lunedì 6 agosto 2012

LE FUTURIBILI MESSE TRIDENTINE DEL PAPA E IL TRADIZIONALISMO MA-ANCHISTA...


di Francesco Colafemmina

Voci di conciliaboli in merito ad una prossima messa in rito antico del Santo Padre si rincorrono negli ultimi giorni. A ciò si aggiunge la notizia di una petizione pubblica lanciata in Brasile affinché Papa Benedetto celebri almeno una messa secondo il messale del 1962 (ma il Papa legge le petizioni online?). Certo, sarebbe un magnifico exemplum, ma quanto gioverebbe alla causa dei cosiddetti "tradizionalisti"? 

Immediatamente dopo l'intero mondo riverserebbe accuse di ogni genere sul Sommo Pontefice, i vari Bianchi, Melloni e Mancuso non esiterebbero a reiterare i propri affondi contro una Chiesa "retrograda" e anticonciliare. E di queste reazioni sarebbero inevitabilmente complici coloro che pur in buona fede stanno cercando di dar vita a questo evento. Evento che con tutta probabilità non andrà in porto perché il Papa non accetterà mai di sottoporsi al ludibrio progressista-giudaico-radicalchic.

Ma al di là degli strologamenti in merito ad una futuribile messa tridentina papale, va registrato il recente susseguirsi di riunioni segrete, riservate, esclusivamente su invito (un po' come accadeva ai tempi del pre-concilio, quando cospiravano i sabotatori della Santa Messa) per discutere tematiche (il Concilio Vaticano II) ed eventi (Pellegrinaggi tradizionali) che riguardano non certo consorterie o gruppi di eletti, bensì l'intero popolo di Dio.

Evidentemente il punto è un altro e ci arrivo subito. L'impressione, e mi auguro si tratti solo di una personalissima impressione, è che si stia armando un tradizionalismo "dal volto buono", che potremmo definire il "tradizionalismo maanchista" (secondo la famosa dizione veltroniana del "ma anche": "vetus ordo, ma anche novus", "tradizione, ma anche riforma", "il Vaticano II alla luce del magistero precedente, ma anche il magistero precedente alla luce del Vaticano II", etc. etc.) da contrapporre al "tradizionalismo dei duri e puri" ossia quello afferente alla Fraternità San Pio X. Nella prospettiva di un rifiuto da parte della Fraternità di sottoscrivere le condizioni vaticane, qualcuno ne approfitta per dimostrare che la Tradizione non è appannaggio dei lefebvriani, anzi essa può fare volentieri a meno di difensori d'ufficio peraltro accostati recentemente dal Cardinal Koch a dei "luterani" (strano, visti i buoni rapporti della Santa Sede con i figli di Lutero e viste le dolci parole del Papa pronunciate in Germania in ricordo dello stesso autore delle 95 tesi).

Questa forma blanda di tradizionalismo ha però un difetto essenziale, tutto italiano. Della tradizione ha una visione esclusivamente intellettualistica e formale (dibattito sul Concilio, messe in latino, pizzi e merletti, clericalismo autoreferenziale). Le manca invece la dimensione pastorale che è l'autentico valore della Fraternità San Pio X, fondata non certo per preservare esclusivamente un rito o una visione del mondo cattolico giurassica e immutabile, ma per custodire assieme al rito e alla dottrina una "vita cristiana" autentica. Questa vita cristiana è testimoniata dalle famiglie della Fraternità e dalla pastorale dei suoi sacerdoti. Ma questo aspetto sembra non interessare affatto i tradizionalisti de noartri. E tantomeno la Commissione Ecclesia Dei, impegnata in una partita di potere con gli eredi di Mons. Lefebvre, ignorando volutamente la sfida spirituale volta al bene delle anime e alla diffusione della Grazia sulla quale si concentra l'"inconcepibile" ostinazione di questi ultimi. Insomma, se i "tradizionalisti" grazie ai quali - e ciò è innegabile - abbiamo ottenuto il Summorum Pontificum, non sottoscriveranno i dictat di Roma, sarà pronto un nuovo movimento pronto ad assorbire i nostalgici tradizionalisti... forse in attesa che la tradizione scompaia, assorbita nel potpourri liturgico-spirituale del cattolicesimo contemporaneo.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Completamente daccordo su tutto. è proprio questo che manca,un tradizionalismo alla san Pio X, preoccupato che tutto il popolo cattolico possa tornare a vivere della vera Tradizione. mi permetto di indicare l'esperienza alpina testimoniata dal blog www.radicatinellafede.blogspot.it , nata col desiderio di non confinare in nessuna elite la tradizione. grazie, Clafemmina!

Andrea ha detto...

