giovedì 5 luglio 2012

AVANTI UN ALTRO...

Bella tu sei qual sole / bianca più della luna / e le stelle più belle / non son belle al par di te.
di Francesco Colafemmina


Non riesco a dormire al solo pensiero di questa ennesima coincidenza. Solo due giorni fa apprendevo dei giudizi acrobatici del nuovo prefetto della CDF in merito al dogma della verginità perpetua di Maria. Oggi scopro con stupore e amarezza che anche un altro neo-nominato vescovo e futuro cardinale, Mons. Bruguès, Bibliotecario e Archivista di Santa Romana Chiesa, si è occupato in passato della medesima questione. 
Lo ha fatto in una prima occasione specifica, quando in qualità di presidente della Commissione Dottrinale della Conferenza Episcopale Francese, ha commentato un documentario televisivo trasmesso in occasione della Pasqua del 2004. In particolare, in riferimento al suddetto documentario, la nota affermava quanto segue: 

"L’affirmation de l’existence de frères et sœurs de Jésus questionnera la compréhension de l’énoncé dogmatique de la virginité perpétuelle de Marie. La présentation de ces résultats, au-delà de ses effets déstabilisants, invite à un sain travail d’intelligence théologique qui conduira à revisiter la tradition et l’histoire de l’élaboration des dogmes chrétiens pour mieux les entendre et en vivre."


"L'affermazione dell'esistenza di fratelli e sorelle di Gesù renderà problematica la comprensione dell'enunciato dogmatico della verginità perpetua di Maria. La presentazione di questi risultati [all'interno del documentario], al di là dei suoi effetti destabilizzanti, invita ad un sano lavoro di intelligenza teologica che condurrà a rivisitare la tradizione e la storia dell'elaborazione dei dogmi cristiani per meglio intenderli e viverli".


Non pago di questa uscita ambigua, Mons. Bruguès in una nota sempre del 2004, pubblicata per riaffermare i dogmi mariani, specifica quanto segue:


"Les dogmes de la virginité perpétuelle de Marie, de sa conception immaculée et de son assomption troublent certains encore, qui y devinent l'affleurement de réactions archaïques devant l'énigme de la sexualité, de la mort et du mal. Là encore : que de telles nostalgies existent ne prive pas les affirmations de foi de leur vérité. Au contraire : il convient, et à ce travail les théologiens s'attellent et doivent s'atteler toujours, de relier ces affirmations à l'ensemble du dogme chrétien, notamment à l'affirmation de la bonté et de la sacramentalité du mariage, à la résurrection du Christ Jésus et à la nôtre, âme et corps, à celle du péché en son origine et en ses effets et du salut procuré par la mort par amour du Fils fait homme."


"I dogmi della verginità perpetua di Maria, della sua immacolata concezione e della sua assunzione turbano ancora alcuni, che vi indovinano l'affiorare delle arcaiche reazioni all'enigma della sessualità, della morte e del male. Lì ancora: il fatto che esistano tali nostalgie non priva affatto le affermazioni di fede della loro verità. Al contrario: conviene, e in questo lavoro i teologi si sforzano e devono sempre sforzarsi, ricollegare tali affermazioni all'insieme del dogma cristiano, precisamente all'affermazione della bontà e della sacramentalità del matrimonio, alla resurrezione di Cristo Gesù e alla nostra, anima e corpo, a quella del peccato nella sua origine e nei suoi effetti e della salvezza procurata dalla morte per amore del Figlio fattosi uomo".


Scopriamo così che:


1. I dogmi mariani sono un residuo di arcaiche reazioni all'enigma della sessualità, della morte e del male.


2. Per meglio intendere tali dogmi serve un lavoro di intelligenza teologica. Dunque i dogmi sono intrinsecamente in evoluzione.


Ma Bruguès non è nuovo a speculazioni sull'arcaicità dei dogmi e soprattutto sull'enigma della sessualità, come lo chiama lui. Sul n.102 di Communio scriveva - era il 1988 - quanto segue:

