venerdì 7 settembre 2012

IL CONVENTO DI SAINT-JACQUES A PARIGI (1969)

Facciata del Convento di Saint Jacques a Parigi (1968-69)
di Francesco Colafemmina

In questa ideale e breve storia del movimento della "nuova" arte e architettura sacra non poteva mancare il Convento di Saint Jacques, a Parigi. Nella precedente puntata abbiamo visto come l'azione ideologica dei novatores si fosse concretizzata in una chiesa di Digione che incarnava quella tensione verso la rottura col passato, tipica del circolo intellettuale aggregatosi attorno a L'Art Sacré

Quel circolo intellettuale perde smalto a partire dagli anni '60, mentre la rivista è sotto la direzione di P. Maurice Cocagnac. Questi sarà promotore della costruzione di un nuovo convento domenicano situato nel 13 arrondissement di Parigi. Sono gli anni nei quali si mette in opera proprio in quel quartiere di Parigi una grandiosa operazione urbanistica fondata sulle teorie dell'abitare di Le Corbusier: il progetto Italie 13. I risultati del progetto urbanistico saranno orribili. Il brutalismo applicato ad una città considerata fra le più belle del mondo indurrà il presidente Valérie Giscard d'Estaing a bloccare l'intero progetto nel 1974. I danni erano comunque irreparabili.

Maurice Cocagnac - copertina di un vinile del 1964: Il ballo dei resuscitati (sic!)
Nel 1968, mentre procede Italie 13, il Padre Cocagnac affida all'architetto della chiesa di Santa Bernadette a Digione, Joseph Belmont, la progettazione di un convento perfettamente integrato nelle logiche del brutalismo: il Convento di Saint Jacuqes. 

Di seguito alcune foto del Convento che si commentano da sé. Oggi fra i suoi ospiti c'è l'artista e frate Dino Quartana, in Italia sponsorizzato da CL. Sotto una sua celebre opera.

La chiesa del convento: sala proto-neocatecumenale?
L'altare visto dall'alto
Vetrata del Convento 
Dino Quartana: Salto alla corda - 1982

4 commenti:

Anonimo ha detto...

carissimo
guardando il bronzo di fra Dino Quartana ho ricordato i lavori e le sculture di un artista contemporaneo e che aspira a fare arte sacra, Paolo Soro. le differenze sono enormi.
http://www.soroarte.com/htm/opere.htm

la ringrazio di cuore per i suoi interventi

fausto gallo, trieste

Caterina63 ha detto...

.... mamma mia che squallore :-(
mette una angoscia tremenda!!

alino77 ha detto...

La sala non assomiglia affatto ad una neocatecumenale, se non nella disposizione a cerchio che di fatto spazialmente non individua il presbiterio.

Ma l'ambone a sinistra (?) non è certo funzionale alla liturgia, prima c'è la liturgia della Parola, quindi dovrebbe interporsi fra sacerdote e Altare, poi davanti l'Altare. Davanti all'Altare poi non vedo Fonte Battesimale per chi sceglie il battesimo per immersione. Si nota solo un tappeto scuro.

Alessio

Anonimo ha detto...

Sarebbe un bell'edificio...se non fosse un convento.