Puro veleno il titolo di "Vatican Insider" de "La Stampa", che si pone ormai come cattedra parallela (per i figli del "Risorgimento", Torino è la vera Capitale!), che ha inventato l'espressione "fedeli del Summorum Pontificum".
Perciò chi ama la Messa "gregoriana" apparterrebbe a una setta, che crede in un particolare documento pontificio

Andrea Carradori ha detto...

Caro Francesco, solo solo d'accordo sull'aspetto pastorale-educativo, di grande e incontestabile rilievo, della Fraternità Sacerdotale San pio X. Per ora questa feconda caratteristica manca del tutto nelle oasi, riserve, del neonato tradizionalismo italiano, tutto fatto di computer e di mi espongo-maa-non-troppo ... ( un po' come certa politica di radice democristiana...)
Il tradizionalismo italiano non avrà mai la visibilità dei cattolici di Amiens che, incuranti del freddo e del caldo, hanno celebrato le Messe davanti la Cattedrale nella pubblica piazza. Centinaia di persone ! Impensabile in Italia... Scritto tutto questo mi fa molto dispiacere apprendere che una pubblica riunione dei rappresentanti dei gruppi stabili ( a cui non son potuto andare per motivi di salute) sia stata definita come una specie di incontro di carbonari. Non è vero ne' meritiamo tale qualifica perchè noi, dei gruppi stabili, lavoriamo , e anche molto, per far applicare il Motu Prorpio nelle nostre reealtà locali. Perchè amiamo la nostra "chiesa locale" e perchè sappiamo che copiose grazie scnderanno anche grazie alle Messe celebrate con il venerando rito antico. Noi non siamo ne' vogliamo essere trasformati in marziani, in alieni ( un po' lo siamo già... siamo figli di una realtà ecclesiastica locale e come tali vogliamo rimanere riservando ad essa la cosa più bella che abbiamo : la nostra fedeltà per la tradizione della Chiesa.
Questa la nostra battaglia, quotidiana, afficnhè nella nostra terra possa affermarsi la Tradizione. Una battaglia difficile e squilibrata a cui si aggiunge il fuoco "amico" sparato qualche giorno da su MiL da Veronica Rasponi ( CR ) e da Cristina Siccardi. Se ne parlerà quando gli Uffici riapriranno. Per ora ai tradizionalisti che temono di firmarsi, nopme e cognome, su MiL, perchè sono timidi e non possono esporsi troppo diciamo di appropriarsi della virile audacia dei nostri cugini francesi di Amiens. Alle Rasponi e ai Colafemmina diciamo di stare tranquilli perchè è caldo e perchè la nostra natura rigetta ogni mutazione genetica, da cattolici a carbonari ... Lasciate lavorare nella trincea i soldati e non sparategli alle spalle come han fatto le signore prima citate...
Suvvia non tutto è cospirazione, non tutto è carboneria, non tutto è intrigo ... esistono anche l'idealismo e la buona fede. Io ho ancora fiducia nell'attuale gestione vaticana. Ci sono delle problematiche talmente vaste che debbono aver consigliato l'adozione recente, intra moenia, dello scellerato manuale Cencelli ( politico che ho conosciuto personalmente ). inebriamoci del sole e del caldo e lasciamo le suggstive ombre nebbiose ad altri... noi siamo figli della luce !

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Andrea,

l'articolo della Rasponi è a mio parere condivisibilissimo.

L'incontro è stato di Carbonari perché nel momento in cui si è invitata della gente a parteciparvi si è fatto presente di mantenere la notizia riservata. Ed è la seconda volta che questo accade. Per quale razza di ragione?

D'altro canto, caro Andrea, chi sarebbero questi autoproclamatisi soldati? Chi gli ha detto di lavorare in trincea, e quale trincea, per ottenere quale risultato?

I coordinamenti poi cosa sono? Cosa coordinano? secondo quale criterio?

Anonimo ha detto...

Per quanto ne so i coordinamenti sono composti da gente che si da da fare nella propria diocesi. Chi vuole è libero di aderire al coordinamento nazionale, chi invece non vuol farlo fa tranquillamente a meno. Certo poi non può lamentarsi che chi vi ha aderito porti avanti le proprie iniziative.
Per quanto riguarda la FSSPX, per quel poco che ne so, alcune proposte sono sorte quando pareva che il suo riconoscimento fosse imminente; per cui non credo che le ultime iniziative proposte siano il tentativo di creare un'alternativa ai così detti lefebvriani.
M

Andrea ha detto...

Benché io non condivida la simpatia né la riconoscenza di Francesco verso l'ambiente della San Pio X, sono felice che egli sottolinei la minaccia insita nei "coordinamenti" e nei conciliaboli.