"Esegeti ed etnologi sono concordi nell'affermare che il termine purezza appartiene al comportamento religioso primitivo. [...] Nella misura in cui l'odierna mentalità cristiana ha fatto propria la convinzione secondo la quale l'incarnazione del Verbo avrebbe abolito definitivamente ogni distinzione tra il sacro e il profano, parlare di purezza significherebbe resuscitare categorie arcaiche e non considerare la grande originalità del cristianesimo. Pertanto, il prete avrebbe avuto ragione ad insorgere contro una 'sciocchezza', cioè la rievocazione di una mentalità primitiva e precristiana. [...] I 'peccati contro la purezza' non avevano finito per denotare unicamente i 'peccati  contro la carne'? Di conseguenza, a partire dal XIX secolo e fino a una data recente che si potrebbe situare alle soglie degli anni '60, la ricerca, talora ossessionante, della purezza sessuale ha caratterizzato la mentalità cristiana [...]. Le scienze umanistiche, infine, sono in parte responsabili del discredito in cui è caduta la nozione di 'purezza'. La loro metodologia, 'di tipo poliziesco o inquisitoriale, afferma Michel Serres, si fonda sul sospetto: spia, pedina, sonda le sfere più intime dell'uomo'. Essa offre della sessualità umana una visione meno semplice di quella forse prevalente in epoche anteriori. Ora sappiamo che la sessualità, compresa quella del bambino, è una realtà molteplice, alla quale il criterio di 'purezza' sarebbe totalmente estraneo in quanto denota principalmente 'la qualità di una cosa omogenea' (Littré). Si dirà che l'infanzia non è l'innocenza, che la psicoanalisi ha distrutto le nostre ultime illusioni sulla purezza o la naturalezza dell'età, che il giovane non ha bisogno di crescere per imparare l'arte del sotterfugio, della finzione e del calcolo. E' vero, cosa può significare purezza a undici o dodici anni?" (pp.85-86).



Porcate inqualificabili e vomitevoli specie se provenienti da un futuro cardinale! Non ci sono parole. Le lascio così a San Pio X che nella Pascendi anticipava tutto con straordinaria chiarezza e lucidità:

"In quel sentimento, dicono, di cui sovente si è parlato, appunto perché egli è sentimento e non cognizione, Dio si presenta bensì all'uomo, ma in maniera così confusa che nulla o a malapena si distingue dal soggetto credente. Fa dunque d'uopo che sopra quel sentimento si getti un qualche raggio di luce, sì che Dio ne venga fuori per intero e pongasi in contrapposto col soggetto. Ora, è questo il compito dell'intelletto; di cui è proprio il pensare ed analizzare, e per mezzo del quale l'uomo prima traduce in rappresentazioni mentali i fenomeni di vita che sorgono in lui, e poi li significa con verbali espressioni. Di qui il detto volgare dei modernisti, che l'uomo religioso deve pensare la sua fede. L'intelletto adunque, sopravvenendo al sentimento, su di esso si ripiega e vi fa intorno un lavorio somigliante a quello di un pittore che illumina e ravviva il disegno di un quadro svanito per la vecchiaia. Il paragone è di uno dei maestri del modernismo. Doppio poi è l'operar della mente in siffatto negozio; dapprima, con un atto nativo e spontaneo, esprimendo la sua nozione con una proposizione semplice e volgare; indi, con riflessione e più intima penetrazione, o, come dicano, lavorando il suo pensiero, rende ciò che ha pensato con proposizioni secondarie, derivate bensì dalla prima, ma più affinate e distinte. Le quali proposizioni, ove poi ottengano la sanzione del magistero supremo della Chiesa, costituiranno appunto il dogma. Con ciò, nella dottrina dei modernisti, ci troviamo giunti ad uno dei capi di maggior rilievo, all'origine cioè e alla natura stessa del dogma. Imperocché l'origine del dogma la ripongon essi in quelle primitive formole semplici; le quali, sotto un certo aspetto, devono ritenersi come essenziali alla fede, giacché la rivelazione, perché sia veramente tale, richiede la chiara apparizione di Dio nella coscienza. Il dogma stesso poi, secondo che paiono dire, è costituito propriamente dalle formole secondarie. A conoscere però bene la natura del dogma, è uopo ricercare anzi qual relazione passi fra le formole religiose ed il sentimento religioso. Nel che non troverà punto difficoltà, chi tenga fermo, che il fine di cotali formole altro non è, se non di dar modo al credente di rendersi ragione della propria fede. Per la qual cosa stanno esse formole come di mezzo fra il credente e la fede di lui; per rapporto alla fede, sono espressioni inadeguate del suo oggetto e sono dai modernisti chiamate simboli; per rapporto al credente, si riducono a meri istrumenti. Non è lecito pertanto in niun modo sostenere che esse esprimano una verità assoluta: essendoché, come simboli, sono semplici immagini di verità, e perciò da doversi adattare al sentimento religioso in ordine all'uomo; come istrumenti, sono veicoli di verità, e perciò da acconciarsi a lor volta all'uomo in ordine al sentimento religioso. E poiché questo sentimento, siccome quello che ha per obbietto l'assoluto, porge infiniti aspetti, dei quali oggi l'uno domani l'altro può apparire; e similmente colui che crede può passare per altre ed altre condizioni, ne segue che le formole altresì che noi chiamiamo dogmi devono sottostare ad uguali vicende ed essere perciò variabili. Così si ha aperto il varco alla intima evoluzione dei dogmi. Infinito cumulo di sofismi che abbatte e distrugge ogni religione!"

