venerdì 27 luglio 2012

ASINUS ASINUM FRICAT



di Francesco Colafemmina

Non fa scalpore la mostra d' "arte contemporanea" aperta in questi giorni nella romantica cornice del duomo di Bamberga. Abituati a prostituire i luoghi sacri, i nuovi lenoni ecclesiastici del XXI secolo hanno finito per convincere persino i fedeli tedeschi (pochi a dire il vero) che la dimora di Dio può occasionalmente trasformarsi in ricettacolo del ridicolo o del pacchiano. 
Per l'occasione ci ha pensato il Canonico della Cattedrale, padre Norbert Jung a dichiarare: "La Cattedrale non è un museo d'arte contemporanea ma una testimonianza della vita di fede del XXI secolo". Auguri!

Ad ogni modo è evidente che il buon senso oltre che il buon gusto ha ormai da tempo abbandonato certi luoghi. Infatti il criterio con cui cedere un luogo sacro al ludibrio di quattro miserabili artisti contemporanei è sempre il solito: la notorietà di questi ultimi, la loro affermazione. Il che corrisponde, nella maggiorparte dei casi, ad una visione estetica del tutto estranea a quella cattolica, anzi ad essa apertamente ostile.

Prendiamo as esempio Volker März, ispirato autore di pupazzetti di cartapesta. Nel duomo di Bamberga espone una serie di personaggi in groppa ad un mulo, un uomo abatjour sulle spalle di una donna, e vari  pupazzi appesi alle volte di una navata laterale con la testa in fiamme. Evidentemente però l'ipocrita artista e gli altrettanto ipocriti ecclesiastici che hanno acconsentito ad una sua partecipazione alla mostra, si son guardati bene dall'esporre qualche altro pezzo della collezione, come il seguente nel quale una scimmietta...



La verità è che siamo in presenza di due mondi convergenti. Da un lato quello dell'arte contemporanea, fondato sulla fuffa, sul nichilismo estetico e sull'assoluto relativismo artistico, dall'altro quello della Chiesa Cattolica contemporanea, alimentata da uno sconvolgente vuoto spirituale, da innumerevoli balle ideologiche e da un altrettanto assoluto relativismo teologico e liturgico. E analogamente ai due famigerati asini del proverbio latino (analogia corroborata dalla presenza artistica e concreta di alcuni asini in uno storico duomo) queste due realtà continuano a grattarsi a vicenda, nel tentativo di dar sollievo ai propri irrefrenabili pruriti.

Di seguito alcune immagini: 












17 commenti:

Andrea ha detto...

È autentico satanismo, caro Francesco.
Fra l'altro, gli asini, grazie alle orecchie rosso fuoco, diventano dei "cornuti" (non nel senso italico).

Dalle nostre parti, come sai, l'analogo sono soprattutto i concerti profani nelle chiese, in violazione diretta dell'Istruzione vaticana di qualche anno fa.

Per tornare a Bamberga (Baviera), davvero l'uomo, imago Dei, è l'obiettivo della laida irrisione di questi gnostici

alfa ha detto...

Si deve provvedere ad esorcismo dell'edificio e riconsacrazione.

Francesco Colafemmina ha detto...

Anima pia!

Caterina63 ha detto...

Solo i regimi totalitari avevano trasformato i luoghi di culto in teatri, palestre e magazzini....
siamo in un regime totalitario dove certi preti impongono ai fedeli ed alla fede stessa della Chiesa, il peggio, del peggio del peggio....

Roma, è vero che fa caldo! ma non dormire!!! queste scelte sono davvero deprimenti!!!
concordo con Alfa... ci vuole una riconsacrazione....

Gianpaolo1951 ha detto...

Sono d'accordo!
Qui ci vuole una riconsacrazione!... Non solo del Duomo, ma anche di chi permette simili oscenità!!!

Mauro ha detto...

"... è molto significativo rendersi conto che il cedimento, la caduta dell'attività artistica corrisponde al momento in cui fa la sua comparsa, nel XIX secolo, una concezione-mercante dell'"oggetto d'arte" [...] Ancora oggi, colpisce vedere sino a che punto l'incapacità artistica si leghi all'assenza del Sacro: certi paesi, certe sette, certe chiese anche, certi edifici religiosi persino, ostentano il proprio allontanamento dal Sacro, in tutte le sue forme, con la loro cruda indigenza artistica." (Régine Pernoud, Medioevo. Un secolare pregiudizio, 1977)

domenico aiuto ha detto...

Dove sta il Vescovo? è questo il problema, vero! si assumesse le sue responsabilità!

Amicus ha detto...

Caro Francesco, suppongo che i due umanoidi della quarta foto, quello col papillon e l'altro in clergypig , siano l'"artista" ed il parroco. E' così?

Francesco Colafemmina ha detto...

No, sono i curatori: tal Bernard Goldmann (ebreo?) e tal Roland Baierl.

Anonimo ha detto...

buffoni!

Gianpaolo1951 ha detto...

Al "buffoni"...,
aggiungo un bel eretici!!!

Michele ha detto...

Per incontrare e guidare l'arte contemporanea bisogna avere sensibilità artistica e fermezza spirituale, entrambe ignote agli organizzatori e promotori di questa mostra-mostruosa

Guido ha detto...

E si definiscono ancora cattolici...
Purtroppo all'orrore non c'è mai fine!Questa pseudoarte riflette lo stato miserando in cui versa la Chiesa.
Ahimè i tempi gloriosi di Sisto IV,Giulio II,Urbano VIII e Alessandro VII son un ricordo lontano.
A parte rare eccezioni il clero, tutto preso dal sociale, ha dimenticato la dimensione verticale,Dio,ed è piombato in un analfabetismo e ignoranza spaventosa.
Come fa ad avere il culto del bello?
"La bellezza salverà il mondo" ...lei Francesco è l'unico che si occupa ancora della bellezza e ha il coraggio di indignarsi.I nostri vescovi non si indignano più per nulla.
Forse che nella nostra amata Italia fanno qualcosa?

Andrea ha detto...

Nella nostra amata italia abbondano gli "sventramenti" all'interno della chiese, caro Guido, ma sono rarissime le esibizioni esplicitamente demoniache.
È stata interessantissimo, dolorosamente, l'accostamento fra l' "angelo" che sostiene il nuovo altare di Arezzo e il prometeo massonico del Rockefeller Center di New York, che Francesco ci sottoponeva tempo fa.

Proprio oggi ho apprezzato un bell'esempio di "ritorno all'ordine) in una chiesa barocca che era stata non sventrata, ma pasticciata: sedia del celebrante a lato, piccolo ambone nuovo senza pretese, giusta sistemazione dei cantori (con musiche "medio/moderne", ma con armonium e senza chitarre)

Terzio ha detto...

Abominable!

Y muy alarmante si se considera que ese es el marco cultural (Sitz im Leben ) del nuevo Prefecto de Doctrina de la Fe.

'

Andrea ha detto...

Avrà notato, caro Terzio, il pannello con le molte Croci (latine): dritte, rovesciate, coricate... tutte frammiste fra loro.

È un messaggio satanistico molto importante e chiaro: "A "noi" interessa inserirci nella dinamica della Croce in modo "dialettico" (Croce rovesciata) e "pluralistico" (Croci coricate)". Questo è esattamente ciò che fanno ogni giorno attraverso i media, e in questi giorni attraverso l' "ecumenismo" delle Olimpiadi londinesi

Anonimo ha detto...
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