La questione non è tanto quella degli eventuali intenti non limpidi di chi promuove tali iniziative, quanto quella della ghettizzazione/riduzione a fazione.
Tempo fa, il prof. de Mattei, quando gli fu chiesto se si definisse un "cattolico tradizionalista", rispose che avrebbe voluto definirsi semplicemente "cattolico", pur vedendo in azione un ampio movimento dedito a demolire la Chiesa dall'interno.
Ricordiamoci sempre che l'unica vera forza della Chiesa è quella della verità, o in altri termini quella della "laicità" cattolica, cioè universale. Qualunque tentativo di agire "partiticamente" in Essa è deleterio, oltre che inevitabilmente effimero

Andrea Carradori ha detto...

Suvvia ! E' stato richiesto, pro opportunitate, di aspettare la presentazione del progetto del 10 settembre. Se la sera stessa del 14 luglio era un susseguirsi di commenti e di telefonate ... Dai stavolta non c'è nessuna carboneria di mezzo ... almeno che si abbia scambiato Andrea Carradori con Antonio ... ma quest'ultimo, carbonaro e cospiratore, è morto nel 1882.

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Francesco, faccio alcune osservazioni:

1 - Il Papa ha detto nel suo viaggio in Germania alla città di Lutero:

" È stato l’errore dell’età confessionale aver visto per lo più soltanto ciò che separa, e non aver percepito in modo esistenziale ciò che abbiamo in comune nelle grandi direttive della Sacra Scrittura e nelle professioni di fede del cristianesimo antico”". Il Papa: la fede, vissuta nell’intimo, in un mondo secolarizzato, è la forza ecumenica più forte che ci ricongiunge, guidandoci verso l'unità in Dio - http://lavignadelsignore.blogspot.com.br/2011_09_23_archive.html

Se si può dire molto su queste parole del Papa, ma riparare due cose:

a) Il Papa parla di uno stato confessionale, come una cosa del passato;
b) L'errore di questa età confessionale sarebbe stato mettere attenzione su ciò che divide, piuttosto che concentrarsi su ciò che une.

Allora, se la era confessionale é una cosa del passato, quale il senso di imporre un preambolo dottrinale alla FSSPX, se il fine di tale preambolo è una confessione? Non sta il magistero conciliare commettendo con la Fraternità San Pio X, l'errore che giudicato avere commesso la Chiesa dell'era confessionale"? In quale era siamo noi, sarà che il Papa può dire? L'idea di superare un'epoca, ha un aria di evoluzione?

La spiegazione per la validità di una parola per la FSSPX e la sua invalidità per i luterani è il concetto di verità della Nouvelle Théologie (adaequatio mentis et vitae). Spiega il Padre Garrigou Lagrange che in questo concetto, la verità non esiste in funzione dell'essere, ma in funzione dell'azione, per questo se ce una verità per i Luterani, altra per la FSSPX, altra per il Camino Neocatecumenale, etc. Se può dire che abbiamo anche un concetto di mezza e piena validità delle parole che dice il Vaticano. Per esempio, le parole del magistero pre-conciliare ce una mezza validità, per questo il Papa può parlare del fine della era confessionale (e il concilio, non è un superdogma), Don Müller può negare i dogmi della nostra fede, le decisione di Pio IX ce solo un valore storico, ecc. Ma le decisione del magistero conciliare ce piená validità, per questo la FSSPX deve acettare il Concilio con l'assenso di fede divina e cattolica. Assurdo...

Gederson Falcometa ha detto...

2 - Credo che la questione del tradizionalismo è che egli possiede gradi di perfezione, cioè vi è in teoria un tradizionalismo perfetto, che è dottrinale e un tradizionalismo liturgico, che è più sentimentale che propriamente dottrinale. Il primo è dottrinalmente intrasigente non consente transazione in nessun caso. Il secondo ammette trattative dottrinale ed è vulnerabile, sta subordinato direttamente all'autorità (che è purtroppo modernista).

Questo non è solo un problema italiano, qui in Brasile la maggior parte del tradizionalismo, è solo liturgico. Ritengono che il restauro della Chiesa, sarà attraverso la Messa tridentina senza mettere in considerazione che tutti i nuovi teologi che hanno prodotto il Concilio, hanno celebrato la Messa tridentina e che la Madonna di La Salette, ha chiamato i sacerdoti di quello tempo (dove se aveva solo la Messa Tridentina) di pozzi neri di impurità.