Perdonate la seguente postilla, ma se il Papa invece di perder tempo a scrivere bigliettini di rinnovata stima al Cardinal Bertone si informasse di più sulla solidità dottrinale dei Vescovi che nomina, forse farebbe penar meno la Santa Vergine che, è opportuno ricordarlo, a Suor Lucia disse, apparendo col cuore trafitto di spine il 10 dicembre 1925:

"Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo: A tutti quelli che per cinque mesi, al primo sabato, si confessano, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza.


Più che per la nostra salvezza, in questi tempi bui cerchiamo di esaudire la Madonna per la salvezza dell'umanità e la redenzione della Chiesa.

25 commenti:

Gederson Falcometa ha detto...

Forse ciò che stiamo assistendo, possono essere riassunti come segue: vediamo ogni giorno Padri, Vescovi e Cardinali, negando i dogmi della nostra fede, ora stiamo a guardare Roma obbligando la Fraternità San Pio X, a accetare il Concilio come un dogma. Così come si può dire che non c'era ruptra? Come puoi dire che è sbagliato, la visione di coloro che pensano che non esisteva nulla prima del Consiglio? Dom Müller può negare i dogma della nostra fede, ma la FSSPX, non può rifiutare l'assenso a un Concilio pastorale? Come spiegare questo?

Andrea ha detto...

Chiedendo scusa per la mia troppo frequente presenza, caro Francesco, ti esprimo la mia totale adesione su questo punto.

Il famoso dualismo gnostico, che il Clero "più avveduto" post-1960 vorrebbe "superare" affermando le bestemmie di cui ci parli, non era presente e non agiva proprio quando erano nettamente delineate e rispettate le due vie: quella del "già e non ancora" (via della maggioranza dei fedeli, tramite il Matrimonio) e quella del "già" (via della minoranza, tramite la vita religiosa o -per i maschi- il sacramento dell'Ordine).
Per tornare al caro don Camillo di Guareschi: qualcuno può pensare che egli si opponesse alla vita in famiglia delle sue "pecore" (rosse o non rosse), o la trovasse "gnosticamente disprezzabile" ?

Il percorso verso la catastrofe è sempre quello che io definisco, per l'Italia, cavuriano:
1- i "puri" (nuovi Catari) assaltano la Chiesa per "condurla sulla retta via"
2- i "più riflessivi" nel Clero dicono: "Abbiamo parecchio da imparare; è tempo che diventiamo ADULTI"
3- i continuatori di costoro okkupano i gangli informativi della Chiesa (oggi, l' "Osservatore") e si dedicano non alla guerra a Satana, ma alla RIEDUCAZIONE (altri la praticano nei Laogai) dei fedeli "meno aggiornati".

Il grande leit-motiv del tutto è,ossessivamente: "il Papa"(UN Papa) "ci arriverà anche Lui, e allora ci ringrazierà".

Grazie di cuore

Andrea Carradori ha detto...

Un'altro brivido, brutto presagio, per il secondo giorno consecutivo percorre la mia schiena.
Dopo la brutta notizia di ieri che mi aveva raggelato oggi non posso fare a meno di offrire una preghiera di riparazione alla Santissima Vergine Maria offesa da questo uomini di chiesa.
Sto sempre più riflettendo sul fatto che i Consacrati stanno distruggendo la Fede.
Maria, Mater Ecclesiae, proteggi la Santa Chiesa !

Francesco Colafemmina ha detto...

Rileggo le apparizioni di Akita (1973). In particolare questo messaggio della Beata Vergine Maria:

"Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti. Le sole armi che vi resteranno sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.

L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli…chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il Demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro."

Amicus ha detto...

