene comune dei cattolici. E se marchiane storture vi si verificano, dovrebbe essere corale la domanda...: a quando le dimissioni del Segretario di Stato?

8 commenti:

Andrea ha detto...

A parte la mia solita annotazione "geografico/tribale", caro Francesco (Gotti Tedeschi è piacentino, e i 100 km che intercorrono fra Piacenza e Alessandria sono sufficienti a collocarlo fuori dalla dominante "aura" piemontese), azzardo un pensiero:

Visto che lo IOR è oggetto di frequenti "visite/esami" di "autorità finanziarie internazionali", e che l'altro giorno è uscita una felpatissima intervista a Radio Vaticana dell'ambasciatore britannico(!) presso la S.Sede in cui si dice "Bravi scolaretti, andate avanti così e diventerete simili a noi..", G.Tedeschi potrebbe essersene andato per non vedere assegnata qualche poltrona di supervisione permanente a qualche notorio massone

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Andrea, tutto può essere ma i fatti ci dicono che:

1. Gotti Tedeschi è stato cacciato perché "non ha gestito bene lo IOR"

2. Gotti Tedeschi ha detto all'Ansa di non voler parlare perché direbbe "solo brutte parole".

Mi sembra che sia stato silurato da Bertone che adesso metterà al suo posto qualche trombone che protegge il figlioccio Simeon, un Geronzi ad esempio...

Anonimo ha detto...

Come piacentino conosco personalmente Gotti Tedeschi; so la fiducia che riponeva in lui e nella sua opera il Santo Padre Benedetto XVI. Condivido pienamente quanto scrive il dott. Colafemmina:le dimissioni dovrebbe darle qualcun altro ... o essere sollevato dal suo incarico; Gotti Tedeschi faceva paura per la sua opera di pulizia.

Gianpaolo1951 ha detto...

Sono nato e cresciuto a meno di cinquanta metri da uno dei più grandi oratori salesiani della provincia di Venezia…
Ho avuto modo di apprezzare la loro incomparabile abilità nell’attirare i giovani per farne degli autentici devoti cattolici cristiani, pur lasciandoli liberi di seguire o meno, la via tracciata da San Domenico Savio…
Ho avuto altresì modo di constatare anche la loro innata propensione per gli affari terreni
Propensione, che più di una volta ha fatto sorgere degli imbarazzanti interrogativi nella mia cattolicissima famiglia!...
Il Cardinal Bertone è un salesiano…
Forse sta proprio qui la risposta al dilemma!!!

Anonimo ha detto...

Lo conosco fin dalla gioventu' e conosco la sua indisponibilita' a qualunque operazione poco trasparente. Il motivo della dimissione non puo' essere che la sua scarsa propensione al compromesso con la propria coscienza. Tutto il resto sono frottole strumentali solo a giustificare la decisione di silurarlo.

Andrea ha detto...

Non per "canonizzare" Piacenza, ma per ribadire la pericolosità dell'ambiente piemontese/salesiano ( che citavo in calce a
http://paparatzinger5blograffaella.blogspot.it/2012/05/la-vecchia-guardia-e-la-nuova-dietro-le.html ), faccio notare che chi conosce da sempre Gotti Tedeschi dice "è il nostro orgoglio, un uomo integerrimo" ; non dice "siccome è uno di noi, è un campione", come purtroppo è normale sentir dire in Piemonte

Bruno Demasi ha detto...

La Santa Sede non è un'amministrazione finanziaria qualunque, è l'amministrazione della Chiesa Cattolica e, come tale, ha un dovere di trasparenza assoluta nei confronti dei credenti. I giochetti di potere documentati e rivelati da Nuzzi, questa sfiducia così nebulosa a Gotti Tedeschi e a altro ancora dovrebbero esseren INTERAMENTE SPIEGATI ai credenti, e senza tortuosità, nebulosità o infingimenti!
La Chiesa di Cristo non può continuare a reggersi, tra l'altro, su una gerarchia bacata e compromessa....

Andrea ha detto...

Nell'articolo
http://www.ilgiornale.it/interni/bertone_marziano_bilico_pensione_e_riconferma/27-05-2012/articolo-id=589775-page=0-comments=1

è riportato, a sostegno del card. Bertone, un punto "che i salesiani amano ricordare": "Papa Pio IX, al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti, si fidava ciecamente di don Giovanni Bosco...".
A perte i tre errori "modernistici" contenuti in mezza frase (non scrivere "il beato Pio IX, san G.Bosco" e scrivere "al secolo", che vale solo per i regolari), la cosa vergognosa è dipingere il Papa come cagnolino di san G.Bosco, mentre fu il Santo a sentire e a promuovere l'altissima venerazione per il Papa in quanto tale (anche Leone XIII).
Il suo continuatore, san L. Orione, impostò tutta la sua opera nel segno del Papa (non di un Papa in particolare).

Al momento dell'assalto piemontese a Roma, la Provvidenza suscitò l' "anti-Cavour" (san G.Bosco); i suoi figli attuali sono, nel migliore dei casi, blandamente cavouriani