3 - C'è anche un fattore storico che è rilevante, ma non decisiva per la cura pastorale esercitata dal tradizionalismo francese: hanno affrontato la Nouvelle Theologie, e quindi conoscono megliore il nemico. Come leggiamo nella Humani Generis, nella Chiesa non ha mancanto la conoscenza del problema, ma dopo 12 anni, il Papa ha convocato il Concilio, dove diversi nuovi teologi, inspiegabilmente, hanno diventato eletti cardinali. Questo è un mistero, forse, il "misterium iniquitatis".

4 - Una questione per riflettere: sarà che solo la Messa tridentina risolverà tutti i problemi della Chiesa?

Il cardinale Siri ha detto che la Nuova Messa è stata una punizione per le Messe tridentine mali celebrate prima del Concilio, e in quello periodo aveva buoni padri e anche buona dottrina (al meno migliore che oggi), che non è stato sufficiente per contenere la riforma liturgica di Paolo VI. Se non è stata sufficiente per contenere, sarà sufficiente remediare?

Un saluto dal Brasile

Andrea ha detto...

Solo una parola, caro Gederson, per cercare di sentire in positivo il pensiero del Papa a Erfurt:
"Età confessionale" credo che significhi, per Lui, epoca in cui le negatività altrui vengono subito all'occhio: le feroci ribellioni dei Luterani all'occhio dei Cattolici; il presunto papismo tremebondo dei Cattolici all'occhio dei Luterani.
Si procedeva cioè per fazioni ("confessioni" in senso negativo).

Ricordiamoci che il grande cavallo di battaglia della nascente Massoneria era proprio questo: "I credenti sono in perenne guerra fra loro; faremo sorgere una società di razionalisti dediti alla Pace Perpetua".

Ho avuto una parente acquisita luterana. Ti garantisco che non mi dedicavo a ricordarle il disastro combinato da Lutero, bensì a conversare con lei su un piano di simpatia umana.

Sul grave scandalo dei teologi della "Nouvelle Théologie" fatti cardinali, concordo con te.

Cari saluti

Luisa ha detto...

Potrebbe interessarvi:

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV310_Una_occasione_mancata.html

Luisa ha detto...

Mi sembra difficilmente negabile, e le reazioni infuriate su MiL ne sono la prova, che sia in atto un movimento tendente a creare una sorta di identikit del buon tradizionalista, disegnato e diffuso da chi pretende essere il vero e autentico tradizionalista, chi non si allinea, chi non si accoda, chi non sposa in modo incondizionale il comportamento di quei "professionisti della Tradizione"è messo al bando, è stigmatizzato e...non sarà convocato alle riunioni di chi si autoproclama legittimo e unico rappresentante del "mondo tradizionalista".
Se volevano mettere in luce dissapori ci sono riusciti, se volevano suscitare reazioni di chi è stato escluso non potevan agire in miglior modo.
Più di un punto di quel Patto suscita domande, la data scelta per il pellegrinaggio stupisce, non è strillando, esigendo la soppressione di thread, come su MiL, che si da un`immagine positiva di quella che dovrebbe essere un`iniziativa aperta a tutti e non solo a chi sposa il pensiero corretto e conforme non più modernista ma tradizionalista!

Gianpaolo1951 ha detto...

Cara Luisa,
sono pienamente d'accordo con Lei!!!

Luisa ha detto...

Un caro saluto a Gianpaolo!
Ogni tanto apro il blog di Tornielli e la ritrovo, ammiro la sua pazienza!

A comprova di ciò che ho tentato di dire avrà notato come da Tornielli un certo blogger angelico modernista e antitradizionalista si è felicitato per l`iniziativa del "Coordinamento" che vuole fare un pò d`ordine e di pulizia fra i Tradizionalisti.
E così un progressista sa chi sono i veri tradizionalisti e il sano tradizionalismo e felicita chi vuol far pulizia in casa tradizionalista.

Certi placet ricevuti da certi ambienti, dovrebbero far riflettere chi vorrebbe instaurare quel pensiero unico e allineato, escludendo e criticando ogni voce fuori dal coro, certe alleanze, certi compromessi e certi silenzi travestiti in umile obbedienza, fanno solo il gioco di chi a termine vuole solo la morte definitiva della Santa Messa Antica.

Gianpaolo1951 ha detto...

Troppo buona, cara Luisa!
Effettivamente con l’angelicus-maleficus ci vuole tanta pazienza e ogni tanto sbotto anch’io di fronte all’ipocrisia, elevata all’ennesima potenza, di simile individuo!
Quando poi – di fronte a prove inoppugnabili - viene messo alle corde, sa solo dire “lei non sa quello che dice…, lei non ha capito…, lei ha frainteso… e così all’infinito!...
Lasciamolo cuocere nel suo brodo…, tanto prima o poi, farà la fine che si merita!!!

Anonimo ha detto...

Bravo Francesco! Optime. Antonello