Il fatto purtroppo è che il Papa conosce benissimo i destinatari delle ultime pessime nomine, perché è anch'egli un rappresentante della 'nouvelle théologie' a cui anch'essi fanno capo e che ha, come si sa, nella citata rivista internazionale 'Communio' (fondata dal trio de Lubac-von Balthasar- Ratzinger) il suo punto di riferimento più noto.
A partire dal Vaticano II, soprattutto con l'elezione di Paolo VI che li ha favoriti in tutti i modi (il Montini era da decenni un patito di de Lubac &C), gli esponenti della 'nuova teologia' neomodernista hanno occupato tutti i posti chiave nella Gerarchia. Un potere che viene perpetuato, come si è visto e come vediamo anche in questi giorni, in modo inesorabile continuando ad installare nouveaux théologiens neomodernisti D.O.C. in Curia e nelle Diocesi più importanti. San Pio X nella citata 'Pascendi' aveva definito i modernisti del suo tempo come "clandestinum foedus", una società segreta: ma a partire dal superconcilio gli eredi spirituali dei vecchi modernisti non hanno più bisogno di nascondersi: governano la Chiesa. Questo è il dramma di cui la stragrande maggioranza del mondo cattolico non si è reso conto. Le tragiche conseguenze di tutto ciò sono sotto i nostri occhi.

Anonimo ha detto...

Mi dispiace dirlo, ma con la nomina a cardinali di Cordes e Filoni, noti estimatori dei neocatecumenali e strenui oppositori della messa in latino, e ancora con queste nuove nomine "precardinalizie", il Santo Padre sta pesantemente ipotecando il futuro della nostra Chiesa.
Quod Deus vult perdere...?
Camminante

Areki ha detto...

Ringrazio Francesco Colafemmina per tutto il suo prezioso lavoro di denuncia e di smascheramento di questi signori che stanno pugnalando il Cuore Immacolato di Maria.
Sono un sacerdote e sono rimasto basito dalle recenti nomine di Benedetto XVI.
Sono sempre più convinto della giustezza delle posizioni della Fraternità San Pio X.
Dobbiamo tutti tener duro per conservare il tesoro più prezioso che c'è: LA FEDE.
Dio salvi la Chiesa.
don Bernardo.

Alberto ha detto...

Caro Francesco,grazie per il tuo diuturno lavoro di informazione,sono sconvolto.
Non ho più parole,che dire:il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Questi stanno distruggendo la Chiesa.
Mons. Lefebvre li smascherò e non si piegò al modernismo...preferì obbedire a Dio più che a Bugnini e Montini!
Semper sub sextis Roma perdita fuit!
Sempre sotto il numero sei Roma fu perduta...
Ecco perché hanno manipolato il terzo segreto di Fatima:l'Anticristo si insedierà in Roma e
solo in Portogallo si conserverà il dogma della Fede!

Gianpaolo1951 ha detto...

Caro Alberto, magari non fosse così!...
Quello che hai brevemente riassunto, è la pura e amara realtà!!!

Anonimo ha detto...

Caro dott. Colafemmina, vada a leggersi l'intervista di Tornielli al suo amico don Bux circa le posizioni di Muller sul sito Vatican Insider da lei linkato...

Alberto ha detto...

Francesco,La pregherei di farsi promotore dell'iniziativa di rivolgere a Muller le seguenti domande:
1.Se veramente ha professato le tre eresie di cui l'accusano
2.Se crede di rinnegarle pubblicamente come pubblico è lo scandalo.
3.Se obbedisce in tutto e per tutto ai decreti dei Concili dogmatici di Trento , del Vaticano I e alla Bolla Ineffabilis Deus del Beato PIO IX...
in caso contario va da sé che non può stare alla Suprema custodia della Fede.
Ne tragga le conseguenze e si dimetta!

Gianpaolo1951 ha detto...

E lei, caro Anonimo delle 3:03, vada a leggersi i miei botta e risposta con il dott. Tornielli!

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Amicus, hai detto nel tuo commento, complimenti. Vale la pena leggere l'articolo di Padre Garrigou Lagrange “Where is the New Theology Leading Us?” (disponibilizado no endereço: http://cfnews.org/gg-newtheo.htm o in francese http://www.salve-regina.com/SalveV3/Theologie/la_nouvelle_theologie.htm). Dove se puó trovare spiegazione, per quello problema di logica osservato per Francesco, in un testo recente sul blog, come se puó vedere:

"I concetti utilizzati da S. Tommaso sono semplicemente nozioni aristoteliche applicato alla teologia".
 
Quello che segue allora? "Rinunciando alla fisica aristotelica, il pensiero moderno ha abbandonato i concetti, schemi, opposizioni dialettiche che avevano senso solo in funzione di essa" 3.Ele abbandona, quindi, la nozione di forma.

Come il lettore potrà evitare questa conclusione: la teologia di San Tommaso, per non essere attuale, si tratta di una falsa teologia?
Ma poi, come i papi spesso stato consigliato di seguire la dottrina di San Tommaso? Come fa, allora la Chiesa dal Codice di Diritto Canonico, can. 1366, no. 2: “Philosophiæ rationalis ac thelogiæ studia et alumnorum in his disciplinis institutionem professores omnino pertractent ad Angelici Doctoris rationem, doctrinam, et principia, eaque sancte teneant”?
 
Inoltre, come "una verità immutabile" può essere mantenuta se le due nozioni che incontra il verbo Essere sono essenzialmente cambiante?
 
Una relazione immutabile non è concepibile senza qualcosa immutabile, nei due termini che unisce. Altrimenti, si può dire che un fiocco di ferro può immobilizzare una onda..."

Andrea ha detto...

Nella frase che citi sulle "nozioni aristoteliche usate in teologia", caro Gederson, c'è tutto l'odio alla "grecità" (filosofia classica), che è poi il ritornante odio e disprezzo degli Ebrei contemporanei a Cristo verso le "genti" (i brulicanti popoli pagani del bacino del mediterraneo, largamente uniti però in una KOINE' culturale).

Dal canto mio, colgo l'occasione per battere il mio tasto: non solo siamo in debito perenne verso San Tommaso, ma è importante che facciamo una netta scelta per "il Filosofo" (Aristotele) e contro Platone, che creò un castello apparentemente venerabile, ma in realtà chiuso alla trascendenza divina.
Il subordinazionismo del Figlio (Cristo) al Padre si manifesta sempre in un'atmosfera platonica: con l'atto creativo, operato tramite il Figlio, Dio si "abbasserebbe" a qualcosa di "indegno di Lui".
Si nega, anche se velatamente, la libertà amorosa del Padre nel creare e del Figlio nel cooperare - abbiamo visto, nel Nuovo Testamento, in quale senso e fino a che punto!

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Andrea,

Sono d'accordo con te per quanto riguarda le parole di Pe Garrigou Lagrange. Se tu legge il testo di Padre Guido Mattiussi "Dogmi mutabili", vedrá una continuità tra quello che lui ha scritto, con quello che dice Pe Garrigou (come se loro combattevano lo stesso nemico). Padre Guido in questo testo, fa una sorta di profezie, guarda:

"Verrà giorno che un Concilio adatti la religione ai nuovi tempi, esponendola secondo le idee ora accettate, come il Concilio di Trento per l'ultima volta la espose secondo le idee scolastiche. Così molti dicono, e più spudoratamente degli altri il Loisy". Dogmi mutabili - Padre Guido Mattiussi - http://pascendidominicigregis.blogspot.com.br/2012/03/dogmi-mutabili.html

Per quanto riguarda Aristotele e Platone, non posso dire qualcosa, perchè conosco gli autore, ma non il sufficiente per opinare...

Un saluto dal Brasile

Gederson Falcometa ha detto...

Francesco,

È uscito un testo in "The Pastor Corner", che si repete quello che tu hai detto nei testi:

http://www.sspx.org/pastors_corner/pastors_corner_july_2012.htm#austria

Anche su Müller:

http://www.sspx.org/miscellaneous/fr_gaudron_on_bishop_mueller_7-6-2012.htm

Un Saluto dal Brasile

Luciana Cuppo ha detto...

Caro Colafemmina,

grazie per aver sottolineato la necessita' della devozione di riparazione al Cuore Immacolato di Maria. Ho ritrovato nelle Sue parole la stessa fede ferma che mi aveva gia' colito quando, qualche anno fa, facevo lo spoglio di articoli su 'Campania Sacra' a firma Francesco Colafemmina (non credo fosse un omonimo)per l'International Medieval Bibliography.
Ed a proposito di devozione al Cuore Immacolato di Maria - non solo, genericamente, "alla Madonna", perche' la devozione al Cuore Immacolato e' essenzialmente devozione di riparazione - desidero riportare qui, sperando che qualcuno accolga l'invito, le parole di un apostolo di questa devozione: Ed Albrecht, laico e padre di famiglia, da da diversi anni non piu' fra noi:
"Ma, se la Chiesa da un lato insegna che Fatima e' degna di fede e dall'altro che non e' necessario credervi, l'ovvia reazione, ripetutamente dimostrata, e': "Perche' darsi il disturbo?' Abbiamo estremo bisogno di una teologia che ci metta in grado di imbrigliare la potenza e la promessa di Fatima. Cio' che manca e' una teologia adottata del pari da vescovi e preti di parrocchia, che riconosca che Dio Le ha dato il potere; che Le dobbiamo rispetto e - si' - obbedienza; una teologia che metta in grado noi, la sua Chiesa tutta, di fare la volonta' di Dio e di adempiere alle condizioni stabilite a Fatima da Nostra Signora del Rosario.

Andrea ha detto...

Cara Luciana, per Fatima, come per tutte le apparizioni (io le chiamerei le "occasioni in cui la Vergine si è fatta prossima") ufficialmente riconosciute, la preoccupazione della Chiesa è che il popolo cristiano si trasformi in un popolo mariano, cioè in un popolo nel quale la Fede teologale (dono di Dio dato con il Battesimo) sia messa in ombra dalla fede nelle parole e nelle opere della Madre.

Questa preoccupazione è, a mio giudizio, dilettantistica: qualunque "fede mariana" non reggerebbe un attimo se non si muovesse nell'ambito della misteriosa (nel senso che Dio non si lascia confinare dalle nostre formule) Fede in Dio Rivelante.

Ma ciò che è peggio è che essa cela un'impostazione gnostica: "Che bisogno abbiamo di segni, quando tutto è chiaro al nostro intelletto?".
Abbiamo bisogno continuo di segni
1- perché il nostro intelletto lavora intel-ligendo, cioè "leggendo dentro" le cose
2- perché siamo sempre, specialmente in questi tempi, immersi in un'atmosfera resa torbida dal peccato

Purtroppo la "teologia prevalente fra Vescovi e preti di parrocchia" (sia "normali" sia modernisti !) è questa: "Siamo persone di pensiero, non materialisti !". Cioè è Cartesio

VALERANDO ha detto...

Caro Francesco, complimenti a Lei e al suo Blog,ormai unico Blog veramente cattolico.
Complimenti per il suo coraggio:a che serve essere lodati dagli uomini se si perde la Fede?
Il dolore per questa triste vicenda ci fa capire molte cose che sembrano nascoste ma lì rimangono come convitati di pietra.
Il Papa è bavarese e la Chiesa in Baviera è sempre stata pervasa dalle concezioni degli Illuminati condannati da Clemente XIII e dalle concezioni di Weisaupt,condannato da Gregorio XVI.
Tutto è visto con le lenti delle sorti progressive ,tutto è ottimismo e irenismo.Si conciliano gli opposti in tutto.
La realtà è più complessa e tragica:i figli della Luce saranno sempre in lotta col potere delle tenebre.
Unica nostra speranza è Cristo,saremo sempre odiati dagli uomini,anche da quelli di Chiesa(horribile dictu!)ma amati dal Signore in quanto più soffriamo ci configuriamo a Lui.

Anonimo ha detto...

Ragli e deragli...

http://www.cantualeantonianum.com/2012/07/distretti-lefebvriani-ragliano-e.html

Anonimo ha detto...

Si tratta del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede^ E' il bene della Chiesa che richiede chiarimenti pieni e immediati. Altrimenti sarà guerra di religione in ogni paese e dal conflitto già in atto sul fronte tedesco si passerà velocemente ad una guerra civile (parrocchia per parrocchia, casa per casa, famiglia per famiglia) estesa a tutti i continenti ove esiste la fede cattolica.
Mazzarino

Luigi ha detto...

Ore 17,13 Terremoto a Roma grado 3.5 Richter .trema la Basilica di San Paolo e tutta la zona Est ...

Stefano78 ha detto...

Molti fanno l'errore di credere che le persone non cambiano e non possano cambiare. Siano essi Papi o Vescovi. In un senso o nell'altro.

A volte le persone non cambiano e si radicano nell'errore. Oppure crescono nella Virtù... A VOLTE LE PERSONE CAMBIANO

Stefano78 ha detto...

...L'intervista a Don Bux è totalmente interlocutoria...

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Stefano,

Padre Mathias Gaudron ha risposto Mons. Bux in una intervista (in tedesco), guarda:

http://pius.info/archiv-news/734-beziehungen_zu_rom/6969-interview-mit-pater-gaudron

La risposta è chiara e rivelatrice...

Un saluto dal Brasile